Controlli accessi e verifiche su alberghi b&b e guest house commercialista esperto e specializzato come prevenire e difendersi, il settore in esame comprende sia grandi alberghi, che fanno capo a catene nazionali ed internazionali a struttura societaria ed a conduzione manageriale, sia piccoli alberghi a struttura familiare ed a carattere stagionale. La presente metodologia è rivolta in particolare agli alberghi di piccole e medie dimensioni, pensioni, bed and breakfast e guest house.
AFFITTI & LOCAZIONI
Fondo perduto turismo 2026: codici Ateco, requisiti e vantaggi per alberghi, ristoranti e B&B
Il 2026 si apre con una delle misure più attese dal settore turistico: il nuovo fondo perduto destinato ad alberghi, ristoranti e attività collegate al turismo, pensato per sostenere un comparto ancora in fase di consolidamento dopo anni di instabilità economica.
Pubblicato il Decreto del Ministero del Turismo, per il momento bollinato e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con le regole attuative per gli aiuti alle imprese del settore turistico previsti dalla Legge di Bilancio 2026.
Si tratta di un passaggio fondamentale, perché definisce nel concreto chi potrà accedere ai contributi e con quali modalità.
Ma il vero punto che interessa imprenditori e professionisti è uno: chi può realmente beneficiare di questi aiuti?
La risposta passa inevitabilmente dai codici ATECO, che rappresentano il criterio principale per individuare le attività ammesse. Comprendere se la propria impresa rientra tra quelle agevolabili significa poter accedere a contributi a fondo perduto, quindi senza obbligo di restituzione, con un impatto diretto su liquidità, investimenti e capacità di crescita.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quali sono i codici ATECO interessati, quali vantaggi fiscali ed economici derivano da questi aiuti, come risparmiare sulle tasse in modo legale sfruttando le agevolazioni e quali errori evitare per non perdere il contributo. Vedremo inoltre come queste misure si inseriscono nel più ampio quadro degli aiuti al turismo 2026, un settore strategico per l’economia italiana e sempre più al centro delle politiche fiscali.
Aiuti al turismo 2026
La Legge di Bilancio 2026 introduce un pacchetto strutturato di interventi strategici pensati per rilanciare e rafforzare uno dei settori chiave dell’economia italiana: il turismo.
Nel dettaglio, la normativa interviene modificando l’articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, con una revisione significativa del comma 502, ridefinendo l’impianto degli aiuti destinati alle imprese del comparto.
L’obiettivo è chiaro: sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica nazionale, rendendola più competitiva, moderna e sostenibile.
In particolare, le nuove misure mirano a:
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favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, riducendo la concentrazione nei soli periodi di alta stagione
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incentivare la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, elemento ormai imprescindibile per competere a livello internazionale
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rafforzare le filiere turistiche, anche in chiave industriale e commerciale
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promuovere investimenti orientati ai criteri ESG (ambientali, sociali e di governance)
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sostenere lo sviluppo del turismo sostenibile
Un aspetto centrale della riforma riguarda il ruolo del Ministero del Turismo, che attraverso un decreto attuativo (non regolamentare) definirà nel dettaglio:
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i criteri di accesso alle agevolazioni
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le condizioni richieste alle imprese
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le modalità operative per ottenere i contributi
Questo significa che, al di là dei principi generali stabiliti dalla legge, sarà il decreto a determinare concretamente chi potrà beneficiare del fondo perduto 2026 e in che misura.
Dal punto di vista finanziario, la misura è tutt’altro che marginale: è stata autorizzata una spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.
Queste risorse saranno destinate alla concessione di:
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contributi a fondo perduto
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agevolazioni finanziarie per investimenti privati
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interventi complementari e funzionali allo sviluppo delle imprese turistiche
Si tratta quindi di un’occasione concreta per le imprese del settore, alberghi, ristoranti e attività collegate, di ottenere liquidità senza obbligo di restituzione, migliorare la propria struttura e ridurre il carico finanziario degli investimenti.
Tuttavia, non tutte le attività potranno accedere automaticamente: il vero discrimine sarà rappresentato dai codici ATECO ammessi, che definiranno in modo preciso la platea dei beneficiari.
Fondo perduto per ristoranti, alberghi e B&B
Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo fondo perduto turismo 2026 riguarda la platea dei beneficiari. Il decreto attuativo, firmato dal Ministero del Turismo e pubblicato il 17 marzo (attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), chiarisce finalmente chi potrà accedere concretamente agli incentivi.
In sintesi, è previsto un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili, destinato alle imprese operanti nel settore turistico.
Tra i principali beneficiari troviamo:
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ristoranti
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alberghi
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villaggi turistici
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bed & breakfast
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strutture ricettive e attività collegate al turismo
A questo contributo si affianca un elemento estremamente interessante dal punto di vista finanziario: la possibilità di ottenere finanziamenti agevolati per il restante 70% dell’investimento.
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