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mercoledì 14 Gennaio 2026

Bonus Casa 2026: guida completa alle detrazioni per ristrutturare casa e risparmiare sulle tasse

Il Bonus Casa 2026 rappresenta una delle ultime occasioni per beneficiare di importanti agevolazioni fiscali sulla ristrutturazione degli immobili, prima della prevista revisione strutturale di tutto il sistema di detrazioni edilizie. Negli ultimi anni, i bonus casa hanno aiutato milioni di contribuenti a migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni, effettuare lavori di manutenzione straordinaria o migliorare la sicurezza antisismica, sfruttando vantaggi economici importanti. Ma cosa cambia dal 2024 al 2026? Quali bonus restano attivi, quali saranno ridimensionati, e quali andranno definitivamente in pensione?

Con l’avvicinarsi della fine del Superbonus al 70% e poi al 65% nel 2025, e con la volontà del governo di razionalizzare le spese fiscali, è essenziale avere un quadro chiaro e aggiornato su quali bonus sono ancora fruibili e come utilizzarli legalmente per risparmiare sulle tasse, evitando errori che potrebbero compromettere il diritto alle detrazioni.

In questo articolo analizziamo in dettaglio tutte le agevolazioni edilizie previste fino al 2026, indicando per ciascuna: requisiti, aliquote, scadenze, limiti di spesa e casi pratici. In più, vedremo quali opportunità fiscali sfruttare oggi per non perdere migliaia di euro in detrazioni.

Bonus Casa 2026

La Legge di Bilancio 2026 porta con sé una notizia positiva: le principali agevolazioni edilizie restano attive anche per tutto il 2026, con le stesse aliquote previste per il 2025, rimandando di un anno il temuto taglio delle detrazioni. Questo significa che i contribuenti potranno ancora beneficiare di una detrazione IRPEF del 50% per interventi su immobili adibiti ad abitazione principale, e del 36% per le altre proprietà, posticipando al 2027 la riduzione al 30%.

Questa estensione riguarda diverse tipologie di bonus:

  • Ecobonus per interventi di risparmio energetico (sostituzione infissi, pompe di calore, isolamento termico);

  • Bonus ristrutturazioni per lavori su murature, impianti e finiture;

  • Sismabonus per miglioramenti antisismici, anche nella versione “acquisti”;

  • Bonus mobili ed elettrodomestici, prorogato fino al 2026, con detrazione al 50% e tetto massimo di spesa a 5.000 euro.

Per accedere alla detrazione più alta (50%), sarà necessario che l’immobile sia prima casa del contribuente, e che egli sia proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, abitazione, ecc.) sull’immobile. Un aspetto importante riguarda il bonus mobili, il cui diritto matura solo se i lavori edilizi sono avviati dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto, quindi nel 2026 occorre dimostrare l’inizio dei lavori entro il 1° gennaio 2025.

Queste proroghe sono state inserite nel Decreto-Legge 63/2013, modificato dalla manovra, e rappresentano una concreta opportunità di risparmio fiscale legale, da cogliere prima che l’accesso diventi più restrittivo.

Superbonus e Bonus Barriere Architettoniche

Il 2026 segnerà un punto di svolta per due dei bonus più generosi e discussi degli ultimi anni: il Superbonus e il Bonus Barriere Architettoniche. Entrambe le agevolazioni subiranno una drastica riduzione o verranno eliminate, in linea con l’obiettivo del governo di contenere la spesa pubblica e riorganizzare il sistema degli incentivi edilizi.

Superbonus: la fine di un’era

Il Superbonus, nato con il Decreto Rilancio (DL 34/2020) e pensato per rilanciare il settore edilizio durante la pandemia, è destinato a scomparire completamente dopo il 2025. Già nel 2024 e 2025 l’aliquota è stata ridotta rispettivamente al 70% e al 65%, rendendo meno vantaggioso l’intervento. Nel 2026 non sarà più possibile accedere alla misura, né per condomìni né per unifamiliari.

Chi intende ancora sfruttare il Superbonus dovrà iniziare i lavori entro il 31 dicembre 2025 e rispettare rigorosamente le scadenze e i requisiti tecnici previsti. Non sono previste ulteriori proroghe, salvo modifiche straordinarie a livello legislativo.

Bonus Barriere Architettoniche: fine della corsa

Il Bonus Barriere Architettoniche, introdotto con la Legge di Bilancio 2022, ha rappresentato una novità importante per l’accessibilità degli edifici, con una detrazione del 75% su interventi mirati all’eliminazione di ostacoli fisici. Tuttavia, anche questa agevolazione terminerà alla fine del 2025, senza possibilità di proroga nel 2026.

Chi intende adeguare l’immobile per persone anziane o con disabilità ha dunque l’ultima finestra utile nel 2025 per avviare i lavori, evitando di perdere un’opportunità concreta di miglioramento abitativo e di risparmio fiscale.

Bonus Casa 2026: guida completa - Commercialista.it

Detrazioni al 50% e al 36%

Nel quadro del Bonus Casa 2026, le due aliquote fondamentali per la detrazione delle spese edilizie sono il 50% e il 36%, differenziate in base alla tipologia dell’immobile e alla posizione fiscale del contribuente. Capire come funzionano è essenziale per massimizzare il risparmio fiscale in modo legale.

Aliquota al 50%: per la prima casa

La detrazione al 50% è riservata a chi effettua interventi edilizi su immobili adibiti ad abitazione principale. Per accedere, è necessario essere proprietari o titolari di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, ecc.) sull’immobile oggetto dei lavori. Questa detrazione si applica a una vasta gamma di interventi, tra cui:

  • Manutenzione straordinaria su parti comuni condominiali o abitazioni singole;

  • Ristrutturazioni interne (bagni, impianti elettrici, rifacimento pavimenti);

  • Interventi di efficientamento energetico non coperti dall’ecobonus.

Il limite massimo di spesa detraibile è generalmente fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con la detrazione ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Aliquota al 36%: per le altre abitazioni

Nel caso di immobili diversi dalla prima casa, come seconde case, appartamenti in affitto o immobili commerciali ad uso promiscuo, la detrazione scende al 36%. Anche in questo caso, resta il tetto massimo di spesa a 96.000 euro, ma l’impatto fiscale è minore, rendendo meno conveniente l’intervento rispetto a chi ristruttura la propria abitazione principale.

Attenzione: dal 1° gennaio 2027, queste aliquote verranno ulteriormente ridotte al 30%, quindi è fondamentale pianificare i lavori nel 2026 per bloccare il beneficio più alto.

Ecobonus ed efficienza energetica

Anche nel 2026 sarà possibile usufruire dell’Ecobonus, la detrazione fiscale pensata per incentivare gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, con l’obiettivo di ridurre i consumi e abbattere le emissioni inquinanti. Nonostante l’attenzione si sia spostata negli ultimi anni sul Superbonus, l’Ecobonus resta uno strumento centrale e ancora molto vantaggioso, soprattutto alla luce delle conferme normative fino al 31 dicembre 2026.

Le aliquote restano quelle già previste per il 2025, ovvero:

  • 50% o 65% a seconda della tipologia di intervento e della sua incidenza sull’efficienza energetica;

  • In alcuni casi specifici, come edifici condominiali, si può arrivare fino al 75%, ma solo in presenza di requisiti particolarmente stringenti e certificazioni tecniche.

Tra gli interventi ammessi rientrano:

  • Sostituzione di infissi e serramenti;

  • Installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore;

  • Coibentazione delle superfici opache (pareti, tetti);

  • Sistemi di domotica per la gestione intelligente dei consumi;

  • Schermature solari e impianti fotovoltaici (in alcune casistiche).

Per poter beneficiare dell’Ecobonus è necessario inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, e conservare tutta la documentazione tecnica e fiscale (asseverazioni, fatture, bonifici parlanti). La detrazione è spalmata in 10 anni e si applica su un tetto di spesa variabile in base al tipo di intervento.

Nel 2026, sfruttare l’Ecobonus può essere una strategia efficace per ridurre l’impatto energetico della propria abitazione e risparmiare sulle imposte, senza attendere riforme future potenzialmente meno vantaggiose.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Tra le agevolazioni prorogate anche per il 2026 troviamo il Bonus mobili ed elettrodomestici, una detrazione del 50% destinata a chi acquista arredi o grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, a seguito di interventi di recupero edilizio. Si tratta di un’agevolazione strettamente collegata al bonus ristrutturazioni e può rappresentare un interessante incentivo al rinnovo completo degli ambienti domestici.

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato questa detrazione, mantenendo invariato il tetto massimo di spesa detraibile a 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare. La detrazione è sempre ripartita in 10 quote annuali e riguarda esclusivamente beni nuovi, acquistati con bonifico parlante, carta di credito o debito.

Requisiti fondamentali:

  • Gli acquisti devono essere effettuati dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione, che deve risultare avviato non oltre il 1° gennaio 2025, se si intende ottenere il bonus nel 2026;

  • Gli elettrodomestici devono appartenere a classi non inferiori a A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori (salvo aggiornamenti normativi);

  • È obbligatorio conservare fatture, scontrini parlanti e ricevute di pagamento.

Il Bonus mobili è particolarmente vantaggioso per chi intende arredare casa dopo una ristrutturazione, sfruttando un duplice beneficio: valorizzazione dell’immobile e risparmio fiscale diretto. Inoltre, può essere cumulato con altri bonus casa, amplificando il vantaggio economico complessivo.

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Sismabonus 2026

Il Sismabonus resta attivo anche per tutto il 2026, confermando la volontà dello Stato di incentivare la messa in sicurezza degli edifici situati nelle zone a rischio sismico. Questa agevolazione consente di detrarre dall’IRPEF una parte consistente delle spese sostenute per interventi antisismici, con aliquote che variano dal 50% fino all’85%, a seconda della tipologia di intervento e del miglioramento della classe di rischio sismico.

Le aliquote previste:

  • 50% per gli interventi di base;

  • 70% se si migliora di una classe di rischio sismico;

  • 80% se il miglioramento è di due classi;

  • 75% e 85% per interventi su parti comuni condominiali.

Il tetto massimo di spesa ammesso è 96.000 euro per unità immobiliare, con la detrazione suddivisa in 5 quote annuali. Il bonus si applica sia agli immobili residenziali sia agli immobili strumentali e produttivi, a patto che si trovino nelle zone sismiche 1, 2 o 3 (quelle a maggiore rischio secondo la classificazione della Protezione Civile).

Una forma interessante è il cosiddetto “Sismabonus Acquisti”, che si applica agli immobili comprati da imprese che li hanno demoliti e ricostruiti in chiave antisismica. In questo caso, il bonus può essere trasferito al compratore, offrendo un forte incentivo all’acquisto di nuovi immobili sicuri.

Il Sismabonus 2026 rappresenta un’occasione concreta per tutelare il patrimonio edilizio e ottenere vantaggi fiscali significativi, specialmente per chi vive o investe in aree a rischio sismico.

Guida pratica 2026

Con il progressivo ridimensionamento di molte agevolazioni edilizie, il 2026 rappresenta un anno cruciale per chi intende intervenire sul proprio immobile e sfruttare le ultime possibilità di risparmio fiscale pieno.

Ma come orientarsi tra le varie opzioni?

Ecco una guida pratica per scegliere il bonus più adatto in base alle proprie esigenze:

  • Vuoi ristrutturare casa? Punta al Bonus ristrutturazioni al 50% se si tratta della tua abitazione principale. Se si tratta di una seconda casa, puoi comunque beneficiare del 36%.

  • Hai necessità di arredare dopo una ristrutturazione? Abbina il Bonus mobili, ma attenzione: i lavori devono essere iniziati entro il 1° gennaio 2025.

  • Stai pensando di migliorare l’efficienza energetica? L’Ecobonus resta valido fino al 2026, con detrazioni fino al 65%, a seconda dell’intervento.

  • Vivi in zona sismica o stai acquistando un immobile ristrutturato in chiave antisismica? Il Sismabonus (anche in versione “acquisti”) è ancora attivo con detrazioni fino all’85%.

  • Devi eliminare barriere architettoniche? Agisci entro il 2025, perché dal 2026 questo bonus sarà eliminato.

  • Vuoi cogliere l’ultima occasione per il Superbonus? Hai tempo solo fino al 31 dicembre 2025 con aliquota al 65%.

Il consiglio è di pianificare gli interventi nel 2026, avviandoli per tempo, per non perdere l’accesso alle aliquote più alte. Inoltre, affidarsi a un commercialista esperto può fare la differenza per non commettere errori formali che potrebbero compromettere il beneficio fiscale.

Conclusione

Il 2026 sarà un anno di transizione cruciale per il sistema dei bonus casa: alcune agevolazioni sono confermate, altre si avviano alla conclusione definitiva. Chi intende intervenire sul proprio immobile, sia per ristrutturarlo, renderlo più efficiente o sicuro, ha davanti un’ultima, concreta finestra per sfruttare al massimo i vantaggi fiscali attualmente disponibili.

La parola chiave è tempismo: chi pianifica per tempo può ancora godere delle aliquote più alte, evitare i tagli previsti dal 2027 e ottenere un risparmio fiscale importante, tutto nel rispetto della normativa.

È fondamentale quindi valutare attentamente quali bonus sono ancora attivabili, conoscere i requisiti tecnici e fiscali, e soprattutto evitare errori procedurali che possono compromettere l’accesso alle detrazioni. Rivolgersi a un professionista, oggi non è più solo una scelta utile, ma una necessità strategica per investire in modo consapevole e difendere il proprio patrimonio immobiliare.

Con le riforme già in vista per il 2027, questa è l’ultima chiamata per agire in un contesto fiscale ancora favorevole.

Chi sa cogliere il momento giusto, può ristrutturare, risparmiare e valorizzare la propria casa. Legalmente, e con intelligenza.

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