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	<title>DL Economia &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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		<title>Aiuti alle emittenti locali: 19 milioni nel DL Economia per rilanciare la radiotelevisione italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 04:20:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della manovra economica del 2025, arriva una boccata d’ossigeno per uno dei settori più colpiti dalla crisi e dalla rivoluzione digitale: la radiotelevisione locale. Con un emendamento approvato durante l’iter di conversione del Decreto Legge Economia (DL 30 giugno 2025, n. 95), il Governo ha stanziato 19 milioni di euro a favore delle [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aiuti-alle-emittenti-locali-19-milioni-nel-DL-Economia-per-rilanciare-la-radiotelevisione-italiana/">Aiuti alle emittenti locali: 19 milioni nel DL Economia per rilanciare la radiotelevisione italiana</a> was first posted on Agosto 20, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="263" data-end="907">Nel cuore della manovra economica del 2025, arriva una boccata d’ossigeno per uno dei settori più colpiti dalla crisi e dalla rivoluzione digitale: la radiotelevisione locale. Con un emendamento approvato durante l’iter di conversione del <strong data-start="502" data-end="555">Decreto Legge Economia (DL 30 giugno 2025, n. 95)</strong>, il Governo ha stanziato <strong data-start="581" data-end="647">19 milioni di euro a favore delle emittenti locali e nazionali</strong>, riportando i fondi ai livelli del 2024. Un intervento che non solo risponde alle richieste degli operatori del settore, ma che riafferma il valore strategico del <strong data-start="811" data-end="837">pluralismo informativo</strong> e della <strong data-start="846" data-end="906">presenza territoriale nell’ecosistema mediatico italiano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1304">Mentre si attende il testo definitivo della norma, questo segnale concreto da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostra un chiaro cambio di passo nelle politiche pubbliche per la comunicazione locale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1304">Scopriamo insieme cosa prevede l’emendamento, chi beneficerà dei contributi e quali sfide attende ancora il settore nel prossimo futuro.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1304"><strong>Introduzione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="347" data-end="996">Il settore radiotelevisivo italiano, da tempo alle prese con sfide strutturali e tecnologiche, torna al centro dell’agenda politica con importanti novità. Il Decreto Legge &#8220;Misure urgenti in materia economica e fiscale&#8221; – più noto come DL Economia – recentemente approvato dal Senato con voto di fiducia, introduce un emendamento significativo che prevede <strong data-start="703" data-end="781">nuove risorse a sostegno dell&#8217;emittenza radiotelevisiva locale e nazionale</strong>. Si tratta di un intervento tanto atteso da operatori del settore, editori e sindacati, soprattutto in un contesto in cui l’informazione pubblica è chiamata a rinnovarsi, mantenendo però pluralismo e accessibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="998" data-end="1576">Le risorse, stanziate tramite il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, vanno a rafforzare un comparto che ha subito gravi perdite durante e dopo la pandemia, e che ora deve anche fronteggiare la transizione al digitale terrestre di nuova generazione (DVB-T2), il calo degli investimenti pubblicitari e la concorrenza sempre più forte delle piattaforme online. Il sostegno pubblico può rappresentare un’opportunità concreta per garantire <strong data-start="1479" data-end="1506">sostenibilità economica</strong>, <strong data-start="1508" data-end="1537">aggiornamento tecnologico</strong> e <strong data-start="1540" data-end="1575">tutela dell’informazione locale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="367"><strong>Il ruolo del MIMIT</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="369" data-end="975">Con un avviso pubblicato sul proprio sito istituzionale, il <a href="https://www.mimit.gov.it/it/" target="_blank" rel="noopener">MIMIT</a> ha comunicato una novità cruciale: durante l’esame in Commissione al Senato del <strong data-start="515" data-end="554">Decreto-Legge 30 giugno 2025, n. 95</strong>, è stato presentato un <strong data-start="578" data-end="604">emendamento correttivo</strong> che mira a <strong data-start="616" data-end="692">ripristinare integralmente i fondi destinati al comparto radiotelevisivo</strong>. In particolare, l’intervento legislativo punta a correggere l’effetto fortemente penalizzante generato da un’interpretazione restrittiva della <strong data-start="837" data-end="863">Legge di Bilancio 2024</strong>, che aveva ridotto significativamente le risorse assegnate al Ministero per il sostegno delle emittenti locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="977" data-end="1421">Il Ministro Adolfo Urso ha commentato l’intervento sottolineando l’importanza strategica dell’informazione locale e la volontà del governo di garantire continuità ai finanziamenti, anche nella prossima Legge di Bilancio. Il nuovo emendamento prevede infatti <strong data-start="1235" data-end="1290">un contributo straordinario di 16,5 milioni di euro</strong>, che si aggiunge a ulteriori <strong data-start="1320" data-end="1391">2,5 milioni recuperati da fondi inutilizzati di esercizi precedenti</strong>, grazie al disaccantonamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1423" data-end="1849">Il totale di <strong data-start="1436" data-end="1458">19 milioni di euro</strong> consente di <strong data-start="1471" data-end="1574">riportare il livello di finanziamento del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione</strong> agli stessi standard dell’anno precedente, scongiurando tagli che avrebbero colpito duramente emittenti già in difficoltà economica. La norma è in attesa di testo definitivo, ma rappresenta già una risposta concreta a una criticità molto sentita dagli operatori del settore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="224" data-end="290"><strong>Priorità strategica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="787">Le emittenti radiotelevisive locali non sono semplici strumenti di intrattenimento o informazione generica: rappresentano un <strong data-start="417" data-end="490">presidio essenziale di democrazia, pluralismo e identità territoriale</strong>. In molti contesti, soprattutto nelle aree periferiche e nei piccoli centri, esse costituiscono <strong data-start="587" data-end="629">l’unico canale di informazione diretta</strong> per i cittadini, offrendo notizie su cronaca, eventi, istituzioni locali e problematiche del territorio che difficilmente trovano spazio nei media nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="789" data-end="1239">La crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni – accentuata dalla transizione tecnologica verso il <strong data-start="894" data-end="904">DVB-T2</strong>, dalla <strong data-start="912" data-end="954">concorrenza delle piattaforme digitali</strong> e dalla progressiva contrazione del mercato pubblicitario – ha messo a rischio la sopravvivenza di molte realtà storiche. La <strong data-start="1080" data-end="1111">scomparsa delle voci locali</strong> comporterebbe un danno grave per la <strong data-start="1148" data-end="1173">diversità informativa</strong>, oltre che un impatto economico e occupazionale non trascurabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1241" data-end="1683">Proprio per queste ragioni, il governo ha riconosciuto l&#8217;urgenza di <strong data-start="1309" data-end="1336">interventi straordinari</strong>, che vanno a integrare e rafforzare i meccanismi di finanziamento ordinari. L’obiettivo è garantire la <strong data-start="1440" data-end="1464">continuità operativa</strong> delle emittenti locali, consentendo loro di innovarsi tecnologicamente, rafforzare le redazioni giornalistiche, e continuare a offrire un servizio pubblico di qualità, accessibile e rappresentativo delle realtà locali.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-33350 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="218" data-end="304"><strong>Struttura e finalità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="763">Il <strong data-start="309" data-end="370">Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione</strong> è lo strumento principale attraverso cui lo Stato italiano sostiene il comparto dell’editoria e della radiodiffusione. Istituito con l’art. 1, comma 375 della <strong data-start="530" data-end="564">Legge 28 dicembre 2015, n. 208</strong>, il fondo è stato progressivamente ristrutturato per rispondere ai cambiamenti del mercato dell’informazione e per incentivare il passaggio al digitale e all’adozione di nuove tecnologie editoriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="765" data-end="951">Gestito in parte dal <strong data-start="786" data-end="834">Dipartimento per l’informazione e l’editoria</strong> e in parte dal <strong data-start="850" data-end="905">Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)</strong>, il fondo ha tra i suoi obiettivi principali:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="953" data-end="1280">
<li data-start="953" data-end="1060">
<p data-start="955" data-end="1060">la promozione del <strong data-start="973" data-end="1005">pluralismo dell’informazione</strong>, soprattutto nelle aree meno coperte dai grandi media;</p>
</li>
<li data-start="1061" data-end="1172">
<p data-start="1063" data-end="1172">il <strong data-start="1066" data-end="1125">sostegno economico alle testate e alle emittenti locali</strong>, che svolgono un servizio di pubblica utilità;</p>
</li>
<li data-start="1173" data-end="1280">
<p data-start="1175" data-end="1280">l’incentivazione di progetti innovativi nel campo dell’editoria digitale e della transizione tecnologica.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1282" data-end="1781">Il recente emendamento al DL Economia, riportando i fondi MIMIT ai livelli precedenti, consente di <strong data-start="1381" data-end="1435">mantenere operativo l’intero meccanismo di riparto</strong> e, soprattutto, di non penalizzare le realtà più piccole e meno strutturate, che rischiavano di essere escluse dai finanziamenti o drasticamente ridimensionate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1282" data-end="1781">In un periodo in cui la <strong data-start="1621" data-end="1651">lotta alla disinformazione</strong> è cruciale, rafforzare il sistema dell’informazione locale significa anche <strong data-start="1727" data-end="1780">tutelare la qualità e la veridicità delle notizie</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="235" data-end="307"><strong>Quadro normativo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="802">L’emendamento approvato in sede di esame al Senato rientra nel più ampio processo di <strong data-start="394" data-end="447">conversione in legge del DL 30 giugno 2025, n. 95</strong>, noto come &#8220;DL Economia&#8221;, e rappresenta una <strong data-start="492" data-end="526">manovra correttiva sostanziale</strong> rispetto agli effetti restrittivi della precedente <strong data-start="578" data-end="604">Legge di Bilancio 2024</strong>. Quest’ultima, a causa di una formulazione ambigua, aveva generato un’interpretazione che rischiava di ridurre drasticamente le somme assegnate al MIMIT per il finanziamento delle emittenti locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="804" data-end="1214">Con la rettifica in corso, si segnala un&#8217;importante presa di posizione politica da parte del Governo, che <strong data-start="910" data-end="983">riconosce formalmente il valore strategico del pluralismo informativo</strong> e l’impatto sociale delle televisioni locali. Il Ministro Urso ha annunciato l’impegno a <strong data-start="1073" data-end="1152">confermare questo livello di risorse anche nella prossima Legge di Bilancio</strong>, rendendo così l’intervento più strutturale e meno episodico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1216" data-end="1661">Resta però fondamentale attendere il <strong data-start="1253" data-end="1273">testo definitivo</strong> della norma, che chiarirà i dettagli operativi, le modalità di erogazione e le eventuali condizioni di accesso ai contributi. Allo stesso tempo, sarà cruciale monitorare le <strong data-start="1447" data-end="1472">linee guida del MIMIT</strong> e l’eventuale pubblicazione di nuovi bandi entro la fine dell’anno, anche per garantire una ripartizione equa e trasparente tra emittenti di diversa dimensione e localizzazione geografica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1663" data-end="1846">Se confermato, l’emendamento potrebbe costituire un <strong data-start="1715" data-end="1738">precedente virtuoso</strong> per la futura programmazione delle politiche pubbliche a sostegno dell’informazione e dell’editoria locale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="262" data-end="322"><strong>Impatto economico </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="324" data-end="786">Oltre al valore informativo e culturale, il sostegno pubblico alle emittenti locali ha <strong data-start="411" data-end="461">importanti ricadute economiche e occupazionali</strong>. Secondo i dati forniti da associazioni di categoria come <strong data-start="520" data-end="539">Aeranti-Corallo</strong>, il comparto radiotelevisivo locale impiega <strong data-start="584" data-end="682">migliaia di lavoratori tra giornalisti, tecnici, operatori di regia e personale amministrativo</strong>, generando indotto anche nei settori della produzione audiovisiva, pubblicità e marketing territoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="788" data-end="1322">La riduzione dei fondi, come inizialmente previsto dalla Legge di Bilancio 2024, avrebbe avuto effetti devastanti su queste realtà, costringendole a <strong data-start="937" data-end="969">tagli drastici del personale</strong>, alla riduzione della qualità dei contenuti o, nei casi peggiori, alla chiusura definitiva. Il ritorno ai livelli di finanziamento precedenti – grazie all’emendamento inserito nel DL Economia – consente invece di <strong data-start="1183" data-end="1210">mantenere l’occupazione</strong>, stabilizzare collaboratori storici e continuare a offrire un servizio informativo professionale e competitivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1324" data-end="1632">Va inoltre sottolineato che le emittenti locali sono spesso <strong data-start="1384" data-end="1426">partner fondamentali delle istituzioni</strong> in occasione di campagne di comunicazione pubblica, emergenze o iniziative culturali locali. Il loro indebolimento rappresenterebbe una perdita anche per l’efficacia delle politiche pubbliche territoriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1634" data-end="1907">In un periodo di incertezza economica, <strong data-start="1673" data-end="1752">ogni euro investito nel settore radiotelevisivo locale produce valore reale</strong>: tutela posti di lavoro, incentiva la formazione di nuovi professionisti e contribuisce alla vitalità dell’economia nei territori meno centrali del Paese.</p>
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<h2 style="text-align: justify;" data-start="241" data-end="305"><strong>Transizione digitale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="307" data-end="792">Uno degli ostacoli principali che il settore radiotelevisivo si trova ad affrontare è la <strong data-start="396" data-end="488">transizione alla nuova tecnologia del digitale terrestre di seconda generazione (DVB-T2)</strong>, obbligatoria in Italia secondo le direttive europee in materia di spettro radio. Questo passaggio comporta <strong data-start="597" data-end="684">investimenti ingenti in infrastrutture, encoder, trasmettitori e formazione tecnica</strong>, mettendo a dura prova soprattutto le piccole e medie emittenti locali, già alle prese con bilanci fragili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="794" data-end="1206">Il sostegno economico previsto dal DL Economia rappresenta anche una <strong data-start="863" data-end="910">leva per favorire l’adeguamento tecnologico</strong> delle emittenti, evitando che restino escluse dalla nuova fase di trasmissione. In assenza di supporto pubblico, molte stazioni locali rischiano infatti di <strong data-start="1067" data-end="1128">non essere in grado di sostenere i costi di aggiornamento</strong>, compromettendo l’accesso all’informazione di intere fasce della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1208" data-end="1518">Non solo: la transizione digitale offre anche nuove opportunità. Con la tecnologia DVB-T2, è possibile <strong data-start="1311" data-end="1350">migliorare la qualità dell’immagine</strong>, aumentare l’efficienza nella gestione dello spettro e ampliare l’offerta di contenuti, aprendo così la strada a <strong data-start="1464" data-end="1517">nuove forme di programmazione e pubblicità locale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1520" data-end="1863">Investire nella digitalizzazione delle emittenti significa, quindi, <strong data-start="1588" data-end="1628">garantire loro un futuro competitivo</strong> in un mercato sempre più dominato da colossi internazionali e piattaforme di streaming. Un settore radiotelevisivo locale aggiornato è anche un baluardo contro il <strong data-start="1792" data-end="1822">digital divide informativo</strong>, che penalizza le zone meno urbanizzate.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="173" data-end="250"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="252" data-end="763">L’emendamento al DL Economia rappresenta senza dubbio <strong data-start="306" data-end="340">un segnale positivo e concreto</strong> verso il settore radiotelevisivo locale, troppo spesso trascurato nelle politiche pubbliche degli ultimi anni. Il ripristino delle risorse e la dichiarata volontà di stabilizzare i finanziamenti anche nella prossima Legge di Bilancio dimostrano che il governo ha compreso l’importanza strategica di questo comparto per la <strong data-start="663" data-end="688">tutela del pluralismo</strong>, la <strong data-start="693" data-end="713">coesione sociale</strong> e lo <strong data-start="719" data-end="762">sviluppo dell’informazione territoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="765" data-end="1130">Tuttavia, il rischio è che questi aiuti restino <strong data-start="813" data-end="835">interventi tampone</strong> se non inseriti in una <strong data-start="859" data-end="905">visione strutturale di medio-lungo termine</strong>. Servono infatti <strong data-start="923" data-end="945">riforme sistemiche</strong>, piani di digitalizzazione sostenibili, supporto alla formazione professionale e una strategia integrata per valorizzare il ruolo delle emittenti locali anche nell’ecosistema digitale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1132" data-end="1544">In un momento storico in cui la <strong data-start="1164" data-end="1197">credibilità dell’informazione</strong> è messa in discussione e la <strong data-start="1226" data-end="1254">concentrazione mediatica</strong> rischia di appiattire il dibattito pubblico, investire nelle realtà locali significa <strong data-start="1340" data-end="1370">investire nella democrazia</strong>. L’auspicio è che questo passo avanti sia solo il primo di una serie di azioni mirate, coerenti e continuative per dare nuovo slancio a un settore fondamentale per il Paese.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aiuti-alle-emittenti-locali-19-milioni-nel-DL-Economia-per-rilanciare-la-radiotelevisione-italiana/">Aiuti alle emittenti locali: 19 milioni nel DL Economia per rilanciare la radiotelevisione italiana</a> was first posted on Agosto 20, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>DL Omnibus 2025: IVA ridotta sull’arte, sugar tax rinviata e nuovi fondi per imprese e territori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 03:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[Taglio dell’IVA sulle opere d’arte, nuovo rinvio della sugar tax, fondi per infrastrutture e PNRR non più finanziati: sono queste alcune delle principali novità contenute nel Decreto Omnibus approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 giugno 2025. Un pacchetto variegato di misure urgenti che tocca fiscalità, cultura, investimenti pubblici e sostegno a settori strategici, [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/DL-Omnibus-2025-IVA-ridotta-sull-arte-sugar-tax-rinviata-e-nuovi-fondi-per-imprese-e-territori/">DL Omnibus 2025: IVA ridotta sull’arte, sugar tax rinviata e nuovi fondi per imprese e territori</a> was first posted on Luglio 3, 2025 at 5:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="371" data-end="799"><strong data-start="371" data-end="492">Taglio dell’IVA sulle opere d’arte, nuovo rinvio della sugar tax, fondi per infrastrutture e PNRR non più finanziati:</strong> sono queste alcune delle principali novità contenute nel <strong data-start="550" data-end="569">Decreto Omnibus</strong> approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso <strong data-start="617" data-end="635">20 giugno 2025</strong>. Un pacchetto variegato di misure urgenti che tocca fiscalità, cultura, investimenti pubblici e sostegno a settori strategici, dal terzo settore all’agricoltura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="801" data-end="1322">Il provvedimento nasce con l’obiettivo di dare ossigeno all’economia italiana in una fase delicata, caratterizzata da rallentamento della crescita e incertezze geopolitiche. Da una parte si punta a <strong data-start="999" data-end="1029">non introdurre nuove tasse</strong>, come nel caso del differimento della <strong data-start="1068" data-end="1102">tassa sulle bevande zuccherate</strong>, mai entrata realmente in vigore; dall’altra, si sceglie di <strong data-start="1163" data-end="1199">alleggerire la pressione fiscale</strong> su comparti con potenziale di sviluppo, come quello dell’<strong data-start="1257" data-end="1285">arte e del collezionismo</strong>, portando l’IVA sulle vendite al 5%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1324" data-end="1693">Ma il decreto va oltre il fisco: si interviene su <strong data-start="1374" data-end="1407">opere pubbliche indifferibili</strong>, si aiutano <strong data-start="1420" data-end="1441">Comuni e Province</strong> ad affrontare spese infrastrutturali, e si rafforzano i fondi per <strong data-start="1508" data-end="1531">le zone terremotate</strong> e il <strong data-start="1537" data-end="1572">sistema della Protezione Civile</strong>. Un intervento trasversale, pensato per <strong data-start="1613" data-end="1642">rilanciare settori chiave</strong> e per preparare il terreno a una fase 2 post-PNRR.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="149" data-end="361">In questo articolo analizziamo in modo chiaro e aggiornato tutte le novità del decreto, spiegando cosa cambia concretamente per imprese, cittadini e professionisti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="419"><strong>Nuovo DL Omnibus 2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="421" data-end="1113">Il Consiglio dei Ministri ha approvato il <strong data-start="463" data-end="501">Decreto Omnibus (DL Economia 2025)</strong>, un provvedimento che introduce una serie di misure urgenti di natura economica e fiscale, toccando vari settori strategici. Tra le disposizioni più rilevanti spiccano l’<strong data-start="672" data-end="731">ulteriore rinvio dell’entrata in vigore della sugar tax</strong>, già al centro di numerose polemiche negli anni passati, e una <strong data-start="795" data-end="870">significativa modifica dell’aliquota IVA applicata al mercato dell’arte</strong>. Entrambe le misure si inseriscono in un più ampio piano del governo volto a sostenere specifici comparti produttivi e allo stesso tempo a evitare ulteriori aggravi fiscali per imprese e consumatori in un momento economico ancora instabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1115" data-end="1467">La <strong data-start="1118" data-end="1131">sugar tax</strong>, pensata inizialmente per scoraggiare il consumo di bevande zuccherate e generare nuove entrate per lo Stato, viene ancora una volta posticipata. Il DL fissa infatti la nuova entrata in vigore al <strong data-start="1328" data-end="1346">1° luglio 2026</strong>, accogliendo le pressioni delle aziende produttrici che lamentano costi di adeguamento e impatti negativi sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1469" data-end="1798">Per quanto riguarda l’arte, il decreto prevede <strong data-start="1516" data-end="1618">l’estensione dell’IVA agevolata al 10% anche per le vendite da parte di gallerie e mercanti d’arte</strong>, e non più solo da parte degli autori o degli eredi. Una misura che intende rilanciare il mercato italiano dell’arte contemporanea, rendendolo più competitivo a livello europeo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1469" data-end="1798"><strong>Le novità fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="387" data-end="885">Il <strong data-start="390" data-end="435">Consiglio dei Ministri del 20 giugno 2025</strong> ha approvato un nuovo decreto-legge, denominato <strong data-start="484" data-end="498">DL Omnibus</strong> o <strong data-start="501" data-end="516">DL Economia</strong>, con misure urgenti finalizzate a sostenere l’economia nazionale e ad agevolare gli investimenti infrastrutturali e sociali. Il decreto si articola su diversi fronti: fisco, opere pubbliche, assistenza sociale, trasporti, agricoltura e cultura, offrendo un quadro di interventi trasversali pensati per stimolare la crescita e garantire la tenuta economica del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="887" data-end="1386">Tra le disposizioni principali, il DL conferma la <strong data-start="937" data-end="983">proroga della sugar tax al 1° gennaio 2026</strong>, rinviando ancora una volta l’applicazione di una tassa che, pur introdotta nel 2019, non è mai effettivamente entrata in vigore. Le imprese del settore delle bevande zuccherate, rappresentate da <strong data-start="1180" data-end="1192">Assobibe</strong>, hanno più volte denunciato gli effetti negativi di tale imposta, stimando un <strong data-start="1271" data-end="1301">calo del fatturato del 10%</strong> e una contrazione degli acquisti di materia prima per oltre <strong data-start="1362" data-end="1385">400 milioni di euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1388" data-end="1833">Altro punto di rilievo è l’<strong data-start="1415" data-end="1517">introduzione dell’IVA agevolata al 5% per la cessione di oggetti d’arte, antiquariato e collezione</strong>, una mossa strategica per rilanciare il mercato dell’arte in Italia e uniformare il trattamento fiscale a quello di altri Paesi europei. Una misura che, secondo il <strong data-start="1682" data-end="1728">Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano</strong>, potrà <strong data-start="1736" data-end="1789">stimolare l’interesse degli investitori stranieri</strong>, rafforzando l’intero comparto culturale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1835" data-end="2149">Oltre agli aspetti fiscali, il DL prevede <strong data-start="1877" data-end="1935">finanziamenti per opere indifferibili escluse dal PNRR</strong>, tra cui infrastrutture idriche a Venezia, edilizia carceraria e la diga foranea di Genova, nonché misure per i territori colpiti da eventi sismici e per la manutenzione stradale di province e città metropolitane.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1835" data-end="2149"><strong>Sugar Tax</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="423" data-end="888">Una delle misure più discusse del <strong data-start="457" data-end="477">DL Economia 2025</strong> riguarda ancora una volta la famigerata <strong data-start="518" data-end="531">sugar tax</strong>, il tributo introdotto formalmente nel 2019 ma che non è mai stato applicato. Il decreto approvato dal Governo il 20 giugno ne prevede <strong data-start="667" data-end="688">l’ennesimo rinvio</strong>, spostando la data di entrata in vigore al <strong data-start="732" data-end="751">1° gennaio 2026</strong>. La decisione non sorprende gli operatori del settore, che da tempo sollecitano un approccio più sostenibile per le imprese coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="890" data-end="1417">La <strong data-start="893" data-end="906">sugar tax</strong> prevede l’applicazione di una <strong data-start="937" data-end="1001">tassa sulle bevande analcoliche contenenti zuccheri aggiunti</strong>, con l’obiettivo di promuovere abitudini alimentari più sane e, allo stesso tempo, generare nuove entrate per lo Stato. Tuttavia, secondo <a href="https://www.assobibe.it/chi-siamo/#:~:text=ASSOBIBE%20%C3%A8%20l'Associazione%20nazionale,su%20tutto%20il%20territorio%20nazionale." target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="1140" data-end="1152">Assobibe</strong></a>, l’associazione di categoria delle imprese produttrici, l’imposta avrebbe un impatto devastante: una <strong data-start="1254" data-end="1331">contrazione degli acquisti di materia prima per oltre 400 milioni di euro</strong>, oltre a una <strong data-start="1345" data-end="1388">riduzione stimata del 10% del fatturato</strong> per le aziende del comparto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1419" data-end="1853">Il governo, consapevole dei rischi economici e occupazionali, ha quindi scelto di <strong data-start="1501" data-end="1587">allineare il calendario di applicazione della sugar tax a quello della plastic tax</strong>, prevista anch’essa per il 2026. Si tenta così di costruire una strategia coordinata e meno impattante, in grado di dare tempo alle imprese per adattarsi, senza colpire duramente i consumatori in un momento in cui l’inflazione e il costo della vita restano elevati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1855" data-end="2057">Il rinvio si inserisce anche in un contesto europeo in cui pochi Stati hanno adottato misure simili con successo, e in cui l’efficacia delle sugar tax sul fronte sanitario è ancora oggetto di dibattito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1855" data-end="2057"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33000 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-di-una-bevanda-mezzo-allo-zucchero-cucchiai-sul-tavolo.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1855" data-end="2057"><strong>IVA al 5% per l’arte</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="920">Tra le novità fiscali più significative contenute nel <strong data-start="473" data-end="492">DL Omnibus 2025</strong> c’è la <strong data-start="500" data-end="603">riduzione dell’IVA dal 22% al 5% per la cessione di oggetti d’arte, di antiquariato e da collezione</strong>, indipendentemente dal soggetto che effettua la vendita. Questa misura, attesa da tempo dal settore, rappresenta un cambio di rotta importante, con l’obiettivo di rendere <strong data-start="775" data-end="849">il mercato dell’arte italiano più competitivo a livello internazionale</strong>, in linea con quanto già avviene in Francia, Germania e Regno Unito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="922" data-end="1437">Fino ad oggi, in Italia, l’aliquota IVA ridotta era riservata <strong data-start="984" data-end="1059">solo alle vendite effettuate direttamente dagli autori o dai loro eredi</strong>, mentre tutte le altre transazioni – in particolare quelle operate da gallerie, mercanti o case d’asta – erano soggette all’aliquota ordinaria del 22%. Con il nuovo decreto, il beneficio fiscale si estende all’intera filiera del mercato artistico, incentivando la circolazione delle opere e stimolando gli investimenti, soprattutto da parte di collezionisti e operatori esteri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1439" data-end="1940">Secondo quanto dichiarato dal <strong data-start="1469" data-end="1516">Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano</strong>, l’intervento mira a garantire “condizioni fiscali favorevoli per chi investe in cultura”, creando un ecosistema capace di valorizzare <strong data-start="1652" data-end="1712">l’arte contemporanea e il patrimonio artistico nazionale</strong>. Un’IVA agevolata al 5%, oltre a generare un aumento delle transazioni ufficiali, potrebbe anche contribuire a <strong data-start="1824" data-end="1887">contrastare il mercato parallelo e le vendite non tracciate</strong>, favorendo la legalità e la trasparenza nel settore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1439" data-end="1940"><strong>Misure per infrastrutture, territori e PNRR</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="438" data-end="1019">Il <strong data-start="441" data-end="461">DL Economia 2025</strong>, pur concentrandosi su interventi fiscali come la <strong data-start="512" data-end="525">sugar tax</strong> e l’<strong data-start="530" data-end="547">IVA sull’arte</strong>, dedica un ampio spazio anche a misure di sostegno economico per enti locali, investimenti infrastrutturali e territori in difficoltà. In particolare, il decreto consente l’utilizzo del <strong data-start="734" data-end="778">Fondo per l’avvio di opere indifferibili</strong> a favore degli interventi inizialmente previsti dal <strong data-start="831" data-end="881">PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)</strong> ma non più finanziabili attraverso quel canale. Condizione imprescindibile: che i lavori siano <strong data-start="977" data-end="1018">aggiudicati entro il 31 dicembre 2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1021" data-end="1431">Tra le opere prioritarie rientrano il <strong data-start="1059" data-end="1116">potenziamento delle infrastrutture idriche di Venezia</strong>, la <strong data-start="1121" data-end="1157">diga foranea del porto di Genova</strong>, interventi di <strong data-start="1173" data-end="1199">edilizia penitenziaria</strong>, e rafforzamento della <strong data-start="1223" data-end="1254">protezione civile regionale</strong>. Questi progetti non solo contribuiscono al rilancio delle economie locali, ma sono anche fondamentali per la sicurezza del territorio e l’adattamento ai cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1433" data-end="1953">Il decreto prevede inoltre <strong data-start="1460" data-end="1540">finanziamenti per la manutenzione stradale di province e città metropolitane</strong>, e interventi a favore delle <strong data-start="1570" data-end="1604">aree colpite da eventi sismici</strong>, tra cui <strong data-start="1614" data-end="1626">L’Aquila</strong>, i <strong data-start="1630" data-end="1652">comuni del cratere</strong>, <strong data-start="1654" data-end="1664">Umbria</strong>, <strong data-start="1666" data-end="1676">Marche</strong>, <strong data-start="1678" data-end="1687">Lazio</strong> e <strong data-start="1690" data-end="1701">Abruzzo</strong>. Non mancano misure a supporto del <strong data-start="1737" data-end="1754">terzo settore</strong>, del <strong data-start="1760" data-end="1771">turismo</strong>, dell’<strong data-start="1778" data-end="1793">agricoltura</strong> e delle attività <strong data-start="1811" data-end="1830">antiriciclaggio</strong>, delineando un pacchetto normativo ampio e trasversale che tocca quasi tutti gli ambiti della gestione pubblica e privata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1433" data-end="1953"><strong> Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="595" data-end="1222">Il <strong data-start="598" data-end="652">DL Omnibus approvato dal Governo il 20 giugno 2025</strong> rappresenta un mix di <strong data-start="675" data-end="707">misure fiscali e strategiche</strong>, capaci di produrre benefici concreti nel breve e medio termine, sia per il tessuto produttivo che per i cittadini. Dal punto di vista <strong data-start="843" data-end="854">fiscale</strong>, il rinvio della <strong data-start="872" data-end="885">sugar tax</strong> offre <strong data-start="892" data-end="945">respiro alle imprese della filiera agroalimentare</strong>, in particolare a quelle che operano nella produzione e distribuzione di bevande zuccherate, già messe alla prova da inflazione, rincari energetici e calo dei consumi. Il differimento evita costi aggiuntivi, salvaguarda i margini e consente una pianificazione più sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1224" data-end="1691">La <strong data-start="1227" data-end="1277">riduzione dell’IVA al 5% nel mercato dell’arte</strong>, invece, ha un impatto più strutturale. Non solo incentiva le vendite e gli investimenti nel settore, ma <strong data-start="1383" data-end="1427">favorisce la tracciabilità e la legalità</strong>, contrastando le pratiche di elusione fiscale tipiche delle transazioni informali. Le gallerie d’arte, spesso piccole o medie imprese, potranno beneficiare di una <strong data-start="1591" data-end="1617">maggiore competitività</strong>, attirando anche acquirenti internazionali interessati all’arte italiana.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1693" data-end="2065">Infine, gli interventi infrastrutturali e territoriali previsti nel DL creano <strong data-start="1771" data-end="1861">opportunità per il settore edile, per le imprese locali e per i professionisti tecnici</strong>, stimolando occupazione e sviluppo. Il decreto, quindi, non va letto solo come un insieme di misure d’urgenza, ma come <strong data-start="1981" data-end="2002">una manovra ponte</strong> verso una strategia più ampia di rilancio economico post-PNRR.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33001 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/dettagli-del-busto-e-dei-pennelli-della-bottega-dell-artista-defocus-pennelli-da-studio-d-arte-e-dipinti-inchiostro.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>IVA arte e confronto europeo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="525" data-end="1018">Con la riduzione dell’<strong data-start="547" data-end="590">IVA al 5% sulla vendita di opere d’arte</strong>, l’Italia compie un passo deciso verso l’allineamento con le <strong data-start="652" data-end="718">politiche fiscali degli altri grandi mercati artistici europei</strong>. In Paesi come <strong data-start="734" data-end="756">Francia e Germania</strong>, l’applicazione di aliquote ridotte su opere d’arte è da tempo una prassi consolidata, proprio per incentivare il collezionismo, l’investimento culturale e il rafforzamento del ruolo delle gallerie d’arte nella promozione della produzione artistica nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1020" data-end="1478">Fino ad oggi, il regime IVA italiano penalizzava le transazioni operate da gallerie, mercanti e case d’asta, sottoponendole a un’imposta del <strong data-start="1161" data-end="1168">22%</strong>: una percentuale che rendeva meno conveniente acquistare in Italia, a favore di mercati esteri fiscalmente più attrattivi. Questa asimmetria fiscale ha contribuito negli anni a una <strong data-start="1350" data-end="1378">fuga di capitali e opere</strong>, riducendo le entrate per il sistema culturale italiano e impoverendo il tessuto artistico interno.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1480" data-end="2156">Con il nuovo provvedimento del <strong data-start="1511" data-end="1531">DL Economia 2025</strong>, l’Italia si inserisce invece in una <strong data-start="1569" data-end="1614">logica di fiscalità culturale competitiva</strong>, mirando a far tornare il Paese un hub interessante per collezionisti, fondazioni e investitori internazionali. Questo potrebbe tradursi in <strong data-start="1755" data-end="1807">maggiore liquidità per gli operatori del settore</strong>, crescita delle fiere e degli eventi d’arte, e un aumento delle vendite legali tracciate. In prospettiva, si tratta di un’opportunità concreta per valorizzare il “made in Italy” artistico e consolidare l’immagine dell’Italia non solo come culla della cultura, ma anche come <strong data-start="2082" data-end="2155">punto di riferimento per il mercato dell’arte moderno e contemporaneo</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1480" data-end="2156"><strong>Impatto economico sugar tax </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="436" data-end="1045">Il rinvio della <strong data-start="452" data-end="473">sugar tax al 2026</strong>, disposto dal <strong data-start="488" data-end="508">DL Economia 2025</strong>, non è soltanto una misura di sollievo fiscale, ma si inserisce in una più ampia strategia economica del Governo Meloni orientata al contenimento della <strong data-start="661" data-end="707">pressione fiscale su imprese e consumatori</strong>, specialmente nei settori più esposti agli shock economici. Il settore delle bevande analcoliche, già provato da aumenti delle materie prime e dalla riduzione dei consumi, avrebbe dovuto affrontare un ulteriore aggravio che secondo <strong data-start="940" data-end="952">Assobibe</strong> avrebbe potuto tradursi in un <strong data-start="983" data-end="1044">taglio occupazionale e una contrazione degli investimenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1047" data-end="1486">A livello macroeconomico, l’introduzione di imposte come la sugar tax in un contesto di <strong data-start="1135" data-end="1171">bassa crescita e alta inflazione</strong> avrebbe potuto generare effetti controproducenti, frenando i consumi interni e peggiorando la fiducia delle imprese. Per questo motivo, il Governo ha scelto di rinviare la tassa, posponendone l’applicazione fino a quando il contesto economico non sarà più stabile e le imprese non avranno avuto tempo di adattarsi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1488" data-end="1975">In parallelo, la scelta di <strong data-start="1515" data-end="1561">coordinare la sugar tax con la plastic tax</strong>, entrambe previste per il 2026, riflette l’intenzione dell’esecutivo di <strong data-start="1634" data-end="1681">riorganizzare il sistema fiscale ambientale</strong>, evitando interventi frammentati e favorendo una pianificazione integrata. Non si tratta, quindi, di una semplice sospensione, ma di una <strong data-start="1819" data-end="1850">riprogrammazione strategica</strong> che cerca di coniugare esigenze ambientali e di salute pubblica con la necessità di <strong data-start="1935" data-end="1974">non soffocare il tessuto produttivo</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1488" data-end="1975"><strong>Enti territoriali e opere pubbliche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="540" data-end="982">Uno degli aspetti più rilevanti e meno dibattuti del <strong data-start="593" data-end="613">DL Economia 2025</strong> è il rafforzamento del ruolo degli <strong data-start="649" data-end="670">enti territoriali</strong> nella gestione di opere pubbliche e investimenti infrastrutturali. In particolare, il decreto introduce la possibilità di utilizzare il <strong data-start="807" data-end="851">Fondo per l’avvio di opere indifferibili</strong> per finanziare interventi che, pur essendo stati inizialmente previsti dal <strong data-start="927" data-end="935">PNRR</strong>, non sono più coperti dalle risorse europee.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="984" data-end="1499">La condizione fondamentale è che i lavori siano <strong data-start="1032" data-end="1073">aggiudicati entro il 31 dicembre 2025</strong>. Questo vincolo ha una duplice finalità: garantire tempi certi di esecuzione ed evitare dispersioni di risorse, oltre a stimolare gli enti locali a <strong data-start="1222" data-end="1270">pianificare e appaltare rapidamente le opere</strong>, evitando la paralisi burocratica. Si tratta di una misura strategica che consente a Regioni, Comuni, Province e Città Metropolitane di <strong data-start="1407" data-end="1446">non perdere opportunità di sviluppo</strong>, pur in presenza di una revisione dei fondi europei.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1501" data-end="1977">Tra gli interventi finanziabili rientrano grandi progetti come la <strong data-start="1567" data-end="1593">diga foranea di Genova</strong> e le <strong data-start="1599" data-end="1636">infrastrutture idriche di Venezia</strong>, ma anche opere minori a livello locale, come il <strong data-start="1686" data-end="1721">miglioramento della rete viaria</strong>, l’<strong data-start="1725" data-end="1748">edilizia carceraria</strong>, e il <strong data-start="1755" data-end="1806">potenziamento della Protezione Civile regionale</strong>. Il DL stanzia inoltre fondi per la manutenzione stradale e lo sviluppo del <strong data-start="1883" data-end="1903">trasporto rapido</strong> nelle province, a beneficio diretto dei cittadini e delle imprese locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1979" data-end="2186">Queste misure, se attuate correttamente, potrebbero generare <strong data-start="2040" data-end="2077">migliaia di nuovi posti di lavoro</strong>, migliorare la qualità della vita nei territori e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1979" data-end="2186"><strong>Terzo settore, agricoltura e turismo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="418" data-end="697">Il <strong data-start="421" data-end="440">DL Omnibus 2025</strong> non si limita a misure fiscali e infrastrutturali, ma prevede anche una serie di <strong data-start="522" data-end="554">interventi settoriali mirati</strong> a sostenere tre comparti fondamentali per la tenuta economica e sociale del Paese: il <strong data-start="641" data-end="658">terzo settore</strong>, l’<strong data-start="662" data-end="677">agricoltura</strong> e il <strong data-start="683" data-end="694">turismo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="699" data-end="1231">Per quanto riguarda il <strong data-start="722" data-end="739">terzo settore</strong>, il decreto rifinanzia alcuni programmi di <strong data-start="783" data-end="812">assistenza sociale e cura</strong>, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione. Vengono previsti fondi per sostenere enti non profit, cooperative sociali e organizzazioni di volontariato, riconoscendo il loro ruolo centrale nella <strong data-start="1037" data-end="1057">coesione sociale</strong> e nel <strong data-start="1064" data-end="1089">welfare di prossimità</strong>. Si tratta di risorse fondamentali per garantire la continuità di servizi essenziali, spesso erogati in supplenza alle istituzioni pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1233" data-end="1720">Nel settore <strong data-start="1245" data-end="1257">agricolo</strong>, il DL introduce misure a sostegno della <strong data-start="1299" data-end="1324">transizione ecologica</strong> e della <strong data-start="1333" data-end="1366">modernizzazione delle filiere</strong>, con incentivi mirati a promuovere l’innovazione tecnologica, la riduzione dell’impatto ambientale e il rafforzamento della sicurezza alimentare. Tali interventi si inseriscono in un contesto segnato da crisi climatiche, aumento dei costi di produzione e instabilità dei mercati globali, offrendo agli agricoltori italiani nuovi strumenti di resilienza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1722" data-end="2160">Per il <strong data-start="1729" data-end="1740">turismo</strong>, infine, il decreto prevede risorse per la <strong data-start="1784" data-end="1816">valorizzazione dei territori</strong> e delle eccellenze locali, con l’obiettivo di sostenere un settore che, sebbene in ripresa, è ancora fragile a causa delle fluttuazioni internazionali. Gli incentivi potranno essere utilizzati per migliorare la qualità dell’offerta turistica, digitalizzare i servizi e sviluppare progetti integrati con cultura, enogastronomia e sostenibilità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="386" data-end="465"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="467" data-end="1006">Il <strong data-start="470" data-end="512">DL Omnibus approvato il 20 giugno 2025</strong> si presenta come un provvedimento di <strong data-start="550" data-end="565">transizione</strong>, pensato per rispondere a esigenze immediate del tessuto economico-produttivo italiano, senza però perdere di vista le sfide di medio-lungo periodo. Le misure su <strong data-start="728" data-end="747">IVA e sugar tax</strong> sono emblematiche di questa impostazione: da un lato, interventi mirati a <strong data-start="822" data-end="892">sostenere settori chiave come arte, cultura e industria alimentare</strong>, dall’altro una <strong data-start="909" data-end="931">strategia prudente</strong>, che evita nuove pressioni fiscali in una fase economica ancora fragile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1008" data-end="1521">Il rinvio della sugar tax, pur criticato da chi auspica politiche fiscali più incisive su salute e ambiente, è giustificato da una volontà di <strong data-start="1150" data-end="1182">tutelare le imprese italiane</strong> e dare loro il tempo necessario per adeguarsi, in un contesto già appesantito da inflazione e tensioni sui mercati. La <strong data-start="1302" data-end="1334">riduzione dell’IVA sull’arte</strong>, invece, si distingue come misura strutturale capace di <strong data-start="1391" data-end="1450">rilanciare il mercato italiano a livello internazionale</strong>, attirando nuovi investimenti e stimolando l’intera filiera culturale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1523" data-end="1902">Il DL si fa apprezzare anche per la sua attenzione agli <strong data-start="1579" data-end="1594">enti locali</strong>, al <strong data-start="1599" data-end="1616">terzo settore</strong>, e a comparti come <strong data-start="1636" data-end="1661">turismo e agricoltura</strong>, che rappresentano da sempre il cuore dell’economia reale. Tuttavia, restano alcune incognite: dalla <strong data-start="1763" data-end="1818">capacità di attuazione rapida delle opere pubbliche</strong>, alla necessità di <strong data-start="1838" data-end="1874">monitorare l’effettiva efficacia</strong> delle agevolazioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1904" data-end="2194">In sintesi, il decreto rappresenta un <strong data-start="1942" data-end="1980">equilibrio tra intervento e attesa</strong>, tra sostegno e selettività, che potrà risultare efficace solo se accompagnato da una <strong data-start="2067" data-end="2106">visione strategica di lungo periodo</strong> e da una macchina amministrativa pronta a trasformare le risorse in risultati concreti.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/DL-Omnibus-2025-IVA-ridotta-sull-arte-sugar-tax-rinviata-e-nuovi-fondi-per-imprese-e-territori/">DL Omnibus 2025: IVA ridotta sull’arte, sugar tax rinviata e nuovi fondi per imprese e territori</a> was first posted on Luglio 3, 2025 at 5:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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