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Lavoro e Diritto

Lavoro tramite piattaforme digitali: cosa prevede lo schema di recepimento approvato?

Lavoro tramite piattaforme digitali: contenuti annunciati nello schema di recepimento, stato dell’iter, termine indicato e verifiche per imprese e responsabili del personale.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 23 luglio 2026, in esame preliminare, lo schema di decreto legislativo destinato ad attuare la direttiva (UE) 2024/2831 sul miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali. La notizia, pubblicata dal Ministero del Lavoro il 24 luglio 2026, riguarda una disciplina descritta come organica per i lavori svolti attraverso piattaforme digitali.

La risposta utile è che lo schema annunciato concentra l’attenzione sulla persona che lavora mediante piattaforma: il Ministero richiama una tutela rafforzata dei dati sensibili, informazioni sui parametri che incidono su compiti, orari e compensi fin dalla selezione e la portabilità di recensioni e valutazioni in caso di cambio di piattaforma. Si tratta però di uno schema approvato in esame preliminare: la fonte riferisce l’avvio del confronto parlamentare e con le parti sociali, senza rendere disponibile nel comunicato il testo definitivo e le relative istruzioni applicative.

In sintesi

  • Il 23 luglio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo.
  • Lo schema dà attuazione alla direttiva (UE) 2024/2831 del 23 ottobre 2024.
  • Il Ministero lo presenta come una disciplina organica per i lavori svolti attraverso piattaforme digitali.
  • Tra i contenuti annunciati figurano informazioni su compiti, orari e compensi, tutela rafforzata dei dati sensibili e portabilità di recensioni e valutazioni.
  • Il comunicato indica il 2 dicembre 2026 come termine entro il quale il decreto legislativo dovrà entrare in vigore.

Che cosa prevede lo schema per il lavoro tramite piattaforme digitali

Il provvedimento è indicato dal Ministero come attuazione della direttiva europea dedicata al miglioramento delle condizioni di lavoro mediante piattaforme digitali. Il suo ambito dichiarato comprende tutti i lavori svolti attraverso tali piattaforme; il comunicato precisa inoltre che la disciplina include le misure già previste per i rider dal cosiddetto Decreto Primo maggio, richiamando l’articolo 12 del decreto-legge n. 62/2026, come modificato dalla legge di recepimento.

La fonte menziona anche un coordinamento con l’Ai Act e con la legge n. 132/2025. Dal solo comunicato non risultano però le definizioni operative, i soggetti tenuti agli adempimenti, le procedure, i termini tecnici o le condizioni di applicazione. Questi elementi richiederanno la lettura dell’atto effettivamente adottato e pubblicato.

Le tutele annunciate dal ministero

Il comunicato presenta la centralità della persona come criterio del provvedimento. Fra i contenuti annunciati vi è il divieto, espresso dalla fonte, di licenziare attraverso una decisione automatizzata. Il comunicato non dettaglia le modalità con cui tale previsione sarà tradotta nei rapporti di lavoro o nelle procedure delle piattaforme.

La stessa fonte annuncia una protezione rafforzata dei dati sensibili. Indica inoltre che il lavoratore dovrà essere informato, fin dalla selezione, dei parametri che incidono su compiti, orari e compensi. Per chi organizza lavoro tramite piattaforme, il punto da seguire riguarda quindi le informazioni rese alla persona e la documentazione che le accompagna, fermo restando che contenuti e modalità operative dovranno emergere dal testo definitivo.

Un ulteriore contenuto annunciato è il diritto alla portabilità di recensioni e valutazioni se il lavoratore cambia piattaforma. Il comunicato non specifica formato, tempi, canali di trasferimento o responsabilità dei soggetti coinvolti; non è quindi possibile ricavare dalla notizia una procedura già applicabile al singolo caso.

Iter normativo e termine indicato

L’approvazione in esame preliminare non coincide con la pubblicazione di un testo definitivo applicabile. Il Ministro del Lavoro ha dichiarato che iniziano il confronto parlamentare e quello con le parti sociali. La fonte indica che il decreto legislativo dovrà entrare in vigore entro il 2 dicembre 2026.

Imprese, piattaforme, lavoratori e responsabili del personale dovrebbero quindi distinguere la notizia sull’approvazione dello schema dalle regole che saranno contenute nell’atto finale. Prima di modificare contratti, informative o procedure interne sulla base del solo comunicato, occorre verificare il testo adottato e la sua pubblicazione.

Cosa cambia operativamente per chi gestisce lavoro tramite piattaforme

La notizia rende opportuno riesaminare le informazioni già utilizzate quando una persona accede o lavora attraverso una piattaforma. In particolare, può essere utile individuare le comunicazioni che descrivono compiti, orari e compensi, nonché i documenti relativi a recensioni e valutazioni. Non si tratta di applicare sin d’ora requisiti non definiti dal comunicato, ma di rendere più agevole una successiva verifica sul testo definitivo.

Quando il caso comporta l’aggiornamento di documenti, comunicazioni al personale o procedure organizzative, è opportuno coinvolgere lo studio prima di assumere decisioni operative. Alessio Ferretti STP può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto, compresa la verifica del lavoro e contributiva, dell’impatto su costi e procedure e della documentazione pertinente.

Cosa verificare ora

  • Perimetro del rapporto: raccogliere le informazioni essenziali su come il lavoro viene svolto attraverso la piattaforma e sui soggetti coinvolti.
  • Comunicazioni alla persona: conservare contratti, condizioni d’uso, comunicazioni di selezione e materiali che illustrano compiti, orari e compensi.
  • Recensioni e valutazioni: individuare quali documenti disciplinano la loro gestione quando il lavoratore cambia piattaforma.
  • Stato dell’atto: controllare il testo adottato e pubblicato prima di apportare modifiche alle procedure sulla sola base della notizia.

Per una prima valutazione è sufficiente indicare la situazione da esaminare, l’eventuale urgenza e i documenti iniziali pertinenti, come contratti, comunicazioni e materiali informativi, usando il canale indicato dal form.

Richiedi una prima valutazione del caso concreto.

Approfondisci: Giornata europea in memoria delle vittime sul lavoro: cosa annuncia l’iniziativa UE e cosa verificare.

Fonti e riferimenti

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “Direttiva lavoro su piattaforme, approvato il Dlgs di recepimento”, 24 luglio 2026.

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