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Contributi a fondo perduto

MIMIT Scoperta Imprenditoriale 2026: in Sardegna fino al 75% tra fondo perduto e finanziamento agevolato

Scopri il bando MIMIT 2026 per la Sardegna: contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per ricerca, sviluppo e innovazione.

l bando MIMIT Scoperta Imprenditoriale 2026 apre nuove opportunità per le imprese della Sardegna e delle altre Regioni del Mezzogiorno che vogliono investire in ricerca, sviluppo e innovazione. La misura prevede un mix di contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato per sostenere progetti di elevato contenuto tecnologico.

Analizziamo chi può accedere alle agevolazioni, quali spese sono ammissibili, quanto è possibile ottenere e quali scadenze è necessario rispettare per presentare la domanda.

Scoperta Imprenditoriale 2026

Per le imprese del Mezzogiorno che vogliono investire in ricerca, sviluppo e innovazione, il 2026 apre una nuova opportunità di particolare rilievo: il MIMIT – PN RIC 2021-2027, Azione 1.1.4 “Scoperta Imprenditoriale” mette a disposizione oltre 505,8 milioni di euro per sostenere progetti innovativi realizzati in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La misura combina due strumenti particolarmente interessanti per chi deve affrontare investimenti importanti: un finanziamento a tasso agevolato fino al 40% dei costi ammissibili e un contributo diretto alla spesa, cioè una quota a fondo perduto che può arrivare al 35% per le piccole imprese, al 30% per le medie e al 25% per le grandi imprese.

L’obiettivo non è finanziare investimenti ordinari, ma favorire progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentalecapaci di creare nuovi prodotti, processi o servizi oppure di migliorare in maniera significativa quelli esistenti. Per molte aziende del Sud, quindi, il bando può rappresentare uno strumento concreto per ridurre il peso finanziario di programmi di innovazione che altrimenti richiederebbero un elevato impiego di capitale proprio o di credito bancario.

La domanda potrà essere presentata dalle ore 10:00 del 7 ottobre 2026, con procedura di compilazione disponibile dal 24 settembre 2026, e le agevolazioni saranno assegnate fino ad esaurimento delle risorse. Prepararsi in anticipo diventa quindi essenziale, soprattutto considerando che i progetti devono avere un valore compreso tra 1 e 5 milioni di euro e rispettare specifici requisiti di collaborazione.

Chi può beneficiare

Il bando MIMIT PN RIC 2021-2027 – Azione 1.1.4 Scoperta Imprenditoriale 2026 si rivolge a una platea ampia di soggetti, ma prevede requisiti precisi. Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione che, al momento della presentazione della domanda, dispongano di almeno due bilanci approvati. Rientrano tra i beneficiari le imprese industriali impegnate nella produzione di beni o servizi, le imprese di trasporto terrestre, marittimo o aereo, le imprese artigiane, le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale e i Centri di ricerca.

La misura ammette inoltre la partecipazione, in qualità di co-proponenti, di imprese agricole, Organismi di ricerca e imprese che svolgono attività ausiliarie a favore dei soggetti ammessi. Questo elemento rende il bando particolarmente interessante per la creazione di partenariati tra aziende, università, centri di ricerca e operatori specializzati, soprattutto nei settori agroalimentare, industriale, tecnologico e dei servizi innovativi.

Un aspetto decisivo riguarda però la modalità di realizzazione del progetto: le iniziative devono infatti essere sviluppate in forma collaborativa. Nel caso di progetto congiunto possono partecipare al massimo tre soggetti, compresa l’impresa capofila, e deve essere presente almeno una PMI. Ogni proponente deve sostenere almeno il 10% dei costi ammissibili e la collaborazione deve essere formalizzata attraverso un contratto di rete o altra forma contrattuale idonea.

In alternativa, una micro, piccola o media impresa, oppure una piccola impresa a media capitalizzazione, può presentare il progetto coinvolgendo uno o più soggetti esterni indipendenti per attività di ricerca, consulenza o ricerca contrattuale, per un valore pari ad almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili.

Quali progetti possono essere finanziati

La misura Scoperta Imprenditoriale 2026 finanzia progetti che prevedono attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuovi prodotti, processi o servizi oppure di ottenere un miglioramento sostanziale di soluzioni già esistenti. Il progetto deve essere coerente con le aree tematiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente e deve contribuire allo sviluppo di tecnologie abilitanti fondamentali o di nuove traiettorie tecnologiche e applicative.

Per essere ammesso, il programma di investimento deve essere realizzato in una o più unità locali situate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. L’importo complessivo delle spese ammissibili deve essere compreso tra 1 milione e 5 milioni di euro. Per le imprese si applica inoltre un ulteriore limite: il costo del progetto non può superare il 60% della media del fatturato degli ultimi due esercizi contabili del singolo soggetto proponente.

Un requisito particolarmente importante riguarda il momento di avvio dell’iniziativa. Il progetto deve infatti iniziare successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione. Avviare anticipatamente le attività potrebbe quindi compromettere l’ammissibilità dell’intervento.

La durata prevista deve essere compresa tra 18 e 36 mesi. Si tratta, dunque, di una misura pensata per programmi strutturati e di dimensioni rilevanti, non per semplici acquisti di beni strumentali. La qualità della proposta progettuale, la sua reale componente innovativa e la corretta pianificazione delle attività di ricerca diventano perciò elementi centrali per costruire una domanda competitiva.

Spese ammissibili

Uno degli aspetti più interessanti del bando MIMIT Scoperta Imprenditoriale 2026 riguarda l’ampiezza delle spese che possono essere agevolate, purché siano direttamente collegate alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Tra i costi ammissibili rientrano innanzitutto le spese per il personale impegnato nel progetto, limitatamente a tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario effettivamente coinvolto nelle attività di ricerca e sviluppo.

Sono finanziabili anche gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione utilizzati nell’ambito del progetto. A questi si aggiungono i costi per servizi di consulenza, ricerca contrattuale e altri servizi specialistici, comprese le spese sostenute per acquisire o ottenere in licenza risultati di ricerca, brevetti e know-how, purché le operazioni avvengano a normali condizioni di mercato.

Il bando consente inoltre di includere le spese generali direttamente riferibili al progetto e i materiali utilizzati per lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo. Questo permette alle imprese di costruire un piano economico articolato, capace di coprire non soltanto l’acquisto di beni materiali ma anche una parte rilevante dei costi immateriali necessari all’innovazione.

Per evitare contestazioni in fase di istruttoria o rendicontazione, è però fondamentale dimostrare con precisione il collegamento tra ogni voce di spesa e le attività progettuali. Una corretta pianificazione iniziale del budget può quindi fare la differenza tra un progetto formalmente ammissibile e una domanda realmente solida sotto il profilo tecnico e finanziario.

Quanto finanzia il bando

La dotazione finanziaria prevista per Scoperta Imprenditoriale 2026 ammonta a 505.801.524,89 euro, una disponibilità significativa che conferma la centralità della misura nel sostegno agli investimenti in ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno. Per le imprese, le agevolazioni vengono concesse attraverso una combinazione di finanziamento agevolato e contributo diretto alla spesa, consentendo così di ridurre sensibilmente il fabbisogno finanziario necessario per realizzare progetti di elevato contenuto tecnologico.

Il finanziamento agevolato copre una quota nominale pari al 40% dei costi e delle spese ammissibili. A questa componente si aggiunge il contributo a fondo perduto, differenziato in funzione della dimensione aziendale: 35% per le piccole imprese, 30% per le medie imprese e 25% per le grandi imprese. In termini nominali, quindi, una piccola impresa può beneficiare di agevolazioni complessive che arrivano fino al 75% dei costi ammissibili, tra finanziamento e contributo.

Il tasso applicato al finanziamento agevolato è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione. La durata può variare da 1 a 8 anni, con la possibilità di prevedere fino a 3 anni di preammortamento, e non sono richieste garanzie.

Per gli Organismi di ricerca, invece, il sostegno assume esclusivamente la forma di contributo diretto alla spesa: 60% dei costi ammissibili per la ricerca industriale e 40% per lo sviluppo sperimentale.

Esempio pratico

Per comprendere meglio la convenienza del bando Scoperta Imprenditoriale 2026, può essere utile fare un esempio concreto. Ipotizziamo che una piccola impresa presenti un progetto di ricerca e sviluppo con costi ammissibili pari a 2 milioni di euro. Sulla base delle percentuali previste, potrebbe ottenere un finanziamento agevolato pari al 40%, quindi 800.000 euro, oltre a un contributo diretto alla spesa del 35%, pari a 700.000 euro.

In termini nominali, il sostegno complessivo potrebbe quindi arrivare a 1,5 milioni di euro, lasciando a carico dell’impresa una quota residua di 500.000 euro, ferma restando la corretta applicazione delle condizioni previste dal bando e delle regole sugli aiuti di Stato.

Per una media impresa, sullo stesso progetto da 2 milioni di euro, il contributo diretto sarebbe invece pari al 30%, cioè 600.000 euro, mentre per una grande impresa sarebbe pari al 25%, cioè 500.000 euro. A queste somme si aggiungerebbe comunque il finanziamento agevolato del 40%.

Il vantaggio non riguarda soltanto la quota a fondo perduto. Anche la possibilità di ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, con durata fino a otto anni, preammortamento fino a tre anni e assenza di garanzie, può incidere positivamente sulla gestione della liquidità aziendale. Per le imprese che stanno programmando investimenti innovativi di dimensione rilevante, questo mix può quindi ridurre sensibilmente il ricorso a capitale proprio o a finanziamenti bancari ordinari.

Scadenza

Per accedere alle agevolazioni del MIMIT PN RIC 2021-2027 – Scoperta Imprenditoriale 2026 sarà possibile presentare domanda a partire dalle ore 10:00 del 7 ottobre 2026. La procedura resterà aperta fino ad esaurimento delle risorse disponibili, elemento che rende particolarmente importante arrivare preparati alla data di apertura.

Un passaggio da non sottovalutare è quello del 24 settembre 2026, data dalla quale sarà resa disponibile sul sito del Soggetto gestore la procedura per la compilazione della domanda e della relativa documentazione. Le imprese interessate avranno quindi un intervallo temporale utile per predisporre gli allegati, verificare i requisiti, definire il piano dei costi e completare la struttura del progetto.

Considerata la complessità dei programmi ammissibili, che devono avere un valore compreso tra 1 e 5 milioni di euro, non è consigliabile concentrare tutte le attività nei giorni immediatamente precedenti all’apertura. Occorre infatti predisporre una documentazione tecnica coerente, dimostrare la sostenibilità economico-finanziaria del progetto, formalizzare eventuali collaborazioni e verificare il rispetto dei requisiti previsti per ciascun soggetto partecipante.

La logica “fino ad esaurimento fondi” introduce inoltre un fattore temporale rilevante. Anche con una dotazione superiore a 505 milioni di euro, l’interesse potenziale da parte delle imprese del Mezzogiorno potrebbe essere elevato. Per questo motivo, chi intende partecipare dovrebbe utilizzare settembre 2026 per arrivare all’apertura con una domanda già strutturata, evitando ritardi che potrebbero ridurre le possibilità di accesso alle agevolazioni.

Vantaggi economici

Il principale beneficio di Scoperta Imprenditoriale 2026 consiste nella possibilità di realizzare programmi di ricerca e sviluppo di importo elevato riducendo in modo significativo il fabbisogno finanziario dell’impresa. La combinazione tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato consente infatti di alleggerire l’impatto degli investimenti sulla liquidità aziendale e di destinare maggiori risorse ad attività strategiche come innovazione, sviluppo di nuovi prodotti, acquisizione di know-how e crescita tecnologica.

Per una PMI del Mezzogiorno, il vantaggio può essere particolarmente rilevante. Una parte consistente dei costi ammissibili viene coperta da agevolazioni pubbliche, mentre il finanziamento può essere rimborsato in un periodo compreso tra uno e otto anni, con un eventuale preammortamento fino a tre anni e senza obbligo di garanzie. Questo può migliorare la sostenibilità finanziaria del progetto e ridurre il ricorso al credito ordinario.

Dal punto di vista fiscale, è importante evitare semplificazioni: il contributo ricevuto non deve essere automaticamente considerato “esente da imposte”. Il relativo trattamento fiscale dipende dalla natura dell’agevolazione, dalla contabilizzazione e dalla disciplina applicabile al soggetto beneficiario. Per questo motivo è opportuno valutare preventivamente gli effetti contabili e fiscali dell’incentivo.

Il vero vantaggio strategico consiste quindi nel poter affrontare investimenti in ricerca e innovazione con una struttura finanziaria più sostenibile, aumentando competitività, capacità produttiva e possibilità di sviluppare soluzioni ad alto valore aggiunto.

Conclusioni

Il bando MIMIT PN RIC 2021-2027 – Azione 1.1.4 Scoperta Imprenditoriale 2026 rappresenta un’opportunità concreta per le imprese del Mezzogiorno che intendono investire in ricerca, sviluppo e innovazione riducendo il peso finanziario dei propri progetti. La combinazione tra contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso agevolato può rendere più sostenibili programmi di investimento importanti, soprattutto per PMI e imprese impegnate nello sviluppo di nuove tecnologie, prodotti, processi e servizi.

La disponibilità di oltre 505 milioni di euro rende la misura particolarmente rilevante, ma la complessità dei requisiti richiede una preparazione accurata. Verifica dei soggetti beneficiari, corretta costruzione del partenariato, rispetto dei limiti di spesa, coerenza delle attività di ricerca e predisposizione della documentazione sono aspetti che devono essere affrontati con largo anticipo.

Considerando che le domande potranno essere presentate dal 7 ottobre 2026 e che la misura resterà aperta fino ad esaurimento delle risorse disponibili, le imprese interessate dovrebbero iniziare subito a valutare la fattibilità del proprio progetto e la compatibilità con i requisiti richiesti.

Per chi opera in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, Scoperta Imprenditoriale 2026 può quindi diventare uno strumento strategico per finanziare l’innovazione, aumentare la competitività e sostenere la crescita aziendale nel medio-lungo periodo.

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Mariana Maxwel

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