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ADEMPIMENTI FISCALI

Bando Tessile e Moda 2025: fino a 200.000€ per PMI tra innovazione e sostenibilità – Domande entro il 3 giugno

Agevolazioni fino a 200.000€ per PMI Tessile e Moda. Domande entro il 3 giugno 2025 su Invitalia. Investi in innovazione e sostenibilità ambientale.

Il comparto tessile e moda, uno dei pilastri del Made in Italy, riceve una nuova spinta grazie a una misura di sostegno economico che offre contributi a fondo perduto alle PMI del settore. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), attraverso Invitalia, ha riaperto lo sportello per le domande di agevolazione destinato alle imprese che operano nel campo del design, della moda, dell’industria tessile e dell’accessorio. Ma attenzione: la scadenza per presentare la domanda è fissata al 3 giugno 2025, e l’accesso avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Questa misura si inserisce in una più ampia strategia nazionale di rilancio del settore moda e tessile, che punta sull’innovazione, sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione del talento italiano. Le agevolazioni disponibili fanno parte del programma previsto dal decreto ministeriale del 18 maggio 2021, e riguardano progetti di investimento fino a 500.000 euro, con un contributo massimo ottenibile di 200.000 euro.

Vediamo nei prossimi paragrafi come funziona l’agevolazione, chi può presentare domanda, quali sono i requisiti e le modalità operative per iscriversi sul portale di Invitalia, evitando errori e sfruttando tutte le opportunità disponibili.

Introduzione

L’incentivo dedicato alle PMI del comparto tessile e moda si configura come un’opportunità concreta per promuovere investimenti sostenibili e innovativi in tutta Italia. Le domande possono essere presentate entro il 3 giugno 2025 e riguardano progetti che valorizzano la trasformazione di fibre tessili di origine naturale, inclusi materiali riciclati, e i processi di concia della pelle. Un focus centrale dell’intervento è il rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale: riciclo, durata nel tempo, riutilizzo, impatto biologico e riduzione dell’impronta ecologica rappresentano gli elementi fondanti della misura.

Questa iniziativa trova il suo fondamento nell’articolo 10 della Legge 206/2023, intitolata “Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy”. L’iniziale dotazione di 15 milioni di euro è stata ulteriormente rafforzata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) con ulteriori 15,5 milioni di euro da destinare al triennio 2025-2027. Il totale delle risorse messe a disposizione ammonta quindi a 30,5 milioni di euro.

Il programma è gestito da Invitalia, che mette a disposizione sul proprio portale tutti i documenti ufficiali, modelli e istruzioni operative. Le regole per l’accesso all’agevolazione sono state fissate con il Decreto interministeriale del 10 dicembre 2024, mentre i dettagli sulle modalità di partecipazione e la documentazione necessaria sono stati pubblicati con il Decreto Direttoriale del 26 febbraio 2025. Lo sportello è stato aperto il 3 aprile 2025, e da allora è possibile inoltrare la domanda esclusivamente in via telematica.

Chi può accedere

L’agevolazione promossa dal MIMIT, gestita da Invitalia, è specificamente destinata a micro, piccole e medie imprese operanti nei settori chiave della filiera moda e tessile. Per poter accedere al contributo, le imprese devono essere già costituite, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e attive alla data di presentazione della domanda. Questi requisiti formali rappresentano il primo filtro per verificare l’ammissibilità al bando.

Un aspetto fondamentale riguarda le attività economiche ammesse, che devono essere classificate secondo specifici codici ATECO 2007:

  • ATECO 13 – Industrie Tessili: questo codice include attività come la preparazione e filatura di fibre tessili, tessitura, finissaggio di tessili, fabbricazione di tessuti a maglia e altre lavorazioni industriali connesse alla produzione tessile.

  • ATECO 15.11 – Preparazione e concia del cuoio: rientrano in questo codice le imprese che trattano la pelle grezza o conciata, spesso destinate alla successiva trasformazione nel settore moda (abbigliamento, calzature, pelletteria).

L’inclusione di questi due codici conferma l’obiettivo della misura: rafforzare le filiere produttive più tradizionali del Made in Italy, incoraggiando il passaggio verso modelli produttivi più sostenibili, resilienti e competitivi anche a livello internazionale. È pertanto essenziale, prima della presentazione della domanda, verificare con attenzione il proprio codice ATECO prevalente, per evitare l’esclusione automatica dall’agevolazione.

Come funziona

Uno degli aspetti più interessanti di questa misura riguarda la flessibilità nell’erogazione delle agevolazioni, che variano in base all’entità dell’investimento proposto.

In particolare, Invitalia prevede due modalità principali di sostegno finanziario, in funzione dell’importo delle spese ammissibili del progetto presentato:

  • Per investimenti fino a 100.000 euro: l’intera somma può essere coperta tramite contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili. Ciò significa che, a fronte di un investimento da 100.000 euro, l’impresa può ottenere fino a 60.000 euro a fondo perduto.

  • Per investimenti superiori a 100.000 euro e fino a 200.000 euro: in questo caso, l’agevolazione si suddivide in due componenti:

    •  I primi 100.000 euro, resta valido il contributo a fondo perduto del 60%.

    • Per la parte eccedente (fino a 200.000 euro), si applica un finanziamento agevolato pari all’80% delle spese.

Nel caso in cui le risorse destinate ai contributi a fondo perduto vengano esaurite, Invitalia provvederà comunque all’erogazione dell’agevolazione, ma esclusivamente nella forma del finanziamento agevolato all’80%, per investimenti fino al limite massimo previsto di 200.000 euro.

Le agevolazioni rientrano nei limiti del Regolamento “de minimis” e sono erogate secondo le condizioni e modalità definite all’articolo 8 del Decreto interministeriale del 10 dicembre 2024. L’assegnazione avviene sulla base di una graduatoria, che segue l’ordine cronologico di presentazione delle domande, un aspetto cruciale per le imprese interessate: prima si presenta la domanda, maggiori sono le possibilità di accesso al fondo.

Spese ammissibili

Per accedere all’incentivo, le imprese devono presentare progetti di investimento che prevedano spese ammissibili per almeno 30.000 euro. Questo requisito minimo garantisce che l’agevolazione sostenga interventi realmente significativi e strategici per lo sviluppo della filiera tessile e moda.

I beni e servizi acquistati devono essere chiaramente identificabili, localizzati presso l’unità produttiva interessata dal progetto e iscritti nei libri contabili come immobilizzazioni (materiali o immateriali). In altre parole, devono rappresentare un vero investimento a lungo termine, non spese ordinarie di esercizio.

Nello specifico, le voci di spesa ammesse all’agevolazione includono:

  • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, inclusi i costi di installazione.

  • Formazione del personale addetto all’uso dei nuovi macchinari, per un massimo del 20% del valore del bene agevolato.

  • Brevetti o licenze d’uso pertinenti al progetto.

  • Spese per ottenere certificazioni di sostenibilità ambientale, sia di prodotto che di processo, comprese le spese per gli organismi di verifica accreditati.

  • Licenze software specifiche per la tracciabilità della filiera produttiva.

  • Attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nei limiti del 30% delle altre spese ammissibili, come:

    • Costi per personale tecnico e ricercatori (esclusi amministrativi e commerciali);

    • Strumentazione nuova destinata al progetto, distinta da quella ordinaria prevista da altri articoli del decreto.

Un aspetto fondamentale da sottolineare è che sono ammesse solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda. È quindi vietato anticipare acquisti o contratti prima della domanda, pena l’inammissibilità del progetto.

Come presentare la domanda

La procedura per accedere alle agevolazioni dedicate alle PMI del settore tessile e moda è interamente digitale e deve essere gestita tramite la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia. Le domande devono essere redatte in lingua italiana ed è ammesso un solo progetto per impresa.

I termini per la presentazione delle istanze sono aperti dalle ore 12:00 del 3 aprile 2025 e si chiuderanno inderogabilmente alle ore 12:00 del 3 giugno 2025. Tuttavia, già dal 27 marzo 2025 alle ore 12:00, le imprese hanno la possibilità di accedere alla sezione “Anagrafica e deleghe” per effettuare la registrazione e, se necessario, nominare un delegato. Questo passaggio è obbligatorio e propedeutico all’inoltro della domanda.

Per poter completare la procedura, è necessario:

  • Essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS o CIE);

  • Accedere all’area riservata del portale Invitalia;

  • Compilare online la domanda, caricando la documentazione richiesta;

  • Disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) intestati all’impresa.

La selezione delle domande avverrà tramite una procedura valutativa a graduatoria, secondo i criteri previsti nell’Allegato 1 del decreto interministeriale del 10 dicembre 2024. Questo sistema garantisce una valutazione oggettiva basata su indicatori quali innovazione, sostenibilità ambientale, coerenza del progetto e capacità tecnico-organizzativa.

Invitalia renderà a breve disponibile sul proprio sito la documentazione necessaria e una guida dettagliata per assistere le imprese nella presentazione della domanda. È consigliabile consultare regolarmente la pagina ufficiale per restare aggiornati su eventuali aggiornamenti normativi o procedurali.

Vantaggi

Accedere alle agevolazioni offerte da Invitalia rappresenta per le PMI della moda e del tessile un’opportunità concreta di crescita, innovazione e posizionamento competitivo. In un settore in rapida evoluzione, in cui le richieste del mercato si orientano sempre più verso la sostenibilità ambientale, la tracciabilità della filiera e l’innovazione tecnologica, questo incentivo consente alle imprese di effettuare investimenti strutturali riducendo significativamente il rischio economico.

Il primo vantaggio è di tipo finanziario: un contributo a fondo perduto fino al 60% e la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati all’80% rappresentano leve potenti per ammodernare impianti, digitalizzare la produzione, formare personale e ottenere certificazioni che incrementano la credibilità dell’impresa sia sul mercato interno che estero.

A ciò si aggiunge il vantaggio ambientale e reputazionale: investire in macchinari efficienti, processi sostenibili e software per la tracciabilità risponde non solo ai nuovi standard normativi, ma anche alla crescente domanda dei consumatori per prodotti etici e certificati. La certificazione della sostenibilità, finanziata anch’essa dalla misura, permette alle imprese di acquisire nuovi mercati, specialmente in ambito europeo, dove il Green Deal e il Regolamento Ecodesign stanno già influenzando le scelte dei distributori.

Infine, il bando consente anche di finanziare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, fondamentali per creare nuove collezioni, testare materiali innovativi o implementare soluzioni digitali per la gestione integrata delle fasi produttive. È un’occasione, dunque, non solo per sopravvivere nel mercato post-pandemia, ma per trasformarsi e competere su scala globale.

Le linee di intervento

Il bando promosso da Invitalia per le PMI del settore Tessile e Moda si fonda su due linee di intervento strategiche, che riflettono le priorità economiche e ambientali del Made in Italy contemporaneo. L’obiettivo è duplice: potenziare la capacità produttiva delle imprese e, al contempo, favorire la transizione ecologica della filiera.

1. Crescita e innovazione

Questa linea sostiene programmi di investimento che puntano all’aumento della capacità produttiva, con particolare attenzione alla riduzione degli sprechi e al rispetto di criteri di sostenibilità ambientale. Gli investimenti devono essere certificati da enti qualificati, per garantire l’effettiva rispondenza agli obiettivi ecologici e industriali della misura.

2. Sostenibilità ambientale

La seconda direttrice supporta interventi legati all’acquisizione di beni strumentali ecocompatibili, all’ottenimento di certificazioni ambientali, nonché all’utilizzo di fibre tessili naturali e materiali riciclati o derivanti da scarti di produzione. L’intento è promuovere modelli di produzione circolari, riducendo l’impatto ambientale del comparto.

In entrambi i casi, le spese devono rientrare nelle categorie già previste dal decreto: macchinari nuovi di fabbrica, formazione, brevetti e software per la tracciabilità, nonché attività di ricerca e sviluppo sperimentale. Invitalia curerà l’intera attività istruttoria e, con successivo decreto direttoriale, definirà le modalità di presentazione, gli schemi tecnici e tutta la documentazione aggiuntiva necessaria.

Considerazioni finali

La misura per le PMI del Tessile e Moda rappresenta molto più di un semplice incentivo economico: è un’occasione strategica per ripensare il modello produttivo, puntare su tecnologie avanzate, e dimostrare al mercato – nazionale e internazionale – che la sostenibilità ambientale può essere anche un vantaggio competitivo. Grazie alla combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, le imprese possono affrontare investimenti significativi con un rischio fortemente mitigato.

Tuttavia, il successo nell’ottenimento delle agevolazioni dipenderà dalla tempestività e dalla correttezza nella presentazione della domanda, oltre che da una pianificazione accurata del progetto. Le risorse sono limitate e l’accesso avviene in ordine cronologico, attraverso una procedura valutativa strutturata: ogni errore può compromettere la possibilità di ottenere il finanziamento.

Invitiamo quindi tutte le imprese interessate a preparare con largo anticipo la documentazione necessaria, consultare la piattaforma Invitalia e, se possibile, affidarsi a un consulente specializzato per la compilazione della domanda e la predisposizione del piano di investimento. L’occasione è concreta, strutturata e perfettamente allineata con i trend futuri della produzione Made in Italy: sostenibile, digitale, tracciabile e competitiva.

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Mariana Maxwel

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