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	<title>deducibilità buoni pasto &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>deducibilità buoni pasto &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Buoni pasto: nel 2026 possibile aumento dell’esenzione fiscale fino a 10 euro con la nuova Legge di Bilancio</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Buoni-pasto-nel-2026-possibile-aumento-dell-esenzione-fiscale-fino-a-10-euro-con-la-nuova-Legge-di-Bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 04:20:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un cambiamento significativo potrebbe presto interessare uno dei benefit aziendali più diffusi in Italia: i buoni pasto. Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo starebbe valutando un aumento della soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto, portandola dagli attuali 8 euro (per i buoni elettronici) a 10 euro giornalieri. Una misura che potrebbe [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Buoni-pasto-nel-2026-possibile-aumento-dell-esenzione-fiscale-fino-a-10-euro-con-la-nuova-Legge-di-Bilancio/">Buoni pasto: nel 2026 possibile aumento dell’esenzione fiscale fino a 10 euro con la nuova Legge di Bilancio</a> was first posted on Settembre 6, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="847">Un cambiamento significativo potrebbe presto interessare uno dei benefit aziendali più diffusi in Italia: i <strong data-start="393" data-end="408">buoni pasto</strong>. Con la <strong data-start="417" data-end="443">Legge di Bilancio 2026</strong>, il Governo starebbe valutando un <strong data-start="478" data-end="523">aumento della soglia di esenzione fiscale</strong> per i buoni pasto, portandola <strong data-start="554" data-end="604">dagli attuali 8 euro (per i buoni elettronici)</strong> a <strong data-start="607" data-end="630">10 euro giornalieri</strong>. Una misura che potrebbe rappresentare un’opportunità sia per le imprese che per i dipendenti, soprattutto in un contesto economico dove il potere d&#8217;acquisto è sotto pressione a causa dell&#8217;inflazione e del caro vita.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="849" data-end="1185">Questa possibile riforma, anticipata in fase di stesura della nuova manovra finanziaria, si inserisce in un più ampio contesto di revisione delle politiche retributive e di welfare aziendale, con l’obiettivo di <strong data-start="1060" data-end="1083">stimolare i consumi</strong>, <strong data-start="1085" data-end="1127">migliorare il benessere dei lavoratori</strong> e <strong data-start="1130" data-end="1184">offrire un vantaggio fiscale concreto alle imprese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1187" data-end="1480">Ma cosa comporta davvero questo aumento dell’esenzione fiscale? Quali saranno i vantaggi per le aziende e per i lavoratori dipendenti? E soprattutto: quali implicazioni fiscali e contributive comporta questa misura, se sarà confermata nella versione definitiva della Legge di Bilancio?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1482" data-end="1838">In questo articolo analizziamo nel dettaglio le novità previste, i riferimenti normativi, i potenziali benefici fiscali e gli impatti reali di questo provvedimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1482" data-end="1838"><strong>Introduzione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="301" data-end="800">Il Governo è già al lavoro sulla nuova <strong data-start="340" data-end="366">Legge di Bilancio 2026</strong>, e tra le misure al centro del dibattito politico ed economico c’è l’intenzione di rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori italiani. Un obiettivo ribadito anche dalla <strong data-start="541" data-end="584">Presidente del Consiglio Giorgia Meloni</strong> durante il suo recente intervento al <strong data-start="622" data-end="643">Meeting di Rimini</strong>, dove ha sottolineato la volontà dell’Esecutivo di adottare strumenti concreti di sostegno alle famiglie e ai lavoratori, senza aumentare il carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="802" data-end="1279">Tra le proposte attualmente in discussione vi è l’<strong data-start="852" data-end="932">innalzamento della soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici</strong>, che potrebbe passare <strong data-start="955" data-end="1001">dagli attuali 8 euro a 10 euro giornalieri</strong>. L&#8217;iniziativa è stata avanzata dalla <strong data-start="1039" data-end="1066">senatrice Paola Mancini</strong> (Fratelli d’Italia) e ha come obiettivo principale quello di <strong data-start="1128" data-end="1211">adeguare il valore del buono pasto al reale costo medio di un pranzo fuori casa</strong>, aumentato sensibilmente negli ultimi anni a causa dell’inflazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1281" data-end="1678">Secondo le prime valutazioni, la misura potrebbe essere inserita in una logica più ampia di <strong data-start="1373" data-end="1412">rafforzamento del welfare aziendale</strong>, offrendo un duplice vantaggio: da un lato, un supporto concreto per i lavoratori in un momento di rincari generalizzati; dall’altro, uno strumento defiscalizzato per le imprese, che possono così offrire benefit più consistenti senza aggravi fiscali e contributivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1680" data-end="1927">Il provvedimento è attualmente <strong data-start="1711" data-end="1764">al vaglio dei tecnici del Ministero dell’Economia</strong>, che stanno valutando la sostenibilità finanziaria della misura, anche in relazione al costo per le casse pubbliche e al potenziale impatto in termini di gettito.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="247" data-end="358"><strong data-start="251" data-end="358">Welfare aziendale </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="360" data-end="856">L’aumento dell’esenzione fiscale per i buoni pasto si inserisce in un più ampio pacchetto di misure orientate al <strong data-start="473" data-end="512">rafforzamento del welfare aziendale</strong> e al miglioramento del trattamento economico dei lavoratori. Infatti, la <strong data-start="586" data-end="612">Legge di Bilancio 2026</strong> potrebbe includere anche <strong data-start="638" data-end="700">nuove forme di esenzione fiscale e aggiornamenti normativi</strong> attesi da tempo, sempre con l’obiettivo di contrastare l’erosione del potere d’acquisto e incentivare forme di retribuzione alternative al salario diretto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="858" data-end="1458">Una delle proposte più interessanti riguarda l’esenzione fiscale per i rimborsi spese di affitto sostenuti dagli studenti universitari e dagli iscritti agli ITS (Istituti Tecnici Superiori – Academy). La misura si applicherebbe ai casi in cui l’istituto frequentato si trovi a oltre 50 km dalla residenza dello studente oppure richieda oltre 60 minuti di tragitto con i mezzi pubblici. Si tratterebbe di un provvedimento di particolare rilievo per le famiglie con figli fuori sede, che attualmente sostengono costi elevatissimi per l’affitto, soprattutto nelle grandi città universitarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1460" data-end="1922">Un’altra misura attesa riguarda l’aggiornamento delle indennità di trasferta, ferme addirittura dal 1986 e ancora espresse in lire. Con la riforma, si punta a introdurre un meccanismo di rivalutazione annuale automatica basata sugli indici ISTAT, che porterebbe l’importo giornaliero dagli attuali 50 euro circa fino a 131 euro al giorno, con un impatto diretto sulla capacità di copertura reale delle spese sostenute dai lavoratori in trasferta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1924" data-end="2104">Queste misure, se approvate, costituirebbero un passo avanti significativo nel rendere il welfare aziendale più moderno, equo e coerente con il contesto socioeconomico attuale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1924" data-end="2104"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33572 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/turista-femminile-che-aspetta-treno.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="297" data-end="388"><strong data-start="301" data-end="388">Buoni pasto oggi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="390" data-end="782">Per comprendere appieno l’impatto di un eventuale aumento dell’esenzione fiscale dei buoni pasto nel 2026, è utile fare un rapido riepilogo della normativa attualmente in vigore. Fiscalmente parlando, i <strong data-start="593" data-end="642">buoni pasto rientrano tra i benefit aziendali</strong> concessi dal datore di lavoro ai dipendenti. Tuttavia, il loro <strong data-start="706" data-end="735">trattamento fiscale varia</strong> a seconda del formato con cui vengono erogati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="784" data-end="1028">Attualmente, i buoni pasto non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF del dipendente, a condizione che siano erogati alla generalità o a categorie omogenee di lavoratori e nel rispetto di precisi limiti giornalieri:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1030" data-end="1164">
<li data-start="1030" data-end="1096">
<p data-start="1032" data-end="1096"><strong data-start="1032" data-end="1052">4 euro al giorno</strong> per i buoni pasto in formato <strong data-start="1082" data-end="1094">cartaceo</strong></p>
</li>
<li data-start="1097" data-end="1164">
<p data-start="1099" data-end="1164"><strong data-start="1099" data-end="1119">8 euro al giorno</strong> per i buoni pasto in formato <strong data-start="1149" data-end="1164">elettronico</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1166" data-end="1650">Tali limiti rappresentano la soglia massima oltre la quale il valore eccedente è da considerarsi reddito imponibile e, di conseguenza, soggetto anche a contribuzione INPS. È importante sottolineare che, secondo la <strong data-start="1380" data-end="1412">Risoluzione n. 26/E del 2010</strong>, i buoni pasto sono assimilati a compensi in denaro, e non in natura. Pertanto, l’eccedenza rispetto ai limiti previsti non può beneficiare dell’ulteriore soglia di esenzione di 258,23 euro prevista per i fringe benefit generici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1652" data-end="2064">Dal punto di vista dell’azienda, invece, i buoni pasto rappresentano una spesa totalmente deducibile dal reddito d’impresa, senza essere soggetta al limite del 75% previsto per le ordinarie spese di vitto e alloggio. Ciò li rende uno strumento fiscale molto conveniente, poiché permettono di riconoscere un benefit ai dipendenti con un carico fiscale praticamente nullo, entro i limiti stabiliti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="270" data-end="365"><strong data-start="274" data-end="365">Da 8 a 10 euro</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="367" data-end="718">Se la proposta in discussione dovesse essere approvata nella Legge di Bilancio 2026, il limite di esenzione fiscale giornaliera per i buoni pasto elettronici salirebbe da <strong data-start="542" data-end="557">8 a 10 euro</strong>. Questo semplice incremento comporterebbe <strong data-start="600" data-end="644">vantaggi fiscali e retributivi rilevanti</strong> per milioni di lavoratori e per le imprese che adottano questo strumento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="720" data-end="1162">Per il <strong data-start="727" data-end="752">lavoratore dipendente</strong>, l’aumento della soglia significa poter ricevere fino a <strong data-start="809" data-end="861">2 euro in più al giorno di buoni pasto esentasse</strong>, pari a circa <strong data-start="876" data-end="908">44 euro netti in più al mese</strong> (considerando una media di 22 giornate lavorative). Si tratta di un <strong data-start="977" data-end="996">beneficio netto</strong>, non soggetto né a IRPEF né a contributi previdenziali, che si traduce in un incremento reale del potere d’acquisto, senza costi aggiuntivi per il dipendente stesso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1164" data-end="1643">Per l’impresa, il vantaggio è duplice: da un lato, può riconoscere un benefit più sostanzioso ai propri dipendenti mantenendo l’esenzione da imposte e contributi; dall’altro, continua a godere della piena deducibilità del costo sostenuto. Inoltre, rispetto a un aumento salariale equivalente, il buono pasto ha un impatto fiscale molto più efficiente, e ciò lo rende uno strumento sempre più apprezzato nella costruzione di piani di welfare aziendale sostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1645" data-end="1925">Infine, l’incremento della soglia sarebbe anche coerente con il mutato contesto economico: secondo recenti indagini, il costo medio di un pasto fuori casa in Italia ha superato da tempo gli 11-12 euro, rendendo i buoni attuali non più del tutto sufficienti a coprire la spesa.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33573 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-carta-di-credito-e-caffe-della-tenuta-del-caffe.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="286" data-end="391"><strong data-start="290" data-end="391">Buoni pasto e welfare aziendale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="393" data-end="834">Nel panorama attuale, i <strong data-start="417" data-end="481">buoni pasto non rappresentano soltanto un benefit accessorio</strong>, ma sempre più spesso costituiscono una vera e propria <strong data-start="537" data-end="594">leva strategica per le politiche di welfare aziendale</strong>. In un mercato del lavoro competitivo e in continua evoluzione, strumenti come questi diventano centrali per attrarre talenti, ridurre il turnover e incentivare la produttività, senza incidere in maniera significativa sul costo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1234">Dal punto di vista aziendale, il buono pasto è uno dei <strong data-start="891" data-end="932">benefit più apprezzati dai lavoratori</strong>: consente di sostenere le spese quotidiane legate all’alimentazione, con un impatto diretto sul benessere personale e familiare. Rispetto ad altre forme di compenso, ha il vantaggio di essere <strong data-start="1125" data-end="1178">esente da tassazione fino a una soglia prefissata</strong>, garantendo quindi <strong data-start="1198" data-end="1233">un valore “pieno” in busta paga</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1236" data-end="1561">Inoltre, a differenza di altre misure di welfare, <strong data-start="1286" data-end="1349">non richiede complesse strutture organizzative o gestionali</strong>: le aziende possono facilmente attivare convenzioni con provider di buoni pasto elettronici, che gestiscono l&#8217;intero processo in modalità digitale, garantendo <strong data-start="1509" data-end="1560">tracciabilità, sicurezza e semplicità operativa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1563" data-end="1973">Anche in termini di <strong data-start="1583" data-end="1619">fidelizzazione e clima aziendale</strong>, i buoni pasto hanno un ruolo importante: aumentano la soddisfazione dei dipendenti e rafforzano il senso di appartenenza all’azienda. Con l’innalzamento della soglia di esenzione a 10 euro, questo strumento diventerebbe ancora più attrattivo e conveniente, inserendosi perfettamente in una strategia di welfare moderna e orientata al lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="380" data-end="468"><strong data-start="384" data-end="468">Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="470" data-end="783">L’eventuale aumento della soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro rappresenterebbe una <strong data-start="588" data-end="606">misura win-win</strong> sia per le imprese che per i lavoratori, grazie a una combinazione di <strong data-start="677" data-end="724">vantaggi fiscali, economici e organizzativi</strong> difficilmente ottenibili con altre forme di compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="785" data-end="1276">Dal punto di vista <strong data-start="804" data-end="817">aziendale</strong>, i buoni pasto sono interamente <strong data-start="850" data-end="877">deducibili ai fini IRES</strong>, senza essere soggetti al limite del 75% previsto per le spese di vitto e alloggio. Questo significa che ogni euro erogato sotto forma di buono pasto <strong data-start="1028" data-end="1075">non grava sull’utile tassabile dell’impresa</strong>, generando un risparmio fiscale immediato. Inoltre, poiché entro la soglia prevista <strong data-start="1160" data-end="1200">non generano imponibile contributivo</strong>, <strong data-start="1202" data-end="1240">non comportano oneri previdenziali</strong> aggiuntivi per il datore di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1686">Sul piano <strong data-start="1288" data-end="1301">economico</strong>, questo strumento consente all’impresa di <strong data-start="1344" data-end="1417">aumentare il valore della retribuzione netta percepita dal dipendente</strong> con una spesa effettiva inferiore rispetto a un equivalente aumento salariale. Un euro netto in più tramite buono pasto costa infatti molto meno all’azienda rispetto a un euro netto in busta paga, che comporterebbe anche il pagamento di IRPEF, INPS e altre trattenute.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1688" data-end="2061">Per il lavoratore, invece, il vantaggio è duplice: beneficia di un aumento del potere d’acquisto reale, e lo fa senza subire alcuna decurtazione per tasse o contributi. In termini pratici, con il nuovo limite a 10 euro, un dipendente potrebbe ottenere fino a 220 euro mensili esentasse, spendibili in esercizi convenzionati per l’acquisto di cibo e bevande.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2063" data-end="2332">In un contesto inflazionistico, dove i salari faticano a crescere e il carico fiscale resta elevato, i buoni pasto rappresentano quindi uno degli strumenti più efficaci per sostenere il reddito disponibile e allo stesso tempo ottimizzare la fiscalità aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="64" data-end="139"><strong data-start="68" data-end="139">Buoni pasto vs aumento salariale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="141" data-end="589">In un momento in cui il costo della vita cresce rapidamente e i margini delle imprese si assottigliano, <strong data-start="245" data-end="285">scegliere come premiare i dipendenti</strong> diventa una questione strategica. Tra le opzioni più discusse c’è il <strong data-start="355" data-end="432">confronto tra l’erogazione di buoni pasto e un classico aumento salariale</strong>. Anche se entrambe le soluzioni puntano a migliorare il potere d’acquisto del lavoratore, le implicazioni fiscali e contributive sono profondamente diverse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="591" data-end="977">Un <strong data-start="594" data-end="619">aumento in busta paga</strong> è soggetto a tassazione IRPEF, addizionali regionali e comunali, oltre ai contributi INPS a carico sia del lavoratore che dell’azienda. Per fare un esempio pratico: per garantire <strong data-start="799" data-end="825">100 euro netti al mese</strong> in più a un dipendente, un’azienda può arrivare a sostenere un costo lordo <strong data-start="901" data-end="920">fino a 180 euro</strong>, a seconda del livello retributivo e dell’inquadramento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="979" data-end="1407">Al contrario, i <strong data-start="995" data-end="1046">buoni pasto entro i limiti di esenzione fiscale</strong> (attualmente 8 euro al giorno per quelli elettronici, che potrebbero salire a 10 nel 2026) <strong data-start="1138" data-end="1184">non concorrono a formare reddito da lavoro</strong> e <strong data-start="1187" data-end="1238">non sono soggetti a contribuzione previdenziale</strong>. Questo significa che l’azienda può erogare un beneficio concreto, con un impatto economico minore, e il lavoratore riceve un valore pieno, privo di trattenute fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1409" data-end="1763">Inoltre, dal punto di vista percepito, un benefit &#8220;spendibile&#8221; quotidianamente per il pranzo può avere un effetto più tangibile sulla qualità della vita del dipendente rispetto a un piccolo aumento retributivo &#8220;assorbito&#8221; dalle tasse. Ecco perché i buoni pasto risultano <strong data-start="1680" data-end="1718">molto più efficienti e sostenibili</strong> rispetto a un aumento salariale equivalente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="277" data-end="377"><strong data-start="283" data-end="377">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="965">L’aumento dell’esenzione fiscale dei <strong data-start="416" data-end="458">buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro</strong>, previsto nella prossima <strong data-start="484" data-end="510">Legge di Bilancio 2026</strong>, si inserisce in un contesto di riforma del <strong data-start="555" data-end="576">welfare aziendale</strong> orientato a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori senza gravare sui conti delle imprese. I vantaggi fiscali sono evidenti: da un lato, le imprese possono ottimizzare i costi del personale con uno strumento totalmente deducibile e privo di oneri contributivi; dall’altro, i lavoratori ottengono un <strong data-start="882" data-end="911">beneficio netto immediato</strong>, esente da tasse e utilizzabile per spese quotidiane.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1305">Ma i buoni pasto non sono solo un vantaggio economico: rappresentano anche una leva strategica per il benessere aziendale, migliorando il clima interno, la fidelizzazione e la produttività. In un mercato del lavoro sempre più competitivo, offrire benefit concreti e intelligenti può fare la differenza nella retention dei talenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1307" data-end="1580">Sarà ora compito del legislatore finalizzare la proposta e garantirne la sostenibilità. Tuttavia, la direzione è chiara: favorire forme di retribuzione flessibili, moderne e fiscalmente vantaggiose è la chiave per sostenere imprese e lavoratori in modo equo e duraturo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1582" data-end="1749">Restare aggiornati su queste novità è fondamentale per chiunque voglia gestire correttamente la fiscalità d’impresa o ottimizzare la propria posizione retributiva.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Buoni-pasto-nel-2026-possibile-aumento-dell-esenzione-fiscale-fino-a-10-euro-con-la-nuova-Legge-di-Bilancio/">Buoni pasto: nel 2026 possibile aumento dell’esenzione fiscale fino a 10 euro con la nuova Legge di Bilancio</a> was first posted on Settembre 6, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Buoni pasto e deducibilità ai fini delle imposte dirette</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/buoni-pasto-e-deducibilit224-ai-fini-delle-imposte-dirette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Luisa Vinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 16:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[COSTI DEDUCIBILI ED IVA DETRAIBILE]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di stabilita 2015]]></category>
		<category><![CDATA[buoni pasto]]></category>
		<category><![CDATA[decreto 122/2017]]></category>
		<category><![CDATA[decreto mise]]></category>
		<category><![CDATA[deducibilità buoni pasto]]></category>
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					<description><![CDATA[La normativa sui buoni pasto è di recente cambiata con il Decreto Ministero dello Sviluppo Economico n. 122/2017 (Decreto MISE)<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/buoni-pasto-e-deducibilit224-ai-fini-delle-imposte-dirette/">Buoni pasto e deducibilità ai fini delle imposte dirette</a> was first posted on Marzo 1, 2019 at 5:33 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il buono pasto è un mezzo sostitutivo di pagamento dal valore compreso tra i €2 e i €10 utilizzabile esclusivamente per acquistare un pasto o dei prodotti alimentari. è considerato dalla legge un servizio alternativo alla mensa per il personale nonostante spetti anche ai lavoratori subordinati part-time. </p>
<p>Buoni pasto e deducibilità ai fini delle imposte dirette. </p>
<p>La normativa sui buoni pasto è di recente cambiata con il Decreto Ministero dello Sviluppo Economico n. 122/2017 (Decreto MISE). Complessa è la disciplina fiscale riferita alle imposte dirette. </p>
<p>Il buono pasto è un mezzo sostitutivo di pagamento dal valore compreso tra i €2 e i €10 utilizzabile esclusivamente per acquistare un pasto o dei prodotti alimentari. è considerato dalla legge un servizio alternativo alla mensa per il personale nonostante spetti anche ai lavoratori subordinati part-time. </p>
<p> </p>
<p>A chi spettano i buoni pasto? </p>
<p>Possono essere corrisposti da imprese pubbliche e private, da professionisti e da imprenditori individuali ai lavoratori subordinati, a tempo pieno o parziale e a chi ha instaurato un rapporto di collaborazione (come i co. Co. Co. ). I datori di lavoro sono obbligati ad erogarli solo nei casi in cui sono previsti dai contratti collettivi, dalla contrattazione di secondo livello o individuale, e quando il dipendente durante la pausa lavoro non abbia il tempo di raggiungere l’abitazione prima che termini la pausa (sentenza della Cassazione n. 22702/2014). </p>
<p>I buoni sono utilizzabili solo dal titolare, non sono cedibili né commercializzabili né convertibili in denaro. Infatti, si possono utilizzare solo per l’intero valore facciale senza ricevere il resto in denaro. </p>
<p> </p>
<p>Novità apportate dal Decreto MISE. </p>
<p>A partire dal 10 settembre 2017, grazie al Decreto Ministero dello Sviluppo Economico n. 122/2017, sono state apportate alcune modifiche in materia di buoni pasto. è ora possibile utilizzare i buoni pasto non solo al ristorante o al supermercato, ma anche in agriturismi e in esercizi che vendono prodotti locali. Come per tutte le cose vi è, anche in questo caso, un graduale passaggio dai buoni cartacei ai buoni elettronici con aumento della fascia di esenzione da €5. 29 a €7 per il datore che li eroga in formato elettronico. Inoltre, a seguito di tale decreto possono essere utilizzati esclusivamente dal lavoratore, durante l’orario di lavoro e fino a un cumulo di 8 buoni per singola spesa. </p>
<p> </p>
<p>Deducibilità ai fini delle imposte dirette (Irpef e Ires). </p>
<p>Per quanto concerne le imposte dirette, il datore di lavoro può dedurre i costi dei buoni pasto al 100% essendo riconducibili alla voce di costo di Bilancio inerente i costi per prestazioni di servizi riguardanti il personale (voce B/ del Conto Economico). Le ditte individuali e i lavoratori autonomi generalmente considerati possono dedurre fino al 75% di tali spese sostenute. Per i liberi professionisti il limite del 75% non deve superare però il 2% del fatturato. </p>
<p>Per evitare che la deducibilità del costo dei buoni pasto venga contestata in fase di accertamento, si consiglia comunque di farsi rilasciare la fattura per ogni pasto consumato. </p>
<p>Per il lavoratore, invece, la tassazione cambia a seconda che si tratti di buoni cartacei o elettronici. </p>
<p>L’articolo 51, comma 2 del TUIR stabilisce che i buoni cartacei non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente se l’importo complessivo giornaliero non supera i €5,90; questo significa che soltanto l’eccedenza concorre alla determinazione del reddito imponibile fiscale e quindi è soggetta a Irpef. </p>
<p> La legge di stabilità 2015 ha elevato, a partire dal 01/07/2015, la soglia di esenzione dal reddito a €7 giornalieri per i buoni pasto erogati in formato elettronico. Anche in questo caso, solo l’eccedenza è soggetta a tassazione. La detassazione e decontribuzione nasce sempre dal fatto che dietro l’erogazione del buono pasto si cela sempre un servizio di mensa. </p>
<p>Per ricevere assistenza sulla materia esaminata in questo articolo al n. 800. 19. 27. 52 contattate direttamente l’autrice</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/buoni-pasto-e-deducibilit224-ai-fini-delle-imposte-dirette/">Buoni pasto e deducibilità ai fini delle imposte dirette</a> was first posted on Marzo 1, 2019 at 5:33 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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