CPB 2025: Come aderire o revocare il Concordato Preventivo Biennale – Regole, scadenze e vantaggi fiscali

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 13/2024, il Concordato Preventivo Biennale (CPB) si afferma come uno degli strumenti più innovativi e rilevanti della riforma fiscale italiana. Rivolto ai contribuenti dotati di profilo fiscale affidabile, il CPB consente di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per due anni, offrendo stabilità tributaria, semplificazione degli adempimenti e protezione dai controlli fiscali.

Grazie al Provvedimento del 24 aprile 2025, sono state finalmente definite in modo chiaro le regole per l’adesione e per la revoca del CPB, con una novità importante: per la prima volta sarà possibile aderire anche in via autonoma rispetto alla dichiarazione dei redditi. Una doppia modalità che richiede però attenzione ai dettagli tecnici e ai tempi di invio, pena la perdita del beneficio o la decadenza dall’accordo.

In questo articolo analizziamo chi può aderire e chi è escluso, le modalità operative di adesione e revoca, le scadenze da rispettare, i vantaggi fiscali e strategici del CPB e infine, gli errori da evitare per non compromettere l’accordo.

Una guida completa, pensata per professionisti, imprenditori e consulenti fiscali, che vogliono comprendere come utilizzare correttamente uno strumento che può fare la differenza nella pianificazione tributaria dei prossimi anni.

Introduzione

Nel panorama fiscale italiano, il Concordato Preventivo Biennale (CPB) rappresenta una delle più recenti innovazioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 13/2024, in attuazione della riforma fiscale prevista dalla Legge Delega n. 111/2023. L’obiettivo del CPB è ambizioso ma chiaro: offrire maggiore certezza ai contribuenti in merito al proprio carico fiscale, riducendo l’incertezza derivante da controlli futuri, ed evitando il contenzioso con l’amministrazione finanziaria. In cambio, viene richiesto un impegno formale da parte del contribuente ad accettare il reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate per due anni consecutivi, calcolato sulla base degli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità).

La grande novità è che il CPB non è rivolto a tutti, ma esclusivamente a soggetti che applicano gli ISA, restando quindi esclusi i forfettari, i minimi, e coloro che svolgono attività d’impresa o lavoro autonomo fuori da questo perimetro.

Due sono le modalità previste per aderire:

  1. Con la dichiarazione dei redditi entro il 31 ottobre, utilizzando i modelli Redditi PF, SP o SC.

  2. In via autonoma entro il 31 luglio, accedendo al proprio cassetto fiscale per prendere visione della proposta e comunicare l’accettazione secondo le modalità previste.

Questa doppia modalità consente flessibilità, ma richiede anche attenzione ai termini e alle procedure: la mancata adesione nei tempi previsti equivale a rinuncia tacita all’agevolazione.

Le due vie per aderire al CPB

Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 24 aprile 2025, sono state ufficialmente approvate tutte le regole di adesione e revoca del Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2025-2026. Per quest’anno, il contribuente ha due modalità di adesione al concordato, che rappresentano un cambiamento significativo rispetto al passato.

La prima opzione è quella congiunta alla dichiarazione dei redditi. In questo caso, il contribuente invia il modello Redditi 2025 completo, unitamente al modello ISA e al modello CPB 2025/2026, con l’indicazione:

  • del reddito riferibile all’anno 2024,

  • del reddito e valore della produzione netta IRAP proposti per il biennio 2025-2026.

Tuttavia, è importante notare che per utilizzare questa modalità il contribuente dovrà anticipare la trasmissione rispetto alla scadenza ordinaria del 31 ottobre 2025. Infatti, l’adesione è prevista tra il 31 luglio e il 30 settembre, scadenza che potrebbe essere definitivamente confermata dal Decreto Correttivo in corso di approvazione parlamentare.

La seconda opzione è la vera novità del 2025: l’adesione autonoma, indipendente dalla presentazione della dichiarazione. In questo caso, si trasmette solo il frontespizio del modello Redditi 2025 e il modello CPB 2025/2026 compilato e firmato. Successivamente, il contribuente dovrà trasmettere la dichiarazione completa (compresa del modello ISA) entro il termine ordinario del 31 ottobre, facendo attenzione a mantenere coerenza tra i dati inseriti nel modello CPB e quelli presenti nella dichiarazione, pena la decadenza dal concordato secondo l’art. 22 del D.lgs. n. 13/2024.

Queste due modalità richiedono una pianificazione attenta e una gestione precisa dei dati dichiarati, soprattutto per evitare errori o incongruenze che possano compromettere l’accordo raggiunto con l’Agenzia.

Revoca dell’adesione

Una volta effettuata l’adesione al Concordato Preventivo Biennale, il contribuente si impegna ad accettare i redditi proposti dall’Agenzia delle Entrate per un biennio, rinunciando implicitamente alla possibilità di contestare le posizioni fiscali concordate. Tuttavia, il sistema prevede una possibilità di revoca dell’adesione, che va esercitata entro il 31 luglio 2025, data entro cui è anche possibile comunicare l’adesione iniziale.

Il Provvedimento del 24 aprile stabilisce che la revoca avvenga con le stesse modalità previste per l’adesione, ovvero attraverso la trasmissione telematica del modello CPB 2025/2026, compilato in modo da indicare l’intenzione di rinunciare all’accordo precedentemente accettato. In caso di mancato rispetto dei termini, la revoca non sarà più consentita e il contribuente sarà vincolato al concordato per i due anni fiscali successivi, salvo decadenza.

Oltre alla revoca volontaria, esistono diverse cause di decadenza automatica dal CPB, disciplinate dall’art. 22 del D.lgs. 13/2024.

Le principali sono:

  • Discordanza tra i dati indicati nel modello CPB e quelli riportati nella dichiarazione dei redditi o nel modello ISA;

  • Omesso versamento di imposte, contributi o acconti dovuti in relazione agli importi concordati;

  • Svolgimento di attività non dichiarate, o l’emersione di elementi reddituali non coerenti con la proposta concordata;

  • Mancato rispetto dei requisiti soggettivi, ad esempio in caso di cessazione dell’attività o modifica del regime fiscale (passaggio al forfettario).

La decadenza comporta l’annullamento retroattivo degli effetti del concordato, con conseguente ricalcolo dell’imposta dovuta e l’applicazione di sanzioni e interessi. È quindi fondamentale assicurare un monitoraggio costante della propria posizione fiscale durante il biennio e una scrupolosa coerenza tra quanto dichiarato e quanto concordato.

Vantaggi fiscali

L’adesione al Concordato Preventivo Biennale non rappresenta soltanto un adempimento burocratico, ma una vera e propria strategia di gestione fiscale con numerosi vantaggi, soprattutto per i soggetti che operano in contesti economici stabili o prevedibili. In primo luogo, il principale beneficio è la certezza del carico fiscale: il contribuente accetta una proposta di reddito definita in base ai dati storici e agli ISA, ed evita così il rischio di accertamenti, verifiche e rettifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate per i due anni successivi.

Dal punto di vista finanziario, questa stabilità consente una pianificazione più efficace della tesoreria aziendale, con la possibilità di prevedere con esattezza imposte e acconti da versare, migliorando la gestione del cash flow. Inoltre, si evitano i costi connessi a contenziosi e difese tributarie, spesso onerosi sia in termini economici che di tempo.

Un altro aspetto importante è che l’adesione al CPB può comportare un miglioramento del rating fiscale del contribuente, elemento che può rivelarsi utile nei rapporti con il sistema bancario e nella partecipazione a bandi pubblici. Anche per i professionisti e le imprese che vogliono attrarre investitori o dimostrare solidità fiscale, il CPB rappresenta un marchio di affidabilità nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

Infine, aderire al CPB consente di congelare gli effetti di eventuali variazioni economiche negative nei periodi concordati. Se un’impresa subisce una flessione del fatturato, resterà comunque tassata sul reddito concordato (più alto), ma eviterà contestazioni sul minor reddito dichiarato, beneficiando così di una protezione da accertamenti in situazioni di crisi temporanea.

Soggetti ammessi ed esclusioni

Il Concordato Preventivo Biennale non è uno strumento universale. Al contrario, la sua applicazione è limitata a una platea ben definita di contribuenti, in possesso di precisi requisiti soggettivi e oggettivi. La finalità è quella di rivolgersi a soggetti fiscalmente affidabili e strutturati, in grado di garantire una certa stabilità nel tempo, in linea con le logiche del concordato.

In particolare, possono aderire al CPB i contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che:

  • applicano gli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale);

  • non sono soggetti a cause di esclusione dalla determinazione del reddito con criteri ordinari (es. regimi forfettari, minimi, etc.);

  • sono in regola con gli obblighi dichiarativi e di versamento al momento dell’adesione;

  • non hanno debiti fiscali iscritti a ruolo superiori a 5.000 euro, salvo se oggetto di rateizzazione regolare.

Sono esclusi dal CPB:

  • i soggetti che applicano il regime forfettario (legge 190/2014);

  • i contribuenti che svolgono attività non soggette agli ISA (ad esempio alcune attività agricole, occasionali o marginali);

  • coloro che hanno subito condanne per reati tributari o che sono stati oggetto di procedimenti penali rilevanti in materia fiscale;

  • chi ha situazioni pendenti di liquidazione, fallimento o procedure concorsuali.

Inoltre, è fondamentale che l’attività del contribuente sia svolta in modo continuativo nel biennio, poiché l’interruzione (es. cessazione, cambio di regime, inattività) determina la decadenza automatica dal concordato. L’Agenzia delle Entrate potrà anche escludere i soggetti che, pur formalmente ammessi, presentino anomalie nei dati storici o incoerenze nei profili ISA rilevati.

La corretta verifica dei requisiti è quindi il primo passo fondamentale per decidere consapevolmente se aderire al CPB, evitando errori che potrebbero compromettere l’efficacia del beneficio e generare contestazioni future.

Guida pratica e operativa

L’adesione al Concordato Preventivo Biennale si concretizza attraverso la compilazione e la trasmissione del modello CPB 2025/2026, un documento strutturato che consente al contribuente di formalizzare l’accettazione della proposta di reddito e di valore della produzione netta IRAP per il biennio fiscale concordato. A seconda della modalità scelta (congiunta alla dichiarazione o autonoma), i passaggi operativi presentano alcune differenze, ma vi sono elementi comuni obbligatori.

Il modello CPB si compone di:

  • un frontespizio che riporta i dati identificativi del contribuente (codice fiscale, partita IVA, ecc.);

  • un quadro specifico dove inserire i redditi accettati (per il 2025 e il 2026) e il valore della produzione netta IRAP;

  • una dichiarazione di impegno alla coerenza tra quanto indicato nel modello CPB e quanto sarà successivamente dichiarato nei modelli Redditi e ISA;

  • la firma del contribuente o dell’intermediario abilitato.

Nel caso di invio in via autonoma, sarà sufficiente trasmettere il solo frontespizio del modello Redditi 2025 assieme al modello CPB, utilizzando i canali Entratel o Fisconline, esattamente come avviene per l’ordinaria dichiarazione annuale. Successivamente, entro il 31 ottobre 2025, si dovrà trasmettere la dichiarazione completa, prestando massima attenzione alla coerenza dei dati.

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le specifiche tecniche e le istruzioni per la compilazione del modello, anche al fine di semplificare i controlli automatici e prevenire errori materiali. Particolare attenzione deve essere posta nella corretta indicazione degli ISA e del periodo d’imposta di riferimento (2024), che costituisce la base per la proposta concordata. Errori o incongruenze, come visto, possono determinare la decadenza automatica dal CPB.

Per i soggetti che si avvalgono di un intermediario (commercialista, CAF, ecc.), sarà questo a occuparsi della trasmissione, ma la responsabilità dei dati rimane in capo al contribuente. È dunque essenziale lavorare in sinergia per garantire un invio corretto, puntuale e coerente con i dati dichiarativi ufficiali.

Criticità e errori da evitare

L’adesione al CPB richiede precisione, coerenza e rispetto delle scadenze. Tuttavia, la natura tecnica del procedimento può portare a errori comuni, soprattutto nei casi in cui il contribuente affronta autonomamente la procedura senza un supporto professionale. Questi errori, apparentemente formali, possono comportare gravi conseguenze, tra cui la perdita dell’accordo e l’applicazione di imposte, sanzioni e interessi ordinari.

Le criticità più frequenti sono:

  1. Mancanza di coerenza tra modelli: come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, i dati indicati nel modello CPB devono coincidere perfettamente con quelli riportati nei modelli Redditi e ISA. Differenze nei valori, anche minime, possono essere interpretate come tentativo di alterazione del quadro dichiarativo.

  2. Invio fuori termine: aderire oltre la data limite del 31 luglio, o trasmettere la dichiarazione Redditi successiva oltre il 31 ottobre, significa perdere il diritto al CPB. In assenza di proroghe formali (come quella ipotizzata al 30 settembre), è bene non rischiare.

  3. Utilizzo errato del canale telematico: in particolare per l’adesione autonoma, è fondamentale utilizzare correttamente il solo frontespizio del modello Redditi, non l’intero modello, altrimenti l’Agenzia potrebbe considerare l’adesione come non valida.

  4. Dati ISA incoerenti o errati: gli ISA sono la base su cui si costruisce la proposta CPB. Se i dati dichiarati sono poco affidabili o manipolati, si può incorrere in un rifiuto della proposta o in una successiva decadenza.

  5. Omissioni o errori nella firma del modello CPB: la mancanza della firma digitale o di un intermediario autorizzato rende la trasmissione giuridicamente inefficace, anche se corretta nei dati.

  6. Omesso versamento di imposte dovute: non basta accettare la proposta. È indispensabile versare correttamente e puntualmente tutte le imposte risultanti dai redditi concordati. In caso contrario, la decadenza è automatica.

  7. Modifica del regime fiscale: chi aderisce al CPB deve mantenere la continuità dell’attività e del regime contabile. Il passaggio a un regime forfettario, la cessazione o un cambio radicale dell’attività fanno decadere i benefici.

In sintesi, aderire al CPB non è complicato, ma nemmeno banale: è necessario un approccio metodico e attento, soprattutto se si vuole ottenere stabilità fiscale senza correre rischi. Affidarsi a un professionista esperto in materia tributaria può fare la differenza tra un’adesione efficace e un errore costoso.

Comunicazione di revoca

Oltre all’adesione, il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 24 aprile 2025 prevede anche la possibilità di esercitare il diritto di revoca del Concordato Preventivo Biennale (CPB) per i periodi d’imposta 2025 e 2026. Tale facoltà deve essere esercitata entro il medesimo periodo previsto per l’adesione: dal 31 luglio al 30 settembre 2025. È importante sottolineare che la comunicazione di revoca può essere effettuata esclusivamente in via autonoma, e non contestualmente alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

La trasmissione avviene utilizzando la medesima casella e modalità previste per l’adesione, ma indicando il codice “2 – Revoca” nel campo dedicato. In questo caso, il frontespizio del modello Redditi 2025 deve contenere unicamente le seguenti informazioni:

  • Dati anagrafici del contribuente;

  • Dati del soggetto firmatario della comunicazione;

  • Informazioni relative all’intermediario incaricato della trasmissione telematica, se presente.

Tutti gli altri campi del modello Redditi, se compilati, sono inibiti o privi di efficacia giuridica: devono essere lasciati vuoti per non compromettere la validità della comunicazione.

Il modello CPB 2025/2026 da allegare alla comunicazione di revoca deve invece contenere solo:

  • il codice ISA del contribuente;

  • il codice attività economica;

  • la tipologia di reddito (1 = impresa, 2 = lavoro autonomo).

Queste informazioni devono riferirsi alla proposta di concordato a cui si era precedentemente aderito e che ora si intende revocare. La corretta indicazione di questi elementi consente all’Agenzia delle Entrate di riconoscere e annullare l’adesione precedentemente comunicata, riportando il contribuente nel regime ordinario di determinazione del reddito.

È fondamentale seguire scrupolosamente queste indicazioni tecniche per evitare che la revoca venga considerata inefficace o non ricevuta. La revoca, una volta trasmessa correttamente entro i termini, è definitiva e non può essere ritirata.

Conclusione

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) rappresenta uno strumento innovativo e strategico nella gestione del carico fiscale, offrendo certezza tributaria, stabilità finanziaria e minori rischi di contenzioso per due anni. L’introduzione della doppia modalità di adesione – congiunta alla dichiarazione o autonoma – estende la flessibilità operativa, ma impone anche una maggiore attenzione ai dettagli tecnici e procedurali.

Le scadenze differenziate, la necessità di coerenza tra modelli dichiarativi e dati concordati, e la possibilità di revoca (solo in via autonoma) rendono fondamentale un approccio professionale e ben pianificato. Errori di compilazione, trasmissione o mancata corrispondenza tra dati possono invalidare l’intera operazione, con ricadute economiche significative.

Per le imprese e i professionisti in possesso dei requisiti richiesti, il CPB può rappresentare una leva concreta di ottimizzazione fiscale, utile non solo a semplificare la gestione tributaria, ma anche a rafforzare il rapporto con l’amministrazione finanziaria in un’ottica di affidabilità e trasparenza. Tuttavia, per coglierne pienamente i benefici, è consigliabile affidarsi a consulenti esperti, capaci di guidare il contribuente attraverso le molteplici fasi del processo, dalla valutazione iniziale alla corretta trasmissione e gestione del biennio.

In un contesto fiscale sempre più orientato alla compliance e alla digitalizzazione, il CPB si presenta come una scelta strategica e volontaria, da valutare con consapevolezza e visione di lungo periodo.

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