Home Contatti e recapiti Collabora con noi venerdì 24 Luglio 2026

AGENZIA DELLE ENTRATE

Global minimum tax: nuovi codici tributo F24 per il ravvedimento degli obblighi informativi

Risoluzione 27/E 2026: codici tributo F24 2735, 2736 e 2737 per ravvedimento su obblighi informativi e dichiarativi della global minimum tax.

Che cosa cambia per i gruppi interessati dalla global minimum tax

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 27/E del 23 luglio 2026, ha istituito tre nuovi codici tributo per consentire il versamento tramite modello F24 degli importi dovuti in ipotesi di ravvedimento per specifiche violazioni connesse all’imposizione minima globale. Il tema riguarda i grandi gruppi multinazionali e nazionali di imprese rientranti nel perimetro del decreto legislativo 27 dicembre 2023, n. 209, Titolo II, articoli da 8 a 60.

Il punto operativo è concreto: quando un’impresa localizzata in Italia, o un’entità trasparente costituita secondo la legge italiana, deve regolarizzare violazioni relative alla comunicazione rilevante, agli obblighi di notifica o alla dichiarazione fiscale annuale dell’imposizione integrativa, il pagamento delle sanzioni da ravvedimento deve essere ricondotto ai nuovi codici tributo indicati nella risoluzione.

Per amministratori, CFO e responsabili fiscali, la novità non è solo compilativa. Serve verificare quale obbligo sia stato violato, a quale anno d’imposta si riferisca il versamento, se la fattispecie rientri tra gli obblighi informativi dell’articolo 51 o nella dichiarazione fiscale dell’articolo 53 del d.lgs. n. 209/2023, e se il ravvedimento sia impostato in modo coerente con documenti, tempistiche e responsabilità del gruppo.

I nuovi codici tributo istituiti dalla risoluzione 27/E

La risoluzione istituisce tre codici tributo, da esporre nel modello F24 nella sezione Erario, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna importi a debito versati. Nel campo anno di riferimento va indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, nel formato AAAA.

  • 2735: ravvedimento sanzioni per obbligo di comunicazione rilevante in regime global minimum tax.
  • 2736: ravvedimento sanzioni per obbligo di notifica in regime global minimum tax.
  • 2737: ravvedimento sanzione per tardiva presentazione della dichiarazione fiscale in regime global minimum tax.

La stessa Agenzia ricorda che, con la risoluzione n. 63/E del 10 novembre 2025, erano già stati istituiti i codici tributo per il versamento spontaneo delle imposte legate alla global minimum tax e per le relative ipotesi di ravvedimento. La risoluzione 27/E interviene invece sul profilo delle sanzioni connesse agli obblighi informativi e dichiarativi richiamati dagli articoli 51 e 53.

Il perimetro normativo: obblighi informativi, notifica e dichiarazione

Secondo il testo della risoluzione, l’articolo 51 del d.lgs. n. 209/2023 disciplina gli obblighi informativi. In particolare, ogni impresa localizzata nel territorio dello Stato italiano, o entità trasparente costituita secondo le leggi italiane, è tenuta a presentare all’amministrazione fiscale italiana la comunicazione rilevante prevista dal comma 1, lettera b), oppure specifici obblighi di notifica ai sensi del comma 4, nei termini richiamati dagli articoli 51, comma 7, e 58.

Il comma 9 dell’articolo 51, come modificato dall’articolo 9 del decreto legislativo 18 dicembre 2025, n. 192, disciplina le sanzioni. Per l’omessa presentazione della comunicazione rilevante, o per il ritardo pari o superiore a tre mesi, è prevista una sanzione amministrativa di 100.000 euro. In caso di ritardo inferiore a tre mesi, oppure di invio di dati incompleti o errati, la sanzione amministrativa pecuniaria va da 10.000 euro a 50.000 euro. Le sanzioni indicate non possono comunque superare complessivamente 1 milione di euro per tutte le imprese del gruppo multinazionale o nazionale localizzate in Italia per le violazioni relative a ciascun esercizio oggetto di comunicazione rilevante.

La risoluzione richiama inoltre la sanzione da 250 euro a 2.000 euro per l’omessa, ritardata, errata o incompleta comunicazione prevista dal comma 4. Per i primi tre esercizi di applicazione delle disposizioni del Titolo II, le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal primo e dal terzo periodo dell’articolo 51, comma 9, sono ridotte del 50 per cento.

Sul piano dichiarativo, l’articolo 53, comma 1, del d.lgs. n. 209/2023 prevede la presentazione della dichiarazione annuale relativa all’imposizione integrativa dovuta a titolo di imposta minima integrativa, imposta minima suppletiva e imposta minima nazionale entro il termine previsto per la comunicazione rilevante. Il comma 5 dello stesso articolo dispone che, per i primi tre esercizi di applicazione, non si fa luogo a irrogazione delle sanzioni, salvo i casi di dolo o colpa grave.

Checklist operativa prima di compilare il modello F24

La compilazione dell’F24 è l’ultimo passaggio di una verifica più ampia. Nei gruppi complessi, un errore nel codice tributo o nell’anno di riferimento può rendere meno ordinata la posizione fiscale e complicare la ricostruzione documentale in caso di controllo.

  • Identificare se la violazione riguarda la comunicazione rilevante, la notifica o la dichiarazione fiscale annuale.
  • Verificare l’anno d’imposta da indicare nel campo anno di riferimento del modello F24.
  • Raccogliere comunicazioni, notifiche, dichiarazioni, ricevute e documentazione interna che dimostrano tempi e contenuto dell’adempimento.
  • Distinguere ritardo, omissione, errore e incompletezza dei dati, perché la risoluzione collega i codici tributo a fattispecie diverse.
  • Verificare l’eventuale applicazione delle riduzioni previste per i primi tre esercizi di applicazione, senza automatismi non supportati dalla documentazione.
  • Conservare una nota interna che spieghi il criterio adottato per il ravvedimento, utile ai fini di compliance e difendibilità.

Un caso tipo può essere quello di un gruppo nazionale con più entità italiane che rileva, in sede di controllo interno, un ritardo nella trasmissione della comunicazione rilevante riferita a un determinato esercizio. Prima di versare, il team fiscale dovrebbe distinguere se il ritardo supera o meno la soglia dei tre mesi richiamata dall’articolo 51, comma 9, verificare se vi siano più imprese italiane coinvolte nello stesso esercizio e allineare il versamento F24 alla posizione documentale del gruppo.

In sintesi

  • La fonte istituzionale è la risoluzione Agenzia delle Entrate n. 27/E del 23 luglio 2026.
  • I codici tributo istituiti sono 2735, 2736 e 2737.
  • I codici riguardano il ravvedimento delle sanzioni per obblighi informativi, obblighi di notifica e tardiva dichiarazione fiscale in regime global minimum tax.
  • La compilazione avviene nella sezione Erario del modello F24, con importi a debito versati e anno di riferimento in formato AAAA.
  • La verifica non deve limitarsi al codice tributo: occorre ricostruire fattispecie, anno, documenti e applicabilità delle regole sanzionatorie.

Cautele professionali e documenti da preparare

La global minimum tax coinvolge assetti di gruppo, procedure fiscali interne e scambi informativi tra entità. Per questo il ravvedimento dovrebbe essere gestito come presidio di tax risk, non come semplice adempimento di pagamento. Una valutazione professionale può essere utile quando il gruppo deve coordinare più società italiane, ricostruire dati incompleti, stimare correttamente la sanzione o verificare la coerenza tra comunicazione rilevante, notifica, dichiarazione e F24.

Il team di Commercialista.it può affiancare imprese e responsabili finanziari con un metodo documentale: lettura dell’atto, verifica degli obblighi applicabili, controllo dei documenti disponibili, ricostruzione della fattispecie e scelta di una posizione sostenibile e difendibile. Per un inquadramento più ampio della governance fiscale d’impresa può essere utile anche l’approfondimento sulla gestione del rischio fiscale e della difendibilità degli atti; per i gruppi societari, alcuni profili di coordinamento fiscale possono richiamare logiche già affrontate nel tema del credito IRES nel consolidato, pur restando distinti per presupposti e disciplina.

Prima di chiedere una valutazione, conviene predisporre: struttura del gruppo, elenco delle entità italiane coinvolte, anno d’imposta, comunicazioni e notifiche già inviate, eventuale dichiarazione annuale, ricevute telematiche, bozze di F24 e motivazione interna del ravvedimento. Quando la documentazione è incompleta o la qualificazione della violazione non è lineare, è opportuno richiedere una consulenza fiscale prima di procedere al versamento.

Fonti istituzionali da verificare

Il riferimento principale è la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 27/E del 23 luglio 2026, relativa all’istituzione dei codici tributo per il ravvedimento in materia di obblighi informativi e dichiarativi della global minimum tax. Per il quadro normativo richiamato dalla risoluzione occorre verificare il decreto legislativo 27 dicembre 2023, n. 209, in particolare gli articoli 51 e 53, le successive modificazioni indicate nell’atto e le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il modello F24.

Hai bisogno di una consulenza fiscale?

Descrivi il caso e ricevi un primo orientamento dal network di Commercialista.it.

Richiedi consulenza

Andrea Dicanto

Consulente tecnico e autore di approfondimenti su innovazione, organizzazione e strumenti digitali per imprese e professionisti.

Leggi tutti gli articoli