Contributi a fondo perduto
La Regione Sardegna, attraverso Sardegna Ricerche, sostiene gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese che intendono introdurre nuove tecnologie, innovare prodotti e processi produttivi o sviluppare soluzioni tecnologiche collegate alle grandi sfide scientifiche e industriali del territorio.
Nell’ambito del PR Sardegna FESR 2021-2027 – Azione 1.1.1, è infatti attivo il bando “Aiuti per piani di innovazione delle MPMI nelle KET della S3 regionale”, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 3.999.884 euro.
La misura punta a rafforzare la capacità innovativa e la competitività delle imprese sarde attraverso l’utilizzo delle Key Enabling Technologies – KET, cioè tecnologie abilitanti in grado di incidere in maniera trasversale sui processi produttivi, sui servizi e sui modelli organizzativi.
Una particolare attenzione è inoltre riservata alle tecnologie potenzialmente applicabili al progetto Einstein Telescope, la grande infrastruttura scientifica europea per lo studio delle onde gravitazionali, per la quale l’area di Sos Enattos, nel territorio di Lula, è candidata come sito ospitante.
A chi è rivolto il finanziamento
Il bando è destinato principalmente alle micro, piccole e medie imprese – MPMI. Sono ricompresi, alle condizioni previste dalla disciplina dell’agevolazione, anche i liberi professionisti equiparati alle imprese.
Per poter accedere all’agevolazione, le imprese devono essere attive alla data di presentazione della domanda e possedere i requisiti dimensionali previsti dalla disciplina europea sulle PMI. Il bando interessa, in linea generale, tutti i settori economici ammessi dalla normativa europea e dal PR Sardegna FESR, fatte salve le specifiche esclusioni previste dai regolamenti applicabili.
Possono quindi essere coinvolte, a titolo esemplificativo, imprese operanti nei settori:
- industria e manifattura;
- servizi;
- turismo;
- commercio;
- artigianato;
- cultura e industrie creative;
- agroindustria e agroalimentare.
L’impresa deve inoltre disporre di una sede o unità produttiva locale in Sardegna interessata dal progetto oppure, secondo le condizioni previste dal bando, assumere l’impegno a localizzare l’unità produttiva nell’Isola.
Per i professionisti vengono richiesti, tra gli altri requisiti, una partita IVA attiva e l’iscrizione all’eventuale albo o elenco professionale di appartenenza.
Cosa sono le Key Enabling Technologies
Il cuore della misura è rappresentato dalle KET – Key Enabling Technologies, le tecnologie considerate strategiche per l’evoluzione dei sistemi produttivi.
Non si tratta quindi di un semplice incentivo per acquistare macchinari o sostituire attrezzature obsolete. Il progetto deve avere un effettivo contenuto di innovazione tecnologica e dimostrare che la tecnologia introdotta è funzionale allo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, processi oppure al miglioramento significativo di quelli già esistenti.
Le tecnologie abilitanti possono trovare applicazione, ad esempio, nell’automazione avanzata, nella sensoristica, nella gestione intelligente dei dati, nei sistemi digitali evoluti, nei nuovi materiali, nei processi produttivi innovativi e, più in generale, nelle tecnologie coerenti con gli ambiti della Strategia di Specializzazione Intelligente S3 della Sardegna.
È quindi fondamentale costruire il progetto partendo da un’esigenza concreta dell’impresa e non semplicemente dall’elenco dei beni che si intendono acquistare.
Le due linee di intervento: K-PRO ed ET-TECH
Il bando prevede due differenti linee di finanziamento.
La prima è la Linea K-PRO – Innovazione di prodotto e/o di processo con KET.
Questa linea finanzia progetti finalizzati allo sviluppo di nuovi prodotti, servizi o processi oppure al miglioramento sostanziale di quelli esistenti mediante l’adozione, l’integrazione o la combinazione di tecnologie abilitanti.
Rientrano nel programma, ad esempio, attività di prototipazione, validazione, integrazione tecnologica, test e adozione di soluzioni innovative capaci di generare un concreto vantaggio competitivo per l’impresa.
La seconda è la Linea ET-TECH – Tecnologie per l’Einstein Telescope.
In questo caso l’obiettivo è sviluppare, adattare o adottare tecnologie riconducibili alle sfide scientifiche e industriali collegate all’Einstein Telescope.
Il progetto non deve necessariamente limitarsi all’utilizzo diretto nell’infrastruttura scientifica: le soluzioni possono presentare anche una trasferibilità verso altri contesti industriali e di ricerca, purché siano riconducibili alle traiettorie tecnologiche individuate dal programma.
Questa linea rappresenta quindi un’interessante opportunità anche per imprese sarde che intendono posizionarsi all’interno di filiere tecnologiche ad elevato valore aggiunto.
Investimenti da 20.000 a 200.000 euro
La dimensione finanziaria del Piano di innovazione deve essere compresa tra un minimo di 20.000 euro e un massimo di 200.000 euro.
Si tratta pertanto di una misura particolarmente accessibile anche alle imprese di piccola dimensione.
A differenza dei grandi programmi di ricerca e sviluppo, che spesso richiedono investimenti di diverse centinaia di migliaia di euro, il bando KET permette anche ad una microimpresa di costruire un progetto circoscritto ma ad elevato contenuto tecnologico.
Un’impresa potrebbe, ad esempio, predisporre un Piano da 50.000, 100.000 o 150.000 euro comprendente attrezzature tecnologiche, consulenze specialistiche e personale direttamente coinvolto nel progetto.
Quali spese possono essere finanziate
Le categorie di costo ammesse sono differenti a seconda del regime di aiuto utilizzato.
In linea generale, il bando consente di finanziare beni strumentali materiali e immateriali, personale qualificato, consulenze specialistiche, brevetti e attività direttamente collegate allo sviluppo dell’innovazione.
Nel regime de minimis, tra le spese possono rientrare l’acquisto di strumentazione e attrezzature nuove di fabbrica e l’acquisizione di attivi immateriali quali brevetti, licenze e know-how tecnico.
È inoltre possibile finanziare il costo del personale dipendente con profilo tecnico o scientifico utilizzato per la realizzazione del Piano, limitatamente alla quota di tempo effettivamente dedicata al progetto e opportunamente documentata.
Sono inoltre ammissibili, nel rispetto delle condizioni previste, i costi per ottenere, convalidare o difendere brevetti e altri beni immateriali e le spese relative a servizi di consulenza specialistica funzionali allo sviluppo, all’integrazione, al test o all’adozione delle tecnologie.
Nel regime GBER, possono essere ammessi anche i costi della ricerca contrattuale, delle competenze e dei brevetti acquisiti oppure ottenuti in licenza da soggetti esterni a condizioni di mercato, oltre ai costi di strumentazione e attrezzature nella misura in cui vengono effettivamente utilizzati per il Piano di innovazione.
Contributo fino all’80% per K-PRO e al 90% per ET-TECH
Uno degli elementi più rilevanti del bando riguarda l’intensità dell’agevolazione.
L’impresa può scegliere, nel rispetto dei requisiti applicabili, tra il regime “de minimis” previsto dal Regolamento UE 2023/2831 e il regime GBER previsto dal Regolamento UE n. 651/2014.
Nel regime de minimis, le intensità massime di aiuto sono particolarmente elevate:
80% delle spese ammissibili per la Linea K-PRO e 90% per la Linea ET-TECH.
Per i progetti agevolati in de minimis viene inoltre riconosciuto un importo forfettario pari al 7% delle spese dirette ammissibili rendicontate, destinato alla copertura dei costi indiretti.
Un Piano K-PRO con 100.000 euro di spese ammissibili potrebbe pertanto ottenere, nei limiti e alle condizioni previste dal bando, un contributo particolarmente significativo.
Per la linea ET-TECH l’intensità massima raggiunge addirittura il 90%, rendendo la misura particolarmente interessante per le imprese intenzionate a sviluppare tecnologie collegate alla filiera dell’Einstein Telescope.
Nel regime GBER, invece, l’intensità massima prevista dal programma è pari al 50% delle spese ammissibili, indipendentemente dalla linea K-PRO o ET-TECH prescelta.
La scelta tra de minimis e GBER deve pertanto essere valutata attentamente prima della presentazione della domanda, considerando anche gli eventuali altri aiuti pubblici già ricevuti dall’impresa.
Quanto dura il progetto
Il Piano di innovazione deve essere realizzato normalmente entro un periodo massimo di 12 mesi.
Il programma contempla la possibilità di una proroga, fino a sei mesi, in presenza delle condizioni previste e di cause non imputabili al beneficiario. La conclusione del progetto deve comunque rispettare il termine finale stabilito dalla programmazione FESR.
La fase di pianificazione assume quindi un’importanza fondamentale.
Prima di presentare la domanda è opportuno verificare disponibilità dei fornitori, tempi di consegna delle attrezzature, eventuali attività di sviluppo software, consulenze, test, collaudi e utilizzo del personale interno.
Procedura valutativa a sportello: perché conviene prepararsi per tempo
Il bando utilizza una procedura valutativa a sportello e opera nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
Questo aspetto è particolarmente importante.
Non significa che sia sufficiente presentare velocemente una domanda: il Piano deve possedere i requisiti tecnici e qualitativi previsti dal programma. Tuttavia, trattandosi di una procedura a sportello, l’ordine cronologico di presentazione può assumere particolare rilevanza.
La dotazione complessiva disponibile è infatti pari a 3.999.884 euro, importo che potrebbe consentire il finanziamento di un numero relativamente limitato di progetti, soprattutto qualora le imprese presentassero Piani vicini al massimale di 200.000 euro.
Per questo motivo è opportuno predisporre con anticipo il progetto, raccogliere preventivi, individuare le tecnologie da utilizzare e verificare la coerenza dell’investimento con la S3 regionale.
Come presentare la domanda
Le domande devono essere trasmesse esclusivamente per via telematica tramite la piattaforma SIPES della Regione Autonoma della Sardegna.
Il bando è stato pubblicato ufficialmente l’11 febbraio 2026 e la finestra di presentazione delle domande è aperta dalle ore 12:00 del 25 marzo 2026 fino alle ore 12:00 del 31 dicembre 2027.
La documentazione ufficiale comprende l’Avviso, le disposizioni attuative, la guida alla presentazione della domanda, la modulistica e le FAQ pubblicate da Sardegna Ricerche.
Perché il bando può rappresentare un’opportunità per le PMI sarde
Il valore della misura non risiede soltanto nell’elevata percentuale di contributo.
Il vero elemento strategico è la possibilità di utilizzare risorse pubbliche per accelerare un progetto di trasformazione tecnologica dell’impresa.
Per una PMI, innovare può significare realizzare un nuovo prodotto, automatizzare una fase produttiva, introdurre sensoristica e sistemi evoluti di controllo, sviluppare software specialistico, acquisire know-how, brevettare una tecnologia oppure integrare competenze scientifiche e tecniche non presenti internamente.
Il bando può quindi trasformarsi in uno strumento per sostenere investimenti che, senza contributo pubblico, potrebbero essere rinviati o ridimensionati.
La costruzione della domanda richiede però una corretta impostazione tecnica ed economica: è necessario dimostrare la coerenza tra fabbisogno dell’impresa, tecnologia scelta, attività previste, risultati attesi e costi del progetto.
In particolare, non è sufficiente predisporre un elenco di beni da acquistare. Il Piano deve raccontare un percorso di innovazione verificabile e indicare chiaramente in che modo le tecnologie introdotte possano migliorare prodotti, processi, servizi o capacità competitive dell’impresa.
Conclusioni
Il bando PR Sardegna FESR 2021-2027 – Azione 1.1.1 “Aiuti per piani di innovazione delle MPMI nelle KET della S3 regionale” rappresenta una delle misure più interessanti attualmente disponibili in Sardegna per le imprese che intendono investire nell’innovazione tecnologica.
Con progetti compresi tra 20.000 e 200.000 euro, contributi che possono raggiungere l’80% per la linea K-PRO e il 90% per la linea ET-TECH in regime de minimis, la misura può ridurre in maniera considerevole il costo finanziario sostenuto dall’impresa.
La scadenza è fissata alle ore 12:00 del 31 dicembre 2027, ma la natura a sportello della procedura rende consigliabile non attendere gli ultimi mesi disponibili.
Per le imprese interessate, il primo passo dovrebbe essere quindi quello di verificare la propria ammissibilità, individuare un investimento realmente innovativo, scegliere correttamente la linea K-PRO o ET-TECH e costruire un Piano coerente con le tecnologie KET e con la Strategia di Specializzazione Intelligente della Regione Sardegna.
In una fase in cui competitività, digitalizzazione e innovazione tecnologica stanno diventando elementi determinanti per la crescita delle PMI, il bando può rappresentare un’occasione concreta per trasformare un progetto di sviluppo in un investimento sostenibile e finanziariamente più accessibile.
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