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Guide e Vademecum Fiscali

Guide e vademecum fiscali per imprese ed attività alle prese con problemi e casi quotidiani.

Professionista forfettario e Socio di SRL: Quando è possibile?

Dott.ssa Silvia Picca - Data di Pubblicazione: 22/03/2024 - 1385 visualizzazioni.
Professionista forfettario e Socio di SRL: Quando è possibile?

La compatibilità tra l’essere socio di SRL e possedere una Partita IVA forfettaria è spesso al centro di dubbi. Negli anni, infatti, questo regime fiscale ha subito diverse modifiche proprio in relazione ai soggetti che hanno partecipazioni societarie.

Ciò ha generato non poche perplessità tra chi si appresta a scegliere il regime forfettario per la propria Partita IVA.

La domanda che spesso ci si pone è: “Posso, contemporaneamente, essere socio di SRL e possedere  Partita IVA professionista in regime forfettario?”

Questione n. 1 – Esercizio della professione

Il CNDCEC, con il pronto ordine n. 149 del 19 settembre 2022, ha chiarito che lo status di socio di minoranza di società di capitali è sempre compatibile con l’esercizio della professione, a meno che non si accerti che l’iscritto eserciti il proprio controllo o influenza sulla società (ad esempio per il tramite del soggetto che risulti essere il socio di maggioranza) e gestisca, attraverso soggetti terzi, la società.

Pertanto, la partecipazione al capitale sociale realizzata tramite l’utilizzo del coniuge non legalmente separato o di parenti entro il 4° grado, prestanomi, fiduciari, società nazionali o estere riferibili all’iscritto all’albo o da lui controllate, di conviventi risultanti nello stato di famiglia, ecc. rende incompatibile l’attività quando siano dimostrati e provati i rapporti giuridici di cui sopra e/o l’influenza dell’iscritto sui detti soggetti e l’interesse economico dello stesso.

Questione n. 2 – Applicazione del regime forfettario

Per ciò che attiene la permanenza nel regime forfettario, i contribuenti che desiderano applicare il regime agevolato per le partite Iva individuali non devono:

  • Essere soci di società di persone;
  • Controllare, direttamente o indirettamente, SRL che svolgono la stessa attività economica esercitata individualmente.

Per cui, il contribuente potrà continuare ad operare in regime forfettario solo se:

– non detiene quote di controllo in SRL;

– detiene quote di controllo in SRL ma l’attività economica svolta dalla società è del tutto diversa da quella riconducibile alla partita Iva individuale del professionista.

Come chiarito dalla circolare n. 9/2019 dell’Agenzia delle Entrate, per la definizione di controllo, diretto e indiretto, occorre riferirsi all’articolo 2359, primo e secondo comma, del Codice Civile.

Pertanto, ad esempio, la causa ostativa opererà nel caso di partecipazione, da parte di un contribuente che applichi il regime forfetario, al 50% in una società a responsabilità limitata perché risulta integrato il numero 2) del  primo comma del citato articolo 2359 del Codice Civile.

Il controllo indiretto è specificato al secondo comma, ad esempio, la causa ostativa opererà nel caso in cui la moglie del contribuente detiene una partecipazione pari al 50% in una società a responsabilità limitata (che esercita attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dal predetto contribuente), perché risulta integrato il combinato disposto di cui al primo comma, numero 2), e secondo comma dell’articolo 2359 del Codice Civile.

Conclusione

Sì, si può essere professionisti con partita Iva in regime forfettario e contemporaneamente soci di SRL ma solo se:

  • si detiene una quota di capitale sociale di minoranza;
  • non si controlla, né direttamente né indirettamente, la Società.

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