Tax credit per imballaggi ecosostenibili 2025: domande al via dal 1° dicembre per il credito d’imposta del 36%

Il passaggio verso la sostenibilità ambientale non è più soltanto una scelta etica, ma una vera e propria leva strategica per le imprese. A partire dal 1° dicembre 2025, le aziende italiane potranno beneficiare di un credito d’imposta del 36% per gli acquisti effettuati nel 2024 di prodotti e imballaggi realizzati con materiali riciclati, biodegradabili o compostabili. Una misura fortemente attesa, resa operativa dal Decreto del 17 novembre 2025, pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che fissa modalità, termini e criteri per la richiesta del beneficio.

Questa agevolazione, introdotta già nel 2024 con il Decreto 2 aprile 2024, n. 132 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 21 maggio 2024, rappresenta uno strumento concreto per incentivare la transizione ecologica nel settore produttivo. Le imprese potranno ottenere un rimborso fiscale, sotto forma di tax credit, fino a un massimo di 20.000 euro annui per ciascun soggetto, nel rispetto del limite complessivo di spesa fissato a 5 milioni di euro.

Un’opportunità imperdibile per chi vuole risparmiare sulle tasse in modo legale, contribuendo al contempo alla riduzione dell’impatto ambientale della propria attività.

In questo articolo analizzeremo come funziona il tax credit, chi può accedervi, quali spese sono ammissibili, e soprattutto come presentare correttamente la domanda a partire dal 1° dicembre.

Come presentare la domanda 

Le imprese interessate ad accedere al credito d’imposta per imballaggi ecosostenibili dovranno tenere a mente una scadenza fondamentale: lo sportello telematico sarà attivo dalle ore 12:00 del 1° dicembre 2025 fino alle ore 12:00 del 30 gennaio 2026. In questo arco temporale, sarà possibile trasmettere la propria istanza esclusivamente attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia, accessibile al seguente link: https://invitalia-areariservata-fe.npi.invitalia.it/home

Le domande dovranno riguardare solo le spese sostenute durante l’anno solare 2024, e dovranno essere accompagnate dalla documentazione comprovante l’acquisto di prodotti o imballaggi realizzati con materiali riciclati, biodegradabili o compostabili.

Un elemento distintivo del bando è che le istanze verranno valutate indipendentemente dall’ordine cronologico di invio. Ciò significa che non esiste un vantaggio per chi presenta prima la domanda: tutte le richieste ricevute entro i termini saranno esaminate in base ai requisiti e ai criteri stabiliti dal Decreto ministeriale, e non in base alla data o all’ora di presentazione.

Per eventuali richieste di chiarimento o assistenza, è possibile contattare direttamente il Ministero dell’Ambiente scrivendo a info.materialidirecupero@mase.gov.it.

Quali sono le spese ammesse

Il credito d’imposta del 36% per imballaggi ecosostenibili è rivolto esclusivamente alle imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico di appartenenza, purché regolarmente costituite, iscritte al Registro delle imprese e in possesso dei requisiti generali per beneficiare di agevolazioni pubbliche.

L’agevolazione copre le spese sostenute nel corso del 2024 per l’acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali provenienti da processi di riciclo, o che siano biodegradabili e compostabili, in linea con gli standard ambientali richiesti dalla normativa.

In particolare, rientrano tra i beni ammissibili:

  • Imballaggi secondari e terziari riciclati o riciclabili;

  • Contenitori e packaging biodegradabili o compostabili certificati;

  • Prodotti realizzati in plastica riciclata post consumo, con tracciabilità garantita;

  • Altri materiali conformi alle specifiche tecniche previste dal decreto 2 aprile 2024, n. 132.

È fondamentale che i materiali acquistati siano accompagnati da certificazioni idonee, come ad esempio le certificazioni UNI EN 13432, OK Compost o equivalenti, che attestino le caratteristiche di biodegradabilità, compostabilità o provenienza da riciclo. Le spese devono essere documentate in modo preciso, con fatture elettroniche, documentazione tecnica e schede di prodotto.

Ogni impresa può ottenere fino a 20.000 euro annui di credito d’imposta, da utilizzare in compensazione tramite modello F24. Il limite complessivo delle risorse disponibili per l’intero incentivo è fissato a 5 milioni di euro per l’anno 2025.

Modalità di fruizione e compensazione

Una volta accolta la domanda, il credito d’imposta per imballaggi ecosostenibili verrà riconosciuto all’impresa beneficiaria e potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, secondo quanto previsto dall’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997, tramite il modello F24, da presentare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Il credito potrà essere utilizzato a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di riconoscimento, quindi, verosimilmente, dal 2026 in poi, in base ai tempi di elaborazione delle istanze da parte del Ministero. L’importo utilizzabile non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile ai fini IRAP, ed è esente da imposizione fiscale, rendendolo uno strumento fiscalmente molto vantaggioso.

Inoltre, è importante sottolineare che il credito non è rimborsabile né cedibile a terzi. Non può quindi essere monetizzato direttamente, ma solo compensato con tributi e contributi dovuti (IVA, INPS, IRAP, ecc.). Questo aspetto richiede una corretta pianificazione fiscale, in modo che l’impresa possa effettivamente beneficiare della compensazione nel momento in cui il credito sarà disponibile.

Infine, ai fini del controllo, sarà necessario conservare tutta la documentazione comprovante la spesa (fatture, pagamenti, certificazioni ambientali, descrizioni tecniche), da esibire in caso di eventuali verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria o degli organi preposti.

Requisiti tecnici e certificazioni

Affinché le spese sostenute nel 2024 siano ritenute ammissibili al credito d’imposta per imballaggi ecosostenibili, i prodotti acquistati devono rispettare una serie di requisiti tecnici ben precisi, così come stabiliti dal Decreto 2 aprile 2024, n. 132. Le imprese dovranno quindi prestare grande attenzione alla tipologia di materiali utilizzati e alla documentazione da allegare alla domanda.

In particolare, i prodotti e gli imballaggi devono essere:

  • Realizzati interamente o in parte con materiali di recupero, derivanti da processi di riciclo post consumo;

  • Oppure biodegradabili e compostabili, secondo le normative ambientali europee e nazionali;

  • Conformi a standard tecnici specifici, che ne garantiscano la sostenibilità ambientale.

Tra le certificazioni più comunemente accettate per dimostrare la conformità dei materiali, si segnalano:

  • UNI EN 13432: per prodotti biodegradabili e compostabili;

  • OK Compost / OK Compost HOME: rilasciate da enti accreditati come TÜV Austria;

  • Plastica seconda vita (PSV): marchio che attesta l’uso di plastiche riciclate;

  • Certificazioni ambientali di filiera o prodotto, rilasciate da organismi notificati o accreditati.

Tutti i documenti devono essere acquisiti al momento dell’acquisto e conservati con attenzione, perché rappresentano una condizione essenziale per l’ammissibilità del credito. L’assenza o l’incompletezza della documentazione potrebbe comportare la decadenza dall’agevolazione, anche in caso di spese effettivamente sostenute.

Inoltre, nel modulo di domanda andranno caricati digitalmente i certificati, allegati alle fatture e ai giustificativi di spesa, attraverso la piattaforma di Invitalia.

Vantaggi fiscali e ambientali

Il credito d’imposta del 36% per l’acquisto di imballaggi ecosostenibili rappresenta una misura dal forte impatto strategico per le imprese italiane. Non si tratta soltanto di un’opportunità per ridurre il carico fiscale, ma anche di una leva per potenziare la reputazione aziendale, migliorare i processi produttivi e accedere a nuove occasioni commerciali orientate alla sostenibilità.

1. Vantaggio fiscale diretto

Grazie a questa misura, le imprese possono abbattere in modo significativo le imposte da versare, sfruttando la compensazione tramite F24. Un’azienda che ha sostenuto nel 2024 spese per 50.000 euro in imballaggi biodegradabili, ad esempio, potrà ottenere un credito fino a 18.000 euro, da utilizzare per compensare tributi e contributi.

2. Risparmio strutturale e pianificazione fiscale

L’incentivo è cumulabile con altri benefici, se compatibili, e può essere integrato in un piano di risparmio fiscale aziendale, rendendo più sostenibile il costo di transizione verso soluzioni green.

3. Valore reputazionale

Sempre più clienti, stakeholder e fornitori valutano le imprese anche sulla base delle scelte ambientali. Investire in packaging riciclato o compostabile rafforza l’immagine aziendale e consente di accedere a bandi, appalti e partnership dove la sostenibilità è un requisito premiante.

4. Allineamento agli obiettivi ESG

Infine, adottare soluzioni di economia circolare e materiali riciclati aiuta le imprese a raggiungere gli obiettivi ESG (Environmental, Social, Governance), oggi sempre più centrali per accedere a finanziamenti agevolati, fondi europei e investitori.

Errori da evitare

La possibilità di ottenere fino a 20.000 euro annui di credito d’imposta per l’acquisto di imballaggi sostenibili è senza dubbio allettante, ma va gestita con attenzione. Molte imprese, nella fretta di accedere all’agevolazione, rischiano di commettere errori formali o sostanziali che possono comportare la non ammissibilità della domanda o addirittura la perdita del credito già riconosciuto. Ecco gli errori più comuni da evitare:

1. Spese fuori periodo

Uno degli errori più frequenti è includere nella domanda spese sostenute fuori dal periodo previsto, ovvero al di fuori del 2024. Solo gli acquisti effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024 sono validi.

2. Mancanza di certificazioni

L’assenza delle certificazioni tecniche ambientali (come UNI EN 13432, OK Compost, Plastic Seconda Vita) è causa immediata di rigetto. Anche la semplice mancanza di allegati digitali in fase di domanda può comportare l’esclusione.

3. Documentazione incompleta o non coerente

È essenziale che le fatture elettroniche, le schede prodotto e le dichiarazioni del fornitore siano coerenti tra loro e descrivano chiaramente la natura ecosostenibile del bene acquistato. Anche un errore di descrizione può sollevare dubbi e causare scarti.

4. Accesso non conforme alla piattaforma Invitalia

La domanda deve essere presentata solo tramite l’apposito sportello online, attivo dal 1° dicembre 2025. Invii fuori piattaforma, via PEC o cartacei, non saranno presi in considerazione.

Preparare con attenzione la domanda, magari con il supporto di un commercialista esperto in incentivi ambientali, è quindi fondamentale per non perdere un’ottima occasione di risparmio fiscale.

Conclusioni

Il tax credit per imballaggi ecosostenibili rappresenta una concreta opportunità per le imprese italiane di concorrere alla transizione ecologica, riducendo al contempo il peso fiscale sull’attività aziendale.

Con un credito d’imposta del 36% sulle spese sostenute nel 2024 per l’acquisto di materiali riciclati, biodegradabili e compostabili, le aziende hanno la possibilità di abbattere i costi, migliorare la propria immagine green sul mercato e rispettare le sempre più stringenti normative ambientali.

Tuttavia, per ottenere l’agevolazione è necessario muoversi per tempo e con precisione. Il portale per la presentazione delle domande sarà attivo dal 1° dicembre 2025 al 30 gennaio 2026. Occorre predisporre tutta la documentazione richiesta, incluse le certificazioni ambientali, le fatture elettroniche e le schede tecniche dei prodotti acquistati.

In questo contesto, il supporto di un commercialista esperto in fiscalità ambientale può fare la differenza: dalla verifica delle spese ammissibili alla compilazione corretta della domanda sulla piattaforma Invitalia, fino alla pianificazione del risparmio fiscale derivante dalla compensazione del credito.

Investire oggi in soluzioni ecosostenibili non è solo una scelta etica, ma anche una strategia di lungo periodo per rendere competitiva e responsabile la propria impresa. Non perdere questa occasione: preparati ora per non arrivare impreparato a dicembre.

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