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Piemonte: risarcimento dei danni da predazioni di grandi carnivori al patrimonio zootecnico – bando 1/2026

Piemonte, Bando 1/2026: scadenza prorogata al 6 novembre. Destinatari, danni da predazioni, condizioni ARVET e domanda tramite SIAP.

Il bando in breve Informazioni essenziali
Scadenza 6 novembre 2026, ore 23:59
Territorio Regione Piemonte
Beneficiari Allevatori di ovini, caprini, bovini, equini o altre specie zootecniche in Piemonte, comprese PMI e microimprese iscritte all'Anagrafe Agricola regionale; apicoltori per danni da orso alle condizioni previste.
Agevolazione Indennizzo per danni diretti e indiretti causati da predazioni di grandi carnivori.
Fonte ufficiale Avviso e documentazione dell’ente

La Regione Piemonte ha prorogato al 6 novembre 2026 la scadenza del Bando 1/2026 per il risarcimento dei danni da predazioni di grandi carnivori al patrimonio zootecnico. La pagina ufficiale comunica la proroga disposta dalla D.D. n. 960 dell’8 ottobre 2026, che sostituisce il precedente termine del 9 ottobre.

Il bando riguarda le predazioni avvenute dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 e comprende danni diretti e specifici danni indiretti. Per gli allevatori interessati, il riconoscimento richiede, tra le altre condizioni, la registrazione dei dati del verbale su ARVET e l’adozione di almeno un sistema di difesa previsto dalle disposizioni richiamate: la sola presenza di un danno non determina l’ammissibilità.

In sintesi

  • Il termine aggiornato è il 6 novembre 2026; il periodo delle predazioni resta il primo semestre 2026.
  • Il danno diretto è indennizzato al 100% del valore commerciale del capo, secondo la tabella dell’Allegato 2 e le condizioni del bando.
  • Sono previsti anche danni indiretti per spese veterinarie e farmaceutiche e perdite di produzione, entro i limiti richiamati dall’avviso.
  • ARVET e sistemi di difesa sono condizioni sostanziali; la registrazione dell’evento deve essere confrontata con i dati della domanda.
  • La presentazione avviene esclusivamente online tramite SIAP, nella sezione NEMBO.

Destinatari e condizioni del risarcimento

L’Allegato 1 individua l’allevatore nel detentore dei capi al momento dell’evento predatorio, riferiti al codice identificativo dell’azienda rilasciato dal servizio veterinario competente. Per la predazione in alpeggio considera il detentore in alpe che attua almeno un sistema di difesa previsto dalla DGR richiamata.

L’iscrizione all’Anagrafe Agricola regionale, il periodo dell’evento e la posizione del detentore vanno quindi letti insieme. L’eccezione al requisito PMI riguarda gli allevatori senza attività d’impresa, nei termini dell’avviso; non equivale a un’esenzione generale dalle altre condizioni.

La registrazione su ARVET è necessaria, ma il punto 14 dell’Allegato 1 esclude il risarcimento quando la predazione da grande carnivoro risulta dubbia, esclusa o inverificabile. Inoltre, specie, categoria, età, sesso, eventuale gravidanza, stato del capo e beneficiario o detentore indicati nella domanda devono coincidere con i dati ARVET: l’avviso collega la mancata corrispondenza all’impossibilità di presentare la domanda.

Danni coperti e limiti economici

Per i danni diretti, il riferimento è il valore commerciale individuato attraverso la tabella dell’Allegato 2. Il riconoscimento dei capi dispersi richiede condizioni specifiche: riguarda le specie con banche dati nazionali individuali e presuppone almeno un capo morto nel verbale, oltre alle indicazioni identificative richieste.

Per le spese veterinarie, l’Allegato 1 richiede una fattura quietanzata che colleghi la prestazione agli animali dell’attacco, con riferimento al numero del verbale e/o alle matricole dei capi feriti. Il documento fiscale deve essere emesso entro 30 giorni dall’evento. Il passaggio concreto è quindi confrontare data della predazione, data del documento e riferimento agli animali: una fattura priva di tale collegamento non dimostra la condizione documentale richiesta.

La convenienza economica dipende anche dalla presenza di altri ristori. Il beneficiario non può richiedere altre agevolazioni pubbliche per le stesse voci e gli indennizzi non sono cumulabili con altri risarcimenti, anche assicurativi, spettanti per il medesimo evento. Se le richieste superano le risorse disponibili, l’avviso prevede il pagamento secondo l’ordine cronologico di ricevimento delle domande fino a esaurimento dei fondi.

Per approfondire il tema generale, è disponibile l’articolo Indennizzo assicurativo e risarcimento danni: quando si possono cumulare davvero?. Per questo bando valgono le condizioni di non cumulabilità appena richiamate.

Cosa verificare ora

  • Periodo e soggetto: confrontare la data della predazione con il semestre coperto e identificare il detentore dei capi al momento dell’attacco, distinguendo l’eventuale situazione in alpeggio.
  • Accertamento e prevenzione: riscontrare esito e dati ARVET, corrispondenza con la domanda e sistema di difesa adottato rispetto alle disposizioni richiamate nell’avviso completo.
  • Voci richieste e altri ristori: separare capi predati, spese per animali feriti e perdite di produzione; confrontare ciascuna voce con eventuali agevolazioni pubbliche o risarcimenti riferiti allo stesso evento.

È utile coinvolgere lo studio prima della presentazione quando i dati del verbale e quelli della domanda non coincidono oppure sono presenti altri ristori da confrontare.

Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può prendere in carico l’esame del caso, confrontando posizione dell’allevatore, dati dell’evento, spese e altri indennizzi con le condizioni del bando, per chiarire i punti da risolvere prima dell’invio.

Descrivi situazione e urgenza, indica la data della predazione e un elenco dei documenti disponibili. Le modalità di trasmissione saranno concordate dopo il contatto.

Per una prima valutazione senza impegno, compila il form di contatto per richiedere ad Alessio Ferretti STP una valutazione del tuo caso prima dell’invio della domanda.

Documenti e fonti ufficiali

Prima di inviare la domanda, verifica sul sito dell’ente eventuali aggiornamenti dell’avviso.

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