Fondo Transizione Industriale 2025: contributi a fondo perduto per imprese green – Domande entro il 10 dicembre

Nel panorama attuale, dove la transizione ecologica e l’efficienza energetica sono al centro dell’agenda politica ed economica europea, arriva un’importante opportunità per le imprese italiane: il nuovo sportello del Fondo per la Transizione Industriale, attivo dal 17 settembre 2025, con domande aperte fino al 10 dicembre.

Si tratta di un contributo a fondo perduto destinato a sostenere gli investimenti delle aziende che intendono ridurre l’impatto ambientale dei propri processi produttivi e innovare in chiave green. Un’occasione concreta per rientrare nei meccanismi di incentivazione previsti dal PNRR e per posizionarsi in modo competitivo sul mercato, in vista dei target climatici europei al 2030 e 2050.

In questo articolo ti spieghiamo come funziona il Fondo, quali sono le spese ammissibili, quali imprese possono accedervi, come presentare la domanda entro i termini e, soprattutto, quali sono i requisiti per ottenere il massimo beneficio possibile. Vedremo anche le criticità da evitare e i consigli utili per non perdere questa importante agevolazione fiscale.

Regole, requisiti e priorità

Il Fondo per la Transizione Industriale nasce per supportare gli investimenti sostenibili delle imprese che vogliono ridurre l’impatto ambientale della propria produzione. Il nuovo sportello aperto dal 17 settembre 2025 prevede contributi a fondo perduto su progetti con costi ammissibili compresi tra 3 e 20 milioni di euro.

L’obiettivo è chiaro: favorire l’efficientamento energetico, la produzione di energia da fonti rinnovabili o cogenerazione, lo sviluppo di impianti per idrogeno verde e la riduzione dell’uso di acqua, materie prime e rifiuti.

L’intensità dell’aiuto dipenderà da vari fattori: la natura e localizzazione dell’investimento, e la tipologia dei costi sostenuti.

Per garantire un impatto più equo sul territorio, sono previste due riserve specifiche:

  • 40% delle risorse per progetti localizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;

  • 50% delle risorse per le imprese energivore, ovvero quelle ad alto consumo energetico.

Per accedere al fondo, è obbligatoria una relazione tecnica in forma di perizia asseverata, secondo lo schema pubblicato da Invitalia, che può essere redatta da tecnici abilitati: ingegneri, periti, EGE certificati UNI CEI 11339, ESCO certificate UNI CEI 11352, o anche dallo stesso legale rappresentante dell’impresa, purché sia in possesso della certificazione ISO 50001.

Al momento della domanda, l’impresa dovrà inoltre dichiarare la conformità al DL 31 marzo 2025, n. 39, relativo alla copertura assicurativa contro rischi catastrofali. Attenzione: rispetto al precedente bando, non è più possibile accedere tramite il Quadro Temporaneo Ucraina, in scadenza al 31 dicembre 2025.

Una volta chiuso lo sportello, Invitalia pubblicherà la graduatoria entro 120 giorni, distinguendo tra le domande:

  • ammissibili e finanziabili,

  • ammissibili ma non finanziabili per mancanza di fondi,

  • non ammissibili.

Guida pratica 

Il nuovo sportello del Fondo per la Transizione Industriale, gestito da Invitalia per conto del MIMIT, è destinato esclusivamente alle imprese di qualsiasi dimensione, purché attive nel settore manifatturiero (codice ATECO C). Questo significa che le aziende che operano in ambito industriale, e che intendono investire in processi produttivi più sostenibili, possono accedere al contributo a fondo perduto previsto dal bando.

Per risultare ammissibili, le imprese devono soddisfare una serie di requisiti fondamentali:

  • Essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese;

  • Non essere in stato di difficoltà economica, secondo quanto definito dalla normativa europea;

  • Essere in regola con gli obblighi contributivi (DURC) e fiscali;

  • Non avere ricevuto aiuti considerati illegittimi o incompatibili dall’UE, salvo che siano stati restituiti;

  • Essere in regola con le coperture assicurative obbligatorie previste dal DL 39/2025.

Come presentare la domanda

Le domande possono essere inviate esclusivamente in modalità telematica, attraverso la piattaforma online di Invitalia, attiva dal 17 settembre al 10 dicembre 2025, salvo esaurimento anticipato dei fondi.

Il processo si articola in diversi step:

  1. Registrazione dell’impresa sulla piattaforma di Invitalia;

  2. Compilazione del modulo di domanda, comprensivo di tutti i dati anagrafici, fiscali e tecnici;

  3. Allegazione della perizia asseverata, redatta secondo i criteri richiesti;

  4. Dichiarazioni di conformità alle normative vigenti;

  5. Invio definitivo della domanda, con rilascio della ricevuta elettronica.

Le domande saranno valutate secondo criteri di merito tecnico-economico e, solo successivamente, classificate in base alla graduatoria finale. È consigliabile preparare con largo anticipo la documentazione, vista la complessità tecnica del progetto e le tempistiche ristrette.

Spese ammissibili 

Uno dei punti cardine del Fondo per la Transizione Industriale riguarda le tipologie di spese ammissibili, che devono essere strettamente legate alla transizione ecologica e all’ottimizzazione delle risorse nei processi produttivi.

In particolare, il bando finanzia gli investimenti finalizzati a:

  • Efficientamento energetico degli impianti e degli edifici produttivi (es. sostituzione di macchinari obsoleti, impianti HVAC ad alta efficienza, isolamento termico, ecc.);

  • Produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomasse, ecc.), anche tramite impianti di cogenerazione ad alto rendimento (CAR);

  • Sistemi di produzione e utilizzo di idrogeno verde, purché destinato ad autoconsumo aziendale;

  • Riduzione del consumo di acqua o della quantità di materie prime e semilavorati;

  • Diminuzione dei rifiuti conferiti in discarica, mediante riciclo, riuso o ottimizzazione delle scorte.

Strategia per massimizzare l’aiuto

L’entità del contributo non è fissa, ma varia in base a:

  • Tipologia e localizzazione del progetto;

  • Dimensione dell’impresa (le PMI possono avere percentuali più alte);

  • Tipologia delle spese presentate (alcune voci hanno un’intensità maggiore, es. fonti rinnovabili o idrogeno).

Per ottenere il massimo del contributo a fondo perduto, è fondamentale:

  • Predisporre un progetto solido, coerente con gli obiettivi ambientali dichiarati;

  • Concentrarsi su interventi innovativi e ad alto impatto energetico;

  • Se possibile, localizzare il progetto in una regione del Mezzogiorno, accedendo così alla riserva del 40%;

  • In caso di azienda energivora, presentare i dati richiesti per rientrare nella riserva del 50%.

Inoltre, ricordiamo che l’assenza di coerenza tra progetto e normativa tecnica (come quella sul risparmio energetico) può comportare l’esclusione dalla graduatoria: ecco perché è decisivo il ruolo della perizia asseverata, che deve essere chiara, dettagliata e redatta da professionisti abilitati.

Vantaggi fiscali

Accedere al Fondo per la Transizione Industriale rappresenta per molte imprese italiane non solo un’opportunità di finanziamento a fondo perduto, ma anche una leva strategica per accrescere la competitività, ridurre i costi strutturali e beneficiare di vantaggi fiscali indiretti.

1. Riduzione dei costi energetici

Gli interventi ammessi al finanziamento, in particolare quelli legati all’efficientamento energetico e alla produzione autonoma da fonti rinnovabili, consentono alle aziende di abbattere drasticamente la bolletta energetica. In un contesto di volatilità dei prezzi dell’energia, questo rappresenta un vantaggio economico immediato e strutturale.

2. Miglioramento dell’efficienza produttiva

L’adozione di tecnologie green e processi a basso impatto porta spesso a un miglioramento generale dell’organizzazione aziendale, con effetti su qualità, tracciabilità, digitalizzazione e ottimizzazione delle risorse. Questo si traduce in una maggiore produttività e competitività sui mercati.

3. Posizionamento sostenibile e accesso preferenziale a bandi e commesse

Le aziende che dimostrano di investire nella sostenibilità ambientale migliorano il proprio rating ESG e rafforzano la propria reputazione aziendale. Questo è sempre più decisivo per:

  • accedere a nuove commesse pubbliche e private (green procurement);

  • partecipare ad altri bandi regionali, nazionali o UE con premialità;

  • ottenere migliori condizioni di finanziamento da parte delle banche e degli investitori istituzionali.

4. Vantaggi fiscali indiretti

Pur non trattandosi di un credito d’imposta, il contributo ottenuto:

  • non concorre alla formazione della base imponibile IRES e IRAP;

  • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali;

  • è compatibile con altri incentivi, nei limiti del cumulo previsto dalla normativa europea (de minimis, GBER, ecc.).

In sintesi, partecipare al Fondo significa investire nel presente per guadagnare nel futuro, attraverso un percorso di crescita sostenibile, riconosciuto e misurabile.

Errori da evitare

Nonostante il Fondo per la Transizione Industriale rappresenti un’opportunità rilevante per le imprese italiane, la complessità delle regole e la competitività del bando richiedono massima attenzione. Bastano infatti piccoli errori formali o sostanziali per compromettere l’esito della domanda. Ecco quindi le principali criticità da evitare e i passaggi da curare con attenzione.

Errori più comuni da evitare

  1. Perizia asseverata non conforme: molte domande vengono scartate per perizie non redatte secondo il modello ufficiale di Invitalia, oppure firmate da soggetti non abilitati. La perizia tecnica è il cuore del progetto, e deve essere dettagliata, aggiornata e firmata da professionisti certificati (EGE, ESCO, ingegneri, ecc.).

  2. Spese non coerenti con gli obiettivi del bando: inserire costi non riconducibili direttamente a interventi green può portare alla decurtazione del contributo o alla non ammissibilità della domanda.

  3. Requisiti non aggiornati: è fondamentale essere in regola con DURC, normativa ambientale, normativa sulla sicurezza, e – novità importante – con le coperture previste dal DL 39/2025 sui rischi catastrofali.

  4. Documentazione incompleta o inviata fuori tempo massimo: la domanda va presentata solo in modalità telematica entro il 10 dicembre 2025, ma è consigliabile non aspettare gli ultimi giorni, per evitare congestioni della piattaforma e problemi tecnici.

Cosa fare per massimizzare le probabilità di successo

  • Preparare con largo anticipo il progetto tecnico, affidandosi a un team di consulenti specializzati;

  • Effettuare una verifica preventiva dell’ammissibilità dei costi, anche tramite un pre-audit tecnico;

  • Richiedere supporto a uno studio di commercialisti o fiscalisti esperti in finanza agevolata, per la parte documentale e fiscale;

  • Monitorare costantemente il sito di Invitalia per aggiornamenti e FAQ ufficiali, spesso fondamentali per interpretare correttamente i requisiti.

Inoltre, ricordiamo che Invitalia attribuirà punteggi anche in base al grado di innovazione, impatto ambientale e fattibilità del progetto: per questo motivo, un progetto ben scritto, sostenuto da dati e analisi, può fare la differenza tra essere finanziati o esclusi.

Conclusioni

Il Fondo per la Transizione Industriale si inserisce in un momento cruciale per l’industria italiana. La spinta verso la sostenibilità ambientale, la riduzione dei consumi e l’indipendenza energetica non è più un’opzione, ma una necessità competitiva. Gli obiettivi europei al 2030 e 2050 richiedono un adeguamento profondo dei processi produttivi, e questo fondo rappresenta uno strumento concreto per finanziare il cambiamento.

Grazie a contributi a fondo perduto fino al 65% (in funzione della localizzazione, della dimensione aziendale e delle tecnologie adottate), le imprese hanno l’opportunità di trasformare l’obbligo di innovazione in un vantaggio strategico, migliorando la propria efficienza, riducendo i costi e posizionandosi in modo più competitivo sul mercato nazionale e internazionale.

È importante però agire in modo tempestivo e consapevole: il termine ultimo per presentare la domanda è fissato al 10 dicembre 2025, ma le risorse sono limitate e assegnate tramite graduatoria.

Il consiglio per tutte le imprese interessate è di muoversi subito, coinvolgendo professionisti esperti in materia fiscale, tecnica e ambientale, così da non perdere questa occasione storica per fare un vero salto di qualità verso l’industria del futuro.

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