Turismo 2025: contributi e agevolazioni per alloggi destinati ai lavoratori – Il decreto con fondi fino al 50%

Il settore turistico è uno dei pilastri fondamentali dell’economia italiana, ma tra le difficoltà strutturali che da anni ostacolano la crescita delle imprese ricettive vi è un problema sempre più pressante: la carenza di alloggi a condizioni sostenibili per i lavoratori stagionali e dipendenti del comparto. Con l’entrata in vigore del Decreto 18 settembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 ottobre 2025, il Ministero del Turismo introduce finalmente un pacchetto strutturato di agevolazioni per affrontare questa criticità.

Parliamo di contributi a fondo perduto, agevolazioni per la locazione e interventi di riqualificazione immobiliare, dedicati alle imprese turistiche che desiderano offrire alloggi adeguati ai propri lavoratori. L’obiettivo? Sostenere la competitività delle strutture, garantire manodopera qualificata e ridurre il turnover, agevolando al contempo il reperimento di personale anche nelle aree più care o con elevato flusso turistico.

Con uno stanziamento complessivo di oltre 120 milioni di euro fino al 2027, il provvedimento si configura come un’opportunità concreta per risparmiare, investire e valorizzare il capitale umano nel turismo.

Nel corso dell’articolo analizzeremo nel dettaglio i contributi in conto capitale, destinati alla ristrutturazione e realizzazione di alloggi per i lavoratori del settore turistico. Approfondiremo anche i contributi per le spese di locazione, previsti per sostenere direttamente gli affitti di immobili destinati al personale. Verranno poi illustrate le regole di accesso, i criteri di valutazione, i controlli previsti e le condizioni da rispettare per mantenere le agevolazioni. Infine, esamineremo le opportunità fiscali connesse al decreto, utili per ottimizzare il carico tributario delle imprese beneficiarie.

Contributi in conto capitale

Il Decreto 18 settembre 2025, attuativo dell’art. 14 del D.L. n. 95/2025, introduce un importante incentivo per le imprese turistiche che vogliono investire nella creazione o riqualificazione di alloggi destinati ai propri dipendenti. Si tratta di contributi in conto capitale che coprono dal 30% fino al 50% delle spese ammissibili, destinati a finanziare interventi edilizi e impiantistici mirati al miglioramento dell’offerta abitativa per i lavoratori del comparto.

Chi può beneficiare dei contributi?

Sono ammesse tutte le imprese del settore turistico con i codici ATECO elencati nella Tabella 1 del decreto: strutture ricettive (hotel, villaggi, campeggi, B&B, rifugi), pubblici esercizi (bar, ristoranti), attività ricreative, centri benessere e termali. Le imprese devono:

  • Avere sede legale e operativa in Italia;

  • Essere in regola con obblighi contributivi, fiscali e ambientali;

  • Non trovarsi in stato di fallimento o liquidazione;

  • Disporre dell’immobile oggetto dell’intervento, anche in locazione;

  • Impegnarsi a destinare l’alloggio esclusivamente ai dipendenti per almeno 9 anni, a canoni inferiori del 30% rispetto al mercato.

Cosa si può finanziare?

Gli investimenti devono riguardare immobili già esistenti o porzioni autonome, con un minimo di 10 posti letto. Sono ammissibili:

  • Lavori di riqualificazione e ammodernamento;

  • Interventi per l’efficienza energetica (es. impianti rinnovabili, isolamento, climatizzazione smart);

  • Spese per arredi e impianti fino al 30% del totale.

Il valore dell’investimento dev’essere tra 500.000 e 5 milioni di euro, da realizzare entro 24 mesi dalla concessione.

Quanto si può ottenere?

La base del contributo è del 30%, incrementabile fino a un massimo del 50% in base a:

  • Dimensioni d’impresa: +20% piccole imprese, +10% medie;

  • Miglioramento energetico ≥40%: +15%;

  • Localizzazione in aree assistite UE (art. 107 TFUE): +15% o +5%.

Contributi per la locazione di alloggi 

Oltre agli investimenti strutturali, il Decreto 18 settembre 2025 offre un importante sostegno diretto ai costi di locazione degli alloggi destinati al personale dipendente delle imprese turistiche. In particolare, il Titolo III del provvedimento prevede contributi in conto esercizio a copertura parziale dell’affitto di immobili da destinare ai lavoratori del settore turistico-ricettivo, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alla casa nelle località a forte vocazione turistica, spesso caratterizzate da alti canoni di mercato.

Chi può accedere al contributo?

I beneficiari sono gli stessi indicati per i contributi in conto capitale, ovvero le imprese operanti nei settori dell’ospitalità, della ristorazione e dei servizi ricreativi. Tuttavia, per accedere a questo incentivo, è necessario che:

  • L’impresa sostenga direttamente i costi di locazione degli immobili;

  • Gli alloggi siano nella stessa provincia della struttura ricettiva o comunque entro un raggio di 40 km;

  • L’alloggio sia nella disponibilità dell’impresa (in proprietà o in affitto regolarmente registrato);

  • L’alloggio sia funzionale entro 24 mesi dalla presentazione della domanda.

Quanto si può ottenere?

Il contributo previsto è:

  • Fino a 3.000 euro all’anno per ogni posto letto;

  • Per una durata minima di 5 anni e fino a massimo 10 anni.

Qual è l’intensità dell’aiuto?

Il contributo copre una percentuale dei costi di locazione, con una differenziazione in base alla dimensione dell’impresa:

  • Fino al 50% dei costi per le PMI;

  • Fino al 15% dei costi per le grandi imprese.

Tutti i contributi devono comunque rispettare le condizioni previste dal Regolamento UE n. 651/2014 (Regolamento GBER), art. 29, sugli aiuti di Stato compatibili con il mercato interno.

Questa misura rappresenta un’occasione strategica per fidelizzare il personale, contenere il turnover e incentivare l’impiego di lavoratori stagionali anche in aree con mercato immobiliare difficile o inaccessibile.

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Procedure e controlli

L’accesso ai contributi previsti dal Decreto 18 settembre 2025 sarà regolato da procedure pubbliche trasparenti, gestite in modalità interamente telematica. Le imprese interessate dovranno presentare domanda online, seguendo le modalità che saranno indicate negli avvisi pubblici emanati dal Ministero del Turismo o da un soggetto gestore incaricato.

Due modalità di accesso differenti

Il decreto prevede due diverse tipologie di procedura, a seconda della natura del contributo:

  • Valutativa a graduatoria per i contributi in conto capitale (cioè per gli investimenti strutturali);

  • A sportello per i contributi in conto esercizio (cioè per la locazione di alloggi).

Nel primo caso, le domande verranno valutate in base a criteri di merito, con punteggi da 0 a 100. Saranno finanziate solo le richieste che raggiungeranno almeno 50 punti, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, seguendo l’ordine cronologico di presentazione.

Attenzione ai controlli: quando si può perdere il contributo

Il Ministero del Turismo, o il soggetto gestore incaricato, potrà effettuare verifiche e controlli in qualsiasi fase, dalla presentazione della domanda fino alla rendicontazione finale.

I contributi potranno essere revocati totalmente o parzialmente in caso di:

  • Dichiarazioni false o mendaci nella domanda;

  • Violazione dei vincoli di destinazione degli immobili (5 anni per locazione, 9 anni per investimenti);

  • Perdita della disponibilità dell’alloggio (es. fine contratto senza sostituzione);

  • Infrazioni alle normative su lavoro, edilizia, ambiente, sicurezza, ecc.

Le imprese dovranno quindi non solo essere in regola al momento della domanda, ma mantenere i requisiti e gli impegni per tutta la durata del contributo.

Strategia strutturale

Le misure introdotte dal Decreto 18 settembre 2025 non rappresentano solo un aiuto economico alle imprese, ma una strategia strutturale per risolvere una delle principali criticità del settore turistico: la difficoltà di reperire e trattenere personale qualificato, soprattutto nelle zone a forte pressione immobiliare o a vocazione stagionale.

In molte aree turistiche italiane i canoni elevati scoraggiano i lavoratori, rendendo complicato trovare manodopera disponibile nei periodi di picco. Con queste agevolazioni, lo Stato incentiva le imprese a farsi carico dell’alloggio per il personale, migliorando così la competitività, la stabilità occupazionale e la qualità dei servizi offerti.

Non a caso, la norma nasce dall’articolo 14 del Decreto-Legge n. 95/2025, convertito con modifiche nella Legge n. 118/2025, che riconosce l’urgenza di “assicurare condizioni di accesso alla casa per il personale dipendente delle imprese turistiche e della somministrazione di alimenti e bevande”. È un riconoscimento importante, che eleva l’abitare a elemento centrale della sostenibilità del lavoro nel settore turistico.

Con un budget complessivo di 44 milioni di euro per il 2025 e 38 milioni di euro annui per il 2026 e il 2027, i contributi rappresentano un volano per:

  • Riqualificare il patrimonio edilizio inutilizzato o degradato;

  • Stimolare investimenti privati con un impatto diretto sul benessere dei lavoratori;

  • Creare legami più stabili tra impresa e dipendente, riducendo l’impatto negativo del turnover.

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Vantaggi fiscali, economici e strategici 

Accedere alle agevolazioni previste dal Decreto 18 settembre 2025 non significa soltanto ottenere un contributo economico: per le imprese del settore turismo, si tratta di un’opportunità concreta di ottimizzazione fiscale e di posizionamento competitivo sul mercato del lavoro.

1. Vantaggi fiscali

I contributi, sia in conto capitale che in conto esercizio, non costituiscono reddito imponibile ai fini IRES e IRAP, in base a quanto previsto dall’art. 88 del TUIR, se correlati a investimenti strumentali e a spese sostenute per l’attività d’impresa. Inoltre:

  • Gli ammortamenti relativi agli interventi edilizi e impiantistici restano deducibili;

  • Le spese di locazione restano deducibili ai fini IRES, anche se parzialmente rimborsate tramite contributo;

  • Le eventuali spese per arredi, impianti e attrezzature rientrano nella deducibilità ordinaria secondo i coefficienti ministeriali.

In sostanza, il contributo agisce in aggiunta e non in sostituzione dei vantaggi fiscali previsti per le spese sostenute, migliorando la posizione reddituale dell’impresa.

2. Vantaggi economici

Sul piano economico, l’effetto leva dell’agevolazione è evidente:

  • Riduzione fino al 50% del costo di realizzazione o gestione degli alloggi;

  • Migliore gestione del costo del lavoro indiretto, grazie alla fidelizzazione del personale;

  • Possibilità di offrire benefit abitativi al personale, valorizzando il pacchetto retributivo.

Un’impresa che riesce a offrire alloggio a canoni agevolati ai propri dipendenti riduce il rischio di turnover, aumenta l’attrattività delle posizioni aperte e migliora l’operatività nei periodi di alta stagione.

3. Vantaggi strategici

Infine, c’è un elemento strategico di lungo periodo: gli alloggi riqualificati rimangono nel patrimonio o nella disponibilità dell’impresa per almeno nove anni, creando valore durevole. Inoltre, la presenza di alloggi dedicati al personale permette di:

  • intervenire più rapidamente in caso di urgenze lavorative;

  • offrire soluzioni logistiche nei territori a domanda abitativa critica;

  • posizionarsi come impresa attenta al benessere e alla qualità del lavoro.

In un settore in cui la competitività si gioca sempre più sulla capacità di attrarre e trattenere risorse umane, queste misure possono fare la differenza.

Come accedere ai contributi

L’ottenimento dei contributi previsti dal Decreto 18 settembre 2025 richiederà preparazione tecnica, documentale e strategica, considerando la competitività delle procedure (in particolare per i contributi in conto capitale a graduatoria). Le imprese interessate dovrebbero iniziare da subito a predisporre gli elementi fondamentali per non trovarsi impreparate al momento della pubblicazione degli avvisi.

Documenti e requisiti da verificare

Per essere ammesse alle agevolazioni, le imprese devono assicurarsi di avere:

  • Situazione contributiva regolare (DURC in regola);

  • Assenza di pendenze fiscali o violazioni ambientali e di sicurezza;

  • Disponibilità legale dell’immobile (proprietà o contratto registrato);

  • Piano di investimento dettagliato con indicazione delle spese ammissibili;

  • Progetto tecnico per la riqualificazione o dichiarazione funzionalità per l’alloggio locato;

  • Rispetto dei vincoli di destinazione e dei requisiti dimensionali (es. numero posti letto).

Per i contributi a fondo perduto (in conto capitale), è fondamentale predisporre un business plan dettagliato, corredato da:

  • Computo metrico estimativo;

  • Relazione tecnica illustrativa;

  • Piano temporale degli interventi;

  • Proiezione dei benefici occupazionali ed energetici.

Strategie per aumentare le possibilità di successo

  • Iniziare subito la progettazione con professionisti abilitati (architetti, ingegneri, commercialisti);

  • Verificare la coerenza del codice ATECO con quelli ammessi dal decreto (Tabella 1);

  • Raccogliere preventivi dettagliati per ogni voce di spesa;

  • Simulare il punteggio per verificare in anticipo le possibilità di superare la soglia minima (50/100);

  • Predisporre una dichiarazione d’impegno al rispetto dei vincoli temporali (5 o 9 anni).

Tempistiche

Sebbene i bandi operativi non siano ancora stati pubblicati, si prevede che la prima finestra sarà attivata entro la fine del 2025, con successivi scaglioni nel 2026 e 2027. Il fondo è annuale, e pertanto le risorse non utilizzate andranno perse se non allocate tempestivamente.

Consiglio operativo: affidati a un commercialista esperto in finanza agevolata e incentivi pubblici per seguire la procedura e ottimizzare la rendicontazione, evitando errori che potrebbero portare alla revoca del contributo.

Conclusione

Il Decreto del Ministero del Turismo del 18 settembre 2025 rappresenta una svolta concreta per il settore turistico italiano, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e occupazionale. Garantire alloggi dignitosi e accessibili ai lavoratori del comparto non è più un’opzione, ma una necessità strategica per assicurare stabilità, qualità e continuità ai servizi turistici, soprattutto nelle destinazioni a maggiore pressione immobiliare.

Le imprese che scelgono di cogliere questa opportunità non solo migliorano il proprio posizionamento competitivo, ma investono nel capitale umano, attraggono manodopera qualificata e riducono il turnover. Il tutto con contributi fino al 50% delle spese, agevolazioni fiscali importanti e un quadro normativo chiaro e strutturato.

Con oltre 120 milioni di euro stanziati fino al 2027, il sistema di incentivi offre una finestra temporale concreta ma limitata. Pianificare in anticipo, preparare i documenti e affidarsi a consulenti esperti può fare la differenza tra ottenere il contributo o restarne esclusi.

Se operi nel turismo, nella ristorazione o nella ricettività, questo è il momento giusto per agire. L’alloggio del personale può diventare un vantaggio competitivo concreto, non solo un costo da sostenere.

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