La Sardegna punta sul modello dell’albergo diffuso per sostenere le imprese turistiche e, allo stesso tempo, valorizzare i centri storici dei propri comuni.
Con il II Avviso pubblico “IMPRESE”, previsto dalla Legge regionale 19 dicembre 2023, n. 17, art. 14, comma 13, vengono messe a disposizione risorse per favorire la nascita di nuove strutture e la riqualificazione di quelle esistenti, con particolare attenzione a sostenibilità, accessibilità e qualità dell’offerta ricettiva.
Il bando prevede una dotazione complessiva di 2,5 milioni di euro e contributi a fondo perduto che, nel rispetto del regime “de minimis”, possono arrivare fino a 300.000 euro per beneficiario e per impresa unica.
Per le imprese interessate, conoscere requisiti, spese ammissibili, criteri di graduatoria e scadenze può fare la differenza tra un progetto semplicemente interessante e un investimento realmente finanziabile.
Vediamo in questo articolo chi può partecipare al bando Albergo Diffuso, quali investimenti possono essere finanziati, quanto è possibile ottenere, come funziona la graduatoria e quali sono le principali scadenze e condizioni da rispettare per accedere al contributo.
Nuova opportunità per investire nei centri storici della Sardegna
Trasformare immobili nei centri storici della Sardegna in strutture ricettive capaci di coniugare turismo, recupero del patrimonio edilizio e sviluppo economico locale può diventare un investimento molto più sostenibile grazie al II Avviso pubblico “IMPRESE” per gli Alberghi Diffusi.
La misura, adottata nell’ambito della Legge regionale 19 dicembre 2023, n. 17, art. 14, comma 13, mette a disposizione 2,5 milioni di euro per sostenere le Micro e Piccole Imprese, comprese quelle di nuova costituzione, interessate alla creazione o alla ristrutturazione di un albergo diffuso. L’obiettivo dichiarato dalla Regione Sardegna è duplice: aumentare la competitività delle imprese turistiche già operative e favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
Gli investimenti devono riguardare immobili situati nei centri storici individuati dagli strumenti urbanistici comunali e possono comprendere interventi di recupero, riqualificazione, acquisto di immobili, opere murarie, impianti, attrezzature, tecnologie e servizi qualificati.
Il contributo viene concesso a fondo perduto secondo il regime europeo “de minimis”, con un limite massimo di 300.000 euro per beneficiario e per impresa unica, mentre le percentuali di agevolazione cambiano sensibilmente a seconda della tipologia di investimento. Per un’impresa turistica, quindi, conoscere con precisione requisiti, spese ammissibili e criteri di graduatoria può fare la differenza tra una semplice idea progettuale e un investimento realmente finanziabile.
Chi può richiedere il contributo
Il II Avviso “IMPRESE” è rivolto alle Micro e Piccole Imprese (MPI), come definite dall’Allegato I del Regolamento (UE) n. 651/2014, che possono partecipare sia singolarmente sia in forma aggregata attraverso un contratto di rete nella forma di “rete soggetto”.
Tra i soggetti ammessi rientrano le imprese già operative che esercitano attività prevalente nei codici ATECO 2025 riconducibili ai servizi di alloggio, a determinate attività di ristorazione e alle agenzie di viaggio, tour operator e servizi connessi, oltre alle nuove imprese, cioè soggetti non ancora costituiti oppure costituiti ma non attivi alla data di pubblicazione dell’Avviso. Per queste ultime è previsto l’obbligo, in caso di esito favorevole, di costituirsi e iscriversi al Registro delle Imprese con codice ATECO 55.10 entro i termini indicati dalla procedura.
Tra i requisiti più importanti figura la localizzazione degli immobili interessati dal progetto all’interno del “centro storico” individuato dagli strumenti urbanistici comunali vigenti alla data di presentazione della domanda. L’impresa deve inoltre poter dimostrare la disponibilità degli immobili oggetto dell’investimento, la copertura finanziaria dell’intero Programma e, quando previsto, il possesso o il raggiungimento dei requisiti minimi per la classificazione di albergo diffuso a 3 stelle.
Per le imprese già esistenti sono richiesti anche regolarità fiscale e contributiva, rispetto della normativa antimafia, assenza di situazioni concorsuali incompatibili e rispetto del massimale previsto dal regime de minimis. Particolare attenzione va quindi prestata alla verifica preliminare dei requisiti: un progetto economicamente interessante può risultare inammissibile se manca anche una sola delle condizioni essenziali previste dall’Avviso.
Quali investimenti sono finanziabili
Uno degli aspetti più interessanti del bando Albergo Diffuso Sardegna riguarda l’ampiezza degli investimenti che possono rientrare nel Programma agevolato.