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Contributi a fondo perduto

Bando SCENARI Sardegna 2026: fino a 250.000 euro a fondo perduto per imprese culturali e creative

Bando SCENARI Sardegna 2026: contributi a fondo perduto fino all’80% per imprese culturali, creative e professionisti. Scopri requisiti e spese.

Il Bando SCENARI Sardegna 2026 offre un’importante occasione alle imprese culturali e creative che vogliono innovare, digitalizzare i propri servizi e rafforzare la propria competitività.

Il contributo a fondo perduto può coprire fino all’80% delle spese ammissibili, con aiuti che possono arrivare fino a 250.000 euro per i progetti presentati in aggregazione.

Vediamo chi può partecipare, quali investimenti sono finanziabili e come sfruttare al meglio questa opportunità.

PR FESR 2021-2027: Bando SCENARI

Per le imprese culturali e creative della Sardegna si apre un’importante opportunità per finanziare nuovi investimenti, innovare i servizi e rafforzare la propria presenza sul mercato. Con il PR FESR 2021-2027 – Azione 1.3.1, Bando SCENARI, sono infatti disponibili contributi a fondo perduto destinati a micro, piccole e medie imprese, liberi professionisti e altri operatori economici attivi nei settori della cultura e della creatività.

La misura mette a disposizione complessivamente 2,5 milioni di euro e può coprire fino all’80% delle spese ammissibili, con un contributo massimo di 150.000 euro per i progetti presentati singolarmente e fino a 250.000 euro per quelli realizzati in forma aggregata.

Possono rientrare nell’agevolazione investimenti in tecnologie digitali, hardware e software, attrezzature, consulenze specialistiche, marketing, opere edili e impiantistiche, personale e numerose altre spese necessarie alla realizzazione del progetto. Si tratta quindi di uno strumento particolarmente interessante per musei, spazi culturali, operatori dello spettacolo, realtà legate al patrimonio storico e archeologico e, più in generale, per chi opera professionalmente nella filiera culturale e creativa.

La scadenza indicata per la presentazione delle domande è il 14 settembre 2026: conoscere requisiti, limiti di spesa e percentuali finanziabili diventa quindi essenziale per capire come ottenere il contributo a fondo perduto e ridurre in modo significativo il costo effettivo dell’investimento.

Cos’è il Bando SCENARI

Il Bando SCENARI, inserito nel PR FESR Sardegna 2021-2027 – Azione 1.3.1, nasce con l’obiettivo di sostenere la crescita e il rafforzamento delle imprese che operano nei settori culturali e creativi.

La misura punta in particolare a favorire investimenti capaci di introdurre innovazione nei processi, nei prodotti e nei servizi, oppure di consolidare attività già esistenti rendendole più competitive, moderne e sostenibili nel tempo.

Il campo di applicazione è ampio e comprende realtà legate a biblioteche, musei, centri culturali, spazi artistici, patrimonio culturale materiale e immateriale, siti archeologici, monumenti, edifici storici, mostre, arti visive e spettacolo dal vivo.

L’idea alla base del bando è quindi quella di trasformare la cultura in un vero motore di sviluppo economico, aiutando le imprese a dotarsi di nuove tecnologie, migliorare l’organizzazione interna, ampliare i servizi offerti e raggiungere nuovi pubblici.

Per un’impresa culturale, ad esempio, il contributo può diventare l’occasione per investire in digitalizzazione, piattaforme online, sistemi di fruizione innovativa, strategie di comunicazione, customer experience o nuove attrezzature.

Il vantaggio principale consiste nella possibilità di realizzare investimenti importanti riducendo in maniera significativa il capitale da sostenere direttamente, grazie a un contributo pubblico che può arrivare fino all’80% dei costi ammissibili.

Per questo motivo il Bando SCENARI rappresenta una delle misure da valutare con maggiore attenzione per chi vuole innovare, crescere e rafforzare la propria attività culturale in Sardegna.

Chi può presentare domanda

Il Bando SCENARI Sardegna si rivolge a una platea piuttosto ampia di soggetti che svolgono attività economica nei settori culturali e creativi.

Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese, i liberi professionisti equiparati alle imprese e gli altri soggetti che, indipendentemente dalla propria natura giuridica, esercitano un’attività economica riconducibile ai settori interessati dal bando.

Per le imprese è necessario essere iscritte e attive nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio territorialmente competente.

I liberi professionisti, invece, devono essere titolari di una partita IVA attiva e non sospesa.

Gli altri operatori economici devono risultare regolarmente registrati presso il Repertorio Economico Amministrativo (REA), quando previsto.

Un requisito particolarmente importante riguarda l’esperienza maturata: il beneficiario deve risultare operativo da almeno due anni in uno o più settori culturali e creativi.

Questa condizione viene dichiarata tramite autocertificazione al momento della domanda, ma in sede di controllo dovrà poter essere verificata attraverso lo statuto dell’organizzazione e/o il curriculum dell’attività svolta.

È inoltre indispensabile possedere una sede o un’unità produttiva locale in Sardegna alla quale sarà destinato l’investimento.

Prima di predisporre il progetto è quindi fondamentale verificare attentamente questi requisiti: anche un investimento valido potrebbe infatti non ottenere il contributo qualora il richiedente non possieda tutte le condizioni previste dal bando.

Quali spese finanzia il Bando

Uno degli aspetti più interessanti del Bando SCENARI è l’ampiezza delle spese che possono essere inserite nel piano di investimento.

Sono ammissibili innanzitutto i costi per servizi specialistici, comprese consulenze dedicate all’innovazione organizzativa, al marketing, alla comunicazione, alla customer experience e all’introduzione di soluzioni tecnologiche innovative.

Rientrano inoltre gli investimenti per hardware, software, piattaforme cloud, infrastrutture telematiche e sistemi digitali, compresi strumenti per la metadatazione interoperabile secondo standard nazionali ed europei.

È possibile finanziare anche macchinari, strumenti e attrezzature funzionali al progetto, includendo trasporto, installazione e montaggio.

Questa voce, tuttavia, non può superare il 20% del costo totale del piano di investimento.

Sono agevolabili anche apparecchiature elettriche ed elettroniche, brevetti, licenze software, servizi applicativi, proprietà intellettuale, leasing, noleggio e affitto di impianti e attrezzature.

Il bando ammette inoltre opere edili, murarie e impiantistiche fino al 10% dell’investimento complessivo.

All’interno di questa voce possono rientrare anche progettazione e direzione dei lavori, entro gli specifici limiti previsti.

Possono essere finanziati anche materiali di consumo, trasferte e alloggi, purché siano strettamente collegati alla realizzazione dell’investimento e limitati al periodo necessario al suo completamento.

La corretta costruzione del piano di spesa diventa quindi decisiva: conoscere percentuali e vincoli permette di evitare costi non riconoscibili e di massimizzare il contributo a fondo perduto ottenibile.

Personale e costi indiretti

Il Bando SCENARI Sardegna consente di inserire nel progetto anche i costi legati al personale, purché siano direttamente collegati alla realizzazione dell’investimento finanziato.

Possono rientrare in questa voce i costi relativi a dipendenti, collaboratori, parasubordinati e altre figure professionali coinvolte nelle attività previste dal progetto.

La spesa per il personale viene rendicontata in maniera forfettaria e può raggiungere un massimo del 20% dei costi diretti ammissibili.

Si tratta di un’opportunità importante soprattutto per le imprese culturali che, per sviluppare nuovi servizi, progetti digitali o attività innovative, hanno bisogno di rafforzare temporaneamente il proprio organico o coinvolgere nuove professionalità.

Anche in questo caso esiste però una condizione precisa: il personale deve essere strettamente connesso alla funzionalità dell’investimento e la relativa spesa può essere riconosciuta esclusivamente per il periodo necessario al completamento del progetto.

Il bando prevede inoltre la possibilità di riconoscere costi indiretti in misura forfettaria, fino a un massimo del 7% della somma dei costi diretti e dei costi per il personale.

Questa voce può contribuire a coprire una parte delle spese generali connesse alla gestione del progetto, senza richiedere la stessa modalità di rendicontazione prevista per i costi reali.

Per chi presenta domanda, il punto centrale è quindi costruire un budget equilibrato: superare i limiti percentuali previsti può comportare la riduzione della spesa riconosciuta e, di conseguenza, del contributo a fondo perduto effettivamente ottenibile.

Contributo fino all’80%

Il Bando SCENARI Sardegna mette a disposizione complessivamente 2,5 milioni di euro di risorse pubbliche per sostenere gli investimenti delle imprese e degli operatori attivi nei settori culturali e creativi.

Per poter accedere all’agevolazione, il progetto deve avere una dimensione finanziaria minima di 70.000 euro.

Il contributo concedibile può coprire fino all’80% dei costi ammissibili, riducendo in maniera significativa la quota di investimento che deve essere sostenuta direttamente dal beneficiario.

Esistono tuttavia dei massimali precisi.

Per le domande presentate singolarmente, il contributo non può superare 150.000 euro.

Per i progetti presentati da soggetti in aggregazione, invece, l’aiuto massimo può arrivare fino a 250.000 euro.

Questo significa che la corretta pianificazione finanziaria assume un ruolo centrale.

Un’impresa che presenta, ad esempio, un progetto con 100.000 euro di spese interamente ammissibili potrebbe teoricamente beneficiare di un contributo fino a 80.000 euro, nel rispetto di tutte le altre condizioni previste dal bando.

L’elevata percentuale di copertura rende quindi questa misura particolarmente interessante per quelle realtà culturali che intendono innovare i propri servizi, digitalizzare l’attività, acquistare nuove attrezzature o sviluppare nuovi modelli di business, limitando l’esposizione finanziaria iniziale.

Prima di presentare la domanda è però essenziale costruire un piano economico coerente, sostenibile e perfettamente compatibile con i limiti previsti dall’avviso.

Tempi di realizzazione

Chi ottiene il contributo del Bando SCENARI Sardegna deve prestare particolare attenzione anche alla tempistica prevista per la realizzazione dell’investimento.

Il progetto deve infatti essere completato entro 24 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione.

Questo limite temporale rende indispensabile predisporre fin dall’inizio un cronoprogramma realistico, soprattutto quando il piano comprende interventi complessi come opere edili, acquisto di attrezzature, sviluppo di piattaforme digitali, consulenze specialistiche o inserimento di personale dedicato.

Una pianificazione poco accurata potrebbe infatti determinare ritardi nell’esecuzione delle attività e creare difficoltà nella fase di rendicontazione delle spese.

Per questo motivo è consigliabile suddividere l’investimento in fasi, individuando con precisione tempi di acquisto, installazione, avvio dei servizi e completamento delle attività previste.

Particolare attenzione deve essere riservata anche agli eventuali lavori su immobili o luoghi della cultura, per i quali possono essere necessari autorizzazioni, titoli abilitativi e disponibilità giuridica del bene.

Nel caso di interventi su beni del patrimonio e luoghi della cultura di titolarità pubblica, il richiedente o il capofila deve inoltre dimostrare la disponibilità giuridica del bene per almeno cinque anni successivi all’investimento.

Rispettare correttamente i tempi non è quindi soltanto un requisito amministrativo, ma una condizione essenziale per proteggere l’agevolazione ottenuta e portare a termine il progetto senza compromettere il contributo pubblico.

Come presentare un progetto efficace

Per accedere con successo al Bando SCENARI Sardegna non basta individuare delle spese ammissibili.

È fondamentale costruire un progetto capace di dimostrare con chiarezza in che modo l’investimento migliorerà l’attività dell’impresa, rafforzerà i servizi offerti e introdurrà elementi di innovazione o consolidamento.

Il piano dovrebbe quindi partire da un problema concreto.

Può trattarsi, ad esempio, della necessità di digitalizzare un servizio culturale, raggiungere nuovi pubblici, migliorare la fruizione di contenuti artistici, rendere più efficiente l’organizzazione interna oppure creare nuovi prodotti e servizi ad alto valore aggiunto.

A questo punto occorre collegare ogni spesa a un obiettivo preciso.

L’acquisto di hardware, software, attrezzature, consulenze o servizi non dovrebbe apparire come un insieme di costi scollegati, ma come parte di una strategia coerente e misurabile.

È inoltre importante dimostrare che il progetto è sostenibile anche sotto il profilo economico e finanziario.

Un contributo fino all’80% dei costi ammissibili rappresenta un vantaggio rilevante, ma il beneficiario deve comunque essere in grado di sostenere la quota residua e gestire correttamente i flussi finanziari durante la realizzazione dell’investimento.

Per aumentare la qualità della domanda conviene quindi predisporre un piano chiaro, con obiettivi, tempi, risultati attesi, budget e indicatori coerenti.

Una progettazione ben strutturata può fare la differenza tra una semplice richiesta di finanziamento e un intervento realmente capace di rafforzare la competitività dell’impresa culturale nel medio periodo.

Vantaggi fiscali

Il principale vantaggio del Bando SCENARI Sardegna consiste nella possibilità di realizzare investimenti importanti riducendo sensibilmente l’esborso a carico dell’impresa o del professionista.

Con un contributo che può arrivare fino all’80% dei costi ammissibili, il beneficiario può infatti sostenere progetti di innovazione, digitalizzazione, sviluppo dei servizi e potenziamento delle strutture con un impatto finanziario molto più contenuto rispetto a un investimento interamente autofinanziato.

Dal punto di vista economico, questo significa poter destinare risorse a nuove attrezzature, tecnologie, software, consulenze specialistiche, personale e interventi strutturali, aumentando la capacità competitiva dell’attività senza compromettere eccessivamente la liquidità aziendale.

Il beneficio è particolarmente rilevante per micro e piccole imprese culturali, che spesso dispongono di margini finanziari più limitati e potrebbero rinviare investimenti strategici in assenza di un sostegno pubblico.

Sul piano finanziario, il contributo a fondo perduto può inoltre ridurre la necessità di ricorrere a prestiti bancari o altre forme di indebitamento, con possibili effetti positivi sul livello complessivo di esposizione finanziaria dell’impresa.

È però importante non confondere il contributo con un’agevolazione fiscale in senso stretto.

Il Bando SCENARI prevede infatti un sostegno finanziario diretto, mentre il trattamento fiscale del contributo e delle spese sostenute deve essere valutato in base alla natura del beneficiario, alla tipologia del costo e alla normativa fiscale applicabile.

Per questo motivo, prima di definire il piano finanziario definitivo, è consigliabile verificare anche gli eventuali effetti contabili e tributari dell’agevolazione, così da comprendere il vantaggio netto effettivo dell’investimento.

Esempio pratico

Per comprendere meglio il funzionamento del Bando SCENARI Sardegna, può essere utile immaginare il caso di una piccola impresa culturale che gestisce uno spazio espositivo e vuole ampliare i propri servizi attraverso la digitalizzazione.

Il progetto potrebbe prevedere l’acquisto di hardware, software, sistemi multimediali, apparecchiature elettroniche e una piattaforma cloud per la gestione dei contenuti e delle prenotazioni.

A queste spese potrebbero aggiungersi consulenze specialistiche per marketing, comunicazione, customer experience e innovazione organizzativa, oltre a eventuali interventi impiantistici necessari per rendere lo spazio compatibile con le nuove tecnologie.

Se il progetto avesse un valore complessivo di 100.000 euro e tutte le spese risultassero ammissibili, il contributo potrebbe teoricamente arrivare fino a 80.000 euro, pari all’80% dell’investimento.

La quota residua resterebbe a carico del beneficiario, che dovrebbe quindi predisporre in anticipo una copertura finanziaria adeguata.

Nella costruzione del budget sarebbe comunque necessario rispettare tutti i limiti previsti dal bando, compresi quelli relativi a attrezzature, opere edili, personale e costi indiretti.

Un progetto di questo tipo avrebbe maggiori possibilità di risultare credibile se dimostrasse in modo concreto come gli investimenti permetteranno di raggiungere nuovi utenti, migliorare i servizi, aumentare l’efficienza interna e rafforzare la sostenibilità economica dell’attività nel tempo.

L’obiettivo non deve quindi essere soltanto spendere le risorse disponibili, ma costruire un investimento capace di generare valore culturale, crescita e maggiore competitività.

Conclusioni

Attivo dal 17 luglio 2026 e con scadenza fissata al 14 settembre 2026, il Bando SCENARI – PR FESR Sardegna 2021-2027, Azione 1.3.1 rappresenta un’importante opportunità per micro, piccole e medie imprese, liberi professionisti e altri operatori economici dei settori culturali e creativi che intendono innovare e rafforzare la propria attività.

Con una dotazione complessiva di 2,5 milioni di euro e un contributo a fondo perduto che può raggiungere l’80% delle spese ammissibili, la misura permette di ridurre sensibilmente il peso finanziario di investimenti destinati a digitalizzazione, tecnologie, attrezzature, consulenze, personale, servizi e interventi strutturali.

Il contributo può arrivare fino a 150.000 euro per le domande singole e fino a 250.000 euro per i progetti presentati in aggregazione, mentre l’investimento deve essere di almeno 70.000 euro. Per sfruttare realmente questa opportunità è però fondamentale verificare preventivamente tutti i requisiti, costruire un progetto coerente con gli obiettivi del bando e rispettare attentamente limiti di spesa e tempi di realizzazione.

Una corretta pianificazione può trasformare il finanziamento pubblico in uno strumento concreto per innovare l’impresa, raggiungere nuovi mercati e rendere più competitivo il settore culturale e creativo della Sardegna.

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Mariana Maxwel

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