Home Contatti e recapiti Collabora con noi giovedì 27 Agosto 2026

Pianificazione Fiscale

Riassetto societario: quali documenti preparare per motivare holding, conferimento o scissione?

Riassetto societario: documenti utili per valutare ragioni economiche, sostanza dell’operazione e abuso del diritto ai sensi dell’art. 10-bis della L. 212/2000.

Prima di scegliere tra holding, conferimento o scissione, occorre predisporre un quadro documentale che renda verificabili tre aspetti: la situazione da cui nasce il riassetto, le ragioni extrafiscali non marginali perseguite e la coerenza tra tali ragioni e l’insieme di fatti, atti e contratti programmati. L’art. 10-bis della L. 212/2000 non disciplina la meccanica delle singole operazioni, ma stabilisce i criteri per distinguere una scelta fiscalmente lecita da un’operazione abusiva.

La documentazione non serve ad attribuire un effetto fiscale a holding, conferimento o scissione. Serve invece a rendere leggibile il progetto concreto e a verificare se vi siano effetti significativi diversi da vantaggi fiscali indebiti.

In sintesi

  • L’abuso del diritto riguarda operazioni prive di sostanza economica che, pur rispettando formalmente le norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.
  • La sostanza economica va valutata anche considerando fatti, atti e contratti tra loro collegati.
  • Valide ragioni extrafiscali non marginali, anche organizzative o gestionali, escludono il carattere abusivo quando rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale.
  • La libertà di scegliere tra operazioni con diverso carico fiscale resta ferma, ma non sostituisce la verifica dei criteri previsti dall’art. 10-bis.
  • Prima di decidere, sono utili documenti che colleghino il problema dell’impresa, la finalità dichiarata e la sequenza degli atti progettati.

La regola generale sull’abuso del diritto

Ai sensi dell’art. 10-bis, configurano abuso del diritto una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. In questa ipotesi, le operazioni non sono opponibili all’amministrazione finanziaria, che disconosce i vantaggi e determina i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi, tenendo conto di quanto versato dal contribuente per effetto delle operazioni.

Il punto operativo è non limitare l’analisi al nome del singolo passaggio. Un riassetto che contempla holding, conferimento o scissione va letto nella sua configurazione effettiva, compresi gli atti e i rapporti collegati che ne spiegano la funzione.

Ragioni economiche: cosa deve emergere dai documenti

La norma considera non abusive, in ogni caso, le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale, quando rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale del contribuente.

Per questo, i documenti preparatori dovrebbero descrivere il problema concreto da affrontare, la finalità organizzativa o gestionale individuata e il miglioramento strutturale o funzionale che il progetto intende perseguire. Non occorrono formule astratte: occorre una ricostruzione coerente con i fatti e con gli atti previsti.

La presenza di un interesse fiscale non rende di per sé superflua questa ricostruzione. La legge tutela la libertà di scelta tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni con diverso carico fiscale; tale libertà convive però con i distinti criteri sull’eventuale abuso del diritto.

Holding, conferimento e scissione nel confronto documentale

Holding, conferimento e scissione sono alternative da esaminare in relazione al medesimo problema, senza attribuire loro nel testo effetti fiscali, societari o contabili che la fonte disponibile non disciplina. Il confronto professionale deve quindi partire dalla funzione che ciascuna ipotesi avrebbe nel progetto concreto.

Per la holding, il fascicolo dovrebbe chiarire quale ruolo essa avrebbe nell’assetto progettato e come tale ruolo si collega alla ragione organizzativa o gestionale indicata. Per il conferimento, è utile individuare l’elemento dell’assetto interessato, gli atti previsti e il collegamento con la finalità extrafiscale. Per la scissione, la documentazione dovrebbe identificare la parte del progetto considerata, gli atti collegati e il miglioramento strutturale o funzionale dichiarato.

In tutti e tre i casi, la domanda da documentare resta la stessa: perché questa soluzione è presa in considerazione, quali fatti la rendono coerente con la finalità dichiarata e quali effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali emergono dal progetto. Approfondisci il tema della motivazione del riassetto.

Sostanza economica e insieme degli atti

L’art. 10-bis definisce prive di sostanza economica i fatti, gli atti e i contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. Indica inoltre, in particolare, due indici di mancanza di sostanza economica: la non coerenza della qualificazione delle singole operazioni con il fondamento giuridico del loro insieme e l’utilizzo di strumenti giuridici non conforme a normali logiche di mercato.

La documentazione deve quindi consentire di ricostruire la sequenza progettata, non solo l’atto che viene preso in esame per primo. Se holding, conferimento e scissione sono alternativi, occorre mantenere distinta la ragione che sostiene ciascuna alternativa. Se invece fanno parte di un insieme di atti, occorre descriverne il collegamento e la coerenza complessiva.

Documenti utili prima della decisione

In base ai criteri della norma, una raccolta iniziale proporzionata al caso può comprendere una nota sull’assetto attuale e sul problema da affrontare; una descrizione della ragione extrafiscale; l’elenco delle alternative considerate; una cronologia di fatti, atti e contratti collegati; gli atti, le bozze e i verbali già disponibili; nonché una descrizione dell’assetto progettato.

Questi materiali costituiscono un supporto alla valutazione professionale, non una certificazione automatica della ragione economica. Sono utili nella misura in cui collegano la finalità dichiarata agli elementi concreti del progetto. Il contribuente ha infatti l’onere di dimostrare l’esistenza delle ragioni extrafiscali.

Percorso diagnostico prima del riassetto

  1. Ricostruire la situazione di partenza: soggetti coinvolti, rapporti rilevanti, atti disponibili e decisioni già assunte.
  2. Definire la ragione extrafiscale non marginale: indicare il problema organizzativo o gestionale e la finalità di miglioramento strutturale o funzionale perseguita.
  3. Confrontare holding, conferimento e scissione rispetto alla stessa esigenza concreta, documentando per ciascuna ipotesi atti previsti e collegamento con la finalità dichiarata.
  4. Ordinare fatti, atti e contratti collegati per verificare la coerenza dell’insieme e gli effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali.

Il percorso può far emergere documenti da completare, una ragione extrafiscale da precisare o una sequenza di atti da riesaminare. L’art. 10-bis prevede inoltre la possibilità di proporre interpello per conoscere se le operazioni costituiscano fattispecie di abuso del diritto; la scelta richiede una valutazione del caso concreto.

Quando coinvolgere lo studio

Una valutazione professionale è utile quando il riassetto comprende più atti collegati, quando occorre distinguere le ragioni economiche delle alternative considerate o quando si valuta l’eventuale interpello. Alcuni passaggi possono richiedere un professionista abilitato in base al caso concreto.

Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto nel perimetro del servizio, valutando assetto, ragioni extrafiscali, alternative e documentazione disponibile. Nella prima richiesta indicate situazione, urgenza e obiettivo del riassetto; trasmettete attraverso il canale indicato dal form solo le informazioni e i documenti iniziali pertinenti, quali struttura attuale, atti o bozze disponibili e passaggi già programmati.

Domande frequenti

La scelta tra holding, conferimento e scissione è libera?

L’art. 10-bis mantiene ferma la libertà di scelta tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni con diverso carico fiscale. La disposizione prevede separatamente i criteri per l’eventuale configurazione dell’abuso del diritto.

È sufficiente indicare una ragione economica nel progetto?

La fonte richiede valide ragioni extrafiscali non marginali, anche organizzative o gestionali, rispondenti a finalità di miglioramento strutturale o funzionale. In una valutazione professionale, la ragione deve poter essere collegata ai fatti, agli atti e ai contratti del caso concreto.

Perché documentare anche gli atti collegati?

La norma include tra le operazioni prive di sostanza economica fatti, atti e contratti anche tra loro collegati, quando inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. Consulta un approfondimento sui controlli relativi all’abuso del diritto.

Fonti e riferimenti

Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 10-bis, Normattiva.

Sottoponi il caso concreto ad Alessio Ferretti STP.

Primo contatto senza impegno

Il problema riguarda anche la tua situazione?

Indica il punto da chiarire, l’urgenza e i documenti disponibili. Il primo confronto serve a capire se e come lo studio può aiutarti.

Richiesta riservataPrima lettura professionaleNessun incarico automatico

Non inviare documenti riservati in questa fase: saranno richiesti solo se necessari.

Hai bisogno di una consulenza fiscale?

Descrivi il caso e ricevi un primo orientamento dal network di Commercialista.it.

Richiedi consulenza

Redazione Commercialista.it

Redazione fiscale e d’impresa di Commercialista.it.

Leggi tutti gli articoli