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	<title>partita iva - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>partita iva - Commercialista.it</title>
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		<title>Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 04:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2026 il modello F24 subirà importanti modifiche, soprattutto per quanto riguarda le compensazioni fiscali. Una stretta voluta dal Governo per contrastare in modo più efficace le frodi tributarie, in particolare quelle legate a crediti fiscali inesistenti o inesatti. Il nuovo sistema porterà un impatto diretto su professionisti, imprese e lavoratori autonomi che, fino ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="893">Dal 2026 il modello F24 subirà importanti modifiche, soprattutto per quanto riguarda le <strong data-start="522" data-end="547">compensazioni fiscali</strong>. Una stretta voluta dal Governo per contrastare in modo più efficace le <strong data-start="620" data-end="640">frodi tributarie</strong>, in particolare quelle legate a crediti fiscali inesistenti o inesatti. Il nuovo sistema porterà un impatto diretto su professionisti, imprese e lavoratori autonomi che, fino ad oggi, potevano utilizzare la compensazione in modo più ampio e flessibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="895" data-end="1231">Ma cosa significa, in concreto, questo cambiamento? Quali saranno i vincoli, i controlli preventivi e le sanzioni previste per chi utilizza impropriamente i crediti d’imposta? E soprattutto: come si possono evitare errori, <strong data-start="1118" data-end="1158">risparmiare legalmente sulle imposte</strong> e adattarsi a un sistema fiscale sempre più digitalizzato e controllato?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1233" data-end="1468">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le novità sul modello F24 introdotte con la <strong data-start="1329" data-end="1355">Legge di Bilancio 2026</strong>, come influiranno sulle modalità di compensazione e cosa deve fare il contribuente per non trovarsi impreparato.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="356"><strong>Nuovo limite alle compensazioni fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="978">Il modello F24, cardine nei rapporti tra contribuenti e Fisco, cambia volto a partire dal 2026, con una serie di novità che non toccano la struttura formale del documento ma incidono in profondità sull’utilizzo delle <strong data-start="575" data-end="600">compensazioni fiscali</strong>. La principale modifica, introdotta dalla <strong data-start="643" data-end="669">Legge di Bilancio 2026</strong>, riguarda la riduzione della soglia che blocca l’uso della <strong data-start="729" data-end="758">compensazione orizzontale</strong>: si passa da <strong data-start="772" data-end="802">100.000 euro a 50.000 euro</strong> di debiti iscritti a ruolo non pagati. Un cambiamento che interessa direttamente imprese, liberi professionisti e contribuenti che vantano <strong data-start="942" data-end="963">crediti d’imposta</strong> da utilizzare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="980" data-end="1590">In termini pratici, chi ha <strong data-start="1007" data-end="1049">debiti fiscali superiori a 50.000 euro</strong> non potrà più utilizzare il modello F24 per compensare crediti e debiti di natura diversa (es. credito IRPEF per pagare l’IVA), finché non regolarizzerà la propria posizione. La <strong data-start="1228" data-end="1257">compensazione orizzontale</strong>, infatti, consente di incrociare crediti e debiti appartenenti a imposte diverse, e rappresenta uno degli strumenti di pianificazione fiscale più sfruttati nel sistema tributario italiano. Ma con questa nuova soglia, lo Stato mira a limitare il rischio di utilizzi indebiti, aumentando il controllo sulle posizioni debitorie aperte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1592" data-end="1967">Per aziende e professionisti, il nuovo tetto significa <strong data-start="1647" data-end="1706">maggiori vincoli nella gestione della liquidità fiscale</strong> e la necessità di verificare costantemente la propria posizione debitoria per non incorrere in blocchi o sanzioni. Un’ulteriore conferma della direzione intrapresa dal legislatore: maggiore rigore, più controlli e contrasto serrato all’elusione e all’evasione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="343"><strong>Cosa succede oltre i 50.000 euro di debiti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="345" data-end="772">La nuova soglia introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 ha un impatto immediato: <strong data-start="426" data-end="479">superati i 50.000 euro di debiti iscritti a ruolo</strong>, il contribuente perde <strong data-start="503" data-end="522">automaticamente</strong> il diritto di utilizzare il modello F24 per effettuare <strong data-start="578" data-end="607">compensazioni orizzontali</strong>. Non importa se i <strong data-start="626" data-end="645">crediti fiscali</strong> vantati siano regolari, certificati o pienamente spettanti: il blocco opera in maniera automatica, generale e senza eccezioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="774" data-end="1260">Il divieto non fa distinzioni tra le diverse tipologie di tributi: il contribuente, sia esso persona fisica, professionista o impresa, non potrà più usare l’F24 per compensare alcuna imposta — né <strong data-start="970" data-end="981">diretta</strong> (come Irpef, Ires o Irap), né <strong data-start="1012" data-end="1025">indiretta</strong>(come l’Iva o le accise). La ratio del legislatore è chiara: impedire che chi ha rilevanti <strong data-start="1117" data-end="1142">pendenze con il Fisco</strong> possa continuare a usufruire di benefici fiscali o dilazioni mascherate attraverso il meccanismo della compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1262" data-end="1775">Questo meccanismo di <strong data-start="1283" data-end="1300">blocco totale</strong> si configura quindi come un potente strumento di pressione nei confronti dei contribuenti con <strong data-start="1395" data-end="1428">posizioni debitorie rilevanti</strong>, incentivandoli a regolarizzare la propria situazione prima di poter accedere di nuovo ai vantaggi offerti dalla compensazione. Inoltre, si tratta di un cambiamento che impone a molti contribuenti di rivedere la propria pianificazione fiscale e i flussi di cassa, per evitare di trovarsi impreparati davanti a un’eventuale esclusione dal sistema.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="207" data-end="272"><strong>Quali debiti fanno scattare il blocco</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="654">Il nuovo limite di 50.000 euro per le compensazioni tramite modello F24 si applica a una vasta gamma di <strong data-start="378" data-end="405">debiti iscritti a ruolo</strong>, ma è fondamentale capire <strong data-start="432" data-end="458">quali pendenze fiscali</strong> concorrono al raggiungimento di tale soglia. Rientrano nel conteggio <strong data-start="528" data-end="585">tutti i carichi affidati all’Agente della Riscossione</strong>, indipendentemente dalla loro origine o dalla fase del procedimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="656" data-end="1057">Non si parla solo di <strong data-start="677" data-end="703">accertamenti esecutivi</strong> classici da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma anche di <strong data-start="762" data-end="782">atti di recupero </strong>crediti, <strong data-start="792" data-end="809">avvisi bonari</strong> divenuti esecutivi, <strong data-start="830" data-end="855">cartelle di pagamento</strong> e <strong data-start="858" data-end="889">qualunque debito tributario</strong> confluito a ruolo. In pratica, qualsiasi <strong data-start="931" data-end="992">pendenza fiscale non saldata o non oggetto di sospensione</strong> formale può concorrere al superamento del limite di 50.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1059" data-end="1447">Ciò che conta, quindi, non è la natura del tributo o la sua origine, ma il fatto che il <strong data-start="1147" data-end="1187">carico sia affidato alla riscossione</strong> e risulti pendente. Anche una pluralità di piccoli debiti, sommati nel tempo e mai regolarizzati, può determinare il blocco delle compensazioni, escludendo il contribuente dalla possibilità di utilizzare i propri <strong data-start="1401" data-end="1446">crediti d’imposta legittimamente maturati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1449" data-end="1819">Questo nuovo approccio impone un cambio di mentalità: sarà essenziale per imprese, liberi professionisti e persone fisiche <strong data-start="1572" data-end="1631">monitorare costantemente la propria posizione debitoria</strong> e intervenire per tempo, prima che si superi la soglia limite. In caso contrario, si rischia di perdere l’accesso a uno strumento fiscale fondamentale per ottimizzare i flussi finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1449" data-end="1819"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34021 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1024x642.jpg" alt="" width="696" height="436" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1024x642.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-300x188.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-768x481.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1536x962.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-670x420.jpg 670w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-150x94.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-600x376.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-696x436.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1068x669.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="176" data-end="253"><strong>Gli effetti del nuovo limite</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="255" data-end="633">L’introduzione del nuovo limite di 50.000 euro per i debiti iscritti a ruolo comporta <strong data-start="341" data-end="384">effetti operativi immediati e rilevanti</strong> per tutti i contribuenti. Riducendo drasticamente la soglia rispetto al precedente limite di 100.000 euro, la norma <strong data-start="501" data-end="536">restringe il margine di manovra</strong> di imprese, professionisti e lavoratori autonomi nella gestione delle proprie posizioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="635" data-end="1182">In passato, anche chi aveva esposizioni tributarie significative poteva comunque utilizzare la <strong data-start="730" data-end="759">compensazione orizzontale</strong>per equilibrare debiti e crediti fiscali, mantenendo un certo livello di flessibilità nei versamenti. Oggi, invece, anche <strong data-start="882" data-end="921">debiti di entità media o frazionata</strong> possono determinare lo stop automatico all’uso del modello F24 in compensazione. Un cambiamento che <strong data-start="1022" data-end="1059">modifica l’equilibrio finanziario</strong> di molte realtà, soprattutto quelle che facevano affidamento su questa strategia per ottimizzare i propri flussi di cassa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1184" data-end="1587">Tra gli effetti più immediati si registra una <strong data-start="1230" data-end="1282">maggiore rigidità nella gestione della liquidità</strong>: senza la possibilità di utilizzare crediti maturati per abbattere altri debiti fiscali, il contribuente dovrà disporre <strong data-start="1403" data-end="1436">di risorse liquide aggiuntive</strong> per effettuare i versamenti. Ciò può comportare tensioni finanziarie, in particolare per le piccole e medie imprese con margini di tesoreria limitati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1589" data-end="1814">Inoltre, questa stretta impone una <strong data-start="1624" data-end="1659">maggiore pianificazione fiscale</strong>: sarà essenziale prevedere scadenze, incassi, debiti e compensazioni con largo anticipo, per evitare di trovarsi improvvisamente bloccati nel sistema F24.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="252" data-end="342"><strong>Gestione dei flussi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="344" data-end="854">Con il nuovo limite fissato a 50.000 euro, la gestione dei <strong data-start="403" data-end="421">flussi fiscali</strong> entra in una fase ancora più delicata. Chi supera questa soglia di debiti a ruolo, anche temporaneamente, si vedrà <strong data-start="537" data-end="579">interdetto all’uso della compensazione</strong> tramite modello F24, indipendentemente dalla regolarità o dalla legittimità dei <strong data-start="660" data-end="680">crediti erariali</strong> maturati nel frattempo. Un cambiamento che obbliga aziende, professionisti e contribuenti in generale ad adottare <strong data-start="795" data-end="853">strategie di monitoraggio e pianificazione più evolute</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="856" data-end="1268">La prima parola d’ordine diventa <strong data-start="889" data-end="943">controllo costante della propria posizione fiscale</strong>. È essenziale conoscere in tempo reale l’ammontare dei debiti iscritti a ruolo, anche perché non sempre questi vengono percepiti come “attivi” dal contribuente (es. vecchie cartelle esattoriali mai saldate o in contestazione). Un superamento della soglia può avvenire in modo silenzioso ma con effetti immediati e bloccanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1270" data-end="1681">In secondo luogo, è necessario adottare una gestione <strong data-start="1323" data-end="1369">proattiva delle esposizioni verso l’Erario</strong>. Questo significa valutare con attenzione quando e come saldare debiti fiscali, evitando che si accumulino in modo tale da precludere l’accesso alla compensazione. In molti casi, potrebbe risultare strategico rateizzare tempestivamente le pendenze o aderire a strumenti di definizione agevolata, se disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1683" data-end="2017">Infine, sarà utile per molti contribuenti <strong data-start="1725" data-end="1772">ripensare la propria pianificazione fiscale</strong>, privilegiando un approccio dinamico e basato sulla previsione dei flussi finanziari. L’obiettivo è evitare che un vincolo tecnico, come il blocco dell’F24 in compensazione, possa compromettere l’operatività quotidiana e la liquidità aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="288" data-end="368"><strong>Le ragioni della stretta normativa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="370" data-end="937">La stretta normativa introdotta con la Legge di Bilancio 2026 non è casuale, ma risponde a precise esigenze di politica fiscale. Il legislatore ha infatti voluto <strong data-start="532" data-end="570">limitare l’uso della compensazione</strong> in presenza di <strong data-start="586" data-end="614">debiti fiscali rilevanti</strong>, per contrastare il continuo <strong data-start="644" data-end="678">accumulo di ruoli non riscossi</strong>. Fino a oggi, permettere ai contribuenti di compensare crediti anche in presenza di pendenze elevate ha contribuito a gonfiare il cosiddetto “<strong data-start="821" data-end="842">magazzino fiscale</strong>”, ovvero l’enorme massa di somme iscritte a ruolo ma mai effettivamente incassate dallo Stato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="939" data-end="1329">Abbassando la soglia da 100.000 a 50.000 euro, l’obiettivo è <strong data-start="1000" data-end="1072">indurre i contribuenti a sanare prima le proprie posizioni debitorie</strong>, come condizione necessaria per poter tornare a usufruire della compensazione. In questo modo, si rafforza il principio secondo cui <strong data-start="1205" data-end="1289">l’utilizzo di benefici fiscali deve avvenire solo da parte di soggetti in regola</strong> con le proprie obbligazioni tributarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1892">Inoltre, è bene ricordare che la <strong data-start="1364" data-end="1389">compensazione fiscale</strong>, pur essendo uno strumento legittimo e utile per equilibrare debiti e crediti, è da anni sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate. I continui <strong data-start="1549" data-end="1589">controlli preventivi e automatizzati</strong> hanno l’obiettivo di evitare <strong data-start="1619" data-end="1653">abusi o compensazioni indebite</strong>, che possono derivare da crediti inesistenti, gonfiati o non spettanti. La nuova disciplina si inserisce in questo quadro, rafforzando le barriere contro le frodi e orientando il sistema verso una <strong data-start="1851" data-end="1891">maggiore trasparenza e tracciabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1892"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33831 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="395"><strong>Versamenti ammessi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="967">Nonostante la stretta sulle compensazioni, il modello F24 continua a rappresentare <strong data-start="480" data-end="517">lo strumento centrale e unificato</strong> per l’adempimento degli obblighi fiscali e contributivi in Italia. La sua <strong data-start="592" data-end="627">funzione di pagamento integrato</strong> resta infatti immutata: attraverso un’unica delega, è possibile versare <strong data-start="700" data-end="719">imposte dirette</strong> (come Irpef, Ires), <strong data-start="740" data-end="761">imposte indirette</strong> (come l’Iva), <strong data-start="776" data-end="794">tributi locali</strong> (IMU, Tari, Tasi), <strong data-start="814" data-end="826">ritenute</strong>, <strong data-start="828" data-end="864">addizionali regionali e comunali</strong>, <strong data-start="866" data-end="910">contributi previdenziali e assistenziali</strong>, <strong data-start="912" data-end="924">sanzioni</strong>, <strong data-start="926" data-end="939">interessi</strong> e <strong data-start="942" data-end="966">ravvedimenti operosi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="969" data-end="1405">Questa <strong data-start="976" data-end="996">logica unificata</strong> semplifica la vita a contribuenti e intermediari fiscali, permettendo di centralizzare in un solo strumento una molteplicità di pagamenti, anche relativi a enti diversi (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Comuni, Regioni). Tuttavia, con l’entrata in vigore delle nuove regole del 2026, cambiano alcune <strong data-start="1300" data-end="1333">modalità pratiche di utilizzo</strong>, in particolare per chi intende sfruttare <strong data-start="1376" data-end="1404">crediti in compensazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1853">Il contribuente dovrà infatti verificare con attenzione la <strong data-start="1466" data-end="1497">propria posizione debitoria</strong> prima di procedere con il modello F24 in compensazione, onde evitare il rigetto dell’operazione da parte del sistema. La compensazione potrà essere effettuata solo se non si è superato il nuovo limite di 50.000 euro di debiti iscritti a ruolo. In caso contrario, il pagamento dovrà avvenire esclusivamente tramite versamento integrale senza compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1855" data-end="2013">Queste modifiche rafforzano il ruolo dell’F24 come <strong data-start="1906" data-end="1936">strumento fiscale centrale</strong>, ma al tempo stesso ne impongono un utilizzo <strong data-start="1982" data-end="2012">più rigoroso e consapevole</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="357"><strong>Canali di pagamento </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="655">Anche nel nuovo contesto normativo, restano in vigore le regole già note riguardanti i <strong data-start="446" data-end="488">canali di trasmissione del modello F24</strong>, con alcune conferme importanti e limiti da rispettare, in particolare per quanto riguarda la <strong data-start="583" data-end="654">differenziazione tra titolari di partita IVA e contribuenti privati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="657" data-end="1049">Per i titolari di partita IVA — siano essi imprenditori individuali, società o professionisti — vige <strong data-start="758" data-end="842">l’obbligo assoluto di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate</strong> o quelli messi a disposizione dagli intermediari abilitati (commercialisti, consulenti, CAF), per la trasmissione di qualsiasi modello F24. Questo obbligo si applica anche ai versamenti senza compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1051" data-end="1495">Diversa la situazione per i <strong data-start="1079" data-end="1123">contribuenti non titolari di partita IVA</strong>. In questo caso, è ancora possibile utilizzare il <strong data-start="1174" data-end="1198">modello F24 cartaceo</strong> presso banche o uffici postali, ma solo se l’importo da versare <strong data-start="1263" data-end="1290">non supera i 1.000 euro</strong> e <strong data-start="1293" data-end="1322">non prevede compensazioni</strong>. Una volta superata questa soglia, anche i privati devono necessariamente effettuare il pagamento <strong data-start="1421" data-end="1453">tramite modalità telematiche</strong>, di norma con addebito su conto corrente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1497" data-end="1813">Infine, è fondamentale ricordare che tutti gli F24 che presentano <strong data-start="1563" data-end="1580">compensazioni</strong> — anche parziali — o che hanno <strong data-start="1612" data-end="1633">saldo pari a zero</strong> devono obbligatoriamente essere <strong data-start="1666" data-end="1730">trasmessi online tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate</strong>. Non sono ammessi altri strumenti, a prescindere dalla qualifica del contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1815" data-end="2009">Queste regole rafforzano il controllo sui flussi fiscali e riducono il rischio di errori o usi impropri delle compensazioni, allineandosi con la digitalizzazione del sistema tributario italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="383"><strong>Errori di compilazione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="385" data-end="767">Sebbene il modello F24 sia oggi uno strumento ampiamente conosciuto e utilizzato, gli <strong data-start="471" data-end="497">errori di compilazione </strong>continuano a rappresentare una <strong data-start="529" data-end="550">criticità diffusa</strong>, con conseguenze anche gravi per i contribuenti. Le problematiche più frequenti si concentrano su tre elementi chiave: <strong data-start="670" data-end="705">codice fiscale del contribuente</strong>, <strong data-start="707" data-end="725">codice tributo</strong> e <strong data-start="728" data-end="766">anno di riferimento del versamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="1220">Anche <strong data-start="775" data-end="802">una minima imprecisione</strong> su uno di questi dati può compromettere l’intera operazione. Un codice tributo errato o riferito alla tassa sbagliata, un anno indicato in modo scorretto o un codice fiscale digitato male possono portare a <strong data-start="1009" data-end="1030">scarti automatici</strong>, <strong data-start="1032" data-end="1082">ritardi nella contabilizzazione del versamento</strong> o, nei casi peggiori, alla necessità di inviare comunicazioni integrative o richiedere rettifiche agli uffici dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1222" data-end="1657">Queste situazioni generano non solo <strong data-start="1258" data-end="1284">aggravi amministrativi</strong>, ma anche <strong data-start="1295" data-end="1324">costi economici indiretti</strong>, tra cui: sanzioni per mancato pagamento apparente, perdita temporanea di crediti, blocco della compensazione o difficoltà nel rilascio del DURC (documento unico di regolarità contributiva) per le imprese. Inoltre, in caso di accertamento, la correzione tardiva di un errore potrebbe non bastare a evitare conseguenze sanzionatorie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1659" data-end="1984">Per questo è fondamentale adottare un approccio scrupoloso alla compilazione del modello F24, magari con l’assistenza di un commercialista, soprattutto in presenza di compensazioni, tributi complessi o crediti pregressi. La <strong data-start="1883" data-end="1910">precisione nei dettagli</strong> è la prima linea di difesa contro errori costosi e contestazioni fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="128" data-end="212"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="214" data-end="669">Le modifiche introdotte nel 2026 sul modello F24 rappresentano una svolta significativa per il sistema fiscale italiano, soprattutto in termini di maggiore rigore e controllo. La riduzione della soglia per l’accesso alla compensazione, il rafforzamento dei vincoli operativi e l’obbligo di monitoraggio della posizione fiscale segnalano chiaramente la volontà del legislatore di limitare abusi, frodi e utilizzi impropri dei crediti d’imposta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="671" data-end="968">Per imprese e professionisti, ciò si traduce in un’esigenza concreta: adottare strategie fiscali più attente, strutturate e digitalizzate, anche con il supporto di consulenti esperti. L’epoca della compensazione “automatica” è finita: oggi servono pianificazione, precisione e trasparenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1280">È il momento di ripensare il proprio rapporto con il Fisco non solo in ottica di adempimento, ma anche come leva per una gestione più efficiente e sostenibile del carico tributario. Solo così sarà possibile trasformare la stretta normativa in un’opportunità di controllo, ottimizzazione e risparmio legale.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/">Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/">Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</a> was first posted on Marzo 6, 2026 at 5:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Regime Forfettario e Regime del Margine: chiarimenti sulla compatibilità e indicazioni operative</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-Forfettario-e-Regime-del-Margine-chiarimenti-sulla-compatibilita-e-indicazioni-operative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 04:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il Regime Forfettario è diventato una delle opzioni fiscali più utilizzate dai professionisti e dalle piccole partite IVA in Italia, grazie alla sua semplicità e ai vantaggi fiscali che offre. Allo stesso tempo, però, molti operatori commerciali, in particolare quelli che trattano beni usati, antiquariato, opere d’arte o oggetti da collezione, applicano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="327" data-end="976">Negli ultimi anni, il <strong data-start="349" data-end="371">Regime Forfettario</strong> è diventato una delle opzioni fiscali più utilizzate dai professionisti e dalle piccole partite IVA in Italia, grazie alla sua semplicità e ai vantaggi fiscali che offre. Allo stesso tempo, però, molti operatori commerciali, in particolare quelli che trattano beni usati, antiquariato, opere d’arte o oggetti da collezione, applicano il cosiddetto <strong data-start="720" data-end="742">Regime del Margine</strong>, un sistema IVA particolare previsto dalla normativa europea e recepito nel nostro ordinamento. Da qui nasce un dubbio legittimo e frequente: <strong data-start="885" data-end="976">è possibile applicare contemporaneamente il Regime Forfettario e il Regime del Margine?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1479">Questa domanda non è solo teorica, ma ha profonde implicazioni pratiche e fiscali. La risposta, come spesso accade in ambito tributario, non è immediata e richiede un’analisi attenta delle disposizioni normative, delle risposte dell’Agenzia delle Entrate e delle più recenti interpretazioni. In questo articolo faremo chiarezza, fornendo riferimenti concreti alle norme di legge, ai documenti ufficiali e alle possibilità di risparmio fiscale che derivano da una corretta scelta tra questi due regimi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1481" data-end="1497">In questo articolo analizzeremo cosa prevede il <strong data-start="1516" data-end="1538">Regime Forfettario, </strong>come funziona il <strong data-start="1559" data-end="1581">Regime del Margine, </strong>quali sono i chiarimenti forniti dall’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> sulla loro compatibilità e forniremo consigli pratici per scegliere il regime più adatto e risparmiare legalmente sulle tasse.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1481" data-end="1497"><strong>Introduzione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="723">Un recente chiarimento da parte dell’<strong data-start="426" data-end="451">Agenzia delle Entrate</strong> ha fatto luce su una questione che da tempo genera incertezze tra i titolari di partita IVA: è possibile accedere al <strong data-start="569" data-end="591">Regime Forfettario</strong> se in passato non si è mai applicato il <strong data-start="632" data-end="654">Regime del Margine</strong>? La risposta ufficiale è <strong data-start="680" data-end="686">sì</strong>, con alcune precisazioni importanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="725" data-end="1258">L’Amministrazione finanziaria ha infatti confermato che l&#8217;incompatibilità tra il regime forfettario e i regimi IVA speciali, come appunto il regime del margine, è automatica <strong data-start="899" data-end="958">solo quando il regime speciale è obbligatorio per legge</strong>. Tuttavia, se il contribuente non ha mai adottato tale regime speciale nei periodi d’imposta precedenti, potrà legittimamente scegliere di entrare nel <strong data-start="1110" data-end="1132">regime forfettario</strong>, purché siano rispettati tutti i requisiti di accesso previsti dalla normativa (art. 1, commi da 54 a 89, Legge n. 190/2014).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1260" data-end="1584">La stessa <strong data-start="1270" data-end="1309">Circolare n. 10/E del 4 aprile 2016</strong> ribadisce che, qualora il contribuente abbia la facoltà di applicare il regime IVA ordinario e scelga di farlo, può contemporaneamente adottare il forfettario, a patto che tale scelta sia stata esercitata nell&#8217;anno precedente a quello di ingresso nel nuovo regime agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1586" data-end="2090">Nel caso specifico esaminato dall&#8217;Agenzia, poiché il contribuente non aveva mai applicato il regime del margine in passato, viene confermata la possibilità di accedere al forfettario a partire dal 2025, anche qualora egli prosegua nell&#8217;attività di <strong data-start="1834" data-end="1877">compravendita di elettrodomestici usati</strong>. La transizione al forfettario dovrà comunque essere comunicata tramite il <strong data-start="1953" data-end="1971">modello AA9/12</strong> (sezione “variazione dati” e “regimi fiscali agevolati”) e successivamente confermata nella dichiarazione dei redditi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2092" data-end="2325">Questa interpretazione apre quindi la strada a una platea più ampia di operatori economici che, non avendo mai utilizzato regimi IVA speciali, possono ora beneficiare del forfettario con aliquota ridotta e semplificazioni fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2092" data-end="2325"><strong>Cos&#8217;è il Regime del Margine</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="345" data-end="899">Per comprendere appieno i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, è essenziale capire <strong data-start="439" data-end="474">che cos’è il Regime del Margine</strong> e in quali casi il suo utilizzo è obbligatorio. Il <strong data-start="526" data-end="548">Regime del Margine</strong> è un particolare meccanismo IVA riservato a chi commercializza beni usati, oggetti d&#8217;antiquariato, da collezione o opere d’arte. Questo regime consente al venditore di calcolare l’IVA non sull’intero corrispettivo di vendita, ma <strong data-start="778" data-end="815">sul margine di guadagno effettivo</strong>, ovvero sulla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto del bene.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="901" data-end="1286">L&#8217;obiettivo principale di questa disciplina è evitare la doppia imposizione IVA sui beni già assoggettati all’imposta in precedenti passaggi commerciali. Per esempio, un commerciante di elettrodomestici usati o di auto usate, quando acquista i beni da un privato (che non applica IVA), non potrebbe altrimenti detrarre l’imposta. Il Regime del Margine risolve proprio questa criticità.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1288" data-end="1336">Tuttavia, la normativa distingue due situazioni:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1337" data-end="1771">
<li data-start="1337" data-end="1563">
<p data-start="1340" data-end="1563"><strong data-start="1340" data-end="1369">Applicazione obbligatoria</strong>: se la legge prevede espressamente l’utilizzo del regime speciale, il contribuente non può scegliere di adottare il regime IVA ordinario, rendendo quindi incompatibile l&#8217;accesso al forfettario.</p>
</li>
<li data-start="1564" data-end="1771">
<p data-start="1567" data-end="1771"><strong data-start="1567" data-end="1595">Applicazione facoltativa</strong>: se il contribuente ha facoltà di optare per il regime ordinario IVA, e lo fa, allora può accedere al <strong data-start="1698" data-end="1720">Regime Forfettario</strong>, sempre che rispetti gli altri requisiti di legge.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1773" data-end="1968">Va ricordato che il Regime del Margine non si applica su scelta personale, ma solo se l&#8217;attività rientra in quelle previste dall’art. 36 del D.L. 41/1995 e dai successivi aggiornamenti normativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1970" data-end="2233">Questo significa che un operatore che <strong data-start="2011" data-end="2068">non ha mai applicato il Regime del Margine in passato</strong> può, come confermato dall’Agenzia, entrare nel Forfettario senza violare alcuna norma, beneficiando di un’imposizione semplificata e di un prelievo fiscale ridotto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1970" data-end="2233"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33134 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/high-angle-woman-working.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1970" data-end="2233"><strong>Vantaggi fiscali del Regime Forfettario</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="796">Per chi opera nel commercio di beni usati o simili e non ha mai adottato il <strong data-start="449" data-end="471">Regime del Margine</strong>, il passaggio o l’adesione al <strong data-start="502" data-end="524">Regime Forfettario</strong> può tradursi in una serie di vantaggi concreti, sia fiscali che amministrativi. Il Forfettario, introdotto dalla Legge n. 190/2014 e oggetto di numerose modifiche negli anni, rappresenta il principale regime agevolato oggi disponibile per le piccole partite IVA italiane.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="798" data-end="833">Tra i benefici principali troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="834" data-end="1624">
<li data-start="834" data-end="1126">
<p data-start="836" data-end="1126"><strong data-start="836" data-end="865">Imposta sostitutiva unica</strong>: il contribuente paga un&#8217;imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al <strong data-start="971" data-end="978">15%</strong>, ridotta al <strong data-start="991" data-end="997">5%</strong> per le nuove attività nei primi 5 anni, con conseguente risparmio fiscale notevole rispetto alle aliquote progressive ordinarie.</p>
</li>
<li data-start="1127" data-end="1342">
<p data-start="1129" data-end="1342"><strong data-start="1129" data-end="1146">Esenzione IVA</strong>: i contribuenti forfettari non applicano l’IVA sulle fatture emesse, né detraibili né versabili, eliminando quindi i complicati adempimenti IVA (registri, liquidazioni, dichiarazioni periodiche).</p>
</li>
<li data-start="1343" data-end="1489">
<p data-start="1345" data-end="1489"><strong data-start="1345" data-end="1373">Contabilità semplificata</strong>: non sono obbligati a tenere la contabilità ordinaria o semplificata, né ad avere un libro giornale o registri IVA.</p>
</li>
<li data-start="1490" data-end="1624">
<p data-start="1492" data-end="1624"><strong data-start="1492" data-end="1531">Esenzione da ISA e studi di settore</strong>: chi adotta il Forfettario non è soggetto agli <strong data-start="1579" data-end="1623">Indici Sintetici di Affidabilità fiscale</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1626" data-end="1972">Questi vantaggi, uniti alla <strong data-start="1654" data-end="1688">semplificazione amministrativa</strong> e alla <strong data-start="1696" data-end="1733">prevedibilità dell’imposta dovuta</strong>, rendono il Regime Forfettario una scelta vincente soprattutto per chi, come nel caso della compravendita di elettrodomestici usati, si trova ad operare con margini limitati o con una clientela di privati che non richiede fattura con IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1626" data-end="1972"> In definitiva, laddove il <strong data-start="2003" data-end="2025">Regime del Margine</strong> non sia mai stato applicato, entrare nel <strong data-start="2067" data-end="2082">Forfettario</strong> può significare tagliare costi di gestione, risparmiare imposte e dedicare più tempo allo sviluppo del business.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1626" data-end="1972"><strong>Come accedere al Regime Forfettario</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="671">Per i contribuenti che, come confermato dall’Agenzia delle Entrate, non hanno mai applicato il <strong data-start="421" data-end="443">Regime del Margine</strong> e desiderano accedere al <strong data-start="469" data-end="491">Regime Forfettario</strong>, è fondamentale conoscere le corrette procedure per formalizzare il passaggio e non incorrere in errori che potrebbero compromettere il diritto a beneficiare del regime agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="673" data-end="719">La procedura richiede due passaggi principali:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="720" data-end="1478">
<li data-start="720" data-end="1178">
<p data-start="723" data-end="892"><strong data-start="723" data-end="786">Comunicazione di variazione attività tramite modello AA9/12</strong>: occorre compilare il <strong data-start="809" data-end="864">modello di inizio, variazione o cessazione attività</strong> (modello AA9/12) indicando:</p>
<ul data-start="896" data-end="1178">
<li data-start="896" data-end="944">
<p data-start="898" data-end="944">nel <strong data-start="902" data-end="914">Quadro A</strong> la sezione “variazione dati”;</p>
</li>
<li data-start="948" data-end="1178">
<p data-start="950" data-end="1178">nel <strong data-start="954" data-end="966">Quadro B</strong> la scelta del “regime fiscale agevolato”, barrando il codice <strong data-start="1028" data-end="1033">2</strong> riferito al <strong data-start="1046" data-end="1068">Regime Forfettario</strong>.<br />
Questo passaggio è essenziale per aggiornare la propria posizione fiscale presso l’Agenzia delle Entrate.</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1180" data-end="1478">
<p data-start="1183" data-end="1478"><strong data-start="1183" data-end="1229">Conferma tramite dichiarazione dei redditi</strong>: la scelta e l’applicazione effettiva del regime devono essere ribadite nella dichiarazione annuale dei redditi, utilizzando il <strong data-start="1358" data-end="1393">modello Redditi Persone Fisiche</strong>, in cui si attesta di possedere i requisiti richiesti e di applicare il Forfettario.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1480" data-end="1829">Il momento giusto per presentare il modello AA9/12 è entro <strong data-start="1539" data-end="1585">30 giorni dal verificarsi della variazione</strong> (esempio: entro 30 giorni dal 1° gennaio 2025, se il forfettario parte da quell’anno). È inoltre consigliabile fare attenzione ai limiti di ricavi o compensi fissati per il regime: dal 2023, la soglia è stata innalzata a <strong data-start="1807" data-end="1828">85.000 euro annui</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1831" data-end="2031">Una corretta gestione di questi adempimenti permette di evitare sanzioni, contestazioni o l’esclusione retroattiva dal regime agevolato, garantendo la piena fruizione dei benefici fiscali previsti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33135 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/view-financial-details-table-thru-magnifying-glass-close-up.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Limiti e criticità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="691">Nonostante i numerosi vantaggi del <strong data-start="339" data-end="361">Regime Forfettario</strong>, è importante sottolineare che si tratta di un regime fiscale con <strong data-start="428" data-end="446">limiti precisi</strong> e <strong data-start="449" data-end="473">criticità potenziali</strong> che ogni contribuente dovrebbe valutare attentamente prima di aderirvi. La normativa, infatti, prevede una serie di requisiti oggettivi e soggettivi da rispettare sia all’ingresso sia durante la permanenza nel regime.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="693" data-end="744">I principali <strong data-start="706" data-end="738">limiti e cause di esclusione</strong> sono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1642">
<li data-start="745" data-end="1019">
<p data-start="747" data-end="1019"><strong data-start="747" data-end="768">Ricavi o compensi</strong>: come previsto dalla Legge di Bilancio 2023, non bisogna superare <strong data-start="835" data-end="856">85.000 euro annui</strong> di ricavi o compensi. Il superamento di questa soglia fa decadere il regime e comporta il passaggio all’IVA ordinaria e alla contabilità semplificata o ordinaria.</p>
</li>
<li data-start="1020" data-end="1185">
<p data-start="1022" data-end="1185"><strong data-start="1022" data-end="1069">Spese per lavoro dipendente o collaboratori</strong>: il forfettario esclude chi sostiene spese per personale dipendente o assimilato superiori a <strong data-start="1163" data-end="1184">20.000 euro annui</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1186" data-end="1413">
<p data-start="1188" data-end="1413"><strong data-start="1188" data-end="1232">Possesso di redditi da lavoro dipendente</strong>: chi percepisce redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a <strong data-start="1301" data-end="1316">30.000 euro</strong> lordi non può accedere o restare nel forfettario, a meno che l&#8217;attività autonoma sia prevalente.</p>
</li>
<li data-start="1414" data-end="1642">
<p data-start="1416" data-end="1642"><strong data-start="1416" data-end="1445">Cause ostative specifiche</strong>: ad esempio, l&#8217;esercizio di attività direttamente o indirettamente riconducibili a soggetti con cui si hanno rapporti di lavoro subordinato (ex colleghi, datori di lavoro) nei due anni precedenti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1644" data-end="1692">Inoltre, chi aderisce al <strong data-start="1669" data-end="1691">Regime Forfettario</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1693" data-end="1858">
<li data-start="1693" data-end="1733">
<p data-start="1695" data-end="1733">non può detrarre l’IVA sugli acquisti;</p>
</li>
<li data-start="1734" data-end="1858">
<p data-start="1736" data-end="1858">non ha diritto alle detrazioni IRPEF ordinarie (es. per figli a carico, spese mediche) perché paga un’imposta sostitutiva.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1860" data-end="2113">Questi elementi impongono una valutazione strategica: per alcuni contribuenti il Forfettario può risultare fiscalmente più oneroso rispetto al regime ordinario, specialmente in presenza di spese elevate o di necessità di deduzione/detrazione fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1860" data-end="2113"><strong>Regime Forfettario vs Regime del Margine</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="368" data-end="750">Molti contribuenti, soprattutto nel settore della vendita di beni usati come auto, elettrodomestici o oggetti da collezione, si chiedono quale sia la scelta migliore tra <strong data-start="538" data-end="560">Regime Forfettario</strong> e <strong data-start="563" data-end="585">Regime del Margine</strong>. La risposta non è univoca, perché dipende da diversi fattori: la tipologia di clientela, il volume d’affari, i margini di guadagno e il livello di costi sostenuti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="752" data-end="779"><strong data-start="754" data-end="776">Regime Forfettario</strong>:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="780" data-end="1253">
<li data-start="780" data-end="899">
<p data-start="782" data-end="899">Non si applica l’IVA né in acquisto né in vendita. Il prezzo di vendita è lordo e definitivo per il cliente finale.</p>
</li>
<li data-start="900" data-end="1063">
<p data-start="902" data-end="1063">Si paga un’imposta sostitutiva del 15% o 5% (nuove attività) calcolata su un <strong data-start="979" data-end="1010">coefficiente di redditività</strong> (ad esempio 40% o 67% a seconda del codice ATECO).</p>
</li>
<li data-start="1064" data-end="1149">
<p data-start="1066" data-end="1149">Non si deducono i costi reali, ma si applica un <strong data-start="1114" data-end="1146">reddito forfettario presunto</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1150" data-end="1253">
<p data-start="1152" data-end="1253">Non si può detrarre l’IVA sugli acquisti, ma si semplificano drasticamente gli adempimenti contabili.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1255" data-end="1282"><strong data-start="1257" data-end="1279">Regime del Margine</strong>:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1283" data-end="1654">
<li data-start="1283" data-end="1376">
<p data-start="1285" data-end="1376">Si applica l’IVA solo sul guadagno effettivo (prezzo di vendita meno prezzo di acquisto).</p>
</li>
<li data-start="1377" data-end="1511">
<p data-start="1379" data-end="1511">Si calcolano i costi reali di acquisto, il che può risultare più vantaggioso se si hanno <strong data-start="1468" data-end="1485">margini bassi</strong> o <strong data-start="1488" data-end="1508">acquisti costosi</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1512" data-end="1602">
<p data-start="1514" data-end="1602">Richiede la tenuta di registri specifici e comporta un maggiore carico amministrativo.</p>
</li>
<li data-start="1603" data-end="1654">
<p data-start="1605" data-end="1654">Non prevede limiti di ricavi come il forfettario.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1656" data-end="1674">In linea generale:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1675" data-end="2012">
<li data-start="1675" data-end="1814">
<p data-start="1677" data-end="1814">Chi ha <strong data-start="1684" data-end="1699">pochi costi</strong>, margini elevati o fattura prevalentemente a <strong data-start="1745" data-end="1756">privati</strong> trova spesso più conveniente il <strong data-start="1789" data-end="1811">Regime Forfettario</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1815" data-end="2012">
<p data-start="1817" data-end="2012">Chi gestisce un’attività con <strong data-start="1846" data-end="1872">alti costi di acquisto</strong>, margini ridotti e opera nel mercato di beni usati (es. rivenditori auto, antiquari) potrebbe trovare più adatto il <strong data-start="1989" data-end="2011">Regime del Margine</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2014" data-end="2249">In questo scenario, il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate diventa determinante: chi <strong data-start="2105" data-end="2151">non ha mai applicato il Regime del Margine</strong> può optare per il Forfettario senza ostacoli e godere di una gestione fiscale molto più semplice.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2014" data-end="2249"><strong>Esempi pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="317" data-end="611">Per capire concretamente quale sia il regime fiscale più vantaggioso tra il <strong data-start="393" data-end="408">Forfettario</strong> e il <strong data-start="414" data-end="436">Regime del Margine</strong>, è utile analizzare alcuni esempi pratici di calcolo. Immaginiamo il caso di un commerciante di elettrodomestici usati, con un volume d’affari annuo di circa <strong data-start="595" data-end="610">50.000 euro</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="613" data-end="646">Esempio 1: Regime Forfettario</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="647" data-end="876">
<li data-start="647" data-end="678">
<p data-start="649" data-end="678"><strong data-start="649" data-end="665">Ricavi annui</strong>: 50.000 euro</p>
</li>
<li data-start="679" data-end="765">
<p data-start="681" data-end="765"><strong data-start="681" data-end="712">Coefficiente di redditività</strong>: 67% (attività di commercio &#8211; codice ATECO coerente)</p>
</li>
<li data-start="766" data-end="818">
<p data-start="768" data-end="818"><strong data-start="768" data-end="790">Reddito imponibile</strong>: 50.000 x 67% = 33.500 euro</p>
</li>
<li data-start="819" data-end="876">
<p data-start="821" data-end="876"><strong data-start="821" data-end="844">Imposta sostitutiva</strong>: 15% di 33.500 = <strong data-start="862" data-end="876">5.025 euro</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="878" data-end="1004">Non si paga IVA, non si tiene la contabilità ordinaria, non si detrae nulla ma si ha una tassazione semplice e prevedibile.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1006" data-end="1039">Esempio 2: Regime del Margine</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1040" data-end="1391">
<li data-start="1040" data-end="1088">
<p data-start="1042" data-end="1088"><strong data-start="1042" data-end="1075">Prezzo medio di acquisto beni</strong>: 25.000 euro</p>
</li>
<li data-start="1089" data-end="1131">
<p data-start="1091" data-end="1131"><strong data-start="1091" data-end="1118">Prezzo medio di vendita</strong>: 50.000 euro</p>
</li>
<li data-start="1132" data-end="1187">
<p data-start="1134" data-end="1187"><strong data-start="1134" data-end="1156">Margine imponibile</strong>: 50.000 – 25.000 = 25.000 euro</p>
</li>
<li data-start="1188" data-end="1252">
<p data-start="1190" data-end="1252"><strong data-start="1190" data-end="1216">IVA al 22% sul margine</strong>: (25.000 x 22%) = 5.500 euro di IVA</p>
</li>
<li data-start="1253" data-end="1391">
<p data-start="1255" data-end="1391">Tassazione IRPEF: reddito effettivo da dichiarare (deducendo costi reali come acquisti, spese, contributi) con aliquote ordinarie IRPEF.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1393" data-end="1512">In questo caso, pur pagando IVA sul margine, si deducono i costi reali e si applicano le aliquote IRPEF progressive.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1514" data-end="1533">Considerazioni:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1534" data-end="1824">
<li data-start="1534" data-end="1634">
<p data-start="1536" data-end="1634">Se l’attività ha <strong data-start="1553" data-end="1587">margini alti e costi contenuti</strong>, il <strong data-start="1592" data-end="1607">Forfettario</strong> risulta molto conveniente.</p>
</li>
<li data-start="1635" data-end="1824">
<p data-start="1637" data-end="1824">Se invece i <strong data-start="1649" data-end="1683">costi di acquisto sono elevati</strong> (es. auto usate, beni di valore), il <strong data-start="1721" data-end="1743">Regime del Margine</strong> può essere fiscalmente più favorevole grazie alla deduzione effettiva dei costi.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1826" data-end="2028">Questi esempi dimostrano come la <strong data-start="1862" data-end="1911">scelta del regime debba essere personalizzata</strong>, analizzando i numeri reali dell’attività e tenendo conto sia del risparmio fiscale sia degli adempimenti richiesti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="175" data-end="189"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="191" data-end="627">Il chiarimento fornito dall’<strong data-start="219" data-end="244">Agenzia delle Entrate</strong> sulla compatibilità tra il <strong data-start="272" data-end="294">Regime Forfettario</strong> e il <strong data-start="300" data-end="322">Regime del Margine</strong> rappresenta un punto fermo per i contribuenti che operano nel commercio di beni usati. In particolare, è stato confermato che, in assenza di una precedente applicazione del regime del margine, l’accesso al <strong data-start="529" data-end="551">Regime Forfettario</strong> è consentito, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="629" data-end="947">Questa precisazione ribadisce l’importanza di distinguere tra regimi obbligatori per legge e regimi opzionali, evidenziando come il <strong data-start="761" data-end="783">Regime Forfettario</strong> non sia compatibile con i regimi IVA speciali quando questi sono imposti dalla normativa, ma rimanga accessibile in caso di non utilizzo di tali regimi in passato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="949" data-end="1055">Inoltre, la scelta tra <strong data-start="972" data-end="987">Forfettario</strong> e <strong data-start="990" data-end="1012">Regime del Margine</strong> deve sempre essere valutata tenendo conto della struttura dei costi dell’attività, della tipologia di beni trattati, della clientela servita e dell’eventuale incidenza fiscale complessiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1213" data-end="1457">La normativa fiscale italiana offre strumenti diversi, ciascuno con vantaggi e limiti specifici, e la selezione del regime più adatto deve essere il risultato di un’attenta analisi delle proprie caratteristiche aziendali e dei propri obiettivi.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-Forfettario-e-Regime-del-Margine-chiarimenti-sulla-compatibilita-e-indicazioni-operative/">Regime Forfettario e Regime del Margine: chiarimenti sulla compatibilità e indicazioni operative</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-Forfettario-e-Regime-del-Margine-chiarimenti-sulla-compatibilita-e-indicazioni-operative/">Regime Forfettario e Regime del Margine: chiarimenti sulla compatibilità e indicazioni operative</a> was first posted on Luglio 11, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ferie per i titolari di Partita IVA: come gestire il registratore telematico in modalità &#8220;Fuori Servizio&#8221;</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ferie-per-i-titolari-di-Partita-IVA-come-gestire-il-registratore-telematico-in-modalita-Fuori-Servizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 07:25:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[codice 608]]></category>
		<category><![CDATA[ferie]]></category>
		<category><![CDATA[ferie partita iva]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
		<category><![CDATA[registratore telematico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/?p=30070</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, molti titolari di partita IVA decidono di chiudere i loro esercizi commerciali per qualche settimana di ferie. Prima di partire, è utile impostare il registratore telematico su &#8220;fuori servizio&#8220;. Anche se non è un obbligo, questa operazione informa l&#8217;Agenzia delle Entrate del motivo della sospensione dei dati, prevenendo segnalazioni di anomalie. Questa [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ferie-per-i-titolari-di-Partita-IVA-come-gestire-il-registratore-telematico-in-modalita-Fuori-Servizio/">Ferie per i titolari di Partita IVA: come gestire il registratore telematico in modalità “Fuori Servizio”</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ferie-per-i-titolari-di-Partita-IVA-come-gestire-il-registratore-telematico-in-modalita-Fuori-Servizio/">Ferie per i titolari di Partita IVA: come gestire il registratore telematico in modalità &#8220;Fuori Servizio&#8221;</a> was first posted on Luglio 4, 2024 at 9:25 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, molti titolari di <strong>partita IVA</strong> decidono di chiudere i loro esercizi commerciali per qualche settimana di <strong>ferie</strong>. Prima di partire, è utile impostare il <strong>registratore telematico</strong> su &#8220;<strong>fuori servizio</strong>&#8220;. Anche se non è un obbligo, questa operazione <strong>informa l&#8217;Agenzia delle Entrate del motivo della sospensione dei dati, prevenendo segnalazioni di anomalie. Questa procedura è necessaria solo per chiusure superiori ai 12 giorni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il provvedimento dell&#8217;Agenzia delle Entrate del 18 gennaio 2023, n. 15943, descrive le regole per disattivare temporaneamente il registratore telematico.</p>
<p><strong>Se la chiusura dell&#8217;attività supera i 12 giorni o se non si conosce in anticipo la durata dell&#8217;interruzione, bisogna inviare un evento di tipo &#8220;fuori servizio&#8221; (codice 608) per notificare l&#8217;inizio del periodo di inattività. </strong></p>
<p><strong>Il registratore tornerà operativo alla prima trasmissione successiva.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come specificato anche nella risposta all’interpello n. 247/2022, la modalità &#8220;fuori servizio&#8221; permette all&#8217;Amministrazione di<strong> comprendere il motivo di eventuali mancate o tardive trasmissioni dei dati.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per chi chiude meno di una settimana, non è necessario eseguire alcuna procedura. </strong></p>
<p>Le specifiche tecniche aggiornate, versione 11.1, confermano che in caso di chiusure settimanali, domenicali, ferie o altre interruzioni non causate da malfunzionamenti tecnici, il registratore telematico invierà un file unico con i dati del periodo di inattività, indicando un importo zero, alla riapertura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">In breve</span>:</p>
<ul>
<li>Per chiusure inferiori a 12 giorni, non ci sono anomalie per l&#8217;Agenzia delle Entrate.</li>
<li>Per chiusure superiori a 12 giorni, l’Agenzia richiederà chiarimenti via PEC. L&#8217;esercente dovrà spiegare il motivo della mancata trasmissione, che sarà coperta dal flusso di dati &#8220;zero&#8221; inviato dal registratore alla riapertura.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La comunicazione dell&#8217;inattività può avvenire in due modi</h2>
<ol>
<li>Attraverso il <strong>sito web dell’Agenzia delle Entrate</strong>, nella sezione “Area Gestore ed Esercente”, selezionando “Procedure di Emergenza” e poi “Dispositivo Fuori Servizio”.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Utilizzando una <strong>funzionalità specifica del registratore telematico</strong> per impostarlo su “Fuori Servizio – codice 608”. Questa funzione è obbligatoria per i registratori approvati dal 30 giugno 2023. Per i modelli precedenti, è possibile aggiornare il software per adeguarsi alle nuove specifiche tecniche.</li>
</ol><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ferie-per-i-titolari-di-Partita-IVA-come-gestire-il-registratore-telematico-in-modalita-Fuori-Servizio/">Ferie per i titolari di Partita IVA: come gestire il registratore telematico in modalità “Fuori Servizio”</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ferie-per-i-titolari-di-Partita-IVA-come-gestire-il-registratore-telematico-in-modalita-Fuori-Servizio/">Ferie per i titolari di Partita IVA: come gestire il registratore telematico in modalità &#8220;Fuori Servizio&#8221;</a> was first posted on Luglio 4, 2024 at 9:25 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Istruttori sportivi: guida fiscale e previdenziale per aprire la Partita IVA</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Istruttori-sportivi-guida-fiscale-e-previdenziale-per-aprire-la-Partita-IVA-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 11:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ISTRUTTORI SPORTIVI GUIDA FISCALE E PREVIDENZIALE]]></category>
		<category><![CDATA[istruttori sportivi]]></category>
		<category><![CDATA[Istruttori Sportivi Partita IVA]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprire la Partita IVA è un passo fondamentale per gli istruttori sportivi che vogliono operare in maniera professionale e autonoma. In questo articolo, forniremo una guida completa e aggiornata sugli aspetti fiscali e previdenziali di questa scelta, illustrando i requisiti, le procedure e le agevolazioni previste per la categoria. Quando è obbligatoria la Partita IVA [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-sourcepos="3:1-3:36"><strong>Aprire la Partita IVA</strong> è un passo fondamentale per gli <strong>istruttori sportivi</strong> che vogliono operare in <strong>maniera professionale e autonoma</strong>. In questo articolo, forniremo una guida completa e aggiornata sugli aspetti fiscali e previdenziali di questa scelta, illustrando i requisiti, le procedure e le agevolazioni previste per la categoria.</p>
<p data-sourcepos="3:1-3:36">
<h2 data-sourcepos="5:1-5:2">Quando è obbligatoria la Partita IVA per gli Istruttori Sportivi?</h2>
<p data-sourcepos="7:1-7:63">L&#8217;obbligo di apertura della Partita IVA per gli Istruttori Sportivi si verifica in presenza di due condizioni:</p>
<ul data-sourcepos="9:1-9:339">
<li data-sourcepos="9:1-9:339"><strong>Redditi derivanti da attività sportiva superiori a 15.000 euro annui:</strong> Se i compensi derivanti dall&#8217;attività di istruttore sportivo superano il limite di 15.000 euro annui, è obbligatorio aprire la Partita IVA. Questo limite si riferisce al reddito netto, ovvero all&#8217;incasso totale al netto delle spese sostenute per l&#8217;esercizio dell&#8217;attività.</li>
<li data-sourcepos="10:1-11:0"><strong>Prestazioni di lavoro sportivo occasionali:</strong> Anche se i redditi derivanti dall&#8217;attività di istruttore sportivo non superano i 15.000 euro annui, è comunque consigliabile aprire la Partita IVA se si effettuano prestazioni di lavoro sportivo occasionali per <strong>enti o associazioni sportive</strong>. In questo caso, infatti, l&#8217;ente o l&#8217;associazione è obbligato ad applicare l&#8217;imposta sostitutiva del 20% sui compensi erogati all&#8217;istruttore, il quale dovrà comunque provvedere al pagamento delle relative imposte e contributi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="12:1-12:62">Regime Fiscale per gli Istruttori Sportivi con Partita IVA</h2>
<p data-sourcepos="14:1-14:78">Gli Istruttori Sportivi con Partita IVA possono operare in due regimi fiscali:</p>
<ul data-sourcepos="16:1-16:109">
<li data-sourcepos="16:1-16:109"><strong>Regime forfettario:</strong> Questo regime è vantaggioso per chi ha un volume d&#8217;affari non elevato (fino a 65.000 euro annui) e consente di applicare una imposta sostitutiva unica che comprende IRPEF, addizionali locali e IVA. Il regime forfettario prevede inoltre un esonero dalla tenuta della contabilità ordinaria e dalla presentazione della dichiarazione IVA.</li>
<li data-sourcepos="17:1-18:0"><strong>Regime semplificato:</strong> Questo regime è adatto a chi ha un volume d&#8217;affari superiore ai 65.000 euro annui o che non rientra nei requisiti del regime forfettario. Il regime semplificato prevede la tenuta della contabilità semplificata e il pagamento delle imposte tramite il regime di cassa.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="19:1-19:70">Gestione Previdenziale per gli Istruttori Sportivi con Partita IVA</h2>
<p data-sourcepos="21:1-21:369">Gli Istruttori Sportivi con Partita IVA sono iscritti alla <strong>Gestione Separata INPS</strong>, che garantisce loro la copertura previdenziale per l&#8217;invalidità, la vecchiaia e la cessazione dell&#8217;attività lavorativa. I contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS sono a carico sia del lavoratore che del committente, con aliquote che variano a seconda del regime fiscale adottato.</p>
<p data-sourcepos="21:1-21:369">
<h2 data-sourcepos="23:1-23:58">Agevolazioni Previdenziali per gli Istruttori Sportivi</h2>
<p data-sourcepos="25:1-25:85">Per gli Istruttori Sportivi sono previste alcune agevolazioni previdenziali, tra cui:</p>
<ul data-sourcepos="27:1-29:0">
<li data-sourcepos="27:1-27:226"><strong>Riduzione del 50% dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS:</strong> Questa riduzione è applicabile per i primi 5 anni di attività e per i successivi 3 anni se il reddito imponibile non supera i 30.000 euro annui.</li>
<li data-sourcepos="28:1-29:0"><strong>Esenzione dal contributo per l&#8217;assicurazione contro gli infortuni sul lavoro:</strong> Gli Istruttori Sportivi con Partita IVA sono esonerati dal pagamento del contributo per l&#8217;assicurazione contro gli infortuni sul lavoro se il loro reddito imponibile non supera i 35.000 euro annui.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="30:1-30:58">Come Aprire la Partita IVA per gli Istruttori Sportivi</h2>
<p data-sourcepos="32:1-32:82">Per aprire la Partita IVA, gli Istruttori Sportivi devono seguire questi passaggi:</p>
<ul data-sourcepos="34:1-38:0">
<li data-sourcepos="34:1-34:90"><strong>Compilare il modulo telematico di richiesta di iscrizione all&#8217;Agenzia delle Entrate.</strong></li>
<li data-sourcepos="35:1-35:61"><strong>Inviare il modulo telematico all&#8217;Agenzia delle Entrate.</strong></li>
<li data-sourcepos="36:1-36:69"><strong>Effettuare il pagamento della tassa di concessione governativa.</strong></li>
<li data-sourcepos="37:1-38:0"><strong>Iscriversi alla Gestione Separata INPS.</strong></li>
</ul><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Istruttori-sportivi-guida-fiscale-e-previdenziale-per-aprire-la-Partita-IVA-2/">Istruttori sportivi: guida fiscale e previdenziale per aprire la Partita IVA</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Istruttori-sportivi-guida-fiscale-e-previdenziale-per-aprire-la-Partita-IVA-2/">Istruttori sportivi: guida fiscale e previdenziale per aprire la Partita IVA</a> was first posted on Giugno 14, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Regime forfettario per le partite IVA: guida completa 2024</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-forfettario-per-le-partite-IVA-guida-completa-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 12:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[contabilità semplificata]]></category>
		<category><![CDATA[fatturazione elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[imposta sostitutiva]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
		<category><![CDATA[regime forfettario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato dedicato ai piccoli imprenditori e ai professionisti che possiedono determinati requisiti. &#160; Vantaggi: Imposta sostitutiva ridotta: 5% per i primi 5 anni (nuove attività) e 15% negli anni successivi. Contabilità semplificata: non è necessario tenere la contabilità ordinaria. Nessun obbligo di fatturazione elettronica. Pagamento IVA mensile o trimestrale. &#160; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato</strong> dedicato ai piccoli imprenditori e ai professionisti che possiedono determinati requisiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="9:1-9:13">Vantaggi:</h2>
<ul data-sourcepos="11:1-15:0">
<li data-sourcepos="11:1-11:102"><strong>Imposta sostitutiva ridotta:</strong> 5% per i primi 5 anni (nuove attività) e 15% negli anni successivi.</li>
<li data-sourcepos="12:1-12:81"><strong>Contabilità semplificata:</strong> non è necessario tenere la contabilità ordinaria.</li>
<li data-sourcepos="13:1-13:49"><strong>Nessun obbligo di fatturazione elettronica.</strong></li>
<li data-sourcepos="14:1-15:0"><strong>Pagamento IVA mensile o trimestrale.</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="16:1-16:14">Requisiti:</h2>
<ul data-sourcepos="18:1-22:0">
<li data-sourcepos="18:1-18:52"><strong>Ricavi/compensi non superiori a 85.000€ annui.</strong></li>
<li data-sourcepos="19:1-19:98"><strong>Spese per lavoro accessorio, dipendente e collaboratori non superiori a 20.000€ lordi annui.</strong></li>
<li data-sourcepos="20:1-20:71"><strong>Non essere in possesso di partecipazioni in Srl superiori al 20%.</strong></li>
<li data-sourcepos="21:1-22:0"><strong>Non svolgere attività di vendita di beni usati, se non occasionale.</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="23:1-23:17">Come aderire:</h2>
<ul data-sourcepos="25:1-27:0">
<li data-sourcepos="25:1-25:164">Inviare la comunicazione di adesione all&#8217;Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre dell&#8217;anno precedente a quello in cui si vuole applicare il regime forfettario.</li>
<li data-sourcepos="26:1-27:0">Mantenere i requisiti previsti per tutta la durata dell&#8217;adesione al regime.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="28:1-28:25">Cosa cambia nel 2024:</h2>
<ul data-sourcepos="30:1-32:0">
<li data-sourcepos="30:1-30:54"><strong>Aumento del limite di ricavi/compensi a 85.000€.</strong></li>
<li data-sourcepos="31:1-32:0"><strong>Possibilità di applicare il regime forfettario anche per le attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche.</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="50:1-50:16">Conclusione:</h2>
<p data-sourcepos="52:1-52:105">Il regime forfettario può essere un&#8217;opzione vantaggiosa per molti piccoli imprenditori e professionisti.</p>
<p data-sourcepos="54:1-54:107"><strong>Si consiglia di valutare attentamente i requisiti e i vantaggi del regime forfettario prima di aderire.</strong></p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-forfettario-per-le-partite-IVA-guida-completa-2024/">Regime forfettario per le partite IVA: guida completa 2024</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-forfettario-per-le-partite-IVA-guida-completa-2024/">Regime forfettario per le partite IVA: guida completa 2024</a> was first posted on Marzo 26, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Professionista forfettario e Socio di SRL: Quando è possibile?</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Professionista-forfettario-e-Socio-di-SRL-Quando-e-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Silvia Picca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 11:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Guida e Vademecum Fiscale Tributaria]]></category>
		<category><![CDATA[IVA Assistenza Tributaria e Consulenza Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[LEGGI E GIURISPRUDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[controllo diretto e indiretto]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
		<category><![CDATA[professionista]]></category>
		<category><![CDATA[regime forfettario]]></category>
		<category><![CDATA[socio srl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La compatibilità tra l’essere socio di SRL e possedere una Partita IVA forfettaria è spesso al centro di dubbi. Negli anni, infatti, questo regime fiscale ha subito diverse modifiche proprio in relazione ai soggetti che hanno partecipazioni societarie. Ciò ha generato non poche perplessità tra chi si appresta a scegliere il regime forfettario per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La compatibilità tra l’essere socio di SRL e possedere una Partita IVA forfettaria è spesso al centro di dubbi. Negli anni, infatti, questo regime fiscale ha subito diverse modifiche proprio in relazione ai soggetti che hanno partecipazioni societarie.</p>
<p>Ciò ha generato non poche perplessità tra chi si appresta a scegliere il regime forfettario per la propria Partita IVA.</p>
<p>La domanda che spesso ci si pone è:<strong> &#8220;Posso, contemporaneamente, essere socio di SRL e possedere  Partita IVA professionista in regime forfettario?&#8221;</strong></p>
<p><strong><u>Questione n. 1 &#8211; Esercizio della professione</u></strong></p>
<p>Il CNDCEC, con il pronto ordine n. 149 del 19 settembre 2022, ha chiarito che lo status di socio di minoranza di società di capitali è sempre compatibile con l&#8217;esercizio della professione, a meno che non si accerti che l&#8217;iscritto eserciti il proprio controllo o influenza sulla società (ad esempio per il tramite del soggetto che risulti essere il socio di maggioranza) e gestisca, attraverso soggetti terzi, la società.</p>
<p>Pertanto, la partecipazione al capitale sociale realizzata tramite l&#8217;utilizzo del coniuge non legalmente separato o di parenti entro il 4° grado, prestanomi, fiduciari, società nazionali o estere riferibili all&#8217;iscritto all&#8217;albo o da lui controllate, di conviventi risultanti nello stato di famiglia, ecc. rende incompatibile l&#8217;attività quando siano dimostrati e provati i rapporti giuridici di cui sopra e/o l&#8217;influenza dell&#8217;iscritto sui detti soggetti e l&#8217;interesse economico dello stesso.</p>
<p><strong><u>Questione n. 2 &#8211; Applicazione del regime forfettario</u></strong></p>
<p>Per ciò che attiene la permanenza nel regime forfettario, i contribuenti che desiderano applicare il regime agevolato per le partite Iva individuali non devono:</p>
<ul>
<li>Essere soci di società di persone;</li>
<li>Controllare, direttamente o indirettamente, SRL che svolgono la stessa attività economica esercitata individualmente.</li>
</ul>
<p>Per cui, il contribuente potrà continuare ad operare in regime forfettario solo se:</p>
<p>&#8211; non detiene quote di controllo in SRL;</p>
<p>&#8211; detiene quote di controllo in SRL ma l’attività economica svolta dalla società è del tutto diversa da quella riconducibile alla partita Iva individuale del professionista.</p>
<p><u>Come chiarito dalla circolare n. 9/2019 dell&#8217;Agenzia delle Entrate, p</u><u>er la definizione di controllo, diretto e indiretto, occorre riferirsi all’articolo 2359, primo e secondo comma, del Codice Civile.</u></p>
<p>Pertanto, ad esempio, la causa ostativa opererà nel caso di partecipazione, da parte di un contribuente che applichi il regime forfetario, al 50% in una società a responsabilità limitata perché risulta integrato il numero 2) del  primo comma del citato articolo 2359 del Codice Civile.</p>
<p>Il controllo indiretto è specificato al secondo comma, ad esempio, la causa ostativa opererà nel caso in cui la moglie del contribuente detiene una partecipazione pari al 50% in una società a responsabilità limitata (che esercita attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dal predetto contribuente), perché risulta integrato il combinato disposto di cui al primo comma, numero 2), e secondo comma dell’articolo 2359 del Codice Civile.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p><strong><em>Sì, si può essere professionisti con partita Iva in regime forfettario e contemporaneamente soci di SRL ma solo se</em></strong>:</p>
<ul>
<li><strong>si detiene una quota di capitale sociale di minoranza;</strong></li>
<li><strong>non si controlla, né direttamente né indirettamente, la Società.</strong></li>
</ul><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Professionista-forfettario-e-Socio-di-SRL-Quando-e-possibile/">Professionista forfettario e Socio di SRL: Quando è possibile?</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Professionista-forfettario-e-Socio-di-SRL-Quando-e-possibile/">Professionista forfettario e Socio di SRL: Quando è possibile?</a> was first posted on Marzo 22, 2024 at 12:48 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sviluppatore Freelance</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/sviluppatore-freelance/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 17:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[adempimenti fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[calcolo contributi]]></category>
		<category><![CDATA[calcolo imposte]]></category>
		<category><![CDATA[CCIAA]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[consulente]]></category>
		<category><![CDATA[contributi previdenziali]]></category>
		<category><![CDATA[fatturato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sviluppatori free lance di applicazioni mobile per smartphone e ipad (phone, android, etc. ) guida fiscale e vademecum 1. 0 la presente guida o vademecum fiscale, è creata allo scopo di fornire un valido, chiaro e sintetico orientamento, in una disciplina recente e in continua evoluzione, con specifico riferimento alla figura di una singola persona [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sviluppatori free lance di applicazioni mobile per smartphone e ipad (phone, android, etc. ) guida fiscale e vademecum 1. 0 la presente guida o vademecum fiscale, è creata allo scopo di fornire un valido, chiaro e sintetico orientamento, in una disciplina recente e in continua evoluzione, con specifico riferimento alla figura di una singola persona fisica che crea un’opere dell’ingegno, successivamente, avvia una attività con l’ottica di crescer e creare valore, per passare allo step successivo.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/sviluppatore-freelance/">Sviluppatore Freelance</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/sviluppatore-freelance/">Sviluppatore Freelance</a> was first posted on Dicembre 30, 2022 at 6:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Amministratori di Condominio guida fiscale e previdenziale per aprire la partita iva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 17:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministratore condominio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amministratori di condominio, guida fiscale e previdenziale per aprire la partita iva, richiedi un preventivo per la tenuta della contabilità in cloud o tradizionale ai nostri commercialisti, tariffe chiare e sostenibili.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Amministratori di condominio, guida fiscale e previdenziale per aprire la partita iva, richiedi un preventivo per la tenuta della contabilità in cloud o tradizionale ai nostri commercialisti, tariffe chiare e sostenibili.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/amministratori-di-condominio/">Amministratori di Condominio guida fiscale e previdenziale per aprire la partita iva</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/amministratori-di-condominio/">Amministratori di Condominio guida fiscale e previdenziale per aprire la partita iva</a> was first posted on Dicembre 30, 2022 at 6:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Escort: come aprire la Partita IVA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 17:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attività di meretrice]]></category>
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		<category><![CDATA[come aprire la partita iva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Escort come aprire la partita iva, difendere immobili e prevenire avvisi di accertamento, studio commercialista riservato ed esperto.</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/escort-come-aprire-la-partita-iva/">Escort: come aprire la Partita IVA</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/escort-come-aprire-la-partita-iva/">Escort: come aprire la Partita IVA</a> was first posted on Dicembre 30, 2022 at 6:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Escort come aprire la partita iva, difendere immobili e prevenire avvisi di accertamento, studio commercialista riservato ed esperto.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/escort-come-aprire-la-partita-iva/">Escort: come aprire la Partita IVA</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/escort-come-aprire-la-partita-iva/">Escort: come aprire la Partita IVA</a> was first posted on Dicembre 30, 2022 at 6:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Interpreti e Traduttori</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/interpreti-e-traduttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 17:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[come aprire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intrepreti e traduttori come aprire la partita iva ed iscriversi all&#8217;inps commercialista esperto e specializzato, tariffe e costo chiari e sostenibili.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Intrepreti e traduttori come aprire la partita iva ed iscriversi all&#8217;inps commercialista esperto e specializzato, tariffe e costo chiari e sostenibili.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/interpreti-e-traduttori/">Interpreti e Traduttori</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/guide-e-vademecum-fiscali/interpreti-e-traduttori/">Interpreti e Traduttori</a> was first posted on Dicembre 30, 2022 at 6:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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