Il Bando Agrisole 2026 rappresenta una delle misure più attese per il settore agricolo italiano, soprattutto per le imprese che vogliono ridurre i costi energetici e investire nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Con il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) del 17 dicembre 2025, il Governo ha definito le nuove regole per l’accesso agli incentivi destinati alle aziende agricole, agroindustriali e cooperative che intendono installare impianti fotovoltaici sui fabbricati produttivi.
Sommario
L’obiettivo della misura è duplice: da una parte favorire la transizione energetica del comparto agricolo, dall’altra permettere agli imprenditori agricoli di risparmiare sulle bollette energetiche e aumentare la competitività delle proprie aziende. L’energia rappresenta infatti uno dei costi più rilevanti per molte attività agricole, soprattutto per chi utilizza serre, sistemi di irrigazione, impianti di refrigerazione o lavorazioni agroindustriali.
Grazie al programma Agrisolare, inserito nel quadro delle politiche di transizione ecologica e sostenuto anche da fondi pubblici dedicati alla sostenibilità, le aziende agricole potranno ottenere contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici e per interventi collegati all’efficientamento delle strutture produttive.
Un aspetto particolarmente importante riguarda l’apertura delle domande a partire dal 10 marzo 2026, annunciata tramite specifico avviso del MASE. Questo passaggio segna l’avvio operativo della misura e rappresenta una grande opportunità per molte imprese del settore primario che intendono investire in innovazione energetica.
Nel corso di questo articolo analizzeremo come funziona il Bando Agrisole 2026, chi può accedere agli incentivi, quali spese sono finanziabili e soprattutto quali vantaggi fiscali ed economici possono ottenere le imprese agricole che decidono di investire nelle energie rinnovabili.
Apertura delle domande
Il Bando Agrisole 2026 entra ufficialmente nella fase operativa dopo la pubblicazione delle regole applicative annunciate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con un avviso del 24 febbraio 2026. Con questo aggiornamento il Ministero ha confermato un passaggio molto atteso dalle imprese del settore: l’apertura delle domande a partire dal 10 marzo 2026.
La misura rientra nel quadro delle politiche di sostegno alla transizione energetica nel comparto agricolo e trova il proprio riferimento normativo nel Decreto MASAF del 17 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2026, che stabilisce le regole generali per l’accesso agli incentivi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle aziende agricole.
Uno degli elementi più rilevanti del provvedimento riguarda la consistente dotazione finanziaria complessiva, pari a 789 milioni di euro. Queste risorse sono destinate alla concessione di contributi a fondo perduto in conto capitale per la realizzazione di nuovi progetti energetici nelle imprese agricole, agroindustriali e nelle cooperative del settore.
Le agevolazioni saranno assegnate attraverso specifici Avvisi pubblici emanati dal MASAF, mentre la gestione operativa delle domande e delle procedure di accesso sarà affidata al GSE – Gestore dei Servizi Energetici, soggetto incaricato di seguire l’attuazione concreta della misura.
Un aspetto importante per le imprese riguarda i tempi di realizzazione degli investimenti. Il decreto stabilisce infatti che i progetti ammessi al finanziamento dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione dell’agevolazione. Questo significa che le aziende dovranno pianificare con attenzione gli interventi per rispettare le tempistiche previste e non rischiare la revoca dei contributi.
Il programma Agrisole rappresenta quindi un’opportunità concreta per ridurre i costi energetici aziendali e investire nella produzione autonoma di energia rinnovabile, contribuendo allo stesso tempo alla sostenibilità ambientale del settore agricolo.
Nei prossimi paragrafi analizzeremo nel dettaglio come funziona l’incentivo per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, quali interventi sono finanziabili e soprattutto chi può accedere alle agevolazioni previste dal Bando Agrisole 2026.
Chi può beneficiare
Uno degli aspetti più importanti del Bando Agrisole 2026 riguarda l’individuazione dei soggetti beneficiari delle agevolazioni, ovvero le imprese che possono accedere ai contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Il Decreto MASAF del 17 dicembre 2025 richiama espressamente quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, del Decreto Ministeriale n. 211444 del 19 aprile 2023, che definisce le categorie di operatori del settore agricolo e agroindustriale ammesse alla misura.
In primo luogo possono accedere al contributo gli imprenditori agricoli, sia in forma individuale che societaria, purché esercitino attività riconducibili all’articolo 2135 del Codice Civile, norma che disciplina l’attività agricola. Si tratta quindi di aziende che svolgono attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse alla produzione agricola.
Tra i beneficiari rientrano inoltre le imprese agroindustriali, cioè quelle realtà che operano nella trasformazione e nella lavorazione dei prodotti agricoli, un comparto particolarmente energivoro che può trarre notevoli vantaggi economici dall’autoproduzione di energia tramite impianti fotovoltaici.
Il bando è aperto anche alle cooperative agricole, purché svolgano attività agricole ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile. Possono partecipare inoltre le cooperative e i consorzi previsti dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228, norma che disciplina l’orientamento e la modernizzazione del settore agricolo.
Un elemento particolarmente interessante del provvedimento riguarda la possibilità di partecipare anche in forma aggregata. Il decreto consente infatti la presentazione delle domande anche da parte di soggetti che si uniscono in forme collaborative o associative, tra cui:
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Associazioni temporanee di imprese (ATI)
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Raggruppamenti temporanei di imprese (RTI)
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Reti d’impresa
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Comunità energetiche rinnovabili (CER)
Questa apertura favorisce la nascita di progetti energetici condivisi tra più imprese agricole, permettendo di ottimizzare gli investimenti e aumentare l’efficienza energetica del territorio rurale.
In termini economici e fiscali, l’accesso agli incentivi può rappresentare una leva strategica per ridurre i costi energetici aziendali e migliorare la sostenibilità delle attività agricole, soprattutto in un contesto caratterizzato da prezzi dell’energia spesso instabili.

Quali investimenti sono finanziati
Il Bando Agrisole 2026 nasce con un obiettivo preciso: modernizzare il patrimonio edilizio produttivo del settore agricolo e favorire la transizione verso modelli energetici più sostenibili. L’intervento punta in particolare a incentivare la produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza delle aziende agricole dai costi energetici esterni.
Gli investimenti previsti dal programma sono rivolti soprattutto alla riqualificazione energetica delle strutture agricole esistenti.
In particolare, il decreto prevede il finanziamento di interventi come:
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installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli esistenti;
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interventi di miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture produttive;
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riduzione dei costi energetici sostenuti dalle imprese agricole e agroindustriali;
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contributo agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Si tratta quindi di una misura strategica non solo per il settore agricolo, ma anche per il raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici fissati a livello europeo e nazionale, che puntano a una significativa riduzione delle emissioni di CO₂ nei prossimi anni.
La ripartizione delle risorse
Il budget complessivo del bando, pari a 789 milioni di euro, è stato suddiviso tra diverse categorie di imprese del settore agroalimentare, con l’obiettivo di garantire una distribuzione equilibrata delle risorse.
La ripartizione delle risorse prevede:
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almeno il 40% dei fondi riservato alle regioni del Mezzogiorno, tra cui Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, per sostenere lo sviluppo energetico del Sud Italia;
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470 milioni di euro destinati alle imprese della produzione agricola primaria;
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150 milioni di euro riservati alle imprese attive nella trasformazione dei prodotti agricoli;
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10 milioni di euro dedicati alle imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli;
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140 milioni di euro nuovamente assegnati alla produzione agricola primaria, ma senza specifici vincoli di destinazione.
Questa distribuzione dimostra la volontà del legislatore di rafforzare in particolare il settore agricolo primario, che rappresenta il cuore della filiera agroalimentare italiana.
Contributi a fondo perduto e cumulabilità con altri incentivi
Le agevolazioni previste dal bando saranno riconosciute sotto forma di contributo in conto capitale, cioè finanziamenti a fondo perduto destinati a coprire parte dell’investimento effettuato dalle imprese.
Un elemento particolarmente interessante riguarda la possibilità di cumulare l’incentivo Agrisole con altri aiuti di Stato o fondi pubblici, purché siano rispettati due limiti fondamentali:
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non deve essere superata l’intensità massima di aiuto prevista dalla normativa europea;
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non può essere superato il costo totale dell’investimento realizzato.
Questo aspetto consente alle imprese agricole di strutturare strategie di investimento più vantaggiose, combinando diversi strumenti di sostegno pubblico.
Tempi di realizzazione dei progetti
Un ulteriore elemento da tenere in considerazione riguarda i tempi di attuazione degli interventi. Il decreto stabilisce infatti che tutti i progetti finanziati dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del contributo.
Le agevolazioni saranno concesse fino ad esaurimento delle risorse disponibili e secondo le modalità operative che verranno definite nei singoli Avvisi pubblici emanati dalla Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare del MASAF.
Bando Agrisole 2026
Uno degli aspetti più rilevanti del Bando Agrisole 2026 riguarda la tipologia di investimenti e spese ammissibili al contributo, pensati per sostenere concretamente la transizione energetica delle imprese agricole e agroindustriali. L’obiettivo della misura è permettere alle aziende di produrre energia da fonti rinnovabili direttamente nelle proprie strutture, riducendo i costi operativi e aumentando la sostenibilità ambientale delle attività produttive.
Il principale intervento finanziabile riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli e agroindustriali esistenti. Questo significa che i pannelli devono essere collocati su strutture già presenti, come stalle, magazzini, capannoni agricoli o strutture dedicate alla trasformazione dei prodotti agricoli. La misura, quindi, incentiva l’utilizzo di superfici già costruite senza ulteriore consumo di suolo.
Oltre all’installazione dei pannelli fotovoltaici, il bando consente di finanziare anche interventi complementari che migliorano l’efficienza energetica degli edifici agricoli, come ad esempio:
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lavori di rimozione e smaltimento dell’amianto o delle coperture obsolete dai tetti degli edifici agricoli;
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isolamento termico delle coperture per migliorare l’efficienza energetica delle strutture;
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installazione di sistemi di aerazione e ventilazione per migliorare le condizioni ambientali negli edifici produttivi;
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realizzazione di sistemi di accumulo energetico per ottimizzare l’utilizzo dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici.
Grazie a questi interventi, le imprese agricole possono ottenere un duplice vantaggio economico: da un lato la riduzione dei consumi energetici e delle bollette, dall’altro l’aumento del valore e dell’efficienza delle strutture aziendali.
Dal punto di vista finanziario, le agevolazioni previste dal bando consistono in contributi a fondo perduto in conto capitale, concessi entro i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. L’intensità del contributo può variare in base alla tipologia di impresa e al progetto presentato, ma l’obiettivo principale resta quello di sostenere una parte significativa dell’investimento necessario per la realizzazione degli impianti e degli interventi collegati.
Per molte aziende agricole si tratta quindi di una opportunità strategica per ridurre i costi energetici nel lungo periodo e migliorare la sostenibilità economica dell’attività.

Come presentare la domanda
Per le imprese agricole interessate a investire nella produzione di energia rinnovabile, uno dei passaggi più importanti riguarda la procedura di presentazione della domanda per accedere agli incentivi del Bando Agrisole 2026. Come comunicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con l’avviso del 24 febbraio 2026, le domande potranno essere presentate a partire dal 10 marzo 2026.
La gestione operativa della misura è affidata al GSE – Gestore dei Servizi Energetici, che avrà il compito di ricevere le richieste di finanziamento, verificare la documentazione presentata dalle imprese e procedere con la valutazione dei progetti. Le domande dovranno essere inoltrate attraverso la piattaforma informatica dedicata del GSE, seguendo le modalità tecniche che saranno indicate nei singoli Avvisi pubblici emanati dal MASAF.
Per partecipare al bando, le imprese dovranno presentare una serie di documenti tecnici e amministrativi necessari a dimostrare la fattibilità del progetto e il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. In generale, tra gli elementi richiesti rientrano:
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i dati identificativi dell’impresa richiedente;
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la descrizione dettagliata del progetto di investimento;
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la documentazione tecnica relativa all’impianto fotovoltaico e agli interventi di efficientamento energetico;
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il piano economico-finanziario dell’investimento;
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le dichiarazioni relative al rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.
Una volta presentata la domanda, il GSE procederà alla verifica dei requisiti e alla valutazione delle richieste, che saranno finanziate fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Questo significa che la tempestività nella presentazione della domanda può rappresentare un fattore decisivo per ottenere l’agevolazione.
Dopo l’approvazione del progetto e la concessione del contributo, l’impresa beneficiaria dovrà realizzare gli interventi entro i 18 mesi previsti dal decreto, rispettando le caratteristiche tecniche e le condizioni stabilite dal bando.
Per molte aziende agricole, una corretta preparazione della domanda, magari con il supporto di tecnici e consulenti fiscali, può fare la differenza tra ottenere il contributo o perdere una importante opportunità di investimento.
Procedura a sportello
Un passaggio fondamentale per accedere agli incentivi previsti dal Bando Agrisole 2026 riguarda le modalità operative di presentazione delle domande, definite nell’avviso pubblicato dal MASE il 24 febbraio 2026. Il documento chiarisce in modo dettagliato le procedure che le imprese dovranno seguire per partecipare alla misura dedicata all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nel settore agricolo.
Il provvedimento stabilisce che i finanziamenti saranno concessi sulla base di progetti presentati tramite apposita domanda o proposta, nel rispetto di quanto previsto dal Decreto Facility e dal relativo Regolamento attuativo. L’assegnazione delle risorse avverrà attraverso una procedura a sportello, una modalità molto utilizzata nei bandi pubblici che prevede l’assegnazione dei fondi in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Per partecipare al bando, le imprese dovranno compilare la domanda seguendo le istruzioni tecniche contenute nel Regolamento e trasmetterla esclusivamente attraverso la piattaforma informatica predisposta dal GSE, il soggetto incaricato dell’attuazione operativa della misura.
Il calendario di apertura dello sportello è stato definito in modo preciso. Le domande potranno essere presentate:
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dalle ore 12:00:00 del 10 marzo 2026
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fino alle ore 12:00:00 del 9 aprile 2026
La piattaforma informatica consentirà il caricamento delle proposte esclusivamente durante questo periodo di apertura, motivo per cui le imprese interessate dovranno preparare la documentazione necessaria con anticipo per evitare ritardi o errori nella trasmissione della richiesta.
Un altro elemento importante stabilito dall’avviso riguarda il momento di presentazione della domanda rispetto all’avvio dei lavori. Il decreto prevede infatti che la domanda non possa essere presentata dopo l’inizio dei lavori di realizzazione del progetto. In altre parole, l’impresa deve richiedere l’agevolazione prima di avviare gli interventi, pena l’inammissibilità della richiesta.
Dal punto di vista operativo, ogni Soggetto Beneficiario potrà presentare una sola domanda oppure più domande nel caso di progetti distinti, purché tutte siano riferite a un’unica Tabella di finanziamento, nel rispetto del limite di spesa previsto dall’articolo 3, comma 1 del decreto.
Infine, è importante sottolineare che ogni domanda sarà valutata secondo l’ordine di presentazione, ma anche in base ai criteri stabiliti dall’articolo 2 dell’Avviso, che definiscono i requisiti tecnici e amministrativi necessari per ottenere il contributo.
Per questo motivo, le imprese agricole interessate dovrebbero preparare con attenzione la documentazione tecnica ed economica del progetto, così da aumentare le possibilità di accesso agli incentivi previsti dal programma Agrisole 2026.
Vantaggi economici
Il Bando Agrisole 2026 rappresenta una misura particolarmente strategica per il settore agricolo italiano, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sotto il profilo economico e finanziario. Negli ultimi anni, infatti, molte aziende agricole hanno dovuto affrontare un forte aumento dei costi energetici, con un impatto significativo sulla redditività delle attività produttive.
L’energia è diventata una voce di spesa sempre più rilevante per numerose imprese del comparto agricolo, soprattutto per quelle che utilizzano impianti di refrigerazione, sistemi di irrigazione, serre riscaldate o macchinari per la trasformazione dei prodotti agricoli. In questo contesto, la possibilità di autoprodurre energia tramite impianti fotovoltaici installati sulle strutture aziendali rappresenta una soluzione concreta per ridurre i costi operativi nel lungo periodo.
Grazie agli incentivi previsti dal programma Agrisole, le imprese possono infatti coprire una parte significativa dell’investimento iniziale tramite contributi a fondo perduto, rendendo molto più accessibile la realizzazione di impianti fotovoltaici e interventi di efficientamento energetico.
Uno dei principali vantaggi economici riguarda la riduzione delle bollette energetiche, che può tradursi in un risparmio significativo nel corso degli anni. L’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico può essere utilizzata direttamente dall’azienda per alimentare le proprie attività, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica e dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia.
A questo si aggiunge un ulteriore beneficio: gli investimenti in energie rinnovabili contribuiscono a migliorare la sostenibilità ambientale delle imprese agricole, un fattore sempre più importante anche dal punto di vista commerciale. I consumatori e i mercati internazionali sono infatti sempre più attenti ai prodotti provenienti da filiere sostenibili e a basso impatto ambientale.
Inoltre, l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli permette di valorizzare strutture già esistenti senza consumare nuovo suolo, favorendo una gestione più efficiente delle infrastrutture aziendali.
Per molte imprese agricole, quindi, il Bando Agrisole 2026 non rappresenta soltanto un incentivo pubblico, ma una vera e propria opportunità di investimento strategico, capace di migliorare la competitività dell’azienda, ridurre i costi energetici e contribuire alla transizione ecologica del settore agricolo.
Conclusione
Il Bando Agrisole 2026 rappresenta una delle misure più importanti introdotte negli ultimi anni per sostenere la transizione energetica del settore agricolo italiano. Grazie a una dotazione finanziaria complessiva di 789 milioni di euro, il programma offre alle imprese agricole e agroindustriali la possibilità concreta di investire nella produzione autonoma di energia rinnovabile, riducendo al tempo stesso i costi energetici e migliorando la sostenibilità delle attività produttive.
L’apertura delle domande dal 10 marzo 2026, prevista dall’avviso pubblicato dal MASE il 24 febbraio, segna l’avvio operativo della misura e apre una finestra temporale importante per tutte le aziende interessate a realizzare impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli. La procedura a sportello, gestita dal GSE, richiederà tuttavia una preparazione accurata dei progetti e della documentazione necessaria, dal momento che i contributi saranno concessi in base all’ordine di presentazione delle domande e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Dal punto di vista economico, l’incentivo consente alle imprese di ottenere contributi a fondo perduto per realizzare impianti fotovoltaici e interventi di efficientamento energetico, generando benefici concreti nel lungo periodo. Ridurre la dipendenza dalla rete elettrica e autoprodurre energia permette infatti di abbassare i costi di gestione aziendale, aumentare la competitività e migliorare la sostenibilità ambientale delle produzioni agricole.
Inoltre, l’attenzione crescente del mercato verso la sostenibilità delle filiere agroalimentari rende questi investimenti sempre più strategici anche dal punto di vista commerciale. Le aziende che scelgono di investire in energie rinnovabili possono infatti rafforzare la propria immagine e rispondere meglio alle nuove esigenze dei consumatori e dei mercati internazionali.
Per tutte queste ragioni, il Bando Agrisole 2026 rappresenta una opportunità da valutare con attenzione. Pianificare correttamente il progetto, predisporre la documentazione tecnica e rispettare le tempistiche previste dal bando può fare la differenza per accedere ai finanziamenti e avviare un percorso concreto di innovazione energetica nel settore agricolo.

