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	<title>Riforma fiscale 2025 &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>Riforma fiscale 2025 &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>DDL Semplificazioni 2025: meno burocrazia per imprese, fisco più semplice e autorizzazioni veloci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 09:03:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In un contesto economico sempre più complesso, fatto di adempimenti burocratici, vincoli amministrativi e rallentamenti normativi, il nuovo Disegno di Legge Semplificazioni 2025 rappresenta un punto di svolta per le imprese italiane. Approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 agosto e ora in attesa della bollinatura ufficiale da parte della Ragioneria dello Stato, questo [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/DDL-Semplificazioni-2025-meno-burocrazia-per-imprese-fisco-piu-semplice-e-autorizzazioni-veloci/">DDL Semplificazioni 2025: meno burocrazia per imprese, fisco più semplice e autorizzazioni veloci</a> was first posted on Novembre 25, 2025 at 10:03 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="261" data-end="769">In un contesto economico sempre più complesso, fatto di adempimenti burocratici, vincoli amministrativi e rallentamenti normativi, il nuovo <strong data-start="401" data-end="442">Disegno di Legge Semplificazioni 2025</strong> rappresenta un punto di svolta per le imprese italiane. Approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 agosto e ora in attesa della bollinatura ufficiale da parte della Ragioneria dello Stato, questo provvedimento interviene su quattro macro-aree fondamentali: <strong data-start="706" data-end="715">fisco</strong>, <strong data-start="717" data-end="727">lavoro</strong>, <strong data-start="729" data-end="741">ambiente</strong> e <strong data-start="744" data-end="767">attività economiche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="771" data-end="1195">L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: <strong data-start="806" data-end="842">ridurre il peso della burocrazia</strong>, <strong data-start="844" data-end="889">velocizzare i procedimenti amministrativi</strong> e <strong data-start="892" data-end="960">rendere più efficiente e sostenibile l’operatività delle imprese</strong>, dalle micro-realtà alle grandi aziende. Non si tratta solo di alleggerire gli obblighi documentali, ma anche di ridefinire i rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione, semplificando iter autorizzativi, dichiarativi e normativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1197" data-end="1749">Il DDL, nella versione attualmente disponibile, promette interventi concreti e operativi in tempi rapidi, destinati ad avere un impatto tangibile su professionisti, imprenditori e lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1197" data-end="1749">In questo articolo analizziamo nel dettaglio le principali misure previste, con un’attenzione particolare agli effetti fiscali, alle semplificazioni sul lavoro, alle agevolazioni per l’attività economica e ai risvolti ambientali, evidenziando quali vantaggi concreti ne potranno derivare per chi opera quotidianamente nel tessuto produttivo italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="157" data-end="238"><strong data-start="160" data-end="238">Semplificazioni fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="240" data-end="967">Il nuovo DDL Semplificazioni 2025 porta una ventata di innovazione sul fronte fiscale, con misure pensate per ridurre gli oneri documentali e velocizzare le procedure. Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione di un <strong data-start="464" data-end="535">codice identificativo per gli investimenti in Transizione 4.0 e 5.0</strong>. Con l’articolo 1, infatti, non sarà più necessario indicare in fattura il riferimento normativo per ottenere i relativi crediti d’imposta. Basterà riportare un semplice <strong data-start="706" data-end="731">codice identificativo</strong>, definito con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, valido per gli investimenti effettuati successivamente alla pubblicazione del provvedimento stesso. Un passo in avanti concreto verso la digitalizzazione e la chiarezza operativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="969" data-end="1422">Un’altra misura importante riguarda le <strong data-start="1008" data-end="1042">dichiarazioni fiscali scartate</strong> (art. 2): se una dichiarazione viene inviata nei termini ma respinta dal sistema, <strong data-start="1125" data-end="1161">non sarà più soggetta a sanzione</strong>, a patto che venga ritrasmessa correttamente <strong data-start="1207" data-end="1230">entro cinque giorni</strong>. Il termine esatto verrà stabilito con un decreto del MEF. Questa novità si estende anche al Testo Unico sulle violazioni tributarie, riducendo il rischio di penalità per meri errori tecnici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1424" data-end="1810">Sul fronte IVA, l’articolo 3 introduce una <strong data-start="1467" data-end="1516">semplificazione per i premi in beni e servizi</strong>, considerati ora <strong data-start="1534" data-end="1552">non imponibili</strong> ai fini IVA, ma soggetti a un’imposta sostitutiva del 20%. Il versamento dovrà avvenire <strong data-start="1641" data-end="1676">entro il 16 del mese successivo</strong> al pagamento o all’emissione della fattura, semplificando la gestione finanziaria per le imprese che utilizzano premi come incentivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="2254">Infine, con l’articolo 4, viene ampliata la possibilità di <strong data-start="1871" data-end="1920">ridurre le sanzioni attraverso l’acquiescenza</strong>. In caso di rinuncia totale o parziale all’impugnazione dell’atto, le sanzioni potranno essere ridotte a <strong data-start="2026" data-end="2038">un terzo</strong>, a patto che non si tratti di violazioni gravi, come quelle con uso di documentazione falsa o fatture inesistenti. Si tratta di una misura che favorisce la chiusura delle controversie e la riduzione del contenzioso.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="176" data-end="252"><strong data-start="179" data-end="252"> Lavoro</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="254" data-end="912">Il Disegno di Legge Semplificazioni 2025 interviene con decisione anche in materia di lavoro, proponendo modifiche che mirano a snellire le procedure amministrative e a valorizzare la formazione tecnica e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Una delle novità principali è l’introduzione dell’<strong data-start="544" data-end="596">obbligo di comunicazione per i lavoratori in CIG</strong> (Cassa Integrazione Guadagni) che intendano intraprendere un&#8217;altra attività lavorativa (art. 5). Questi lavoratori dovranno informare il proprio datore di lavoro <strong data-start="759" data-end="795">in modo preventivo o contestuale</strong> all’avvio della nuova attività. L’obiettivo è evitare abusi e garantire maggiore trasparenza nei rapporti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="914" data-end="1334">Un&#8217;altra importante novità riguarda gli <strong data-start="954" data-end="969">ITS Academy</strong> (art. 6), che avranno <strong data-start="992" data-end="1051">maggiore flessibilità nella selezione del corpo docente</strong>. Grazie alla possibilità di stipulare protocolli con le imprese, potranno coinvolgere <strong data-start="1138" data-end="1182">professionisti con comprovata esperienza</strong>, favorendo un più stretto collegamento tra formazione e mondo del lavoro. Questo favorirà la qualità dell’insegnamento e l’occupabilità degli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1336" data-end="1743">In tema di <strong data-start="1347" data-end="1371">sicurezza sul lavoro</strong>, il DDL modifica l’articolo 45 del D.Lgs. 81/2008 introducendo un nuovo comma (1-bis) che permette al medico competente di avvalersi, anche per la parte teorica della formazione, della <strong data-start="1557" data-end="1635">collaborazione di personale infermieristico o di altri esperti qualificati</strong>, ampliando così il ventaglio delle figure professionali coinvolte nella formazione dei lavoratori (art. 7).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1745" data-end="2269">Infine, una delle misure più attese e concrete in termini di riduzione degli oneri burocratici è la <strong data-start="1845" data-end="1904">modifica dell’articolo 16, comma 1, del D.Lgs. 151/2015</strong>: le amministrazioni pubbliche <strong data-start="1935" data-end="2048">non potranno più richiedere alle aziende documenti già in loro possesso o archiviati in banche dati pubbliche</strong>. Questo principio di “once only” è un passo decisivo per limitare la duplicazione degli adempimenti e semplificare i rapporti tra impresa e Pubblica Amministrazione, liberando tempo e risorse per attività più produttive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1745" data-end="2269"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34069 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="195" data-end="299"><strong data-start="198" data-end="299"> Attività economiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="301" data-end="776">Il DDL Semplificazioni 2025 introduce un pacchetto articolato di misure per agevolare l&#8217;avvio e la gestione delle attività economiche, intervenendo su autorizzazioni, tempi procedurali e adempimenti tecnici. Tra le modifiche più significative vi è la semplificazione dei <strong data-start="572" data-end="597">contratti di sviluppo</strong> (art. 16), dove un decreto del MIMIT potrà stabilire regole accelerate per la concessione delle agevolazioni, riducendo tempi e incertezze per le imprese che intendono investire.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="778" data-end="1119">Sul fronte dell’<strong data-start="794" data-end="821">urbanistica commerciale</strong>, l’articolo 17 conferma che, fino alla riforma del Codice della Strada, <strong data-start="894" data-end="937">l’installazione di insegne di esercizio</strong> richiederà soltanto la <strong data-start="961" data-end="977">SCIA al SUAP</strong>, corredata da asseverazione tecnica. È prevista inoltre una <strong data-start="1038" data-end="1069">modulistica nazionale unica</strong>, per garantire uniformità su tutto il territorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1121" data-end="1554">Molto interessante la riforma della <strong data-start="1157" data-end="1182">Conferenza di servizi</strong> (art. 18), che prevede una procedura “fast track”: <strong data-start="1234" data-end="1247">30 giorni</strong> per la risposta delle PA (45 per ambientale e sanitaria), <strong data-start="1306" data-end="1345">riunione telematica entro 15 giorni</strong> e <strong data-start="1348" data-end="1382">dissenso motivato obbligatorio</strong>, pena il silenzio-assenso. Ciò accelera in modo significativo i tempi per ottenere permessi e autorizzazioni, anche in settori complessi come quelli ambientali e sanitari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1556" data-end="1834">Ulteriori semplificazioni riguardano specifici settori tecnici, come le autorizzazioni per <strong data-start="1647" data-end="1715">opere in prossimità della linea doganale e nel mare territoriale</strong> (art. 19), dove è introdotto il <strong data-start="1748" data-end="1783">meccanismo del silenzio-assenso</strong> da parte dell’Agenzia delle Dogane dopo 30 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1836" data-end="2107">Per le <strong data-start="1843" data-end="1859">microimprese</strong> con meno di cinque dipendenti, l’articolo 20 prevede una <strong data-start="1917" data-end="1971">procedura dedicata per la notifica dei data breach</strong>, che sarà definita dal Garante della Privacy: un aiuto concreto per le realtà più piccole, spesso sopraffatte da adempimenti complessi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2109" data-end="2424">Importanti anche le novità sulla <strong data-start="2142" data-end="2178">circolazione stradale e la guida</strong> (art. 21), con l’ammissione dei medici pensionati qualificati nelle commissioni per l’idoneità alla guida, criteri più chiari per la <strong data-start="2312" data-end="2351">gestione dei rifiuti dopo incidenti</strong> e <strong data-start="2354" data-end="2402">semplificazioni per i test su veicoli in R&amp;S</strong> (ricerca e sviluppo).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2426" data-end="2689">Nel settore <strong data-start="2438" data-end="2451">marittimo</strong>, l’articolo 22 fornisce un’<strong data-start="2479" data-end="2508">interpretazione autentica</strong> sul trasbordo del personale: non si considera disarmo dell’unità di provenienza se quest’ultima è ormeggiata e sotto custodia, rendendo più flessibili le operazioni degli armatori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2691" data-end="2987">In ambito energetico e professionale, viene riformata la <strong data-start="2748" data-end="2787">formazione per gli installatori FER</strong> (fonti di energia rinnovabile – art. 23): i corsi di aggiornamento saranno di <strong data-start="2866" data-end="2883">almeno 24 ore</strong> e gli <strong data-start="2890" data-end="2929">attestati trasmessi telematicamente</strong> alle Camere di Commercio, con modulistica standardizzata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2989" data-end="3339">Infine, nel settore agricolo, l’articolo 24 agevola l’accesso alla qualifica di <strong data-start="3069" data-end="3114">imprenditore agricolo professionale (IAP)</strong>: <strong data-start="3116" data-end="3136">nei primi 5 anni</strong> dalla domanda non sarà richiesto il <strong data-start="3173" data-end="3197">requisito reddituale</strong>, favorendo l’ingresso di nuove generazioni nel settore primario e stimolando la nascita di nuove iniziative imprenditoriali in ambito rurale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="371"><strong data-start="295" data-end="371">Vantaggi per le imprese</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="1072">L’impatto delle semplificazioni previste dal DDL 2025 non si limita a un alleggerimento formale degli adempimenti: le misure disegnano un nuovo ecosistema normativo in cui le imprese possono <strong data-start="564" data-end="646">operare con maggiore efficienza, riducendo costi occulti e rischi sanzionatori</strong>. La semplificazione fiscale – a partire dalla riforma del credito d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 – libera risorse tecniche e amministrative, evitando errori formali che finora potevano compromettere l’accesso alle agevolazioni. L’introduzione del <strong data-start="895" data-end="931">codice identificativo in fattura</strong>, ad esempio, sostituisce il complesso obbligo di citazione normativa e si traduce in <strong data-start="1017" data-end="1071">meno contestazioni e meno incognite interpretative</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1074" data-end="1574">La gestione dei rapporti di lavoro sarà più fluida: <strong data-start="1126" data-end="1182">niente più documenti duplicati da presentare alle PA</strong>, obblighi informativi più chiari (come per chi è in CIG) e una <strong data-start="1246" data-end="1312">formazione professionale più integrata con il mondo produttivo</strong>, grazie all’ingresso di professionisti d’impresa negli ITS Academy. Queste misure incidono positivamente su due fronti: riducono i tempi di risposta della Pubblica Amministrazione e aumentano il livello di <strong data-start="1519" data-end="1573">coerenza tra formazione e reali esigenze aziendali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1576" data-end="2069">L’effetto più tangibile riguarda però le <strong data-start="1617" data-end="1660">attività economiche e le autorizzazioni</strong>, dove la conferenza di servizi “fast track” e la SCIA per le insegne costituiscono un chiaro esempio di semplificazione a vantaggio di chi vuole <strong data-start="1806" data-end="1882">aprire o rinnovare un’attività senza perdere mesi in iter amministrativi</strong>. Le microimprese, spesso le più penalizzate dalla burocrazia, avranno infine una corsia preferenziale anche nella gestione della privacy, grazie a procedure dedicate per i data breach.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2071" data-end="2353">Questi interventi, se attuati con coerenza e supportati da provvedimenti attuativi tempestivi, possono <strong data-start="2174" data-end="2210">innescare un cambio di paradigma</strong> nel modo in cui l’impresa dialoga con lo Stato: <strong data-start="2259" data-end="2287">da vincolo a partnership</strong>, con una PA che diventa alleata e non più ostacolo alla crescita.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2071" data-end="2353"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34022 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="376"><strong data-start="298" data-end="376">Semplificazioni e PMI</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="378" data-end="782">Le <strong data-start="381" data-end="414">piccole e medie imprese (PMI)</strong> rappresentano oltre il <strong data-start="438" data-end="477">90% del tessuto produttivo italiano</strong> e sono tra i soggetti più penalizzati dalla complessità normativa e dagli adempimenti ripetitivi. Il DDL Semplificazioni 2025 sembra finalmente cogliere questa criticità, proponendo una serie di misure calibrate proprio sulle esigenze delle realtà più agili, ma meno strutturate sul piano amministrativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="784" data-end="1243">Un primo esempio concreto è l’introduzione di una <strong data-start="834" data-end="888">procedura dedicata per la notifica dei data breach</strong> (art. 20), pensata specificamente per le microimprese con meno di cinque dipendenti. Questa semplificazione, che sarà definita dal Garante per la Privacy, permette a molte attività di ridurre drasticamente i costi di consulenza e i rischi derivanti da errori nella gestione della sicurezza dei dati, spesso gestita internamente senza risorse IT dedicate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1245" data-end="1783">Anche sul fronte delle autorizzazioni, i benefici per le PMI sono evidenti: la <strong data-start="1324" data-end="1372">SCIA unica per l’installazione delle insegne</strong>, accompagnata da modulistica nazionale standard, consente un iter uniforme e più rapido su tutto il territorio, evitando differenze interpretative tra Comuni. In più, la <strong data-start="1543" data-end="1579">conferenza di servizi accelerata</strong> permetterà anche alle aziende di piccole dimensioni di ottenere permessi in tempi certi, evitando di restare bloccate per settimane o mesi in attesa di un parere da parte delle amministrazioni coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1785" data-end="2168">La <strong data-start="1788" data-end="1815">semplificazione fiscale</strong> (codice identificativo per il credito Transizione 4.0 e 5.0, riduzione delle sanzioni per dichiarazioni scartate) riduce i margini d’errore e la dipendenza da consulenze esterne, mentre l’eliminazione dell’obbligo di presentare documenti già in possesso della PA (modifica art. 16, D.Lgs. 151/2015) rappresenta un <strong data-start="2130" data-end="2167">passo concreto verso l’efficienza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2170" data-end="2503">Per le PMI agricole, la deroga quinquennale al requisito reddituale per ottenere la qualifica di <strong data-start="2267" data-end="2312">imprenditore agricolo professionale (IAP)</strong> è un’opportunità strategica: consente l’avvio di nuove attività senza le tradizionali barriere economiche iniziali, stimolando il ricambio generazionale e l’innovazione nei territori rurali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2505" data-end="2846">In sintesi, questo DDL segna un vero cambio di passo per le PMI, spesso considerate nelle parole ma trascurate nei fatti. Se le misure annunciate saranno applicate in modo coerente, potremmo assistere a un reale snellimento delle procedure e a un rafforzamento del ruolo delle piccole imprese come motore dell’economia nazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2505" data-end="2846"><strong>Provvedimenti attuativi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="312" data-end="762">Se le intenzioni del <strong data-start="333" data-end="374">Disegno di Legge Semplificazioni 2025</strong> sono senza dubbio apprezzabili e le misure delineate promettono un cambiamento tangibile, resta però un punto critico: la <strong data-start="497" data-end="548">tempestiva adozione dei provvedimenti attuativi</strong>. È infatti noto che molte riforme annunciate negli anni passati sono rimaste inattuate o applicate a metà proprio per la mancata emissione di decreti, circolari e regolamenti applicativi, spesso rinviati sine die.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="764" data-end="1197">Nel DDL, diverse misure fondamentali – come ad esempio il <strong data-start="822" data-end="893">codice identificativo per gli investimenti in Transizione 4.0 e 5.0</strong>, o il termine dei <strong data-start="912" data-end="983">5 giorni per la ritrasmissione delle dichiarazioni fiscali scartate</strong> – sono subordinate all’adozione di <strong data-start="1019" data-end="1082">provvedimenti da parte del MEF o dell’Agenzia delle Entrate</strong>. Senza questi atti esecutivi, le norme restano sulla carta e le imprese non potranno godere dei benefici promessi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1199" data-end="1523">Lo stesso vale per le <strong data-start="1221" data-end="1286">procedure semplificate per le microimprese in tema di privacy</strong>, che dovranno essere definite dal <strong data-start="1321" data-end="1369">Garante per la protezione dei dati personali</strong>, oppure per la <strong data-start="1385" data-end="1422">formazione FER degli installatori</strong>, la cui piena attuazione dipende dalla predisposizione dei nuovi corsi e della modulistica digitale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1525" data-end="1887">Anche il <strong data-start="1534" data-end="1579">decreto MIMIT per i contratti di sviluppo</strong> è un elemento chiave: da esso dipenderà la reale accelerazione dei tempi nei procedimenti per le agevolazioni industriali. In mancanza di tempi certi e vincolanti, il rischio è che le semplificazioni si trasformino in un nuovo strato normativo che si aggiunge, piuttosto che sostituirsi, a quello esistente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1889" data-end="2298">In conclusione, per evitare che il DDL si risolva in una riforma parziale o disattesa, sarà indispensabile che i ministeri coinvolti, insieme alle agenzie competenti, <strong data-start="2056" data-end="2095">agiscano con celerità e trasparenza</strong>, garantendo <strong data-start="2108" data-end="2174">l’adozione puntuale di tutti gli strumenti operativi necessari</strong>. Solo così sarà possibile passare dalle promesse alla pratica e costruire un nuovo modello di rapporto tra Stato e impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="265" data-end="346"><strong data-start="268" data-end="346">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="348" data-end="823">Il <strong data-start="351" data-end="392">Disegno di Legge Semplificazioni 2025</strong>, appena approvato dal Consiglio dei Ministri e in attesa della bollinatura definitiva, si presenta come una <strong data-start="501" data-end="540">riforma organica, concreta e attesa</strong> da anni da tutto il mondo imprenditoriale italiano. Intervenendo su quattro macro-aree strategiche, il DDL punta a liberare le imprese dal peso di una burocrazia che troppo spesso ha frenato innovazione, crescita e competitività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1313">Le misure previste non sono solo annunci: molte di esse introducono <strong data-start="893" data-end="926">strumenti operativi immediati</strong>, come la SCIA unica, la conferenza di servizi accelerata, l’eliminazione della duplicazione documentale, la semplificazione dei crediti d’imposta e delle dichiarazioni fiscali. In particolare, le <strong data-start="1123" data-end="1148">PMI e le microimprese, </strong>che costituiscono l’ossatura dell’economia italiana, potranno beneficiare in modo diretto di una serie di semplificazioni pensate su misura per le loro esigenze.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1315" data-end="1868">Tuttavia, la sfida vera inizia adesso. Affinché queste riforme non restino solo “buoni propositi”, sarà fondamentale <strong data-start="1432" data-end="1463">l’impegno delle istituzioni</strong> nel rendere operative tutte le misure attraverso decreti attuativi rapidi, chiari e facilmente applicabili. Se questo passaggio sarà gestito con la dovuta attenzione, il DDL potrà rappresentare <strong data-start="1658" data-end="1684">un cambio di paradigma</strong>, favorendo un clima di fiducia tra impresa e Pubblica Amministrazione e restituendo finalmente all’Italia un contesto normativo più moderno, efficiente e favorevole agli investimenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1870" data-end="2096">Per chi fa impresa oggi, questa potrebbe essere <strong data-start="1918" data-end="1954">una vera occasione di ripartenza</strong>, soprattutto in un momento storico in cui la semplificazione non è più solo una scelta politica, ma una <strong data-start="2059" data-end="2095">necessità economica e strategica</strong>.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/DDL-Semplificazioni-2025-meno-burocrazia-per-imprese-fisco-piu-semplice-e-autorizzazioni-veloci/">DDL Semplificazioni 2025: meno burocrazia per imprese, fisco più semplice e autorizzazioni veloci</a> was first posted on Novembre 25, 2025 at 10:03 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tax Control Framework opzionale: vantaggi, requisiti e impatti sulla fiscalità d’impresa</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tax-Control-Framework-opzionale-vantaggi-requisiti-e-impatti-sulla-fiscalita-d-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 10:01:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, l’evoluzione del rapporto tra contribuente e Amministrazione Finanziaria ha segnato un cambio di paradigma: da un approccio prettamente repressivo si è passati a un modello basato sulla collaborazione e la trasparenza, che trova uno dei suoi punti più avanzati nel Tax Control Framework opzionale (TCF). Ma di cosa si tratta, concretamente? Il [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tax-Control-Framework-opzionale-vantaggi-requisiti-e-impatti-sulla-fiscalita-d-impresa/">Tax Control Framework opzionale: vantaggi, requisiti e impatti sulla fiscalità d’impresa</a> was first posted on Settembre 17, 2025 at 12:01 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="546" data-end="876">Negli ultimi anni, l’evoluzione del rapporto tra contribuente e Amministrazione Finanziaria ha segnato un cambio di paradigma: da un approccio prettamente repressivo si è passati a un modello basato sulla <strong data-start="751" data-end="786">collaborazione e la trasparenza</strong>, che trova uno dei suoi punti più avanzati nel <strong data-start="834" data-end="875">Tax Control Framework opzionale (TCF)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="878" data-end="1406">Ma di cosa si tratta, concretamente? Il TCF è un sistema interno di gestione e controllo del rischio fiscale, che le imprese possono adottare <strong data-start="1020" data-end="1042">su base volontaria</strong> con l’obiettivo di migliorare il presidio dei processi fiscali, ridurre il contenzioso e costruire un dialogo preventivo con il Fisco. Non è solo un adempimento tecnico, ma un vero e proprio <strong data-start="1234" data-end="1272">strumento strategico di governance</strong>, che consente di rafforzare la reputazione aziendale, attrarre investitori e dimostrare affidabilità nei confronti degli stakeholder.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1408" data-end="1738">In un contesto normativo in continua evoluzione, dove il rischio fiscale può avere impatti rilevanti sul piano economico e reputazionale, dotarsi di un TCF rappresenta una <strong data-start="1580" data-end="1600">leva competitiva</strong>. Soprattutto in vista delle crescenti aspettative normative in termini di <strong data-start="1675" data-end="1708">compliance fiscale preventiva</strong>, trasparenza e sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1740" data-end="2039">In questo articolo esploreremo <strong data-start="1771" data-end="1922">che cos&#8217;è il Tax Control Framework opzionale, come funziona, quali vantaggi offre alle imprese e quali sono i requisiti per adottarlo correttamente</strong>, prendendo spunto anche dalle ultime indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e dai riferimenti normativi più recenti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="288" data-end="385"><strong>Introduzione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="387" data-end="917">La riforma fiscale introdotta dalla legge delega n. 111/2023, attuata tramite i decreti legislativi n. 221/2023 e n. 108/2024, ha ridisegnato il rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria. Al centro di questo cambiamento c’è una parola chiave: <strong data-start="644" data-end="655">fiducia</strong>. L’approccio tradizionale, fondato su controlli ex post e sanzioni, sta lasciando spazio a un modello più evoluto di <strong data-start="773" data-end="799">cooperative compliance</strong>, in cui la trasparenza e la gestione preventiva dei rischi fiscali diventano strumenti di dialogo e non di conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="919" data-end="1547">In questo scenario si colloca il <strong data-start="952" data-end="993">Tax Control Framework opzionale (TCF)</strong>, introdotto dall’art. 7-bis del D.lgs. 128/2015 (introdotto successivamente) e disciplinato nel dettaglio dal <strong data-start="1104" data-end="1142">Decreto Ministeriale 9 luglio 2025</strong>. Si tratta di un modello pensato per le <strong data-start="1183" data-end="1246">imprese che non superano i 100 milioni di euro di fatturato</strong>, quindi escluse dal regime di adempimento collaborativo tradizionale. Il TCF opzionale consente a queste aziende di <strong data-start="1363" data-end="1460">dotarsi volontariamente di un sistema certificato di gestione e controllo del rischio fiscale</strong>, rafforzando la loro posizione nei confronti del Fisco e ottenendo benefici tangibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1549" data-end="1904">L’introduzione del TCF rappresenta un cambio di paradigma: si passa da una logica punitiva a una logica di prevenzione, compliance e miglioramento organizzativo. Le imprese che aderiscono non solo riducono il rischio di sanzioni, ma dimostrano anche una <strong data-start="1803" data-end="1823">maturità fiscale</strong> che può migliorare la loro reputazione presso investitori, banche e stakeholder.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1906" data-end="2095">Il TCF diventa così un tassello centrale nella <strong data-start="1956" data-end="1988">governance moderna d’impresa</strong>, contribuendo a rendere la fiscalità un asset strategico, piuttosto che un mero costo o vincolo normativo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="355" data-end="449"><strong>Requisiti, documentazione e certificazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="960">L’adozione del Tax Control Framework opzionale richiede un <strong data-start="510" data-end="548">percorso strutturato e documentato</strong>, che va ben oltre una semplice formalità. Il contribuente che intende esercitare l’opzione deve trasmettere telematicamente una <strong data-start="677" data-end="720">comunicazione all’Agenzia delle Entrate</strong>, efficace dall’inizio del periodo d’imposta. Tuttavia, perché l’opzione sia valida, è indispensabile che <strong data-start="826" data-end="846">prima dell’invio</strong> l’impresa abbia già implementato e documentato integralmente il proprio sistema di controllo del rischio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="962" data-end="1056">Ai sensi dell’art. 2, comma 3, del DM 9 luglio 2025, la documentazione da predisporre include:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1058" data-end="1368">
<li data-start="1058" data-end="1107">
<p data-start="1060" data-end="1107">una <strong data-start="1064" data-end="1106">descrizione dell’attività dell’impresa</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1108" data-end="1207">
<p data-start="1110" data-end="1207">la <strong data-start="1113" data-end="1134">strategia fiscale</strong>, approvata dall’organo amministrativo <strong data-start="1173" data-end="1206">in data anteriore all’opzione</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1208" data-end="1261">
<p data-start="1210" data-end="1261">il <strong data-start="1213" data-end="1237">Tax Compliance Model</strong> (documento di sistema);</p>
</li>
<li data-start="1262" data-end="1300">
<p data-start="1264" data-end="1300">la <strong data-start="1267" data-end="1299">mappa dei processi aziendali</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1301" data-end="1335">
<p data-start="1303" data-end="1335">la <strong data-start="1306" data-end="1334">mappa dei rischi fiscali</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1336" data-end="1368">
<p data-start="1338" data-end="1368">la <strong data-start="1341" data-end="1367">certificazione del TCF</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1370" data-end="1792">Quest’ultima è un elemento cardine e rappresenta la vera innovazione rispetto al precedente “modello aperto”. Come previsto dall’art. 3, comma 5, la certificazione deve avere <strong data-start="1545" data-end="1569">data certa anteriore</strong> all’esercizio dell’opzione. Inoltre, viene rilasciata da professionisti indipendenti, come <strong data-start="1661" data-end="1698">dottori commercialisti o avvocati</strong>, che ne attestano la corretta implementazione e la coerenza con i presidi contabili adottati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2259">Le <strong data-start="1797" data-end="1823">Linee guida settoriali</strong> (industria: provv. AE 29 ottobre 2025; assicurazioni: provv. AE 7 agosto 2025) fissano standard minimi comuni, con particolare attenzione alla mappatura dei rischi fiscali, anche quelli derivanti dai <strong data-start="2024" data-end="2046">principi contabili</strong> applicati. In assenza di modelli di controllo come la legge 262/2005 o il Sarbanes-Oxley Act, l’impresa deve integrare il TCF con controlli contabili chiave, formalizzati nella <strong data-start="2224" data-end="2258">risk and control matrix (RCMs)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2259"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33677 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-1024x684.jpg" alt="" width="696" height="465" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-1024x684.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-768x513.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-1536x1026.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-629x420.jpg 629w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-600x401.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-696x465.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/high-angle-view-toys-table.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="373"><strong>Durata, aggiornamenti e criticità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="759">Uno degli aspetti più delicati del nuovo regime TCF opzionale riguarda la sua <strong data-start="453" data-end="463">durata</strong> e le modalità di <strong data-start="481" data-end="519">aggiornamento della certificazione</strong> e della <strong data-start="528" data-end="552">mappatura dei rischi</strong>. Il <strong data-start="557" data-end="595">Decreto Ministeriale 9 luglio 2025</strong> stabilisce che l’opzione ha <strong data-start="624" data-end="644">valenza biennale</strong>, con <strong data-start="650" data-end="668">rinnovo tacito</strong> per altri due periodi d’imposta, salvo revoca esplicita da parte dell’impresa (art. 6 DM).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="761" data-end="1327">Fin qui, sembrerebbe un meccanismo semplice e lineare. Tuttavia, la <strong data-start="829" data-end="873">frequenza di aggiornamento dei documenti</strong> imposti dalle <strong data-start="888" data-end="914">Linee guida settoriali</strong> introduce un importante elemento di complessità. La <strong data-start="967" data-end="985">certificazione</strong> del sistema TCF, infatti, ha durata <strong data-start="1022" data-end="1035">triennale</strong>, ma la <strong data-start="1043" data-end="1077">Risk and Control Matrix (RCMs)</strong> deve essere <strong data-start="1090" data-end="1130">aggiornata almeno una volta all’anno</strong>. Questo significa che, durante un singolo ciclo di opzione, un’impresa potrebbe dover gestire <strong data-start="1225" data-end="1257">più aggiornamenti della RCMs</strong>, anche senza dover necessariamente ottenere una nuova certificazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1329" data-end="1775">Questa <strong data-start="1336" data-end="1365">non coincidenza temporale</strong> può generare un <strong data-start="1382" data-end="1418">aggravio operativo e finanziario</strong> non trascurabile, soprattutto per le imprese di media dimensione, che rappresentano il target primario di questo strumento. In pratica, l’impresa deve essere in grado di aggiornare e mantenere in piena operatività la propria mappa dei rischi e il sistema di controllo interno, senza però potersi avvalere ogni volta dei benefici della nuova certificazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1777" data-end="2291">Le Linee guida chiariscono che tali aggiornamenti <strong data-start="1827" data-end="1870">non richiedono una nuova certificazione</strong>, ma devono essere <strong data-start="1889" data-end="1928">coerenti con il modello certificato</strong> e <strong data-start="1931" data-end="1963">documentati in modo adeguato</strong>. Inoltre, la perdita di uno dei requisiti fondamentali – come indicato all’art. 5, comma 5 del DM – comporta la <strong data-start="2076" data-end="2125">decadenza immediata dai benefici sanzionatori</strong>, con effetto retroattivo a inizio periodo d’imposta. Questo rafforza la necessità di un <strong data-start="2214" data-end="2248">presidio costante e aggiornato</strong>, pena l’invalidazione dell’intero sistema.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2293" data-end="2468">In sintesi, il TCF opzionale è sì un’opportunità, ma richiede <strong data-start="2358" data-end="2398">organizzazione, risorse e continuità</strong>, elementi che non tutte le imprese potrebbero sostenere con facilità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="286" data-end="376"><strong>Benefici del TCF opzionale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="378" data-end="826">Uno degli elementi che rendono il <strong data-start="412" data-end="447">Tax Control Framework opzionale</strong> particolarmente attrattivo per le imprese è la possibilità di accedere a <strong data-start="521" data-end="552">benefici premiali rilevanti</strong>, soprattutto sul piano <strong data-start="576" data-end="602">sanzionatorio e penale</strong>. Questi vantaggi sono previsti dagli articoli 4 e 5 del <strong data-start="659" data-end="697">Decreto Ministeriale 9 luglio 2025</strong>, ma non sono automatici: richiedono il rispetto di specifiche condizioni, tra cui la presentazione di <strong data-start="800" data-end="825">interpelli preventivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="828" data-end="1045">In particolare, l’art. 5 del decreto stabilisce che, qualora l’impresa presenti un <strong data-start="911" data-end="960">interpello ex art. 11 della Legge n. 212/2000</strong> in modo <strong data-start="969" data-end="1000">circostanziato e preventivo</strong>, questo può produrre due importanti effetti:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1047" data-end="1411">
<li data-start="1047" data-end="1187">
<p data-start="1050" data-end="1187"><strong data-start="1050" data-end="1094">Esclusione delle sanzioni amministrative</strong> in caso di errore, purché il comportamento sia coerente con quanto indicato nell’interpello.</p>
</li>
<li data-start="1188" data-end="1411">
<p data-start="1191" data-end="1411"><strong data-start="1191" data-end="1268">Esclusione della punibilità penale per il reato di dichiarazione infedele</strong> (art. 4 del D.lgs. 74/2000), ma solo entro i limiti degli elementi attivi indicati nell’istanza e nel rispetto dei requisiti di ammissibilità.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1413" data-end="1898">Il valore di questa previsione è duplice: da un lato tutela l’impresa <strong data-start="1483" data-end="1535">in caso di incertezze normative o interpretative</strong>, dall’altro incentiva un <strong data-start="1561" data-end="1611">rapporto trasparente e anticipato con il Fisco</strong>, coerente con la logica della cooperative compliance. Tuttavia, questi benefici si applicano <strong data-start="1705" data-end="1765">solo se l’interpello è presentato agli uffici competenti</strong> (come individuati dai provvedimenti AE del 4.1.2016 n. 27 e del 1.3.2018 n. 47688) e <strong data-start="1851" data-end="1897">prima del comportamento oggetto di analisi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1900" data-end="2212">Va infine sottolineato che il <strong data-start="1930" data-end="1990">mancato rispetto dei requisiti o la perdita degli stessi</strong> durante il periodo d’imposta comporta la <strong data-start="2032" data-end="2058">decadenza dai benefici</strong>, con effetti retroattivi. Per questo è fondamentale che l’impresa mantenga aggiornato il proprio sistema di controllo e monitoraggio del rischio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2214" data-end="2320">I vantaggi sono concreti e importanti, ma richiedono <strong data-start="2270" data-end="2319">disciplina, tempestività e rigore documentale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2214" data-end="2320"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33678 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-1024x685.jpg" alt="" width="696" height="466" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-1024x685.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-300x201.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-768x514.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-1536x1027.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-628x420.jpg 628w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-600x401.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-696x465.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept-1068x714.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/time-taxes-money-financial-accounting-taxation-concept.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="412"><strong>Governance, reputazione e ESG</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="414" data-end="688">Oltre agli evidenti benefici sul piano sanzionatorio e penale, l’adozione del <strong data-start="492" data-end="527">Tax Control Framework opzionale</strong> porta con sé una serie di <strong data-start="554" data-end="576">vantaggi indiretti</strong>, che incidono in modo profondo sulla <strong data-start="614" data-end="642">qualità della governance</strong> e sull’<strong data-start="650" data-end="675">immagine dell’impresa</strong> nel mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="690" data-end="1286">Implementare un TCF significa, innanzitutto, dotarsi di <strong data-start="746" data-end="783">procedure fiscalmente trasparenti</strong>, formalizzate e tracciabili. Questo approccio migliora la <strong data-start="842" data-end="885">gestione interna dei processi aziendali</strong>, rendendo l’impresa più solida, più controllabile e meglio strutturata anche agli occhi di <strong data-start="977" data-end="1021">banche, investitori, clienti e fornitori</strong>. In particolare, la predisposizione di una <strong data-start="1065" data-end="1096">mappa dei rischi aggiornata</strong> e l’esistenza di <strong data-start="1114" data-end="1148">presidi contabili ben definiti</strong> offrono garanzie concrete sulla capacità dell’impresa di rispettare le normative e gestire eventuali criticità fiscali in modo proattivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1288" data-end="1859">Un altro aspetto da non sottovalutare è il <strong data-start="1331" data-end="1385">profilo ESG (Environmental, Social and Governance)</strong>. Le Linee guida dell’Agenzia delle Entrate evidenziano come la gestione responsabile del rischio fiscale sia oggi considerata una <strong data-start="1516" data-end="1573">componente fondamentale della sostenibilità aziendale</strong>, soprattutto nella parte &#8220;Governance&#8221;. Questo significa che un TCF ben strutturato può contribuire a <strong data-start="1675" data-end="1716">migliorare il rating ESG dell’impresa</strong>, elemento sempre più rilevante per attrarre capitali, partecipare a bandi pubblici e soddisfare i criteri richiesti da clienti multinazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1861" data-end="2209">Infine, integrando il TCF con altri modelli organizzativi, come quello previsto dal <strong data-start="1945" data-end="1964">D.lgs. 231/2001</strong>, è possibile <strong data-start="1978" data-end="2024">rafforzare il sistema di controllo interno</strong> e prevenire il rischio di <strong data-start="2051" data-end="2093">responsabilità amministrativa da reato</strong>. Ciò si traduce in una maggiore resilienza aziendale e in un <strong data-start="2155" data-end="2190">rafforzamento della reputazione</strong> nel lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2211" data-end="2394">In un mercato sempre più orientato alla <strong data-start="2254" data-end="2290">trasparenza e alla sostenibilità</strong>, il TCF si configura non solo come strumento fiscale, ma come <strong data-start="2353" data-end="2393">leva strategica per la competitività</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="335" data-end="422"><strong>Costi, oneri e sostenibilità </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="424" data-end="700">Nonostante il Tax Control Framework opzionale sia stato progettato come <strong data-start="496" data-end="567">strumento di compliance accessibile anche alle imprese non “grandi”</strong>, nella pratica <strong data-start="583" data-end="620">permangono ostacoli significativi</strong> che potrebbero limitarne l’adozione su larga scala, soprattutto tra le <strong data-start="692" data-end="699">PMI</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="702" data-end="1170">Il primo elemento critico riguarda i <strong data-start="739" data-end="794">costi di implementazione e mantenimento del sistema</strong>. La predisposizione della documentazione richiesta — tra cui il Tax Compliance Model, la mappa dei rischi, la RCMs e, soprattutto, la certificazione professionale — comporta un <strong data-start="972" data-end="1001">onere economico rilevante</strong>. Non tutte le imprese sono strutturate per sostenere questi processi in autonomia e potrebbero dover ricorrere a <strong data-start="1115" data-end="1137">consulenti esterni</strong>, con impatti diretti sul budget.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1172" data-end="1591">Inoltre, la <strong data-start="1184" data-end="1224">necessità di aggiornamenti periodici</strong>, in particolare della Risk and Control Matrix (almeno una volta all’anno) e della certificazione (ogni tre anni), richiede un <strong data-start="1351" data-end="1375">impegno continuativo</strong> e una struttura organizzativa capace di gestire il sistema in modo stabile e professionale. Per molte PMI, questa complessità rischia di vanificare l’obiettivo di semplificazione e accessibilità del nuovo strumento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1593" data-end="2020">Altro punto critico è la <strong data-start="1618" data-end="1681">scarsa automatizzazione del processo di adesione e gestione</strong>: non esistono (almeno per ora) piattaforme centralizzate o modelli digitali standardizzati per supportare le imprese nel percorso di adozione del TCF. Questo obbliga ciascuna realtà a costruire un sistema “su misura”, aumentando la variabilità nei contenuti e, di conseguenza, l’incertezza su cosa effettivamente sia considerato conforme.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2022" data-end="2232">Se non adeguatamente calibrato, il TCF rischia di trasformarsi da opportunità a fardello, vanificando lo scopo per cui è nato: promuovere <strong data-start="2163" data-end="2201">trasparenza, fiducia e prevenzione</strong> in modo realmente sostenibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2022" data-end="2232"><strong>Conclusione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="438" data-end="913">Il <strong data-start="441" data-end="476">Tax Control Framework opzionale</strong> rappresenta una delle novità più significative introdotte dalla recente riforma fiscale italiana in materia di compliance e governance d’impresa. La sua struttura, ispirata ai principi della cooperative compliance, mira a estendere anche alle <strong data-start="720" data-end="756">imprese di dimensioni intermedie</strong> la possibilità di dialogare preventivamente con l’Amministrazione finanziaria, <strong data-start="836" data-end="866">riducendo i rischi fiscali</strong> e migliorando la qualità dei processi interni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="915" data-end="1359">Se ben implementato, il TCF può generare <strong data-start="956" data-end="990">vantaggi concreti e misurabili</strong>: dall’esclusione delle sanzioni amministrative alla non punibilità penale in specifici casi, fino al miglioramento del rating reputazionale ed ESG. È però evidente che, per trasformarsi da mero adempimento a <strong data-start="1199" data-end="1218">leva strategica</strong>, il sistema deve essere <strong data-start="1243" data-end="1272">sostenibile e accessibile</strong>, soprattutto per le PMI, che rappresentano l’ossatura del tessuto produttivo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1361" data-end="1786">La <strong data-start="1364" data-end="1414">standardizzazione delle Linee guida settoriali</strong>, la <strong data-start="1419" data-end="1462">semplificazione degli oneri documentali</strong> e la <strong data-start="1468" data-end="1504">digitalizzazione delle procedure</strong> saranno fattori determinanti per garantire una reale diffusione del TCF opzionale. In assenza di questi interventi, lo strumento rischia di rimanere prerogativa di aziende già strutturate, vanificando l’obiettivo di democratizzare l’accesso a un modello di fiscalità collaborativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1788" data-end="2201">In conclusione, il TCF opzionale è una <strong data-start="1827" data-end="1889">scommessa sulla trasparenza e sulla responsabilità fiscale</strong>, ma il suo successo dipenderà dalla capacità del legislatore e dell’Amministrazione finanziaria di <strong data-start="1989" data-end="2038">modellarlo sulle esigenze reali delle imprese</strong>. Solo così potrà contribuire a rafforzare la cultura della compliance in Italia e a rendere la fiscalità un <strong data-start="2147" data-end="2200">fattore di competitività, fiducia e sostenibilità</strong>.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tax-Control-Framework-opzionale-vantaggi-requisiti-e-impatti-sulla-fiscalita-d-impresa/">Tax Control Framework opzionale: vantaggi, requisiti e impatti sulla fiscalità d’impresa</a> was first posted on Settembre 17, 2025 at 12:01 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Collazione ereditaria e imposta di registro: cosa cambia con la riforma fiscale 2025</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Collazione-ereditaria-e-imposta-di-registro-cosa-cambia-con-la-riforma-fiscale-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 04:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel panorama del diritto successorio italiano, la collazione ereditaria è uno degli istituti più complessi ma fondamentali, soprattutto ai fini della corretta divisione dell’eredità tra gli eredi legittimari. Con la riforma fiscale del 2025, sono state introdotte importanti novità che riguardano non solo l’aspetto civilistico della collazione, ma anche il trattamento fiscale e tributario, in [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Collazione-ereditaria-e-imposta-di-registro-cosa-cambia-con-la-riforma-fiscale-2025/">Collazione ereditaria e imposta di registro: cosa cambia con la riforma fiscale 2025</a> was first posted on Settembre 10, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel panorama del diritto successorio italiano, la <strong data-start="658" data-end="683">collazione ereditaria</strong> è uno degli istituti più complessi ma fondamentali, soprattutto ai fini della corretta divisione dell’eredità tra gli eredi legittimari. Con la <strong data-start="828" data-end="856">riforma fiscale del 2025</strong>, sono state introdotte importanti novità che riguardano non solo l’aspetto civilistico della collazione, ma anche il trattamento <strong data-start="986" data-end="1010">fiscale e tributario</strong>, in particolare con riferimento all’<strong data-start="1047" data-end="1070">imposta di registro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove regole impattano direttamente sulle modalità di calcolo delle imposte in caso di <strong data-start="1162" data-end="1205">scioglimento della comunione ereditaria</strong>, introducendo criteri di imposizione più coerenti ma anche più stringenti.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo approfondiamo cosa cambia realmente, quali sono le implicazioni per gli eredi e per i professionisti coinvolti nella gestione delle successioni, e soprattutto come affrontare correttamente una divisione ereditaria nel 2025, evitando errori costosi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="268" data-end="342"><strong>Collazione ereditaria</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="344" data-end="932">La <strong data-start="347" data-end="372">collazione ereditaria</strong> è uno degli strumenti centrali nel diritto successorio italiano ed è disciplinata dall’articolo 737 del Codice civile. Si tratta di un meccanismo che mira a riequilibrare la divisione dell’eredità tra i <strong data-start="576" data-end="599">coeredi legittimari</strong> (coniuge, figli e discendenti), tenendo conto delle donazioni ricevute in vita da parte del defunto. In pratica, al momento dello <strong data-start="730" data-end="773">scioglimento della comunione ereditaria</strong>, chi ha già ricevuto beni per donazione deve &#8220;riportarli&#8221; nella massa da dividere, salvo dispensa espressa del defunto nei limiti della <strong data-start="910" data-end="931">quota disponibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="934" data-end="981">Nel concreto, ciò può avvenire in due modalità:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="982" data-end="1155">
<li data-start="982" data-end="1039">
<p data-start="984" data-end="1039"><strong data-start="984" data-end="1008">Collazione in natura</strong>, restituendo il bene ricevuto;</p>
</li>
<li data-start="1040" data-end="1155">
<p data-start="1042" data-end="1155"><strong data-start="1042" data-end="1072">Collazione per imputazione</strong>, in cui il valore del bene donato viene sottratto dalla quota spettante all’erede.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1157" data-end="1574">Un esempio chiarisce il funzionamento: se Tizio, vedovo con due figli, ha donato 100.000 euro a uno dei figli (Caio) e lascia un patrimonio residuo di 300.000 euro, la massa ereditaria complessiva da considerare diventa di 400.000 euro (300.000 + 100.000). Dividendo equamente, ciascun figlio ha diritto a 200.000 euro: Caio riceverà 100.000 (avendone già avuti 100.000 in vita), mentre Sempronio ne riceverà 200.000.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1576" data-end="1762">La <strong data-start="1579" data-end="1607">riforma fiscale del 2025</strong> interviene proprio su questo meccanismo, correggendo alcune <strong data-start="1668" data-end="1691">distorsioni fiscali</strong> legate al trattamento delle donazioni in sede di divisione ereditaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="338" data-end="429"><strong>Il problema pre-2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="431" data-end="1042">Prima della <strong data-start="443" data-end="471">riforma fiscale del 2025</strong>, l’applicazione dell’<strong data-start="493" data-end="516">imposta di registro</strong> agli atti di divisione ereditaria che coinvolgevano beni oggetto di <strong data-start="585" data-end="599">collazione</strong> generava non pochi problemi. Secondo l’allora vigente <strong data-start="654" data-end="716">articolo 34 del Testo Unico sull’Imposta di Registro (TUR)</strong>, la base imponibile per la divisione veniva calcolata tenendo conto esclusivamente del <strong data-start="804" data-end="816">relictum</strong>, ovvero del patrimonio effettivamente presente al momento della morte del de cuius. Le donazioni ricevute in vita dagli eredi, seppur soggette a collazione, <strong data-start="974" data-end="1041">non venivano considerate nella massa ereditaria ai fini fiscali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1044" data-end="1641">Questo approccio produceva un effetto distorsivo: nel momento in cui si procedeva alla collazione, il valore della massa da dividere aumentava sul piano civilistico (inclusi i beni donati in vita), ma non su quello fiscale. Di conseguenza, l’Agenzia delle Entrate <strong data-start="1308" data-end="1341">individuava conguagli fittizi</strong> tra gli eredi, tassandoli con l’imposta proporzionale sui trasferimenti. Questi conguagli erano “fittizi” perché derivavano solo da un’<strong data-start="1477" data-end="1503">apparente sproporzione</strong> tra le quote spettanti e quelle effettivamente ricevute, generata dall’inclusione delle donazioni nella massa solo sul piano civilistico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1643" data-end="2117">Un esempio classico: se Caio aveva già ricevuto 100.000 euro in vita e preleva 100.000 euro dalla massa residua di 300.000, mentre Sempronio ne riceve 200.000, l’Agenzia vede in questa ripartizione un <strong data-start="1844" data-end="1880">conguaglio a favore di Sempronio</strong>, tassabile, anche se in realtà è solo un effetto tecnico della collazione. Una situazione <strong data-start="1971" data-end="1983">ingiusta</strong>, più volte contestata anche dalla <strong data-start="2018" data-end="2053">giurisprudenza della Cassazione</strong>, perché portava a una forma indiretta di <strong data-start="2095" data-end="2116">doppia tassazione</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="273" data-end="352"><strong>Riforma 2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="354" data-end="801">Con l’entrata in vigore della riforma fiscale del 2025, il legislatore ha finalmente messo ordine in una materia che da anni generava incertezza interpretativa e contenzioso. L’intervento si è concentrato su una modifica mirata dell’articolo 34 del Testo Unico dell’Imposta di Registro (DPR 131/1986), chiarendo un punto fondamentale: le donazioni soggette a collazione non generano imposta di registro in sede di divisione ereditaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="803" data-end="1409">La nuova formulazione del comma 1 dell’articolo 34 stabilisce espressamente che, in caso di scioglimento della comunione ereditaria, la massa comune da dividere deve tenere conto anche dei beni donati in vita dal de cuius, purché soggetti a collazione. Tuttavia, si precisa che questi beni non rilevano ai fini impositivi. In parole semplici, le donazioni sono considerate per calcolare correttamente le quote di diritto degli eredi, ma non aumentano la base imponibile dell’atto di divisione. Di conseguenza, non si applica l’imposta proporzionale sui cosiddetti conguagli fittizi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1903">Questa correzione recepisce finalmente quanto più volte affermato dalla Corte di Cassazione, in particolare nella sentenza n. 11040/2021, secondo cui l’imposta di registro deve applicarsi esclusivamente all’incremento patrimoniale effettivo in capo agli eredi, senza tener conto del valore dei beni già loro appartenenti per donazione. In questo modo, la riforma evita la duplicazione d’imposta e rende l’istituto della collazione pienamente coerente tra diritto civile e fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1905" data-end="2114">Per professionisti e contribuenti, si tratta di un cambiamento di grande rilievo, che semplifica gli adempimenti, riduce i rischi di contenzioso e favorisce una più equa gestione delle successioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33535 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-1024x659.jpg" alt="" width="696" height="448" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-1024x659.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-300x193.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-768x494.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-1536x989.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-652x420.jpg 652w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-150x97.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-600x386.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-696x448.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno-1068x688.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-analisi-del-cliente-e-di-vendita-sulla-vista-laterale-del-fondo-di-lerciume-e-di-legno-mano-prendendo-figura-di-legno.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="435"><strong>Gli effetti pratici della riforma</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="437" data-end="1018">Le novità introdotte dalla <strong data-start="464" data-end="484">riforma del 2025</strong> in tema di collazione ereditaria e imposta di registro avranno <strong data-start="548" data-end="580">importanti ricadute pratiche</strong> su tutti i soggetti coinvolti nelle successioni ereditarie. In primo luogo, per i <strong data-start="663" data-end="674">coeredi</strong>, la nuova normativa consente di affrontare la divisione ereditaria <strong data-start="742" data-end="809">senza il timore di conguagli fittizi e aggravi fiscali indebiti</strong>. Il valore delle donazioni soggette a collazione sarà computato correttamente nella massa da dividere, ma <strong data-start="916" data-end="957">non inciderà sull’imposizione fiscale</strong>, evitando sorprese al momento della registrazione dell’atto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1020" data-end="1600">Per i <strong data-start="1026" data-end="1058">notai e i consulenti fiscali</strong>, la riforma elimina un&#8217;importante area grigia interpretativa, agevolando la redazione degli atti di divisione. La distinzione tra la <strong data-start="1192" data-end="1216">funzione civilistica</strong> della collazione e il <strong data-start="1239" data-end="1273">regime fiscale delle divisioni</strong> è ora ben definita, riducendo drasticamente il rischio di contenziosi con l’Amministrazione Finanziaria. Gli atti potranno riportare con maggiore chiarezza la provenienza dei beni, anche quando derivanti da donazioni pregresse, senza timore che queste siano erroneamente trattate come oggetto di trasferimento ai fini fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1602" data-end="1980">Inoltre, la nuova formulazione normativa permette una <strong data-start="1656" data-end="1716">pianificazione successoria più trasparente e vantaggiosa</strong>, poiché consente di valorizzare le donazioni in vita senza che queste abbiano un impatto negativo sull’imposizione in sede di divisione. Anche per i <strong data-start="1866" data-end="1879">tribunali</strong>, la riforma riduce il carico di cause legate all’interpretazione dell’imposta sui conguagli fittizi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1982" data-end="2166">In sintesi, il nuovo quadro normativo restituisce <strong data-start="2032" data-end="2056">certezza del diritto</strong> e maggiore <strong data-start="2068" data-end="2086">equità fiscale</strong>, due elementi fondamentali in un ambito delicato come quello delle successioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="294" data-end="382"><strong>Pianificazione successoria</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="384" data-end="1027">La riforma 2025 rappresenta un’opportunità concreta per avviare una <strong data-start="452" data-end="498">pianificazione successoria più consapevole</strong>, anche dal punto di vista fiscale. La chiarezza introdotta sul piano normativo consente infatti di <strong data-start="598" data-end="631">programmare donazioni in vita</strong> a favore dei propri eredi senza più il timore che, al momento della futura divisione ereditaria, queste vengano penalizzate fiscalmente con l’applicazione di imposte di registro sui conguagli. Questo significa poter utilizzare l’istituto della <strong data-start="876" data-end="902">donazione “anticipata”</strong> come strumento efficace per riequilibrare le posizioni tra gli eredi, gestendo in anticipo eventuali squilibri patrimoniali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1029" data-end="1619">Inoltre, sapere che le <strong data-start="1052" data-end="1087">donazioni soggette a collazione</strong> non rientrano nella base imponibile ai fini dell’imposta di registro nella successiva divisione ereditaria permette di effettuare queste operazioni in modo <strong data-start="1244" data-end="1277">più trasparente e tracciabile</strong>, evitando soluzioni opache o accordi verbali, spesso fonte di liti familiari o complicazioni legali. In questo senso, si rafforza anche il <strong data-start="1417" data-end="1437">ruolo del notaio</strong> e del consulente fiscale, che possono assistere il cliente nella strutturazione di una <strong data-start="1525" data-end="1560">strategia successoria su misura</strong>, sfruttando la nuova normativa a vantaggio della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1621" data-end="1965">Da non sottovalutare, poi, il risparmio indiretto sul fronte della <strong data-start="1688" data-end="1736">riduzione del rischio di contenziosi fiscali</strong>, spesso lunghi e costosi. La maggiore certezza interpretativa consente oggi di <strong data-start="1816" data-end="1899">evitare accertamenti, sanzioni e rettifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate</strong>, riducendo al minimo le esposizioni fiscali in sede di divisione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1967" data-end="2117">In conclusione, la riforma 2025 consente di donare in vita e dividere in morte con maggiore serenità, certezza giuridica e ottimizzazione fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="373"><strong>Successioni aziendali e patrimoni familiari</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="1124">Uno degli ambiti in cui la <strong data-start="402" data-end="418">riforma 2025</strong> produce effetti particolarmente rilevanti è quello delle <strong data-start="476" data-end="501">successioni aziendali</strong> e della <strong data-start="510" data-end="570">trasmissione intergenerazionale del patrimonio familiare</strong>. In molti contesti imprenditoriali italiani, soprattutto nelle PMI e imprese a conduzione familiare, è prassi consolidata quella di effettuare <strong data-start="714" data-end="738">donazioni anticipate</strong> (di quote societarie, immobili strumentali o capitali) a favore di uno o più figli destinati a proseguire l’attività. Queste donazioni, spesso soggette a collazione, diventavano un problema nel momento in cui si procedeva alla divisione ereditaria: rischiavano infatti di <strong data-start="1011" data-end="1065">generare conguagli fittizi e imposte proporzionali</strong>, anche se i beni non erano oggetto di trasferimento reale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1126" data-end="1566">Con la <strong data-start="1133" data-end="1162">modifica dell’art. 34 TUR</strong>, la normativa ora tutela la coerenza tra <strong data-start="1204" data-end="1243">successione civilistica e fiscalità</strong>, consentendo una <strong data-start="1261" data-end="1314">trasmissione programmata del patrimonio aziendale</strong> senza penalizzazioni fiscali al momento della divisione ereditaria. Questo riduce notevolmente il rischio di dover versare imposte elevate su operazioni solo apparentemente squilibrate, ma perfettamente legittime nell’ambito di un disegno successorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1568" data-end="2081">Inoltre, la riforma permette di valorizzare strumenti come i <strong data-start="1629" data-end="1650">patti di famiglia</strong> o le <strong data-start="1656" data-end="1693">donazioni con riserva d’usufrutto</strong>, che possono essere inseriti in un piano di successione aziendale a lungo termine, ora senza il timore che producano effetti impositivi distorsivi in sede di collazione. I professionisti del settore, in particolare i commercialisti e i notai, avranno un quadro normativo più chiaro su cui costruire <strong data-start="1993" data-end="2033">strategie di passaggio generazionale</strong> sostenibili sia giuridicamente che fiscalmente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33536 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-1024x678.jpg" alt="" width="696" height="461" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-1024x678.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-300x199.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-768x509.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-1536x1018.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-634x420.jpg 634w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-150x99.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-600x398.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-696x461.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team-1068x708.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/il-leader-e-i-subordinati-sono-collegati-da-linee-leadership-lavoro-di-squadra-feedback-nel-team.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="223" data-end="300"><strong>Trattamento fiscale dopo la riforma</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="302" data-end="988">Nel quadro della successione ereditaria, un ruolo chiave è svolto dalle <strong data-start="374" data-end="414">donazioni con dispensa da collazione</strong>, previste dall’articolo 737 del Codice civile. Si tratta di donazioni in cui il de cuius, nel momento della liberalità, <strong data-start="535" data-end="601">dispensa espressamente il donatario dall’obbligo di collazione</strong>, ossia dal reintegro della donazione nella massa ereditaria. Questa dispensa è valida nei limiti della <strong data-start="705" data-end="726">quota disponibile</strong>, e non può ledere i diritti degli altri legittimari. Fino al 2025, però, il trattamento fiscale di queste donazioni, al momento della divisione, <strong data-start="872" data-end="900">non era del tutto chiaro</strong>, e poteva dare adito a interpretazioni restrittive da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="990" data-end="1483">Con la riforma 2025, la situazione si chiarisce sensibilmente: il nuovo testo dell’art. 34 TUR precisa che le donazioni <strong data-start="1110" data-end="1135">soggette a collazione</strong> non rilevano ai fini dell’imposta di registro nella divisione. Di conseguenza, per esclusione, si deduce che le <strong data-start="1248" data-end="1274">donazioni con dispensa</strong>, <strong data-start="1276" data-end="1313">non essendo soggette a collazione</strong>, mantengono invece il loro carattere di trasferimento autonomo e quindi <strong data-start="1386" data-end="1432">possono ancora generare effetti impositivi</strong> se ridistribuite tra coeredi in sede di divisione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1485" data-end="1919">Ciò significa che, se un bene ricevuto con dispensa viene successivamente oggetto di riequilibrio tra gli eredi (ad esempio per evitare l’azione di riduzione), <strong data-start="1645" data-end="1694">quel trasferimento sarà soggetto a tassazione</strong>. In sostanza, la riforma tutela solo le donazioni effettivamente soggette a collazione; le altre continuano a seguire le <strong data-start="1816" data-end="1861">regole ordinarie sull’imposta di registro</strong>, se implicano un trasferimento patrimoniale in divisione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1921" data-end="2226">Questa distinzione diventa oggi fondamentale in fase di pianificazione successoria, perché spinge a valutare attentamente quando è opportuno inserire la dispensa e in quali casi potrebbe essere più vantaggioso evitarla, soprattutto se si prevede una successiva divisione equilibrata tra gli eredi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="277" data-end="363"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="365" data-end="870">La <strong data-start="368" data-end="392">riforma fiscale 2025</strong> ha finalmente risolto un nodo storico del sistema successorio italiano, intervenendo con precisione sull&#8217;articolo 34 del TUR per armonizzare l’istituto della collazione ereditaria con il trattamento fiscale della divisione ereditaria. Grazie alle nuove regole, le donazioni soggette a collazione non generano più imposizione indiretta in sede di divisione, eliminando definitivamente i tanto discussi conguagli fittizi e l’ingiusto aggravio fiscale che ne derivava.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="872" data-end="1299">Per i contribuenti, si tratta di una novità concreta e tangibile: ora è possibile donare in vita e successivamente dividere in modo equo, senza incorrere in duplicazioni d’imposta o interpretazioni restrittive da parte dell’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a>. Un vantaggio che si estende anche alla pianificazione successoria delle imprese familiari, sempre più orientate verso soluzioni stabili e sostenibili nel lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1301" data-end="1787">D’altra parte, la riforma non esclude l’attenzione e la consulenza professionale: rimangono distinzioni importanti, come nel caso delle donazioni con dispensa da collazione, che richiedono valutazioni tecniche sia sotto il profilo civile che fiscale. Affidarsi a un commercialista esperto in successioni o a un notaio competente in materia ereditaria è oggi più che mai fondamentale per strutturare una successione chiara, legittima e ottimizzata dal punto di vista fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="1999">In definitiva, la riforma 2025 segna un passo avanti verso una maggiore certezza del diritto e una fiscalità più giusta: due pilastri imprescindibili per la gestione del patrimonio familiare nel futuro.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Collazione-ereditaria-e-imposta-di-registro-cosa-cambia-con-la-riforma-fiscale-2025/">Collazione ereditaria e imposta di registro: cosa cambia con la riforma fiscale 2025</a> was first posted on Settembre 10, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Terzo Settore, Sport e IVA: tutte le novità fiscali dal 2026 con il nuovo decreto legislativo</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-Sport-e-IVA-tutte-le-novita-fiscali-dal-2026-con-il-nuovo-decreto-legislativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 04:10:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un nuovo decreto legislativo di attuazione della legge delega per la riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), che introduce importanti novità in materia di Terzo Settore, sport dilettantistico, crisi d’impresa e IVA. Il provvedimento, promosso dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mira a semplificare e [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-Sport-e-IVA-tutte-le-novita-fiscali-dal-2026-con-il-nuovo-decreto-legislativo/">Terzo Settore, Sport e IVA: tutte le novità fiscali dal 2026 con il nuovo decreto legislativo</a> was first posted on Agosto 26, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="865">Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un nuovo <strong data-start="366" data-end="445">decreto legislativo di attuazione della legge delega per la riforma fiscale</strong> (legge 9 agosto 2023, n. 111), che introduce importanti novità in materia di <strong data-start="523" data-end="586">Terzo Settore, sport dilettantistico, crisi d’impresa e IVA</strong>. Il provvedimento, promosso dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mira a <strong data-start="670" data-end="728">semplificare e razionalizzare la disciplina tributaria</strong> per migliaia di enti e società che operano in ambiti strategici per la coesione sociale, il benessere collettivo e la ripresa economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="867" data-end="1403">Tra le novità più rilevanti troviamo l’estensione del <strong data-start="921" data-end="952">regime forfettario 398/1991</strong> anche alle SSD con tetto a 400.000 euro, l’introduzione di un <strong data-start="1015" data-end="1062">forfait fiscale a 85.000 euro per ODV e APS</strong>, l’allineamento della normativa IVA agli orientamenti europei e una nuova disciplina sulle <strong data-start="1154" data-end="1181">plusvalenze &#8220;congelate&#8221;</strong> per beni destinati a finalità istituzionali. Il testo interviene anche sulla <strong data-start="1259" data-end="1325">tassazione delle sopravvenienze attive da riduzione dei debiti</strong>, ampliando i casi di esenzione nelle procedure concorsuali e di liquidazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1405" data-end="1769">L’entrata in vigore delle nuove disposizioni è prevista per il <strong data-start="1468" data-end="1487">1° gennaio 2026</strong>, ma il testo dovrà prima superare l’iter parlamentare e il vaglio della Conferenza Unificata. Intanto, enti, associazioni, società e professionisti devono iniziare a <strong data-start="1654" data-end="1678">prepararsi per tempo</strong>, per cogliere le opportunità di risparmio fiscale e adeguarsi ai nuovi obblighi in arrivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="305" data-end="389"><strong>Terzo Settore, Sport e IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="391" data-end="873">Dal 1° gennaio 2026 il panorama fiscale per enti del Terzo Settore, società sportive dilettantistiche e professionisti che operano nell’ambito dell’IVA subirà un’importante trasformazione. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato in esame preliminare un nuovo decreto legislativo che rappresenta un passaggio chiave nell’attuazione della riforma fiscale prevista dalla legge delega n. 111 del 9 agosto 2023.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1088">Il provvedimento mira a <strong data-start="899" data-end="932">semplificare e razionalizzare</strong> una serie di norme oggi frammentarie, complesse e spesso penalizzanti per i soggetti coinvolti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1088">In particolare, si interviene su quattro fronti principali:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1090" data-end="1232">
<li data-start="1090" data-end="1120">
<p data-start="1092" data-end="1120">Enti del Terzo Settore (ETS)</p>
</li>
<li data-start="1121" data-end="1151">
<p data-start="1123" data-end="1151">Procedure di crisi d’impresa</p>
</li>
<li data-start="1152" data-end="1196">
<p data-start="1154" data-end="1196">Enti e società dello sport dilettantistico</p>
</li>
<li data-start="1197" data-end="1232">
<p data-start="1199" data-end="1232">Imposta sul valore aggiunto (IVA)</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1234" data-end="1704">La riforma è attualmente in fase di discussione parlamentare: il testo, dopo il passaggio alle Commissioni competenti e il parere della Conferenza Unificata, tornerà al Consiglio dei Ministri per l’adozione definitiva. Tuttavia, fin da ora emergono <strong data-start="1483" data-end="1503">novità rilevanti</strong>, come il regime forfettario per ODV e APS fino a 85.000 euro, l’estensione del regime 398/1991 alle SSD, la detrazione dell’IVA per attività istituzionali e il trattamento delle sopravvenienze attive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1935">Questi cambiamenti <strong data-start="1725" data-end="1778">puntano a ridurre il carico burocratico e fiscale</strong> su settori fondamentali per il tessuto sociale ed economico del Paese, fornendo certezze interpretative e vantaggi concreti in termini fiscali e finanziari.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="262" data-end="348"><strong>Sport dilettantistico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="867">Una delle novità più rilevanti introdotte dal nuovo decreto legislativo riguarda il mondo dello <strong data-start="446" data-end="471">sport dilettantistico</strong>, con un intervento diretto sull’applicazione del regime forfetario previsto dalla <strong data-start="554" data-end="575">legge n. 398/1991</strong>. L’articolo 4 del testo in esame <strong data-start="609" data-end="707">estende l’accesso a questo regime agevolato anche alle Società Sportive Dilettantistiche (SSD)</strong>, che finora erano escluse dalla possibilità di usufruire della semplificazione contabile e fiscale riservata alle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="869" data-end="1418">Inoltre, viene <strong data-start="884" data-end="945">alzato il limite massimo di proventi annui a 400.000 euro</strong>, segnando un importante passo in avanti per l&#8217;intero settore. Questa misura garantisce <strong data-start="1033" data-end="1084">maggiore flessibilità e sostenibilità economica</strong> per le società sportive, equiparando finalmente il trattamento fiscale tra ASD e SSD. Le nuove regole mirano a favorire l’emersione, la semplificazione contabile e l’accesso a una fiscalità più leggera per realtà che svolgono un ruolo cruciale nella promozione dell’attività fisica, dell’educazione sportiva e della coesione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1420" data-end="1835">Il regime 398 prevede un’imposizione forfettaria con obblighi contabili ridotti e versamento semplificato dell’IVA e dell’IRES, rendendo la gestione economica molto più accessibile, soprattutto per enti di dimensioni medio-piccole. L’estensione anche alle SSD rappresenta quindi <strong data-start="1699" data-end="1794">un importante riconoscimento dell’evoluzione strutturale del mondo sportivo dilettantistico</strong>, sempre più organizzato e professionale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33232 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="267" data-end="363"><strong>Forfait da 85.000 euro </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="365" data-end="782">Una delle misure più attese contenute nel decreto legislativo è l’introduzione di un <strong data-start="450" data-end="575">regime forfettario semplificato per le <a href="https://italianonprofit.it/risorse/definizioni/organizzazioni-di-volontariato/" target="_blank" rel="noopener">ODV (Organizzazioni di Volontariato) e le APS (Associazioni di Promozione Sociale)</a></strong>. A partire dal 1° gennaio 2026, questi enti potranno optare per una gestione fiscale agevolata se i proventi annui non superano gli <strong data-start="708" data-end="723">85.000 euro</strong>, soglia superiore rispetto ai regimi attualmente previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="784" data-end="1271">L&#8217;obiettivo della norma è duplice: <strong data-start="819" data-end="872">alleggerire gli obblighi amministrativi e fiscali</strong> per gli enti non commerciali che operano a stretto contatto con la società civile, e incentivare la <strong data-start="973" data-end="1048">regolarizzazione delle attività oggi svolte in forma talvolta informale</strong> o non pienamente tracciata. Questo forfait rappresenta una vera e propria <strong data-start="1123" data-end="1152">semplificazione operativa</strong>, con riduzione degli adempimenti contabili, aliquota forfettaria per le imposte dirette e regole più snelle per l’IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1273" data-end="1701">Il nuovo regime vuole anche evitare la sovrapposizione con il regime previsto per gli ETS nel Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117/2017), mantenendo però la coerenza con la normativa europea in materia di aiuti di Stato. Inoltre, si punta a <strong data-start="1514" data-end="1566">contrastare il fenomeno delle false associazioni</strong>, tutelando chi realmente opera a fini solidaristici e promuovendo un ambiente più trasparente per donatori, enti pubblici e cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1703" data-end="1884">Per molte realtà di piccole dimensioni sarà finalmente possibile <strong data-start="1768" data-end="1826">operare in modo pienamente conforme alle norme fiscali</strong>, beneficiando di un quadro chiaro, stabile e accessibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="317" data-end="395"><strong>IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="796">Il nuovo decreto legislativo interviene in modo deciso anche sull’<strong data-start="463" data-end="470">IVA</strong>, introducendo una serie di misure che semplificano la gestione fiscale e rendono la normativa nazionale <strong data-start="575" data-end="641">più coerente con i principi e le direttive dell’Unione Europea</strong>. Si tratta di quattro interventi chiave che riguardano soprattutto gli <strong data-start="713" data-end="737">enti non commerciali</strong>, ma con effetti positivi per un ampio spettro di soggetti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="798" data-end="1116">La prima novità è la <strong data-start="819" data-end="883">soppressione del comma 3 dell’art. 19-bis.2 del DPR 633/1972</strong>, che oggi impone complesse rettifiche “pro-rata” per i beni utilizzati promiscuamente tra attività commerciale e istituzionale. Questa modifica riduce drasticamente gli oneri burocratici e rende più lineare la gestione dell’imposta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1118" data-end="1471">La seconda misura riguarda l’introduzione del <strong data-start="1164" data-end="1185">nuovo art. 19-ter</strong>, che disciplina il diritto alla detrazione dell’IVA per gli enti non commerciali: <strong data-start="1268" data-end="1349">l’imposta sarà detraibile solo in proporzione alle attività economiche svolte</strong>, rendendo obbligatoria la <strong data-start="1376" data-end="1400">contabilità separata</strong> tra area istituzionale (non rilevante ai fini IVA) e area commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1718">Terzo, si interviene sugli articoli 40-bis e 9 del DPR 633/1972 per <strong data-start="1541" data-end="1600">chiarire il trattamento delle operazioni non imponibili</strong> e aggiornare la disciplina dei pagamenti elettronici, in linea con la prassi e la giurisprudenza dell’Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1959">Infine, viene <strong data-start="1734" data-end="1787">abrogato l’art. 1, comma 151 della legge 197/2022</strong>, eliminando un vincolo che limitava la detrazione in determinate condizioni, a vantaggio della semplificazione e della certezza del diritto per tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1961" data-end="2116">Queste modifiche, operative dal 2026, rappresentano un’importante evoluzione del sistema IVA, <strong data-start="2055" data-end="2115">favorendo trasparenza, efficienza e conformità normativa</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="314" data-end="399"><strong>Terzo Settore</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="401" data-end="949">Un altro elemento di grande rilievo della riforma fiscale in arrivo è l’introduzione del <strong data-start="490" data-end="540">nuovo art. 79-bis nel Codice del Terzo Settore</strong>, pensato per risolvere una criticità spesso sottovalutata ma molto concreta: quella delle cosiddette <strong data-start="642" data-end="668">plusvalenze figurative</strong>. Quando un bene, ad esempio un immobile o un’attrezzatura, viene trasferito dall’ambito commerciale a quello non commerciale (ovvero destinato ad attività istituzionali e non lucrative), fino a oggi si generava un’imposta immediata, anche se il bene restava all’interno dell’ente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="951" data-end="1359">Con il nuovo sistema, <strong data-start="973" data-end="1010">l’imposta è sospesa (“congelata”)</strong> finché il bene rimane destinato alle finalità statutarie. Solo in caso di cessione o cambio di destinazione tornerà a essere dovuta, secondo i criteri normativi. Questo rappresenta un <strong data-start="1195" data-end="1241">importante principio di neutralità fiscale</strong>, che evita penalizzazioni ingiuste per enti che operano in buona fede nel rispetto delle loro finalità istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1361" data-end="1850">Contestualmente, il decreto <strong data-start="1389" data-end="1443">potenzia le soglie di accesso ai regimi forfettari</strong>, portando a <strong data-start="1456" data-end="1471">85.000 euro</strong> il limite di ricavi annui sia per le ODV che per le APS. La stessa soglia diventa anche il nuovo limite unico per il regime speciale ex art. 86 del d.lgs. 117/2017. Questo allineamento permette di <strong data-start="1669" data-end="1704">semplificare il sistema fiscale</strong> e di adattarlo agli standard comunitari, offrendo maggiore prevedibilità e minori obblighi contabili agli enti con minore capacità organizzativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1852" data-end="2055">Il risultato è un contesto normativo <strong data-start="1889" data-end="1950">più equo, sostenibile e incentivante per il Terzo Settore</strong>, oggi sempre più chiamato a svolgere un ruolo chiave nella coesione sociale e nel welfare di prossimità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1852" data-end="2055"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33233 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-1024x684.jpg" alt="" width="696" height="465" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-768x513.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-1536x1026.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-629x420.jpg 629w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-600x401.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-696x465.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="378" data-end="440"><strong>Opportunità e sfide </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="442" data-end="971">Le misure introdotte dal decreto legislativo in esame rappresentano un’occasione importante per modernizzare e rendere più sostenibile la gestione fiscale degli <strong data-start="603" data-end="671">enti del Terzo Settore e delle società sportive dilettantistiche</strong>, ma allo stesso tempo pongono <strong data-start="702" data-end="727">nuove sfide operative</strong> che non vanno sottovalutate. La maggiore semplificazione fiscale, infatti, non significa “assenza di regole”, ma richiede un adattamento delle procedure interne, una maggiore tracciabilità e una consapevolezza più approfondita delle normative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="973" data-end="1433">Per gli enti sportivi dilettantistici, l’estensione del <strong data-start="1029" data-end="1048">regime 398/1991</strong> e l’innalzamento del tetto a 400.000 euro rappresentano un’opportunità concreta per <strong data-start="1133" data-end="1162">ridurre il carico fiscale</strong> e razionalizzare la gestione contabile. Tuttavia, per accedere a questi benefici sarà fondamentale <strong data-start="1262" data-end="1311">documentare correttamente l’attività sportiva</strong>, rispettare i vincoli statutari e gestire in modo separato le attività istituzionali da quelle eventualmente commerciali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1435" data-end="1706">Anche per ODV e APS, il <strong data-start="1459" data-end="1495">nuovo forfait fino a 85.000 euro</strong> offre notevoli vantaggi, ma impone una maggiore attenzione nella <strong data-start="1561" data-end="1591">tracciabilità dei proventi</strong>, nel rispetto dei requisiti soggettivi e nella <strong data-start="1639" data-end="1676">corretta tenuta della contabilità</strong>, anche in forma semplificata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1708" data-end="2116">Infine, la nuova disciplina IVA e il congelamento delle plusvalenze richiedono un <strong data-start="1790" data-end="1859">aggiornamento delle politiche interne e del bilancio patrimoniale</strong>, soprattutto per enti che possiedono beni strumentali o immobili destinati ad attività istituzionali. Sarà quindi necessario un <strong data-start="1988" data-end="2023">adeguato supporto professionale</strong>, sia per evitare errori che per sfruttare appieno i nuovi margini di ottimizzazione fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="446" data-end="511"><strong>Crisi d’impresa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="513" data-end="1026">Una delle novità più significative del decreto legislativo riguarda la disciplina fiscale applicabile nelle situazioni di <strong data-start="635" data-end="654">crisi d’impresa</strong>, con l’obiettivo dichiarato di <strong data-start="686" data-end="764">non penalizzare fiscalmente le imprese che ristrutturano il proprio debito</strong> nell’ambito di procedure concorsuali o strumenti di risanamento. In questo senso, viene <strong data-start="853" data-end="898">riscritto l’art. 88, comma 4-ter del TUIR</strong>, ampliando il campo di applicazione della <strong data-start="941" data-end="988">non imposizione delle sopravvenienze attive</strong> derivanti dalla riduzione dei debiti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1028" data-end="1173">Finora l’agevolazione era limitata alle ipotesi di concordato preventivo o accordi di ristrutturazione, ma con la nuova norma si estende anche a:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1175" data-end="1436">
<li data-start="1175" data-end="1216">
<p data-start="1177" data-end="1216">Liquidazione giudiziale (ex fallimento)</p>
</li>
<li data-start="1217" data-end="1283">
<p data-start="1219" data-end="1283">Concordato minore (rivolto a microimprese e lavoratori autonomi)</p>
</li>
<li data-start="1284" data-end="1344">
<p data-start="1286" data-end="1344">Concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio</p>
</li>
<li data-start="1345" data-end="1436">
<p data-start="1347" data-end="1436"><strong data-start="1347" data-end="1379">Procedure estere equivalenti</strong>, in linea con i principi del diritto dell’Unione Europea</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1438" data-end="1837">L’esclusione da imposizione riguarda, tuttavia, <strong data-start="1486" data-end="1650">solo la parte di sopravvenienza attiva che eccede le perdite fiscali, la deduzione ACE (Aiuto alla Crescita Economica) e gli interessi passivi riportati a nuovo</strong>. In altre parole, la neutralità fiscale si applica <strong data-start="1702" data-end="1762">solo dopo aver compensato le posizioni fiscali pregresse</strong>, in un’ottica di equilibrio tra esigenza di rilancio e tutela dell’erario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1839" data-end="2174">Questa norma consente una <strong data-start="1865" data-end="1900">maggiore certezza e trasparenza</strong> per le imprese e i professionisti che seguono i processi di risanamento, riducendo il rischio di contenziosi e facilitando i percorsi di uscita dalla crisi, senza il peso di imposizioni tributarie aggiuntive su operazioni che, per loro natura, non generano ricchezza reale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="273" data-end="337"><strong>Prossime tappe</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="339" data-end="823">Il decreto legislativo approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 22 luglio 2025 <strong data-start="438" data-end="465">non è ancora definitivo</strong>, ma segna una tappa fondamentale nel percorso di attuazione della legge delega per la riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111). Il testo, infatti, è ora atteso all’<strong data-start="635" data-end="686">esame delle Commissioni parlamentari competenti</strong>, che potranno esprimere osservazioni e suggerimenti, anche in relazione al principio di equità fiscale e semplificazione amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1184">Successivamente, sarà acquisito il <strong data-start="860" data-end="897">parere della Conferenza Unificata</strong>, che rappresenta le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali. Questo passaggio è particolarmente importante, soprattutto per le norme che riguardano il Terzo Settore e lo sport dilettantistico, ambiti in cui le competenze sono spesso condivise tra Stato e autonomie territoriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1186" data-end="1497">Solo dopo queste fasi il testo tornerà in <strong data-start="1228" data-end="1280">Consiglio dei Ministri per l’adozione definitiva</strong>, con l’eventuale recepimento delle modifiche proposte. La <strong data-start="1339" data-end="1397">data di entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2026</strong>, salvo eventuali proroghe o revisioni che potrebbero emergere nel corso del dibattito parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1499" data-end="1921">Per enti, società e operatori del settore sarà fondamentale <strong data-start="1559" data-end="1614">monitorare l’evoluzione normativa nei prossimi mesi</strong>, al fine di pianificare per tempo gli adeguamenti organizzativi e fiscali. In molti casi, sarà opportuno valutare con professionisti esperti le <strong data-start="1759" data-end="1815">strategie da adottare in vista della nuova normativa</strong>, sfruttando fin da subito i margini di risparmio e regolarizzazione messi a disposizione dal legislatore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="485"><strong>Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="487" data-end="953">Le riforme fiscali introdotte dal decreto legislativo, in fase di approvazione definitiva, non rappresentano solo una revisione tecnica delle norme tributarie, ma configurano <strong data-start="662" data-end="774">una vera e propria opportunità strategica di risparmio e di semplificazione per enti, associazioni e società</strong>. I vantaggi si riflettono su più livelli, dalla riduzione del carico burocratico alla possibilità di <strong data-start="876" data-end="952">pianificare con maggiore certezza le attività economiche e istituzionali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="955" data-end="1465">Per gli <strong data-start="963" data-end="989">enti del Terzo Settore</strong>, la possibilità di accedere a regimi forfettari più ampi, uniti a una gestione più equa delle plusvalenze e a una detrazione IVA più razionale, significa <strong data-start="1144" data-end="1175">minori costi amministrativi</strong>, <strong data-start="1177" data-end="1205">meno rischio di sanzioni</strong> e <strong data-start="1208" data-end="1244">maggiore sostenibilità economica</strong> nel medio-lungo periodo. In molti casi, questi cambiamenti favoriscono l’emersione di attività finora svolte in maniera non formalizzata, aumentando anche la trasparenza verso i donatori, gli enti pubblici e la comunità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1467" data-end="1868">Le <strong data-start="1470" data-end="1507">società sportive dilettantistiche</strong> potranno beneficiare di regimi semplificati fino a 400.000 euro annui, agevolazioni che, se ben gestite, potranno tradursi in una maggiore capacità di autofinanziamento e sviluppo. La chiarezza normativa garantisce inoltre un <strong data-start="1734" data-end="1801">miglior dialogo con banche, sponsor e pubbliche amministrazioni</strong>, fondamentali per sostenere progetti a impatto sociale e sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1870" data-end="2184">Infine, la gestione della <strong data-start="1896" data-end="1940">crisi d’impresa in chiave fiscale neutra</strong> rafforza il principio per cui il fisco non deve ostacolare il risanamento, ma deve accompagnarlo. Ciò consente alle realtà in difficoltà di <strong data-start="2081" data-end="2128">rilanciarsi senza oneri fiscali paradossali</strong>, salvaguardando posti di lavoro e continuità operativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2186" data-end="2364">In sintesi, queste misure offrono <strong data-start="2220" data-end="2325">una base più solida e sostenibile per operare legalmente, in modo efficiente e con vantaggi tangibili</strong> sul piano finanziario e organizzativo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="177" data-end="239"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="241" data-end="753">Il decreto legislativo in fase di approvazione rappresenta un <strong data-start="303" data-end="440">cambio di passo concreto nella fiscalità applicata al Terzo Settore, allo sport dilettantistico e alla gestione della crisi d’impresa</strong>, oltre che un adeguamento importante alle direttive comunitarie in materia di IVA. Le misure previste non sono meri aggiustamenti tecnici: disegnano un <strong data-start="593" data-end="621">nuovo scenario operativo</strong> in cui gli enti potranno contare su <strong data-start="658" data-end="752">maggiore chiarezza normativa, meno burocrazia e più strumenti per una gestione sostenibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="755" data-end="1117">L’introduzione del regime forfettario a 85.000 euro per APS e ODV, l’estensione del regime 398/1991 alle SSD, la possibilità di detrarre l’IVA solo in proporzione all’attività economica e il congelamento delle plusvalenze rappresentano <strong data-start="991" data-end="1014">riforme strutturali</strong> in grado di semplificare la vita degli enti e, al contempo, rafforzare la compliance e la trasparenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1119" data-end="1352">Allo stesso tempo, la neutralità fiscale nelle procedure di risanamento aziendale apre a una visione più <strong data-start="1224" data-end="1293">realistica e funzionale del rapporto tra fisco e impresa in crisi</strong>, finalmente allineata a una logica di recupero e rilancio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1354" data-end="1770">Sarà ora compito degli operatori, consulenti, enti e istituzioni <strong data-start="1419" data-end="1497">prepararsi al meglio all’entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2026</strong>, valutando fin d’ora le implicazioni operative e strategiche. La riforma, se ben applicata, <strong data-start="1590" data-end="1684">non solo ridurrà il peso fiscale, ma premierà la trasparenza, l’efficienza e la regolarità</strong>, favorendo uno sviluppo più equilibrato e duraturo del settore non profit e sportivo.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-Sport-e-IVA-tutte-le-novita-fiscali-dal-2026-con-il-nuovo-decreto-legislativo/">Terzo Settore, Sport e IVA: tutte le novità fiscali dal 2026 con il nuovo decreto legislativo</a> was first posted on Agosto 26, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Riforma fiscale: prorogata la delega al 2026, slittano i testi unici e i decreti attuativi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 04:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il percorso di revisione del sistema tributario italiano si allunga ufficialmente: con l’approvazione definitiva in Parlamento, il termine per l’esercizio della delega fiscale è stato prorogato fino al 29 agosto 2026, offrendo più tempo per l’adozione dei decreti legislativi. Una notizia che porta con sé molte domande e aspettative: quali saranno le modifiche concrete? Che [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Riforma-fiscale-prorogata-la-delega-al-2026-slittano-i-testi-unici-e-i-decreti-attuativi/">Riforma fiscale: prorogata la delega al 2026, slittano i testi unici e i decreti attuativi</a> was first posted on Agosto 24, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="896">Il percorso di revisione del sistema tributario italiano si allunga ufficialmente: con l’approvazione definitiva in Parlamento, il termine per l’esercizio della delega fiscale è stato prorogato fino al <strong data-start="521" data-end="539">29 agosto 2026</strong>, offrendo più tempo per l’adozione dei decreti legislativi. Una notizia che porta con sé molte domande e aspettative: quali saranno le modifiche concrete? Che impatti avrà questa proroga su imprese, professionisti e cittadini? E, soprattutto, come sfruttare al meglio questo periodo per pianificare in anticipo e risparmiare legalmente sulle tasse?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="898" data-end="1348">La riforma fiscale è uno degli interventi strutturali più ambiziosi dell’ultimo decennio, inserita nell’ambito del <strong data-start="1013" data-end="1063">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)</strong>. La proroga, oltre a concedere tempo extra al Governo per completare l’attuazione dei decreti delegati, rappresenta anche un’opportunità per riflettere in maniera più approfondita su una revisione organica del sistema tributario, che punti a semplificazione, equità ed efficienza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1350" data-end="1635">Nel corso dell’articolo vedremo quali sono i nuovi termini, cosa comportano per i contribuenti, quali sentenze e riferimenti normativi sono collegati a questa proroga e, infine, come prepararsi in modo strategico ai cambiamenti futuri per non farsi trovare impreparati.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="186" data-end="252"><strong data-start="189" data-end="252">Delega fiscale prorogata</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="254" data-end="678">L’orizzonte temporale per la riforma fiscale avviata nel 2023 si estende ufficialmente di un anno. Con la pubblicazione in <strong data-start="377" data-end="424">Gazzetta Ufficiale n. 185 del 9 agosto 2025</strong>, è entrata in vigore la <strong data-start="449" data-end="484">Legge n. 120 dell’8 agosto 2025</strong>, che modifica alcuni punti essenziali della precedente <strong data-start="540" data-end="561">Legge n. 111/2023</strong>, ovvero la legge delega con cui il Governo aveva ricevuto mandato per rivedere l’intero sistema tributario italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="680" data-end="1134">Il nuovo provvedimento, strutturato in un <strong data-start="722" data-end="740">unico articolo</strong> ma con implicazioni operative importanti, agisce su <strong data-start="793" data-end="824">cinque aspetti fondamentali</strong>: ridefinisce le <strong data-start="841" data-end="853">scadenze</strong>, aggiorna <strong data-start="864" data-end="885">criteri direttivi</strong> e amplia la possibilità di intervento normativo. L’obiettivo è quello di sincronizzare meglio l’attuazione della riforma con il calendario legislativo e attuativo, reso particolarmente complesso dalla mole e dall’ampiezza degli interventi previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1136" data-end="1641">Il <strong data-start="1139" data-end="1189">termine per l’adozione dei decreti legislativi</strong> passa così da <strong data-start="1204" data-end="1220">24 a 36 mesi</strong> dalla data di entrata in vigore della legge delega del 2023 (cioè dal 29 agosto 2023), spostando la scadenza al <strong data-start="1333" data-end="1351">29 agosto 2026</strong>. Anche il termine per l’adozione di <strong data-start="1388" data-end="1434">eventuali decreti correttivi o integrativi</strong> viene prorogato, slittando di un anno: dal 29 agosto 2027 al <strong data-start="1496" data-end="1514">29 agosto 2028</strong>. Resta tuttavia confermata la <strong data-start="1545" data-end="1580">proroga automatica di 90 giorni</strong> in caso di ritardi nell’espressione dei pareri parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1643" data-end="1923">Queste modifiche, benché tecniche, incidono direttamente sul ritmo e sull’ordine di marcia della riforma fiscale, posticipando le scadenze senza alterarne la sostanza. Ma quali saranno le implicazioni per imprese, lavoratori autonomi e cittadini? Vediamolo nei prossimi paragrafi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="245" data-end="330"><strong data-start="248" data-end="330">Nuovi ambiti della delega</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="332" data-end="828">Oltre alla proroga dei termini, la <strong data-start="367" data-end="388">Legge n. 120/2025</strong> introduce modifiche sostanziali ai <strong data-start="424" data-end="477">principi e criteri direttivi della delega fiscale</strong>, ampliando gli ambiti di intervento e aprendo la strada a una revisione più profonda di alcune aree strategiche del sistema tributario. Una delle novità più rilevanti riguarda l’estensione, anche ai <strong data-start="677" data-end="707">tributi regionali e locali</strong>, del trattamento dei debiti fiscali previsto dal <strong data-start="757" data-end="807">Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza</strong> (D.lgs. n. 14/2019).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="830" data-end="1264">In particolare, vengono richiamati gli articoli <strong data-start="878" data-end="915">23, 63, 64-bis, 88, 245 e 284-bis</strong>, che regolano forme di <strong data-start="939" data-end="987">pagamento parziale o dilazionato dei tributi</strong>, nei casi di insolvenza o ristrutturazione aziendale. Estendere questa disciplina ai tributi locali rappresenta un passo importante verso una maggiore <strong data-start="1139" data-end="1157">equità fiscale</strong>, soprattutto per le imprese in difficoltà economica che operano in territori a forte pressione tributaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1266" data-end="1472">È confermata anche la possibilità di prevedere regole analoghe per le imprese soggette a <strong data-start="1355" data-end="1401">procedura di amministrazione straordinaria</strong>, con l’obiettivo di favorire la continuità aziendale e il risanamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1474" data-end="2066">Un ulteriore pilastro della riforma riguarda la <strong data-start="1522" data-end="1546">giustizia tributaria</strong>. Il legislatore delegato sarà chiamato a <strong data-start="1588" data-end="1672">uniformare lo stato giuridico, l’ordinamento e il ruolo dei magistrati tributari</strong> a quelli della magistratura ordinaria, rafforzando così l’indipendenza e la professionalità del sistema. Viene inoltre definito un impianto disciplinare più chiaro e organico, che prevede norme su <strong data-start="1870" data-end="1938">incompatibilità, trasferimenti, sanzioni e dispense dal servizio</strong>, sempre nel rispetto delle prerogative del <strong data-start="1982" data-end="2010">Presidente del Consiglio</strong> e degli organi della <strong data-start="2032" data-end="2065">Corte di giustizia tributaria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2068" data-end="2242">Questo intervento punta a rendere il contenzioso tributario più efficiente, trasparente e credibile, favorendo una maggiore fiducia da parte di contribuenti e professionisti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33487 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="235" data-end="321"><strong data-start="238" data-end="321">Testi Unici Fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="782">Un altro tassello strategico della riforma fiscale subisce un rinvio: la <strong data-start="396" data-end="433">redazione dei testi unici fiscali</strong>, prevista originariamente per il <strong data-start="467" data-end="487">31 dicembre 2025</strong>, è ora posticipata al <strong data-start="510" data-end="530">31 dicembre 2026</strong>. La modifica è contenuta nella <strong data-start="562" data-end="576">lettera e)</strong> della Legge n. 120/2025 e si inserisce coerentemente nell’ambito della più ampia proroga dei termini per l’esercizio della delega legislativa, come previsto dalla <strong data-start="740" data-end="754">lettera a)</strong> dello stesso provvedimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="784" data-end="1242">In particolare, si interviene sul <strong data-start="818" data-end="870">comma 1 dell’articolo 21 della Legge n. 111/2023</strong>, che incaricava il Governo di procedere con uno o più <strong data-start="925" data-end="948">decreti legislativi</strong> per realizzare un <strong data-start="967" data-end="1029">riordino organico e sistematico della normativa tributaria</strong>. Tale attività, prevista in stretta connessione con le altre riforme settoriali (IRPEF, IVA, IRAP, contenzioso, riscossione, fiscalità internazionale), richiede un lavoro tecnico-normativo complesso e articolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1244" data-end="1569">La proroga garantisce quindi <strong data-start="1273" data-end="1295">coerenza temporale</strong> e operativa, allineando il calendario dei testi unici a quello generale della riforma. Si tratta di un passaggio fondamentale per evitare sovrapposizioni, confusioni interpretative e per assicurare una <strong data-start="1498" data-end="1530">maggiore chiarezza normativa</strong> a professionisti, imprese e cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1571" data-end="1973">Il riordino dei testi unici rappresenta un’occasione unica per superare l’attuale frammentazione del diritto tributario, semplificando le fonti, eliminando le ridondanze e rendendo l’intero sistema più accessibile e trasparente. Un obiettivo che, se realizzato con metodo e visione, potrebbe ridurre in modo significativo il <strong data-start="1896" data-end="1922">contenzioso tributario</strong> e migliorare il rapporto tra fisco e contribuente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="221" data-end="309"><strong data-start="224" data-end="309">Risparmio fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="311" data-end="732">La proroga al 2026 non è soltanto un rinvio tecnico: per contribuenti, imprese e professionisti rappresenta una <strong data-start="423" data-end="491">finestra strategica per ottimizzare la propria posizione fiscale</strong> e prepararsi con anticipo alle novità in arrivo. In un periodo in cui la normativa è in evoluzione ma ancora non definitiva, si aprono diverse possibilità per <strong data-start="651" data-end="731">ristrutturare in modo legale e vantaggioso la propria pianificazione fiscale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="734" data-end="1194">In primo luogo, le imprese possono utilizzare questi mesi per valutare le <strong data-start="808" data-end="843">forme societarie più efficienti</strong> dal punto di vista tributario, in previsione di possibili modifiche ai regimi di tassazione (in particolare su IRAP e IRES). È anche il momento giusto per riconsiderare i <strong data-start="1015" data-end="1035">regimi agevolati</strong> disponibili, come il <strong data-start="1057" data-end="1098">regime forfettario per le partite IVA</strong> o i vari strumenti di <strong data-start="1121" data-end="1193">incentivazione per investimenti in innovazione, energia e formazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1196" data-end="1551">Per i professionisti e le partite IVA, la situazione è simile: il periodo di proroga può essere sfruttato per <strong data-start="1306" data-end="1349">verificare la propria posizione fiscale</strong>, adottare strategie di <strong data-start="1373" data-end="1412">deduzione e detrazione più efficaci</strong>, ottimizzare la gestione dei costi deducibili e, se necessario, valutare il passaggio a regimi contabili più idonei alle proprie esigenze.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1553" data-end="1998">Anche sul fronte del <strong data-start="1574" data-end="1600">contenzioso tributario</strong> e della gestione dei debiti fiscali, il rinvio offre margini di manovra per <strong data-start="1677" data-end="1714">concordare piani di rateizzazione</strong>, accedere a <strong data-start="1727" data-end="1750">istituti deflattivi</strong> (come l’accertamento con adesione) o approfittare di eventuali <strong data-start="1814" data-end="1840">condoni o rottamazioni</strong> futuri. L’importante è agire per tempo, con il supporto di un professionista, per evitare di trovarsi impreparati quando le nuove norme entreranno in vigore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="251" data-end="338"><strong data-start="254" data-end="338">Riforma a rilento</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="340" data-end="918">Se da un lato la proroga della delega fiscale offre margini di manovra e opportunità di pianificazione, dall’altro lato <strong data-start="460" data-end="500">l’estensione dei tempi di attuazione</strong> porta con sé una serie di <strong data-start="527" data-end="549">rischi strutturali</strong> che non possono essere ignorati. Il primo, e più evidente, è rappresentato dalla <strong data-start="631" data-end="666">prolungata incertezza normativa</strong>. In assenza di un quadro fiscale definitivo, aziende e professionisti si trovano a dover operare con <strong data-start="768" data-end="812">regole instabili o parzialmente superate</strong>, con conseguenze potenzialmente rilevanti sulle strategie di investimento e sulla gestione delle risorse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="920" data-end="1317">Il secondo rischio riguarda la <strong data-start="951" data-end="980">disomogeneità applicativa</strong>: mentre si attende l’adozione dei testi unici e dei decreti delegati, le norme attuali – spesso stratificate e in parte contraddittorie – continuano a produrre ambiguità interpretative. Questo rende più difficile per il contribuente conoscere esattamente i propri diritti e doveri, con una crescita esponenziale del contenzioso fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1319" data-end="1764">Le <strong data-start="1322" data-end="1349">piccole e medie imprese</strong>, in particolare, sono le più esposte: prive di strutture fiscali interne complesse, rischiano di subire più duramente le conseguenze della <strong data-start="1489" data-end="1516">mancata semplificazione</strong> e della <strong data-start="1525" data-end="1573">difficoltà di pianificazione a lungo termine</strong>. Anche i professionisti che operano nel settore tributario si trovano spesso a dover rincorrere circolari, interpelli e aggiornamenti continui, in assenza di una visione organica e coerente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1766" data-end="2115">Infine, si rischia una perdita di credibilità e fiducia nel sistema fiscale, che potrebbe alimentare comportamenti elusivi o evasivi. Per questo motivo, l’estensione della delega dovrebbe essere accompagnata da un forte impegno comunicativo e formativo da parte dell’Amministrazione finanziaria, per <strong data-start="2066" data-end="2114">ridurre l’incertezza e garantire trasparenza</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33488 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="296" data-end="355"><strong data-start="299" data-end="355">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="357" data-end="905">La proroga della delega fiscale al <strong data-start="392" data-end="410">29 agosto 2026</strong>, e il conseguente slittamento dei testi unici tributari al <strong data-start="470" data-end="490">31 dicembre 2026</strong>, rappresentano un passaggio cruciale nel percorso di riforma del fisco italiano. Lungi dall’essere un semplice rinvio tecnico, si tratta di una scelta che apre una fase nuova, più riflessiva ma non per questo meno strategica. Un periodo in cui sarà possibile – e auspicabile – <strong data-start="768" data-end="832">costruire un sistema fiscale più equo, efficiente e coerente</strong> con le esigenze di crescita economica e sostenibilità sociale del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="907" data-end="1324">Per cittadini, imprese e professionisti, questo non è il momento di restare fermi: al contrario, è il <strong data-start="1009" data-end="1071">momento ideale per analizzare la propria posizione fiscale</strong>, cogliere le opportunità offerte dall’attuale quadro normativo e prepararsi in anticipo ai cambiamenti futuri. Incertezza non deve significare immobilismo. Anzi: <strong data-start="1234" data-end="1283">pianificare oggi significa risparmiare domani</strong>, in modo del tutto legale e consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1326" data-end="1584">La riforma fiscale si avvicina, anche se a passo più lento del previsto. Comprenderne la direzione e sfruttare questo tempo aggiuntivo per agire con intelligenza può fare la differenza tra subire l’ennesima ondata normativa o anticiparla a proprio vantaggio.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Riforma-fiscale-prorogata-la-delega-al-2026-slittano-i-testi-unici-e-i-decreti-attuativi/">Riforma fiscale: prorogata la delega al 2026, slittano i testi unici e i decreti attuativi</a> was first posted on Agosto 24, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nuove semplificazioni fiscali per le imprese: tutte le misure del Ddl 2025</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Nuove-semplificazioni-fiscali-per-le-imprese-tutte-le-misure-del-Ddl-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Aug 2025 04:00:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In un Paese come l’Italia, dove le imprese si trovano spesso schiacciate da una mole imponente di adempimenti burocratici e da un sistema fiscale complesso e farraginoso, ogni intervento volto alla semplificazione delle procedure amministrative rappresenta una boccata d’ossigeno. È in quest’ottica che si inserisce il nuovo Disegno di Legge “recante misure di semplificazione per [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Nuove-semplificazioni-fiscali-per-le-imprese-tutte-le-misure-del-Ddl-2025/">Nuove semplificazioni fiscali per le imprese: tutte le misure del Ddl 2025</a> was first posted on Agosto 16, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="380" data-end="1101">In un Paese come l’Italia, dove le imprese si trovano spesso schiacciate da una mole imponente di adempimenti burocratici e da un sistema fiscale complesso e farraginoso, ogni intervento volto alla <strong data-start="578" data-end="628">semplificazione delle procedure amministrative</strong> rappresenta una boccata d’ossigeno. È in quest’ottica che si inserisce il nuovo <strong data-start="709" data-end="780">Disegno di Legge “recante misure di semplificazione per le imprese”</strong>, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri e attualmente in fase di iter parlamentare. Un pacchetto normativo che, pur non essendo sottoposto a decretazione d&#8217;urgenza, promette di portare <strong data-start="977" data-end="1013">concrete semplificazioni fiscali</strong> per migliaia di imprese italiane, senza comportare nuovi oneri per la finanza pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1103" data-end="1503">Questo disegno di legge punta infatti a snellire le principali procedure fiscali e tributarie, riducendo i tempi e i costi di gestione, migliorando al contempo il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. L’obiettivo è chiaro: <strong data-start="1337" data-end="1384">rendere più semplice fare impresa in Italia</strong>, soprattutto per le piccole e medie realtà imprenditoriali, che spesso soffrono maggiormente il peso della burocrazia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1505" data-end="1872">Nel seguito dell’articolo analizzeremo in dettaglio tutte le <strong data-start="1566" data-end="1605">misure fiscali contenute nel Capo I</strong> del provvedimento, esaminando punto per punto i cambiamenti previsti e le potenziali ricadute pratiche per gli operatori economici. Dalla cancellazione di comunicazioni ridondanti fino alla gestione unificata delle deleghe fiscali, scopriamo insieme tutte le novità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="190" data-end="268"><strong>Transizione 4.0 e 5.0</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="270" data-end="723">Una delle novità più rilevanti introdotte dal nuovo disegno di legge riguarda i <strong data-start="350" data-end="408">crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali</strong> previsti dai piani <strong data-start="428" data-end="465">Transizione 4.0 e Transizione 5.0</strong>, strumenti fondamentali per incentivare la digitalizzazione e la sostenibilità delle imprese italiane. L’articolo 1 del provvedimento prevede una <strong data-start="612" data-end="681">semplificazione formale nelle modalità di emissione delle fatture</strong> relative a tali investimenti agevolabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="725" data-end="1129">Attualmente, il fornitore di beni materiali o immateriali soggetti a incentivo deve riportare nella fattura la specifica dicitura contenente il <strong data-start="869" data-end="894">riferimento normativo</strong> per la fruizione del credito d’imposta da parte dell’acquirente. Tale obbligo, se non assolto correttamente, può compromettere il diritto al beneficio fiscale da parte dell’impresa acquirente, con potenziali conseguenze sanzionatorie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1131" data-end="1499">Con la nuova disposizione, invece, <strong data-start="1166" data-end="1235">decade l’obbligo di riportare il riferimento normativo in fattura</strong>, che sarà sostituito da un <strong data-start="1263" data-end="1306">codice identificativo dell’investimento</strong>. Questo codice sarà stabilito e comunicato in seguito tramite un apposito <strong data-start="1381" data-end="1425">provvedimento dell’Agenzia delle Entrate</strong>, rendendo la gestione più automatizzata e meno soggetta a errori formali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1501" data-end="1874">Questa misura va nella direzione di una <strong data-start="1541" data-end="1569">semplificazione concreta</strong>, alleggerendo gli oneri documentali sia per i fornitori sia per gli acquirenti, e riducendo il rischio di errori che potrebbero compromettere l’accesso agli incentivi fiscali. Un passo avanti importante per sostenere gli investimenti produttivi, favorendo un ecosistema digitale più snello ed efficiente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="193" data-end="286"><strong>Tutela</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="288" data-end="792">Un&#8217;altra misura di particolare rilevanza contenuta nel disegno di legge è quella prevista all’articolo 2, che introduce una <strong data-start="412" data-end="454">forma di protezione contro le sanzioni</strong> in caso di problemi tecnici nella trasmissione delle dichiarazioni fiscali. Nello specifico, si tratta dei casi in cui un contribuente trasmette <strong data-start="600" data-end="624">nei termini di legge</strong> la propria dichiarazione (IVA, redditi, IRAP, ecc.) ma questa viene <strong data-start="693" data-end="728">scartata dal sistema telematico</strong> dell’Agenzia delle Entrate a causa di errori formali o tecnici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="794" data-end="1389">Ad oggi, la normativa prevede che una dichiarazione scartata si consideri non presentata, con il conseguente rischio per il contribuente di incorrere in <strong data-start="947" data-end="973">sanzioni anche pesanti</strong>, soprattutto se non si accorge tempestivamente dell’irregolarità. Con la nuova disposizione, invece, si introduce una <strong data-start="1092" data-end="1128">finestra temporale di tolleranza</strong>: il contribuente che, dopo aver ricevuto l’esito dello scarto e averne conosciuto il motivo, provvede a <strong data-start="1233" data-end="1346">ritrasmettere correttamente la dichiarazione entro un termine che sarà stabilito con apposito decreto del MEF</strong>, non sarà più soggetto ad alcuna sanzione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1391" data-end="1782">Si tratta di una misura di buon senso che mira a <strong data-start="1440" data-end="1481">tutelare i contribuenti in buona fede</strong>, colpiti da disguidi tecnici non imputabili alla loro volontà. Una novità che avvicina il sistema fiscale italiano a modelli più evoluti di compliance, in cui l’errore non viene immediatamente penalizzato, ma considerato parte di un processo migliorabile e più collaborativo tra fisco e contribuente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33446 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="288" data-end="376"><strong>Premi in beni e servizi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="378" data-end="831">Il nuovo disegno di legge interviene anche su un tema spesso trascurato ma rilevante sotto il profilo operativo: la gestione fiscale dei <strong data-start="515" data-end="542">premi in beni e servizi</strong> riconosciuti a soggetti che ne traggono un vantaggio economicamente rilevante. Si tratta di una misura contenuta all’articolo 3, che va a disciplinare in modo più preciso le <strong data-start="717" data-end="783">tempistiche per il versamento dell’imposta sostitutiva del 20%</strong>, prevista dall’art. 19 della Legge n. 449/1997.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="833" data-end="1245">Nello specifico, viene stabilito che tale imposta dovrà essere versata <strong data-start="904" data-end="946">entro il giorno 16 del mese successivo</strong> a uno di due eventi, a seconda di quale si verifichi per primo: <strong data-start="1011" data-end="1045">il pagamento del corrispettivo</strong> oppure <strong data-start="1053" data-end="1082">l’emissione della fattura</strong>. Questo chiarimento normativo è importante per evitare interpretazioni difformi o errori di tempistica che potrebbero condurre a <strong data-start="1212" data-end="1244">sanzioni o interessi di mora</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1669">Il riferimento è ai cosiddetti “<strong data-start="1279" data-end="1321">premi derivanti da operazioni a premio</strong>” (come nel caso di programmi fedeltà, promozioni aziendali, incentivi commerciali, ecc.) assegnati a soggetti per i quali il premio costituisce <strong data-start="1466" data-end="1488">reddito imponibile</strong>. Sono inclusi anche gli <strong data-start="1513" data-end="1528">altri premi</strong> non collegati a titoli o vincite casuali (quindi <strong data-start="1578" data-end="1633">esclusi i giochi, le scommesse e i concorsi a sorte</strong>, regolati da altri regimi fiscali).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1933">In sostanza, questa misura punta a garantire maggiore certezza e uniformità nell’applicazione della normativa fiscale in tema di premi, contribuendo a semplificare un’area spesso soggetta a interpretazioni difformi tra contribuenti e amministrazione finanziaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="235" data-end="320"><strong>Registro, successioni e donazioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="322" data-end="754">Un’ulteriore novità contenuta nel disegno di legge riguarda l’ambito dell’<strong data-start="396" data-end="456">imposta di registro, delle successioni e delle donazioni</strong>, e punta a incentivare la <strong data-start="483" data-end="535">definizione agevolata delle controversie fiscali</strong>. In particolare, l’articolo 4 prevede — seppur ancora in fase di valutazione da parte del MEF — la possibilità di <strong data-start="650" data-end="684">ridurre le sanzioni a un terzo</strong> rispetto agli importi ordinari, in presenza di specifiche condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="756" data-end="1203">Il beneficio si applicherà ai contribuenti che, <strong data-start="804" data-end="898">rinunciando a impugnare anche solo parzialmente l’avviso di accertamento o di liquidazione</strong>, e <strong data-start="902" data-end="959">senza presentare istanza di accertamento con adesione</strong>, decidano di <strong data-start="973" data-end="1021">aderire integralmente alla pretesa del Fisco</strong>. In questo caso, sarà necessario <strong data-start="1055" data-end="1088">versare tutte le somme dovute</strong> (imposte, interessi e sanzioni ridotte) <strong data-start="1129" data-end="1191">entro il termine previsto per la presentazione del ricorso</strong> tributario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1205" data-end="1628">La logica di fondo è quella di <strong data-start="1236" data-end="1283">favorire la chiusura rapida dei contenziosi</strong>, riducendo i costi per l’amministrazione finanziaria e offrendo al contribuente un risparmio economico. Questa misura può rappresentare un’opportunità concreta per chi riceve un avviso di liquidazione ma non intende affrontare le lungaggini di un contenzioso, preferendo chiudere la questione con una <strong data-start="1585" data-end="1627">riduzione significativa delle sanzioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1630" data-end="1904">Se confermata, questa disposizione potrebbe avere <strong data-start="1680" data-end="1704">un impatto rilevante</strong> soprattutto nei settori dove sono frequenti i rilievi in sede di successione o donazione, contribuendo a migliorare l’efficienza del sistema fiscale e ad alleggerire il carico degli uffici tributari.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="323"><strong>Insegne, privacy e imprenditori agricoli</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="737">Il Disegno di Legge sulla semplificazione delle imprese non si limita agli aspetti fiscali, ma introduce anche <strong data-start="436" data-end="484">interventi di semplificazione amministrativa</strong> che incidono direttamente su settori chiave dell’economia reale. Le misure contenute nel <strong data-start="574" data-end="585">Capo IV</strong> mirano a ridurre gli oneri burocratici per le imprese, favorendo una maggiore efficienza e trasparenza nelle relazioni con la pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="739" data-end="1385">In particolare, l’<strong data-start="757" data-end="772">articolo 16</strong> si occupa della <strong data-start="789" data-end="867">semplificazione delle procedure per l’installazione di insegne d’esercizio</strong> visibili dalle strade. D’ora in avanti, sarà sufficiente una <strong data-start="929" data-end="972">SCIA asseverata da un tecnico abilitato</strong>, da trasmettere allo <strong data-start="994" data-end="1047">Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP)</strong> del comune. L’ente avrà 60 giorni per effettuare i controlli previsti. Anche nel caso in cui la strada non sia di proprietà comunale, <strong data-start="1182" data-end="1214">la procedura resta invariata</strong>, con trasmissione a cura del SUAP all’ente competente. Importante è la <strong data-start="1286" data-end="1333">standardizzazione nazionale della procedura</strong>, con modulistica unificata per tutto il territorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1387" data-end="1810">L’<strong data-start="1389" data-end="1404">articolo 19</strong>, invece, introduce una novità interessante in materia di <strong data-start="1462" data-end="1505">privacy e protezione dei dati personali</strong>. Le microimprese che subiscano violazioni di dati potranno nominare un <strong data-start="1577" data-end="1612">responsabile tecnico temporaneo</strong> (dipendente, familiare o collaboratore con almeno tre anni di esperienza), che potrà operare per <strong data-start="1710" data-end="1746">30 giorni, prorogabili fino a 90</strong>. La nomina andrà comunicata al SUAP e alla Camera di Commercio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="2120">Infine, l’<strong data-start="1822" data-end="1837">articolo 23</strong> agevola l’accesso alla qualifica di <strong data-start="1874" data-end="1919">Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)</strong>: per i primi <strong data-start="1933" data-end="1981">cinque anni dalla presentazione dell’istanza</strong>, <strong data-start="1983" data-end="2050">non sarà necessario dimostrare il requisito di reddito agricolo</strong>, facilitando così l’ingresso di nuovi operatori nel settore primario.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33447 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/calcolatrice-e-lente-d-ingrandimento-sul-tavolo.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="544" data-end="620"><strong>Vantaggi concreti </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="622" data-end="1218">L’insieme delle misure contenute nel disegno di legge si traduce in una <strong data-start="694" data-end="725">semplificazione a 360 gradi</strong> per le imprese italiane, con effetti diretti in termini di <strong data-start="785" data-end="819">riduzione degli errori formali</strong>, <strong data-start="821" data-end="856">contenimento dei rischi fiscali</strong> e <strong data-start="859" data-end="890">maggiore certezza normativa</strong>. Le disposizioni sugli adempimenti, dalle fatture relative al credito d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 alla gestione delle dichiarazioni scartate, sono pensate per eliminare <strong data-start="1064" data-end="1079">zone grigie</strong> del sistema fiscale, dove spesso l’impresa rischia di perdere agevolazioni o incorrere in sanzioni a causa di meri <strong data-start="1195" data-end="1217">errori documentali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1220" data-end="1682">La possibilità, ad esempio, di <strong data-start="1251" data-end="1346">evitare le sanzioni in caso di invio tempestivo della dichiarazione corretta dopo lo scarto</strong>, permette di superare una delle rigidità più penalizzanti del sistema telematico attuale. Le PMI, che rappresentano il tessuto produttivo dominante in Italia, potranno beneficiare di una <strong data-start="1534" data-end="1582">compliance fiscale più umana e collaborativa</strong>, dove l’errore non diventa automaticamente un reato, ma può essere corretto senza costi aggiuntivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1684" data-end="2092">Inoltre, la semplificazione nella <strong data-start="1718" data-end="1754">gestione delle imposte sui premi</strong> e nella <strong data-start="1763" data-end="1853">risoluzione anticipata di controversie su imposta di registro, successioni e donazioni</strong>, contribuisce a una gestione aziendale più snella e pianificabile. Le imprese potranno stimare con maggiore precisione il carico fiscale effettivo e decidere in modo strategico se chiudere una contestazione o andare avanti con un ricorso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2094" data-end="2352">In sintesi, queste semplificazioni non sono meri alleggerimenti procedurali, ma <strong data-start="2174" data-end="2231">strumenti reali di risparmio fiscale, tempo e risorse</strong>, che aumentano l’efficienza interna dell’impresa e rafforzano la fiducia nel rapporto con l’amministrazione finanziaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="310" data-end="386"><strong>L’impatto delle semplificazioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="388" data-end="939">Oltre al risparmio operativo per le imprese, le semplificazioni contenute nel disegno di legge possono avere un effetto <strong data-start="508" data-end="521">sistemico</strong>: migliorare il posizionamento dell’Italia nel contesto europeo e internazionale come <strong data-start="607" data-end="652">Paese più attrattivo per gli investimenti</strong>. La complessità normativa, infatti, è da anni uno dei principali deterrenti per chi desidera avviare un’attività in Italia o trasferirvi la sede fiscale della propria impresa. Troppi adempimenti, scarsa chiarezza e sanzioni sproporzionate rappresentano un freno allo sviluppo economico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="941" data-end="1436">Con le nuove misure, si punta a <strong data-start="973" data-end="1022">razionalizzare i rapporti tra imprese e fisco</strong>, favorendo la <strong data-start="1037" data-end="1061">certezza del diritto</strong> e abbattendo una parte del “costo burocratico” che oggi grava sulle attività economiche. Ad esempio, la <strong data-start="1166" data-end="1230">standardizzazione delle procedure per le insegne d’esercizio</strong> e per la <strong data-start="1240" data-end="1293">comunicazione dei responsabili tecnici temporanei</strong> rende più uniforme il comportamento della pubblica amministrazione, evitando discrezionalità a livello locale che creano confusione e ritardi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1438" data-end="1879">Allo stesso modo, l’<strong data-start="1458" data-end="1546">eliminazione dell’obbligo di citare il riferimento normativo nelle fatture agevolate</strong> per Transizione 4.0 e 5.0 rende più accessibili le agevolazioni fiscali, favorendo investimenti in innovazione e digitalizzazione. Questo è un messaggio importante anche per le imprese straniere che osservano l’Italia come mercato potenziale: un contesto normativo più snello è indice di una <strong data-start="1839" data-end="1878">volontà politica di modernizzazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1881" data-end="2091">In definitiva, la semplificazione non è solo un favore alle imprese italiane, ma un <strong data-start="1965" data-end="2017">driver strategico per la competitività del Paese</strong>, capace di attrarre capitali, stimolare la crescita e creare occupazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="381"><strong>Semplificazioni per i professionisti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="383" data-end="916">Le misure contenute nel nuovo disegno di legge non si limitano a semplificare la vita alle imprese, ma rappresentano un cambiamento significativo anche per il mondo dei <strong data-start="552" data-end="570">professionisti</strong>, in particolare <strong data-start="587" data-end="663">commercialisti, consulenti fiscali, tributaristi e consulenti del lavoro</strong>. In un contesto normativo sempre più complesso, il tempo speso per gestire adempimenti puramente formali ha spesso ridotto il valore aggiunto delle attività professionali, sottraendo risorse alla <strong data-start="860" data-end="885">consulenza strategica</strong> e alla pianificazione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="918" data-end="1407">Con interventi come la <strong data-start="941" data-end="989">semplificazione delle dichiarazioni scartate</strong>, la <strong data-start="994" data-end="1042">razionalizzazione dei versamenti per i premi</strong> e l’<strong data-start="1047" data-end="1129">eliminazione di diciture obbligatorie nelle fatture legate a crediti d’imposta</strong>, si riduce sensibilmente il rischio di <strong data-start="1169" data-end="1225">errori formali che possono avere conseguenze pesanti</strong>. I professionisti potranno così dedicare meno tempo a verifiche burocratiche ripetitive e più energie a supportare i propri clienti in scelte consapevoli di crescita e investimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1409" data-end="1785">Anche la <strong data-start="1418" data-end="1487">procedura unificata per le SCIA relative alle insegne d’esercizio</strong> semplifica la vita agli studi che seguono attività locali e retail, spesso soggette a interpretazioni variabili a livello comunale. In questo modo, si aumenta l’efficienza operativa e si rafforza il ruolo del professionista come <strong data-start="1717" data-end="1784">interlocutore autorevole tra impresa e pubblica amministrazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1787" data-end="2118">Inoltre, la riduzione delle sanzioni in caso di adesione volontaria a un accertamento rappresenta un altro ambito dove la consulenza potrà trasformarsi in <strong data-start="1942" data-end="1961">valore concreto</strong>: guidare il cliente verso una soluzione economicamente vantaggiosa e legalmente sicura sarà più semplice, in un quadro normativo più chiaro e meno punitivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="288" data-end="364"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="804">Il Disegno di Legge recante misure di semplificazione per le imprese rappresenta <strong data-start="447" data-end="530">un passo deciso verso una fiscalità più accessibile, efficiente e collaborativa</strong>. Non si tratta solo di interventi tecnici, ma di <strong data-start="580" data-end="606">un cambio di paradigma</strong>: dalla burocrazia punitiva alla semplificazione intelligente, che mette al centro l’impresa e il professionista come <strong data-start="724" data-end="755">partner del sistema fiscale</strong>, non come soggetti da controllare a prescindere.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="806" data-end="1312">Ridurre il formalismo, alleggerire gli obblighi procedurali, incentivare la risoluzione agevolata delle controversie e rendere uniforme la gestione degli adempimenti significa <strong data-start="982" data-end="1020">liberare tempo, risorse e capitali</strong> da destinare all’innovazione, alla crescita e all’occupazione. Questo DDL, se approvato nella sua forma attuale, potrebbe davvero segnare l’inizio di <strong data-start="1171" data-end="1252">una nuova stagione di rapporti tra contribuenti e amministrazione finanziaria</strong>, più equi, trasparenti e orientati allo sviluppo economico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1314" data-end="1565">Per imprenditori, professionisti e operatori economici, il messaggio è chiaro: <strong data-start="1393" data-end="1460">semplificare non è più un’opzione, ma una necessità strutturale</strong> per la competitività del sistema Paese. E questa volta, finalmente, si intravede una direzione concreta.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Nuove-semplificazioni-fiscali-per-le-imprese-tutte-le-misure-del-Ddl-2025/">Nuove semplificazioni fiscali per le imprese: tutte le misure del Ddl 2025</a> was first posted on Agosto 16, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Riforma Fiscale 2025: cosa cambia per IRPEF, IRES e Statuto del Contribuente</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Riforma-Fiscale-2025-cosa-cambia-per-IRPEF-IRES-e-Statuto-del-Contribuente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 04:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2025 segna un momento di svolta per il sistema tributario italiano, con l’introduzione di un nuovo decreto correttivo alla riforma fiscale che interviene profondamente su IRPEF, IRES, Statuto del contribuente e su altri importanti ambiti della normativa tributaria. L’obiettivo del legislatore è duplice: semplificare gli adempimenti per cittadini e imprese e rafforzare i diritti [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Riforma-Fiscale-2025-cosa-cambia-per-IRPEF-IRES-e-Statuto-del-Contribuente/">Riforma Fiscale 2025: cosa cambia per IRPEF, IRES e Statuto del Contribuente</a> was first posted on Luglio 19, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="946">Il 2025 segna un momento di svolta per il sistema tributario italiano, con l’introduzione di un nuovo <strong data-start="512" data-end="555">decreto correttivo alla riforma fiscale</strong> che interviene profondamente su IRPEF, IRES, Statuto del contribuente e su altri importanti ambiti della normativa tributaria. L’obiettivo del legislatore è duplice: <strong data-start="722" data-end="754">semplificare gli adempimenti</strong> per cittadini e imprese e rafforzare i diritti dei contribuenti, anche attraverso l’estensione degli strumenti di autotutela e la revisione delle regole sulla contabilità e sulle successioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="948" data-end="1465">L’intervento normativo si inserisce nel contesto della <strong data-start="1003" data-end="1031">Legge Delega n. 111/2023</strong>, con cui il Governo Meloni ha avviato un processo di modernizzazione del sistema fiscale italiano. Il decreto correttivo approvato in via preliminare il 26 giugno 2025 dal Consiglio dei Ministri introduce <strong data-start="1237" data-end="1261">nuove aliquote IRPEF</strong>, una <strong data-start="1267" data-end="1307">revisione della base imponibile IRES</strong> e <strong data-start="1310" data-end="1381">innovazioni importanti sul fronte del contenzioso e dell&#8217;autotutela</strong>, andando così a correggere, integrare e rafforzare la riforma già avviata nel 2023.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1467" data-end="1724">In questo articolo vedremo nel dettaglio tutte le novità introdotte, come cambiano le imposte principali (IRPEF e IRES), quali sono i vantaggi per imprese e contribuenti, e come queste riforme possono tradursi in <strong data-start="1680" data-end="1723">opportunità di risparmio fiscale legale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1467" data-end="1724"><strong>Nuove regole</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="365" data-end="915">Tra le modifiche più rilevanti introdotte dal <strong data-start="411" data-end="460">decreto correttivo della riforma fiscale 2025</strong>, spiccano quelle in materia di <strong data-start="492" data-end="508">IRPEF e IRES</strong>, con l’obiettivo di rendere più chiaro e coerente il rapporto tra norme fiscali e contabili. In particolare, è stato modificato l’art. 12 del TUIR per <strong data-start="660" data-end="706">precisare la platea dei familiari a carico</strong> che possono rientrare nelle agevolazioni fiscali, anche in assenza di una detrazione effettiva. Questo intervento si pone l’obiettivo di eliminare incertezze interpretative e rendere più inclusivo il sistema.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="917" data-end="1289">Un altro intervento significativo riguarda l’art. 51 del TUIR, che disciplina i <strong data-start="997" data-end="1029">redditi da lavoro dipendente</strong>. La norma è stata aggiornata per includere espressamente le <strong data-start="1090" data-end="1158">“forme esclusive” dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO)</strong> tra le componenti escluse dal reddito imponibile, in coerenza con la normativa sugli <strong data-start="1244" data-end="1288">incentivi al posticipo del pensionamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1291" data-end="1674">Dal lato delle imprese, la riforma rafforza il principio della <strong data-start="1354" data-end="1380">derivazione rafforzata</strong> tra contabilità e fiscalità anche per le <strong data-start="1422" data-end="1438">microimprese</strong> che redigono il bilancio in forma abbreviata. Questo significa maggiore coerenza e minore rischio di contenziosi per le aziende più piccole, che potranno beneficiare di una <strong data-start="1612" data-end="1673">semplificazione importante nella determinazione dell’IRES</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1676" data-end="1946">Inoltre, vengono introdotte nuove disposizioni per la <strong data-start="1730" data-end="1781">correzione degli errori contabili non rilevanti</strong>, che potranno avere efficacia fiscale solo se sanati entro il termine del bilancio successivo e prima dell’inizio di verifiche fiscali, con effetti anche sull’IRAP.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1676" data-end="1946"><strong>Fiscalità internazionale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="423" data-end="961">Il decreto correttivo 2025 compie un passo fondamentale verso il <strong data-start="488" data-end="563">recepimento delle regole internazionali sulla tassazione minima globale</strong> dei gruppi multinazionali. Si tratta dell’attuazione della <strong data-start="623" data-end="649">Direttiva UE 2022/2523</strong>, che a sua volta deriva dall’iniziativa OCSE nota come <strong data-start="705" data-end="721">“Pillar Two”</strong>. Questa normativa prevede un’imposizione fiscale minima del 15% per i gruppi con fatturato consolidato superiore a 750 milioni di euro, con l&#8217;obiettivo di <strong data-start="877" data-end="960">contrastare fenomeni di elusione fiscale e concorrenza fiscale sleale tra Paesi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="963" data-end="1338">In Italia, le nuove disposizioni mirano a garantire un coordinamento coerente tra le norme domestiche e quelle internazionali. In particolare, vengono introdotti <strong data-start="1125" data-end="1194">limiti più stringenti all’utilizzo delle imposte anticipate (DTA)</strong> all’interno del calcolo dell’imposta globale (GloBE), per evitare che le multinazionali possano abbassare artificialmente l’aliquota effettiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1340" data-end="1746">Questa modifica ha implicazioni concrete per i gruppi multinazionali con sede o filiali in Italia, poiché impone un adeguamento delle strategie fiscali e delle modalità di pianificazione tributaria. Le aziende dovranno prestare maggiore attenzione alla <strong data-start="1593" data-end="1633">trasparenza delle pratiche contabili</strong> e al coordinamento tra le normative dei diversi Paesi in cui operano, per evitare doppie imposizioni o sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1748" data-end="1954">L’introduzione della <strong data-start="1769" data-end="1791">Global Minimum Tax</strong> rappresenta una vera e propria rivoluzione nella fiscalità internazionale e rafforza il ruolo dell’Italia nel rispetto degli impegni presi in sede europea e OCSE.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33198 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/newspapers-laptop-online-news-isolated.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Successioni, donazioni e imposta di registro</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="822">Un’altra importante area di intervento del decreto correttivo riguarda le <strong data-start="493" data-end="514">imposte indirette</strong>, in particolare le norme relative a <strong data-start="551" data-end="599">successioni, donazioni e imposta di registro</strong>. Il legislatore ha rivisto i criteri per la determinazione della <strong data-start="665" data-end="715">base imponibile delle rendite e delle pensioni</strong>, apportando modifiche di tipo tecnico, ma con effetti pratici rilevanti per contribuenti e professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="824" data-end="1246">Nel dettaglio, viene introdotto un <strong data-start="859" data-end="898">adeguamento al tasso legale vigente</strong> per il calcolo del valore attuale delle rendite e delle pensioni, sia in ambito successorio che in quello delle donazioni. Questo aggiornamento si rende necessario per allineare il sistema italiano ai principi di equità e coerenza fiscale, garantendo che il valore imponibile corrisponda in modo realistico alla capacità contributiva del soggetto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1248" data-end="1599">Si tratta di una modifica che avrà impatti significativi soprattutto nei casi di <strong data-start="1329" data-end="1369">trasferimenti patrimoniali complessi</strong>, come quelli che coinvolgono trust, usufrutti vitalizi o reversibilità. In tali situazioni, una <strong data-start="1466" data-end="1510">valutazione errata della base imponibile</strong> può comportare accertamenti e sanzioni, oltre a contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1601" data-end="1870">Questo intervento si inserisce in un disegno più ampio di <strong data-start="1659" data-end="1702">semplificazione e aggiornamento tecnico</strong>, volto a ridurre le incertezze interpretative per cittadini e operatori, e a favorire una maggiore prevedibilità del carico fiscale in fase di successione o donazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1601" data-end="1870"><strong>Statuto del Contribuente</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="343" data-end="774">Uno degli aspetti più significativi della riforma fiscale 2025 è il <strong data-start="411" data-end="459">rafforzamento dello Statuto del Contribuente</strong>, che rappresenta la “carta dei diritti” del cittadino nel rapporto con l’Amministrazione finanziaria. Le modifiche introdotte dal decreto correttivo mirano a <strong data-start="618" data-end="679">rendere più equo e trasparente il procedimento tributario</strong>, potenziando gli strumenti di autotutela e chiarendo le tempistiche a favore del contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="776" data-end="1195">La novità più rilevante è l’<strong data-start="804" data-end="876">estensione dell’autotutela obbligatoria anche agli atti sanzionatori</strong>, e non più soltanto agli atti impositivi. Questo significa che l’Agenzia delle Entrate <strong data-start="964" data-end="993">dovrà annullare d’ufficio</strong> gli atti palesemente illegittimi o infondati, <strong data-start="1040" data-end="1096">senza necessità di ricorso da parte del contribuente</strong>, una misura che potrà ridurre notevolmente i contenziosi e favorire soluzioni più rapide e giuste.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1197" data-end="1515">Inoltre, viene stabilito un <strong data-start="1225" data-end="1256">termine minimo di 60 giorni</strong> per consentire al contribuente di <strong data-start="1291" data-end="1321">presentare controdeduzioni</strong> in caso di ricezione di uno schema di atto impositivo. Un passo avanti fondamentale in tema di <strong data-start="1417" data-end="1441">garanzie procedurali</strong>, che concede più tempo per difendersi e raccogliere documentazione utile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1517" data-end="1948">Infine, viene riformulata la disciplina dell’<strong data-start="1562" data-end="1587">interpello probatorio</strong>, semplificando l’accesso a pareri preventivi da parte dell’Agenzia delle Entrate e istituendo un <strong data-start="1685" data-end="1727">servizio di consultazione semplificata</strong>, la cui attuazione è demandata a un prossimo decreto MEF. Questo strumento sarà particolarmente utile per le imprese che vogliono evitare errori interpretativi e pianificare con certezza il proprio comportamento fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1517" data-end="1948"><strong>Riscossione e sanzioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="880">Il decreto correttivo 2025 interviene anche sul fronte della <strong data-start="420" data-end="463">riscossione e del sistema sanzionatorio</strong>, introducendo modifiche operative e strumenti premiali per favorire l’adempimento spontaneo. In particolare, viene <strong data-start="579" data-end="679">aggiornata la disciplina relativa alla nomina e autorizzazione degli ufficiali della riscossione</strong>, prevedendo nuove modalità di designazione, che dovranno passare per l’autorizzazione del <strong data-start="770" data-end="782">Prefetto</strong>, con l’obiettivo di aumentare il controllo e la trasparenza nell’esecuzione coattiva dei tributi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="882" data-end="1383">Un’altra importante novità è rappresentata dall’introduzione di un’<strong data-start="949" data-end="995">ipotesi specifica di ravvedimento speciale</strong>, dedicata ai <strong data-start="1009" data-end="1074">ritardi nel versamento delle ritenute sui redditi di capitale</strong>. Questo meccanismo consente di regolarizzare l’irregolarità beneficiando di <strong data-start="1151" data-end="1171">sanzioni ridotte</strong>, a condizione che il pagamento sia effettuato entro termini prestabiliti. È una misura che punta a <strong data-start="1271" data-end="1305">favorire la compliance fiscale</strong>, riducendo il ricorso a sanzioni automatiche e incentivando l’autocorrezione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1385" data-end="1843">Sono previste inoltre <strong data-start="1407" data-end="1445">variazioni puntuali ai testi unici</strong> in materia di <strong data-start="1460" data-end="1501">giustizia tributaria e tributi minori</strong>, mirate a migliorare la coerenza normativa e a semplificare alcuni procedimenti contenziosi. In tema di accise, è stato <strong data-start="1622" data-end="1673">rivisto l’allegato del Testo Unico Accise (TUA)</strong> relativo al <strong data-start="1686" data-end="1702">gas naturale</strong>, con un riordino delle <strong data-start="1726" data-end="1767">aliquote per usi civili e industriali</strong>, in un’ottica di maggiore chiarezza e razionalizzazione del carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1845" data-end="2087">Questi interventi, sebbene tecnici, hanno un impatto pratico diretto sulla quotidianità di aziende, intermediari fiscali e contribuenti, e rientrano nell’obiettivo complessivo di rendere il sistema più <strong data-start="2047" data-end="2086">equo, prevedibile e meno vessatorio</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33199 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-1024x570.jpg" alt="" width="696" height="387" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-1024x570.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-300x167.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-768x427.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-1536x854.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-755x420.jpg 755w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-150x83.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-600x334.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-696x387.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder-1068x594.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/white-business-card-with-text-rules-lies-red-business-card-holder.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="282" data-end="344"><strong data-start="285" data-end="344">Entrata in vigore e decorrenza</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="346" data-end="775">Le nuove misure contenute nel <strong data-start="376" data-end="425">decreto correttivo della riforma fiscale 2025</strong> entreranno in vigore <strong data-start="447" data-end="515">dopo la pubblicazione del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale</strong>, attesa per la seconda metà del 2025. Tuttavia, è importante sottolineare che <strong data-start="594" data-end="651">non tutte le disposizioni avranno efficacia immediata</strong>: molte avranno una <strong data-start="671" data-end="695">decorrenza differita</strong>, in particolare per garantire agli operatori il tempo necessario per adeguarsi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="777" data-end="1149">Le modifiche in materia di <strong data-start="804" data-end="820">IRPEF e IRES</strong>, ad esempio, si applicheranno a partire dai <strong data-start="865" data-end="917">periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2024</strong>, ossia per la <strong data-start="932" data-end="976">dichiarazione dei redditi 2025 in avanti</strong>. Questo offre a professionisti, imprese e contribuenti il tempo di pianificare e aggiornare le proprie strategie fiscali, anche con il supporto di consulenti specializzati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1151" data-end="1491">Le <strong data-start="1154" data-end="1191">novità sulle correzioni contabili</strong> avranno efficacia <strong data-start="1210" data-end="1240">a partire dai bilanci 2025</strong>, mentre le disposizioni su <strong data-start="1268" data-end="1340">autotutela, interpello semplificato e termini per le controdeduzioni</strong> diventeranno operative <strong data-start="1364" data-end="1404">immediatamente dopo la pubblicazione</strong> del decreto, in quanto rientrano nei principi generali dello Statuto del Contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1493" data-end="1896">Per quanto riguarda invece <strong data-start="1520" data-end="1594">fiscalità internazionale, ravvedimento speciale e riforma delle accise</strong>, il testo prevede <strong data-start="1613" data-end="1634">decreti attuativi</strong> o circolari esplicative che ne specificheranno ulteriormente modalità e scadenze. È quindi fondamentale <strong data-start="1739" data-end="1832">monitorare costantemente l’attività normativa e interpretativa dell’Agenzia delle Entrate</strong> e del MEF per comprendere appieno l’impatto delle nuove regole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1898" data-end="2084">La riforma rappresenta una <strong data-start="1925" data-end="1966">sfida per il sistema fiscale italiano</strong>, ma anche una <strong data-start="1981" data-end="2003">grande opportunità</strong> per chi vuole operare con trasparenza, legalità e risparmio fiscale pianificato.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="303"><strong data-start="245" data-end="303">Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="305" data-end="771">La <strong data-start="308" data-end="332">riforma fiscale 2025</strong> segna un’evoluzione profonda e strutturale nel sistema tributario italiano, con impatti diretti su <strong data-start="432" data-end="471">cittadini, professionisti e imprese</strong>. Le modifiche a IRPEF e IRES introducono criteri più chiari e coerenti, la nuova impostazione dell’autotutela rafforza i diritti del contribuente, mentre le misure su fiscalità internazionale, successioni e riscossione dimostrano un impegno verso una <strong data-start="723" data-end="770">fiscalità più moderna, giusta e trasparente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="773" data-end="1047">Per affrontare al meglio questa trasformazione, è essenziale <strong data-start="834" data-end="862">anticipare i cambiamenti</strong>. Professionisti e imprenditori dovrebbero avviare fin da subito un’<strong data-start="930" data-end="966">analisi preventiva degli impatti</strong> delle nuove norme sulla propria posizione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="773" data-end="1047">Questo significa, ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1049" data-end="1550">
<li data-start="1049" data-end="1171">
<p data-start="1051" data-end="1171">valutare la <strong data-start="1063" data-end="1095">nuova deducibilità dei costi</strong> e la coerenza tra contabilità e fiscalità, soprattutto per le microimprese;</p>
</li>
<li data-start="1172" data-end="1277">
<p data-start="1174" data-end="1277">monitorare i <strong data-start="1187" data-end="1215">criteri per l’autotutela</strong>, per cogliere eventuali occasioni di annullamento degli atti;</p>
</li>
<li data-start="1278" data-end="1367">
<p data-start="1280" data-end="1367">aggiornare i software e i sistemi contabili in vista delle <strong data-start="1339" data-end="1366">nuove regole IRPEF/IRES</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1368" data-end="1460">
<p data-start="1370" data-end="1460">prepararsi alla <strong data-start="1386" data-end="1428">gestione delle successioni e donazioni</strong> con i nuovi criteri di calcolo;</p>
</li>
<li data-start="1461" data-end="1550">
<p data-start="1463" data-end="1550">rivedere le strategie fiscali internazionali per adeguarsi alla <strong data-start="1527" data-end="1549">Global Minimum Tax</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1552" data-end="1800">Il consiglio è di affidarsi a uno studio professionale esperto, capace di affiancare contribuenti e aziende in questo percorso di transizione, valorizzando ogni opportunità di risparmio fiscale legale e minimizzando i rischi di contenzioso.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Riforma-Fiscale-2025-cosa-cambia-per-IRPEF-IRES-e-Statuto-del-Contribuente/">Riforma Fiscale 2025: cosa cambia per IRPEF, IRES e Statuto del Contribuente</a> was first posted on Luglio 19, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Decreto Fiscale 2025: tutte le novità su redditi, IVA, proroghe e risparmio fiscale per imprese, autonomi e forfettari</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Decreto-Fiscale-2025-tutte-le-novita-su-redditi-IVA-proroghe-e-risparmio-fiscale-per-imprese-autonomi-e-forfettari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 04:15:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal 18 giugno 2025 è ufficialmente entrato in vigore il nuovo Decreto Fiscale, che porta con sé una serie di aggiornamenti rilevanti per imprese, lavoratori autonomi, contribuenti in regime forfettario e soggetti ISA. Il provvedimento rappresenta una tappa importante nel percorso di modernizzazione e semplificazione fiscale del nostro Paese, andando a chiarire, riformare e in [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Decreto-Fiscale-2025-tutte-le-novita-su-redditi-IVA-proroghe-e-risparmio-fiscale-per-imprese-autonomi-e-forfettari/">Decreto Fiscale 2025: tutte le novità su redditi, IVA, proroghe e risparmio fiscale per imprese, autonomi e forfettari</a> was first posted on Giugno 23, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="828">Dal 18 giugno 2025 è ufficialmente entrato in vigore il nuovo <strong data-start="437" data-end="456">Decreto Fiscale</strong>, che porta con sé una serie di aggiornamenti rilevanti per imprese, lavoratori autonomi, contribuenti in regime forfettario e soggetti ISA. Il provvedimento rappresenta una tappa importante nel percorso di modernizzazione e semplificazione fiscale del nostro Paese, andando a chiarire, riformare e in parte alleggerire diversi aspetti controversi della normativa vigente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="830" data-end="1357">Tra le principali novità introdotte, spiccano i <strong data-start="878" data-end="957">chiarimenti sulla determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo</strong>, un aggiornamento importante sulle <strong data-start="993" data-end="1013">spese di viaggio</strong>, interventi significativi sull’<strong data-start="1045" data-end="1052">IVA</strong> e, soprattutto, una <strong data-start="1073" data-end="1148">proroga strategica dei versamenti per i contribuenti ISA e i forfettari</strong>. Questi interventi mirano a offrire maggiore certezza interpretativa e liquidità alle categorie economiche più attive, con ricadute dirette su pianificazione fiscale, adempimenti contabili e scelte operative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1359" data-end="1876">Se sei un imprenditore, un libero professionista, un fiscalista o semplicemente un contribuente attento, questo articolo ti guiderà con un linguaggio chiaro ma tecnico attraverso tutte le novità normative, con riferimenti puntuali a leggi e chiarimenti ufficiali. Analizzeremo vantaggi, criticità e opportunità di risparmio fiscale legate a ciascun intervento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1359" data-end="1876"><strong>Reddito di lavoro autonomo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="277" data-end="962">Il nuovo Decreto Fiscale in vigore dal 18 giugno 2025 introduce importanti chiarimenti in merito alla <strong data-start="379" data-end="428">determinazione del reddito di lavoro autonomo</strong>, con l’obiettivo di semplificare e rendere più trasparente la gestione fiscale di professionisti e lavoratori autonomi. Una delle novità più significative riguarda la <strong data-start="596" data-end="674">deducibilità delle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute all’estero</strong>, che viene ora ammessa anche se tali spese sono effettuate tramite mezzi di pagamento <strong data-start="761" data-end="780">non tracciabili</strong>. Si tratta di un’apertura importante per i professionisti che operano in contesti internazionali, dove spesso non è possibile utilizzare strumenti tracciabili come carte o bonifici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="964" data-end="1344">Diverso invece il trattamento delle <strong data-start="1000" data-end="1027">spese di rappresentanza</strong>, che – analogamente a quanto previsto per le imprese – restano deducibili solo se effettuate <strong data-start="1121" data-end="1146">con mezzi tracciabili</strong>, a prescindere dal fatto che siano sostenute in Italia o all’estero. Questa distinzione mira a rafforzare il contrasto all’evasione senza penalizzare le reali esigenze operative dei professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1346" data-end="1438">Un’altra novità riguarda due chiarimenti fondamentali per la dichiarazione dei redditi 2024:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1439" data-end="1915">
<li data-start="1439" data-end="1731">
<p data-start="1441" data-end="1731">le <strong data-start="1444" data-end="1501">plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso</strong> di partecipazioni in associazioni e società che svolgono attività artistiche o professionali, comprese le STP (Società tra Professionisti), <strong data-start="1642" data-end="1690">non concorrono al reddito di lavoro autonomo</strong>, ma rientrano tra i <strong data-start="1711" data-end="1730">redditi diversi</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1732" data-end="1915">
<p data-start="1734" data-end="1915">gli <strong data-start="1738" data-end="1773">interessi e proventi finanziari</strong> percepiti nell’esercizio di attività professionali non sono più qualificati come reddito di lavoro autonomo, ma come <strong data-start="1891" data-end="1914">redditi di capitale</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1917" data-end="2106">Queste modifiche favoriscono una maggiore coerenza sistematica e chiarezza interpretativa, con effetti diretti su <strong data-start="2031" data-end="2105">dichiarazione dei redditi, pianificazione fiscale e gestione contabile</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1917" data-end="2106"><strong>Reddito d’impresa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="260" data-end="900">Con l’entrata in vigore del Decreto Fiscale il 18 giugno 2025, arrivano anche <strong data-start="338" data-end="402">importanti novità nella determinazione del reddito d’impresa</strong>, con interventi mirati alla semplificazione e al miglioramento della competitività del sistema fiscale italiano. Uno dei punti chiave riguarda il <strong data-start="549" data-end="574">riporto delle perdite</strong>, con l’introduzione di criteri più chiari e meno restrittivi nel calcolo, a vantaggio soprattutto delle imprese che operano in settori ciclici o soggetti a forti oscillazioni di redditività. Questo intervento punta a garantire un trattamento più equo e coerente nei confronti di chi investe e rischia sul medio-lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="902" data-end="1387">Un’altra misura rilevante riguarda la <strong data-start="940" data-end="983">maggiore deduzione del costo del lavoro</strong>, collegata al principio “chi più assume, meno paga”. In particolare, viene <strong data-start="1059" data-end="1111">eliminato il vincolo del collegamento societario</strong>, ovvero il riferimento alle società collegate, semplificando così l’accesso all’agevolazione anche per realtà imprenditoriali più complesse o distribuite su diversi veicoli giuridici. Questo favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro e stimola la crescita occupazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1389" data-end="1937">Infine, il decreto interviene anche sul <strong data-start="1429" data-end="1478">regime delle società estere controllate (CFC)</strong>, introducendo chiarimenti sia in relazione alla <strong data-start="1527" data-end="1560">Global Minimum Tax (Pillar 2)</strong> – l’imposta minima nazionale che assicura un livello minimo di tassazione alle multinazionali – sia nell’ambito del <strong data-start="1677" data-end="1722">regime opzionale per il calcolo della CFC</strong> introdotto dalla recente riforma fiscale. Queste precisazioni sono cruciali per le imprese italiane con strutture internazionali, che potranno ora pianificare con maggiore certezza la tassazione sui redditi esteri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1389" data-end="1937"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-32973 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1389" data-end="1937"><strong>IVA e Terzo Settore</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="249" data-end="887">Il Decreto Fiscale approvato il 18 giugno 2025 interviene anche sul fronte dell’<strong data-start="329" data-end="336">IVA</strong>, con modifiche che impatteranno direttamente operatori economici pubblici, privati e soggetti del Terzo Settore. In particolare, dal <strong data-start="470" data-end="488">1° luglio 2025</strong> non sarà più applicabile il <strong data-start="517" data-end="551">meccanismo dello split payment</strong> alle operazioni effettuate con le <strong data-start="586" data-end="618">società quotate sul FTSE-MIB</strong>, a causa della <strong data-start="634" data-end="697">scadenza dell’autorizzazione rilasciata dall’Unione Europea</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="249" data-end="887">Si tratta di un’uscita significativa da un regime speciale introdotto per contrastare l’evasione, che comporterà un ritorno al sistema ordinario di versamento dell’IVA per questi soggetti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1276">In parallelo, il decreto estende lo <strong data-start="925" data-end="975">split payment anche al settore della logistica</strong>, includendo espressamente le operazioni relative al <strong data-start="1028" data-end="1041">trasporto</strong>, con l’obiettivo di rafforzare i controlli in un ambito considerato ad alto rischio di evasione. Questa misura coinvolgerà un numero ampio di operatori, richiedendo adeguamenti procedurali e contabili da parte delle imprese coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1934">Sul fronte del <strong data-start="1293" data-end="1310">Terzo Settore</strong>, si segnala una novità di rilievo in ottica europea: in seguito alla <strong data-start="1380" data-end="1459">comfort letter notificata dalla Direzione generale della Concorrenza (COMP)</strong> della Commissione UE, viene confermato che le <strong data-start="1506" data-end="1618">agevolazioni fiscali per enti del Terzo Settore e imprese sociali non costituiscono aiuti di Stato selettivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1934">Questo chiarimento consente l’eliminazione del riferimento all’autorizzazione preventiva della Commissione e rende <strong data-start="1735" data-end="1823">pienamente operativo il nuovo regime fiscale agevolato a partire dal 1° gennaio 2026</strong>, garantendo finalmente certezza giuridica e stabilità normativa per un comparto cruciale del welfare italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1934"><strong>Proroga dei versamenti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="836">Tra le misure più operative e concrete introdotte dal Decreto Fiscale in vigore dal 18 giugno 2025, spicca la <strong data-start="438" data-end="489">proroga dei termini di versamento delle imposte</strong> per i contribuenti soggetti agli <strong data-start="523" data-end="565">Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)</strong> e per quelli che adottano il <strong data-start="595" data-end="617">regime forfettario</strong>. Si tratta di una misura particolarmente attesa, che mira a dare respiro ai piccoli imprenditori, liberi professionisti e autonomi in un momento dell’anno in cui si concentra la maggior parte degli adempimenti fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="838" data-end="1340">Nello specifico, il decreto stabilisce che i versamenti relativi alle imposte in scadenza ordinariamente il 30 giugno 2025 (come IRPEF, IRES, IRAP e IVA dovute a saldo 2024 e in acconto per il 2025) potranno essere effettuati <strong data-start="1064" data-end="1091">entro il 31 luglio 2025</strong>, senza applicazione di sanzioni o interessi. La proroga riguarda anche i soggetti che, pur non applicando direttamente gli ISA, si trovano in condizioni assimilabili (come soci di società di persone o di capitali trasparenti che applicano gli ISA).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1342" data-end="1716">L’intervento è motivato dalla necessità di <strong data-start="1385" data-end="1447">allineare i termini ai nuovi software di calcolo degli ISA</strong>, nonché di tenere conto dell’elevato numero di aggiornamenti normativi introdotti nel primo semestre dell’anno. Per i contribuenti forfettari, invece, la proroga rappresenta una forma di <strong data-start="1635" data-end="1669">semplificazione e flessibilità</strong>, coerente con lo spirito del regime agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="2011">Questa dilazione potrà essere sfruttata anche da chi decide di effettuare il pagamento a rate, nel rispetto delle scadenze mensili successive, senza perdere i benefici della rateizzazione. Una misura che, se ben utilizzata, può <strong data-start="1946" data-end="2010">migliorare la gestione della liquidità aziendale e personale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="2011"><strong>Come risparmiare sulle tasse</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="426" data-end="790">Le misure introdotte dal Decreto Fiscale 2025 non si limitano a semplificazioni tecniche o proroghe: rappresentano, se correttamente interpretate e applicate, <strong data-start="585" data-end="626">vere opportunità di risparmio fiscale</strong> per professionisti e imprese. Il nuovo assetto normativo consente infatti una pianificazione più flessibile e mirata delle imposte, agendo su più leve strategiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="792" data-end="1160">Ad esempio, la <strong data-start="807" data-end="892">deducibilità estesa delle spese di viaggio all’estero anche se pagate in contanti</strong> (cioè con mezzi non tracciabili), può consentire un’ottimizzazione dei costi per i professionisti che lavorano frequentemente fuori dai confini nazionali. Questa apertura rappresenta un vantaggio concreto, purché supportato da una documentazione adeguata e veritiera.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1560">In ambito aziendale, la <strong data-start="1186" data-end="1223">maggiore deduzione per chi assume</strong>, senza più l’ostacolo del vincolo tra società collegate, è una misura che premia le imprese dinamiche e in espansione, permettendo <strong data-start="1355" data-end="1397">un abbattimento del reddito imponibile</strong> a fronte di politiche attive di crescita occupazionale. In un contesto di alto costo del lavoro, questa leva può fare la differenza anche in termini di cash flow.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1562" data-end="1934">Infine, la proroga dei versamenti per soggetti ISA e forfettari può essere utilizzata per <strong data-start="1652" data-end="1680">ottimizzare la tesoreria</strong>, posticipare uscite di cassa rilevanti e, in molti casi, scegliere una rateizzazione più sostenibile. È un’occasione per rivedere la propria <strong data-start="1822" data-end="1855">strategia di gestione fiscale</strong>, anche alla luce delle continue modifiche introdotte dalla riforma tributaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1936" data-end="2161">Chi saprà cogliere queste opportunità, con l’assistenza di un consulente preparato, potrà ridurre la pressione fiscale <strong data-start="2055" data-end="2083">nel rispetto della legge</strong>, evitando sanzioni e migliorando il proprio equilibrio economico-finanziario.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32974 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Split payment e logistica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="408" data-end="808">Tra le novità più tecniche ma rilevanti contenute nel Decreto Fiscale 2025 c’è l’estensione del meccanismo dello <strong data-start="521" data-end="538">split payment</strong> al <strong data-start="542" data-end="585">settore dei trasporti e della logistica</strong>, una misura che entrerà in vigore a partire dal <strong data-start="634" data-end="652">1° luglio 2025</strong>. Si tratta di un cambiamento con impatti immediati per moltissime imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione o di società a partecipazione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="810" data-end="1235">Lo split payment, come noto, è un regime in cui l’IVA indicata in fattura <strong data-start="884" data-end="921">non viene incassata dal fornitore</strong>, ma versata direttamente dal cliente all’Erario. Questo sistema, concepito per contrastare l’evasione dell’IVA, finora si applicava a una serie di settori e soggetti specifici, ma con il nuovo decreto il suo raggio d’azione si estende espressamente anche alle <strong data-start="1182" data-end="1234">prestazioni legate al trasporto e alla logistica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1237" data-end="1715">Il coinvolgimento di questo settore implica nuove responsabilità contabili per le imprese coinvolte, che dovranno adeguare i propri software e flussi operativi. Inoltre, i fornitori potranno <strong data-start="1428" data-end="1484">soffrire un peggioramento temporaneo della liquidità</strong>, non potendo più contare sull’incasso dell’IVA da parte del cliente. È quindi essenziale rivedere il <strong data-start="1586" data-end="1608">cash flow planning</strong> e, se necessario, accedere a forme di finanziamento o anticipo fatture per compensare eventuali squilibri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1717" data-end="2089">Per evitare errori o contestazioni, sarà fondamentale <strong data-start="1771" data-end="1863">identificare con precisione i soggetti coinvolti e le prestazioni rientranti nello split</strong>, aggiornare tempestivamente i contratti in essere e formare il personale amministrativo. La compliance sarà la chiave per trasformare questa novità da rischio in opportunità, rafforzando la trasparenza dei rapporti con la PA.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1717" data-end="2089"><strong>Società estere controllate (CFC)</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="412" data-end="946">Il Decreto Fiscale del 18 giugno 2025 interviene in modo puntuale anche sul regime delle <strong data-start="501" data-end="537">società estere controllate (CFC)</strong>, recependo e chiarendo le implicazioni della <strong data-start="583" data-end="602">riforma fiscale</strong> in corso e del nuovo standard globale sulla <strong data-start="647" data-end="700">tassazione minima delle multinazionali (Pillar 2)</strong>. Si tratta di un intervento particolarmente rilevante per i gruppi societari con presenza internazionale, che devono affrontare regole sempre più complesse per evitare doppie imposizioni e contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="948" data-end="1406">In particolare, il decreto specifica le modalità con cui i redditi delle CFC devono essere considerati <strong data-start="1051" data-end="1108">nell’ambito del calcolo dell’imposta minima nazionale</strong>, uno dei pilastri della Global Minimum Tax promossa dall’OCSE e adottata in Europa attraverso la Direttiva UE 2022/2523. Il testo normativo stabilisce criteri di <strong data-start="1271" data-end="1341">coordinamento tra l’imposta minima e il regime ordinario delle CFC</strong>, evitando duplicazioni e garantendo maggiore certezza giuridica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1408" data-end="1931">In parallelo, viene delineato con maggiore chiarezza il <strong data-start="1464" data-end="1526">regime opzionale introdotto dalla riforma fiscale italiana</strong>, che consente alle imprese italiane di applicare un criterio semplificato e preventivo per la determinazione dei redditi da CFC. Questo strumento, se correttamente utilizzato, può diventare un <strong data-start="1720" data-end="1779">mezzo efficace di pianificazione fiscale internazionale</strong>, riducendo il rischio di contestazioni future da parte dell’Agenzia delle Entrate e migliorando la prevedibilità del carico fiscale globale del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1933" data-end="2300">È fondamentale che le imprese interessate si dotino di una <strong data-start="1992" data-end="2052">mappatura aggiornata delle proprie partecipazioni estere</strong>, analizzino la <strong data-start="2068" data-end="2112">qualificazione fiscale delle controllate</strong> e valutino la <strong data-start="2127" data-end="2182">convenienza dell’adesione al nuovo regime opzionale</strong>, che richiede precisi adempimenti formali ma può portare benefici significativi in termini di compliance e cash flow.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1933" data-end="2300"><strong>Terzo Settore e imprese sociali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="860">Con il Decreto Fiscale 2025, viene finalmente sbloccata l’applicazione del <strong data-start="426" data-end="496">regime fiscale agevolato per il Terzo Settore e le imprese sociali</strong>, la cui entrata in vigore era stata fino a oggi subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. Il testo normativo, infatti, recepisce il contenuto di una <strong data-start="662" data-end="744">comfort letter rilasciata dalla Direzione generale della Concorrenza (DG COMP)</strong> della Commissione UE, che ha chiarito come le agevolazioni previste <strong data-start="813" data-end="859">non costituiscano aiuti di Stato selettivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="862" data-end="1341">A partire dal <strong data-start="876" data-end="895">1° gennaio 2026</strong>, quindi, il nuovo assetto fiscale potrà finalmente essere applicato, offrendo un contesto normativo stabile e incentivante per tutte quelle realtà che operano a fini sociali, civici, educativi e culturali. Il regime prevede <strong data-start="1120" data-end="1174">importanti vantaggi in termini di IRAP, IRES e IVA</strong>, tra cui esenzioni o aliquote ridotte per determinate attività istituzionali o di interesse generale, oltre a una serie di semplificazioni contabili e amministrative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1343" data-end="1856">L’eliminazione del vincolo dell’autorizzazione europea rimuove un ostacolo che da anni bloccava l’operatività piena della riforma del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017 – Codice del Terzo Settore), creando finalmente una <strong data-start="1560" data-end="1620">cornice fiscale armonizzata con la normativa civilistica</strong> già in vigore. Questo favorisce una maggiore attrattività per gli investitori filantropici e una più ampia adesione da parte di enti che, fino a oggi, avevano rinviato l’iscrizione al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1858" data-end="2076">Gli enti interessati avranno quindi tempo fino alla fine del 2025 per adeguare statuti, assetti contabili e modalità operative, così da <strong data-start="1994" data-end="2044">beneficiare appieno delle nuove regole fiscali</strong> a partire dall’anno successivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1858" data-end="2076"><strong>Plusvalenze da partecipazioni in STP</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="441" data-end="915">Un chiarimento particolarmente rilevante introdotto dal Decreto Fiscale del 18 giugno 2025 riguarda il trattamento fiscale delle <strong data-start="570" data-end="705">plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in associazioni e società che esercitano attività artistiche o professionali</strong>, incluse le <strong data-start="718" data-end="754">STP – Società tra Professionisti</strong>. Fino ad oggi, il trattamento di tali operazioni era incerto, generando interpretazioni non uniformi tra contribuenti, consulenti e amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="917" data-end="1462">Con il nuovo decreto, viene stabilito in modo chiaro che tali plusvalenze <strong data-start="991" data-end="1051">non devono essere incluse nel reddito di lavoro autonomo</strong>, bensì vanno qualificate come <strong data-start="1082" data-end="1101">redditi diversi</strong> ai sensi dell’art. 67 del TUIR. Questo orientamento ha conseguenze significative sia sul <strong data-start="1191" data-end="1217">piano della tassazione</strong>, sia sugli adempimenti dichiarativi. In primo luogo, permette un inquadramento più favorevole in termini di imposta sostitutiva o aliquota IRPEF applicabile, potenzialmente più bassa rispetto alla tassazione ordinaria dei redditi professionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1464" data-end="1922">Dal punto di vista operativo, questo chiarimento può rappresentare un’opportunità per i professionisti che stanno valutando <strong data-start="1588" data-end="1648">operazioni di riorganizzazione, ingresso o uscita da STP</strong>, consentendo una pianificazione fiscale più efficiente e coerente. In particolare, la possibilità di trattare la cessione come reddito diverso consente anche di sfruttare eventuali <strong data-start="1830" data-end="1856">minusvalenze pregresse</strong>, compatibilmente con le regole del quadro RT del modello Redditi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1924" data-end="2243">Tale orientamento normativo, coerente con la giurisprudenza di legittimità e con le indicazioni dell’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a>, contribuisce a ridurre l’incertezza giuridica e a <strong data-start="2098" data-end="2164">favorire la mobilità e lo sviluppo delle società professionali</strong>, oggi sempre più diffuse anche tra le attività tecniche, mediche e giuridiche.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="176" data-end="270"><strong data-start="180" data-end="270">Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="272" data-end="929">Il Decreto Fiscale entrato in vigore il 18 giugno 2025 si configura come <strong data-start="345" data-end="416">un passaggio cruciale nella riforma del sistema tributario italiano</strong>, introducendo misure che non si limitano a semplici correzioni tecniche, ma puntano a <strong data-start="503" data-end="555">rendere il Fisco più moderno, equo e prevedibile</strong>. Dai chiarimenti sulla determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo, alla riorganizzazione del trattamento delle spese e delle plusvalenze, fino alla nuova impostazione per il regime delle CFC e l’estensione dello split payment: ogni intervento ha l’obiettivo di aumentare la trasparenza, semplificare gli adempimenti e offrire nuove leve di risparmio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="931" data-end="1436">In particolare, le <strong data-start="950" data-end="992">proroghe per forfettari e soggetti ISA</strong>, così come la piena operatività del regime fiscale per il <strong data-start="1051" data-end="1077">Terzo Settore dal 2026</strong>, offrono tempo e strumenti per una <strong data-start="1113" data-end="1146">pianificazione più efficiente</strong>, sia in ambito professionale che aziendale. Anche i chiarimenti su redditi diversi e redditi di capitale segnano un importante passo avanti verso una <strong data-start="1297" data-end="1328">maggiore coerenza sistemica</strong> e una riduzione dell’ambiguità interpretativa che ha troppo spesso ostacolato la serenità dei contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1438" data-end="1903">Per cogliere appieno le opportunità offerte da questo decreto, è fondamentale <strong data-start="1516" data-end="1550">affidarsi a consulenti esperti</strong>, aggiornati e in grado di interpretare le norme non solo sul piano teorico, ma in una prospettiva concreta di <strong data-start="1661" data-end="1720">ottimizzazione fiscale legale, strategica e sostenibile</strong>. Il 2025 sarà un anno chiave per ripensare il proprio assetto fiscale in modo proattivo, anticipando i cambiamenti e sfruttando i vantaggi messi a disposizione dalla nuova normativa.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Decreto-Fiscale-2025-tutte-le-novita-su-redditi-IVA-proroghe-e-risparmio-fiscale-per-imprese-autonomi-e-forfettari/">Decreto Fiscale 2025: tutte le novità su redditi, IVA, proroghe e risparmio fiscale per imprese, autonomi e forfettari</a> was first posted on Giugno 23, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Novità della Riforma Fiscale sulle imposte di registro, catasto e bollo</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Novita-della-Riforma-Fiscale-sulle-imposte-di-registro-catasto-e-bollo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 10:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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		<category><![CDATA[tasse immobiliari 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[La riforma fiscale in corso introduce significative modifiche alle imposte di registro, catasto e bollo, con l&#8217;obiettivo di semplificare il sistema tributario e garantire maggiore equità. Queste imposte, che incidono su transazioni immobiliari, atti notarili e pratiche amministrative, subiranno variazioni che influenzeranno contribuenti, imprese e professionisti del settore. Ma quali sono le principali novità? Come [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Novita-della-Riforma-Fiscale-sulle-imposte-di-registro-catasto-e-bollo/">Novità della Riforma Fiscale sulle imposte di registro, catasto e bollo</a> was first posted on Marzo 18, 2025 at 11:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="447" data-end="826">La riforma fiscale in corso introduce significative modifiche alle imposte di registro, catasto e bollo, con l&#8217;obiettivo di semplificare il sistema tributario e garantire maggiore equità. Queste imposte, che incidono su transazioni immobiliari, atti notarili e pratiche amministrative, subiranno variazioni che influenzeranno contribuenti, imprese e professionisti del settore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="828" data-end="1111">Ma quali sono le principali novità? Come cambiano le regole per il pagamento di queste imposte? E soprattutto, quali vantaggi o svantaggi porteranno queste riforme? In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutte le modifiche, fornendo chiarimenti su come affrontarle al meglio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="828" data-end="1111">Novità sull&#8217;Imposta di Registro</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="1167" data-end="1382">L&#8217;imposta di registro è un tributo che si applica alla registrazione di determinati atti giuridici, come compravendite immobiliari, locazioni e successioni. Con la riforma fiscale, le principali novità riguardano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1384" data-end="2144">
<li data-start="1384" data-end="1646">
<h3><strong data-start="1386" data-end="1442">Digitalizzazione dei pagamenti e della registrazione:</strong></h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Agenzia delle Entrate sta spingendo verso una completa digitalizzazione delle procedure, con l&#8217;obiettivo di ridurre i tempi di registrazione e il margine di errore nella determinazione dell&#8217;imposta.</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1384" data-end="2144">
<li data-start="1647" data-end="1891">
<h3><strong data-start="1649" data-end="1693">Modifiche alle aliquote e alle esenzioni:</strong></h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Potrebbero esserci aggiornamenti sulle percentuali di imposta applicabili a specifici atti, con l&#8217;introduzione di agevolazioni per determinate categorie, come i giovani acquirenti di prima casa.</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1384" data-end="2144">
<li data-start="1892" data-end="2144">
<h3><strong data-start="1894" data-end="1949">Nuove regole per la tassazione degli atti societari:</strong></h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Cambiamenti sono previsti anche per operazioni straordinarie delle imprese, come fusioni e conferimenti, che potrebbero beneficiare di nuove agevolazioni o essere soggette a diverse aliquote.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2146" data-end="2321">Questi cambiamenti mirano a rendere il sistema fiscale più efficiente e trasparente, ma sarà fondamentale capire come applicarli correttamente per evitare errori e sanzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2146" data-end="2321">Circolare n. 2/2025</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="151" data-end="594">Il 14 marzo 2025, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la <strong data-start="210" data-end="233">Circolare n. 2/2025</strong>, fornendo chiarimenti sulle novità introdotte dalla riforma fiscale in materia di <strong data-start="316" data-end="356">imposta di registro, catasto e bollo</strong>. Il documento analizza i Decreti Legislativi n. <strong data-start="405" data-end="426">139 e 87 del 2024</strong>, che hanno apportato significative modifiche con l&#8217;obiettivo di semplificare il sistema tributario e ridurre gli oneri burocratici per contribuenti e professionisti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="596" data-end="635">Le principali innovazioni riguardano:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="637" data-end="1746">
<li data-start="637" data-end="863"><strong data-start="639" data-end="684">Autoliquidazione dell&#8217;imposta di registro</strong>: come principio generale, viene introdotto un sistema di autoliquidazione, che obbliga il contribuente a calcolare e versare direttamente l’imposta, salvo specifiche eccezioni.</li>
<li data-start="864" data-end="1078"><strong data-start="866" data-end="907">Revisione della disciplina tributaria</strong>: alcune imposte vengono accorpate o soppresse, mentre per altre cambiano le modalità di calcolo e applicazione. Questo garantisce maggiore coerenza nel sistema fiscale.</li>
<li data-start="1079" data-end="1299"><strong data-start="1081" data-end="1145">Semplificazione dell’imposta di bollo e dei tributi speciali</strong>: con la progressiva digitalizzazione dei documenti e degli atti, viene adeguata la disciplina dell’imposta di bollo per adattarla al contesto digitale.</li>
<li data-start="1300" data-end="1527"><strong data-start="1302" data-end="1341">Riduzione degli adempimenti fiscali</strong>: grazie all’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche e al potenziamento dei servizi telematici, i contribuenti avranno meno obblighi burocratici e una gestione fiscale più snella.</li>
<li data-start="1528" data-end="1746"><strong data-start="1530" data-end="1611">Nuove modalità di applicazione dell’imposta di registro sugli atti giudiziari</strong>: il tributo sarà richiesto preventivamente alla parte soccombente, se identificabile, evitando lunghe procedure di recupero forzoso.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1748" data-end="2024">Queste modifiche rappresentano un passo importante verso un fisco più moderno e accessibile, con vantaggi sia per i cittadini che per gli operatori del settore. Tuttavia, sarà necessario comprendere come applicare correttamente le nuove regole per evitare errori e sanzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1748" data-end="2024">Novità sull’Autoliquidazione dell’Imposta di Registro</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="147" data-end="370">Una delle principali innovazioni introdotte dalla riforma fiscale riguarda il meccanismo di <strong data-start="239" data-end="284">autoliquidazione dell’imposta di registro</strong>, regolato dal nuovo <strong data-start="305" data-end="367">articolo 41 del Testo Unico sull’Imposta di Registro (TUR)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="372" data-end="666">In passato, la liquidazione dell’imposta di registro era competenza dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, che calcolava l’importo dovuto dal contribuente. Con la riforma, invece, il calcolo dell’imposta diventa un obbligo <strong data-start="597" data-end="633">diretto del soggetto interessato</strong>, salvo alcune eccezioni, come:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="667" data-end="787">
<li data-start="667" data-end="713"><strong data-start="669" data-end="688">Atti giudiziari</strong> (articolo 37 del TUR);</li>
<li data-start="714" data-end="787"><strong data-start="716" data-end="751">Atti con registrazione a debito</strong> (articolo 59 e seguenti del TUR).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="789" data-end="1117">Inoltre, il nuovo <strong data-start="807" data-end="822">comma 2-bis</strong> dell’articolo 41 stabilisce che l’Agenzia delle Entrate avrà comunque il compito di <strong data-start="907" data-end="936">verificare la correttezza</strong> dell’autoliquidazione effettuata dal contribuente. Questo controllo sarà basato sugli elementi desumibili dall’atto e potrà avvenire anche attraverso <strong data-start="1087" data-end="1114">procedure automatizzate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1119" data-end="1507">Se dal controllo emergerà un’imposta dovuta superiore a quella dichiarata, l’Ufficio notificherà al contribuente un <strong data-start="1235" data-end="1261">avviso di liquidazione</strong>, con l’invito a versare la somma mancante entro <strong data-start="1310" data-end="1323">60 giorni</strong>. In caso di pagamento entro tale termine, il contribuente beneficerà della <strong data-start="1399" data-end="1423">riduzione a un terzo</strong> della sanzione amministrativa prevista dall’articolo 1310 del d.lgs. n. 471/1997.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1773">È importante notare che restano esclusi da questa procedura di controllo gli atti soggetti all’invio telematico con <strong data-start="1625" data-end="1654">modello unico informatico</strong> (articolo 3-ter del d.lgs. n. 463/1997), per i quali continuano a valere le regole di autoliquidazione già previste.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1775" data-end="1929">Infine, la riforma modifica anche l’<strong data-start="1811" data-end="1844">articolo 42, comma 1, del TUR</strong>, allineando la nozione di imposta principale al nuovo sistema di autoliquidazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1931" data-end="2140">Grazie a queste novità, il sistema diventa più snello ed efficiente, riducendo i tempi burocratici. Tuttavia, i contribuenti dovranno prestare particolare attenzione ai calcoli per evitare errori e sanzioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32045 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/tax-day-concept-with-red-circle-calendar-date.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Cessione d&#8217;Azienda</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="145" data-end="427">La riforma fiscale introduce importanti novità nel calcolo dell’<strong data-start="209" data-end="275">imposta di registro sulle cessioni di aziende o rami d’azienda</strong>, con l’obiettivo di rendere più equo il sistema e superare l’approccio che prevedeva un’aliquota unica basata sul bene con la tassazione più elevata.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="429" data-end="499">Con la <strong data-start="436" data-end="475">modifica dell’articolo 2317 del TUR</strong>, viene stabilito che:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="500" data-end="1221">
<li data-start="500" data-end="741">L’imposta di registro si applica con <strong data-start="539" data-end="565">aliquote differenziate</strong> in base ai beni e diritti ceduti, a condizione che nell’atto o nei suoi allegati sia indicata una ripartizione chiara del corrispettivo tra le varie componenti dell’azienda.</li>
<li data-start="742" data-end="875">Per i <strong data-start="750" data-end="771">crediti aziendali</strong>, si applica l’aliquota prevista per la cessione di crediti sulla quota parte di prezzo loro imputata.</li>
<li data-start="876" data-end="1037">Le <strong data-start="881" data-end="894">passività</strong> vengono imputate ai beni mobili e immobili <strong data-start="938" data-end="971">in proporzione al loro valore</strong> e non in base al loro specifico collegamento con singoli asset.</li>
<li data-start="1038" data-end="1221">L’<strong data-start="1042" data-end="1067">Ufficio delle Entrate</strong> controllerà la congruità della ripartizione del corrispettivo per verificare l’eventuale sottostima di alcuni beni al fine di ridurre l’imposta dovuta.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1223" data-end="1597">Se nell’atto di cessione non è indicata una ripartizione esplicita del corrispettivo tra i vari beni, si applica la regola generale del <strong data-start="1359" data-end="1395">comma 1 dell’articolo 23 del TUR</strong>, secondo cui il trasferimento dell’azienda sarà soggetto all’imposta di registro calcolata sull’aliquota <strong data-start="1501" data-end="1513">più alta</strong> tra quelle applicabili ai singoli beni e diritti inclusi nel compendio aziendale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1666">Inoltre, la modifica dell’<strong data-start="1625" data-end="1648">articolo 51 del TUR</strong> stabilisce che:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1667" data-end="2104">
<li data-start="1667" data-end="1882">La <strong data-start="1672" data-end="1691">base imponibile</strong> per l’imposta di registro sarà determinata considerando il valore venale dell’azienda, comprensivo dell’<strong data-start="1796" data-end="1810">avviamento</strong>, ma escludendo i beni non rilevanti ai fini dell’imposta di registro.</li>
<li data-start="1883" data-end="2104">Dall’ammontare così calcolato si potranno <strong data-start="1927" data-end="1961">dedurre le passività aziendali</strong> risultanti da scritture contabili obbligatorie o da atti con data certa, ad eccezione di quelle che l’alienante si è impegnato a estinguere.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2106" data-end="2341">Infine, l’Ufficio delle Entrate avrà la possibilità di <strong data-start="2161" data-end="2198">verificare il valore dell’azienda</strong> attraverso accertamenti già effettuati per altre imposte e potrà procedere con <strong data-start="2278" data-end="2312">accessi, ispezioni e verifiche</strong> secondo le norme dell’IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2343" data-end="2563">Queste novità rappresentano un significativo passo avanti nella determinazione più equa dell’imposta di registro per le cessioni aziendali, garantendo maggiore trasparenza e riducendo il rischio di contenziosi fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2343" data-end="2563">Novità sulla disciplina del Catasto</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="119" data-end="560">La riforma fiscale ha introdotto modifiche significative anche nel settore catastale, con l’obiettivo di rendere il sistema più <strong data-start="247" data-end="285">trasparente, efficiente e digitale</strong>. Il nuovo impianto normativo si basa su una revisione della disciplina esistente, che punta a migliorare la <strong data-start="394" data-end="430">coerenza delle rendite catastali</strong>, semplificare gli adempimenti per cittadini e professionisti e integrare meglio i dati catastali con altre banche dati fiscali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="562" data-end="596">Le principali novità riguardano:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="598" data-end="1606">
<li data-start="598" data-end="864"><strong data-start="600" data-end="654">Miglioramento della classificazione degli immobili</strong>: per garantire maggiore equità nella determinazione delle rendite catastali, vengono rivisti alcuni criteri di classificazione degli immobili, in particolare per quelli a destinazione speciale e particolare.</li>
<li data-start="865" data-end="1117"><strong data-start="867" data-end="919">Maggiore integrazione con le banche dati fiscali</strong>: grazie all’uso di strumenti digitali e all&#8217;interconnessione tra catasto, Agenzia delle Entrate e altre istituzioni, sarà possibile ottenere una fotografia più precisa del patrimonio immobiliare.</li>
<li data-start="1118" data-end="1405"><strong data-start="1120" data-end="1166">Controlli più efficaci sulle dichiarazioni</strong>: l’Agenzia delle Entrate avrà a disposizione strumenti di verifica avanzati per rilevare <strong data-start="1256" data-end="1282">eventuali incongruenze</strong> tra dati catastali e dichiarazioni fiscali, riducendo il rischio di evasione e aumentando l’equità nel prelievo fiscale.</li>
<li data-start="1406" data-end="1606"><strong data-start="1408" data-end="1460">Semplificazione delle procedure di aggiornamento</strong>: i proprietari potranno aggiornare più facilmente le informazioni catastali attraverso strumenti digitali, riducendo tempi e costi burocratici.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1608" data-end="1913">Uno degli aspetti più attesi riguarda la possibilità che, in futuro, venga introdotto un <strong data-start="1697" data-end="1759">sistema di aggiornamento periodico delle rendite catastali</strong> basato su criteri oggettivi di valutazione del mercato immobiliare, anche se al momento non è stata prevista una revisione generalizzata delle rendite.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1915" data-end="2244">Queste novità puntano a un catasto più moderno ed efficiente, con un impatto rilevante per chi possiede immobili, per le imprese e per i professionisti del settore. Tuttavia, sarà importante monitorare eventuali aggiornamenti normativi e capire come queste riforme influenzeranno la tassazione degli immobili nel lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1915" data-end="2244"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-32046 " src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/accessories-office-work-business-composition-table-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1915" data-end="2244">Riforma dell&#8217;imposta di bollo</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="158" data-end="367">La riforma fiscale introduce importanti cambiamenti anche per l’<strong data-start="222" data-end="242">imposta di bollo</strong>, con l’obiettivo di semplificare il sistema e adattarlo alla crescente <strong data-start="314" data-end="364">dematerializzazione dei documenti e degli atti</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="369" data-end="403">Le principali novità riguardano:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="405" data-end="1147">
<li data-start="405" data-end="673"><strong data-start="407" data-end="456">Adeguamento delle norme alla digitalizzazione</strong>: l’imposta di bollo viene <strong data-start="483" data-end="497">ridefinita</strong> per adattarsi meglio agli atti e ai documenti elettronici, eliminando le incertezze interpretative che potevano derivare dall’applicazione di regole pensate per il cartaceo.</li>
<li data-start="674" data-end="904"><strong data-start="676" data-end="732">Semplificazione degli adempimenti per i contribuenti</strong>: con il potenziamento dei servizi telematici, sarà possibile assolvere l’imposta di bollo in modo più semplice e automatizzato, senza la necessità di operazioni manuali.</li>
<li data-start="905" data-end="1147"><strong data-start="907" data-end="945">Maggiore controllo e tracciabilità</strong>: la digitalizzazione permette all’Agenzia delle Entrate di verificare con maggiore efficienza il pagamento dell’imposta di bollo, riducendo il rischio di evasione e semplificando i controlli fiscali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1405">Inoltre, la riforma prevede una <strong data-start="1181" data-end="1223">razionalizzazione dei tributi speciali</strong>, spesso richiesti per particolari atti e certificati, al fine di ridurre la frammentazione normativa e rendere più chiaro il quadro degli obblighi fiscali per cittadini e imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1809">Uno degli aspetti più importanti riguarda l’<strong data-start="1451" data-end="1545">integrazione dell’imposta di bollo con i sistemi telematici della Pubblica Amministrazione</strong>: in futuro, si prevede che sempre più atti e certificati possano essere emessi direttamente in formato digitale, con il <strong data-start="1666" data-end="1700">pagamento automatico del bollo</strong> al momento della richiesta, eliminando così il rischio di errori o dimenticanze da parte del contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1811" data-end="2034">Queste modifiche vanno nella direzione di un fisco più moderno, in cui gli adempimenti vengono progressivamente automatizzati per ridurre la burocrazia e facilitare il rapporto tra cittadini e amministrazione finanziaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1811" data-end="2034">Considerazioni finali</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="85" data-end="347">La riforma fiscale che ha interessato le imposte di <strong data-start="137" data-end="166">registro, catasto e bollo</strong> rappresenta un importante passo avanti nella <strong data-start="212" data-end="254">semplificazione del sistema tributario</strong>, grazie all’introduzione di procedure più snelle, digitalizzazione e maggiore trasparenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="732">L’autoliquidazione dell’imposta di registro trasferisce ai contribuenti la responsabilità di calcolare e versare il tributo, con l’obbligo di maggiore attenzione per evitare errori e sanzioni. Le nuove regole sulla cessione d’azienda permettono di applicare <strong data-start="607" data-end="633">aliquote differenziate</strong> sui beni ceduti, evitando l’imposizione dell’aliquota più alta per l’intero valore dell’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="734" data-end="1047">Per quanto riguarda il <strong data-start="757" data-end="768">catasto</strong>, l’integrazione con altre banche dati e la digitalizzazione delle procedure migliorano l’efficienza dei controlli e semplificano gli aggiornamenti, anche se rimane il timore di future revisioni delle rendite catastali con possibili impatti fiscali sui proprietari immobiliari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1049" data-end="1356">Infine, la riforma dell’<strong data-start="1073" data-end="1093">imposta di bollo</strong> introduce un sistema più moderno e automatizzato, riducendo gli oneri burocratici per cittadini e imprese. Tuttavia, l’aumento della tracciabilità dei versamenti potrebbe portare a una più <strong data-start="1283" data-end="1317">rigorosa attività di controllo</strong> da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1556" data-end="1799">Per affrontare al meglio queste novità, sarà essenziale <strong data-start="1612" data-end="1650">restare aggiornati sulla normativa</strong>, adottare strumenti digitali per la gestione fiscale e, in caso di dubbi, affidarsi a un <strong data-start="1740" data-end="1766">commercialista esperto</strong> per evitare errori e sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1801" data-end="1981">La riforma è un’occasione per modernizzare il rapporto tra cittadini e fisco, ma richiede una maggiore consapevolezza e preparazione per evitare di incorrere in costi imprevisti.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Novita-della-Riforma-Fiscale-sulle-imposte-di-registro-catasto-e-bollo/">Novità della Riforma Fiscale sulle imposte di registro, catasto e bollo</a> was first posted on Marzo 18, 2025 at 11:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nuovi Scaglioni IRPEF: Aliquote, detrazioni e strategie per risparmiare</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Nuovi-Scaglioni-IRPEF-Aliquote-detrazioni-e-strategie-per-risparmiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 10:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;inizio del 2025, il sistema fiscale italiano continua la sua evoluzione, con nuove modifiche agli scaglioni IRPEF. La riforma fiscale, iniziata nel 2022, ha progressivamente ridotto il numero degli scaglioni e rimodulato le aliquote, con l&#8217;obiettivo di alleggerire la pressione fiscale per i redditi medio-bassi e semplificare il sistema tributario. Nel 2024, il numero [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Nuovi-Scaglioni-IRPEF-Aliquote-detrazioni-e-strategie-per-risparmiare/">Nuovi Scaglioni IRPEF: Aliquote, detrazioni e strategie per risparmiare</a> was first posted on Marzo 11, 2025 at 11:19 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="207" data-end="572">Con l&#8217;inizio del 2025, il sistema fiscale italiano continua la sua evoluzione, con nuove modifiche agli <strong data-start="311" data-end="330">scaglioni IRPEF</strong>. La riforma fiscale, iniziata nel 2022, ha progressivamente ridotto il numero degli scaglioni e rimodulato le aliquote, con l&#8217;obiettivo di <strong data-start="470" data-end="532">alleggerire la pressione fiscale per i redditi medio-bassi</strong> e semplificare il sistema tributario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="574" data-end="877">Nel 2024, il numero di scaglioni IRPEF è stato ridotto da quattro a tre, con un’aliquota più favorevole per i redditi fino a <strong data-start="699" data-end="714">28.000 euro</strong>. Ma cosa succede nel 2025? Il Governo ha introdotto ulteriori correttivi, mirati a rendere più equo il prelievo fiscale e incentivare la crescita economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="574" data-end="877">In questo articolo scoprirai quali sono i nuovi scaglioni IRPEF 2025 e come cambiano le relative aliquote fiscali. Analizzeremo chi trarrà maggiori vantaggi dalla riforma e chi, invece, potrebbe subire un aumento della pressione fiscale. Ti spiegheremo come sfruttare al meglio detrazioni e deduzioni per ridurre legalmente l’imposta da pagare. Infine, ti forniremo esempi concreti di risparmio fiscale, per aiutarti a capire quanto potresti guadagnare con il nuovo sistema IRPEF.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="574" data-end="877">Evoluzione della riforma IRPEF</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="130" data-end="529">Negli ultimi anni, il sistema di tassazione IRPEF ha subito una serie di modifiche significative. Fino al 2021, l’IRPEF si basava su <strong data-start="263" data-end="294">cinque scaglioni di reddito</strong>, con aliquote progressive dal 23% al 43%. La prima grande revisione è avvenuta nel <strong data-start="378" data-end="386">2022</strong>, con la riduzione a <strong data-start="407" data-end="428">quattro scaglioni</strong>, mentre il <strong data-start="440" data-end="488">2024 ha segnato un’ulteriore semplificazione</strong>, con il passaggio a <strong data-start="509" data-end="526">tre scaglioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="531" data-end="880">L’obiettivo principale della riforma è stato quello di <strong data-start="586" data-end="642">ridurre la pressione fiscale sui redditi medio-bassi</strong>, incentivare la crescita economica e rendere il sistema più equo. Nel 2025, il Governo ha deciso di confermare la struttura a tre scaglioni, ma con <strong data-start="791" data-end="829">nuove soglie di reddito e aliquote</strong> più favorevoli per alcune fasce di contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="882" data-end="1259">Queste modifiche si inseriscono in un più ampio progetto di revisione del fisco italiano, che punta a un’<strong data-start="987" data-end="1043">armonizzazione delle imposte e a una maggiore equità</strong>. Oltre ai nuovi scaglioni, il 2025 vede anche interventi su <strong data-start="1104" data-end="1149">detrazioni, deduzioni e incentivi fiscali</strong>, con l’obiettivo di garantire un sistema più sostenibile e meno penalizzante per i lavoratori e le imprese.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="882" data-end="1259">Nuovi Scaglioni IRPEF</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="155" data-end="387">A partire dal 2025, il sistema IRPEF continua con la struttura a <strong data-start="220" data-end="237">tre scaglioni</strong>, ma con <strong data-start="246" data-end="295">nuove soglie di reddito e aliquote rimodulate</strong> per garantire una maggiore equità fiscale. Ecco come saranno suddivisi i nuovi scaglioni:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="534">
<li data-start="389" data-end="433"><strong data-start="391" data-end="431">23% per i redditi fino a 28.000 euro</strong></li>
<li data-start="434" data-end="484"><strong data-start="436" data-end="482">35% per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro</strong></li>
<li data-start="485" data-end="534"><strong data-start="487" data-end="532">43% per i redditi superiori a 50.000 euro</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="536" data-end="871">Rispetto alla precedente riforma del 2024, si conferma la riduzione da quattro a tre scaglioni, con un’importante conferma: <strong data-start="660" data-end="732">l’aliquota del 23% si applica a una fascia più ampia di contribuenti</strong> (prima arrivava fino a 15.000 euro). Questo significa che chi guadagna fino a 28.000 euro avrà un vantaggio fiscale rispetto al passato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="873" data-end="1125">Per i redditi <strong data-start="887" data-end="915">superiori ai 50.000 euro</strong>, invece, resta l’aliquota massima del 43%, senza riduzioni. Tuttavia, alcuni correttivi potrebbero arrivare sotto forma di <strong data-start="1039" data-end="1071">nuove detrazioni e deduzioni</strong>, per evitare che il peso fiscale risulti eccessivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1127" data-end="1380">Questa struttura ha lo scopo di <strong data-start="1159" data-end="1229">favorire il ceto medio e incentivare il consumo e gli investimenti</strong>, garantendo al tempo stesso un gettito fiscale adeguato per lo Stato.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1127" data-end="1380">Vantaggi e svantaggi</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="165" data-end="347">La riforma IRPEF 2025 porta <strong data-start="193" data-end="240">benefici concreti per i redditi medio-bassi</strong>, mentre per alcune categorie di contribuenti l’impatto potrebbe essere neutro o addirittura sfavorevole.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="761"><strong data-start="351" data-end="376">Chi ne trae vantaggio</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="761">I principali beneficiari della riforma sono i lavoratori dipendenti, i pensionati e gli autonomi con redditi fino a <strong data-start="495" data-end="510">28.000 euro</strong>. Grazie alla conferma dell’aliquota del <strong data-start="551" data-end="587">23% per questa fascia di reddito</strong>, molti contribuenti pagheranno <strong data-start="619" data-end="663">meno tasse rispetto agli anni precedenti</strong>, soprattutto coloro che nel vecchio sistema ricadevano nel secondo scaglione (che era del 25%).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="763" data-end="1099">Un ulteriore vantaggio arriva dalla <strong data-start="799" data-end="833">rimodulazione delle detrazioni</strong>, che consentirà a chi ha redditi più bassi di <strong data-start="880" data-end="922">ridurre ulteriormente l’imposta dovuta</strong>. Anche i lavoratori autonomi con redditi contenuti ne trarranno beneficio, soprattutto se combinano questa riforma con altri regimi agevolati, come il <strong data-start="1074" data-end="1096">regime forfettario</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1101" data-end="1468"><strong data-start="1103" data-end="1133">Chi potrebbe pagare di più</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1101" data-end="1468">I redditi superiori a <strong data-start="1158" data-end="1173">50.000 euro</strong> non ricevono alcuna riduzione d’imposta, mantenendo l’aliquota del <strong data-start="1241" data-end="1248">43%</strong>, che rimane una delle più alte in Europa. Inoltre, la <strong data-start="1303" data-end="1345">scomparsa del vecchio scaglione al 41%</strong> per i redditi tra 50.000 e 55.000 euro comporta un leggero aumento del prelievo fiscale per chi ricade in questa fascia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1470" data-end="1671">Infine, per alcuni lavoratori autonomi e professionisti, la revisione delle <strong data-start="1546" data-end="1619">deduzioni e detrazioni potrebbe ridurre i benefici fiscali precedenti</strong>, con un impatto negativo sul reddito disponibile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31980 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/03/financial-documents-with-magnifying-glass-them.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Come Ridurre l’IRPEF</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="286" data-end="497">Anche con la nuova struttura dell’IRPEF 2025, i contribuenti hanno a disposizione diversi strumenti per <strong data-start="390" data-end="444">ridurre legalmente l’importo delle tasse da pagare</strong>. Le due principali categorie di agevolazioni sono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="499" data-end="693">
<li data-start="499" data-end="570"><strong data-start="501" data-end="523">Detrazioni fiscali</strong>, che riducono direttamente l’imposta dovuta.</li>
<li data-start="571" data-end="693"><strong data-start="573" data-end="594">Deduzioni fiscali</strong>, che riducono il reddito imponibile, abbassando così l’ammontare su cui viene calcolata l’IRPEF.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="695" data-end="775">Vediamo in dettaglio <strong data-start="716" data-end="772">le strategie migliori per pagare meno tasse nel 2025</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="777" data-end="868"><strong data-start="782" data-end="866">1. Massimizzare le detrazioni fiscali: il modo più immediato per ridurre l’IRPEF</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="870" data-end="1103">Le <strong data-start="873" data-end="895">detrazioni fiscali</strong> sono percentuali che vengono sottratte direttamente dall’imposta lorda, quindi hanno un impatto immediato sul calcolo dell’IRPEF. Per sfruttarle al massimo nel 2025, ecco le principali voci da considerare:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1105" data-end="1138"><strong data-start="1107" data-end="1136">Spese sanitarie e mediche</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1139" data-end="1413">
<li data-start="1139" data-end="1226">Detrazione del <strong data-start="1156" data-end="1185">19% sulle spese sanitarie</strong> che superano <strong data-start="1199" data-end="1214">129,11 euro</strong> all’anno.</li>
<li data-start="1227" data-end="1313">Valida per visite mediche, esami diagnostici, farmaci e trattamenti specialistici.</li>
<li data-start="1314" data-end="1413"><strong data-start="1316" data-end="1335">Esempio pratico</strong>: se hai spese mediche per <strong data-start="1362" data-end="1376">2.000 euro</strong>, puoi detrarre <strong data-start="1392" data-end="1410">circa 357 euro</strong>.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1415" data-end="1450"><strong data-start="1417" data-end="1448">Interessi passivi sul mutuo</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1451" data-end="1689">
<li data-start="1451" data-end="1584">Se hai un mutuo sulla prima casa, puoi detrarre il <strong data-start="1504" data-end="1535">19% sugli interessi passivi</strong>, fino a un massimo di <strong data-start="1558" data-end="1581">4.000 euro all’anno</strong>.</li>
<li data-start="1585" data-end="1689"><strong data-start="1587" data-end="1606">Esempio pratico</strong>: con <strong data-start="1612" data-end="1646">3.000 euro di interessi pagati</strong>, il risparmio fiscale è di <strong data-start="1674" data-end="1686">570 euro</strong>.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1691" data-end="1734"><strong data-start="1693" data-end="1732">Spese per l’istruzione e università</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1735" data-end="1934">
<li data-start="1735" data-end="1829">Detrazione del <strong data-start="1752" data-end="1784">19% per le tasse scolastiche</strong> (asili nido, scuole private e università).</li>
<li data-start="1830" data-end="1934"><strong data-start="1832" data-end="1851">Esempio pratico</strong>: per una retta universitaria di <strong data-start="1884" data-end="1898">3.500 euro</strong>, la detrazione è di <strong data-start="1919" data-end="1931">665 euro</strong>.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1936" data-end="1973"><strong data-start="1938" data-end="1971">Bonus casa e ristrutturazioni</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1974" data-end="2349">
<li data-start="1974" data-end="2057"><strong data-start="1976" data-end="2002">Bonus ristrutturazioni</strong>: detrazione del <strong data-start="2019" data-end="2045">50% fino a 96.000 euro</strong> di spesa.</li>
<li data-start="2058" data-end="2144"><strong data-start="2060" data-end="2072">Ecobonus</strong>: detrazione del <strong data-start="2089" data-end="2141">65% per interventi di efficientamento energetico</strong>.</li>
<li data-start="2145" data-end="2233"><strong data-start="2147" data-end="2161">Superbonus</strong>: nel 2025 si applica solo in casi specifici, con percentuali ridotte.</li>
<li data-start="2234" data-end="2349"><strong data-start="2236" data-end="2255">Esempio pratico</strong>: per una ristrutturazione da <strong data-start="2285" data-end="2300">20.000 euro</strong>, il risparmio è di <strong data-start="2320" data-end="2346">10.000 euro in 10 anni</strong>.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2351" data-end="2398"><strong data-start="2353" data-end="2396">Spese per affitti e canoni di locazione</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2399" data-end="2576">
<li data-start="2399" data-end="2576">I lavoratori dipendenti con <strong data-start="2429" data-end="2459">reddito fino a 31.000 euro</strong> possono ottenere una detrazione che varia tra <strong data-start="2506" data-end="2524">300 e 991 euro</strong> in base al reddito e alla tipologia di contratto.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>2. Deduzioni fiscali: abbassare il reddito imponibile per pagare meno tasse</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2673" data-end="2839">Le <strong data-start="2676" data-end="2697">deduzioni fiscali</strong> permettono di ridurre il reddito su cui viene calcolata l’IRPEF. Questo significa che, abbassando la base imponibile, si pagano meno tasse.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2841" data-end="2889"><strong data-start="2843" data-end="2887">Contributi previdenziali e assistenziali</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2890" data-end="3197">
<li data-start="2890" data-end="3026"><strong data-start="2892" data-end="2918">Interamente deducibili</strong> dal reddito, inclusi i versamenti volontari per la pensione e i contributi alla previdenza complementare.</li>
<li data-start="3027" data-end="3197"><strong data-start="3029" data-end="3048">Esempio pratico</strong>: con <strong data-start="3054" data-end="3090">5.000 euro di contributi versati</strong>, il reddito imponibile si riduce di 5.000 euro, con un risparmio variabile in base allo scaglione IRPEF.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="3199" data-end="3259"><strong data-start="3201" data-end="3257">Erogazioni liberali a ONLUS e enti del Terzo Settore</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="3260" data-end="3509">
<li data-start="3260" data-end="3377">Le donazioni a <strong data-start="3277" data-end="3318">organizzazioni no-profit e fondazioni</strong> sono deducibili fino al <strong data-start="3343" data-end="3374">10% del reddito complessivo</strong>.</li>
<li data-start="3378" data-end="3509"><strong data-start="3380" data-end="3399">Esempio pratico</strong>: con una donazione di <strong data-start="3422" data-end="3436">1.500 euro</strong>, il reddito imponibile si abbassa e si ottiene un risparmio d’imposta.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="3511" data-end="3557"><strong data-start="3513" data-end="3555">Assegno di mantenimento all’ex coniuge</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="3558" data-end="3810">
<li data-start="3558" data-end="3669">Se stabilito da <strong data-start="3576" data-end="3614">sentenza di separazione o divorzio</strong>, l’assegno di mantenimento è interamente deducibile.</li>
<li data-start="3670" data-end="3810"><strong data-start="3672" data-end="3691">Esempio pratico</strong>: se versi <strong data-start="3702" data-end="3725">6.000 euro all’anno</strong>, il reddito imponibile si riduce dello stesso importo, abbassando le tasse dovute.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="3812" data-end="3849"><strong data-start="3814" data-end="3847">Contributi per colf e badanti</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="3850" data-end="3960">
<li data-start="3850" data-end="3960">Deducibili fino a un massimo di <strong data-start="3884" data-end="3910">1.549,37 euro all’anno</strong> per l’assistenza a persone non autosufficienti.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="3969" data-end="4032"><strong data-start="3973" data-end="4030">3. Ottimizzare le tasse con la pianificazione fiscale</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="4034" data-end="4147">Per ottenere il massimo risparmio, è utile <strong data-start="4077" data-end="4125">pianificare le spese detraibili e deducibili</strong> in modo strategico:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="4149" data-end="4211"><strong data-start="4152" data-end="4209">Conservare le ricevute e pagare con mezzi tracciabili</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="4212" data-end="4408">
<li data-start="4212" data-end="4319">Dal 2020, molte detrazioni sono valide solo se le spese sono pagate con <strong data-start="4286" data-end="4316">bonifico, carta o bancomat</strong>.</li>
<li data-start="4320" data-end="4408">È fondamentale <strong data-start="4337" data-end="4371">archiviare scontrini e fatture</strong> per dimostrare le spese sostenute.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="4410" data-end="4480"><strong data-start="4413" data-end="4478">Utilizzare i fondi pensione per ridurre il reddito imponibile</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="4481" data-end="4633">
<li data-start="4481" data-end="4633">Versare contributi a <strong data-start="4504" data-end="4536">fondi pensione complementari</strong> permette di dedurre fino a <strong data-start="4564" data-end="4590">5.164,57 euro all’anno</strong>, con un risparmio fiscale significativo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="4635" data-end="4715"><strong data-start="4638" data-end="4713">Valutare la possibilità di aprire una partita IVA in regime forfettario</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="4716" data-end="4922">
<li data-start="4716" data-end="4922">Per chi ha un <strong data-start="4732" data-end="4762">reddito fino a 85.000 euro</strong>, il regime forfettario offre un’aliquota fissa al 15% (o 5% per i primi cinque anni), riducendo drasticamente il carico fiscale rispetto all’IRPEF ordinaria.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="4924" data-end="4983"><strong data-start="4927" data-end="4981">Rateizzare le spese per massimizzare le detrazioni</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="4984" data-end="5143">
<li data-start="4984" data-end="5143">Alcuni bonus, come quelli per le ristrutturazioni edilizie, prevedono la <strong data-start="5059" data-end="5085">detrazione in più anni</strong>, riducendo l’imposta da pagare su più esercizi fiscali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo sistema IRPEF offre vantaggi ai redditi medio-bassi, ma è fondamentale sfruttare al massimo <strong data-start="6145" data-end="6171">detrazioni e deduzioni</strong> per ridurre le tasse. Pianificare le spese, investire in previdenza complementare e utilizzare strumenti come il regime forfettario per i lavoratori autonomi può fare la differenza in termini di risparmio fiscale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-31760 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/close-up-education-economy-objects-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Esempi pratici</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="166" data-end="326">Per capire concretamente <strong data-start="191" data-end="246">quanto si può risparmiare con la riforma IRPEF</strong>, analizziamo tre casi pratici di contribuenti con diversi livelli di reddito.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="597"><strong data-start="331" data-end="391">Caso 1: Lavoratore dipendente con reddito di 25.000 euro</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="597">Con il nuovo sistema IRPEF, tutto il reddito rientra nel <strong data-start="451" data-end="477">primo scaglione al 23%</strong>. Rispetto al vecchio sistema, dove parte del reddito sopra i 15.000 euro era tassata al 25%, il risparmio è evidente:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="598" data-end="793">
<li data-start="598" data-end="686"><strong data-start="600" data-end="627">Vecchio sistema (2023):</strong> 15.000 € al 23% + 10.000 € al 25% = <strong data-start="664" data-end="684">5.950 € di IRPEF</strong></li>
<li data-start="687" data-end="793"><strong data-start="689" data-end="714">Nuovo sistema (2025):</strong> 25.000 € al 23% = <strong data-start="733" data-end="753">5.750 € di IRPEF</strong><br data-start="753" data-end="756" /><strong data-start="759" data-end="791">Risparmio: 200 euro all’anno</strong></li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="795" data-end="998"><strong data-start="798" data-end="858">Caso 2: Libero professionista con reddito di 40.000 euro</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="795" data-end="998">In questo caso, i primi <strong data-start="885" data-end="900">28.000 euro</strong> vengono tassati al 23%, mentre il resto (12.000 euro) rientra nel <strong data-start="967" data-end="995">secondo scaglione al 35%</strong>.</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="999" data-end="1232">
<li data-start="999" data-end="1106"><strong data-start="1001" data-end="1028">Vecchio sistema (2023):</strong> 15.000 € al 23% + 13.000 € al 25% + 12.000 € al 35% = <strong data-start="1083" data-end="1104">10.700 € di IRPEF</strong></li>
<li data-start="1107" data-end="1232"><strong data-start="1109" data-end="1134">Nuovo sistema (2025):</strong> 28.000 € al 23% + 12.000 € al 35% = <strong data-start="1171" data-end="1192">10.400 € di IRPEF</strong><br data-start="1192" data-end="1195" /><strong data-start="1198" data-end="1230">Risparmio: 300 euro all’anno</strong></li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1234" data-end="1477"><strong data-start="1237" data-end="1283">Caso 3: Manager con reddito di 60.000 euro</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1234" data-end="1477">Per redditi sopra i 50.000 euro, il vantaggio della riforma è meno evidente, poiché la fascia più alta resta al 43%. Tuttavia, la nuova suddivisione può comunque portare a piccoli risparmi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1478" data-end="1747">
<li data-start="1478" data-end="1603"><strong data-start="1480" data-end="1507">Vecchio sistema (2023):</strong> 15.000 € al 23% + 13.000 € al 25% + 22.000 € al 35% + 10.000 € al 43% = <strong data-start="1580" data-end="1601">18.950 € di IRPEF</strong></li>
<li data-start="1604" data-end="1747"><strong data-start="1606" data-end="1631">Nuovo sistema (2025):</strong> 28.000 € al 23% + 22.000 € al 35% + 10.000 € al 43% = <strong data-start="1686" data-end="1707">18.700 € di IRPEF</strong><br data-start="1707" data-end="1710" /><strong data-start="1713" data-end="1745">Risparmio: 250 euro all’anno</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1749" data-end="2042">Come si vede dagli esempi, <strong data-start="1776" data-end="1871">i principali beneficiari della riforma IRPEF sono i lavoratori con redditi medio-bassi</strong>, mentre per i redditi più alti il risparmio è minimo o nullo. Tuttavia, grazie a detrazioni e deduzioni, è comunque possibile <strong data-start="1998" data-end="2039">ottimizzare il proprio carico fiscale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1749" data-end="2042">Imprese e Partite IVA</h2>
<p style="text-align: justify;">Anche le imprese e i lavoratori autonomi possono ridurre il proprio carico fiscale sfruttando <strong data-start="335" data-end="380">deduzioni e detrazioni fiscali specifiche</strong>, abbassando così l’IRPEF e migliorando la redditività del business.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo le <strong data-start="463" data-end="487">principali strategie</strong> e alcuni <strong data-start="497" data-end="536">esempi pratici di risparmio fiscale.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="560" data-end="633"><strong data-start="564" data-end="631">1. Deduzioni per costi aziendali: ridurre il reddito imponibile</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="635" data-end="777">Le spese sostenute per l’attività sono deducibili e permettono di <strong data-start="701" data-end="734">ridurre il reddito imponibile</strong>, con un risparmio immediato sulle tasse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="779" data-end="850"><strong data-start="781" data-end="811">Spese per beni strumentali</strong> (macchinari, computer, attrezzature)</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="851" data-end="1222">
<li data-start="851" data-end="961">Se l’acquisto è necessario per l’attività, il costo è <strong data-start="907" data-end="929">deducibile al 100%</strong> o ammortizzabile in più anni.</li>
<li data-start="962" data-end="1222"><strong data-start="964" data-end="983">Esempio pratico</strong>: un’azienda che acquista un macchinario per <strong data-start="1028" data-end="1043">10.000 euro</strong> può dedurre l’intero importo o ammortizzarlo in 5 anni, riducendo il reddito imponibile e risparmiando fino a <strong data-start="1154" data-end="1168">4.300 euro</strong> di tasse (se rientra nello scaglione IRPEF al 43%).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1224" data-end="1253"><strong data-start="1226" data-end="1251">Autoveicoli aziendali</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1254" data-end="1586">
<li data-start="1254" data-end="1354">Per le auto utilizzate nell’attività, la deduzione varia dal <strong data-start="1317" data-end="1332">20% al 100%</strong> a seconda dell’uso.</li>
<li data-start="1355" data-end="1586"><strong data-start="1357" data-end="1376">Esempio pratico</strong>: un professionista con partita IVA acquista un’auto per <strong data-start="1433" data-end="1448">30.000 euro</strong> e deduce il <strong data-start="1461" data-end="1468">20%</strong>, riducendo il reddito imponibile di <strong data-start="1505" data-end="1519">6.000 euro</strong> e risparmiando circa <strong data-start="1541" data-end="1564">1.380 euro di IRPEF</strong> (con aliquota 23%).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1588" data-end="1631"><strong data-start="1590" data-end="1629">Spese di rappresentanza e marketing</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1632" data-end="1894">
<li data-start="1632" data-end="1707">Deducibili entro determinati limiti, in base al fatturato dell’impresa.</li>
<li data-start="1708" data-end="1894"><strong data-start="1710" data-end="1729">Esempio pratico</strong>: un’azienda con ricavi di <strong data-start="1756" data-end="1772">200.000 euro</strong> può dedurre fino a <strong data-start="1792" data-end="1833">2.000 euro di spese di rappresentanza</strong>, con un risparmio di <strong data-start="1855" data-end="1876">460 euro di IRPEF</strong> (aliquota 23%).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1896" data-end="1933"><strong data-start="1898" data-end="1931">Locazione e canoni di leasing</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1934" data-end="2227">
<li data-start="1934" data-end="2036">Se l’attività è svolta in un ufficio o negozio in affitto, il canone è <strong data-start="2007" data-end="2033">interamente deducibile</strong>.</li>
<li data-start="2037" data-end="2227"><strong data-start="2039" data-end="2058">Esempio pratico</strong>: un negozio con un affitto annuale di <strong data-start="2097" data-end="2112">15.000 euro</strong> riduce il reddito imponibile della stessa cifra, con un risparmio fino a <strong data-start="2186" data-end="2209">3.450 euro di IRPEF</strong> (aliquota 23%).</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2236" data-end="2318"><strong data-start="2240" data-end="2316">2. Detrazioni fiscali per imprese e autonomi: abbattere l’imposta dovuta</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2320" data-end="2427">Oltre alle deduzioni, esistono <strong data-start="2351" data-end="2373">detrazioni fiscali</strong> che permettono di <strong data-start="2392" data-end="2424">ridurre direttamente l’IRPEF</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2429" data-end="2491"><strong data-start="2431" data-end="2489">Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2492" data-end="2758">
<li data-start="2492" data-end="2592">Per le imprese che acquistano beni strumentali, è previsto un <strong data-start="2556" data-end="2589">credito d’imposta fino al 40%</strong>.</li>
<li data-start="2593" data-end="2758"><strong data-start="2595" data-end="2614">Esempio pratico</strong>: un’azienda che investe <strong data-start="2639" data-end="2676">50.000 euro in nuove attrezzature</strong> ottiene un credito d’imposta fino a <strong data-start="2713" data-end="2728">20.000 euro</strong>, riducendo le tasse future.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2760" data-end="2788"><strong data-start="2762" data-end="2786">Bonus formazione 4.0</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2789" data-end="3090">
<li data-start="2789" data-end="2885">Credito d’imposta per spese di formazione in innovazione digitale e transizione tecnologica.</li>
<li data-start="2886" data-end="3090"><strong data-start="2888" data-end="2907">Esempio pratico</strong>: un’impresa che investe <strong data-start="2932" data-end="2947">10.000 euro</strong> in corsi di aggiornamento per il personale può ottenere un credito d’imposta fino al <strong data-start="3033" data-end="3040">50%</strong>, riducendo il costo effettivo a <strong data-start="3073" data-end="3087">5.000 euro</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="3092" data-end="3139"><strong data-start="3094" data-end="3137">Detrazioni per contributi previdenziali</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="3140" data-end="3372">
<li data-start="3140" data-end="3227">I titolari di partita IVA possono detrarre il <strong data-start="3188" data-end="3224">100% dei contributi INPS versati</strong>.</li>
<li data-start="3228" data-end="3372"><strong data-start="3230" data-end="3249">Esempio pratico</strong>: un libero professionista che versa <strong data-start="3286" data-end="3314">4.000 euro di contributi</strong> riduce il proprio IRPEF di <strong data-start="3342" data-end="3354">920 euro</strong> (aliquota 23%).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="3374" data-end="3413"><strong data-start="3376" data-end="3411">Superbonus per le imprese edili</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="3414" data-end="3699">
<li data-start="3414" data-end="3524">Detrazione fino all’<strong data-start="3436" data-end="3521">85% per interventi di miglioramento energetico e sismico sugli immobili aziendali</strong>.</li>
<li data-start="3525" data-end="3699"><strong data-start="3527" data-end="3546">Esempio pratico</strong>: un’impresa che ristruttura la propria sede con un costo di <strong data-start="3607" data-end="3623">100.000 euro</strong> può ottenere una detrazione di <strong data-start="3655" data-end="3670">85.000 euro</strong>, recuperabile in più anni.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="3708" data-end="3786"><strong data-start="3712" data-end="3784">3. Regime forfettario: risparmiare sulle tasse con un’aliquota fissa</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="3788" data-end="3981">Per le partite IVA con ricavi fino a <strong data-start="3825" data-end="3840">85.000 euro</strong>, il <strong data-start="3845" data-end="3867">regime forfettario</strong> offre una tassazione agevolata al <strong data-start="3902" data-end="3935">15% (o 5% per i primi 5 anni)</strong>, senza applicazione dell’IRPEF progressiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3983" data-end="4141"><strong data-start="3985" data-end="4043">Esempio pratico di risparmio con il regime forfettario</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3983" data-end="4141">Un libero professionista con <strong data-start="4075" data-end="4106">40.000 euro di ricavi annui</strong> nel regime ordinario pagherebbe:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="4142" data-end="4361">
<li data-start="4142" data-end="4201"><strong data-start="4144" data-end="4168">Con IRPEF ordinaria:</strong> circa <strong data-start="4175" data-end="4199">10.400 euro di tasse</strong></li>
<li data-start="4202" data-end="4361"><strong data-start="4204" data-end="4231">Con regime forfettario:</strong> imposta sostitutiva del 15% su <strong data-start="4263" data-end="4292">24.000 euro di imponibile</strong> = <strong data-start="4295" data-end="4318">3.600 euro di tasse</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong data-start="4324" data-end="4359">Risparmio: 6.800 euro all’anno.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>4. Come ottimizzare la tassazione dell’impresa</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="4428" data-end="4551">Per ridurre ulteriormente il carico fiscale, le imprese e i professionisti possono adottare strategie fiscali specifiche:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="4553" data-end="4589"><strong data-start="4556" data-end="4587">Rateizzare gli investimenti</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="4590" data-end="4750">
<li data-start="4590" data-end="4750">Invece di acquistare un bene strumentale in un solo anno, si può optare per il leasing, distribuendo il costo su più esercizi per massimizzare le deduzioni.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="4752" data-end="4804"><strong data-start="4755" data-end="4802">Scegliere il regime fiscale più conveniente</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="4805" data-end="4984">
<li data-start="4805" data-end="4984">Se il fatturato è inferiore a <strong data-start="4837" data-end="4853">500.000 euro</strong>, può essere vantaggioso valutare il <strong data-start="4890" data-end="4928">regime di contabilità semplificata</strong>, che riduce obblighi burocratici e costi di gestione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="4986" data-end="5026"><strong data-start="4989" data-end="5024">Utilizzare il welfare aziendale</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="5027" data-end="5238">
<li data-start="5027" data-end="5238">Offrire <strong data-start="5037" data-end="5062">benefit ai dipendenti</strong> (voucher, buoni pasto, assicurazioni sanitarie) è più conveniente che aumentare gli stipendi, perché queste spese sono <strong data-start="5182" data-end="5204">deducibili al 100%</strong> e non tassate per i lavoratori.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="5240" data-end="5296"><strong data-start="5243" data-end="5294">Compensare debiti fiscali con crediti d’imposta</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="5297" data-end="5438">
<li data-start="5297" data-end="5438">Utilizzare il <strong data-start="5313" data-end="5392">credito d’imposta per investimenti in beni strumentali e ricerca e sviluppo</strong> per ridurre l’IRPEF o altre imposte dovute.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;">Considerazioni finali</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="117" data-end="473">La riforma IRPEF rappresenta un ulteriore passo verso la semplificazione del sistema fiscale italiano, con la riduzione degli scaglioni a tre e una maggiore attenzione ai redditi medio-bassi. Sebbene i cambiamenti garantiscano un risparmio per molti contribuenti, l’impatto varia a seconda della fascia di reddito e delle singole situazioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="475" data-end="877">Le novità non si limitano solo alle aliquote: il sistema di <strong data-start="535" data-end="561">detrazioni e deduzioni</strong> continua a giocare un ruolo fondamentale nella riduzione del carico fiscale. Lavoratori dipendenti, pensionati, liberi professionisti e imprese possono beneficiare di diverse agevolazioni, che spaziano dalle spese sanitarie e gli interessi sui mutui fino ai contributi previdenziali e agli investimenti aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="879" data-end="1293">Nel complesso, la riforma si inserisce in un quadro più ampio di revisione del sistema tributario italiano, con l’obiettivo di favorire la crescita economica e rendere il prelievo fiscale più equo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="879" data-end="1293">Tuttavia, per comprendere a pieno l’impatto della nuova IRPEF sulla propria situazione finanziaria e sfruttare al meglio le agevolazioni disponibili, è fondamentale affidarsi a un commercialista. Solo un esperto può garantire l’applicazione corretta delle detrazioni e deduzioni, assicurando un risparmio fiscale nel rispetto della normativa vigente.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Nuovi-Scaglioni-IRPEF-Aliquote-detrazioni-e-strategie-per-risparmiare/">Nuovi Scaglioni IRPEF: Aliquote, detrazioni e strategie per risparmiare</a> was first posted on Marzo 11, 2025 at 11:19 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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