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AGENZIA DELLE ENTRATE

Espropri: quali documenti controllare nei registri immobiliari e al catasto dopo la risoluzione 29/E

Espropri e risoluzione 29/E: documenti per trascrizione, annotazione nei registri immobiliari e voltura catastale.

La risoluzione n. 29/E del 28 luglio 2026 chiarisce quali atti presentare per le formalità nei registri immobiliari connesse a un decreto di espropriazione per pubblica utilità. Il punto centrale è la sequenza documentale: il decreto può essere trascritto subito, con evidenza della condizione sospensiva, oppure dopo notificazione ed esecuzione, con una formalità unica supportata dalla documentazione relativa all’immissione in possesso.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate riguarda esclusivamente pubblicità immobiliare, atti da presentare e coordinamento con la voltura catastale. Non disciplina gli adempimenti tributari collegati al decreto di esproprio, che restano da esaminare secondo la normativa applicabile al caso concreto.

Cosa chiarisce la risoluzione 29/E

La risoluzione interviene sui procedimenti regolati dal D.P.R. n. 327/2001 e, in particolare, sul dubbio relativo al momento della trascrizione del decreto di esproprio. L’articolo 23 del Testo unico prevede la trascrizione senza indugio; nel procedimento ordinario, tuttavia, il passaggio del diritto disposto dal decreto è soggetto alla condizione sospensiva della successiva notificazione e della sua esecuzione mediante immissione in possesso.

L’Agenzia individua due percorsi ammissibili per la pubblicità immobiliare. Il primo separa la trascrizione del decreto dall’annotazione della sua esecuzione. Il secondo concentra gli adempimenti in una trascrizione richiesta quando notificazione ed esecuzione sono già intervenute. La scelta della sequenza determina i documenti da usare e il momento della voltura catastale.

Trascrizione immediata: decreto, condizione e annotazione

Se l’autorità richiede la trascrizione subito dopo l’emanazione del decreto, la nota deve menzionare la condizione sospensiva prevista dall’articolo 23, comma 1, lettera f), del Testo unico. La formalità rende quindi conoscibile sia il decreto sia il fatto che la sua esecuzione deve ancora completarsi.

Dopo l’immissione in possesso del beneficiario dell’espropriazione, occorre richiedere l’annotazione dell’avvenuta esecuzione. Il documento rilevante per questa formalità è il verbale di immissione in possesso. Per l’esecuzione delle formalità nei registri immobiliari, la risoluzione precisa che non occorre produrre documentazione attestante l’avvenuta notificazione del decreto.

In questa sequenza, la voltura catastale segue l’annotazione dell’immissione in possesso: gli atti sottoposti a condizione non possono infatti essere volturati prima dell’avveramento della condizione.

Trascrizione dopo l’esecuzione: la formalità unica

È parimenti ammessa la richiesta di trascrizione dopo la notificazione e l’esecuzione del decreto. In questo caso si esegue una sola formalità nei registri immobiliari e il titolo resta il decreto di esproprio.

Per rappresentare compiutamente la vicenda, al decreto deve essere allegato il verbale di immissione in possesso oppure va presentato il decreto annotato con la data dell’immissione. Poiché la condizione sospensiva si è già verificata, non deve essere riportata nella nota di trascrizione. La voltura catastale può essere eseguita in questa fase, essendo già perfezionata la vicenda acquisitiva descritta dalla risoluzione.

Occupazione d’urgenza: quale atto non è titolo per la formalità

Nel procedimento accelerato previsto dall’articolo 22-bis del Testo unico, il decreto di occupazione d’urgenza non è un titolo idoneo per eseguire formalità nei registri immobiliari. Il titolo per la trascrizione resta il decreto di esproprio adottato ai sensi dell’articolo 23.

Il decreto di esproprio dovrà riportare gli elementi prescritti dalla legge, inclusi gli estremi del decreto di occupazione anticipata e il relativo stato di esecuzione. Nella verifica documentale, quindi, il decreto di occupazione va letto come elemento della sequenza procedimentale, non come atto autonomo da presentare per la trascrizione.

Cosa verificare ora

  • Sequenza della procedura: verificare se la trascrizione è stata chiesta prima o dopo notificazione e immissione in possesso.
  • Atti per i registri: acquisire decreto di esproprio, nota di trascrizione, eventuale verbale di immissione in possesso e annotazione conseguente.
  • Condizione e catasto: se la trascrizione è anticipata, controllare la menzione della condizione nella nota e verificare che la voltura sia coordinata con l’avvenuta esecuzione.
  • Occupazione anticipata: accertare che gli estremi e lo stato di esecuzione siano indicati nel decreto di esproprio, senza usare il solo decreto di occupazione come titolo per la formalità.

Quando la documentazione incide su un bene aziendale o su una decisione patrimoniale da assumere, Alessio Ferretti STP può esaminare professionalmente il caso concreto e definire il perimetro della verifica documentale. Per una prima valutazione senza impegno, è possibile contattare lo studio indicando situazione, urgenza e elenco dei documenti disponibili; le modalità di trasmissione di eventuali allegati personali o riservati saranno concordate dopo il contatto.

In sintesi

  • La risoluzione 29/E del 28 luglio 2026 tratta le formalità nei registri immobiliari dei decreti di espropriazione.
  • La trascrizione può essere richiesta subito dopo l’emanazione del decreto, con indicazione della condizione sospensiva.
  • Dopo l’immissione in possesso, il verbale è il documento per l’annotazione dell’esecuzione.
  • Se trascrizione, notificazione ed esecuzione sono già coordinate, è possibile una formalità unica con il decreto e il verbale, oppure con il decreto annotato.
  • Il decreto di occupazione d’urgenza non è un titolo autonomo per le formalità nei registri immobiliari.

Fonti e riferimenti

Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 29/E del 28 luglio 2026, “Decreti di espropriazione per pubblica utilità – Modalità di esecuzione delle relative formalità nei registri immobiliari”. La risoluzione richiama il D.P.R. n. 327/2001, in particolare gli articoli 22-bis, 23 e 24.

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