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Contributi a fondo perduto

Sardegna, contributi 2026/2027 alle scuole dell’infanzia paritarie: fondo perduto per spese di gestione

Fino a quasi 20 milioni di euro per sostenere personale, affitti, disabilità e spese di gestione delle scuole paritarie in Sardegna.

La Regione Autonoma della Sardegna sostiene anche per l’anno scolastico 2026/2027 le scuole dell’infanzia non statali paritarie attraverso un importante intervento contributivo previsto dalla Legge Regionale n. 31 del 25 giugno 1984.

La misura è finalizzata a contribuire alla copertura dei costi sostenuti dai soggetti gestori per garantire il regolare funzionamento delle strutture scolastiche, assicurando contemporaneamente alle famiglie sarde un’offerta educativa diffusa e accessibile sul territorio regionale.

L’intervento assume particolare rilievo in una fase caratterizzata dall’incremento dei costi del personale, delle locazioni, dei servizi e delle spese generali necessarie per mantenere adeguati standard educativi e organizzativi.

Per l’anno scolastico 2026/2027, le risorse disponibili ammontano complessivamente a 19.993.432,75 euro.

Possono accedere all’agevolazione i soggetti gestori delle scuole dell’infanzia non statali paritarie operanti in Sardegna, purché siano rispettati i requisiti previsti dall’Avviso regionale.

La presentazione delle domande avviene esclusivamente online. La Regione ha comunicato ufficialmente che la procedura sarà accessibile dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026 fino alle ore 13:00 del 20 ottobre 2026. Dopo tale termine non sarà più possibile inoltrare la richiesta.

Vediamo nel dettaglio quali soggetti possono beneficiare del contributo, quali spese possono essere finanziate, come viene determinato l’importo dell’agevolazione e quali sono gli aspetti ai quali prestare particolare attenzione nella predisposizione della domanda.

A cosa serve il contributo previsto dalla L.R. n. 31/1984

L’obiettivo dell’intervento è sostenere economicamente la gestione delle scuole dell’infanzia paritarie non statali operanti nel territorio della Sardegna.

La funzione del contributo non è esclusivamente finanziaria.

Attraverso il sostegno regionale si intende infatti garantire la continuità di un servizio educativo considerato essenziale per le famiglie, favorendo la frequenza scolastica dei bambini e delle bambine e contribuendo alla permanenza delle strutture educative anche nei territori caratterizzati da minore densità demografica o da una limitata presenza di istituti statali.

Le scuole dell’infanzia paritarie rappresentano, in numerosi comuni sardi, una componente strutturale dell’offerta educativa locale.

Il contributo regionale permette pertanto di compensare almeno in parte i costi sostenuti dai gestori per personale, immobili, servizi e organizzazione della scuola.

L’intervento si colloca nel quadro della disciplina regionale relativa al diritto allo studio e al sostegno al sistema scolastico non statale paritario.

Chi può presentare domanda

Possono presentare la richiesta i soggetti gestori delle scuole dell’infanzia non statali operanti nel territorio regionale.

La domanda deve essere inoltrata dal legale rappresentante dell’ente gestore oppure da un soggetto munito di apposita procura.

Il requisito fondamentale è il possesso del riconoscimento di parità scolastica rilasciato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il riconoscimento deve riguardare la scuola per la quale viene richiesto il contributo.

Rientrano quindi potenzialmente tra i beneficiari:

  • enti pubblici;
  • associazioni;
  • fondazioni ed enti non profit;
  • enti del Terzo settore;
  • imprese sociali;
  • cooperative sociali;
  • altri soggetti privati che gestiscono scuole dell’infanzia riconosciute come paritarie.

La Regione ha confermato che possono presentare domanda i soggetti gestori delle scuole dell’infanzia non statali situate in Sardegna e in possesso del riconoscimento ministeriale di parità.

Sono inoltre richieste alcune condizioni specifiche.

Il soggetto gestore non deve aver subito, nel biennio precedente, una revoca totale dei contributi regionali relativi alla medesima misura.

La scuola deve inoltre aver regolarmente avviato le attività relative all’anno scolastico 2026/2027.

Si tratta di requisiti che assumono particolare importanza perché la loro mancanza può determinare l’esclusione dalla procedura.

Quali spese possono essere finanziate

Il contributo regionale è destinato alla copertura delle spese di gestione della scuola dell’infanzia paritaria relative all’anno scolastico 2026/2027.

La misura ha quindi una struttura particolarmente ampia e può contribuire a sostenere alcune delle principali componenti di costo che caratterizzano il funzionamento di una struttura scolastica.

Tra le spese ammissibili rientrano innanzitutto i costi relativi al personale scolastico docente e non docente.

Può essere considerato anche il costo del personale docente destinato al sostegno degli alunni con disabilità quando alla scuola venga riconosciuto lo specifico contributo previsto dall’Avviso.

Restano invece esclusi, nell’ambito della componente relativa al personale, gli addetti al servizio mensa e al servizio di trasporto.

Un’ulteriore importante categoria di spesa riguarda la locazione degli immobili utilizzati dalla scuola.

Sono compresi non soltanto gli spazi nei quali viene direttamente svolta l’attività didattica, ma anche gli ambienti funzionali all’attività scolastica quali bagni, mense, locali di servizio e ripostigli.

Gli spazi possono essere utilizzati esclusivamente dalla scuola oppure condivisi con altri servizi, nel rispetto delle condizioni previste dalla disciplina regionale.

Il contributo per il personale e il forfait del 35%

Uno degli elementi più rilevanti della misura riguarda le spese sostenute per il personale.

Gli oneri relativi al personale scolastico rappresentano normalmente una delle principali componenti di costo nella gestione di una scuola dell’infanzia.

Il bando consente di considerare le spese del personale docente e non docente effettivamente sostenute dalla struttura.

A tali costi si aggiunge una componente forfettaria particolarmente significativa.

È infatti prevista una somma forfettaria pari al 35% delle spese sostenute per il personale scolastico docente, esclusi i docenti di sostegno, e non docente.

Questa quota può essere utilizzata per sostenere l’acquisto di beni e servizi necessari per il funzionamento della scuola.

La previsione consente quindi di riconoscere indirettamente numerose ulteriori spese gestionali senza richiedere un collegamento analitico con ciascuna singola voce di costo.

Potrebbero rientrare, ad esempio, nelle esigenze gestionali sostenute attraverso tale componente le spese amministrative, i materiali di consumo, le utenze, i servizi professionali e altre spese strettamente correlate all’attività scolastica, fermo restando quanto previsto dall’Avviso e dalle successive regole di rendicontazione.

Contributo per gli alunni con disabilità

Una specifica componente dell’agevolazione è destinata alle scuole frequentate da alunni con disabilità certificata.

Per ciascun alunno viene riconosciuto un contributo pari a 10 euro per ogni ora di sostegno prevista dal Piano Educativo Individualizzato – PEI.

Il contributo può essere riconosciuto fino a un massimo di 975 ore annuali per ciascun alunno.

Di conseguenza, il contributo teorico massimo può raggiungere 9.750 euro per ogni alunno con disabilità, qualora siano previste e riconosciute tutte le 975 ore ammissibili.

La previsione mira a sostenere concretamente l’inclusione scolastica, compensando almeno in parte i maggiori costi sostenuti dalle strutture per garantire la presenza di personale qualificato.

Particolare attenzione deve quindi essere dedicata alla corretta indicazione delle ore di sostegno risultanti dalla documentazione scolastica e dai PEI.

Contributo per la locazione dei locali

Un’altra componente specifica dell’intervento riguarda le scuole che svolgono la propria attività all’interno di immobili detenuti in locazione.

Per tali strutture può essere riconosciuto un contributo pari a:

12.000 euro per la prima sezione funzionante;

6.000 euro per ciascuna sezione successiva.

L’agevolazione non può comunque superare il 75% del canone annuo imputabile alla scuola dell’infanzia paritaria.

Il contributo non determina quindi necessariamente il rimborso integrale delle somme teoricamente calcolate in base al numero delle sezioni.

È sempre necessario confrontare tale importo con il canone effettivamente sostenuto.

Il contratto di locazione deve inoltre essere regolarmente registrato.

Particolarmente importante è il requisito di indipendenza tra locatore e soggetto gestore.

Il contratto deve essere stipulato tra soggetti reciprocamente indipendenti.

Non devono quindi sussistere rapporti di controllo, collegamento, partecipazione, rapporti di lavoro oppure vincoli di parentela o affinità entro il secondo grado.

La disciplina mira evidentemente a evitare che il contributo venga riconosciuto su contratti conclusi tra soggetti strettamente collegati e privi di un’effettiva autonomia economica.

Abbattimento delle rette nei comuni privi di scuole statali

Un’ulteriore forma di sostegno è prevista per le scuole situate nei comuni nei quali non sono presenti scuole dell’infanzia statali.

In tali territori il contributo può essere destinato all’abbattimento totale delle rette di iscrizione e frequenza sostenute dalle famiglie.

L’intervento riguarda gli alunni residenti nel medesimo comune nel quale è ubicata la scuola oppure nei comuni confinanti anch’essi privi di una scuola dell’infanzia statale.

Il contributo corrisponde al valore delle rette di iscrizione e frequenza.

Non vengono invece considerate le somme richieste alle famiglie per:

  • attività extracurricolari;
  • servizio mensa;
  • servizio di trasporto;
  • ulteriori servizi aggiuntivi forniti dal gestore.

Quando le rette siano già state anticipate dalle famiglie, le somme riconosciute dalla Regione dovranno essere utilizzate secondo le modalità previste per il relativo rimborso.

La misura assume un’evidente funzione sociale perché mira a evitare che l’assenza di strutture statali determini una maggiore spesa scolastica a carico delle famiglie residenti nei territori interessati.

Come viene calcolato il contributo generale

Dopo aver destinato le risorse necessarie ai contributi specifici, la quota residua dello stanziamento viene utilizzata per finanziare il contributo generale destinato alle scuole ammesse.

Il riparto avviene secondo due componenti.

Il 35% delle risorse viene distribuito in misura fissa tra le scuole beneficiarie.

Il restante 65% viene distribuito proporzionalmente al numero delle sezioni funzionanti.

Il sistema permette quindi di contemperare due differenti esigenze.

Da una parte viene riconosciuta una quota minima a tutte le scuole ammesse.

Dall’altra viene attribuita una quota maggiore alle strutture caratterizzate da una maggiore dimensione organizzativa e da un numero superiore di sezioni.

L’importo finale spettante alla singola scuola potrà pertanto essere definito soltanto dopo la conclusione dell’istruttoria e l’acquisizione dei dati complessivi relativi a tutte le domande ammissibili.

Dotazione finanziaria

Per l’anno scolastico 2026/2027 la dotazione complessiva indicata per la misura ammonta a 19.993.432,75 euro.

Si tratta di uno stanziamento significativo destinato a sostenere il sistema delle scuole dell’infanzia paritarie sarde.

Per comprendere l’importanza strutturale della misura è utile ricordare che anche negli anni precedenti la Regione Sardegna ha destinato risorse di analoga entità alla gestione delle scuole dell’infanzia paritarie.

Per l’anno scolastico 2025/2026, ad esempio, il riparto definitivo aveva raggiunto complessivamente circa 19,97 milioni di euro, confermando la continuità dell’intervento regionale.

Come e quando presentare la domanda

La richiesta deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso lo Sportello Unico dei Servizi – SUS della Regione Sardegna.

La procedura sarà disponibile:

dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026

fino

alle ore 13:00 del 20 ottobre 2026.

La Regione precisa che il rispetto del termine è previsto a pena di esclusione e che, una volta superata la scadenza, non sarà più possibile accedere alla procedura per inoltrare la richiesta.

È quindi opportuno evitare di concentrare la compilazione della domanda negli ultimi giorni disponibili.

Prima dell’apertura della procedura è consigliabile predisporre tutta la documentazione relativa alla scuola, al riconoscimento della parità, alle sezioni funzionanti, agli alunni iscritti, al personale, alle eventuali locazioni e agli alunni con disabilità.

La correttezza dei dati dichiarati assume particolare importanza perché tali informazioni vengono utilizzate direttamente per determinare l’importo del contributo spettante.

Attenzione alla documentazione e alla successiva rendicontazione

La concessione del contributo non esaurisce gli obblighi del soggetto beneficiario.

Le scuole finanziate sono infatti chiamate a documentare le spese sostenute e a rispettare le successive disposizioni regionali relative alla rendicontazione.

Negli esercizi precedenti la Regione ha previsto specifiche procedure telematiche per la trasmissione dei rendiconti delle spese di gestione da parte dei beneficiari.

Per tale ragione è opportuno organizzare fin dall’inizio dell’anno scolastico una contabilità analitica che permetta di distinguere chiaramente:

costi del personale docente;

costi del personale non docente;

costi dei docenti di sostegno;

canoni di locazione;

rette rimborsate alle famiglie;

beni e servizi acquistati;

eventuali altre spese direttamente riferibili alla scuola.

Una corretta classificazione preventiva dei documenti consente di ridurre significativamente il rischio di contestazioni in sede di controllo.

Perché il contributo è particolarmente importante per le scuole paritarie

Il costo di gestione di una scuola dell’infanzia può risultare particolarmente elevato.

Il personale rappresenta generalmente la voce di spesa principale, alla quale devono essere aggiunti immobili, manutenzioni, utenze, materiali didattici, assicurazioni, adempimenti amministrativi e organizzativi.

In presenza di bambini con disabilità possono inoltre rendersi necessarie ulteriori risorse professionali.

Il contributo previsto dalla L.R. n. 31/1984 interviene contemporaneamente su diverse componenti della gestione e rappresenta pertanto uno strumento particolarmente importante per preservare la sostenibilità economica delle strutture.

Il sostegno regionale può inoltre contribuire a limitare l’incremento delle rette a carico delle famiglie.

Cosa verificare prima di presentare la domanda

Prima della trasmissione della richiesta è consigliabile effettuare una verifica puntuale della situazione della scuola.

Occorre innanzitutto accertare la piena validità del riconoscimento di parità.

Dovrà inoltre essere verificato il numero effettivo delle sezioni attivate per l’anno scolastico 2026/2027.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata ai dati relativi al personale e alle eventuali ore di sostegno indicate nei PEI.

Nel caso di immobile in locazione sarà necessario verificare la regolare registrazione del contratto e l’assenza delle relazioni personali o societarie incompatibili con l’agevolazione.

Per le scuole situate nei comuni privi di scuole dell’infanzia statali sarà invece necessario individuare correttamente gli alunni per i quali può essere richiesto il contributo finalizzato all’abbattimento delle rette.

La predisposizione preventiva di questi dati consente di ridurre il rischio di errori nella compilazione telematica.

Conclusioni

Il contributo previsto dalla L.R. Sardegna n. 31/1984 per l’anno scolastico 2026/2027 rappresenta una delle principali misure regionali dedicate al sostegno delle scuole dell’infanzia non statali paritarie.

Con una dotazione finanziaria prossima ai 20 milioni di euro, il programma consente di intervenire su numerose componenti della gestione scolastica: personale, locazioni, sostegno agli alunni con disabilità, abbattimento delle rette e acquisto di beni e servizi.

Particolarmente significativi sono il contributo fino a 9.750 euro per ciascun alunno con disabilità, il sostegno alla locazione fino al 75% del canone annuo ammissibile e il sistema di ripartizione generale basato sul numero delle scuole e delle sezioni funzionanti.

I soggetti interessati devono tuttavia prestare particolare attenzione alla corretta predisposizione della domanda e alla verifica preventiva dei requisiti.

La procedura telematica sarà aperta dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026 alle ore 13:00 del 20 ottobre 2026. La domanda dovrà essere presentata esclusivamente attraverso lo Sportello Unico dei Servizi della Regione Sardegna.

Per le scuole dell’infanzia paritarie interessate alla misura è quindi opportuno predisporre anticipatamente la documentazione amministrativa, contrattuale e contabile necessaria, in modo da procedere tempestivamente alla trasmissione della richiesta e valorizzare correttamente tutte le componenti di contributo potenzialmente spettanti.

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Mariana Maxwel

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