Agricoltura
La Sardegna mette a disposizione una nuova opportunità per le imprese che vogliono innovare e rafforzare l’offerta turistica regionale.
Con il PR FESR 2021-2027 – Azione 1.1.2 è possibile ottenere un contributo a fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili, per progetti compresi tra 150.000 e 300.000 euro. Una misura pensata per reti e consorzi di imprese che puntano su digitalizzazione, servizi avanzati e nuove forme di collaborazione.
Vediamo in questo articolo chi può accedere al bando, quali sono le spese ammissibili, quanto è possibile ottenere e quali vantaggi economici e finanziari offre alle imprese turistiche sarde.
PR FESR Sardegna 2021-2027
Un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro, capace di coprire il 100% dei costi ammissibili, rappresenta un’opportunità particolarmente rilevante per le imprese sarde che vogliono innovare l’offerta turistica attraverso reti, servizi avanzati e digitalizzazione. È questo il cuore del PR FESR 2021-2027 – Azione 1.1.2, il bando della Regione Sardegna rivolto ad aggregazioni di almeno 10 micro, piccole e medie imprese, con una dotazione finanziaria complessiva di 6 milioni di euro.
La scadenza indicata è fissata alle ore 12:00 del 15 settembre 2026: per le imprese interessate, quindi, il tempo disponibile per strutturare un progetto competitivo è ormai molto limitato.
L’obiettivo non è finanziare semplicemente singole spese aziendali, ma sostenere veri e propri progetti di innovazione di prodotto, organizzativa e di mercato capaci di valorizzare l’esperienza turistica regionale.
Reti d’impresa e consorzi possono utilizzare le risorse, nel rispetto delle condizioni previste dal bando, per acquistare servizi avanzati, sostenere parte dei costi del personale impegnato nel coordinamento del progetto e coprire spese generali.
Ma quali imprese possono realmente partecipare? Come deve essere costituita la rete? Quali costi possono essere finanziati al 100% e quali limiti impone il regime “de minimis” previsto dal Regolamento (UE) 2023/2831? Comprendere questi aspetti è fondamentale per evitare errori che potrebbero compromettere l’accesso all’agevolazione.
Chi può accedere al contributo
Uno degli elementi più importanti del bando riguarda la composizione dei soggetti beneficiari. Non è infatti prevista la partecipazione della singola impresa: l’agevolazione è destinata ad aggregazioni di Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI), già costituite oppure in fase di costituzione, formate da almeno 10 imprese.
Le imprese partecipanti devono rientrare nei codici e nelle sezioni della classificazione ISTAT ATECO 2025 indicate dal bando. Sono ammesse, tra le altre, attività manifatturiere, trasporto e magazzinaggio, strutture ricettive e ristorazione, alcune attività professionali, agenzie di viaggio, tour operator, servizi di prenotazione, musei e altre attività culturali.
La misura punta quindi a costruire una vera filiera turistica integrata, nella quale soggetti diversi possano collaborare per creare servizi più evoluti, digitali e competitivi.
Le aggregazioni possono presentarsi sotto forma di Rete di impresa dotata di organo comune, potere di rappresentanza e soggettività giuridica, la cosiddetta Rete soggetto, oppure come consorzio di imprese con attività esterna, composto esclusivamente da MPMI ammissibili.
Per le aziende interessate, il primo passaggio strategico consiste quindi nel verificare non soltanto il proprio codice ATECO, ma anche la corretta composizione dell’aggregazione. Una rete ben strutturata può infatti trasformare il contributo in uno strumento per sviluppare offerte turistiche integrate, condividere servizi innovativi e aumentare la capacità commerciale delle imprese coinvolte.
Quali progetti di innovazione possono essere finanziati
Il PR FESR Sardegna 2021-2027 – Azione 1.1.2 non finanzia interventi generici, ma progetti di innovazione strettamente collegati alle esigenze organizzative e produttive della rete o del consorzio proponente.
L’obiettivo è favorire un cambiamento concreto nel modo in cui le imprese turistiche collaborano, organizzano i propri servizi e si presentano sul mercato.
Sono quindi particolarmente rilevanti i progetti che introducono soluzioni digitali, nuovi modelli organizzativi e strumenti innovativi di promozione e commercializzazione dell’offerta turistica. Una rete potrebbe, ad esempio, sviluppare servizi condivisi di prenotazione, sistemi digitali per integrare esperienze, strutture ricettive e attività culturali, oppure strategie comuni per raggiungere nuovi segmenti di clientela.
Il progetto deve prevedere il ricorso a servizi avanzati e qualificati, funzionali allo sviluppo dell’innovazione organizzativa e di mercato. Non basta, quindi, sostenere una semplice spesa: occorre dimostrare come gli interventi programmati possano migliorare la competitività dell’intera aggregazione.
Questa impostazione rappresenta uno degli aspetti più interessanti del bando. Mettere insieme almeno dieci imprese può consentire di realizzare iniziative che, individualmente, sarebbero economicamente più difficili da sostenere.
Digitalizzazione, gestione coordinata dei flussi turistici, valorizzazione delle esperienze locali e costruzione di un’offerta integrata possono così diventare strumenti per aumentare la visibilità delle imprese, migliorare l’esperienza del turista e generare nuove opportunità economiche sul territorio.
La qualità del progetto e la coerenza tra gli interventi proposti saranno quindi elementi centrali in una procedura che non è automatica, ma valutativa a graduatoria.

Quali spese sono ammissibili al finanziamento
Uno dei punti più interessanti del bando riguarda la possibilità di finanziare diverse categorie di costo strettamente collegate alla realizzazione del progetto di innovazione.
La voce principale riguarda le spese per servizi avanzati, che devono essere selezionati nell’ambito del “Catalogo dei Servizi Avanzati e Qualificati per le imprese sarde” e risultare direttamente funzionali agli obiettivi del progetto. Possono quindi rientrare attività specialistiche legate alla digitalizzazione, all’innovazione organizzativa, alla promozione, alla gestione integrata dei servizi e allo sviluppo di nuovi modelli di mercato.
È ammesso anche il costo del personale dipendente impiegato nelle attività di gestione e coordinamento interno ed esterno della Rete o del Consorzio. In questo caso, però, il bando stabilisce un limite preciso: tali spese non possono superare il 15% dell’importo complessivo dei servizi avanzati.
A queste voci si aggiungono le spese generali, riconosciute in maniera forfettaria nella misura del 7%, calcolata sul totale delle spese sostenute per servizi avanzati e personale.
Questa struttura permette alle aggregazioni di coprire non solo le consulenze e le soluzioni innovative necessarie allo sviluppo del progetto, ma anche una parte dei costi organizzativi indispensabili per gestirlo.
Per sfruttare al meglio il contributo è quindi fondamentale predisporre un budget coerente e ben documentato, rispettando fin dall’inizio i limiti percentuali previsti. Una distribuzione errata delle spese potrebbe infatti ridurre l’importo riconoscibile o compromettere parte dell’agevolazione richiesta.
Contributo fino a 300.000 euro
Dal punto di vista finanziario, il bando presenta condizioni particolarmente favorevoli per le aggregazioni di imprese che intendono investire nell’innovazione dell’offerta turistica regionale.
La misura dispone infatti di una dotazione complessiva pari a 6 milioni di euro e finanzia progetti con un valore compreso tra 150.000 e 300.000 euro.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 100% dei costi ammissibili. In termini pratici, questo significa che, nel rispetto di tutti i requisiti previsti dal bando, una rete o un consorzio può ottenere una copertura integrale delle spese riconosciute, senza dover restituire il contributo come avverrebbe invece con un finanziamento agevolato.
È però fondamentale considerare il quadro normativo europeo. Gli aiuti sono concessi nel rispetto del Regolamento (UE) 2023/2831, relativo agli aiuti “de minimis”.
Il contributo, inoltre, non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche qualificabili come aiuti di Stato o con altri aiuti concessi in regime de minimis sugli stessi costi ammissibili individuabili.
Prima di presentare la domanda diventa quindi essenziale verificare gli eventuali aiuti già ricevuti dalle imprese coinvolte e analizzare con attenzione la compatibilità del progetto con altre misure di sostegno pubblico.
La copertura al 100% rende il bando estremamente interessante, ma proprio per questo una corretta pianificazione finanziaria e amministrativa può fare la differenza tra un progetto formalmente ammissibile e una candidatura realmente solida.
Durata del progetto e scadenza
I progetti ammessi al finanziamento devono avere una durata ordinaria di 18 mesi, con la possibilità di eventuali proroghe non superiori a sei mesi.
Resta comunque fissato un limite temporale inderogabile: tutti gli interventi dovranno concludersi entro il 31 marzo 2029.
Per le imprese interessate è quindi importante costruire fin da subito un cronoprogramma realistico, capace di coordinare attività, fornitori, servizi avanzati, personale coinvolto e obiettivi di innovazione.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 12:00 del 15 settembre 2026. Considerata la complessità richiesta dalla costituzione o organizzazione di una rete composta da almeno dieci imprese, dalla definizione del progetto e dalla predisposizione della documentazione, arrivare preparati alla scadenza è fondamentale.
Un altro elemento da non sottovalutare è la modalità di selezione. Il bando prevede infatti una procedura valutativa a graduatoria, nei limiti della dotazione finanziaria disponibile pari a 6 milioni di euro.
Questo significa che il semplice possesso dei requisiti non garantisce automaticamente il contributo.
Le imprese devono quindi puntare sulla qualità del progetto, sulla coerenza degli interventi, sulla capacità della rete di generare innovazione e sull’effettivo impatto sull’offerta turistica regionale.
In una misura di questo tipo, presentare una domanda formalmente corretta è solo il primo passo: per aumentare le possibilità di finanziamento è necessario costruire un progetto convincente, strutturato e realmente orientato alla crescita competitiva del territorio.

Come aumentare le possibilità di ottenere il contributo
Per accedere al finanziamento non è sufficiente creare un’aggregazione formalmente corretta e rispettare i requisiti amministrativi. La vera sfida consiste nel presentare un progetto capace di dimostrare con chiarezza quale innovazione verrà introdotta, quali problemi risolverà e quali benefici concreti produrrà per le imprese aderenti e per l’offerta turistica regionale.
Un progetto competitivo dovrebbe partire da un’esigenza reale e misurabile. Può trattarsi, ad esempio, della scarsa integrazione tra operatori turistici, della difficoltà nel commercializzare servizi congiunti, della necessità di digitalizzare le prenotazioni oppure di creare esperienze capaci di collegare ricettività, cultura, artigianato, mobilità e ristorazione.
È importante anche definire risultati verificabili: incremento delle prenotazioni dirette, ampliamento della stagionalità, ingresso in nuovi mercati, aumento dei servizi acquistabili online o miglioramento della capacità di promozione congiunta.
La rete dovrebbe inoltre evitare progetti costruiti come semplice somma delle esigenze delle singole imprese. L’intervento deve avere una logica comune, nella quale i servizi finanziati producano un vantaggio condiviso e rafforzino l’intera aggregazione.
Anche la scelta dei fornitori e dei servizi avanzati assume quindi un ruolo decisivo. Ogni spesa dovrebbe essere chiaramente collegata a un obiettivo progettuale e contribuire alla trasformazione digitale, organizzativa o commerciale prevista.
Più il progetto dimostra coerenza tra problemi, soluzioni, investimenti e risultati attesi, maggiori possono essere le possibilità di ottenere una valutazione favorevole nella graduatoria.
Vantaggi fiscali
Il principale vantaggio economico del bando consiste nella possibilità di realizzare un progetto di innovazione con una copertura fino al 100% dei costi ammissibili, entro un valore progettuale compreso tra 150.000 e 300.000 euro. Per una rete di imprese turistiche significa poter sviluppare servizi avanzati, strumenti digitali e nuove modalità organizzative senza dover sostenere integralmente l’investimento con risorse proprie.
Questo può tradursi in un miglioramento significativo della liquidità aziendale e in una minore necessità di ricorrere a finanziamenti bancari, soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute.
Sul piano fiscale, però, è importante fare una distinzione: il contributo a fondo perduto non è un credito d’imposta e non rappresenta automaticamente un “risparmio fiscale” in senso stretto. Il trattamento contabile e fiscale del contributo dovrà essere valutato in relazione alla natura delle spese finanziate e alle regole applicabili al singolo beneficiario.
Il vantaggio principale resta quindi di natura economica e finanziaria, perché permette alle imprese di ridurre il costo effettivo dell’investimento e di liberare risorse da destinare ad altre attività strategiche.
Inoltre, la collaborazione tra più operatori può consentire di condividere costi, competenze e servizi che, se acquistati individualmente, avrebbero un peso economico maggiore.
Per le MPMI sarde, il bando può quindi rappresentare un’occasione concreta per accelerare processi di innovazione che altrimenti potrebbero essere rinviati per mancanza di risorse.
Un’opportunità per le imprese turistiche sarde
La possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto pari al 100% dei costi ammissibili rende questa misura particolarmente interessante per le imprese turistiche sarde che vogliono innovare senza appesantire eccessivamente la propria struttura finanziaria.
In molti casi, infatti, progetti di digitalizzazione, promozione integrata, organizzazione condivisa dei servizi o sviluppo di nuove esperienze turistiche richiedono investimenti iniziali importanti. Per una singola micro o piccola impresa, tali costi possono risultare difficili da sostenere, soprattutto quando devono essere finanziati interamente con mezzi propri o tramite credito bancario.
Il contributo permette invece di ridurre in modo significativo l’esposizione finanziaria legata al progetto, preservando liquidità e capacità di investimento.
Un ulteriore vantaggio nasce dalla logica di rete. Le imprese possono condividere strumenti, competenze, servizi professionali e soluzioni digitali, ottenendo economie di scala e una maggiore forza commerciale rispetto a iniziative sviluppate singolarmente.
Questo può tradursi in una migliore capacità di attrarre turisti, aumentare la permanenza media, ampliare la stagione turistica e creare offerte integrate tra ricettività, ristorazione, cultura, trasporti, artigianato ed esperienze locali.
Per il territorio, il beneficio può essere ancora più ampio: una rete ben costruita non rafforza soltanto le singole aziende, ma può contribuire alla nascita di un ecosistema turistico più competitivo, moderno e riconoscibile.
Il vero valore del bando, quindi, non è soltanto nel contributo economico, ma nella possibilità di trasformare risorse pubbliche in un progetto condiviso capace di generare crescita, innovazione e maggiore competitività per l’intera filiera turistica sarda.
Conclusioni
Il PR FESR Sardegna 2021-2027 – Azione 1.1.2 rappresenta una delle opportunità più interessanti per le Micro, Piccole e Medie Imprese che intendono sviluppare progetti condivisi nel settore turistico attraverso innovazione, digitalizzazione e collaborazione tra operatori.
La possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto pari al 100% dei costi ammissibili, per progetti compresi tra 150.000 e 300.000 euro, consente alle aggregazioni di imprese di programmare interventi strutturati senza dover sostenere interamente l’investimento con risorse proprie.
Per accedere all’agevolazione è però fondamentale rispettare con attenzione tutti i requisiti previsti, dalla composizione della rete alla corretta individuazione delle attività ammissibili, fino alla predisposizione di un progetto coerente, innovativo e sostenibile.
La procedura è valutativa a graduatoria e la dotazione complessiva disponibile è pari a 6 milioni di euro. Questo rende particolarmente importante la qualità della proposta e la capacità di dimostrare il valore aggiunto generato per l’intera filiera turistica regionale.
La scadenza è fissata alle ore 12:00 del 15 settembre 2026. Per le imprese interessate, quindi, è essenziale verificare rapidamente requisiti, composizione dell’aggregazione, compatibilità con il regime de minimis e sostenibilità economico-finanziaria del progetto.
Una rete ben progettata può trasformare questo incentivo in uno strumento concreto per aumentare competitività, digitalizzazione, capacità commerciale e qualità dell’esperienza turistica in Sardegna.
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