Il Bonus Edicole 2025 è ormai ai blocchi di partenza e rappresenta una misura economica concreta per sostenere uno dei settori più colpiti dalla crisi editoriale e dal calo della carta stampata. Introdotto con il Decreto del 5 giugno 2025 a firma del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, questo contributo economico offre un aiuto fino a 4.000 euro per le attività che vendono quotidiani e periodici, con l’obiettivo di preservare la rete distributiva dell’informazione sul territorio nazionale.
Sommario
La finestra temporale per accedere al beneficio è breve: dal 1° al 30 luglio 2025 sarà possibile inviare la domanda tramite la piattaforma telematica dedicata. Ma chi può presentare domanda? Quali sono i requisiti richiesti e quali spese sono ammissibili? In questo articolo, ti guidiamo passo dopo passo nella lettura delle regole ufficiali, aiutandoti a capire se la tua attività rientra tra i beneficiari e come procedere correttamente con l’invio della richiesta.
Un’occasione da non perdere per chi gestisce un’edicola o una rivendita di giornali, soprattutto in un momento storico in cui la transizione digitale e la crisi del settore impongono nuove strategie di sostegno.
Quadro normativo e le spese ammesse
Il Bonus Edicole 2025 trova il suo fondamento giuridico nell’articolo 1 del DPCM del 17 aprile 2025, attuato con il Decreto del 5 giugno 2025 emanato dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria. Questa misura ha l’obiettivo di fornire un sostegno economico concreto alle imprese che gestiscono punti vendita esclusivi di giornali e riviste, contribuendo a coprire i costi operativi e tecnologici che gravano sulle piccole attività commerciali del settore.
Il contributo può arrivare fino a 4.000 euro per ogni impresa richiedente, e corrisponde al 60% delle spese sostenute per specifiche voci, tra cui:
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Tributi locali, come IMU, TASI, CUP e TARI;
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Canoni di locazione del locale adibito alla rivendita;
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Utenze di energia elettrica, telefonia e collegamento a Internet;
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Acquisto o noleggio di registratori di cassa o registratori telematici;
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Acquisto o noleggio di dispositivi POS;
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Altre spese per la trasformazione digitale e l’ammodernamento tecnologico dell’attività.
Un elemento importante da sottolineare è che l’agevolazione è concessa al netto dell’IVA, dove applicabile, e che è soggetta a un tetto di spesa complessivo di 10 milioni di euro. Questo significa che, in caso di domande eccedenti il plafond previsto, il contributo sarà riparametrato in proporzione al numero delle richieste ammesse.
Il quadro normativo, dunque, è ben definito e punta a incentivare gli investimenti tecnologici e digitali, oltre a coprire i costi di gestione ordinaria: un supporto essenziale per garantire la sopravvivenza e l’evoluzione delle edicole italiane.
Requisiti di ammissione
Non tutte le attività commerciali possono accedere al Bonus Edicole 2025: il decreto stabilisce requisiti precisi e rigorosi per garantire che il contributo sia destinato esclusivamente a chi opera in modo diretto e strutturato nel settore della distribuzione di stampa. Vediamo quali sono le condizioni essenziali da soddisfare per ottenere il beneficio.
In primo luogo, il richiedente deve esercitare in via esclusiva l’attività di rivendita di giornali e riviste, come dimostrabile attraverso l’iscrizione al Registro delle Imprese. È indispensabile che venga indicato il codice ATECO 47.62.10 – relativo al commercio al dettaglio di giornali, periodici e riviste – come codice primario e/o prevalente. In mancanza di tale classificazione, la domanda non sarà considerata ammissibile.
Inoltre, l’impresa non deve essere soggetta a procedure concorsuali in corso, come la liquidazione volontaria, coatta amministrativa o giudiziale. Questo requisito serve a escludere le attività non più operative o in fase di cessazione.
Infine, per le imprese che impiegano dipendenti, è necessario essere in regola con gli obblighi contributivi e previdenziali. Ciò significa che devono risultare versati i contributi INPS e gli eventuali premi INAIL previsti per legge, pena l’esclusione dal contributo.
Questi tre criteri costituiscono la base per l’accesso al beneficio: verificare in anticipo la conformità della propria attività è essenziale per evitare errori in fase di domanda e non perdere un’opportunità concreta di sostegno.

Il contributo
Il Bonus Edicole 2025 si concretizza come un contributo a fondo perduto pari al 60% delle spese sostenute nel corso dell’anno precedente, ossia dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024, al netto dell’IVA ove prevista. L’importo massimo erogabile è fissato in 4.000 euro per ciascun beneficiario e copre una serie di costi ben definiti, prevalentemente legati alla gestione ordinaria e all’innovazione tecnologica delle attività.
In dettaglio, le voci di spesa ammesse al contributo sono:
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Tributi locali: IMU, TASI, CUP (Canone Unico Patrimoniale) e TARI;
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Canoni di locazione dell’immobile destinato all’attività;
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Servizi essenziali: energia elettrica, telefonia e connessione a Internet;
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Tecnologia di cassa: acquisto o noleggio di registratori di cassa, registratori telematici e dispositivi POS;
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Spese per la trasformazione digitale e l’ammodernamento tecnologico, come ad esempio software gestionali o strumenti per la digitalizzazione dei servizi di vendita.
È prevista anche una maggiorazione del contributo pari al 10% (sempre nel limite massimo di 4.000 euro), per le edicole che abbiano garantito l’apertura domenicale per almeno il 50% delle domeniche dell’anno di riferimento. Questo incentivo mira a sostenere le attività che, con sforzo aggiuntivo, contribuiscono a garantire un servizio informativo continuativo anche nei giorni festivi.
L’obiettivo della misura, oltre al sostegno economico diretto, è quello di favorire l’ammodernamento del settore e la continuità del servizio nei territori, specie nelle zone meno servite.
Come presentare la domanda
Per ottenere il Bonus Edicole 2025 è necessario presentare un’apposita domanda in via telematica, esclusivamente attraverso l’area riservata del portale www.impresainungiorno.gov.it, gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria.
Le domande possono essere inviate a partire dalle ore 10:00 del 1° luglio 2025 e non oltre le ore 17:00 del 30 luglio 2025. Oltre tale termine non sarà possibile inoltrare la richiesta, e non sono previste proroghe.
Durante la compilazione online, i richiedenti dovranno sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in conformità agli articoli 38 e 47 del DPR n. 445/2000. Questa dichiarazione, da compilare direttamente sulla piattaforma, serve ad attestare:
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Il possesso dei requisiti previsti dal decreto (incluso il codice ATECO corretto e la regolarità contributiva);
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Le spese effettivamente sostenute nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2024, riconducibili alle voci ammissibili;
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L’apertura domenicale in almeno il 50% delle domeniche, per accedere alla maggiorazione del contributo;
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Gli estremi del conto corrente intestato al beneficiario su cui ricevere l’accredito del bonus.
È importante sottolineare che tutta la documentazione relativa alle spese dichiarate dovrà essere conservata ed esibita in caso di controlli successivi da parte dell’Amministrazione, anche per evitare sanzioni o la revoca del contributo.
Presentare la domanda in modo accurato e completo è fondamentale per non rischiare l’esclusione da una misura che può fare la differenza per molte attività in difficoltà.
Impatto economico
Il Bonus Edicole 2025 non è solo un contributo economico, ma rappresenta un intervento strategico per la sopravvivenza e la modernizzazione del comparto editoriale locale. In un contesto segnato dal crollo delle vendite della carta stampata, dalla crescita dell’informazione digitale e dalla chiusura progressiva dei punti vendita fisici, il sostegno pubblico si presenta come un’azione mirata per salvare le edicole e, con esse, la distribuzione capillare dell’informazione sul territorio.
La possibilità di recuperare fino al 60% delle spese annuali legate a gestione e tecnologia, consente alle imprese di liberare liquidità, investire in strumenti digitali, migliorare la relazione con i clienti e affrontare con più resilienza il cambiamento del mercato. Il contributo è quindi un’opportunità per accelerare un processo di rinnovamento troppo spesso rinviato per mancanza di risorse.
Inoltre, il premio previsto per le edicole che garantiscono l’apertura domenicale ha un valore sociale rilevante: premia chi contribuisce a mantenere vivo un presidio informativo fondamentale anche nei giorni festivi, in particolare in piccoli centri urbani e zone periferiche, dove spesso le edicole restano l’unico punto d’accesso all’informazione non digitale.
Nel medio periodo, queste misure possono contribuire non solo alla sopravvivenza delle edicole, ma anche al loro ripensamento come hub di servizi al cittadino, in grado di offrire anche pagamenti digitali, ricariche, biglietti e altri servizi di utilità quotidiana.

Errori da evitare
La richiesta del Bonus Edicole 2025, sebbene gestita attraverso una procedura telematica snella, non è esente da rischi di errore che possono portare all’inammissibilità della domanda o, peggio, alla revoca del contributo anche dopo la sua erogazione. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione ad alcuni aspetti critici durante la compilazione e l’invio dell’istanza.
Uno degli errori più comuni riguarda il mancato aggiornamento del codice ATECO nel Registro delle Imprese: per accedere al beneficio, il codice 47.62.10 deve essere indicato come attività primaria o prevalente. È consigliabile verificare in anticipo i propri dati camerali ed effettuare eventuali modifiche tramite la propria associazione di categoria o un intermediario abilitato.
Altro punto critico è la compilazione imprecisa o incompleta della dichiarazione sostitutiva: tutti i dati devono essere coerenti, veritieri e riscontrabili. È bene, ad esempio, dichiarare solo spese realmente sostenute nel periodo ammesso (1° gennaio – 31 dicembre 2024), evitando errori di data o inserimenti non supportati da documentazione.
Una dimenticanza frequente riguarda l’IBAN del conto corrente: esso deve essere intestato all’impresa beneficiaria e non a persone fisiche, nemmeno in caso di ditta individuale. Errori su questo campo possono bloccare l’erogazione anche in caso di ammissione.
Infine, è fondamentale rispettare rigorosamente i termini di presentazione (entro le ore 17:00 del 30 luglio 2025): invii oltre la scadenza non sono in alcun modo recuperabili.
Prepararsi per tempo e, se possibile, farsi assistere da un commercialista esperto o da un’associazione di categoria può fare la differenza tra ottenere il contributo o vederselo sfumare per una banale svista.
Vantaggi fiscali
Oltre al contributo economico diretto, il Bonus Edicole 2025 genera vantaggi fiscali e finanziari indiretti che possono avere un impatto positivo e duraturo sulla gestione dell’impresa. In primo luogo, il rimborso del 60% delle spese sostenute consente alle edicole di recuperare liquidità su costi già affrontati nel 2024, migliorando la gestione della cassa e riducendo la necessità di ricorrere a finanziamenti esterni o scoperti bancari.
Questa maggiore disponibilità di risorse può essere reinvestita in strumenti digitali, marketing di prossimità, arredi, ristrutturazioni o altri interventi che migliorano l’attrattività e la competitività del punto vendita. La parte relativa all’ammodernamento tecnologico, inoltre, consente di portare in detrazione anche l’IVA ove ammessa, rafforzando il risparmio fiscale in fase di bilancio.
Dal punto di vista strategico, il bonus agisce anche come leva per spingere verso una diversificazione dei servizi offerti: dotarsi di POS, connessioni efficienti e sistemi di cassa moderni può aprire la porta all’offerta di servizi integrati (bollettini, biglietti, ricariche, servizi postali o di pagamento), rendendo l’edicola un hub multifunzione di pubblica utilità.
Infine, l’accesso al contributo è un elemento favorevole anche per ottenere futuri finanziamenti, bandi regionali o comunali, poiché dimostra la capacità dell’impresa di partecipare a misure pubbliche e di mantenere la conformità formale e contabile.
Conclusione
Il Bonus Edicole 2025 rappresenta un’opportunità concreta e immediata per sostenere economicamente le rivendite di giornali e riviste, in un momento storico in cui il settore affronta profondi cambiamenti. Con un contributo fino a 4.000 euro, rimborsabile al 60% delle spese sostenute nel 2024, le edicole possono alleggerire il peso fiscale, investire in innovazione tecnologica e rilanciare la propria attività sul territorio.
La domanda va presentata entro le ore 17:00 del 30 luglio 2025, esclusivamente online sul portale online. Chi non rispetta i requisiti o commette errori formali rischia di perdere l’agevolazione, per cui è fondamentale agire con attenzione e tempestività.
Per le imprese del settore, il bonus non è solo un ristoro economico, ma anche uno strumento di rilancio, utile a trasformare le edicole in punti di servizio moderni, digitali e funzionali. Chi vuole restare competitivo nel mercato dell’informazione locale non può permettersi di trascurare questa occasione.
Affidati a un professionista per compilare la domanda correttamente e assicurati di avere tutta la documentazione necessaria.
Il tempo stringe, ma con una buona pianificazione il Bonus Edicole 2025 può diventare un alleato prezioso per il futuro della tua attività.

