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Contributi a fondo perduto

Cooperative in Sardegna 2026: 3 milioni di euro a fondo perduto, domande entro il 30 settembre

Sardegna 2026: 3 milioni di euro a fondo perduto per Associazioni Cooperativistiche. Domande entro il 30 settembre 2026.

Per le Associazioni Cooperativistiche operative in Sardegna il 2026 offre un’importante opportunità di sostegno economico: il finanziamento previsto nell’ambito della L.R. 5/1957 e della L.R. 3/2009, finalizzato a promuovere e rafforzare lo sviluppo della cooperazione nel territorio regionale. I

l bando, attivo dal 3 agosto 2026 e con scadenza fissata al 30 settembre 2026, mette a disposizione complessivamente 3 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto. Un’agevolazione particolarmente interessante perché consente di finanziare costi che incidono direttamente sull’organizzazione e sulla capacità di crescita delle strutture associative: dal personale alle spese generali, passando per assistenza tecnica e amministrativa, formazione, seminari, convegni e iniziative rivolte allo sviluppo delle competenze.

Ma chi può realmente accedere al contributo? Quali spese possono essere inserite nella domanda e quali limiti percentuali devono essere rispettati? E soprattutto, quali elementi incidono sull’importo dell’agevolazione riconosciuta a ciascuna Associazione?

Conoscere nel dettaglio le regole del bando è essenziale per evitare errori nella predisposizione del programma di spesa e sfruttare in maniera efficace una misura pensata per sostenere il sistema cooperativo sardo.

Nei prossimi paragrafi analizzeremo beneficiari, costi ammissibili, criteri di ripartizione delle risorse e aspetti da valutare per presentare correttamente la domanda entro la scadenza.

Soggetti beneficiari

Il finanziamento previsto dalla L.R. 5/1957 e dalla L.R. 3/2009 non è rivolto indistintamente a tutte le cooperative presenti in Sardegna.

Possono presentare domanda gli Organismi regionali delle Associazioni Cooperativistiche giuridicamente riconosciute e operanti nel territorio della Sardegna, chiamati a svolgere un ruolo di rappresentanza, assistenza e supporto nei confronti delle cooperative associate.

Si tratta quindi di una misura pensata per rafforzare il sistema cooperativo regionale nel suo complesso, sostenendo quelle strutture che offrono servizi organizzativi, tecnici, amministrativi, commerciali e formativi alle imprese cooperative.

Il contributo può diventare particolarmente utile per le Associazioni che sostengono costi significativi per il personale, per il funzionamento delle proprie sedi e per le attività di consulenza e accompagnamento alle cooperative.

Un aspetto importante da considerare è che l’accesso alle risorse non dipende esclusivamente dalla presentazione della domanda.

L’importo effettivamente riconosciuto viene infatti determinato sulla base di diversi parametri, tra cui il numero delle cooperative associate, il numero dei soci, le nuove cooperative costituite, le sedi operative e alcuni indicatori economici delle cooperative aderenti.

Per questo motivo, una corretta ricostruzione dei dati associativi ed economici assume un ruolo centrale nella procedura.

Prima di presentare la domanda è quindi opportuno verificare attentamente la posizione delle cooperative associate, la regolarità delle revisioni e la completezza delle informazioni necessarie per il calcolo del contributo.

Quali spese sono finanziabili

Uno degli aspetti più rilevanti del bando riguarda la possibilità di finanziare diverse categorie di costi sostenuti dalle Associazioni Cooperativistiche.

La voce principale è rappresentata dalle spese per il personale dipendente e per i collaboratori, che possono incidere fino a un massimo del 75% del contributo o della sovvenzione riconosciuta.

Si tratta di un limite molto significativo, perché consente alle Associazioni di coprire una parte consistente dei costi legati alle risorse umane impiegate nelle attività di assistenza, rappresentanza e supporto al sistema cooperativo.

Un’ulteriore categoria riguarda le spese generali, ammissibili fino al 20% del contributo complessivo.

In questa voce possono rientrare, tra le altre, le attrezzature d’ufficio, gli arredi, gli immobili destinati alla sede sociale, la manutenzione degli immobili e le spese necessarie al funzionamento degli uffici.

Sono inoltre comprese le spese per l’assistenza tecnica, legale, amministrativa e commerciale prestata alle cooperative, nonché i costi connessi alla revisione ordinaria e alle attività organizzative e consortili.

Infine, fino al 5% del contributo può essere destinato alla partecipazione a seminari, convegni e congressi in Italia e all’estero, all’organizzazione di corsi di formazione per il personale e i quadri direttivi e alla concessione di borse o assegni di studio per corsi di perfezionamento.

La corretta distribuzione delle spese tra queste tre macroaree è quindi essenziale per costruire un piano finanziario coerente con i limiti fissati dal bando ed evitare che una parte dei costi venga considerata non ammissibile.

Contributo a fondo perduto da 3 milioni di euro

La dotazione finanziaria prevista per l’intervento ammonta complessivamente a 3.000.000 di euro, destinati al sostegno delle Associazioni Cooperativistiche che rispettano i requisiti previsti dalla misura.

L’agevolazione viene concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, quindi senza obbligo di restituzione, a condizione che le spese sostenute siano ammissibili, correttamente documentate e coerenti con le finalità del bando.

L’importo spettante a ciascun organismo non è però determinato in misura fissa.

La ripartizione delle risorse tiene conto di una serie di parametri che consentono di valutare il peso, la dimensione e l’attività effettiva dell’Associazione nel sistema cooperativo regionale.

Tra gli elementi considerati rientrano il numero delle sedi operative, il numero delle cooperative associate attive e regolarmente revisionate, il numero delle cooperative di nuova costituzione, il numero complessivo dei soci e alcuni valori economici riferiti alle cooperative aderenti.

In particolare, assumono rilevanza anche l’importo complessivo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni e l’ammontare totale del costo del lavoro delle cooperative associate, attive e regolarmente revisionate.

Questo significa che una struttura associativa più ampia, radicata sul territorio e collegata a un maggior numero di cooperative operative può incidere maggiormente sui criteri di determinazione del contributo.

Per le Associazioni interessate diventa quindi fondamentale predisporre dati aggiornati, verificabili e coerenti, perché eventuali inesattezze potrebbero riflettersi direttamente sull’importo dell’agevolazione riconosciuta.

Esempio pratico

Per comprendere meglio il funzionamento della misura, immaginiamo due Associazioni Cooperativistiche entrambe ammesse al contributo.

La prima dispone di più sedi operative, rappresenta un numero elevato di cooperative attive e regolarmente revisionate e associa realtà con un numero consistente di soci, ricavi e costo del lavoro.

La seconda, invece, presenta una struttura più ridotta, con meno cooperative associate e valori economici complessivamente inferiori.

Poiché il bando considera proprio questi elementi nella determinazione del contributo, è ragionevole attendersi che i dati dimensionali e organizzativi abbiano un peso nella ripartizione delle risorse disponibili.

È però importante sottolineare che non è corretto attribuire autonomamente percentuali o punteggi ai singoli parametri se questi non sono espressamente indicati nella disciplina applicabile.

Un caso particolare riguarda inoltre le cooperative iscritte contemporaneamente a più Associazioni.

Se una stessa cooperativa risulta associata, ad esempio, a due organizzazioni, i relativi dati numerici ed economici vengono divisi per il numero delle Associazioni alle quali la cooperativa è iscritta.

Lo stesso principio si applica anche qualora la revisione periodica sia stata effettuata soltanto da una delle Associazioni coinvolte.

Questa regola è fondamentale perché evita che la medesima cooperativa produca un effetto duplicato nel calcolo delle risorse.

Per questo motivo, prima della domanda, è opportuno effettuare una verifica puntuale delle adesioni multiple, delle revisioni e dei dati economici delle cooperative rappresentate, così da ridurre il rischio di errori nella quantificazione del contributo spettante.

Formazione, seminari e iniziative all’estero

Una parte del contributo può essere destinata ad attività che puntano direttamente sulla crescita delle competenze e sull’aggiornamento del sistema cooperativo.

Il bando prevede infatti che fino al 5% del contributo o della sovvenzione possa essere utilizzato per finanziare la partecipazione a seminari, convegni e congressi riguardanti il mondo della cooperazione, sia in Italia sia all’estero.

Questa possibilità può rappresentare un vantaggio importante per le Associazioni che intendono rafforzare il proprio patrimonio di conoscenze, approfondire nuovi modelli organizzativi o creare occasioni di confronto con altre realtà cooperative.

Sono inoltre ammissibili le spese relative all’organizzazione e alla realizzazione di corsi di formazione rivolti al personale dipendente e ai quadri direttivi delle cooperative.

Investire nella formazione può tradursi in una maggiore capacità di affrontare temi complessi come digitalizzazione, gestione amministrativa, controllo di gestione, organizzazione del lavoro, sviluppo commerciale e accesso a nuovi mercati.

Il bando contempla anche la possibilità di finanziare borse e assegni di studio destinati alla frequenza di corsi di perfezionamento in Italia e all’estero.

È quindi una misura che, pur entro il limite del 5%, può favorire l’acquisizione di competenze specialistiche e il trasferimento di nuove conoscenze all’interno del sistema cooperativo sardo.

Non si tratta soltanto di sostenere costi formativi, ma di creare condizioni utili per rendere le strutture associative e le cooperative più preparate, competitive e capaci di cogliere nuove opportunità economiche e professionali.

Vantaggio economico

Per un’Associazione Cooperativistica, ottenere un contributo a fondo perduto può significare ridurre in modo significativo il peso dei costi di struttura e liberare risorse da destinare ad attività di sviluppo.

Il beneficio principale riguarda infatti la possibilità di finanziare spese che, in assenza dell’agevolazione, graverebbero interamente sul bilancio dell’organizzazione.

Il sostegno ai costi del personale, alle spese generali e alle attività formative può quindi migliorare l’equilibrio finanziario dell’Associazione e consentire una programmazione più stabile delle attività.

Dal punto di vista economico, la misura può favorire anche un miglioramento della qualità dei servizi offerti alle cooperative associate, soprattutto nei settori dell’assistenza tecnica, legale, amministrativa e commerciale.

Dal punto di vista organizzativo, invece, la disponibilità di risorse aggiuntive può permettere di rafforzare le strutture interne, migliorare il funzionamento degli uffici e investire maggiormente nella formazione del personale e dei quadri direttivi.

Un altro aspetto rilevante è la possibilità di sostenere iniziative di aggiornamento e confronto anche fuori dal territorio regionale, attraverso seminari, congressi e percorsi di perfezionamento.

In questo senso, il contributo non va considerato soltanto come un sostegno alla spesa corrente, ma come uno strumento che può aiutare le Associazioni Cooperativistiche a consolidare la propria presenza sul territorio e ad aumentare la capacità di supportare le cooperative aderenti.

Una pianificazione accurata delle spese ammissibili può quindi trasformare il contributo in una leva concreta di crescita, efficienza e rafforzamento del sistema cooperativo sardo.

Settore e servizi finanziabili dal contributo

Il bando rientra principalmente nel settore dei servizi e sostiene attività che rafforzano il funzionamento delle Associazioni Cooperativistiche e il supporto fornito alle cooperative aderenti.

Tra i servizi finanziabili assumono particolare rilievo quelli di natura tecnica, legale, amministrativa e commerciale, utili per accompagnare le cooperative nella gestione ordinaria, negli adempimenti, nella revisione e nelle attività di sviluppo.

Rientrano inoltre tra le spese ammissibili i costi legati al funzionamento degli uffici, alle attività organizzative e consortili, alla manutenzione delle sedi, alle attrezzature d’ufficio e agli arredi.

Un ruolo importante è riservato anche ai servizi di formazione e aggiornamento professionale, attraverso corsi destinati al personale dipendente e ai quadri direttivi delle cooperative, nonché tramite borse e assegni di studio per percorsi di perfezionamento in Italia e all’estero.

La misura sostiene inoltre la partecipazione a seminari, convegni e congressi dedicati alla cooperazione, anche fuori dal territorio nazionale.

In questo senso, il contributo può favorire indirettamente anche attività collegate all’internazionalizzazione, al confronto con altri mercati e alla partecipazione a eventi di interesse per il sistema cooperativo, purché le iniziative rientrino tra quelle effettivamente ammissibili secondo la disciplina del bando.

Il finanziamento punta quindi non solo a sostenere i costi di struttura, ma anche a migliorare la qualità dei servizi offerti alle cooperative, rafforzandone competenze, organizzazione e capacità di crescita.

Domanda entro il 30 settembre 2026

La scadenza del 30 settembre 2026 rappresenta uno degli aspetti più importanti del bando, perché entro tale data gli organismi interessati devono completare correttamente la procedura prevista per l’accesso al contributo.

Prima della presentazione della domanda è fondamentale verificare con attenzione la coerenza dei dati relativi alle cooperative associate, soprattutto per quanto riguarda il numero di soggetti attivi, le cooperative regolarmente revisionate, i soci, i ricavi e il costo del lavoro.

Un errore nella ricostruzione di questi dati può incidere direttamente sulla determinazione del contributo spettante.

Particolare attenzione va riservata anche alle cooperative che risultano iscritte a più Associazioni, perché i relativi valori devono essere ripartiti secondo il criterio previsto dalla misura, evitando duplicazioni.

È inoltre essenziale predisporre un piano di spesa coerente con i limiti indicati dal bando: massimo 75% per personale e collaboratori, 20% per le spese generali e 5% per formazione, seminari, congressi, borse e assegni di studio.

Tra gli errori più frequenti da evitare rientrano la classificazione non corretta delle spese, l’inserimento di costi non adeguatamente documentati e la mancata corrispondenza tra i dati dichiarati e quelli effettivamente riferibili alle cooperative associate.

Per questo motivo, una verifica preventiva della documentazione può risultare decisiva.

Presentare una domanda completa, coerente e supportata da dati aggiornati consente infatti di ridurre il rischio di contestazioni e di valorizzare al meglio l’opportunità offerta dal contributo a fondo perduto destinato al sistema cooperativo della Sardegna.

Conclusioni

Il bando 2026 previsto dalla L.R. 5/1957 e dalla L.R. 3/2009 rappresenta una misura di particolare interesse per gli Organismi regionali delle Associazioni Cooperativistiche operanti in Sardegna, grazie a una dotazione complessiva di 3 milioni di euro e alla possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto per sostenere numerose spese strategiche.

Personale, collaboratori, servizi tecnici e amministrativi, funzionamento degli uffici, formazione, seminari, congressi e percorsi di perfezionamento sono alcune delle principali voci che possono essere sostenute nel rispetto dei limiti previsti dalla misura.

L’agevolazione non rappresenta soltanto un sostegno economico, ma può diventare uno strumento per migliorare la qualità dei servizi offerti alle cooperative associate, rafforzare le competenze interne e consolidare la presenza delle organizzazioni cooperative nel territorio sardo.

Particolare attenzione deve essere riservata alla corretta ricostruzione dei dati delle cooperative associate, alla regolarità delle revisioni, alla presenza di eventuali iscrizioni multiple e alla classificazione delle spese.

Con la scadenza fissata al 30 settembre 2026, è quindi opportuno verificare con anticipo requisiti, documentazione e piano finanziario, evitando di concentrare tutti gli adempimenti negli ultimi giorni.

Una domanda accuratamente predisposta può consentire di sfruttare al meglio questa opportunità e trasformare il contributo in un concreto strumento di crescita, organizzazione e sviluppo per l’intero sistema cooperativo della Sardegna.

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Mariana Maxwel

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