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	<title>Italia | Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>Italia | Commercialista.it</title>
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		<title>L’Istituto Agricoltori Professionali (IAP): Cos’è, Come Diventarlo e Tutti i Vantaggi Fiscali e Finanziari</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/L-Istituto-Agricoltori-Professionali-IAP-Cos-e-Come-Diventarlo-e-Tutti-i-Vantaggi-Fiscali-e-Finanziari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 14:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[DONAZIONE AZIENDA AGRICOLA]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco ed Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Agevolazioni fiscali agricoltori]]></category>
		<category><![CDATA[Come diventare IAP]]></category>
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		<category><![CDATA[Incentivi imprenditori agricoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settore agricolo Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[Diventare agricoltore professionale è un percorso che unisce passione per la terra e competenze specifiche nel settore agricolo. L&#8217;Istituto Agricoltori Professionali (IAP) rappresenta il punto di riferimento per chiunque desideri lavorare in agricoltura con qualifiche ufficiali e riconosciute, oltre a poter accedere a incentivi economici, finanziamenti e agevolazioni fiscali riservate agli agricoltori professionisti. Ma cosa [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/L-Istituto-Agricoltori-Professionali-IAP-Cos-e-Come-Diventarlo-e-Tutti-i-Vantaggi-Fiscali-e-Finanziari/">L’Istituto Agricoltori Professionali (IAP): Cos’è, Come Diventarlo e Tutti i Vantaggi Fiscali e Finanziari</a> was first posted on Novembre 19, 2024 at 3:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Diventare agricoltore professionale è un percorso che unisce passione per la terra e competenze specifiche nel settore agricolo. L&#8217;Istituto Agricoltori Professionali (IAP) rappresenta il punto di riferimento per chiunque desideri lavorare in agricoltura con qualifiche ufficiali e riconosciute, oltre a poter accedere a incentivi economici, finanziamenti e agevolazioni fiscali riservate agli agricoltori professionisti. Ma cosa significa, esattamente, essere iscritti all&#8217;Istituto Agricoltori Professionali? E quali sono i passaggi necessari per diventare IAP?</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo, esploreremo i requisiti, i vantaggi e le opportunità che derivano dall&#8217;ottenimento del riconoscimento di agricoltore professionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Cos’è l’Istituto Agricoltori Professionali (IAP)</h2>
<p style="text-align: justify;">L’Istituto Agricoltori Professionali è un ente che certifica la qualifica di agricoltore professionale, riconoscendo la competenza e la capacità gestionale di chi lavora nel settore agricolo a titolo principale. Essere riconosciuti come IAP significa, infatti, attestare che l’agricoltura rappresenta la fonte principale di reddito del lavoratore e che vengono dedicate almeno 104 giornate lavorative annuali a questa attività.</p>
<p style="text-align: justify;">La qualifica di IAP è regolamentata dalla Legge n. 153 del 9 maggio 1975 e successivi aggiornamenti, e permette di accedere a una serie di benefici fiscali e agevolazioni economiche. Questi includono l’accesso prioritario a fondi europei e statali, come il <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/common-agricultural-policy/rural-development_it" target="_blank" rel="noopener">Programma di Sviluppo Rurale</a> (PSR), nonché agevolazioni fiscali sulle imposte di registro, catastali e di successione. Grazie a questa certificazione, gli agricoltori possono anche beneficiare di contributi previdenziali ridotti.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come Diventare Agricoltore Professionale (IAP)</h2>
<p style="text-align: justify;">Per ottenere il riconoscimento di agricoltore professionale e iscriversi come IAP, è necessario soddisfare alcuni requisiti specifici. Innanzitutto, l&#8217;aspirante IAP deve dimostrare di possedere competenze tecniche adeguate, acquisite tramite esperienza lavorativa o formazione specifica, come corsi di laurea in agraria o diplomi professionali. In alternativa, anche chi lavora nel settore agricolo da un certo numero di anni può qualificarsi, dimostrando esperienza pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla competenza, il candidato deve dedicare almeno il<strong> 50% del proprio tempo lavorativo all’attività agricola e ottenere da essa almeno il 50% del proprio reddito complessivo.</strong> Questi requisiti possono variare leggermente tra regioni, dato che alcune prevedono una riduzione dei limiti per giovani imprenditori agricoli o per specifiche aree rurali.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda di riconoscimento va presentata alla Regione di residenza o alla <a href="https://www.registroimprese.it/le-camere-di-commercio" target="_blank" rel="noopener">Camera di Commercio</a>, allegando i documenti che attestano i requisiti di tempo e reddito dedicati all’attività agricola. Una volta approvata la domanda, l’agricoltore ottiene la qualifica di IAP e può accedere alle agevolazioni economiche e fiscali previste.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Procedura per la Domanda di Riconoscimento IAP in Sardegna</h2>
<p style="text-align: justify;">In Sardegna, il riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) è gestito direttamente dalla Regione, attraverso le competenti sedi degli assessorati all’agricoltura o tramite le Agenzie regionali, come <a href="https://www.sardegnaagricoltura.it/finanziamenti/" target="_blank" rel="noopener">ARGEA</a> (Agenzia Regionale per la Gestione e l’Erogazione degli Aiuti in Agricoltura). Per ottenere la qualifica di IAP in Sardegna, i candidati devono seguire una procedura specifica che prevede la presentazione di una domanda formale e la verifica dei requisiti.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Requisiti Specifici per la Sardegna</h2>
<p style="text-align: justify;">In Sardegna, i requisiti principali per essere riconosciuti come IAP sono:</p>
<p><strong>Dedizione all’attività agricola</strong>: il candidato deve dedicare almeno il 50% del tempo lavorativo complessivo all’attività agricola e derivarne almeno il 50% del reddito totale.</p>
<p><strong>Competenze tecniche e professionali</strong>: è richiesto il possesso di un diploma o laurea in materie agrarie, o una comprovata esperienza pratica nel settore.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda per la qualifica di IAP in Sardegna va presentata presso l&#8217;ufficio ARGEA del territorio in cui si trova l&#8217;azienda agricola. La domanda deve includere:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Documentazione anagrafica e fiscale</strong>,</li>
<li><strong>Certificati di studio o attestati di esperienze lavorative</strong>,</li>
<li><strong>Documentazione reddituale e catastale</strong> che dimostri la preminenza dell&#8217;attività agricola per reddito e tempo lavorativo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Dopo la presentazione, ARGEA o l&#8217;assessorato competente analizza la domanda e può richiedere ulteriore documentazione. La procedura di approvazione può richiedere alcune settimane, a seconda dei tempi regionali, ma una volta riconosciuto lo status di IAP, l’agricoltore potrà usufruire di agevolazioni e fondi specifici disponibili per il settore agricolo in Sardegna.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Agevolazioni e Fondi per il Settore Agricolo in Sardegna</h2>
<p style="text-align: justify;">Gli agricoltori professionali in Sardegna possono accedere a diverse agevolazioni e fondi specifici, mirati a sostenere e sviluppare il settore agricolo regionale. Ecco una panoramica delle principali opportunità disponibili:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong><a href="https://agriculture.ec.europa.eu/common-agricultural-policy/rural-development_it" target="_blank" rel="noopener">Programma di Sviluppo Rurale</a> (PSR)</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il PSR Sardegna offre finanziamenti per migliorare la competitività delle aziende agricole, promuovere pratiche sostenibili e favorire lo sviluppo delle aree rurali. Tra le misure disponibili, vi sono contributi per investimenti in aziende agricole, sostegno all&#8217;insediamento di giovani agricoltori e incentivi per la diversificazione delle attività agricole.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l&#8217;Acquacoltura (<a href="https://www.sardegnaagricoltura.it/finanziamenti/gestione/pesca.html" target="_blank" rel="noopener">FEAMPA</a>)</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per le aziende operanti nel settore della pesca e dell&#8217;acquacoltura, il FEAMPA 2021-2027 fornisce supporto finanziario per progetti che migliorano la sostenibilità e la competitività del settore. Questo fondo rappresenta l&#8217;evoluzione dei precedenti strumenti come il FEAMP e il FEP.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Agevolazioni Fiscali per gli IAP</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Gli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP) in Sardegna possono beneficiare di agevolazioni fiscali, tra cui riduzioni sulle imposte di registro, catastali e ipotecarie per l&#8217;acquisto di terreni agricoli. Inoltre, sono previste esenzioni o riduzioni sull&#8217;IMU per i terreni posseduti e condotti dagli IAP.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Finanziamenti per Giovani Agricoltori</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">La Regione Sardegna promuove l&#8217;insediamento di giovani nel settore agricolo attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Ad esempio, il bando per l&#8217;avviamento di imprese agricole prevede un premio forfettario per i giovani che si insediano per la prima volta come capi azienda.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ambito del PNRR, sono previsti investimenti per l&#8217;innovazione e la sostenibilità nel settore agricolo. Questi includono fondi per la meccanizzazione agricola, la digitalizzazione e progetti di economia circolare. La Regione Sardegna partecipa a queste iniziative, offrendo opportunità di finanziamento alle aziende locali.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Supporto alle Attività Extra-Agricole</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per favorire la diversificazione del reddito, sono disponibili bandi che finanziano investimenti in attività extra-agricole, come l&#8217;agriturismo, la trasformazione dei prodotti agricoli e altre iniziative complementari all&#8217;attività principale. Questi contributi mirano a integrare il reddito aziendale e a coinvolgere direttamente i membri della famiglia rurale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per accedere a queste agevolazioni, è fondamentale consultare i bandi regionali e nazionali, rispettare le scadenze e preparare la documentazione richiesta. Le agenzie regionali, come <a href="https://www.sardegnaagricoltura.it/" target="_blank" rel="noopener">ARGEA Sardegna</a>, offrono supporto e informazioni aggiornate sulle opportunità disponibili.</p>
<h2 style="text-align: justify;">I Vantaggi Fiscali per gli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP)</h2>
<p style="text-align: justify;">Essere riconosciuti come Imprenditori Agricoli Professionali (IAP) comporta una serie di benefici fiscali che consentono di ridurre notevolmente i costi legati all’acquisto, alla gestione e allo sviluppo di terreni e aziende agricole. Questi vantaggi, previsti dalla normativa nazionale e regionale, sono mirati a incentivare l’attività agricola come settore strategico per l’economia e la tutela del territorio.</p>
<p><strong>1.Riduzione delle Imposte di Registro, Catastali e Ipotecarie</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei benefici più significativi è la riduzione di alcune imposte fondamentali legate all’acquisto di terreni agricoli:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L’<strong>imposta di registro</strong>, normalmente calcolata in percentuale sul valore del terreno, viene ridotta a un importo fisso di <strong>200 euro</strong>.</li>
<li>Le <strong>imposte catastali e ipotecarie</strong> applicabili agli atti di compravendita sono anch’esse fissate a soli <strong>200 euro</strong> ciascuna.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questo vantaggio consente di risparmiare migliaia di euro, rendendo più accessibile per gli agricoltori professionali l’espansione della propria attività tramite l’acquisto di nuovi terreni.</p>
<p><strong>2.  Esenzione dall’IMU sui Terreni Agricoli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli IAP possono usufruire di importanti agevolazioni relative all’IMU (Imposta Municipale Unica):</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Esenzione totale</strong> per i terreni agricoli situati in zone montane o collinari considerate svantaggiate.</li>
<li>Per i terreni in altre zone, è prevista una <strong>riduzione significativa della base imponibile</strong>, garantendo comunque un risparmio.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questa misura è particolarmente utile per gli imprenditori che possiedono grandi estensioni di terreni, riducendo il peso fiscale annuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. Sgravi sui Contributi Previdenziali</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli agricoltori professionali possono accedere a un regime agevolato per i contributi INPS:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>I giovani agricoltori sotto i 40 anni che si insediano per la prima volta possono ottenere <strong>esenzioni contributive per i primi 24 mesi di attività</strong> e riduzioni graduali nei successivi tre anni.</li>
<li>Per gli IAP di tutte le età, sono previste aliquote agevolate sui contributi obbligatori, abbattendo il costo della previdenza.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. IVA Agevolata su Beni e Servizi Agricoli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il regime IVA riservato agli IAP consente di beneficiare di aliquote ridotte e vantaggi aggiuntivi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L’aliquota <strong>agevolata al 4%</strong> si applica su beni strumentali essenziali per l’attività agricola, come macchinari, attrezzature e sementi.</li>
<li>Per specifici beni e servizi agricoli, come la vendita di prodotti aziendali, si applica un’<strong>aliquota del 10%</strong>, inferiore rispetto a quella ordinaria del 22%.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, l’IAP può detrarre integralmente l’IVA pagata sugli acquisti destinati all’attività agricola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5. Agevolazioni su Successioni e Donazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In caso di successione ereditaria o donazione di terreni o aziende agricole, gli IAP possono beneficiare di:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Esenzione totale delle imposte</strong> in presenza di determinati requisiti, come il vincolo di destinazione agricola per almeno cinque anni.</li>
<li>Riduzione delle imposte catastali e ipotecarie anche in caso di trasferimento a titolo gratuito.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questa misura incentiva il passaggio generazionale delle aziende agricole, favorendo la continuità aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6. Accesso Prioritario ai Fondi Pubblici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La qualifica di IAP è considerata un criterio preferenziale per l’accesso ai finanziamenti europei, statali e regionali. Ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Nei bandi del <strong>PSR Sardegna</strong>, gli IAP ricevono un punteggio aggiuntivo, aumentando le probabilità di ottenere contributi a fondo perduto.</li>
<li>Nell’ambito del <strong>PNRR</strong>, gli agricoltori professionali hanno la possibilità di accedere a finanziamenti per investimenti in tecnologie innovative e pratiche sostenibili.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>7. Agevolazioni per l’Agricoltura Biologica e Sostenibile</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli IAP che si dedicano a metodi di coltivazione biologica o integrata possono usufruire di ulteriori incentivi fiscali e contributi, come:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Premi annuali per l’adesione a disciplinari di produzione sostenibile.</li>
<li>Sgravi fiscali su investimenti in macchinari e tecnologie ecocompatibili.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>8. Riduzione sui Costi dei Contratti Agrari</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per gli IAP, i contratti di affitto e concessione di terreni agricoli possono essere soggetti a <strong>imposte ridotte</strong>, favorendo l’accesso alla terra anche a chi non possiede terreni propri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 9. Esonero Contributivo INPS</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’INPS prevede un regime di esonero contributivo per i piccoli imprenditori agricoli con un volume d’affari annuo inferiore a <strong>7.000 euro</strong>. Questo regime consente non solo una riduzione dei costi previdenziali, ma anche una semplificazione delle pratiche contabili e dichiarative, agevolando gli agricoltori nella gestione quotidiana delle loro attività.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10. Credito d’Imposta per il Carburante Agricolo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli agricoltori possono accedere a un <strong>credito d’imposta</strong> dedicato all’acquisto di carburante agricolo. Questo beneficio, particolarmente rilevante per le attività che richiedono un uso intensivo di macchinari, aiuta a ridurre i costi operativi e ad aumentare la sostenibilità economica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>11. Contributi per Nuovi Macchinari Agricoli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per incentivare la modernizzazione del parco macchine agricolo, è disponibile un <strong>contributo economico</strong> per l’acquisto di nuove attrezzature. Questa misura sostiene gli agricoltori nel migliorare la produttività e l’efficienza delle operazioni aziendali.</p>
<p><strong>12. Detassazione dei Redditi Agrari</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, i redditi dominicali e agrari derivanti dai terreni sono completamente detassati fino a <strong>10.000 euro</strong> e subiscono una riduzione del <strong>50%</strong> per i redditi compresi tra <strong>10.000 e 15.000 euro</strong>. Questa agevolazione riduce sensibilmente il carico fiscale sulle aziende agricole di piccole e medie dimensioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi benefici fiscali non solo rendono l’attività agricola economicamente sostenibile, ma incentivano anche il reinvestimento dei risparmi in tecnologie, manodopera e innovazione. In un settore complesso come quello agricolo, tali misure rappresentano un supporto fondamentale per garantire competitività e sviluppo, soprattutto in regioni come la Sardegna, dove il territorio e le tradizioni agricole giocano un ruolo cruciale.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Conclusione: Diventare IAP è una Scelta Strategica</h2>
<p style="text-align: justify;">La qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) rappresenta una risorsa chiave per chi desidera sviluppare un’attività agricola in modo sostenibile, redditizio e competitivo. L’iscrizione all’Istituto Agricoltori Professionali offre non solo un riconoscimento ufficiale delle competenze tecniche e gestionali, ma anche l’accesso a una vasta gamma di agevolazioni fiscali, contributive e finanziarie che possono fare la differenza nella gestione aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i vantaggi più rilevanti spiccano la riduzione delle imposte per l’acquisto e la gestione dei terreni, l’esenzione dall’IMU per specifiche aree agricole e i contributi previdenziali agevolati. Questi benefici non solo riducono il carico fiscale, ma liberano risorse che gli agricoltori possono reinvestire nell’azienda, migliorando produttività e competitività. I finanziamenti del PSR e del PNRR, inoltre, rappresentano un’opportunità unica per innovare le tecnologie, diversificare le coltivazioni e adottare pratiche rispettose dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i giovani agricoltori, la qualifica di IAP è una porta d’ingresso nel settore, con incentivi specifici per l’avvio di nuove imprese agricole e per il ricambio generazionale. In Sardegna, un territorio ricco di potenzialità ma anche di sfide, diventare IAP significa contribuire allo sviluppo locale, preservando tradizioni agricole e promuovendo innovazione e sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, ottenere il riconoscimento di IAP non è solo una formalità, ma un investimento strategico per costruire un futuro agricolo solido, innovativo e rispettoso del territorio. Se sei interessato a intraprendere questo percorso, affidati a professionisti esperti per guidarti nella presentazione della domanda e nell’accesso alle numerose opportunità disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/L-Istituto-Agricoltori-Professionali-IAP-Cos-e-Come-Diventarlo-e-Tutti-i-Vantaggi-Fiscali-e-Finanziari/">L’Istituto Agricoltori Professionali (IAP): Cos’è, Come Diventarlo e Tutti i Vantaggi Fiscali e Finanziari</a> was first posted on Novembre 19, 2024 at 3:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Esenzione IVA per le Associazioni di Medici: Estensione del Regime di Favori Consortili</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Esenzione-IVA-per-le-Associazioni-di-Medici-Estensione-del-Regime-di-Favori-Consortili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Commercialista.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 07:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni di medici]]></category>
		<category><![CDATA[esenzione iva]]></category>
		<category><![CDATA[gestione attività medica]]></category>
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					<description><![CDATA[Le associazioni di medici possono beneficiare dell&#8217;esenzione IVA sulle spese condivise per la gestione delle loro attività, grazie all&#8217;equiparazione di queste strutture associative ai consorzi. Questa possibilità, recentemente confermata dall&#8217;Agenzia delle Entrate con la risposta n. 161 del 26 luglio 2024, rappresenta un&#8217;importante agevolazione per i professionisti del settore sanitario. &#160; L&#8217;Associazione Richiedente Nel caso [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Esenzione-IVA-per-le-Associazioni-di-Medici-Estensione-del-Regime-di-Favori-Consortili/">Esenzione IVA per le Associazioni di Medici: Estensione del Regime di Favori Consortili</a> was first posted on Agosto 2, 2024 at 9:50 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le associazioni di medici possono beneficiare dell&#8217;esenzione IVA sulle spese condivise per la gestione delle loro attività, grazie all&#8217;equiparazione di queste strutture associative ai consorzi. Questa possibilità, recentemente confermata dall&#8217;Agenzia delle Entrate con la risposta n. 161 del 26 luglio 2024, rappresenta un&#8217;importante agevolazione per i professionisti del settore sanitario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;Associazione Richiedente</h2>
<p>Nel caso specifico, l&#8217;associazione richiedente è composta da quattro medici di medicina generale, operanti nello stesso territorio nell&#8217;ambito dell&#8217;assistenza primaria. Questi medici, che non svolgono attività di libera professione per più di cinque ore settimanali, hanno costituito la loro associazione ai sensi dell&#8217;articolo 40 del Dpr 270/2000 e in conformità all&#8217;accordo collettivo nazionale della medicina generale del 22 marzo 2005. L&#8217;associazione ha richiesto all&#8217;Agenzia delle Entrate di chiarire se le s<strong>pese sostenute per la gestione condivisa delle attività</strong>, come assicurazione, manutenzione, pulizia e segreteria, possano essere ripartite tra i membri in esenzione IVA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Quadro Normativo di Riferimento</h2>
<p>La normativa italiana prevede già un regime di esenzione IVA per i servizi prestati da consorzi ai propri soci (articolo 10, comma 2, del Dpr n. 633/1972). Questa esenzione è stata introdotta in conformità con una direttiva comunitaria (direttiva 2006/211/CE) che mira a evitare che le associazioni autonome di persone che svolgono attività esenti subiscano svantaggi a causa dell&#8217;indetraibilità dell&#8217;IVA sui loro acquisti.</p>
<p>La normativa comunitaria vuole, infatti, <strong>impedire che i soggetti esenti siano penalizzati nel confronto con i concorrenti che possono detrarre l&#8217;IVA.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Estensione dell&#8217;Esenzione alle Associazioni di Medici</h2>
<p>L&#8217;Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime di esenzione previsto per i consorzi può essere esteso anche alle associazioni di medici, a condizione che queste strutture operino con finalità simili a quelle dei consorzi. Questo principio è stato confermato anche da precedenti circolari e risoluzioni, come la circolare n. 23/2009 e la risoluzione n. 30/2012, che hanno stabilito che l&#8217;esenzione non dipende dalla forma giuridica dell&#8217;associazione, ma dalla natura dei servizi forniti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>In sintesi, l&#8217;Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che le associazioni di medici, pur non essendo formalmente consorzi, possono comunque beneficiare dell&#8217;esenzione IVA per la ripartizione delle spese comuni. Questo riconoscimento rappresenta un&#8217;importante conferma del principio che l&#8217;esenzione deve essere applicata in modo da non creare distorsioni della concorrenza tra strutture associative con finalità analoghe.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Esenzione-IVA-per-le-Associazioni-di-Medici-Estensione-del-Regime-di-Favori-Consortili/">Esenzione IVA per le Associazioni di Medici: Estensione del Regime di Favori Consortili</a> was first posted on Agosto 2, 2024 at 9:50 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La decisione sull&#8217;Iva: la legge nazionale prevale</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/La-decisione-sull-Iva-la-legge-nazionale-prevale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 11:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evasione e Reati tributari]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[Corte di Giustizia UE]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[In situazioni di frode fiscale relativa all&#8217;Imposta sul Valore Aggiunto (Iva), gli Stati membri dell&#8217;UE possono adottare interpretazioni differenti delle normative comunitarie. &#160; Sentenza della Corte di Giustizia La Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, con la sentenza del 1° luglio 2021 nella causa C-521/2019, ha stabilito che, nel caso di un operatore Iva completamente evasore, [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/La-decisione-sull-Iva-la-legge-nazionale-prevale/">La decisione sull&#8217;Iva: la legge nazionale prevale</a> was first posted on Luglio 26, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In situazioni di frode fiscale relativa all&#8217;Imposta sul Valore Aggiunto (Iva), gli Stati membri dell&#8217;UE possono adottare interpretazioni differenti delle normative comunitarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Sentenza della Corte di Giustizia</h2>
<p>La Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, con la sentenza del 1° luglio 2021 nella causa C-521/2019, ha stabilito che, <strong>nel caso di un operatore Iva completamente evasore, gli importi ricostruiti dal fisco devono essere considerati comprensivi di Iva, a meno che la legislazione nazionale non permetta ai soggetti passivi di ripercuotere e detrarre successivamente l&#8217;Iva, nonostante l&#8217;evasione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Caso Specifico</h2>
<p>Un agente artistico spagnolo, soggetto Iva, forniva servizi a un gruppo di imprese per la gestione di orchestre durante feste patronali in Galizia. I pagamenti venivano effettuati in contanti, senza fattura, e non venivano dichiarati né all&#8217;agenzia delle entrate spagnola né a titolo di imposta sulle società né a titolo di Iva. L&#8217;agente riceveva una percentuale delle entrate del gruppo, ma non dichiarava né contabilizzava questi introiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;Ispezione Fiscale</h2>
<p>L&#8217;Agenzia delle Entrate spagnola, durante un&#8217;ispezione, determinò che gli importi percepiti dall&#8217;agente dovevano essere considerati come non inclusivi di Iva, aumentando così la base imponibile. Questo portò alla <strong>liquidazione dell&#8217;imposta sul reddito e all&#8217;inflizione delle sanzioni corrispondenti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Processo</h2>
<p>Il contribuente contestò questa decisione, portando la questione davanti al Tribunale Economico-Amministrativo della Galizia, che confermò la correttezza delle rettifiche fiscali. Successivamente, l&#8217;agente presentò ricorso alla Corte Superiore di Giustizia della Galizia, sostenendo che l&#8217;Iva dovesse essere considerata inclusa nel prezzo convenuto delle operazioni occulte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Questione Pregiudiziale</h2>
<p>La Corte Superiore di Giustizia della Galizia sospese il procedimento e sottopose la questione alla Corte di Giustizia UE. La domanda era se gli articoli 73 e 78 della direttiva Iva permettessero di considerare l&#8217;Iva inclusa nel prezzo delle operazioni occulte non fatturate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Interpretazione della Corte di Giustizia</h2>
<p>La Corte di Giustizia ha precisato che la determinazione della base imponibile non può essere utilizzata dagli Stati membri come strumento per combattere la frode fiscale. Tuttavia, la direttiva Iva prevede che i soggetti passivi che non rispettano le norme, specialmente in materia di fatturazione, non possono detrarre l&#8217;Iva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La direttiva Iva, letta alla luce del principio di neutralità, deve essere interpretata nel senso che gli importi ricostruiti <strong>durante un&#8217;ispezione fiscale devono essere considerati comprensivi di Iva, a meno che la normativa nazionale consenta ai soggetti passivi di ripercuotere e detrarre successivamente l&#8217;Iva.</strong> Interpretazioni diverse comprometterebbero il principio di neutralità e farebbero gravare l&#8217;onere dell&#8217;Iva su soggetti diversi dal consumatore finale.</p>
<p>Questa decisione evidenzia come la legislazione nazionale giochi un ruolo cruciale nel determinare la base imponibile e le sanzioni in caso di frode Iva.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/La-decisione-sull-Iva-la-legge-nazionale-prevale/">La decisione sull&#8217;Iva: la legge nazionale prevale</a> was first posted on Luglio 26, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ZES Unica Mezzogiorno: Pubblicato il Decreto Attuativo del Credito d&#8217;Imposta</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-Unica-Mezzogiorno-Decreto-Attuativo-Credito-Imposta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Silvia Picca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 14:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Credito di imposta - Tax Credit]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato, con Decreto Ministeriale del 17 maggio 2024, le disposizioni attuative relative al credito d'imposta per la Zona Economica Speciale (ZES) Unica del Mezzogiorno.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-Unica-Mezzogiorno-Decreto-Attuativo-Credito-Imposta/">ZES Unica Mezzogiorno: Pubblicato il Decreto Attuativo del Credito d&#8217;Imposta</a> was first posted on Maggio 22, 2024 at 4:15 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato, con Decreto Ministeriale del 17 maggio 2024, le disposizioni attuative relative al credito d&#8217;imposta per la Zona Economica Speciale (ZES) Unica del Mezzogiorno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo Decreto rappresenta un passo cruciale nella promozione degli investimenti nel Sud Italia, definendo con chiarezza i soggetti beneficiari, gli investimenti ammissibili, la misura del credito d&#8217;imposta, la procedura di accesso, le modalità di fruizione e i controlli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Soggetti beneficiari</h2>
<p style="text-align: justify;">Possono accedere al credito d&#8217;imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato già operative o che si insediano nella ZES unica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Soggetti esclusi</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell&#8217;industria siderurgica, carbonifera e della lignite, dei trasporti, esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, e delle relative infrastrutture, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga nonché&#8217; nei settori creditizio, finanziario e assicurativo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;agevolazione, altresì, non si applica alle imprese che si trovano in stato di liquidazione o di scioglimento ed alle imprese in difficoltà come definite dall&#8217;art. 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Investimenti ammissibili</h2>
<p style="text-align: justify;">Sono agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale, come definito all&#8217;art. 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>macchinari, impianti e attrezzature varie</li>
<li>terreni e acquisizione, realizzazione ovvero ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella ZES unica ed effettivamente utilizzati per l&#8217;esercizio dell’attività nella struttura produttiva ubicata nelle zone assistite delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">N.B.: Gli investimenti in beni immobili strumentali sono agevolabili anche se riguardanti beni già utilizzati dal dante causa o da altri soggetti per lo svolgimento di un’attività economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il valore dei terreni e dei fabbricati ammessi all&#8217;agevolazione non può superare il 50% del valore complessivo dell&#8217;investimento agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono agevolabili esclusivamente le acquisizioni avvenute tra soggetti tra i quali non debbono sussistere rapporti di controllo o di collegamento di cui all&#8217;art. 2359 del Codice civile e, comunque, realizzate a condizioni di mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono agevolabili i progetti di investimento il cui costo complessivo sia inferiore a 200.000 euro.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Misura del credito d’imposta<img fetchpriority="high" decoding="async" class=" td-modal-image aligncenter wp-image-29743 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/05/aliquota-1.png" alt="" width="998" height="367" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/05/aliquota-1.png 998w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/05/aliquota-1-300x110.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/05/aliquota-1-768x282.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/05/aliquota-1-150x55.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/05/aliquota-1-600x221.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/05/aliquota-1-696x256.png 696w" sizes="(max-width: 998px) 100vw, 998px" /></h2>
<h2>Procedura di accesso</h2>
<p style="text-align: justify;">Per accedere al contributo sotto forma di credito d&#8217;imposta, i soggetti interessati comunicano all&#8217;Agenzia delle entrate, dal 12 giugno al 12 luglio 2024, l&#8217;ammontare delle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2024 e quelle che prevedono di sostenere fino al 15 novembre 2024.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate approverà il modello di comunicazione</strong>, con le relative istruzioni, e definirà il contenuto e le modalità di trasmissione dello stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il totale del credito spettante sarà determinato dall’Agenzia delle Entrate che rapporterà il limite di spesa all’ammontare complessivo dei crediti totali richiesti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Modalità di fruizione</h2>
<p style="text-align: justify;">Il credito d&#8217;imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall&#8217;Agenzia delle Entrate, a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate e, comunque, non prima della data di realizzazione dell&#8217;investimento.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sei interessato ad ottenere il credito d’imposta per il Tuo investimento? </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Non esitare a contattarci, compila subito </em></strong><strong><em>il form di contatto</em></strong><strong><em>!</em></strong></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-Unica-Mezzogiorno-Decreto-Attuativo-Credito-Imposta/">ZES Unica Mezzogiorno: Pubblicato il Decreto Attuativo del Credito d&#8217;Imposta</a> was first posted on Maggio 22, 2024 at 4:15 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al via il Credito d&#8217;Imposta ZES per il Mezzogiorno: Domande dal 12 Giugno!</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-Imposta-ZES-Mezzogiorno-Domande-dal-12-Giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Silvia Picca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 07:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Credito di imposta - Tax Credit]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ZES]]></category>
		<category><![CDATA[12 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[AGEVOLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[credito d'imposta]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgietti]]></category>
		<category><![CDATA[IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione domanda]]></category>
		<category><![CDATA[Sud Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Una svolta importante per il Mezzogiorno d'Italia: il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto attuativo relativo al credito d’imposta per gli investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno, previsto dall'articolo 16 del Decreto Legge n. 124/2023.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-Imposta-ZES-Mezzogiorno-Domande-dal-12-Giugno/">Al via il Credito d&#8217;Imposta ZES per il Mezzogiorno: Domande dal 12 Giugno!</a> was first posted on Maggio 20, 2024 at 9:59 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Una svolta importante per il Mezzogiorno d&#8217;Italia</strong>: il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto attuativo relativo al credito d’imposta per gli investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno, previsto dall&#8217;articolo 16 del Decreto Legge n. 124/2023.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><u>Le imprese interessate potranno presentare le loro domande dal 12 giugno al 12 luglio 2024.</u></strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Il Decreto Legge 124/2023 e la ZES unica del Mezzogiorno</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">L’articolo 16 del D.L. 124/2023 istituisce un credito d’imposta volto a incentivare gli investimenti nelle aree più svantaggiate del Sud Italia, concentrandosi sulla creazione di una Zona Economica Speciale unica. Questa misura mira a stimolare la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo infrastrutturale in una regione che storicamente ha sofferto di un significativo divario rispetto al resto del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">La ZES unica del Mezzogiorno copre varie regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Dettagli e Obiettivi del Credito d’Imposta</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Le imprese che operano in questi territori possono beneficiare del credito d’imposta per investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, in beni strumentali nuovi quali <strong>macchinari, impianti e attrezzature varie</strong> destinate a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantante nel territorio, nonché all’acquisto di <strong>terreni</strong> e all’acquisizione, alla realizzazione ovvero all’ampliamento di <strong>immobili strumentali</strong> agli investimenti. Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell&#8217;investimento agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il credito d’imposta è una misura fiscale che consente alle imprese di ridurre l’ammontare di imposte, tasse e contributi da pagare in base agli investimenti effettuati. <span style="text-decoration: underline;"><strong>Nello specifico, le imprese che investiranno in beni strumentali nuovi nelle ZES potranno beneficiare di un credito d’imposta fino al 60% per le piccole imprese, fino al 50% per le medie imprese e fino al 40% per le grandi imprese.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo principale di questo incentivo è favorire la modernizzazione delle aziende, migliorare la competitività delle imprese del Sud Italia e attrarre nuovi investimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, si punta a ridurre il tasso di disoccupazione, stimolare l’innovazione e incrementare la produttività del Mezzogiorno.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Presentazione delle Domande</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Le domande per accedere al credito d’imposta potranno essere presentate a partire dal 12 giugno 2024 fino al 12 luglio 2024; sarà necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle <strong>spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2024 e quelle che si prevedono di sostenere fino al 15 novembre 2024</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Impatto Atteso</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il decreto firmato dal Ministro Giorgetti rappresenta una tappa cruciale per il rilancio economico del Mezzogiorno. L’auspicio è che il credito d’imposta possa attirare nuovi investimenti, sia italiani che esteri, favorendo uno sviluppo economico sostenibile e duraturo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorità locali e le associazioni di categoria hanno accolto con favore l’annuncio, sottolineando l’importanza di misure concrete per sostenere la crescita del Sud Italia. Si tratta di un’opportunità significativa per le imprese della regione, che potranno beneficiare di un sostegno finanziario rilevante per rafforzare le proprie attività e competere su scala nazionale e internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, la firma del decreto attuativo del credito d’imposta per gli investimenti nella ZES unica del Mezzogiorno rappresenta un passo fondamentale verso la riduzione del divario economico tra Nord e Sud Italia, promuovendo lo sviluppo e la prosperità nelle regioni meridionali del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">In attesa della pubblicazione del testo del Decreto e del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, con il relativo modello utile alla richiesta del credito d’imposta, le imprese interessate sono invitate a prepararsi per presentare le loro domande a partire dal 12 giugno 2024, sfruttando al massimo questa importante opportunità.</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sei interessato ad ottenere il credito d&#8217;imposta per il Tuo investimento? </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Non esitare a contattarci, compila subito </em></strong><strong><em>il form di contatto</em></strong><strong><em>!</em></strong></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-Imposta-ZES-Mezzogiorno-Domande-dal-12-Giugno/">Al via il Credito d&#8217;Imposta ZES per il Mezzogiorno: Domande dal 12 Giugno!</a> was first posted on Maggio 20, 2024 at 9:59 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contratto di Cointeressenza agli Utili</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Contratto-di-Cointeressenza-agli-Utili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Silvia Picca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 14:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[cointeressenza]]></category>
		<category><![CDATA[collaboratore]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[perdite]]></category>
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					<description><![CDATA[Il contratto di cointeressenza agli utili rappresenta uno strumento giuridico-economico di grande rilevanza nel contesto imprenditoriale italiano. Questo tipo di accordo, regolato dagli articoli 2554 e seguenti del Codice Civile, consente a più soggetti di collaborare per condividere i profitti derivanti da una specifica attività economica. In questo articolo, esamineremo in dettaglio le caratteristiche, i [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Contratto-di-Cointeressenza-agli-Utili/">Contratto di Cointeressenza agli Utili</a> was first posted on Maggio 17, 2024 at 4:45 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il contratto di cointeressenza agli utili rappresenta uno strumento giuridico-economico di grande rilevanza nel contesto imprenditoriale italiano. Questo tipo di accordo, regolato dagli articoli 2554 e seguenti del Codice Civile, consente a più soggetti di collaborare per condividere i profitti derivanti da una specifica attività economica. In questo articolo, esamineremo in dettaglio le caratteristiche, i vantaggi, le implicazioni legali e fiscali, nonché gli scenari pratici in cui tale contratto può essere applicato con successo, facendo una distinzione tra cointeressenza propria e impropria.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Definizione e Caratteristiche Principali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il contratto di cointeressenza agli utili è un accordo attraverso il quale uno o più imprenditori coinvolgono un collaboratore esterno nella partecipazione agli utili della propria impresa. Questo tipo di contratto presenta alcune peculiarità che lo distinguono da altre forme contrattuali:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Partecipazione agli Utili:</strong> Il collaboratore ha diritto a una quota degli utili netti dell&#8217;impresa, calcolati secondo le modalità stabilite nel contratto. Questa partecipazione agli utili è solitamente espressa in termini percentuali e può variare in base ai risultati economici dell&#8217;attività.</li>
<li><strong>Rapporto di Lavoro Autonomo:</strong> Solitamente, il collaboratore che sottoscrive un contratto di cointeressenza agli utili non è considerato un dipendente, ma piuttosto un lavoratore autonomo o un libero professionista. Questo consente una maggiore flessibilità nel definire le condizioni di collaborazione.</li>
<li><strong>Adattabilità:</strong> Le clausole del contratto possono essere adattate alle esigenze specifiche delle parti coinvolte, permettendo di stabilire modalità di calcolo degli utili, periodi di pagamento e altri dettagli operativi secondo le necessità.</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Distinzione tra Cointeressenza Propria e Impropria</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">È fondamentale distinguere tra cointeressenza propria e impropria, due varianti del contratto che presentano differenze significative:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Cointeressenza Propria:</strong> In questo caso, il collaboratore non partecipa solo agli utili dell&#8217;impresa, ma anche alle perdite, seppure in misura limitata e specificata nel contratto. Il collaboratore diventa quindi un vero e proprio socio, condividendo con l&#8217;imprenditore sia i rischi sia i benefici dell&#8217;attività economica.</li>
<li><strong>Cointeressenza Impropria:</strong> In questa variante, il collaboratore partecipa esclusivamente agli utili, senza alcuna responsabilità per le perdite. Questo tipo di cointeressenza è più simile a una forma di incentivazione e non comporta l&#8217;assunzione di rischi da parte del collaboratore. È particolarmente utile quando si desidera motivare il collaboratore senza esporlo a rischi finanziari.</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Vantaggi del Contratto di Cointeressenza agli Utili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;adozione di un contratto di cointeressenza agli utili può offrire molteplici benefici, sia per l&#8217;imprenditore sia per il collaboratore:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Incentivazione e Motivazione:</strong> La prospettiva di partecipare agli utili dell&#8217;impresa rappresenta un potente incentivo per il collaboratore, spingendolo a lavorare con maggiore impegno e dedizione per contribuire al successo dell&#8217;attività. Questo può tradursi in un incremento della produttività e nella qualità del lavoro svolto.</li>
<li><strong>Flessibilità Contrattuale:</strong> A differenza dei contratti di lavoro subordinato, il contratto di cointeressenza agli utili offre una maggiore flessibilità nella definizione delle condizioni di collaborazione. Le parti possono stabilire clausole personalizzate in base alle specifiche esigenze e obiettivi dell&#8217;attività economica.</li>
<li><strong>Risparmio sui Costi Fissi:</strong> L&#8217;imprenditore non è tenuto a pagare uno stipendio fisso al collaboratore, il cui compenso è strettamente legato ai risultati economici dell&#8217;impresa. Questo può rappresentare un vantaggio significativo, soprattutto per le imprese di piccole e medie dimensioni che desiderano contenere i costi operativi.</li>
<li><strong>Condivisione del Rischio:</strong> Il collaboratore condivide il rischio legato alla variabilità degli utili. Questo crea un senso di collaborazione e partnership tra le parti, favorendo una maggiore coesione e sinergia all&#8217;interno dell&#8217;impresa.</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Implicazioni Legali e Fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">La stipulazione di un contratto di cointeressenza agli utili comporta alcune implicazioni legali e fiscali che devono essere attentamente considerate per garantire la validità e l&#8217;efficacia dell&#8217;accordo:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Forma Scritta:</strong> Sebbene il Codice Civile non richieda espressamente la forma scritta per la validità del contratto di cointeressenza, è fortemente consigliabile redigere l&#8217;accordo in forma scritta. Questo permette di delineare chiaramente i diritti e gli obblighi delle parti, la percentuale di partecipazione agli utili, le modalità di calcolo degli stessi e altri dettagli rilevanti.</li>
<li><strong>Durata del Contratto:</strong> Le parti possono stabilire una durata determinata o indeterminata per il contratto di cointeressenza agli utili. È possibile prevedere clausole di recesso anticipato, che consentano a una delle parti di terminare l&#8217;accordo prima della scadenza pattuita, rispettando eventuali periodi di preavviso.</li>
<li><strong>Obblighi Fiscali:</strong> Entrambi i soggetti coinvolti nel contratto devono adempiere agli obblighi fiscali previsti dalla normativa vigente. In particolare, l&#8217;imprenditore deve dichiarare i redditi derivanti dall&#8217;attività economica, mentre il collaboratore deve dichiarare la quota di utili percepita. È importante considerare le eventuali implicazioni fiscali relative alla tipologia di reddito e alla sua tassazione.</li>
<li><strong>Regolamentazione delle Controversie:</strong> È consigliabile includere nel contratto clausole che regolino le modalità di risoluzione delle eventuali controversie, ad esempio attraverso l&#8217;arbitrato o la mediazione. Questo può contribuire a prevenire lunghi e costosi contenziosi legali.</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Scenari Pratici di Applicazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il contratto di cointeressenza agli utili trova applicazione in una varietà di contesti imprenditoriali e professionali. Alcuni esempi pratici includono:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Start-up e Imprese Innovative:</strong> Le start-up e le imprese innovative spesso utilizzano questo tipo di contratto per coinvolgere talenti esterni e professionisti con competenze specifiche, incentivandoli a contribuire attivamente al successo dell&#8217;impresa.</li>
<li><strong>Settore Agroalimentare:</strong> Nel settore agroalimentare, gli agricoltori possono stipulare contratti di cointeressenza con commercianti o distributori, condividendo gli utili derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli.</li>
<li><strong>Studi Professionali:</strong> Gli studi professionali (ad esempio studi legali o studi di consulenza) possono utilizzare contratti di cointeressenza per coinvolgere collaboratori esterni in progetti specifici, condividendo gli utili derivanti dalle prestazioni professionali.</li>
<li><strong>Attività Commerciali e Artigianali:</strong> Le piccole attività commerciali e artigianali possono beneficiare della cointeressenza agli utili per incentivare i collaboratori a migliorare le vendite e la qualità dei servizi offerti.</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il contratto di cointeressenza agli utili rappresenta un efficace strumento di collaborazione e incentivazione all’interno delle dinamiche aziendali. Grazie alla sua flessibilità e ai vantaggi economici che può offrire, costituisce una valida alternativa ai tradizionali rapporti di lavoro subordinato. Tuttavia, per garantire un’efficace applicazione e prevenire controversie, è fondamentale che il contratto sia redatto con precisione, rispettando tutte le norme giuridiche e fiscali applicabili.</p>
<p style="text-align: justify;">In un contesto economico sempre più dinamico e competitivo, la cointeressenza agli utili può contribuire a creare sinergie positive tra imprenditori e collaboratori, favorendo la crescita e la sostenibilità delle imprese. Per questo motivo, è uno strumento che merita attenzione e approfondimento da parte di tutti gli operatori economici interessati a sviluppare modelli di collaborazione innovativi e proficui.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Contratto-di-Cointeressenza-agli-Utili/">Contratto di Cointeressenza agli Utili</a> was first posted on Maggio 17, 2024 at 4:45 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Regione Puglia: Investimento agevolato per creazione di Casa Funeraria (Titolo II Capo 3 Reg. Regionale 17/2014)</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regione-Puglia-Investimento-agevolato-per-creazione-di-Casa-Funeraria-Titolo-II-Capo-3-Reg-Regionale-172014/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Silvia Picca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 09:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[casa funeraria]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[investimento agevolato]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Titolo II]]></category>
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					<description><![CDATA[La regione Puglia, attraverso il &#8220;Titolo II Capo 3&#8221; della Legge Regionale 17/2014, offre un&#8217;importante opportunità di finanziamento per le piccole e medie imprese (PMI). Questo strumento è concepito per favorire gli investimenti produttivi, stimolare la crescita economica locale e promuovere l&#8217;occupazione. Tra le varie iniziative che possono beneficiare di questi fondi, la creazione di [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regione-Puglia-Investimento-agevolato-per-creazione-di-Casa-Funeraria-Titolo-II-Capo-3-Reg-Regionale-172014/">Regione Puglia: Investimento agevolato per creazione di Casa Funeraria (Titolo II Capo 3 Reg. Regionale 17/2014)</a> was first posted on Maggio 16, 2024 at 11:33 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La regione Puglia, attraverso il &#8220;Titolo II Capo 3&#8221; della Legge Regionale 17/2014, offre un&#8217;importante opportunità di finanziamento per le piccole e medie imprese (PMI).</p>
<p>Questo strumento è concepito per favorire gli investimenti produttivi, stimolare la crescita economica locale e promuovere l&#8217;occupazione. Tra le varie iniziative che possono beneficiare di questi fondi, <strong>la creazione di una casa funeraria rappresenta un&#8217;opzione di particolare rilevanza</strong>.</p>
<p>Le case funerarie svolgono un ruolo fondamentale nel fornire servizi essenziali alle comunità durante i momenti più difficili, offrendo supporto e assistenza alle famiglie colpite da un lutto. Avviare una casa funeraria non solo risponde a una domanda concreta, ma rappresenta anche un&#8217;opportunità imprenditoriale significativa, in grado di combinare aspetti economici e sociali.</p>
<h2><strong>A quanto ammontano gli investimenti e le agevolazioni del Titolo II capo 3? </strong></h2>
<p><u>L&#8217;aiuto sarà erogato in forma di contributo in conto Impianti determinato sul montante degli Interessi di un finanziamento concesso da un Soggetto Finanziatore.</u></p>
<p>Il contributo viene riconosciuto in misura pari all&#8217;Interest Rate Swap (Euribor 6 mesi versus tasso fisso) denaro, in euro a 10 anni {10Y/6M), pubblicato sul quotidiano &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; il giorno della stipula del finanziamento da parte del Soggetto Finanziatore, maggiorato di uno spread.</p>
<p>Al momento la misura dello spread è pari al 5% (500 punti base); tale valore viene aggiornato di anno in anno.</p>
<p>Il contributo in conto impianti calcolato sul montante degli interessi comprenderà l’eventuale preammortamento:</p>
<ul>
<li>Per una durata massima di 12 mesi per i finanziamenti destinati all&#8217;acquisto di macchinari e di attrezzature;</li>
<li>Per una durata massima di 24 mesi per i finanziamenti destinati all&#8217;ampliamento dello stabilimento.</li>
</ul>
<p>Qualunque sia la maggior durata del contratto di finanziamento, il contributo in conto impianti determinato sul montante degli Interessi sarà calcolato con riferimento ad una durata massima del finanziamento (al netto dell’eventuale periodo di preammortamento) di:</p>
<ul>
<li>sette anni per i finanziamenti destinati alla creazione, all’ampliamento e/o all’ammodernamento dello stabilimento;</li>
<li>cinque anni per i finanziamenti destinati all’acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e licenze.</li>
</ul>
<p>Le agevolazioni saranno calcolate, indipendentemente dall’ammontare del progetto ammissibile, su un importo finanziato massimo di:</p>
<p>− 4.000.000 di euro in caso di soggetti proponenti di medie dimensioni;</p>
<p>− 2.000.000 di euro in caso di soggetti proponenti di micro e piccole dimensioni.</p>
<p>Le imprese in possesso del rating di legalità (articolo 5-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni della legge 24 maggio 2012, n. 27) beneficiano di un’ulteriore sovvenzione diretta che è pari al 5% dell’importo dell’investimento per le piccole imprese ed al 2,50% dell’investimento per le medie imprese, in entrambi i casi con un tetto massimo pari ad euro 100.000,00. Alla data di invio telematica della domanda da parte del Soggetto Finanziatore, le imprese devono già possedere il rating di legalità o avere inoltrato apposita richiesta all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato.</p>
<p>Le imprese che hanno conseguito il rating di legalità, l&#8217;importo massimo del contributo aggiuntivo in conto impianti è elevato a 1.300.000 euro per le medie e a 800.000 euro per le piccole imprese.</p>
<p>Per gli investimenti in nuovi macchinari ed attrezzature potrà essere erogato un contributo aggiuntivo:  trattasi di una premialità pari al pari al <strong>30% </strong>per le medie imprese e pari al <strong>35% </strong>per le piccole imprese nell’eventualità di realizzazione di un investimento per la realizzazione di un “<strong>impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile</strong>” (comprensivo delle spese relative alla diagnosi energetica nella misura non superiore all’1,5% del costo dell’impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile, per un ammontare complessivo non superiore a € 10.000,00).</p>
<p>I soggetti proponenti che realizzano interventi in opere murarie necessari al recupero di immobili esistenti e non utilizzati (come definiti al comma 23 del precedente art. 4), ove acquisibili e restaurabili, beneficiano di <strong>una ulteriore sovvenzione diretta del 10%. </strong>Tale 10% di ulteriore sovvenzione sarà calcolato esclusivamente con riferimento alle spese necessarie all’eventuale acquisto e al recupero dei predetti immobili, così come definiti al comma 23 del precedente art. 4.</p>
<p><strong>In presenza di un eventuale ESL aiuto di cui al finanziamento del rischio, in forma di garanzia, controgaranzia e cogaranzia, il quale si somma all’aiuto di cui al presente Avviso fino a concorrenza del massimale, l’ammontare massimo della sovvenzione complessiva viene aumentato di 10 punti percentuali (45%) per le medie imprese e di 15 punti percentuali (60%) per le piccole imprese</strong></p>
<h2><strong>Chi può richiedere l&#8217;agevolazione?                 </strong></h2>
<p>Possono richiedere l&#8217;agevolazione:</p>
<ul>
<li>microimprese (impresa che occupa meno di 10 persone, realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro);</li>
<li>imprese di piccole dimensioni (impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiori a 10 milioni di euro);</li>
<li>imprese di medie dimensioni: che occupa meno di 250 persone, realizza un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure il totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro;</li>
<li>liberi professionisti, in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attività economica, secondo l&#8217;art. 12, legge 22 maggio 2017, n. 81.</li>
</ul>
<h2><strong>Quali attività si possono realizzare con l&#8217;aiuto del Titolo II capo 3?</strong></h2>
<p>Con il Titolo II capo 3 si possono realizzare investimenti in unità locali ubicate/da ubicare nel territorio della Regione Puglia e riguardanti Progetti di investimento di importo non inferiori a € 30.000,00 per:</p>
<ul>
<li>la creazione di una nuova unità produttiva;</li>
<li>l&#8217;ampliamento di una unità produttiva esistente;</li>
<li>diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;</li>
<li>il cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un&#8217;unità produttiva esistente</li>
</ul>
<p>Sono ammissibili gli investimenti riguardanti:</p>
<ul>
<li>imprese artigiane, costituite anche in forma cooperativa o consortile, iscritte negli albi di cui alla legge 443/85 (legge quadro sull’artigianato);</li>
<li>imprese che realizzano programmi di investimento nel settore del commercio:
<ul>
<li>esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati esercizi di vicinato (esercizi con superficie di vendita non superiore a 250 mq);</li>
<li>esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M1. Medie strutture di livello locale con superficie di vendita da 251 a 600 mq (LR n. 11/2003);</li>
<li>esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M2. Medie strutture di livello locale con superficie di vendita da 601 a 1.500 mq (LR n. 11/2003);</li>
<li>esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M3. medie strutture attrattive con superficie di vendita da 1501 a 2500 mq (LR n. 11/2003);</li>
<li>servizi di ristorazione di cui al gruppo “56” della “Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007”, ad eccezione delle categorie “56.10.4” e “56.10.5”;</li>
<li>attività di commercio elettronico; per commercio elettronico si intende l’attività commerciale &#8211; ovvero quella di acquisto di merci in nome e per conto proprio e la loro rivendita – svolta tramite la rete internet, mediante l’utilizzo di un portale o sito web (e-commerce).</li>
</ul>
</li>
<li>imprese che realizzano investimenti in alcune attività economiche delle seguenti divisioni della “Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007:
<ul>
<li>sezione “C”: imprese, non iscritte negli albi di cui alla legge 443/85, che realizzano investimenti riguardanti il settore delle attività manifatturiere;</li>
<li>sezione “E”: settore fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento;</li>
<li>sezione “F”: settore delle costruzioni;</li>
<li>sezione “J”: settore dei servizi di comunicazione ed informazione;</li>
<li>sezione “Q”: sanità e assistenza sociale;</li>
<li>sezione “R”: settore Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento.</li>
</ul>
</li>
<li>Liberi professionisti che svolgono le attività disciplinate da apposite leggi professionali o quelle regolamentate dalla legge n. 4 del 14 gennaio 2013 (“disposizioni in materia di professioni non organizzate”), che realizzano attività in uno dei settori previsti di cui all’allegato 1.</li>
</ul>
<h2><strong>Quali sono le spese ammissibili? </strong></h2>
<p><strong>Sono ammissibili le spese per: </strong></p>
<ol>
<li>acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro il limite del 5% dell&#8217;importo dell&#8217;investimento in attivi materiali;</li>
<li>spese per opere murarie e assimilabili relative a interventi di ampliamento o di riqualificazione di immobili esistenti nonché quelle relative a nuova costruzione solo nei casi in cui l’impresa dimostri che l’assenza di agevolazione su tali spese, in ragione delle caratteristiche tecnologiche e localizzative dell’iniziativa, ne inficerebbe la redditività e le opportunità di innovazione e sviluppo;</li>
<li>acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all&#8217;attività di rappresentanza, nonché i mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati all&#8217;effettiva produzione, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell&#8217;unità produttiva oggetto delle agevolazioni. Per il settore dei trasporti sono escluse le spese relative all&#8217;acquisto di materiale di trasporto e l&#8217;acquisto di automezzi è ammissibile esclusivamente nel caso di imprese di trasporto</li>
</ol>
<ul>
<li>persone;</li>
</ul>
<ol>
<li>Investimenti finalizzati al miglioramento delle misure di prevenzione dei rischi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;</li>
<li>spese di progettazione ingegneristica e di direzione lavori nei limiti del 5% delle spese di cui alla lettera b);</li>
<li>sono ammissibili anche le spese per l&#8217;acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell&#8217;impresa ed i trasferimenti di tecnologia mediante l&#8217;acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell&#8217;impresa.</li>
</ol>
<h2><strong>Come presentare domanda di agevolazione? </strong></h2>
<p>Le domande possono essere inoltrate unicamente da un Soggetto Finanziatore (Banca o Confidi Vigilato) accreditato o un Confidi (iscritto nell’Elenco ex art. 112 TUB tenuto dall’Organismo Confidi Minori oppure iscritto nell&#8217;albo unico di cui all&#8217;art. 106 del TUB) in via telematica attraverso la procedura <em>on line </em>“Titolo II capo 3” messa a disposizione nella pagina dedicata all&#8217;Avviso presente su www.sistema.puglia.it (sul sito sistema.puglia è presente un utility con l’elenco dei soggetti accreditati).</p>
<p>L’invio della domanda di agevolazione e della documentazione relativa sarà effettuato dal Soggetto Finanziatore solo successivamente alla deliberazione di concessione del finanziamento.</p>
<p>Il Soggetto Finanziatore deve deliberare il finanziamento bancario ed inviare telematicamente la domanda entro 6 mesi dalla data di ricevimento della stessa da parte dell’impresa proponente, pena la decadenza della domanda di aiuto dell’impresa e la eliminazione della posizione telematica dalla procedura.</p>
<p>Il Soggetto Finanziatore o il Confidi, al fine di censire telematicamente la domanda di aiuti nella piattaforma telematica (con contestuale generazione del codice pratica), deve procedere <strong>obbligatoriamente </strong>alla compilazione di tutte le informazioni previste per la generazione della domanda di agevolazione (Allegato C), come da modulo di domanda allegato al presente Avviso. Tale allegato generato telematicamente, deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa proponente o dal libero professionista.</p>
<p>Il Soggetto Finanziatore inserisce nella procedura telematica l’attestazione della presentazione domanda (Allegato D) sottoscritta con firma digitale.</p>
<p>A seguito di presentazione della domanda presso un Soggetto Finanziatore, ottenuto il codice pratica, il Soggetto Proponente si deve obbligatoriamente registrare al portale raggiungibile nella pagina dedicata all&#8217;Avviso presente su www.sistema.puglia.it, eseguire la procedura di attivazione profilo e, successivamente, accreditarsi per la specifica pratica. Una volta accreditata il Soggetto proponente potrà operare sulla propria pratica ed effettuare l’upload di tutta la documentazione utile al completamento delle verifiche istruttorie, eventualmente richiesta da Puglia Sviluppo SPA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Sei interessato ad ottenere il contributo per il Tuo investimento? </em></strong></p>
<p><strong><em>Non esitare a contattarci, compila </em></strong><strong><em>il form di contatto</em></strong><strong><em>!</em></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Regione Puglia: Aiuti agli Investimenti delle Piccole e Medie Imprese (Titolo II Capo 3 Reg. Regionale 17/2014)</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regione-Puglia-Aiuti-agli-Investimenti-delle-Piccole-e-Medie-Imprese-Titolo-II-Capo-3-Reg-Regionale-172014/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Silvia Picca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 08:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Contributi a fondo perduto]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[contributo]]></category>
		<category><![CDATA[investimento]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Titolo II]]></category>
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					<description><![CDATA[Analizziamo lo strumento finanziario denominato “Aiuti Agli Investimenti delle piccole e medie imprese &#8211; Titolo II Capo 3 Reg. Regionale 17/2014” e rivolto ad imprese di piccola e media dimensione che intendano realizzare un investimento nel territorio della Regione Puglia. A quanto ammontano gli investimenti e le agevolazioni del Titolo II capo 3? L&#8217;aiuto sarà [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regione-Puglia-Aiuti-agli-Investimenti-delle-Piccole-e-Medie-Imprese-Titolo-II-Capo-3-Reg-Regionale-172014/">Regione Puglia: Aiuti agli Investimenti delle Piccole e Medie Imprese (Titolo II Capo 3 Reg. Regionale 17/2014)</a> was first posted on Maggio 3, 2024 at 10:26 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Analizziamo lo strumento finanziario denominato “Aiuti Agli Investimenti delle piccole e medie imprese &#8211; Titolo II Capo 3 Reg. Regionale 17/2014” e rivolto ad imprese di piccola e media dimensione che intendano realizzare un investimento nel territorio della Regione Puglia.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>A quanto ammontano gli investimenti e le agevolazioni del Titolo II capo 3? </strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><u>L&#8217;aiuto sarà erogato in forma di contributo in conto Impianti determinato sul montante degli Interessi di un finanziamento concesso da un Soggetto Finanziatore.</u></p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo viene riconosciuto in misura pari all&#8217;Interest Rate Swap (Euribor 6 mesi versus tasso fisso) denaro, in euro a 10 anni {10Y/6M), pubblicato sul quotidiano &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; il giorno della stipula del finanziamento da parte del Soggetto Finanziatore, maggiorato di uno spread.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento la misura dello spread è pari al 5% (500 punti base); tale valore viene aggiornato di anno in anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo in conto impianti calcolato sul montante degli interessi comprenderà l’eventuale preammortamento:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Per una durata massima di 12 mesi per i finanziamenti destinati all&#8217;acquisto di macchinari e di attrezzature;</li>
<li>Per una durata massima di 24 mesi per i finanziamenti destinati all&#8217;ampliamento dello stabilimento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Qualunque sia la maggior durata del contratto di finanziamento, il contributo in conto impianti determinato sul montante degli Interessi sarà calcolato con riferimento ad una durata massima del finanziamento (al netto dell’eventuale periodo di preammortamento) di:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>sette anni per i finanziamenti destinati alla creazione, all’ampliamento e/o all’ammodernamento dello stabilimento;</li>
<li>cinque anni per i finanziamenti destinati all’acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e licenze.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le agevolazioni saranno calcolate, indipendentemente dall’ammontare del progetto ammissibile, su un importo finanziato massimo di:</p>
<p style="text-align: justify;">− 4.000.000 di euro in caso di soggetti proponenti di medie dimensioni;</p>
<p style="text-align: justify;">− 2.000.000 di euro in caso di soggetti proponenti di micro e piccole dimensioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le imprese in possesso del rating di legalità (articolo 5-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni della legge 24 maggio 2012, n. 27) beneficiano di un’ulteriore sovvenzione diretta che è pari al 5% dell’importo dell’investimento per le piccole imprese ed al 2,50% dell’investimento per le medie imprese, in entrambi i casi con un tetto massimo pari ad euro 100.000,00. Alla data di invio telematica della domanda da parte del Soggetto Finanziatore, le imprese devono già possedere il rating di legalità o avere inoltrato apposita richiesta all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le imprese che hanno conseguito il rating di legalità, l&#8217;importo massimo del contributo aggiuntivo in conto impianti è elevato a 1.300.000 euro per le medie e a 800.000 euro per le piccole imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli investimenti in nuovi macchinari ed attrezzature potrà essere erogato un contributo aggiuntivo:  trattasi di una premialità pari al pari al <strong>30% </strong>per le medie imprese e pari al <strong>35% </strong>per le piccole imprese nell’eventualità di realizzazione di un investimento per la realizzazione di un “<strong>impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile</strong>” (comprensivo delle spese relative alla diagnosi energetica nella misura non superiore all’1,5% del costo dell’impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile, per un ammontare complessivo non superiore a € 10.000,00).</p>
<p style="text-align: justify;">I soggetti proponenti che realizzano interventi in opere murarie necessari al recupero di immobili esistenti e non utilizzati (come definiti al comma 23 del precedente art. 4), ove acquisibili e restaurabili, beneficiano di <strong>una ulteriore sovvenzione diretta del 10%. </strong>Tale 10% di ulteriore sovvenzione sarà calcolato esclusivamente con riferimento alle spese necessarie all’eventuale acquisto e al recupero dei predetti immobili, così come definiti al comma 23 del precedente art. 4.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In presenza di un eventuale ESL aiuto di cui al finanziamento del rischio, in forma di garanzia, controgaranzia e cogaranzia, il quale si somma all’aiuto di cui al presente Avviso fino a concorrenza del massimale, l’ammontare massimo della sovvenzione complessiva viene aumentato di 10 punti percentuali (45%) per le medie imprese e di 15 punti percentuali (60%) per le piccole imprese.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Chi può richiedere l&#8217;agevolazione?              </strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Possono richiedere l&#8217;agevolazione:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>microimprese (impresa che occupa meno di 10 persone, realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro);</li>
<li>imprese di piccole dimensioni (impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiori a 10 milioni di euro);</li>
<li>imprese di medie dimensioni: che occupa meno di 250 persone, realizza un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure il totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro;</li>
<li>liberi professionisti, in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attività economica, secondo l&#8217;art. 12, legge 22 maggio 2017, n. 81.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Quali attività si possono realizzare con l&#8217;aiuto del Titolo II capo 3?</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Con il Titolo II capo 3 si possono realizzare investimenti in unità locali ubicate/da ubicare nel territorio della Regione Puglia e riguardanti Progetti di investimento di importo non inferiori a € 30.000,00 per:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>la creazione di una nuova unità produttiva;</li>
<li>l&#8217;ampliamento di una unità produttiva esistente;</li>
<li>diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;</li>
<li>il cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un&#8217;unità produttiva esistente</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sono ammissibili gli investimenti riguardanti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>imprese artigiane, costituite anche in forma cooperativa o consortile, iscritte negli albi di cui alla legge 443/85 (legge quadro sull’artigianato);</li>
<li>imprese che realizzano programmi di investimento nel settore del commercio:
<ul>
<li>esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati esercizi di vicinato (esercizi con superficie di vendita non superiore a 250 mq);</li>
<li>esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M1. Medie strutture di livello locale con superficie di vendita da 251 a 600 mq (LR n. 11/2003);</li>
<li>esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M2. Medie strutture di livello locale con superficie di vendita da 601 a 1.500 mq (LR n. 11/2003);</li>
<li>esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M3. medie strutture attrattive con superficie di vendita da 1501 a 2500 mq (LR n. 11/2003);</li>
<li>servizi di ristorazione di cui al gruppo “56” della “Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007”, ad eccezione delle categorie “56.10.4” e “56.10.5”;</li>
<li>attività di commercio elettronico; per commercio elettronico si intende l’attività commerciale &#8211; ovvero quella di acquisto di merci in nome e per conto proprio e la loro rivendita – svolta tramite la rete internet, mediante l’utilizzo di un portale o sito web (e-commerce).</li>
</ul>
</li>
<li>imprese che realizzano investimenti in alcune attività economiche delle seguenti divisioni della “Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007:
<ul>
<li>sezione “C”: imprese, non iscritte negli albi di cui alla legge 443/85, che realizzano investimenti riguardanti il settore delle attività manifatturiere;</li>
<li>sezione “E”: settore fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento;</li>
<li>sezione “F”: settore delle costruzioni;</li>
<li>sezione “J”: settore dei servizi di comunicazione ed informazione;</li>
<li>sezione “Q”: sanità e assistenza sociale;</li>
<li>sezione “R”: settore Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento.</li>
</ul>
</li>
<li>Liberi professionisti che svolgono le attività disciplinate da apposite leggi professionali o quelle regolamentate dalla legge n. 4 del 14 gennaio 2013 (“disposizioni in materia di professioni non organizzate”), che realizzano attività in uno dei settori previsti di cui all’<a href="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/05/Allegato-1-Titolo-II-capo-3-ATECO.pdf">allegato 1</a>.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le spese ammissibili? </strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono ammissibili le spese per: </strong></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro il limite del 5% dell&#8217;importo dell&#8217;investimento in attivi materiali;</li>
<li>spese per opere murarie e assimilabili relative a interventi di ampliamento o di riqualificazione di immobili esistenti nonché quelle relative a nuova costruzione solo nei casi in cui l’impresa dimostri che l’assenza di agevolazione su tali spese, in ragione delle caratteristiche tecnologiche e localizzative dell’iniziativa, ne inficerebbe la redditività e le opportunità di innovazione e sviluppo;</li>
<li>acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all&#8217;attività di rappresentanza, nonché i mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati all&#8217;effettiva produzione, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell&#8217;unità produttiva oggetto delle agevolazioni. Per il settore dei trasporti sono escluse le spese relative all&#8217;acquisto di materiale di trasporto e l&#8217;acquisto di automezzi è ammissibile esclusivamente nel caso di imprese di trasporto persone;</li>
<li>investimenti finalizzati al miglioramento delle misure di prevenzione dei rischi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;</li>
<li>spese di progettazione ingegneristica e di direzione lavori nei limiti del 5% delle spese di cui alla lettera b);</li>
<li>sono ammissibili anche le spese per l&#8217;acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell&#8217;impresa ed i trasferimenti di tecnologia mediante l&#8217;acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell&#8217;impresa.</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Come presentare domanda di agevolazione? </strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Le domande possono essere inoltrate unicamente da un Soggetto Finanziatore (Banca o Confidi Vigilato) accreditato o un Confidi (iscritto nell’Elenco ex art. 112 TUB tenuto dall’Organismo Confidi Minori oppure iscritto nell&#8217;albo unico di cui all&#8217;art. 106 del TUB) in via telematica attraverso la procedura <em>on line </em>“Titolo II capo 3” messa a disposizione nella pagina dedicata all&#8217;Avviso presente su www.sistema.puglia.it (sul sito sistema.puglia è presente un utility con l’elenco dei soggetti accreditati).</p>
<p style="text-align: justify;">L’invio della domanda di agevolazione e della documentazione relativa sarà effettuato dal Soggetto Finanziatore solo successivamente alla deliberazione di concessione del finanziamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Soggetto Finanziatore deve deliberare il finanziamento bancario ed inviare telematicamente la domanda entro 6 mesi dalla data di ricevimento della stessa da parte dell’impresa proponente, pena la decadenza della domanda di aiuto dell’impresa e la eliminazione della posizione telematica dalla procedura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Soggetto Finanziatore o il Confidi, al fine di censire telematicamente la domanda di aiuti nella piattaforma telematica (con contestuale generazione del codice pratica), deve procedere <strong>obbligatoriamente </strong>alla compilazione di tutte le informazioni previste per la generazione della domanda di agevolazione (Allegato C), come da modulo di domanda allegato al presente Avviso. Tale allegato generato telematicamente, deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa proponente o dal libero professionista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Soggetto Finanziatore inserisce nella procedura telematica l’attestazione della presentazione domanda (Allegato D) sottoscritta con firma digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito di presentazione della domanda presso un Soggetto Finanziatore, ottenuto il codice pratica, il Soggetto Proponente si deve obbligatoriamente registrare al portale raggiungibile nella pagina dedicata all&#8217;Avviso presente su www.sistema.puglia.it, eseguire la procedura di attivazione profilo e, successivamente, accreditarsi per la specifica pratica. Una volta accreditata il Soggetto proponente potrà operare sulla propria pratica ed effettuare l’upload di tutta la documentazione utile al completamento delle verifiche istruttorie, eventualmente richiesta da Puglia Sviluppo SPA.</p>
<p><strong><em>Sei interessato ad ottenere il contributo per il Tuo investimento? </em></strong></p>
<p><strong><em>Non esitare a contattarci, compila </em></strong><strong><em>il form di contatto</em></strong><strong><em>!</em></strong></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regione-Puglia-Aiuti-agli-Investimenti-delle-Piccole-e-Medie-Imprese-Titolo-II-Capo-3-Reg-Regionale-172014/">Regione Puglia: Aiuti agli Investimenti delle Piccole e Medie Imprese (Titolo II Capo 3 Reg. Regionale 17/2014)</a> was first posted on Maggio 3, 2024 at 10:26 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>In Sardegna ha Vinto la Sinistra: Perché Giorgia Meloni ha perso e perché continuerà a perdere</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/In-Sardegna-ha-Vinto-la-Sinistra-Perche-Giorgia-Meloni-ha-perso-e-perche-continuera-a-perdere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 18:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ZES]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Todde]]></category>
		<category><![CDATA[ZES UNICA]]></category>
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					<description><![CDATA[Analizziamo l&#8217;Impatto della Manovra su Incentivi e ZES Unica nel Mezzogiorno La recente svolta politica in Sardegna, che ha visto la sinistra prevalere nelle elezioni regionali con la vittoria della candidata di centro-sinistra Alessandra Todde, ha sorpreso molti osservatori. Questo risultato non è frutto del caso, ma il culmine di una serie di dinamiche socio-economiche [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/In-Sardegna-ha-Vinto-la-Sinistra-Perche-Giorgia-Meloni-ha-perso-e-perche-continuera-a-perdere/">In Sardegna ha Vinto la Sinistra: Perché Giorgia Meloni ha perso e perché continuerà a perdere</a> was first posted on Marzo 7, 2024 at 7:33 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Analizziamo l&#8217;Impatto della Manovra su Incentivi e ZES Unica nel Mezzogiorno</strong></h2>
<p>La recente svolta politica in Sardegna, che ha visto la sinistra prevalere nelle elezioni regionali con la vittoria della candidata di centro-sinistra Alessandra Todde, ha sorpreso molti osservatori. Questo risultato non è frutto del caso, ma il culmine di una serie di dinamiche socio-economiche e decisioni politiche che hanno profondamente influenzato l&#8217;opinione pubblica sarda. <strong>Al centro di questa discussione c&#8217;è la mancata approvazione da parte del Governo degli incentivi per il Sud, inclusa la tanto attesa Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno</strong>.</p>
<h2><strong>La Promessa della ZES Unica</strong></h2>
<p>La ZES Unica per il Mezzogiorno era vista come una panacea per molteplici problemi economici che affliggono il sud Italia, dalla disoccupazione alla mancanza di investimenti. Promettendo incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche, <u>la ZES Unica aveva l&#8217;obiettivo di attrarre investimenti e stimolare la crescita economica nelle regioni meridionali</u>, inclusa la Sardegna. <strong>La sua mancata approvazione ha rappresentato una delusione significativa per gli abitanti dell&#8217;isola</strong>, che si sono sentiti nuovamente trascurati dalle politiche centrali.</p>
<h2><strong>L&#8217;Influenza sulla Scena Politica Sarda</strong></h2>
<p>La percezione di essere stati lasciati alle spalle ha giocato un ruolo cruciale nel modellare le preferenze elettorali in Sardegna. La promessa infranta degli incentivi per il Mezzogiorno e della ZES Unica ha generato un senso di distacco e sfiducia nei confronti del Governo, spesso percepito come lontano dalle esigenze reali dell&#8217;isola.</p>
<p>La campagna elettorale della sinistra ha saputo capitalizzare su questa insoddisfazione, proponendo un&#8217;agenda che si concentrerà sulla necessità di una maggiore autonomia nella gestione delle risorse e delle politiche economiche regionali. L&#8217;accento posto sulla valorizzazione delle specificità locali e sulla promessa di lottare per una maggiore attenzione alle esigenze del Sud hanno rafforzato il legame con l&#8217;elettorato sardo, traducendosi in un significativo successo elettorale.</p>
<h2><strong>Le Lezioni per il Futuro</strong></h2>
<p>Il risultato elettorale in Sardegna <strong>serve da campanello d&#8217;allarme per il Governo di centro-destra</strong> e per tutte le forze politiche nazionali. Dimostra chiaramente come la mancanza di attenzione e di concretezza nell&#8217;approccio alle problematiche regionali possa avere ripercussioni dirette sulla composizione politica delle regioni italiane.</p>
<p>In conclusione, la vittoria della sinistra in Sardegna è un fenomeno che può essere attribuito alla <strong>mancata realizzazione di politiche di incentivo cruciale per il Mezzogiorno, come la ZES Unica</strong>.</p>
<p>Questa vicenda evidenzia l&#8217;importanza di politiche attente ai bisogni specifici delle varie regioni, sottolineando come la coerenza tra promesse e azioni sia fondamentale nel mantenere la fiducia degli elettori.</p>
<p><strong><u>È questo il motivo per cui Giorgia Meloni ha perso e continuerà a perdere se le cose non cambieranno.</u></strong></p>
<p>La Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno è stata concepita come uno strumento di politica economica volto a stimolare la crescita e lo sviluppo nelle regioni meridionali d&#8217;Italia, che storicamente hanno affrontato sfide maggiori rispetto al resto del paese in termini di sviluppo economico, occupazione e attrattività degli investimenti. L&#8217;importanza della ZES Unica per il Mezzogiorno risiede in diversi fattori chiave, soprattutto per quanto riguarda il sostegno alle piccole realtà imprenditoriali, che sono il <strong>cuore pulsante dell&#8217;economia locale</strong> ma spesso si trovano a fronteggiare ostacoli significativi.</p>
<p><strong>La ZES Unica per il Mezzogiorno rappresenta una speranza significativa per le piccole realtà imprenditoriali del Sud Italia: il popolo sardo attende fiducioso dei segnali di avvio e inclusione! </strong></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/In-Sardegna-ha-Vinto-la-Sinistra-Perche-Giorgia-Meloni-ha-perso-e-perche-continuera-a-perdere/">In Sardegna ha Vinto la Sinistra: Perché Giorgia Meloni ha perso e perché continuerà a perdere</a> was first posted on Marzo 7, 2024 at 7:33 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Terzo Settore: proroga agevolazioni fiscali al 2025</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-proroga-agevolazioni-fiscali-al-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Silvia Picca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 10:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI CULTURALI (APS) ED ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE (ASD – SSD)]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[enti del terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ETS]]></category>
		<category><![CDATA[proroga]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione In un panorama fiscale sempre più complesso e mutevole, il Terzo Settore rappresenta una realtà fondamentale nell&#8217;economia sociale italiana, contribuendo non solo al benessere collettivo ma anche alla creazione di posti di lavoro e alla promozione del volontariato. Di recente, il Governo ha annunciato una proroga delle agevolazioni fiscali per le organizzazioni di questo [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-proroga-agevolazioni-fiscali-al-2025/">Terzo Settore: proroga agevolazioni fiscali al 2025</a> was first posted on Febbraio 14, 2024 at 11:24 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;">Introduzione</h1>
<p style="text-align: justify;">In un panorama fiscale sempre più complesso e mutevole, il Terzo Settore rappresenta una realtà fondamentale nell&#8217;economia sociale italiana, contribuendo non solo al benessere collettivo ma anche alla creazione di posti di lavoro e alla promozione del volontariato.</p>
<p style="text-align: justify;">Di recente, <strong>il Governo ha annunciato una proroga delle agevolazioni fiscali</strong> per le organizzazioni di questo settore, una mossa accolta con favore da molti.</p>
<h1 style="text-align: justify;">La proroga</h1>
<p style="text-align: justify;">Con un emendamento al Decreto Milleproroghe, il Governo annuncia la <strong>proroga delle agevolazioni fiscali per il Terzo Settore fino al 1° gennaio 2025</strong>, che altrimenti si sarebbero esaurite il 1° luglio 2024.</p>
<p style="text-align: justify;">È un segnale positivo, che riconosce l&#8217;importanza di queste organizzazioni nel tessuto sociale ed economico del Paese. Queste misure sono state introdotte per sostenere e promuovere le attività di volontariato, beneficenza e assistenza sociale, fondamentali in un periodo di crescente bisogno comunitario. <strong>Le agevolazioni comprendono sgravi fiscali, incentivi per le donazioni e misure di sostegno diretto che mirano a facilitare l&#8217;operato di queste entità nel lungo termine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ciò rappresenta una decisione strategica di grande rilievo, segnando un impegno prolungato del Governo nel supportare le organizzazioni non profit e le loro iniziative. Questa estensione offre una finestra di opportunità significativa per le organizzazioni del Terzo Settore, consentendo loro di pianificare con maggiore certezza e stabilità le proprie attività future.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa proroga, le organizzazioni hanno la certezza di poter beneficiare per un periodo più lungo di incentivi fiscali cruciali, come la deducibilità delle donazioni e l&#8217;alleggerimento delle imposte dirette. Ciò è particolarmente importante in un periodo in cui il Terzo Settore gioca un ruolo essenziale nella risposta alle sfide sociali, economiche e ambientali che l&#8217;Italia e il mondo intero stanno affrontando.</p>
<p style="text-align: justify;">La proroga al 2025 consente anche di avviare o consolidare progetti a medio e lungo termine, sapendo che il sostegno fiscale rimarrà invariato per un periodo prolungato. Questo aspetto è vitale per la realizzazione di progetti ambiziosi che richiedono tempo, risorse e stabilità finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, la certezza su un orizzonte temporale più ampio permette alle organizzazioni di essere più audaci nell&#8217;esplorare nuove iniziative, nel coinvolgere la comunità e nel cercare nuovi donatori e partner. Con questa estensione, il governo manda un messaggio chiaro:<em><strong> il Terzo Settore è riconosciuto come pilastro fondamentale della società, meritevole di un sostegno continuo e duraturo.</strong></em></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-proroga-agevolazioni-fiscali-al-2025/">Terzo Settore: proroga agevolazioni fiscali al 2025</a> was first posted on Febbraio 14, 2024 at 11:24 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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