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Voucher cloud e cybersecurity: domande dal 10 novembre 2026, requisiti e documenti

Voucher cloud e cybersecurity: date, contributo, requisiti, spese ammissibili e documenti per la domanda MIMIT 2026.

Il decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 4 agosto 2026 definisce lo sportello per il voucher cloud e cybersecurity. Le PMI e i lavoratori autonomi possono compilare la domanda dal 20 ottobre 2026 e presentarla dalle ore 12 del 10 novembre 2026 alle ore 12 del 20 gennaio 2027, esclusivamente con la procedura informatica del MIMIT.

La misura finanzia, entro i limiti previsti, l’acquisto di soluzioni cloud computing e cybersecurity nuove, aggiuntive oppure sostanzialmente più avanzate e sicure rispetto a quelle già in uso. Per l’impresa o il professionista, la decisione non riguarda soltanto il momento dell’invio: occorre verificare prima che il piano di spesa, il fornitore, le offerte e le dichiarazioni siano coerenti con le condizioni del decreto.

In sintesi

  • Le risorse destinate allo sportello sono pari a 150 milioni di euro; una quota di 71.065.813,34 euro è riservata ai piani che esplicano prevalentemente i propri effetti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
  • Possono accedere PMI e lavoratori autonomi operanti sull’intero territorio nazionale, se dispongono al momento della domanda di un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps e degli altri requisiti richiamati dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025.
  • Il contributo è a fondo perduto, pari al 50% delle spese ammissibili; il piano deve essere almeno di 4.000 euro e l’agevolazione non può superare 20.000 euro.
  • La compilazione parte alle ore 12 del 20 ottobre 2026. La presentazione formale richiede il codice di predisposizione, la domanda firmata digitalmente e l’invio nel periodo di apertura dello sportello.
  • È ammessa una sola domanda per soggetto proponente. L’istruttoria segue l’ordine cronologico di presentazione e lo sportello può chiudere anticipatamente se le domande esauriscono le risorse.

Cosa verificare ora

La decisione da assumere è se il progetto digitale programmato può essere configurato come investimento agevolabile, senza anticipare spese o sottoscrizioni incompatibili con il procedimento. Conviene raccogliere il contratto di connettività, l’indicazione dell’unità locale interessata, la PEC attiva, una ricostruzione delle soluzioni cloud e cybersecurity già utilizzate, le offerte dei fornitori presenti nell’elenco MIMIT e una stima distinta di costi, durata e modalità di acquisto.

Un commercialista o uno studio di commercialisti può esaminare la posizione dell’impresa o del lavoratore autonomo prima della domanda, verificando dati dichiarativi, quadro degli aiuti e coerenza documentale del piano. È utile coinvolgerlo anche prima della richiesta di erogazione, quando fatture, pagamenti, CUP e variazioni devono corrispondere a quanto ammesso. Per una prima valutazione documentale è possibile contattare lo studio, inviando il progetto di spesa, le offerte e le informazioni essenziali sul soggetto richiedente.

Chi può accedere e quali spese rientrano

Il provvedimento individua come beneficiari le micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi, inclusi i liberi professionisti iscritti agli ordini e gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi. Il requisito tecnico espressamente richiesto al momento della presentazione è la disponibilità di un contratto di connettività con velocità minima di download pari a 30 Mbps.

Il piano deve riguardare prodotti e servizi forniti da soggetti inclusi nell’elenco reso disponibile nell’area della misura sul portale MIMIT. L’elenco comprende, tra l’altro, hardware e software per la cybersecurity, servizi infrastrutturali e di piattaforma cloud, servizi SaaS per contabilità, risorse umane, produttività, contenuti digitali, e-commerce e CRM, nonché servizi accessori di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo.

I servizi professionali accessori sono ammissibili entro il limite del 30% del piano complessivo e devono essere collegati agli altri servizi finanziati. Restano invece escluse le soluzioni con prestazioni analoghe a quelle già disponibili, i meri aggiornamenti privi di miglioramento sostanziale, l’estensione di licenze esistenti e l’aumento di postazioni o utenze. È quindi rilevante documentare lo stato di partenza e spiegare in modo concreto l’upgrade tecnologico previsto.

Importi, acquisto diretto e abbonamenti

Le spese ammissibili non possono essere inferiori a 4.000 euro. Il contributo copre il 50% delle spese riconosciute, fino a un massimo di 20.000 euro. Il decreto consente l’acquisto diretto, la sottoscrizione di un abbonamento di almeno 24 mesi oppure una combinazione delle due modalità.

Per l’acquisto diretto, le spese e i pagamenti devono intervenire entro 12 mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione. Per l’abbonamento, sono ammissibili i canoni riferiti ai primi 24 mesi; l’abbonamento va sottoscritto dopo la domanda e comunque entro 30 giorni dalla comunicazione di concessione. Entro 60 giorni dalla medesima comunicazione occorre trasmettere la comunicazione di avvenuta sottoscrizione, con la conseguenza della decadenza in caso di mancato adempimento.

La scelta tra acquisto e abbonamento va ponderata prima dell’invio, poiché il decreto non consente di modificare successivamente il sistema di acquisizione passando dall’una all’altra modalità. Anche il recesso anticipato o il cambio del fornitore dell’abbonamento incidono sul diritto al contributo residuo.

Come preparare e presentare la domanda

La fase di compilazione consente l’accesso tramite SPID, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica, l’inserimento dei dati, il caricamento degli allegati, la generazione del PDF e la firma digitale. È richiesta una PEC attiva. Dopo il caricamento della domanda firmata, la procedura rilascia il codice di predisposizione da utilizzare per la presentazione formale.

La domanda deve indicare, oltre ai dati del richiedente, l’unità locale in cui il piano produce prevalentemente i propri effetti, il possesso dei requisiti, lo stato iniziale delle soluzioni utilizzate, i prodotti scelti con i relativi codici identificativi, i fornitori, la durata del piano, le spese e il contributo richiesto. Devono essere allegate le offerte, con voci di costo, codici dell’elenco e descrizione del miglioramento oppure della novità della soluzione proposta.

Al momento della presentazione viene rilasciato il CUP, da riportare sui giustificativi di spesa. L’istruttoria, svolta dal Ministero con il supporto di Invitalia, controlla completezza e regolarità della documentazione, requisiti, presenza di fornitori e prodotti nell’elenco e corrispondenza con il piano dichiarato.

Erogazione e controlli documentali

L’erogazione può essere chiesta in due quote oppure in un’unica soluzione al completamento del piano, ma non prima di tre mesi dalla comunicazione della concessione. La prima quota presuppone il sostenimento di almeno il 50% del piano ammesso; la richiesta finale, o quella in unica quota, va inviata entro 30 giorni dal termine ultimo di ultimazione.

Con la richiesta di erogazione occorrono titoli di spesa e prove di pagamento recanti CUP e codice identificativo del servizio o prodotto, oltre al contratto di connettività e, per gli abbonamenti, al contratto con il fornitore. Le verifiche comprendono anche la coerenza tra rendicontazione e domanda, la regolarità contributiva per le imprese, l’assenza di inadempimenti rilevanti ai fini dell’erogazione e l’adempimento dell’obbligo assicurativo richiamato dal decreto.

Per inquadrare altri adempimenti documentali collegati alla gestione aziendale, leggi anche gli adempimenti fiscali per imprese e professionisti.

Fonti e riferimenti

MIMIT, decreto direttoriale 4 agosto 2026 – Voucher Cloud & Cybersecurity. Termini e modalità di presentazione delle domande di agevolazione, pubblicato il 4 agosto 2026.

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