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Bonus ZES e ZLS 2026-2028: regole, modelli e credito d’imposta per le imprese

25 Giugno 2026 Mariana Maxwel 7.999 letture

Il Bonus ZES e ZLS 2026 torna al centro dell’attenzione di imprese e professionisti grazie ai nuovi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, che definiscono regole operative, modelli di comunicazione e modalità di accesso al credito d’imposta per gli investimenti effettuati nelle aree agevolate. Si tratta di un’opportunità concreta per ridurre legalmente il carico fiscale, migliorare la competitività aziendale e incentivare nuovi investimenti produttivi nel Mezzogiorno e nelle aree strategiche logistiche del Paese.

In un contesto economico ancora complesso, segnato dall’aumento dei costi e dalla necessità di pianificare con attenzione le risorse finanziarie, il credito d’imposta ZES Unica e il credito d’imposta ZLS rappresentano strumenti fondamentali di risparmio fiscale. Tuttavia, molti imprenditori si chiedono: chi può accedere al bonus? Quali investimenti sono agevolabili? Quali modelli devono essere presentati all’Agenzia delle Entrate nel 2026?

Con i Provvedimenti n. 3882 (ZES Unica) e n. 3873 (ZLS), l’Agenzia delle Entrate ha fornito risposte precise, introducendo i nuovi modelli di comunicazione necessari per la fruizione del contributo, anche alla luce della proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2026. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio regole, vantaggi fiscali, modalità di accesso e criticità da evitare, aiutandoti a capire come sfruttare al meglio il Bonus ZES e ZLS nel 2026 senza commettere errori.

Credito d’imposta ZES Unica

La Legge di Bilancio 2026, all’articolo 1, commi 438-443, ha introdotto una novità di grande rilievo per le imprese: la proroga del credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno per gli anni 2026, 2027 e 2028. La misura consolida uno degli strumenti più efficaci di politica fiscale per incentivare gli investimenti produttivi nelle aree economicamente svantaggiate, ampliando inoltre il perimetro territoriale agevolato. Accanto alle regioni storicamente incluse nel Mezzogiorno, entrano ora anche Marche, Umbria e Abruzzo, con effetti positivi in termini di attrattività e sviluppo industriale.

Il bonus consiste in un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, destinati a strutture produttive già esistenti o di nuovo impianto situate nella Zona Economica Speciale – ZES Unica.

Le aree agevolate comprendono Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ammissibili alla deroga di cui all’art. 107, paragrafo 3, lettera a) del TFUE, nonché Marche, Umbria e Abruzzo, rientranti nella deroga ex art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE, come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Dal punto di vista operativo, l’Agenzia delle Entrate ha approvato i modelli di comunicazione ufficiali, che le imprese devono utilizzare per dichiarare gli investimenti effettuati o programmati nei tre periodi agevolati: 2026, 2027 e 2028. L’adempimento è essenziale, poiché consente all’Amministrazione finanziaria di monitorare le spese ammissibili e determinare correttamente l’importo del credito d’imposta spettante, evitando il rischio di errori o decadenze dall’agevolazione.

Proroga, regole operative e nuovi modelli

Accanto alla ZES Unica, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato e prorogato anche il credito d’imposta per gli investimenti nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS), misura introdotta dall’articolo 13, comma 1, del DL n. 60/2024, successivamente convertito in legge. La proroga estende l’agevolazione agli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, mantenendo invariata la procedura di accesso già prevista dalla normativa precedente. Si tratta di uno strumento strategico per favorire lo sviluppo delle infrastrutture logistiche e produttive collegate ai porti e ai nodi intermodali, con evidenti vantaggi fiscali e competitivi per le imprese.

Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 446, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, sono stati approvati i modelli di comunicazione ufficiali previsti dal comma 445 del medesimo articolo, completi delle istruzioni operative. Tali modelli devono essere utilizzati dagli operatori economici per comunicare i dati relativi agli investimenti agevolabili effettuati nei tre periodi di riferimento: 2026, 2027 e 2028. La corretta compilazione della comunicazione rappresenta un passaggio essenziale per accedere al contributo sotto forma di credito d’imposta ZLS, evitando contestazioni o il rigetto della domanda.

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