Crediti d'imposta, contributi e agevolazioni su regione sardegna per sostenere investimenti e impresa.

Regione Sardegna

CONTRIBUTI PER NEO IMPRENDITORI “ANTICHI MESTIERI E GREEN FUTURE” REGIONE SARDEGNA IL BANDO PREVEDE LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI, FINO A 50 MILA EURO, PER SOSTENERE COLORO CHE HANNO FREQUENTATO PROFICUAMENTE I CORSI...

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Contributi per neo imprenditori “antichi mestieri e green future” regione Sardegna il bando prevede la concessione di contributi, fino a 50 mila euro, per sostenere coloro che hanno frequentato proficuamente i corsi nell’impianto della nuova impresa. L’assessorato del lavoro, con 6 milioni di euro provenienti dal fondo sociale europeo, concede contributi ai nuovi imprenditori che hanno appreso competenze sui mestieri tradizionali della Sardegna e nei settori legati all’ambiente.

amministrativo e fiscale

Bando Digitalizzazione Sardegna 2026: fino al 90% a fondo perduto per PMI e Start-up

25 Giugno 2026 Mariana Maxwel 7.494 letture

Un’occasione imperdibile per le imprese sarde: a partire dal 23 febbraio 2026 sarà possibile preregistrarsi al nuovo bando per la transizione digitale, promosso per sostenere l’adozione di tecnologie innovative e l’evoluzione verso modelli di business sempre più digitali. L’obiettivo è ambizioso: rafforzare la competitività del sistema imprenditoriale isolano, soprattutto nei settori prioritari individuati dalla Strategia di Specializzazione Intelligente (S3), dove l’innovazione digitale può avere il maggiore impatto.

Parliamo di un’opportunità concreta per Micro, Piccole e Medie Imprese della Sardegna, che potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto che va dal 70% fino al 90%, su progetti che prevedano investimenti tra 50.000 e 250.000 euro. Non solo: il bando è pensato per valorizzare anche le start-up e le imprese di nuova costituzione, offrendo criteri di valutazione su base previsionale, attraverso business plan strutturati.

Con l’avvio dello sportello ormai imminente, le imprese devono attivarsi subito per preparare la documentazione necessaria e non perdere l’accesso a un incentivo così rilevante, che punta a trasformare il tessuto imprenditoriale sardo rendendolo più resiliente, efficiente e digitalizzato. Ma chi può partecipare? Quali sono le spese ammissibili? E come massimizzare il contributo ricevibile?

Scopriamolo nel dettaglio nei prossimi paragrafi.

Beneficiari del bando

Il bando per la transizione digitale si rivolge esclusivamente alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che operano nel territorio della Regione Sardegna, attive e regolarmente iscritte alla Camera di Commercio territorialmente competente. La partecipazione è consentita solo in forma singola, ovvero senza la possibilità di aggregarsi in rete o consorzi. Questo significa che ogni azienda dovrà presentare il proprio progetto in autonomia, dimostrando la capacità di affrontare la trasformazione digitale con un piano mirato e sostenibile.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda le start-up e le imprese di recente costituzione: anche in assenza di bilanci approvati negli ultimi due esercizi, sarà comunque possibile accedere all’agevolazione. In questi casi, la valutazione dell’impresa sarà effettuata sulla base di un Business Plan dettagliato, che deve includere dati previsionali e un bilancio infrannuale certificato, riferiti agli anni di realizzazione del piano di digitalizzazione.

Questa apertura rappresenta una grande opportunità per nuove realtà imprenditoriali che vogliono partire fin da subito con un’impostazione tecnologica avanzata, sostenute da un contributo economico a fondo perduto estremamente vantaggioso. Tuttavia, è fondamentale che la documentazione sia completa, ben strutturata e coerente con gli obiettivi di innovazione, poiché la fase di selezione sarà inevitabilmente competitiva.

Contributo a fondo perduto fino al 90%

Uno dei punti di forza del bando è senza dubbio la generosità del contributo previsto, che si configura come un finanziamento a fondo perduto calcolato sulle spese ammissibili del progetto approvato. Le imprese possono presentare Piani di Digitalizzazione con un valore complessivo compreso tra un minimo di 50.000 euro e un massimo di 250.000 euro.

L’importo del contributo varia in base al regime di aiuto scelto dall’impresa al momento della presentazione della domanda:

  • Regime “de minimis”: prevede una percentuale di contributo a fondo perduto compresa tra il 70% e il 90% delle spese ammissibili. Si tratta della modalità più vantaggiosa in termini percentuali, ma con un massimale complessivo triennale di aiuti ricevibili pari a 300.000 euro per impresa (come previsto dal regolamento UE n. 1407/2013).

  • Regime GBER (General Block Exemption Regulation): in questo caso, la percentuale di contributo varia in base alla dimensione dell’impresa, alla tipologia di spesa e alla zona geografica. Pur potendo consentire importi maggiori, l’intensità di aiuto è spesso inferiore rispetto al “de minimis” e richiede il rispetto di ulteriori condizioni.

    La scelta tra i due regimi dovrà essere valutata strategicamente, considerando sia il profilo dell’impresa sia eventuali altri contributi già ricevuti in passato. In ogni caso, la trasparenza e la tracciabilità delle spese sarà un elemento cruciale per ottenere e mantenere l’agevolazione.

    Spese ammissibili 

    Il cuore del bando è il Piano di Digitalizzazione, che deve essere ben strutturato e finalizzato a favorire l’evoluzione tecnologica e digitale dell’impresa. Questo piano può includere diverse tipologie di spesa, tutte finanziabili in misura variabile secondo i criteri stabiliti dal bando.

    Ecco le principali categorie ammesse:

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