amministrativo e fiscale
Il nuovo Avviso per la fruizione del Credito d’imposta 2026 rappresenta una misura di particolare interesse per imprese, professionisti e soggetti ammessi che vogliono ridurre il proprio carico fiscale in modo legale, programmato e documentato.
L’agevolazione è stata approvata con Determinazione n. 251 prot. 4902 del 20 maggio 2026 ed è stata successivamente rettificata con la Determinazione n. 255 prot. 4983 del 25 maggio 2026 e con la Determinazione n. 266 prot. 5098 del 25 maggio 2026.
Il quadro normativo di riferimento comprende anche la Delibera n. 21/23 del 29 aprile 2026, che modifica e integra le Direttive di Attuazione, e la Delibera n. 42/39 del 7 agosto 2025, relativa all’estensione del periodo di utilizzo del credito d’imposta.
L’obiettivo del bando è offrire un vantaggio fiscale concreto attraverso un credito utilizzabile, secondo le regole previste dall’Avviso e dagli allegati, per compensare imposte come IRES, IRAP e IRPEF.
Per molte attività economiche, il tema non è soltanto “pagare meno tasse”, ma capire come risparmiare sulle imposte in modo corretto, sicuro e conforme alla normativa.
Proprio per questo, il credito d’imposta 2026 può diventare uno strumento strategico per migliorare la liquidità, alleggerire il peso fiscale e pianificare meglio la gestione finanziaria dell’impresa.
Chi può accedere
Il credito d’imposta previsto dal bando è rivolto ai soggetti che rientrano nelle condizioni stabilite dall’Avviso rettificato con Determinazione n. 266 prot. 5098 del 25 maggio 2026 e dalle relative Direttive di Attuazione.
In particolare, per verificare l’accesso all’agevolazione occorre controllare con attenzione la propria posizione fiscale, il Comune in cui viene svolta l’attività, il codice ATECO utilizzato e l’eventuale presenza di cause di esclusione.
Un ruolo centrale è svolto dall’Allegato 4, che contiene l’elenco dei Comuni ammessi. Questo significa che non tutte le attività possono accedere automaticamente al beneficio: la localizzazione dell’impresa o dell’attività economica diventa un elemento fondamentale per capire se il credito d’imposta può essere richiesto.
È altrettanto importante verificare l’Allegato 3, relativo ai codici ATECO esclusi, con particolare riferimento alla produzione primaria. Un errore nella valutazione del codice attività potrebbe comportare la presentazione di una domanda non ammissibile o il rischio di successive contestazioni.
Il bando richiede quindi un controllo preliminare accurato. Prima di inviare la domanda, il contribuente dovrebbe verificare se rientra tra i beneficiari, se opera in un Comune ammesso, se il proprio codice ATECO non è escluso e se dispone della documentazione necessaria per dimostrare il diritto al credito.
Questa fase è decisiva perché consente di evitare errori formali e sostanziali, proteggendo l’impresa dal rischio di perdere un’agevolazione potenzialmente molto utile per ridurre il carico fiscale.
Come si calcola
Uno degli aspetti più importanti del bando riguarda il calcolo del credito d’imposta spettante, che deve essere effettuato con attenzione utilizzando la modulistica prevista tra gli allegati.
L’Allegato 1 è dedicato al calcolo dell’imposta netta IRES, IRAP e IRPEF. Questo documento serve a determinare la base fiscale su cui può incidere l’agevolazione, distinguendo la posizione dei diversi contribuenti: società di capitali, società di persone, imprese individuali e altri soggetti eventualmente ammessi.
Accanto a questo, l’Allegato 2 riguarda il calcolo del credito per i nuovi assunti. Questo elemento è particolarmente rilevante perché collega il vantaggio fiscale anche alla capacità dell’impresa di generare occupazione, trasformando il credito d’imposta in uno strumento non solo di risparmio fiscale, ma anche di crescita aziendale.
Il punto da non sottovalutare è che il credito non dovrebbe essere considerato come un beneficio automatico. Deve essere calcolato sulla base dei dati fiscali corretti, delle imposte effettivamente rilevanti e delle condizioni previste dall’Avviso.
Un errore nel calcolo dell’imposta netta, nella compilazione dei moduli o nella quantificazione del credito per i nuovi assunti può compromettere l’accesso all’agevolazione oppure generare richieste di chiarimento e possibili recuperi successivi.
Per questo motivo, il bando rappresenta una vera opportunità di risparmio fiscale legale, ma richiede una gestione precisa, documentata e coerente con le istruzioni ufficiali di compilazione della domanda.

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