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venerdì 27 Gennaio 2023

Il successo del “Patent Box” nel settore alimentare: progetto d’impresa di una Srl e calcolo del risparmio d’imposta

Non tutte le aziende che operano nel settore alimentare, titolari di un marchio d’impresa o collettivo o di altri “intangible assets” come know how, brevetti o che desiderano acquistarli in licenza, sanno che per fare della creatività e innovazione sul mercato il proprio punto di forza e ottenere un grossissimo risparmio fiscale, possono puntare sul Patent Box, un nuovo regime opzionale fiscale per lo sfruttamento dei beni immateriali che rappresenta, agli occhi di tanti imprenditori,  una misura strutturale per il rilancio delle aziende, fortemente strategica, che premia anche piccole e medie imprese. Esaminiamo l’esempio di un progetto per una Srl che può consentire di sfruttare al massimo il beneficio fiscale con marchi d’impresa e collettivi e calcoliamo il complessivo risparmio d’imposta ottenibile.  

 

Non tutte le aziende alimentari sanno che. Il “Patent Box”

Non tutte le aziende che operano nel settore alimentare, titolari di un marchio d’impresa o collettivo o di altri “intangible assets” come know how, brevetti o che desiderano acquistarli in licenza, sanno che per fare della creatività e innovazione sul mercato il proprio punto di forza e ottenere un grossissimo risparmio fiscale, possono puntare sul Patent Box.

Si tratta del nuovo regime opzionale fiscale per lo sfruttamento dei beni immateriali, che premia quelle imprese che mettono a frutto tali assets, quella che moltissimi imprenditori, nel corso di convegni e rassegna stampa hanno recentemente definito “una misura strutturale per il rilancio delle imprese, fortemente strategica che permette alle aziende di valorizzare dei beni che prima non erano messi a sistema, come marchi e brevetti, know-how, disegni e modelli, anche per le piccole e medie imprese protagoniste del tessuto industriale”

Quando opera l’agevolazione fiscale?

Le modalità con le quali un’azienda può percepire un reddito da beni immateriali, sul quale applicare i bonus fiscali dell’opzione sono tre:

Utilizzo diretto (commercializzazione di prodotti o servizi che incorporano beni immateriali);
Utilizzo indiretto (concessione in licenza a terzi dell’utilizzo di tali beni);
Cessione (vendita della proprietà e dell’utilizzo dei beni immateriali).

Quanto si risparmia sulle imposte?

Con il Patent Box, il 50% (dal 2017) della quota parte di reddito agevolabile prodotto dal marchio o da altro bene immateriale calcolato anche sulla base delle spese in ricerca e innovazione, viene dedotto dalla base imponibile.

L’opzione consente in pratica di dimezzare la percentuale di tassazione sugli intangible assets, che passa dal 31,4% al 16%.

Con riferimento all’IRES che a decorrere dal 2017 viene ridotta al 24%, si giungerebbe ad un’aliquota d’imposta del 12% .

Questo beneficio fiscale durerà automaticamente per cinque anni (oltre ad essere rinnovabile alla scadenza) se si esercita correttamente l’opzione Patent Box !

Esempio di un progetto d’impresa per sfruttare al meglio i bonus fiscali: la scelta del marchio collettivo

Esaminiamo ora l’esempio di un progetto che consentirebbe all’impresa di ottenere il massimo beneficio fiscale, combinando in modo ottimale le due modalità di utilizzo e i profitti derivanti da due tipologie di Brand.

Un’ impresa che chiamiamo Alfa, operante nel settore del confezionamento di prodotti alimentari, costituita in forma Srl è titolare di due marchi d’impresa e commercializza direttamente i relativi prodotti.

Si tratta di due linee di prodotto, linea “x” pasta, linea “y” formaggi, ciascuna contraddistinta da un Brand specifico, della quale la società è proprietaria. In un secondo momento l’azienda decide di creare e registrare un marchio collettivo relativo al prodotto “salumi” linea “z” che le farà conseguire guadagni elevatissimi derivanti dalle royalty ottenute dalla concessione in licenza alla società utilizzatrice “Delta”, in quanto si tratta di un marchio differenziale di qualità e garanzia che incrementerà anche il feedback positivo dell’immagine imprenditoriale di entrambe le società.

Complessivamente, quindi, le entrate della società Alfa, derivanti dai beni immateriali si realizzano attraverso lo sfruttamento diretto dei due marchi d’impresa dei prodotti messi in vendita e dallo sfruttamento tipicamente indiretto del marchio collettivo.

Per godere dell’agevolazione fiscale del Patent Box, l’azienda svolgerà attività di sviluppo e mantenimento di questi beni immateriali, nel caso specifico potrà commissionare l’attività di research e innovation ad un ente di ricerca e investire in marketing, promozione, sponsorizzazioni eventi fieristici nelle località strategiche per i marchi dei prodotti x, y e z.

Successivamente, per ragioni di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale e per migliorare la performance economica e finanziaria dell’impresa, viene proposta la separazione delle due linee di prodotto relative ai marchi d’impresa in due ragioni sociali distinte e, pertanto viene deliberata una scissione parziale della società Alfa.

Al termine si avrà come risultato finale, da un lato, la società scissa che tuttavia manterrà la proprietà delle prima linea x e quindi continuerà a realizzare e commercializzare prodotti di pasta (marchio d’impresa), conservando anche la proprietà del marchio collettivo dei salumi ,linea z e, dall’altro, la società beneficiaria scorporata “Beta” alla quale sarà concessa in licenza la linea Y (formaggi).

Ne deriva che la società Alfa incasserà da un lato i guadagni relativi al prodotti venduti con il marchio pasta (utilizzo diretto) e dall’altro le royalty relative al marchio collettivo da parte della società Delta, (come in precedenza) alle quali si aggiungeranno le royalty corrisposte dalla  società Beta per la licenza del marchio relativo alla linea y formaggi (utilizzo indiretto).

Affinché l’azienda scissa Alfa possa godere di tutti i bonus fiscali relativi a entrambe le modalità di sfruttamento, dovrà semplicemente continuare ad effettuare le attività di research e innovation dirette al mantenimento ed accrescimento del valore di tutti e tre i marchi, potendole commissionare a enti di ricerca Università o anche a Start up, e sostenere i costi per la comunicazione, la promozione, le sponsorizzazioni e la partecipazione ad eventi e fiere del settore. Quanto all’utilizzo indiretto, è opportuno che il valore delle royalties da corrisponderesia in linea con le medie di mercato nel quadro della libera concorrenza.

Calcoliamo il risparmio fiscale complessivo della società Alfa

Ora, considerando i seguenti dati relativi all’esercizio 2017, proviamo a fare una stima dei bonus fiscali totali dei quali la società Alfa andrà a beneficiare

1) marchio d’impresa linea “x” pasta

reddito agevolabile = contributo economico netto = 100. 000 €
spese qualificate = 4. 000 €
spese complessive = 5. 200 €

2) marchio d’impresa linea “y” formaggi

reddito agevolabile = royalty netta = 200. 000 €;
spese qualificate = 5000 €;
spese complessive = 6500 €.

3) marchio collettivo linea “z” salumi

reddito agevolabile = royalty netta = 600. 000 €;
spese qualificate = 8000 €;
spese complessive = 10. 400 €.

Quota totale reddito da marchi detassata

{[100. 000 x (4. 000 + 30% / 5. 200)] + [200. 000 x ( 5. 000 +30% / 6. 500 )] + [600. 000 x (8000+ 30 % /10. 400)]}x 50% = 450. 000 € sottratti a tassazione = variazione in diminuzione Unico 2018.

Questo significa che nel corso del primo quinquennio di durata dell’opzione la società Alfa risparmierà sui redditi derivanti dai tre marchi un totale € 2. 250. 0000 € a fronte di elevatissimi guadagni e della moltiplicazione delle quote di mercato acquisite.

Per attivare con successo la vostra progettualità d’impresa nel settore alimentare, registrare un marchio d’impresa e/o collettivo e conseguire tutti i possibili bonus fiscali del Patent Box,

contattateci subito al NUMERO VERDE 800192752!  

 

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