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	<title>IVA AGEVOLATA 4% &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>IVA AGEVOLATA 4% &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Credito d’imposta prima casa 2025: come ottenerlo con immobile preposseduto</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-imposta-prima-casa-2025-come-ottenerlo-con-immobile-preposseduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 04:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’intervento della Legge di Bilancio 2025, il legislatore ha modificato una delle regole più importanti in materia di agevolazioni prima casa: ora è possibile vendere il vecchio immobile entro 24 mesi dal nuovo acquisto e ottenere comunque il credito d’imposta previsto dall’art. 7 della Legge 448/1998. Un’opportunità rilevante per chi, per esigenze familiari o [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-imposta-prima-casa-2025-come-ottenerlo-con-immobile-preposseduto/">Credito d’imposta prima casa 2025: come ottenerlo con immobile preposseduto</a> was first posted on Settembre 14, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="589" data-end="1058">Con l’intervento della <strong data-start="612" data-end="638">Legge di Bilancio 2025</strong>, il legislatore ha modificato una delle regole più importanti in materia di agevolazioni prima casa: ora è possibile vendere il vecchio immobile <strong data-start="784" data-end="801">entro 24 mesi</strong> dal nuovo acquisto e <strong data-start="823" data-end="907">ottenere comunque il credito d’imposta previsto dall’art. 7 della Legge 448/1998</strong>. Un’opportunità rilevante per chi, per esigenze familiari o lavorative, deve trasferirsi in tempi rapidi ma vuole anche <strong data-start="1028" data-end="1057">risparmiare sulle imposte</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1060" data-end="1482">Nel recente <strong data-start="1072" data-end="1098">interpello n. 238/2025</strong>, l’Agenzia delle Entrate chiarisce in modo puntuale <strong data-start="1151" data-end="1186">quando e come il credito spetta</strong>, soprattutto nei casi più delicati come quelli di comproprietà, successione ereditaria e figli fiscalmente a carico. Un caso pratico che ci permette di comprendere <strong data-start="1351" data-end="1394">quali sono i limiti reali del beneficio</strong>, come si calcola il credito spettante e <strong data-start="1435" data-end="1481">quali errori evitare per non perdere tutto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1484" data-end="1700">Se stai valutando di acquistare una nuova abitazione senza perdere le agevolazioni fiscali, questo articolo ti guiderà punto per punto, con spiegazioni chiare, riferimenti normativi aggiornati ed esempi concreti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="371"><strong data-start="295" data-end="371">Credito d’imposta prima casa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="887">La disciplina fiscale collegata all’acquisto della prima casa continua a essere oggetto di attenzione da parte dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto nei casi in cui si chieda di fruire del <strong data-start="564" data-end="603">credito d’imposta per il riacquisto</strong> agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="887">Con la <strong data-start="622" data-end="676">Risposta a interpello n. 238 del 10 settembre 2025</strong>, l’Agenzia chiarisce un tema molto rilevante per la prassi applicativa: è possibile ottenere il credito d’imposta anche se il nuovo acquisto agevolato avviene prima della vendita dell’immobile preposseduto?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1351">Il tema si inserisce in un contesto normativo aggiornato dalla Legge di Bilancio 2025, che ha modificato il comma 4-bis della Nota II-bis all’art. 1 della Tariffa Parte I allegata al TUR, estendendo da 12 a 24 mesi il termine entro cui il contribuente deve vendere l’immobile precedentemente acquistato con i benefici “prima casa”. Un’estensione che rende più flessibile il passaggio da un’abitazione all’altra, senza perdere le agevolazioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1353" data-end="1767">Nel caso esaminato, l’istante ha acquistato una nuova abitazione nel 2024 beneficiando dell’IVA agevolata al 4%, impegnandosi a vendere l’immobile pre-posseduto entro il nuovo termine biennale. Da qui nasce il quesito sottoposto all’Agenzia: è possibile far valere il credito d’imposta relativo all’imposta di registro versata nel 2003, inclusa la quota riferibile al figlio minorenne fiscalmente a carico?</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="402"><strong data-start="329" data-end="402">Come funziona con immobile preposseduto</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="404" data-end="921">Con l’introduzione dell’art. 1, comma 116, della <strong data-start="453" data-end="479">Legge di Bilancio 2025</strong> (L. 207/2024), il legislatore ha esteso da <strong data-start="523" data-end="539">12 a 24 mesi</strong> il termine per alienare l’immobile acquistato con le agevolazioni “prima casa” qualora se ne acquisti uno nuovo con i medesimi benefici. La modifica ha interessato direttamente il <strong data-start="720" data-end="753">comma 4-bis della Nota II-bis</strong> all’art. 1 della Tariffa Parte I allegata al TUR, ed è stata oggetto di chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate, tra cui la <strong data-start="896" data-end="920">Risposta n. 127/2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="923" data-end="1314">Grazie a questa modifica normativa, oggi è possibile acquistare una <strong data-start="991" data-end="1088">nuova abitazione con agevolazioni prima casa anche prima di aver venduto quella già posseduta</strong>, a patto che l’alienazione avvenga entro due anni dal nuovo acquisto. Si tratta di una deroga significativa al principio originario che prevedeva la necessaria vendita del vecchio immobile <strong data-start="1278" data-end="1287">prima</strong> del riacquisto agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1316" data-end="1712">Il credito d’imposta di cui all’<strong data-start="1348" data-end="1380">art. 7, comma 1, L. 448/1998</strong>, inizialmente previsto solo per chi vende e riacquista entro un anno, è stato <strong data-start="1459" data-end="1517">estensivamente interpretato dall’Agenzia delle Entrate</strong> con la circolare 12/E del 2016 e con risposte più recenti come la n. 197/2025. Oggi, è ammesso anche <strong data-start="1619" data-end="1639">nel caso inverso</strong>: se si acquista prima e si vende dopo, purché entro il termine biennale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1714" data-end="1989">Il diritto al credito nasce <strong data-start="1742" data-end="1764">in via provvisoria</strong> con il nuovo acquisto e si consolida <strong data-start="1802" data-end="1872">solo se l’immobile preposseduto viene venduto nei termini previsti</strong>. In caso contrario, il contribuente decade dai benefici fiscali “prima casa” e <strong data-start="1952" data-end="1988">perde anche il credito d’imposta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1991" data-end="2424">Importante infine la precisazione sulla <strong data-start="2031" data-end="2063">natura personale del credito</strong>: esso spetta solo in proporzione alla quota effettivamente posseduta e venduta. Nel caso esaminato, ad esempio, il contribuente ha diritto al credito <strong data-start="2214" data-end="2254">solo sul 75% dell’imposta originaria</strong>, mentre il restante 25%, intestato al figlio minore (pur fiscalmente a carico), <strong data-start="2335" data-end="2361">non può essere incluso</strong>, in quanto manca la titolarità del bene da parte del genitore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1991" data-end="2424"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33640 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="342" data-end="413"><strong data-start="345" data-end="413">Come e quando </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="948">Una volta rispettati i requisiti per beneficiare del credito d’imposta, ovvero aver acquistato un nuovo immobile con agevolazioni “prima casa” e aver venduto l’abitazione precedentemente posseduta entro il termine di due anni, si apre la questione di <strong data-start="668" data-end="717">come e quando utilizzare il credito spettante</strong>. La normativa di riferimento è l’art. 7, comma 2, della <strong data-start="774" data-end="792">Legge 448/1998</strong>, che consente l’utilizzo del credito in <strong data-start="833" data-end="862">dichiarazione dei redditi</strong>, a partire dall’anno successivo a quello in cui è stato effettuato il nuovo acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="950" data-end="1482">Il credito può essere portato in <strong data-start="983" data-end="1011">compensazione dell’IRPEF</strong> dovuta con il modello 730 o Redditi PF, oppure può essere usato in fase di <strong data-start="1087" data-end="1110">acquisto successivo</strong> di un altro immobile, per compensare le imposte dovute (registro, ipotecaria, catastale o IVA). Tuttavia, una <strong data-start="1221" data-end="1247">limitazione importante</strong> è che <strong data-start="1254" data-end="1325">il credito non può mai eccedere l’imposta dovuta sul nuovo acquisto</strong>. Nel caso in esame, il nuovo immobile è stato acquistato con <strong data-start="1387" data-end="1410">IVA agevolata al 4%</strong>, e quindi il credito non potrà mai superare l’importo dell’IVA versata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1484" data-end="2100">Il calcolo del credito deve avvenire sulla base dell’<strong data-start="1537" data-end="1596">imposta pagata sull’acquisto dell’immobile preposseduto</strong>, in proporzione alla <strong data-start="1618" data-end="1663">quota di proprietà effettivamente venduta</strong>. Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella <strong data-start="1713" data-end="1737">Risposta n. 238/2025</strong>, se l’immobile era in comproprietà e poi ereditato, il credito sarà commisurato solo alla percentuale detenuta e successivamente alienata dal contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1484" data-end="2100">Non è possibile includere le imposte relative a quote intestate a terzi, anche se <strong data-start="1976" data-end="2000">fiscalmente a carico</strong>, come nel caso di un figlio minore: l’elemento determinante è la <strong data-start="2066" data-end="2099">titolarità giuridica del bene</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2102" data-end="2148">In sintesi, il credito d’imposta “prima casa”:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2149" data-end="2404">
<li data-start="2149" data-end="2202">
<p data-start="2151" data-end="2202">può essere utilizzato in dichiarazione dei redditi;</p>
</li>
<li data-start="2203" data-end="2269">
<p data-start="2205" data-end="2269">è personale e proporzionale alla quota effettivamente posseduta;</p>
</li>
<li data-start="2270" data-end="2325">
<p data-start="2272" data-end="2325">non può superare l’imposta dovuta sul nuovo acquisto;</p>
</li>
<li data-start="2326" data-end="2404">
<p data-start="2328" data-end="2404">si consolida solo dopo la vendita dell’immobile preposseduto entro due anni.</p>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="354" data-end="439"><strong data-start="357" data-end="439">Obblighi, rischi e adempimenti </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="441" data-end="741">Chi intende usufruire del <strong data-start="467" data-end="523">credito d’imposta per il riacquisto della prima casa</strong>, pur possedendo già un immobile acquistato con agevolazioni, deve prestare molta attenzione agli adempimenti fiscali e ai termini di legge, poiché il mancato rispetto comporta conseguenze economiche rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="743" data-end="1173">Innanzitutto, è fondamentale che l’alienazione dell’immobile preposseduto avvenga <strong data-start="825" data-end="842">entro 24 mesi</strong> dal nuovo acquisto agevolato. Questo termine biennale, introdotto dalla <strong data-start="915" data-end="941">Legge di Bilancio 2025</strong> (L. 207/2024), si applica a tutti i casi in cui il vecchio termine di 12 mesi <strong data-start="1020" data-end="1066">non sia ancora scaduto al 31 dicembre 2024</strong>, estendendo così retroattivamente il beneficio a molti contribuenti già in transizione tra due abitazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1175" data-end="1404">L’Agenzia delle Entrate è molto chiara: <strong data-start="1215" data-end="1288">se la vendita dell’immobile preposseduto non avviene entro i due anni</strong>, il contribuente <strong data-start="1306" data-end="1353">decade automaticamente dai benefici fiscali</strong> ottenuti sul nuovo acquisto. Questo significa che:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1405" data-end="1669">
<li data-start="1405" data-end="1502">
<p data-start="1407" data-end="1502">dovrà <strong data-start="1413" data-end="1449">versare la differenza di imposta</strong> non pagata inizialmente (IVA o imposta di registro);</p>
</li>
<li data-start="1503" data-end="1575">
<p data-start="1505" data-end="1575">saranno dovuti <strong data-start="1520" data-end="1533">interessi</strong> e <strong data-start="1536" data-end="1548">sanzioni</strong> per il mancato versamento;</p>
</li>
<li data-start="1576" data-end="1669">
<p data-start="1578" data-end="1669"><strong data-start="1578" data-end="1621">perderà il diritto al credito d’imposta</strong>, anche se già fruito in parte in dichiarazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1920">Inoltre, è importante che il contribuente sia in grado di <strong data-start="1729" data-end="1759">dimostrare documentalmente</strong> la vendita entro il termine previsto. In caso contrario, l&#8217;Agenzia potrebbe procedere a un <strong data-start="1851" data-end="1873">recupero d’imposta</strong> attraverso un controllo formale o sostanziale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1922" data-end="2304">Altro aspetto da considerare riguarda la <strong data-start="1963" data-end="1995">ripartizione della proprietà</strong>: come evidenziato nella Risposta 238/2025, il credito spetta solo in proporzione alla quota effettivamente <strong data-start="2103" data-end="2132">alienata dal contribuente</strong>. Quote intestate a terzi (es. figli minorenni) <strong data-start="2180" data-end="2204">non generano credito</strong>, anche se gli stessi sono fiscalmente a carico, perché manca il requisito della titolarità diretta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2306" data-end="2342">Per evitare errori, è consigliabile:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2343" data-end="2598">
<li data-start="2343" data-end="2400">
<p data-start="2345" data-end="2400"><strong data-start="2345" data-end="2399">registrare correttamente gli atti di compravendita</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2401" data-end="2481">
<p data-start="2403" data-end="2481">conservare tutta la documentazione relativa al precedente e al nuovo acquisto;</p>
</li>
<li data-start="2482" data-end="2598">
<p data-start="2484" data-end="2598">valutare con il proprio consulente fiscale la <strong data-start="2530" data-end="2561">tempistica dell’alienazione</strong> per rispettare i requisiti previsti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33641 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="348" data-end="417"><strong data-start="351" data-end="417">Interpello n. 238/2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="970">La <strong data-start="422" data-end="446">Risposta n. 238/2025</strong> dell’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> si inserisce in una linea interpretativa ormai consolidata, ma fornisce nuovi spunti applicativi legati al <strong data-start="581" data-end="607">concetto di titolarità</strong> e alla <strong data-start="615" data-end="653">ripartizione del credito d’imposta</strong> nei casi di comproprietà e successione. L’istante, come noto, aveva acquistato nel 2024 un nuovo immobile beneficiando dell’aliquota IVA agevolata al 4%, impegnandosi a vendere l’immobile preposseduto — acquistato nel 2003 in comproprietà con il coniuge — entro il termine di 24 mesi previsto dalla nuova disciplina.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="972" data-end="1438">Nel 2011, a seguito della morte del coniuge, il contribuente aveva acquisito un ulteriore 25% dell’immobile per successione, mentre il restante 25% era stato devoluto al figlio minorenne, fiscalmente a carico. In fase di interpello, l’istante chiedeva se fosse possibile utilizzare <strong data-start="1254" data-end="1329">l’intero importo dell’imposta di registro versata nel 2003 (1.000 euro)</strong> come credito d’imposta in dichiarazione, includendo anche la parte relativa alla quota ereditata dal figlio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1440" data-end="1983">L’Agenzia, tuttavia, ha fornito un’interpretazione <strong data-start="1491" data-end="1503">rigorosa</strong> ma coerente con la ratio normativa: il <strong data-start="1543" data-end="1654">credito spetta solo in misura corrispondente alla quota effettivamente posseduta e successivamente alienata</strong>. In altre parole, il diritto al credito è <strong data-start="1697" data-end="1710">personale</strong> e non può estendersi a quote intestate ad altri soggetti, <strong data-start="1769" data-end="1819">anche se fiscalmente a carico del contribuente</strong>. Pertanto, l’istante ha diritto al credito d’imposta <strong data-start="1873" data-end="1939">limitatamente al 75% dell’imposta di registro versata nel 2003</strong> (50% quota iniziale + 25% quota ereditata).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1985" data-end="2065">Dal punto di vista giuridico, l’Agenzia si basa su due capisaldi interpretativi:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="2066" data-end="2414">
<li data-start="2066" data-end="2241">
<p data-start="2069" data-end="2241">Il <strong data-start="2072" data-end="2139">principio di stretta interpretazione delle agevolazioni fiscali</strong>, secondo cui i benefici non possono essere estesi per analogia a situazioni non previste dalla norma.</p>
</li>
<li data-start="2242" data-end="2414">
<p data-start="2245" data-end="2414">La <strong data-start="2248" data-end="2303">centralità del requisito della titolarità giuridica</strong>, senza il quale non si può configurare il diritto al credito, anche in presenza di legami familiari o fiscali.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="2416" data-end="2623">La posizione dell’Agenzia, per quanto restrittiva, appare fondata e coerente con l’orientamento espresso anche in precedenti risposte a interpello e nella prassi amministrativa (es. circolare 12/E del 2016).</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="410"><strong data-start="322" data-end="410">Esempio pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="412" data-end="652">Per comprendere meglio le implicazioni della normativa sul credito d’imposta prima casa nei casi di immobile preposseduto, analizziamo un <strong data-start="550" data-end="570">esempio concreto</strong>, ispirato al caso trattato dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 238/2025.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="654" data-end="667"><strong data-start="654" data-end="667">Scenario:</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="668" data-end="1265">
<li data-start="668" data-end="817">
<p data-start="670" data-end="817">Nel 2003 il contribuente (Tizio) acquista un’abitazione in comproprietà con la moglie, ciascuno al 50%, beneficiando delle agevolazioni prima casa.</p>
</li>
<li data-start="818" data-end="902">
<p data-start="820" data-end="902">All’epoca, l’imposta di registro complessivamente versata è pari a <strong data-start="887" data-end="901">1.000 euro</strong>.</p>
</li>
<li data-start="903" data-end="1083">
<p data-start="905" data-end="1083">Nel 2011, la moglie decede: Tizio eredita un <strong data-start="950" data-end="967">ulteriore 25%</strong> dell’immobile, mentre il <strong data-start="993" data-end="1009">restante 25%</strong> va al figlio minorenne, fiscalmente a carico ma intestatario della quota.</p>
</li>
<li data-start="1084" data-end="1265">
<p data-start="1086" data-end="1265">Nel 2024, Tizio acquista un nuovo immobile con <strong data-start="1133" data-end="1146">IVA al 4%</strong>, beneficiando nuovamente delle agevolazioni prima casa e impegnandosi a vendere il vecchio immobile entro <strong data-start="1253" data-end="1264">24 mesi</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1267" data-end="1334"><strong data-start="1267" data-end="1279">Domanda:</strong> Quanto credito d’imposta può portare in dichiarazione?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1336" data-end="1536"><strong data-start="1336" data-end="1349">Risposta:</strong><br />
Il credito si calcola sulla base dell’imposta di registro versata sull’immobile preposseduto, in proporzione alla <strong data-start="1464" data-end="1526">quota di proprietà effettivamente posseduta e poi alienata</strong> da Tizio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1538" data-end="1545">Quindi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1674">
<li data-start="1546" data-end="1616">
<p data-start="1548" data-end="1616"><strong data-start="1548" data-end="1577">Quota posseduta da Tizio:</strong> 50% iniziale + 25% ereditato = <strong data-start="1609" data-end="1616">75%</strong></p>
</li>
<li data-start="1617" data-end="1674">
<p data-start="1619" data-end="1674"><strong data-start="1619" data-end="1641">Credito spettante:</strong> 75% di 1.000 euro = <strong data-start="1662" data-end="1674">750 euro</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1676" data-end="1901">Il <strong data-start="1679" data-end="1695">25% restante</strong>, intestato al figlio minorenne, <strong data-start="1728" data-end="1756">non può generare credito</strong> per Tizio, anche se il figlio è fiscalmente a suo carico, perché la normativa richiede la <strong data-start="1847" data-end="1869">titolarità diretta</strong> per avere diritto al beneficio.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1903" data-end="2210"><strong data-start="1903" data-end="1934">Limite massimo del credito:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1903" data-end="2210">Il credito di 750 euro potrà essere <strong data-start="1971" data-end="2014">utilizzato in dichiarazione dei redditi</strong> solo <strong data-start="2020" data-end="2059">fino a concorrenza dell’IVA versata</strong> sul nuovo immobile. Se, ad esempio, l’IVA sul nuovo acquisto è pari a 5.000 euro, allora il credito potrà essere portato interamente in compensazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="303" data-end="381"><strong data-start="306" data-end="381">Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="383" data-end="953">Il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa rappresenta un’importante leva fiscale per chi cambia abitazione, ma la sua <strong data-start="515" data-end="634">corretta applicazione richiede attenzione, competenza e rispetto rigoroso delle condizioni previste dalla normativa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="383" data-end="953">Grazie alle modifiche introdotte dalla <strong data-start="675" data-end="701">Legge di Bilancio 2025</strong>, che ha esteso a <strong data-start="719" data-end="730">24 mesi</strong> il termine per vendere l’immobile preposseduto, e ai chiarimenti forniti con l’<strong data-start="810" data-end="836">interpello n. 238/2025</strong>, oggi è possibile gestire con maggiore flessibilità le transazioni immobiliari senza rinunciare ai benefici fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="955" data-end="1076">Tuttavia, la possibilità di <strong data-start="983" data-end="1018">acquistare prima e vendere dopo</strong> non esonera il contribuente da responsabilità e obblighi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1077" data-end="1372">
<li data-start="1077" data-end="1132">
<p data-start="1079" data-end="1132">è essenziale rispettare i termini temporali previsti;</p>
</li>
<li data-start="1133" data-end="1180">
<p data-start="1135" data-end="1180">documentare correttamente l’avvenuta vendita;</p>
</li>
<li data-start="1181" data-end="1261">
<p data-start="1183" data-end="1261">calcolare il credito solo sulla <strong data-start="1215" data-end="1260">quota effettivamente posseduta e alienata</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1262" data-end="1372">
<p data-start="1264" data-end="1372">evitare di includere impropriamente quote intestate a figli o altri soggetti, anche se fiscalmente a carico.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1374" data-end="1566">Inoltre, il credito d’imposta potrà essere <strong data-start="1417" data-end="1460">utilizzato in dichiarazione dei redditi</strong> o in compensazione su futuri acquisti, ma <strong data-start="1503" data-end="1565">mai oltre l’importo dell’imposta dovuta sul nuovo immobile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1568" data-end="1860">Per non incorrere in decadenze o sanzioni, è sempre consigliabile affidarsi a un commercialista esperto in fiscalità immobiliare, in grado di valutare la propria posizione personale e suggerire la strategia più efficace per ottimizzare il carico fiscale in modo pienamente legale.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-imposta-prima-casa-2025-come-ottenerlo-con-immobile-preposseduto/">Credito d’imposta prima casa 2025: come ottenerlo con immobile preposseduto</a> was first posted on Settembre 14, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>IVA al 4% su infissi e barriere architettoniche: quando si applica e cosa dice l’Agenzia delle Entrate</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-al-4-su-infissi-e-barriere-architettoniche-quando-si-applica-e-cosa-dice-l-Agenzia-delle-Entrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 04:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[IVA al 4%: infissi e barriere architettoniche]]></category>
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					<description><![CDATA[L’acquisto e la sostituzione degli infissi in ambito edilizio è un tema caldo, soprattutto quando si tratta di capire quali aliquote IVA si possono applicare e in quali casi si ha diritto a una detrazione fiscale o a un’agevolazione IVA. Una delle agevolazioni più vantaggiose è sicuramente l’IVA agevolata al 4%, prevista in alcuni casi [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-al-4-su-infissi-e-barriere-architettoniche-quando-si-applica-e-cosa-dice-l-Agenzia-delle-Entrate/">IVA al 4% su infissi e barriere architettoniche: quando si applica e cosa dice l’Agenzia delle Entrate</a> was first posted on Agosto 28, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="324" data-end="759">L’acquisto e la sostituzione degli infissi in ambito edilizio è un tema caldo, soprattutto quando si tratta di capire quali aliquote IVA si possono applicare e in quali casi si ha diritto a una detrazione fiscale o a un’agevolazione IVA. Una delle agevolazioni più vantaggiose è sicuramente <strong data-start="635" data-end="660">l’IVA agevolata al 4%</strong>, prevista in alcuni casi di interventi legati all’<strong data-start="711" data-end="758">abbattimento delle barriere architettoniche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="761" data-end="1153">Recentemente, l’<strong data-start="777" data-end="802">Agenzia delle Entrate</strong> è intervenuta a chiarire in quali situazioni si possa effettivamente applicare questa aliquota agevolata, con una distinzione fondamentale tra due tipologie di contratto: la vendita con posa in opera e l’appalto per lavori edilizi. Due formule che, pur potendo apparire simili per il contribuente, hanno conseguenze fiscali molto diverse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1155" data-end="1557">Ma quando si può davvero applicare l’IVA al 4% per la sostituzione degli infissi? Quali sono le condizioni necessarie e come bisogna procedere per non incorrere in errori che possono portare a contestazioni fiscali? Questo articolo ti guiderà tra normative, sentenze e risposte dell’Agenzia delle Entrate, aiutandoti a fare chiarezza e a sfruttare al meglio le agevolazioni fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="141" data-end="218"><strong> l’IVA agevolata al 4% </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="220" data-end="904">L’Agenzia delle Entrate ha fornito un importante chiarimento con la <strong data-start="288" data-end="331">risposta all’interpello n. 212 del 2025</strong>, in merito all’applicabilità dell’<strong data-start="366" data-end="389">IVA agevolata al 4%</strong> per interventi finalizzati all’<strong data-start="421" data-end="468">eliminazione delle barriere architettoniche</strong>. Secondo l’orientamento ufficiale dell’Amministrazione finanziaria, l’aliquota ridotta può essere applicata <strong data-start="577" data-end="619">esclusivamente ai contratti di appalto</strong>. Restano quindi escluse le <strong data-start="647" data-end="678">forniture con posa in opera</strong>, anche se i prodotti installati – come gli infissi – rispettano pienamente le caratteristiche tecniche previste dal <strong data-start="795" data-end="812">D.M. 236/1989</strong>, il riferimento normativo cardine in materia di accessibilità e adattabilità degli edifici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="906" data-end="1417">Il punto centrale è la natura del rapporto contrattuale: <strong data-start="963" data-end="981">solo l’appalto</strong>, in cui il fornitore assume l’obbligo di realizzare un’opera complessa (e non solo di vendere e installare un bene), consente l’accesso all’agevolazione fiscale al 4%. In tutti gli altri casi, anche se si parla di interventi migliorativi dal punto di vista dell’accessibilità, l’IVA sarà applicata nella misura ordinaria del <strong data-start="1307" data-end="1314">22%</strong>, o eventualmente al <strong data-start="1335" data-end="1342">10%</strong> qualora l’intervento rientri tra quelli di <strong data-start="1386" data-end="1416">manutenzione straordinaria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1419" data-end="1825">Questo chiarimento impone un’attenta valutazione da parte di contribuenti, imprese e professionisti: <strong data-start="1520" data-end="1562">la corretta formulazione del contratto</strong> può fare la differenza tra un significativo risparmio fiscale e l’applicazione dell’IVA ordinaria. Un errore formale, come il semplice acquisto di infissi con posa in opera senza inquadramento in un appalto vero e proprio, può costare caro in termini di imposte.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="286"><strong>Il quesito all’ADE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="288" data-end="887">L’interpello n. 212 del 2025 trae origine da un quesito posto da una società attiva nel settore del <strong data-start="388" data-end="401">bricolage</strong> e della <strong data-start="410" data-end="455">vendita al dettaglio di materiali edilizi</strong>. L’azienda ha richiesto all’<strong data-start="484" data-end="509">Agenzia delle Entrate</strong> di chiarire se fosse possibile applicare l’<strong data-start="553" data-end="576">IVA agevolata al 4%</strong>, prevista dall’<strong data-start="592" data-end="659">art. 41-ter della Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/1972</strong>, anche nel caso di <strong data-start="679" data-end="721">fornitura con posa in opera di infissi</strong>. Gli infissi in questione erano conformi ai requisiti tecnici del <strong data-start="788" data-end="805">D.M. 236/1989</strong>, quindi idonei a contribuire all’<strong data-start="839" data-end="886">abbattimento delle barriere architettoniche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1392">Secondo la società istante, il beneficio dell’aliquota ridotta dovrebbe essere esteso anche a questa tipologia di operazione, pur non configurandosi come un contratto di appalto in senso stretto. La motivazione si basava su una lettura sostanzialista della norma: se lo scopo dell’intervento è effettivamente quello di favorire l’<strong data-start="1219" data-end="1236">accessibilità</strong> e l’<strong data-start="1241" data-end="1265">inclusione abitativa</strong>, allora dovrebbe essere considerato meritevole dell’<strong data-start="1318" data-end="1342">agevolazione fiscale</strong>, a prescindere dalla forma contrattuale adottata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1394" data-end="1700">La posizione dell’azienda, tuttavia, si scontra con l’interpretazione formale adottata dall’Agenzia, che  fa una netta distinzione tra <strong data-start="1545" data-end="1556">appalto</strong> e <strong data-start="1559" data-end="1588">cessione di beni con posa</strong>, focalizzandosi sull’inquadramento giuridico dell’operazione più che sull’obiettivo funzionale dell’intervento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1702" data-end="1942">Questa divergenza tra <strong data-start="1724" data-end="1755">intento sociale della norma</strong> e <strong data-start="1758" data-end="1797">interpretazione fiscale restrittiva</strong> è al centro del dibattito e rappresenta una criticità che contribuenti e operatori devono tenere presente nella pianificazione degli interventi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1702" data-end="1942"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33515 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/inquadratura-dal-basso-di-un-edificio-bianco-con-due-finestre.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="254" data-end="322"><strong>Il chiarimento dell’Agenzia</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="324" data-end="807">Nella risposta all’interpello n. 212/2025, l’<strong data-start="369" data-end="394">Agenzia delle Entrate</strong> ha ribadito un principio fondamentale: l’<strong data-start="436" data-end="468">aliquota IVA agevolata al 4%</strong>, prevista per gli interventi volti al <strong data-start="507" data-end="553">superamento delle barriere architettoniche</strong>, può essere applicata <strong data-start="576" data-end="594">esclusivamente</strong> alle <strong data-start="600" data-end="660">prestazioni di servizi derivanti da contratti di appalto</strong>. Questo limite deriva da una <strong data-start="690" data-end="722">precisa previsione normativa</strong>, contenuta nell’art. 41-ter della Tabella A, parte II, allegata al <strong data-start="790" data-end="806">DPR 633/1972</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="809" data-end="1238">Il punto centrale del chiarimento riguarda la <strong data-start="855" data-end="923">distinzione tra contratto di appalto e vendita con posa in opera</strong>. L’Agenzia precisa che questa distinzione va valutata in base alla <strong data-start="991" data-end="1013">causa contrattuale</strong>: se il contratto è finalizzato principalmente alla <strong data-start="1065" data-end="1088">cessione di un bene</strong>, e la posa è solo <strong data-start="1107" data-end="1148">strumentale all’utilizzo del prodotto</strong>, allora si tratta di <strong data-start="1170" data-end="1199">vendita con posa in opera</strong>, e non è applicabile l’aliquota al 4%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1240" data-end="1535">Diversamente, si configura un <strong data-start="1270" data-end="1294">contratto di appalto</strong> quando l’obiettivo dell’operazione è la <strong data-start="1335" data-end="1374">realizzazione di un’opera complessa</strong>, che comporti un risultato nuovo e diverso rispetto alla semplice fornitura del bene. È questo l’unico caso in cui è possibile applicare l’aliquota IVA ridotta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1537" data-end="1985">Nel caso specifico analizzato, l’Agenzia ha concluso che la fornitura di <strong data-start="1610" data-end="1630">infissi standard</strong> prodotti e commercializzati dalla società istante, anche se accompagnata dalla posa in opera, <strong data-start="1725" data-end="1755">non costituisce un appalto</strong>, ma una <strong data-start="1764" data-end="1784">cessione di beni</strong> con servizio accessorio. Pertanto, <strong data-start="1820" data-end="1871">l’aliquota applicabile è quella ordinaria (22%)</strong>, salvo eccezioni legate a interventi di manutenzione straordinaria che potrebbero rientrare nell’aliquota al 10%.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="214" data-end="284"><strong>Appalto o vendita con posa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="286" data-end="746">Capire se un intervento rientra in un <strong data-start="324" data-end="348">contratto di appalto</strong> o in una <strong data-start="358" data-end="396">semplice vendita con posa in opera</strong> è fondamentale per applicare correttamente le agevolazioni fiscali, in particolare l’<strong data-start="482" data-end="495">IVA al 4%</strong> per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Ma nella pratica quotidiana, la distinzione non è sempre così netta. Esistono però alcuni <strong data-start="637" data-end="658">criteri oggettivi</strong> e <strong data-start="661" data-end="684">indicatori concreti</strong> che aiutano a identificare la natura giuridica del contratto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="748" data-end="1195">Nel caso di <strong data-start="760" data-end="789">vendita con posa in opera</strong>, l’elemento centrale è la <strong data-start="816" data-end="838">fornitura del bene</strong>, ad esempio degli <strong data-start="857" data-end="884">infissi preconfezionati</strong>, prodotti in serie e adattati in loco con minime personalizzazioni. Qui, la <strong data-start="961" data-end="991">posa in opera è accessoria</strong>, cioè serve solo a rendere utilizzabile il bene stesso. Un contratto simile ha natura <strong data-start="1078" data-end="1098">di compravendita</strong>, e quindi soggiace all’<strong data-start="1122" data-end="1146">IVA ordinaria al 22%</strong>, o al 10% in caso di manutenzione straordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1197" data-end="1721">Nel caso invece di <strong data-start="1216" data-end="1240">contratto di appalto</strong>, l’impresa si assume l’obbligo di <strong data-start="1275" data-end="1308">realizzare un’opera su misura</strong>, con un risultato complessivo che va oltre la mera fornitura di un prodotto. Ad esempio, la <strong data-start="1401" data-end="1464">progettazione, realizzazione e installazione personalizzata</strong> di infissi integrati con automazioni o con soluzioni specifiche per soggetti con disabilità può configurare un appalto. In questi casi, se l’intervento è volto alla <strong data-start="1630" data-end="1671">rimozione di barriere architettoniche</strong>, si può <strong data-start="1680" data-end="1720">legittimamente applicare l’IVA al 4%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1723" data-end="1948">Un ulteriore elemento da considerare è la <strong data-start="1765" data-end="1798">responsabilità dell’esecutore</strong>: nel contratto di appalto, il fornitore risponde dell’intera realizzazione dell’opera; nella vendita con posa, invece, prevale l’aspetto commerciale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="248" data-end="325"><strong>Il ruolo del D.M. 236/1989</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="327" data-end="881">Il Decreto Ministeriale 236 del 1989 è il riferimento tecnico principale in materia di accessibilità, adattabilità e visitabilità degli edifici privati e pubblici. Stabilisce le caratteristiche tecniche che devono avere gli elementi edilizi – tra cui porte, finestre, infissi, maniglie, automazioni – per poter essere considerati funzionali all’eliminazione delle barriere architettoniche. Tuttavia, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, la conformità al D.M. 236/1989, da sola, non basta per accedere all’IVA agevolata al 4%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="883" data-end="1439">Questo punto è cruciale: anche se un infisso rispetta pienamente tutte le specifiche tecniche del decreto (larghezza, manovrabilità, facilità di apertura, assenza di dislivelli, ecc.), ciò non significa automaticamente che la fornitura rientri tra quelle agevolabili. Il rispetto delle norme tecniche è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Occorre infatti che l’intervento sia inserito in un contratto di appalto il cui oggetto sia proprio la realizzazione di opere finalizzate all’abbattimento delle barriere architettoniche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1441" data-end="1792">Il rischio per contribuenti e imprese è quello di confondere l’idoneità tecnica del prodotto con il diritto all’agevolazione fiscale. La legge, invece, impone un doppio requisito: caratteristiche conformi al D.M. 236/1989 e forma contrattuale idonea (appalto). In mancanza di uno dei due, l’aliquota agevolata non può essere applicata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2035">Per questo motivo, è fondamentale una valutazione preventiva del contratto e della documentazione tecnica, in modo da non incorrere in errori che potrebbero generare accertamenti fiscali o obblighi di versamento dell’IVA non corrisposta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33516 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-1024x501.jpg" alt="" width="696" height="341" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-1024x501.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-300x147.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-768x376.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-1536x752.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-858x420.jpg 858w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-150x73.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-600x294.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-696x341.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-1068x523.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa-324x160.jpg 324w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/operaio-edile-che-rimuove-il-nastro-adesivo-dal-telaio-della-finestra-casa.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="226" data-end="294"><strong>Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="296" data-end="782">L’<strong data-start="298" data-end="321">IVA agevolata al 4%</strong> rappresenta un importante strumento di risparmio fiscale per cittadini, condomìni e imprese che intendono effettuare interventi mirati all’abbattimento delle barriere architettoniche. Quando correttamente applicata può generare risparmi significativi sia in termini di costo diretto dell’intervento, sia nel cash flow complessivo del committente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="784" data-end="1274">Per fare un esempio concreto: su un lavoro da 20.000 euro, l’IVA ordinaria al 22% comporta un aggravio di 4.400 euro, mentre con l’IVA al 4% il carico fiscale si riduce a soli 800 euro. Una differenza di 3.600 euro, che può fare la differenza nella pianificazione e realizzazione di interventi accessibili. Questo è particolarmente rilevante per famiglie con persone disabili, anziani o per chi desidera rendere più accessibile la propria abitazione con investimenti mirati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1276" data-end="1581">Non solo: l’IVA al 4% può essere combinata con altri bonus fiscali, come la detrazione del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche (introdotta dalla Legge di Bilancio 2022), o con il bonus ristrutturazioni al 50%, a condizione che gli interventi rientrino nei parametri previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1583" data-end="1932">Tuttavia, la fruizione dell’aliquota agevolata impone estrema attenzione nella redazione dei contratti, nella descrizione dell’intervento e nella raccolta della documentazione tecnica e fiscale. Affidarsi a professionisti esperti è spesso l’unico modo per non perdere il beneficio e per evitare contestazioni da parte dell’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="192" data-end="267"><strong>Contratto di appalto </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="269" data-end="736">Per ottenere in modo legittimo l’<strong data-start="302" data-end="343">applicazione dell’IVA agevolata al 4%</strong>, è fondamentale che l’intervento sia regolato da un <strong data-start="396" data-end="436">contratto di appalto ben strutturato</strong>, che rispetti i requisiti previsti dalla normativa fiscale e civilistica. Questo passaggio è tutt’altro che formale: <strong data-start="554" data-end="649">la forma contrattuale incide direttamente sulla possibilità di applicare l’aliquota ridotta</strong>, come confermato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello n. 212/2025.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="738" data-end="1015">Ma cosa deve contenere un contratto di appalto per essere considerato tale agli occhi del fisco? Innanzitutto, è necessario che il <strong data-start="869" data-end="936">committente affidi all’appaltatore la realizzazione di un’opera</strong>, e non solo la fornitura di beni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="738" data-end="1015">Il contratto deve descrivere in modo chiaro:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1017" data-end="1413">
<li data-start="1017" data-end="1179">
<p data-start="1019" data-end="1179">la <strong data-start="1022" data-end="1043">natura dell’opera</strong> da eseguire (ad esempio: &#8220;rimozione e sostituzione di infissi con dispositivi automatici per agevolare l’accesso a soggetti disabili&#8221;);</p>
</li>
<li data-start="1180" data-end="1272">
<p data-start="1182" data-end="1272">l’<strong data-start="1184" data-end="1213">obiettivo dell’intervento</strong>, legato al <strong data-start="1225" data-end="1271">superamento delle barriere architettoniche</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1273" data-end="1333">
<p data-start="1275" data-end="1333">le <strong data-start="1278" data-end="1332">caratteristiche tecniche conformi al D.M. 236/1989</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1334" data-end="1413">
<p data-start="1336" data-end="1413">l’<strong data-start="1338" data-end="1387">assunzione di responsabilità dell’appaltatore</strong> sul risultato dell’opera.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1415" data-end="1636">È altresì consigliabile allegare al contratto la <strong data-start="1464" data-end="1501">relazione tecnica dell’intervento</strong>, eventualmente redatta da un professionista abilitato, che attesti la finalità dell’opera e la conformità ai criteri di accessibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1638" data-end="1954">Infine, è opportuno evitare formule ambigue come “fornitura con posa” se si intende effettivamente qualificare l’intervento come appalto. L’uso di una terminologia imprecisa può portare l’Agenzia delle Entrate a <strong data-start="1850" data-end="1881">riclassificare il contratto</strong> come vendita, facendo così <strong data-start="1909" data-end="1953">decadere il diritto all’aliquota ridotta</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="383"><strong>Errori da evitare </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="385" data-end="783">Nonostante la possibilità di accedere a un’aliquota IVA estremamente vantaggiosa, molti contribuenti e operatori del settore commettono errori formali o sostanziali che compromettono la fruizione dell’agevolazione al 4%. Errori che, se non gestiti correttamente, possono sfociare in recuperi d’imposta, sanzioni e interessi, oltre a perdere il vantaggio economico dell’agevolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="785" data-end="1282">Il primo errore più diffuso è considerare automaticamente agevolabile qualsiasi fornitura con posa in opera di infissi rispondenti ai criteri del D.M. 236/1989, senza valutare la reale natura contrattuale dell’intervento. Come chiarito più volte dall’Agenzia delle Entrate, solo un contratto di appalto vero e proprio permette l’applicazione del 4%. Se la prestazione si configura come vendita con posa, si ricade inevitabilmente nell’aliquota ordinaria o, al massimo, nel 10%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1284" data-end="1612">Un altro errore frequente è l’assenza di documentazione tecnica che dimostri chiaramente la destinazione dell’intervento al superamento delle barriere architettoniche. Senza un progetto, una relazione tecnica o una perizia che certifichi lo scopo dell’opera, anche un contratto formalmente corretto potrebbe non bastare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1614" data-end="1909">Infine, è importante evitare di utilizzare fatture cumulative o troppo generiche. Le descrizioni devono essere dettagliate e coerenti con il contratto e la documentazione allegata. Frasi vaghe come &#8220;fornitura e installazione infissi&#8221; potrebbero essere interpretate come una semplice vendita.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1911" data-end="2066">In sintesi: precisone formale, coerenza documentale e corretta impostazione contrattuale sono i tre pilastri per beneficiare legalmente dell’IVA al 4%.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="292"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="294" data-end="624">La possibilità di applicare l’<strong data-start="324" data-end="347">IVA agevolata al 4%</strong> per la <strong data-start="355" data-end="398">sostituzione o installazione di infissi</strong> nell’ambito di interventi volti all’<strong data-start="435" data-end="482">eliminazione delle barriere architettoniche</strong> è una <strong data-start="489" data-end="524">grande opportunità di risparmio</strong>, ma è anche un terreno tecnico e normativo complesso, che richiede <strong data-start="592" data-end="623">precisione e consapevolezza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="626" data-end="979">Come abbiamo visto, il beneficio fiscale <strong data-start="667" data-end="731">non dipende solo dalle caratteristiche tecniche del prodotto</strong>, ma è strettamente legato alla <strong data-start="763" data-end="789">tipologia contrattuale</strong>. Solo in presenza di un <strong data-start="814" data-end="838">contratto di appalto</strong> specifico e ben redatto è possibile applicare l’IVA al 4%, anche se gli infissi installati sono perfettamente conformi al <strong data-start="961" data-end="978">D.M. 236/1989</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="981" data-end="1387">Per imprese, installatori, tecnici e privati cittadini è quindi essenziale affidarsi a <strong data-start="1068" data-end="1107">consulenti fiscali e legali esperti</strong>, capaci di strutturare correttamente i documenti contrattuali, curare la parte tecnica e gestire con precisione la <strong data-start="1223" data-end="1261">documentazione fiscale e contabile</strong>. Un piccolo errore di forma può comportare la perdita dell’agevolazione, oltre a potenziali sanzioni in caso di accertamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1389" data-end="1833">In un contesto normativo in costante aggiornamento e con l’Agenzia delle Entrate sempre più attenta al rispetto formale delle disposizioni, <strong data-start="1529" data-end="1579">la corretta pianificazione fiscale è la chiave</strong> per accedere ai vantaggi fiscali senza rischi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1389" data-end="1833">Un approccio preventivo e professionale consente non solo di risparmiare, ma anche di contribuire a una maggiore <strong data-start="1740" data-end="1778">accessibilità e inclusione sociale</strong>, che è l’obiettivo primario della normativa agevolata.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-al-4-su-infissi-e-barriere-architettoniche-quando-si-applica-e-cosa-dice-l-Agenzia-delle-Entrate/">IVA al 4% su infissi e barriere architettoniche: quando si applica e cosa dice l’Agenzia delle Entrate</a> was first posted on Agosto 28, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Piattaforme elevatrici</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/iva-imposta-valore-aggiunto/piattaforme-elevatrici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 17:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aliquota iva]]></category>
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					<description><![CDATA[Piattaforme elevatrici aliquota iva applicabile in caso di cessione, se una società che produce e commercializza piattaforme elevatrici, vale a dire particolari “mezzi di sollevamento che per le loro caratteristiche tecniche di costruzione consentono di superare i dislivelli rispetto al piano stradale quale è il trattamento fiscale applicabile, ai fini iva, alle relative operazioni di [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/iva-imposta-valore-aggiunto/piattaforme-elevatrici/">Piattaforme elevatrici</a> was first posted on Dicembre 30, 2022 at 6:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Piattaforme elevatrici aliquota iva applicabile in caso di cessione, se una società che produce e commercializza piattaforme elevatrici, vale a dire particolari “mezzi di sollevamento che per le loro caratteristiche tecniche di costruzione consentono di superare i dislivelli rispetto al piano stradale quale è il trattamento fiscale applicabile, ai fini iva, alle relative operazioni di cessione.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Fisco-e-Tributi/iva-imposta-valore-aggiunto/piattaforme-elevatrici/">Piattaforme elevatrici</a> was first posted on Dicembre 30, 2022 at 6:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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