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#post_contentL’APPLICAZIONE DELL’IMU, intesa come imposta municipale unica, È PREVISTA IN VIA SPERIMENTALE PER TRE ANNI, PER POI ENTRARE A REGIME DAL 2015. L’ALIQUOTA IMU È: QUELLA ORDINARIA, PARI ALLO 0,76% (IL COMUNE...

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L’applicazione dell’IMU, intesa come imposta municipale unica, è prevista in via sperimentale per tre anni, per poi entrare a regime dal 2015. L’aliquota IMUè: quella ordinaria, pari allo 0,76% (il comune può aumentarla o diminuirla fino allo 0,3%); quella ridotta, pari allo 0,4% per abitazione principale e relative pertinenze (il comune può aumentarla o diminuirla fino allo 0,2%); pari allo 0,2% per fabbricati rurali ad uso strumentale (il comune può diminuirla fino allo 0,1%).

ADEMPIMENTI FISCALI

IMU 2025: guida completa al saldo del 16 dicembre, esenzioni, novità e calcolo

3 Dicembre 2025 Mariana Maxwel 12.261 letture

Dicembre è un mese cruciale per milioni di proprietari immobiliari in Italia. Entro il 16 dicembre 2025 scade infatti il termine per il versamento del saldo IMU (Imposta Municipale Propria), una delle scadenze fiscali più temute, ma anche tra le più fraintese. La corretta gestione del pagamento IMU è fondamentale per evitare sanzioni, calcolare correttamente quanto dovuto e, dove possibile, risparmiare legalmente.

In questo articolo faremo chiarezza su tutto ciò che riguarda il saldo IMU 2025: dalle modalità di calcolo, alle esenzioni previste, dalle novità normative, fino alle strategie per non sbagliare il versamento. Scopriremo anche quali sono i comuni che hanno deliberato aumenti o agevolazioni, come individuare la propria aliquota e cosa cambia per immobili affittati, seconde case, fabbricati inagibili o terreni agricoli.

Quando e cosa si paga

Il saldo IMU 2025 deve essere versato entro la scadenza fissata al 16 dicembre 2025, una data cruciale per tutti i proprietari di immobili non esenti. Questo versamento ha la funzione di completare quanto già versato in acconto a giugno e di conguagliare eventuali variazioni intervenute nel corso dell’anno. Tali variazioni possono riguardare delibere comunali, modifiche normative, oppure cambiamenti nelle caratteristiche dell’immobile (come cambio di destinazione d’uso, perdita del requisito di abitazione principale, ecc.).

Il saldo serve anche per applicare eventuali esenzioni o agevolazioni maturate nella seconda parte dell’anno, come nel caso di fabbricati divenuti inagibili o concessi in comodato gratuito a familiari secondo le condizioni stabilite dalla legge. Il contribuente deve quindi eseguire un riepilogo della posizione catastale dell’immobile, verificare la destinazione d’uso aggiornata e tener conto di agevolazioni specifiche eventualmente deliberate dal Comune di ubicazione.

È importante ricordare che il saldo IMU non è semplicemente la seconda metà del totale, ma un vero e proprio ricalcolo basato sulle aliquote definitive approvate dai Comuni, pubblicate entro il 28 ottobre 2025 sul sito del MEF. In assenza di nuove delibere, valgono le aliquote dell’anno precedente. La corretta individuazione dell’importo da versare richiede quindi attenzione, aggiornamento e  l’assistenza di un consulente esperto.

Esenzioni IMU 2025

Non tutti gli immobili sono soggetti al pagamento dell’IMU. Le esenzioni IMU 2025 possono derivare sia da disposizioni nazionali che da delibere comunali, ma è fondamentale distinguere tra quelle automatiche, previste per legge, e quelle facoltative, che richiedono specifica approvazione da parte del Comune.

Tra le esenzioni previste dalla legge, restano confermate anche per il 2025 alcune delle casistiche più rilevanti:

  • Terreni agricoli: esenti se posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP)iscritti alla previdenza agricola.

  • Immobili pubblici: quelli di proprietà di Stato, Regioni, Province, Comuni ed enti del SSN, se destinati a funzioni istituzionali.

  • Immobili con categoria catastale E/1 – E/9: come caserme, porti, aeroporti e infrastrutture portuali, anche se affidati in gestione a soggetti privati.

  • Immobili culturali: musei, archivi, biblioteche e cineteche, se aperti al pubblico e senza finalità commerciali.

  • Luoghi di culto e immobili della Santa Sede, in virtù del Concordato con la Chiesa.

  • Enti non commerciali: per immobili utilizzati esclusivamente per attività assistenziali, culturali, sportive, religiose o sanitarie.

    A partire dal 2023, è stata inoltre estesa l’esenzione IMU a:

    • Immobili occupati abusivamente, se il proprietario ha sporto regolare denuncia penale. In tal senso si è espressa la Corte Costituzionale, riconoscendo l’effetto retroattivo dell’esenzione (sentenza n. 98/2023).

    • Immobili dell’Accademia dei Lincei, dichiarati esenti come ente culturale di rilevanza nazionale.

      Le esenzioni locali, invece, devono essere previste da apposite delibere comunali.

      Tra le più comuni:

      • Immobili concessi in comodato gratuito a ONLUS o enti pubblici.

      • Locali commerciali situati in zone penalizzate da cantieri pubblici protratti per oltre 6 mesi.

      • Attività economiche ubicate in aree montane o in Comuni con meno di 3.000 abitanti.

      • Esenzioni per imprese sociali, APS e ONLUS, se previste nei regolamenti comunali.

        Prima di pagare, è sempre necessario consultare il regolamento IMU del proprio Comune per verificare l’effettiva applicazione di queste esenzioni.

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