Home Contatti e recapiti Collabora con noi lunedì 28 Settembre 2026

Bonus, incentivi e agevolazioni su bonus ed incentivi per famiglie, imprese e professionisti.

Bonus e Incentivi

Guide, notizie e aggiornamenti su Bonus ed incentivi per professionisti, imprese e contribuenti.

210articoli in archivio
4.602.242letture complessive

amministrativo e fiscale

Incentivo alla stabilizzazione 2026: esonero INPS fino a 12.000 euro per gli under 35

18 Settembre 2026 Mariana Maxwel 314 letture

Il 2026 introduce una nuova opportunità per le imprese che vogliono trasformare rapporti di lavoro precari in occupazione stabile. Con la Circolare INPS n. 72, attuativa dell’art. 4 del D.L. 62/2026, arriva un esonero contributivo fino a 500 euro al mese per 24 mesi per la stabilizzazione di giovani under 35, nel rispetto di precisi requisiti e scadenze.

Vediamo in questo articolo chi può beneficiare dell’incentivo, quali contratti possono essere trasformati, quanto si può risparmiare, quali condizioni devono essere rispettate e come presentare correttamente la domanda all’INPS.

Introduzione

Trasformare un contratto a termine in un rapporto stabile può diventare, nel 2026, un’importante opportunità di risparmio sul costo del lavoro. Con la Circolare INPS n. 72 del 3 luglio 2026, l’Istituto ha fornito le prime indicazioni operative sull’incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro previsto dall’articolo 4 del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, convertito con modificazioni dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112.

La misura consente ai datori di lavoro privati che rispettano specifici requisiti di ottenere un esonero del 100% dei contributi previdenziali a proprio carico, con esclusione dei premi e contributi INAIL, fino a un massimo di 500 euro al mese per ciascun lavoratore e per 24 mesi.

L’agevolazione riguarda esclusivamente le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 e interessa, in particolare, giovani che al momento della trasformazione non abbiano ancora compiuto 35 anni e non siano mai stati occupati a tempo indeterminato.

Il vantaggio potenziale è rilevante: rispettando il massimale, l’esonero può arrivare teoricamente fino a 12.000 euro per lavoratore nell’arco dei 24 mesi. Ma ottenere e soprattutto mantenere l’incentivo richiede attenzione: durata e data di instaurazione del contratto originario, incremento occupazionale netto, precedenti lavorativi del dipendente, licenziamenti effettuati dall’impresa, DURC, trattamento economico e compatibilità con altre agevolazioni possono determinare la spettanza o la perdita del beneficio.

Chi può beneficiare del nuovo esonero contributivo INPS

Il nuovo incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro è rivolto alla generalità dei datori di lavoro privati, indipendentemente dal fatto che esercitino o meno attività d’impresa. La Circolare INPS n. 72 chiarisce espressamente che rientrano nella misura anche i datori di lavoro del settore agricolo, mentre restano escluse le Pubbliche Amministrazioni individuate dall’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001.

Sul fronte dei lavoratori, il beneficio riguarda esclusivamente le trasformazioni di rapporti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato riferite a giovani che, alla data della trasformazione, non abbiano ancora compiuto 35 anni. In termini pratici, il lavoratore deve avere un’età massima di 34 anni e 364 giorni.

Non basta, però, il solo requisito anagrafico. Il giovane non deve essere mai stato occupato in precedenza con un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, né presso lo stesso datore di lavoro né presso altri datori nel corso della propria vita lavorativa. L’INPS precisa comunque alcune eccezioni importanti: precedenti periodi di apprendistato, rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato e rapporti di lavoro domestico a tempo indeterminato non impediscono, di per sé, l’accesso all’agevolazione. Diversamente, un precedente rapporto a tempo indeterminato in somministrazione, così come un contratto a tempo indeterminato cessato per dimissioni o per mancato superamento del periodo di prova, costituisce un precedente ostativo.

L’esonero può essere utilizzato per lavoratori con qualifica di operaio, impiegato o quadro, mentre sono esclusi i dirigenti. È inoltre ammesso per i rapporti part-time e, a determinate condizioni, anche per le trasformazioni a tempo indeterminato nell’ambito della somministrazione di lavoro. Restano invece fuori dalla misura il lavoro domestico, l’apprendistato e il lavoro intermittente o a chiamata.

Questo primo filtro è fondamentale: prima di programmare una stabilizzazione pensando al risparmio contributivo, l’impresa dovrebbe verificare attentamente sia la storia contrattuale del lavoratore sia la tipologia del rapporto da trasformare, perché un solo precedente non compatibile può comportare l’esclusione dal beneficio.

Quali contratti possono essere trasformati

Uno degli aspetti più delicati del nuovo esonero contributivo per la stabilizzazione riguarda il perimetro dei rapporti di lavoro effettivamente agevolabili.

Leggi l'articolo completo

Ultimi aggiornamenti

Bonus ed incentivi, ordinati per ultimo aggiornamento.

Archivio categoria