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FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE

Credito d’imposta ZES per il mezzogiorno: regole vigenti per gli investimenti 2026-2028

Credito d’imposta ZES Mezzogiorno: requisiti, investimenti 2026-2028, esclusioni, cumulo e controlli da svolgere prima dell’ordine.

Il riferimento storico alle domande “dal 12 giugno” non può essere usato come scadenza corrente. Nel testo vigente dell’articolo 16 del D.L. 124/2023, il credito d’imposta ZES per il Mezzogiorno riguarda gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028; le modalità di accesso e i controlli sono invece demandati a un decreto ministeriale. Prima di presentare comunicazioni o ordinare beni occorre quindi verificare gli atti applicabili al caso e all’annualità interessata.

Il credito d’imposta ZES non spetta automaticamente a ogni impresa del Sud né a ogni cespite aziendale. L’ammissibilità dipende insieme da soggetto, settore, struttura produttiva collocata in una zona assistita, progetto di investimento iniziale e bene acquistato o realizzato. Questa distinzione è decisiva anche per veicoli speciali, ambulanze e carri funebri: l’uso nell’impresa o la natura di bene ammortizzabile non bastano, da soli, a renderli agevolabili.

In sintesi

  • Per il 2026-2028 la norma considera i costi degli investimenti nel periodo previsto, non una generica data di domanda.
  • La struttura produttiva deve trovarsi nelle zone assistite individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
  • L’investimento deve appartenere a un progetto di investimento iniziale e raggiungere almeno 200.000 euro per progetto.
  • Macchinari, impianti e attrezzature devono essere nuovi; terreni e immobili hanno un limite specifico sul valore agevolabile.
  • Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, nel rispetto delle regole di cumulo e degli obblighi di mantenimento.

Quali investimenti possono rientrare nel credito d’imposta ZES

L’articolo 16 riconosce il beneficio alle imprese che acquisiscono beni destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle regioni indicate dalla norma. Non è quindi sufficiente che la sede legale, un cliente o un’attività commerciale siano localizzati nel Mezzogiorno: deve essere individuata la struttura produttiva cui l’investimento è destinato e deve esserne verificata l’ubicazione rispetto alla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Sono agevolabili gli investimenti compresi in un progetto di investimento iniziale, relativi all’acquisto, anche in locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie. La disposizione include inoltre terreni e immobili strumentali, acquisiti, realizzati o ampliati, ma impone che il valore di terreni e immobili non superi il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato. Il progetto non può essere inferiore a 200.000 euro e non può superare 100 milioni di euro.

La misura massima del credito non è una percentuale unica applicabile indistintamente: la norma la collega alla misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 e al limite di spesa complessivo. Per questo non è prudente riportare un’aliquota senza verificare localizzazione, dimensione dell’impresa, natura del progetto e disciplina applicabile nell’annualità concreta.

Un veicolo speciale non è automaticamente un investimento agevolato soltanto perché è utilizzato nell’attività. Il testo non qualifica in via automatica ambulanze o carri funebri come beni ammessi: occorre ricostruire il progetto iniziale, la funzione del bene nella struttura produttiva, l’inquadramento dell’impresa e il settore effettivamente esercitato. Inoltre, la norma esclude il settore dei trasporti, salvo magazzinaggio e supporto ai trasporti, e le relative infrastrutture; non è corretto far coincidere senza analisi l’attività svolta, la classificazione del bene e il requisito settoriale. Approfondisci le verifiche per veicoli, attrezzature e immobili delle imprese funebri.

Limiti soggettivi, settoriali e territoriali

Il credito d’imposta ZES ha un perimetro territoriale preciso. Per Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise rilevano le zone assistite ammissibili alla deroga prevista dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del TFUE; per Marche, Umbria e Abruzzo rilevano le zone assistite ammissibili alla deroga prevista dalla lettera c). La menzione della regione non sostituisce la verifica della singola area e della struttura produttiva.

Restano esclusi i soggetti operanti nei settori siderurgico, carbonifero e della lignite, nei trasporti con le eccezioni espressamente previste, nell’energia e relative infrastrutture, nella banda larga, nel credito, nella finanza e nelle assicurazioni. Non accedono inoltre le imprese in liquidazione o scioglimento e le imprese in difficoltà secondo la definizione del regolamento UE richiamato dalla norma.

La ZES è una misura territoriale disciplinata dall’articolo 16: non va confusa con altri crediti d’imposta eventualmente previsti su scala nazionale. Il fatto che un costo sia aziendale, capitalizzabile o ammortizzabile non dimostra la sua ammissibilità alla ZES né ad altra agevolazione. Ogni incentivo va esaminato sulla sua fonte, sui costi ammessi, sulle esclusioni e sulle proprie regole di cumulo.

Per investimenti sanitari, la medesima cautela riguarda attrezzature e mezzi operativi: leggi anche i requisiti da verificare per le ambulanze prima dell’investimento.

Percorso diagnostico prima dell’ordine

  1. Territorio e struttura produttiva. Identificare dove sarà destinato il bene e verificare che l’area rientri tra le zone assistite rilevanti. La regione indicata in fattura o nella visura non è, da sola, una prova sufficiente.
  2. Progetto, bene e settore. Collegare ciascun costo a un progetto di investimento iniziale; verificare novità del macchinario, impianto o attrezzatura, funzione produttiva, eventuale locazione finanziaria e assenza di esclusioni settoriali. Per terreni e immobili va calcolato il limite del 50%.
  3. Periodo, soglie e adempimenti. Controllare che il costo ricada nel periodo 2026-2028, che il progetto raggiunga la soglia minima e che le modalità di accesso vigenti siano rispettate. Il decreto previsto dalla legge è il punto da verificare prima di inviare comunicazioni.
  4. Cumulo e mantenimento. Mappare gli altri aiuti riferiti ai medesimi costi, evitare il superamento dell’intensità o dell’importo massimo consentito e pianificare l’entrata in funzione e il mantenimento dell’attività nell’area. Il mancato rispetto può comportare rideterminazione o revoca.

I beni devono entrare in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo alla loro acquisizione o ultimazione; in caso contrario il credito è rideterminato. La rideterminazione opera anche se, entro il quinto periodo d’imposta successivo all’entrata in funzione, i beni sono dismessi, ceduti, destinati a finalità estranee all’impresa o a una struttura produttiva diversa. L’attività nell’area d’impianto deve inoltre essere mantenuta per almeno cinque anni dal completamento dell’investimento.

Quando affidare la verifica del caso concreto

Conviene coinvolgere lo studio prima di sottoscrivere ordine, contratto di leasing o impegno immobiliare, soprattutto quando il bene è un veicolo speciale, il progetto comprende immobili, sono presenti altri aiuti o l’attività potrebbe ricadere in un settore escluso.

Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto nel perimetro del servizio: verifica della struttura produttiva, qualificazione del progetto e dei beni, valutazione del cumulo, supporto agli adempimenti applicabili e presidio delle condizioni di mantenimento.

Per una prima valutazione, trasmetti attraverso il form soltanto la situazione, l’urgenza e i documenti o le informazioni iniziali pertinenti: descrizione dell’investimento, localizzazione della struttura produttiva, preventivi o contratti disponibili, cronologia prevista e indicazione di eventuali altri aiuti richiesti o ottenuti.

Richiedi una valutazione del tuo investimento ZES.

Domande frequenti

Le domande dal 12 giugno sono ancora aperte?

Il testo vigente dell’articolo 16 non indica una finestra “dal 12 giugno”. Disciplina il periodo di realizzazione degli investimenti 2026-2028 e rinvia a un decreto per modalità di accesso, fruizione e controlli. La scadenza utilizzabile deve essere verificata negli atti applicabili al momento dell’operazione.

Un’impresa con sede nel sud ottiene automaticamente il credito?

No. Occorrono, tra l’altro, una struttura produttiva in zona assistita, un progetto di investimento iniziale, beni e costi coerenti con la norma, assenza di cause di esclusione e rispetto delle condizioni previste.

Il credito può essere usato per pagare direttamente un fornitore?

No. La norma stabilisce che il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione e deve essere indicato nelle dichiarazioni dei redditi fino al termine del suo utilizzo.

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