Sport Bonus 2025: credito d’imposta al 65% per le imprese – Scadenze, requisiti e guida completa

Il credito d’imposta Sport Bonus 2025 rappresenta un’opportunità concreta per tutte le imprese italiane che vogliono contribuire allo sviluppo dell’impiantistica sportiva pubblica e, allo stesso tempo, ottenere un vantaggio fiscale diretto. Dopo il successo delle precedenti edizioni, anche per l’anno 2025 il legislatore ha confermato l’incentivo, introducendo però una novità importante: potranno beneficiarne solo le imprese e non più anche le persone fisiche o enti non commerciali.

Si tratta di un incentivo di grande interesse sia per le aziende con forte responsabilità sociale, sia per quelle che vogliono ottimizzare il carico fiscale in maniera perfettamente legale, sfruttando un credito d’imposta che può arrivare fino al 65% dell’importo erogato. L’obiettivo del Governo è duplice: sostenere il patrimonio sportivo nazionale e coinvolgere il mondo imprenditoriale in un processo virtuoso di investimento.

La prima finestra temporale utile per accedere al bonus si chiuderà il 10 settembre 2025. Chi effettuerà l’erogazione liberale entro quella data e secondo le regole previste, potrà beneficiare del credito d’imposta già nella dichiarazione dei redditi 2026, abbattendo in modo significativo l’imponibile fiscale.

In questo articolo vedremo chi può accedere, quali sono le regole da rispettare, le modalità di erogazione, i limiti di spesa e gli adempimenti burocratici da seguire per non perdere il diritto al beneficio.

Erogazioni entro il 10 settembre

La prima finestra temporale dello Sport Bonus 2025 si è ufficialmente chiusa lo scorso 30 giugno, e il Dipartimento per lo Sport ha già pubblicato l’elenco dei soggetti ammessi al beneficio. Le imprese che risultano ammesse hanno ora tempo fino al 10 settembre 2025 per effettuare le erogazioni liberali in denaro a favore di interventi su impianti sportivi pubblici, esistenti o da realizzare.

Ma attenzione: per ottenere il credito d’imposta fino al 65% è fondamentale rispettare le modalità operative previste. Le erogazioni devono essere eseguite utilizzando strumenti tracciabili, come bonifico bancario, bollettino postale, carte di pagamento o assegni.

Inoltre, dopo il versamento, le imprese dovranno caricare sulla piattaforma del Dipartimento, in un unico file PDF, due documenti essenziali:

  1. La quietanza di pagamento, con causale: “Sport Bonus 2025 – 1^ finestra – [numero seriale assegnato]”, e con evidenza di CRO o TRN;

  2. La dichiarazione dell’Ente beneficiario, che attesti l’avvenuta ricezione della somma.

Solo le imprese che completeranno correttamente questa procedura verranno inserite in un elenco trasmesso all’Agenzia delle Entrate, la quale provvederà a inserire gli importi nei rispettivi cassetti fiscali. Il credito sarà poi utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24 e servizi telematici, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. L’uso di modalità diverse comporta il rifiuto automatico del versamento.

Infine, il Dipartimento pubblicherà sul proprio sito l’elenco ufficiale delle imprese beneficiarie del credito d’imposta, solo dopo conferma dell’inserimento da parte dell’Agenzia.

Regole per le imprese

La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato anche per quest’anno la possibilità di ottenere il credito d’imposta del 65% sulle erogazioni liberali destinate alla manutenzione, riqualificazione o realizzazione di impianti sportivi pubblici. A differenza degli anni precedenti, il beneficio è riservato esclusivamente alle imprese, escluse quindi persone fisiche e altri soggetti non commerciali.

La seconda finestra operativa, come stabilito dal DPCM 30 aprile 2019, si aprirà il 15 ottobre 2025. Le imprese avranno 30 giorni di tempo per presentare domanda di ammissione tramite l’apposita piattaforma online del Dipartimento per lo Sport, seguendo le istruzioni dettagliate contenute nella guida disponibile nell’area dedicata del portale istituzionale (in attesa della pubblicazione dell’avviso ufficiale).

L’incentivo è soggetto a precise condizioni:

  • Il credito d’imposta può essere richiesto solo per importi che non superano il 10‰ (dieci per mille) dei ricavi annui dell’impresa, riferiti all’anno 2024.

  • Il plafond complessivo disponibile per tutte le imprese è pari a 10 milioni di euro per l’anno 2025.

  • Il credito spettante sarà utilizzabile in tre quote annuali di pari importo, tramite modello F24 in compensazione.

Una volta effettuata l’erogazione e ottenuta la relativa certificazione da parte dell’ente beneficiario, il Dipartimento autorizzerà formalmente l’impresa alla fruizione del credito, inoltrando i dati all’Agenzia delle Entrate, che li renderà visibili nel cassetto fiscale del contribuente.

Questo meccanismo premia le imprese che scelgono di sostenere lo sport pubblico, combinando vantaggi fiscali e responsabilità sociale.

Sport Bonus 2025: credito d’imposta al 65%-Commercialista.it

Guida pratica 

Per accedere al credito d’imposta Sport Bonus 2025, le imprese interessate devono presentare domanda di ammissione attraverso l’apposita piattaforma online predisposta dal Dipartimento per lo Sport. La seconda finestra sarà attiva, salvo modifiche, a partire dal 15 ottobre 2025, e sarà possibile inviare le domande fino al 14 novembre 2025, ovvero entro 30 giorni dall’apertura.

La procedura passo dopo passo:

  1. Accesso alla piattaforma: l’impresa (o un soggetto delegato) dovrà autenticarsi tramite SPID, CIE o CNS.

  2. Compilazione della domanda: è necessario inserire i dati dell’impresa, i ricavi dichiarati per l’anno 2024 (per il calcolo del 10‰), l’importo che si intende erogare e i dati dell’ente destinatario del contributo.

  3. Invio della domanda: una volta completata, la domanda va inviata tramite la piattaforma. Il sistema genererà un numero seriale identificativo, che dovrà essere riportato nella causale del versamento.

Una volta ottenuta l’autorizzazione dal Dipartimento, l’impresa potrà effettuare l’erogazione liberale. Entro il termine stabilito, andrà poi caricato un file PDF unico contenente:

  • La quietanza del pagamento, con causale obbligatoria: “Sport Bonus 2025 – 2^ finestra – [numero seriale]” e indicazione del CRO o TRN;

  • La dichiarazione dell’ente beneficiario, che attesti l’effettiva ricezione della somma.

È fondamentale rispettare tutte le istruzioni presenti nella guida operativa disponibile sul sito del Dipartimento per evitare rigetti della domanda o perdita del beneficio. Solo le imprese che completeranno correttamente ogni fase verranno ammesse alla fruizione del credito d’imposta in compensazione, previa comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Vantaggi fiscali

Aderire allo Sport Bonus 2025 rappresenta per le imprese una scelta strategica sotto molteplici punti di vista: fiscale, economico, reputazionale. Il primo e più evidente vantaggio è senza dubbio di tipo fiscale: grazie a questo incentivo, le imprese possono recuperare fino al 65% dell’importo erogato, sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione, suddiviso in tre quote annuali di pari importo. In pratica, un’erogazione liberale di 30.000 euro può generare un beneficio fiscale complessivo di 19.500 euro, distribuibile in tre anni.

Dal punto di vista economico-finanziario, questa agevolazione consente di ottimizzare la pianificazione fiscale dell’impresa, riducendo il carico tributario in modo assolutamente legale e trasparente. Inoltre, trattandosi di somme erogate liberamente, l’impresa mantiene piena discrezionalità nella scelta dell’intervento sportivo da sostenere, a seconda delle proprie logiche territoriali o di marketing.

Ma non è tutto. Partecipare allo Sport Bonus consente all’azienda di rafforzare la propria reputazione aziendale, in quanto l’iniziativa rientra pienamente tra le azioni di responsabilità sociale d’impresa (CSR). Contribuire allo sviluppo o alla riqualificazione di impianti sportivi pubblici significa investire nel benessere collettivo, nella salute, nell’inclusione sociale e nei valori positivi legati allo sport.

Infine, va ricordato che l’elenco delle imprese beneficiarie viene pubblicato ufficialmente sul sito del Dipartimento per lo Sport, con evidente ritorno di visibilità positiva anche in ottica comunicativa e promozionale.

Sport Bonus 2025

Lo Sport Bonus 2025 trova la sua base normativa nell’art. 1, commi da 621 a 626 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019), che ha istituito per la prima volta questo meccanismo di incentivo fiscale finalizzato a sostenere il settore sportivo pubblico. Tale misura è stata confermata e rifinanziata anche nelle successive Leggi di Bilancio, fino alla proroga prevista per il 2025.

A disciplinare modalità, termini e criteri di accesso è intervenuto il DPCM 30 aprile 2019, tuttora vigente, che ha definito il funzionamento delle due finestre temporali annuali, le modalità di presentazione delle domande, l’erogazione dei contributi e le procedure per la fruizione del credito d’imposta.

In particolare, secondo la normativa:

  • Le erogazioni devono essere finalizzate esclusivamente alla manutenzione, al restauro o alla realizzazione di impianti sportivi pubblici;

  • Il credito d’imposta è concesso nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui dell’impresa;

  • Il tetto complessivo annuo stanziato per il bonus è pari a 10 milioni di euro;

  • Il beneficio è concesso solo a imprese, come chiarito nella Legge di Bilancio 2025, escludendo persone fisiche ed enti non commerciali.

Il Dipartimento per lo Sport (Presidenza del Consiglio dei Ministri) è l’ente responsabile per la gestione amministrativa e per la pubblicazione degli elenchi, mentre il credito fiscale viene gestito tecnicamente dall’Agenzia delle Entrate, attraverso i cassetti fiscali delle imprese beneficiarie.

Questa sinergia tra legislazione e operatività tecnica garantisce trasparenza e tracciabilità, rendendo lo Sport Bonus uno strumento sicuro ed efficace per sostenere progetti ad alto valore sociale.

Sport Bonus 2025: credito d’imposta al 65%-Commercialista.it

Errori da evitare

Sebbene lo Sport Bonus 2025 rappresenti un’opportunità fiscale concreta, sono molte le imprese che, per inesperienza o disattenzione, rischiano di perdere l’accesso al beneficio. La normativa e le procedure, infatti, prevedono una serie di adempimenti formali precisi che, se non rispettati puntualmente, possono determinare l’inammissibilità della domanda o il rigetto del credito di imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Ecco i principali errori da evitare:

  1. Erogazioni effettuate prima dell’autorizzazione: l’impresa deve attendere l’ammissione ufficiale prima di versare l’erogazione liberale. Versamenti anticipati o non autorizzati non danno diritto al credito.

  2. Utilizzo di strumenti di pagamento non tracciabili: il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario, bollettino postale, carte di credito/debito/prepagate o assegni, tutti con tracciabilità certa. Sono esclusi contanti o pagamenti tramite conti non intestati all’impresa.

  3. Causale errata o incompleta: è obbligatorio inserire la dicitura completa nella causale del versamento: “Sport Bonus 2025 – 1^ (o 2^) finestra – [numero seriale assegnato]” con indicazione del CRO o TRN. Errori o omissioni nella causale rendono il pagamento non valido ai fini fiscali.

  4. Documentazione incompleta o caricata fuori termine: il file PDF unico contenente la quietanza di pagamento e la dichiarazione dell’ente beneficiario deve essere caricato entro i termini stabiliti, nella sezione “Messaggi” → “Allegati” della piattaforma. File separati, mancanti o caricati in ritardo possono invalidare l’intera procedura.

  5. Compensazione del credito con modalità errate: il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 telematico. L’utilizzo di canali non telematici comporta il rifiuto automatico dell’F24.

Per evitare questi errori, è consigliabile affidarsi a un commercialista esperto o a un consulente fiscale con comprovata esperienza nelle pratiche di agevolazione e nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate.

Casi pratici e buone prassi

Negli anni precedenti, molte imprese hanno aderito allo Sport Bonus non solo per ottenere un vantaggio fiscale, ma anche per costruire un legame con il territorio, migliorare la propria immagine aziendale e promuovere valori legati allo sport, al benessere e all’inclusione sociale.

Un esempio virtuoso arriva da una media impresa manifatturiera lombarda, che nel 2023 ha destinato un’erogazione liberale di 50.000 euro per la riqualificazione del campo sportivo comunale del proprio territorio. Grazie allo Sport Bonus, ha recuperato 32.500 euro di credito d’imposta (65%), da spalmare in tre anni, riducendo il proprio carico fiscale e consolidando la propria reputazione come impresa attenta alla comunità locale.

Un altro caso interessante riguarda una PMI del settore agroalimentare in Emilia-Romagna, che ha scelto di sostenere la costruzione di una nuova palestra pubblica in collaborazione con il Comune, con un’erogazione da 20.000 euro. L’iniziativa è stata raccontata attraverso i canali social e sul sito aziendale, generando visibilità positiva e rafforzando il brand presso i clienti e fornitori.

Tra le buone prassi più frequenti, possiamo segnalare:

  • Pianificazione preventiva con il supporto del commercialista, per calcolare correttamente il 10‰ dei ricavi 2024 e determinare l’importo massimo erogabile.

  • Verifica anticipata degli enti beneficiari più in linea con la mission aziendale (es. impianti sportivi scolastici, palestre comunali, centri polisportivi).

  • Comunicazione trasparente dell’iniziativa sui canali ufficiali (newsletter, sito web, social), trasformando l’erogazione in un’azione di marketing etico.

Questi esempi dimostrano come lo Sport Bonus non sia solo una misura fiscale, ma un’opportunità per le imprese di creare valore condiviso, rafforzando al tempo stesso il proprio posizionamento competitivo.

Conclusione

Lo Sport Bonus 2025 si conferma come una misura fiscale di grande interesse per le imprese italiane, capace di unire vantaggi economici e impegno sociale. In un contesto economico complesso, strumenti come questo permettono alle aziende non solo di ridurre legalmente il carico fiscale, ma anche di valorizzare il proprio brand attraverso iniziative ad alto impatto territoriale.

La possibilità di ottenere un credito d’imposta pari al 65%, con un tetto di spesa ben definito (10 per mille dei ricavi annui), e con la garanzia della tracciabilità e della trasparenza offerte dal Dipartimento per lo Sport e dall’Agenzia delle Entrate, rende questa agevolazione una leva strategica per chi vuole investire con intelligenza e lungimiranza.

Le imprese interessate devono però agire con tempestività e precisione: la prima finestra si chiude il 10 settembre, mentre la seconda si apre il 15 ottobre 2025. È fondamentale pianificare fin da subito l’erogazione, verificare i limiti e preparare correttamente la documentazione, magari con il supporto di un professionista esperto.

In un momento storico in cui la responsabilità sociale d’impresa diventa un valore sempre più riconosciuto e premiato dal mercato, aderire allo Sport Bonus significa investire nel futuro dello sport, della collettività e della propria sostenibilità fiscale.

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