La Rottamazione quinquies rappresenta una delle misure fiscali più attese e discusse introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, pensata per offrire a cittadini, professionisti e imprese una nuova opportunità di regolarizzare i debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione beneficiando di importanti agevolazioni. Dopo il successo delle precedenti rottamazioni, il legislatore è intervenuto nuovamente per ampliare la platea dei contribuenti e rendere più accessibile il pagamento delle cartelle esattoriali.
Sommario
Dal 20 gennaio è ufficialmente possibile aderire alla definizione agevolata direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), scegliendo tra area riservata o area pubblica, secondo modalità semplificate. Ma la domanda che migliaia di contribuenti si pongono è sempre la stessa: quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies? E soprattutto, conviene davvero aderire?
Capire quali carichi possono essere “rottamati” è fondamentale per evitare errori, esclusioni o aspettative sbagliate. Parliamo di cartelle esattoriali, avvisi di addebito INPS, sanzioni tributarie e contributi previdenziali, con la possibilità di eliminare sanzioni e interessi di mora, pagando solo il debito “pulito”. Un vantaggio enorme per chi vuole ridurre il peso fiscale in modo legale e ripartire senza pendenze con il Fisco.
In questo articolo analizzeremo in modo chiaro e aggiornato quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies, cosa dicono le FAQ ufficiali ADER, quali sono i vantaggi fiscali, economici e finanziari, e come aderire senza commettere errori.
Verifica debiti e Prospetto informativo
Uno degli aspetti più rilevanti – e spesso sottovalutati – della Rottamazione quinquies riguarda la possibilità di sapere in anticipo e con certezza quali debiti sono effettivamente definibili. A chiarirlo sono le FAQ ufficiali di Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), che distinguono tra accesso in area riservata e utilizzo dell’area pubblica.
Presentando la domanda di adesione tramite il servizio in area riservata, il contribuente visualizza esclusivamente i debiti che rientrano nella definizione agevolata. Questo significa che il sistema filtra automaticamente le cartelle di pagamento e gli avvisi di addebito INPS ammessi alla rottamazione quinquies, permettendo di selezionare solo quelli per cui si intende aderire, evitando errori o richieste inutili.
In alternativa o anche prima di presentare la domanda, è possibile richiedere il Prospetto informativo, sempre tramite area riservata con SPID, CIE, Carta Nazionale dei Servizi (e, per professionisti e imprese, anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate). Il Prospetto può essere richiesto anche dall’area pubblica, compilando l’apposito form e allegando la documentazione di riconoscimento.
Il Prospetto informativo è uno strumento fondamentale: contiene l’elenco completo delle cartelle e degli avvisi INPS definibili e indica l’importo da versare in caso di adesione alla rottamazione quinquies dal 20 gennaio 2026. Le somme sono calcolate al netto di sanzioni, interessi di mora, restando dovuti solo eventuali diritti di notifica, spese esecutive e interessi di dilazione in caso di pagamento rateale.
Un passaggio chiave per valutare il reale risparmio fiscale ottenibile.
Debiti ammessi alla rottamazione quinquies
Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 e chiarito dalle FAQ di Agenzia delle Entrate-Riscossione, la Rottamazione quinquies consente di definire in modo agevolato una vasta gamma di debiti affidati alla riscossione. In linea generale, rientrano nella misura tutti i carichi affidati all’ADER nel periodo individuato dalla norma (che include cartelle di pagamento e avvisi di addebito INPS), purché non espressamente esclusi.
Sono quindi ammessi alla rottamazione quinquies i debiti derivanti da:
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Imposte erariali come IRPEF, IRES, IVA e addizionali;
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Tributi locali (IMU, TARI, TASI), se affidati alla riscossione tramite ADER;
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Contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS, contenuti negli avvisi di addebito;
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Sanzioni amministrative tributarie, con esclusione delle somme aggiuntive;
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Interessi e sanzioni collegati ai tributi, che vengono integralmente stralciati.
Il grande vantaggio della definizione agevolata è proprio questo: il contribuente è tenuto a pagare solo il capitale e le spese vive, senza sanzioni e senza interessi di mora. Un meccanismo che permette una riduzione significativa del debito complessivo, spesso anche superiore al 40-50%, rendendo la rottamazione quinquies uno strumento concreto di risparmio fiscale legale.
Inoltre, la possibilità di rateizzare l’importo dovuto rende l’adesione sostenibile anche per imprese e professionisti in difficoltà di liquidità. Prima di aderire, però, è essenziale verificare con attenzione quali debiti sono inclusi e quali restano esclusi, per evitare sorprese e pianificare correttamente il rientro con il Fisco.

Debiti esclusi
Non tutti i debiti iscritti a ruolo possono beneficiare della Rottamazione quinquies. La Legge di Bilancio 2026, in continuità con le precedenti definizioni agevolate, prevede infatti una serie di esclusioni precise, chiarite anche nelle FAQ ufficiali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Conoscere questi limiti è fondamentale per evitare di presentare domande inutili o di sovrastimare il risparmio fiscale ottenibile.
Sono espressamente esclusi dalla rottamazione quinquies:
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le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato dichiarati illegittimi dall’Unione Europea;
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i crediti derivanti da condanne della Corte dei Conti;
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le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di sentenze penali di condanna;
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le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada, per la parte relativa alle sanzioni (restano dovuti gli importi originari e le spese).
Per quanto riguarda le multe stradali, è importante chiarire un aspetto spesso frainteso: la rottamazione quinquies consente di eliminare solo gli interessi di mora e le maggiorazioni, ma non la sanzione principale. Questo significa che il beneficio economico esiste, ma è decisamente più limitato rispetto a quello previsto per i debiti tributari.
Restano inoltre esclusi i carichi non ancora affidati all’ADER, così come i debiti già oggetto di altre misure non compatibili con la definizione agevolata. Per questo motivo, la consultazione del Prospetto informativo o dell’elenco dei debiti in area riservata è un passaggio imprescindibile.
Capire cosa non rientra nella rottamazione quinquies è essenziale per una corretta pianificazione fiscale, soprattutto per imprese e professionisti che devono valutare l’impatto finanziario complessivo dell’adesione.
Pagamenti, rate e decadenza
Uno degli elementi che rende la Rottamazione quinquies particolarmente appetibile è la possibilità di pagare i debiti in forma rateale, rendendo l’adesione sostenibile anche per chi si trova in una temporanea difficoltà economica. La Legge di Bilancio 2026 consente infatti di scegliere tra pagamento in un’unica soluzione oppure pagamento dilazionato, secondo il piano indicato nel prospetto fornito da Agenzia delle Entrate-Riscossione.
In caso di pagamento rateale, sull’importo dovuto – già ridotto grazie all’eliminazione di sanzioni e interessi di mora – si applicano solo gli interessi di dilazione, come espressamente indicato nelle FAQ ADER. Non sono invece dovuti gli interessi iscritti a ruolo né le sanzioni, garantendo così un risparmio economico significativo rispetto alla riscossione ordinaria.
È però fondamentale rispettare puntualmente le scadenze. Il mancato pagamento, anche di una sola rata, oppure il pagamento effettuato oltre i termini previsti, comporta la decadenza automatica dai benefici della rottamazione quinquies. In tal caso, i versamenti effettuati vengono considerati come acconti sul debito complessivo e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende le azioni di recupero, inclusi fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.
Un altro aspetto importante riguarda i carichi già rateizzati prima dell’adesione: la rottamazione quinquies consente comunque di accedere alla definizione agevolata, ma le rate precedenti non vengono rimborsate e restano acquisite a titolo di pagamento del debito.
Per questo motivo, prima di aderire, è essenziale valutare la sostenibilità finanziaria del piano di pagamento, evitando il rischio di perdere i vantaggi fiscali ottenuti e tornare in una situazione di esposizione debitoria più gravosa.
Vantaggi fiscali, economici e finanziari
La Rottamazione quinquies non è soltanto una misura di regolarizzazione dei debiti, ma rappresenta un vero e proprio strumento di pianificazione fiscale per chi vuole ridurre il carico debitorio in modo legale. Il primo e più evidente vantaggio è la cancellazione totale delle sanzioni e degli interessi di mora, che spesso costituiscono una quota rilevante dell’importo iscritto a ruolo.
Dal punto di vista fiscale, il contribuente paga esclusivamente il capitale dovuto, oltre alle spese di notifica ed eventuali costi di procedure esecutive. In molti casi, soprattutto per debiti datati, questo si traduce in un abbattimento del debito anche superiore al 50%, con un impatto immediato sulla propria esposizione verso il Fisco.
Sul piano economico-finanziario, la possibilità di rateizzare il pagamento consente di gestire meglio la liquidità, evitando esborsi improvvisi che potrebbero compromettere l’equilibrio finanziario di famiglie, professionisti e imprese. Inoltre, con l’adesione alla rottamazione quinquies, vengono sospese le azioni esecutive da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, come pignoramenti, fermi amministrativi e iscrizioni ipotecarie, offrendo una vera boccata d’ossigeno.
Un ulteriore vantaggio spesso trascurato riguarda la regolarità fiscale: estinguere i debiti consente di tornare in regola con il Fisco, facilitando l’accesso a finanziamenti, bandi pubblici, contributi e agevolazioni. Per imprese e lavoratori autonomi, questo aspetto può fare la differenza in termini di continuità operativa e crescita.
In definitiva, la rottamazione quinquies si conferma uno strumento efficace per risparmiare sulle tasse in modo legale, a patto di aderire con consapevolezza e rispetto delle regole.

Procedura di adesione
Aderire alla Rottamazione quinquies è un’operazione relativamente semplice, ma richiede attenzione per evitare errori formali che potrebbero compromettere l’accesso ai benefici. Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dal 20 gennaio la domanda può essere presentata esclusivamente in modalità telematica, scegliendo tra area riservata e area pubblica del sito ADER.
La modalità più rapida e sicura è l’accesso in area riservata, tramite SPID, CIE o Carta Nazionale dei Servizi. Per professionisti e imprese è ammesso anche l’utilizzo delle credenziali dell’Agenzia delle Entrate. Una volta effettuato l’accesso, il sistema mostra solo i debiti effettivamente definibili, permettendo al contribuente di selezionare le cartelle e/o gli avvisi di addebito INPS per i quali intende aderire alla definizione agevolata, senza dover allegare documenti di riconoscimento.
In alternativa, è possibile presentare la domanda tramite area pubblica, compilando l’apposito form. In questo caso, però, è necessario allegare la documentazione di riconoscimento, con tempi di gestione leggermente più lunghi. Questa modalità è utile soprattutto per chi non dispone di credenziali digitali.
Dopo l’invio della domanda, l’ADER trasmette al contribuente la comunicazione delle somme dovute, contenente l’importo complessivo, il piano rateale prescelto e le scadenze di pagamento. È fondamentale verificare attentamente questi dati e organizzare per tempo i versamenti, per non rischiare la decadenza dai benefici.
Seguire correttamente la procedura è il primo passo per sfruttare appieno le opportunità offerte dalla rottamazione quinquies.
Conclusioni
La Rottamazione quinquies si conferma come una delle misure fiscali più rilevanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, offrendo a contribuenti, professionisti e imprese una concreta possibilità di chiudere i debiti con il Fisco in modo agevolato e legale. La cancellazione di sanzioni e interessi di mora, unita alla possibilità di rateizzare gli importi dovuti, rende questa definizione agevolata uno strumento estremamente efficace per ridurre l’esposizione debitoria e tornare in regola con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Comprendere quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies e quali, invece, restano esclusi è fondamentale per evitare errori e valutare correttamente il reale risparmio fiscale ottenibile. L’accesso all’area riservata e la richiesta del Prospetto informativo rappresentano passaggi chiave per avere una visione chiara e aggiornata della propria posizione debitoria.
È altrettanto importante ricordare che la rottamazione quinquies non è automatica: richiede una scelta consapevole, il rispetto delle scadenze di pagamento e una valutazione preventiva della propria capacità finanziaria, per evitare il rischio di decadenza dai benefici. Se utilizzata correttamente, però, può diventare uno strumento strategico di risanamento fiscale e di rilancio economico.
In un contesto in cui la pressione fiscale continua a rappresentare una criticità per molti contribuenti, la rottamazione quinquies si pone come una risposta concreta alla domanda più frequente: come risparmiare sulle tasse in modo legale e definitivo.

