20.1 C
Rome
giovedì 30 Aprile 2026
Home Fisco Sport e Non Profit

Fisco Sport e Non Profit

Sport Bonus 2025 seconda finestra: elenco ammessi, scadenze e come ottenere il credito d’imposta del 65%

Mariana Maxwel - Data di Pubblicazione: 02/12/2025 - 8872 visualizzazioni.

Il Dipartimento per lo Sport ha pubblicato l’elenco dei soggetti ammessi alla seconda finestra dello Sport Bonus 2025, una misura fiscale che consente alle imprese di ottenere un credito d’imposta del 65% sulle erogazioni liberali effettuate per interventi su impianti sportivi pubblici o per la realizzazione di nuove strutture.

Le imprese selezionate dovranno effettuare i versamenti entro il 9 dicembre 2025, seguendo modalità precise e tracciabili, e trasmettere la documentazione richiesta attraverso la piattaforma online del Dipartimento.

La misura, rifinanziata con la Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 246, L. n. 207/2024), si conferma come uno strumento di supporto alla riqualificazione dello sport pubblico, ma anche come opportunità di pianificazione fiscale per le aziende.

In questo articolo analizziamo cos’è lo Sport Bonus e a chi è rivolto, l’elenco degli ammessi nella seconda finestra 2025, come effettuare correttamente le erogazioni liberali, i benefici fiscali riconosciuti e soprattutto, come non perdere questa opportunità di risparmio legale e supporto al mondo sportivo.

Cos’è lo Sport Bonus

Lo Sport Bonus è un’agevolazione fiscale pensata per incentivare le erogazioni liberali a favore dell’impiantistica sportiva pubblica. Introdotto con l’art. 1, comma 621, della Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017), viene rifinanziato e aggiornato ogni anno per favorire la partecipazione di imprese e cittadini.

Nella sua forma attuale, lo Sport Bonus consente a:

  • Imprese (società di capitali e di persone);

  • Lavoratori autonomi;

  • Enti non commerciali

di ottenere un credito d’imposta pari al 65% delle somme donate, utilizzabile in compensazione tramite F24. Questo significa che, su 10.000 euro donati, ben 6.500 euro saranno recuperati tramite sconto fiscale.

Le donazioni devono essere finalizzate alla manutenzione, al restauro o alla realizzazione di impianti sportivi pubblici, anche gestiti da soggetti concessionari pubblici. Si tratta, dunque, di un’opportunità concreta per chi desidera coniugare responsabilità sociale d’impresa e ottimizzazione fiscale.

Elenco ammessi 

Il Dipartimento per lo Sport ha ufficialmente pubblicato l’elenco dei soggetti ammessi allo Sport Bonus 2025 – seconda finestra, ovvero coloro che possono effettuare donazioni in denaro per la manutenzione, riqualificazione o costruzione di impianti sportivi pubblici. Si tratta di un passaggio fondamentale del processo, che consente ai soggetti selezionati di proseguire con l’erogazione e ottenere il credito d’imposta del 65% previsto dalla normativa.

Scadenza cruciale: tutti gli ammessi dovranno effettuare le donazioni entro martedì 9 dicembre 2025. Il mancato rispetto della scadenza comporta la decadenza dal beneficio fiscale.

Le modalità di versamento ammesse sono rigorose e devono garantire la tracciabilità del pagamento. Ecco gli strumenti autorizzati:

  • Bonifico bancario;

  • Bollettino postale;

  • Carte di debito;

  • Carte di credito o prepagate;

  • Assegni bancari e circolari.

Dopo aver effettuato il pagamento, ogni beneficiario dovrà inviare un file unico tramite la piattaforma telematica del Dipartimento dello Sport, contenente:

  1. La quietanza di pagamento con causale “Sport Bonus 2025 seconda finestra”, completa di CRO o TRN;

  2. Il modulo che attesta la ricezione dell’erogazione da parte del soggetto destinatario.

Questa documentazione sarà poi trasmessa all’Agenzia delle Entrate, che provvederà a inserire il credito d’imposta nel cassetto fiscale del soggetto erogante.

Ricordiamo che l’estensione del beneficio allo Sport Bonus per l’anno 2025 è stata prevista dall’art. 1, comma 246, della Legge di Bilancio n. 207 del 30 dicembre 2024.

Il bonus è riservato esclusivamente alle imprese, che potranno godere del credito d’imposta in tre quote annuali di pari importo.

Sport Bonus 2025

Con la pubblicazione dell’avviso di apertura della seconda finestra il 15 ottobre 2025, prende ufficialmente il via la nuova fase dello Sport Bonus 2025, misura confermata e rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 246, L. n. 207/2024). La norma ricalca quanto previsto dalla precedente legge di bilancio 2019 (art. 1, commi da 621 a 626, L. 145/2018), consolidando una misura volta a favorire le erogazioni liberali da parte delle imprese italiane verso impianti sportivi pubblici.

Anche per il 2025, l’agevolazione è riservata esclusivamente alle imprese, che possono beneficiare di un credito d’imposta pari al 65% dell’importo erogato, da ripartire in tre quote annuali di pari valore.

Tuttavia, l’accesso al beneficio è subordinato al rispetto di alcune condizioni ben precise:

  • L’importo massimo che ciascuna impresa può destinare al bonus è pari al 10 per mille dei ricavi 2024;

  • L’ammontare complessivo dei crediti d’imposta concessi non può superare i 10 milioni di euro su base nazionale.

Come stabilito dal DPCM 30 aprile 2019, anche quest’anno il procedimento si articola in due finestre temporali, ciascuna della durata di 120 giorni:

  1. Prima finestra: aperta il 30 maggio 2025 (già conclusa);

  2. Seconda finestra: apertura il 15 ottobre 2025.

Le imprese interessate hanno 30 giorni di tempo dalla data di apertura (quindi fino al 14 novembre 2025) per presentare la domanda di ammissione tramite l’apposita piattaforma telematica del Dipartimento per lo Sport. Solo dopo l’approvazione sarà possibile procedere all’erogazione.

Una volta effettuata e certificata la donazione, il Dipartimento autorizzerà le imprese a fruire del credito d’imposta, trasmettendo i dati all’Agenzia delle Entrate per l’inserimento nel cassetto fiscale.

Procedura pratica

Una volta ammessi alla seconda finestra dello Sport Bonus 2025, le imprese beneficiarie devono prestare massima attenzione a rispettare le modalità e le scadenze previste per completare correttamente la procedura.

In particolare, le donazioni in denaro devono essere effettuate entro il 9 dicembre 2025 utilizzando strumenti di pagamento tracciabili e idonei secondo la normativa vigente.

Le forme di pagamento ammesse includono:

  • Bonifico bancario;

  • Bollettino postale;

  • Carte di debito, credito o prepagate;

  • Assegni bancari o circolari.

È obbligatorio inserire nella causale del versamento la dicitura: “Sport Bonus 2025 seconda finestra”, assicurandosi che siano visibili il CRO (Codice Riferimento Operazione) o il TRN (Transaction Reference Number).

Dopo il versamento, l’impresa dovrà caricare sulla piattaforma telematica del Dipartimento per lo Sport un file unico in formato PDF, contenente:

  1. La quietanza del pagamento effettuato;

  2. Il modulo di attestazione della ricezione della liberalità rilasciato dal soggetto destinatario della donazione.

Una volta completato l’invio, il Dipartimento per lo Sport trasmetterà i dati all’Agenzia delle Entrate, che provvederà a inserire nel cassetto fiscale dell’impresa il credito d’imposta spettante. Quest’ultimo potrà essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, a partire dal periodo d’imposta successivo.

Attenzione: in assenza di uno dei documenti richiesti o di un errore nella causale del pagamento, il credito d’imposta potrebbe non essere riconosciuto. È quindi fondamentale farsi assistere da un professionista o da un consulente fiscale.

Vantaggi fiscali 

Aderire allo Sport Bonus 2025 non rappresenta solo un gesto di solidarietà verso il mondo dello sport pubblico, ma si traduce in un’importante opportunità di ottimizzazione fiscale per le imprese. Il principale beneficio è rappresentato dal credito d’imposta del 65%, che riduce significativamente l’onere fiscale in capo all’azienda.

Questo credito:

  • Non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile IRAP;

  • Può essere utilizzato in compensazione in tre quote annuali di pari importo;

  • È immediatamente visibile nel cassetto fiscale una volta completata la procedura con il Dipartimento per lo Sport e l’Agenzia delle Entrate.

Un aspetto particolarmente vantaggioso è la possibilità per le imprese di utilizzare questo strumento in un’ottica di pianificazione fiscale, specialmente in anni di utile elevato o di pressione fiscale significativa. Lo Sport Bonus, infatti, consente di trasformare una spesa in una leva fiscale, con un impatto positivo sul cash flow dell’azienda nei tre anni successivi.

Inoltre, c’è un importante ritorno in termini di responsabilità sociale d’impresa (CSR). Sostenere impianti sportivi pubblici significa contribuire attivamente al miglioramento del tessuto sociale e urbano, con riflessi positivi anche in termini di reputazione aziendale, marketing e posizionamento.

Infine, va sottolineato che lo Sport Bonus è un incentivo a capienza limitata: essendo il plafond nazionale pari a 10 milioni di euro, le imprese interessate farebbero bene a muoversi tempestivamente, per non rischiare di rimanere escluse una volta esaurite le risorse disponibili.

Guida operativa

Per ottenere correttamente il beneficio previsto dallo Sport Bonus 2025 – seconda finestra, ogni impresa deve seguire con precisione una serie di passaggi operativi, evitando errori formali che potrebbero compromettere il riconoscimento del credito d’imposta. Ecco una guida pratica in sei fasi fondamentali:

1. Verifica dei requisiti e dei limiti

L’impresa deve accertarsi di poter rientrare nel beneficio:

  • È riservato esclusivamente alle imprese;

  • L’importo massimo erogabile è pari al 10 per mille dei ricavi dell’anno 2024;

  • Il plafond complessivo nazionale è di 10 milioni di euro.

2. Domanda di ammissione

Dal 15 ottobre 2025 l’impresa ha 30 giorni di tempo (fino al 14 novembre 2025) per presentare la domanda di ammissione attraverso la piattaforma del Dipartimento per lo Sport.

3. Attesa dell’autorizzazione

Solo dopo la pubblicazione dell’elenco degli ammessi, sarà possibile effettuare la donazione. La procedura è selettiva e a graduatoria, quindi non tutte le domande potrebbero essere accolte.

4. Erogazione della liberalità

Effettuare il versamento entro il 9 dicembre 2025, con uno dei metodi ammessi (bonifico, bollettino, carte o assegni), inserendo correttamente la causale e conservando la ricevuta.

5. Invio documentazione

Caricare sulla piattaforma un file PDF unico contenente:

  • Quietanza di pagamento con CRO/TRN;

  • Attestazione della ricezione della liberalità da parte dell’ente beneficiario.

6. Fruizione del credito

Il Dipartimento trasmette i dati all’Agenzia delle Entrate, che inserisce l’importo nel cassetto fiscale dell’impresa. Il credito potrà essere compensato in tre rate annuali, utilizzando il modello F24.

È consigliato l’affiancamento da parte di un commercialista o consulente fiscale esperto, per evitare errori che possano causare l’inammissibilità del beneficio.

Conclusioni 

Lo Sport Bonus 2025, seconda finestra rappresenta una delle più interessanti agevolazioni fiscali attualmente a disposizione delle imprese italiane. Con un credito d’imposta del 65%, la possibilità di contribuire alla riqualificazione dello sport pubblico e un meccanismo di accesso definito e regolamentato, questa misura consente di trasformare un’erogazione liberale in un risparmio fiscale concreto e tracciabile.

Tuttavia, per beneficiare di questo incentivo è essenziale:

  • Effettuare la donazione entro e non oltre il 9 dicembre 2025;

  • Rispettare rigorosamente le modalità di pagamento e di invio della documentazione.

In un contesto economico dove ogni leva fiscale può fare la differenza, lo Sport Bonus offre vantaggi tangibili sia in termini finanziari che reputazionali. Partecipare significa supportare il sistema sportivo nazionale, ma anche fare una scelta fiscalmente intelligente.

Il consiglio, quindi, è quello di attivarsi subito, magari con l’assistenza del proprio consulente fiscale di fiducia, per non perdere una finestra temporale limitata e a capienza nazionale. Ricorda: i fondi si esauriscono e l’ordine cronologico conta.

Compensi sportivi dilettantistici non tassati fino a 15.000 euro: regole, vantaggi e autocertificazione

  • Visualizzazioni: 23915
Negli ultimi anni, il mondo dello sport dilettantistico ha subito una profonda trasformazione, non solo sotto il profilo organizzativo e professionale, ma anche sotto quello fiscale. È sempre più frequente, infatti, imbattersi in dubbi e perplessità da parte di genitori, giovani atleti o ...

Le nuove regole antidoping 2025: obblighi, sanzioni e tutela sanitaria per tutti gli sportivi

  • Visualizzazioni: 19308
Nel 2025 il mondo dello sport italiano si prepara ad affrontare una svolta epocale sul fronte della lotta al doping, grazie all’entrata in vigore di un nuovo Decreto Ministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2025. Un intervento normativo che promette di rafforzare la tutela ...

Controlli fiscali a palestre e centri sportivi ASD e SSD: cautele e documenti da tenere a portata di mano

controlli fiscali,controlli fiscali palestre,controlli fiscali centri sportivi,asd,ssd,

Palestre e centri sportivi, sia ad associazione sportiva dilettantistica (ASD) che a società sportiva dilettantistica (SSD), sono frequentemente oggetto di controlli fiscali da parte dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Per tutelarsi in caso di verifica, è fondamentale conoscere le norme vigenti e adottare le opportune cautele.

Quali cautele osservare

  • Richiedere l'iscrizione al Registro Coni: L'iscrizione al Registro Coni è obbligatoria per le ASD e SSD che intendono svolgere attività sportiva a livello agonistico. L'iscrizione permette di fruire di agevolazioni fiscali e contributive, ma comporta anche l'obbligo di sottostare a controlli da parte degli organi competenti.
  • Tenere una regolare contabilità: È fondamentale tenere una contabilità ordinaria o semplificata, in base al regime fiscale adottato, che registri correttamente tutti i movimenti economici e finanziari dell'associazione o società. La contabilità deve essere aggiornata e corredata da tutta la documentazione giustificativa (fatture, ricevute, scontrini fiscali, ecc.).
  • Conservare i documenti per almeno 10 anni: La documentazione fiscale e contabile deve essere conservata per almeno 10 anni dalla data di chiusura dell'esercizio a cui si riferisce.
  • Nominare un responsabile della gestione fiscale: In caso di controlli, è importante che un membro del direttivo sia in grado di fornire agli organi competenti tutte le informazioni e i documenti richiesti. È consigliabile nominare un responsabile della gestione fiscale che abbia le competenze necessarie per assolvere a questo compito.
 

Quali documenti tenere a portata di mano

In caso di controllo fiscale, è importante avere a portata di mano i seguenti documenti:

  • Atto costitutivo e statuto: Questi documenti definiscono gli scopi dell'associazione o società e le sue regole di funzionamento.
  • Visura camerale: La visura camerale attesta l'iscrizione dell'associazione o società al Registro delle Imprese.
  • Iscrizione al Registro Coni: La copia dell'iscrizione al Registro Coni è necessaria per fruire delle agevolazioni fiscali e contributive.
  • Documentazione contabile: La contabilità, sia ordinaria che semplificata, deve essere aggiornata e corredata da tutta la documentazione giustificativa.
  • Libri sociali: I libri sociali registrano le adunanze del direttivo e le assemblee dei soci.
  • Registri IVA: I registri IVA devono essere compilati correttamente se l'associazione o società è soggetta a IVA.
  • Documentazione relativa ai tesserati: La documentazione relativa ai tesserati (iscrizioni, cancellazioni, pagamenti delle quote associative, ecc.) deve essere conservata con cura.
  • Documentazione relativa alle attività sportive: La documentazione relativa alle attività sportive (calendari, programmi, risultati, ecc.) deve essere conservata per dimostrare il carattere sportivo dell'associazione o società.
 

Consigli utili

  • In caso di controllo fiscale, è importante mantenere la calma e collaborare con gli organi competenti.
  • Non è consigliabile fornire informazioni o documenti non richiesti.
  • Se si hanno dubbi su come comportarsi, è consigliabile rivolgersi a un professionista esperto in materia fiscale o tributaria.

LINEE GUIDA PER LA RIPRESA DE L’ATTIVITA’ SPORTIVA DI BASE E L’ATTIVITA’ MOTORIA IN GENERE

Analisi delle linee guida stabilite dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, ufficio per lo sport, per la ripresa dell’attività sportiva di base e l’attività motoria in generale ai sensi del DPCM del 17.05.2020 art. 1 lettera f)

La presidenza del consiglio dei ministri, ufficio per lo sport, ha stabilito alcune indicazioni generali e le azioni di cambiamento necessarie per accompagnare la ripresa dello sport dopo il lockdown causato dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 alle quali dovranno attenersi tutti i soggetti ...

Focus Approfondimenti

Iscriviti

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato sul mondo delle normative e legge per il fisco e tributi!

No grazie!