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	<title>Rimborso spese &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>Rimborso spese &#8211; Commercialista.it</title>
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	<item>
		<title>Employee Benefits 2024: nuove tendenze e opportunità fiscali per i dipendenti</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Employee-Benefits-2024-nuove-tendenze-e-opportunita-fiscali-per-i-dipendenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Employee Benefits premi ai dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rimborso spese]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il 2024 alle porte, molte aziende stanno ridefinendo le loro politiche sui benefit aziendali per attrarre e mantenere talenti, migliorare il benessere dei dipendenti e ottimizzare i costi.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Employee-Benefits-2024-nuove-tendenze-e-opportunita-fiscali-per-i-dipendenti/">Employee Benefits 2024: nuove tendenze e opportunità fiscali per i dipendenti</a> was first posted on Settembre 17, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con il 2024 alle porte, molte aziende stanno ridefinendo le loro politiche sui <strong>benefit aziendali</strong> per attrarre e mantenere talenti, migliorare il benessere dei dipendenti e ottimizzare i costi. Gli <em>employee benefits</em> non sono solo un modo per premiare i dipendenti, ma anche un potente strumento fiscale, sia per l&#8217;azienda che per i lavoratori. Vediamo quali sono le tendenze e le agevolazioni fiscali previste per il 2024.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Cos&#8217;è un Employee Benefit?</h2>
<p style="text-align: justify;">Gli employee benefits sono vantaggi offerti dall&#8217;azienda ai dipendenti oltre al salario. Possono includere servizi, agevolazioni e contributi che migliorano la qualità della vita lavorativa e personale del dipendente. Oltre ai tradizionali benefit come l’assicurazione sanitaria, le pensioni integrative e i buoni pasto, nel 2024 molte aziende si stanno concentrando su nuove aree come il welfare aziendale e i benefit legati alla sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Le Principali Novità dei Benefit Aziendali nel 2024</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. Aumento della soglia di esenzione fiscale per i benefit in natura</strong> Nel 2024, una delle principali novità riguarda l&#8217;aumento della soglia di esenzione fiscale per i benefit in natura. La Legge di Bilancio ha previsto un incremento fino a € 3.000 per i dipendenti con figli a carico. Questo significa che le aziende possono offrire una gamma più ampia di benefit senza che i dipendenti subiscano tassazioni aggiuntive.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. Flessibilità e lavoro da remoto</strong> Il 2024 vedrà un crescente focus sui <strong>benefit legati al lavoro flessibile e da remoto</strong>. Con l’aumento dello smart working, molte aziende stanno offrendo pacchetti che includono il rimborso delle spese per internet, attrezzature per home office e contributi per la salute mentale, come corsi di mindfulness e sessioni di supporto psicologico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. Piani di welfare aziendale</strong> I <strong>piani di welfare aziendale</strong> continuano a essere un punto chiave. Questi piani permettono ai dipendenti di utilizzare una parte del proprio compenso sotto forma di servizi e prestazioni come istruzione, assistenza ai familiari, abbonamenti a palestre, e molto altro. Il vantaggio per i dipendenti è che queste somme sono <strong>esentasse</strong> fino a un certo limite, mentre le aziende beneficiano di deduzioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. Benefit legati alla mobilità sostenibile</strong> La crescente attenzione alla sostenibilità si riflette anche nei benefit aziendali. Sempre più aziende stanno incentivando la mobilità sostenibile, offrendo contributi per l’acquisto di biciclette elettriche, abbonamenti al trasporto pubblico o ricariche per veicoli elettrici. Questi contributi, nel rispetto dei limiti fiscali, possono essere esentasse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5. Formazione e aggiornamento professionale</strong> L’investimento nella formazione è una tendenza in forte crescita per il 2024. I <strong>corsi di formazione</strong> o aggiornamento, spesso offerti tramite piattaforme e-learning, sono incentivati fiscalmente e considerati uno dei modi migliori per aumentare le competenze dei dipendenti e garantire la crescita professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Aspetti Fiscali degli Employee Benefits nel 2024</h2>
<p style="text-align: justify;">Uno degli aspetti più interessanti dei benefit aziendali è il trattamento fiscale agevolato di molte delle prestazioni offerte. Ecco alcuni punti chiave:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Benefit esentasse</strong>: Alcuni benefit, come i buoni pasto elettronici fino a € 8 al giorno, i rimborsi per le spese di trasporto pubblico o i contributi per la previdenza complementare, non sono soggetti a tassazione, né per il dipendente né per l’azienda.</li>
<li><strong>Welfare aziendale e deducibilità fiscale</strong>: Le aziende possono dedurre le spese sostenute per i piani di welfare aziendale dal proprio reddito imponibile, ottenendo così un doppio vantaggio: migliorare il benessere dei dipendenti e ridurre la pressione fiscale.</li>
<li><strong>Soglie di esenzione</strong>: Alcuni benefit sono esenti da tassazione fino a una certa soglia. Ad esempio, come accennato prima, nel 2024 la soglia di esenzione per i benefit in natura è aumentata a € 3.000 per i dipendenti con figli a carico.</li>
<li><strong>Vantaggi per i fringe benefits</strong>: I <strong>fringe benefits</strong>, come l&#8217;uso di auto aziendali o l&#8217;assegnazione di dispositivi elettronici, sono soggetti a una tassazione agevolata se il valore del bene rientra nei limiti stabiliti. Ad esempio, per le auto aziendali a basse emissioni, le agevolazioni fiscali sono particolarmente interessanti.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Quando i Benefit Aziendali Diventano Tassabili?</h2>
<p style="text-align: justify;">Non tutti i benefit sono esentasse. Superati i limiti imposti dalla legge, i benefit diventano soggetti a tassazione, sia per l’azienda che per il dipendente. Per evitare sorprese, è importante che le aziende tengano sotto controllo i valori massimi consentiti e comunichino chiaramente ai dipendenti quando i vantaggi fiscali potrebbero venire meno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Come Calcolare la Convenienza dei Benefit</h2>
<p style="text-align: justify;">La convenienza degli <strong>employee benefits</strong> dipende da diversi fattori, tra cui il reddito del dipendente, il valore dei benefit e la loro natura. In generale, i benefit esentasse o tassati in modo agevolato risultano essere un vantaggio sia per l&#8217;azienda che per il lavoratore, poiché riducono il carico fiscale complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per calcolare la convenienza, è utile considerare:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>La somma dei benefit offerti rispetto alla retribuzione lorda.</li>
<li>L&#8217;impatto fiscale dei benefit sul reddito del dipendente.</li>
<li>La possibilità di ottimizzare il compenso totale (benefit + salario) in funzione delle esenzioni fiscali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Conclusioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Gli <strong>employee benefits</strong> continuano a essere un pilastro fondamentale per le strategie aziendali di gestione delle risorse umane nel 2024. Con le nuove agevolazioni fiscali e i cambiamenti normativi, aziende e dipendenti possono trarre vantaggio da un&#8217;attenta pianificazione. Dalla flessibilità lavorativa ai piani di welfare, passando per la sostenibilità e la formazione, i benefit non solo migliorano la qualità della vita lavorativa, ma offrono anche opportunità di risparmio fiscale significative.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Employee-Benefits-2024-nuove-tendenze-e-opportunita-fiscali-per-i-dipendenti/">Employee Benefits 2024: nuove tendenze e opportunità fiscali per i dipendenti</a> was first posted on Settembre 17, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il valore aggiunto dei buoni pasto e carburante: come migliorano la vita aziendale e la soddisfazione dei dipendenti</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Il-valore-aggiunto-dei-buoni-pasto-e-carburante-come-migliorano-la-vita-aziendale-e-la-soddisfazione-dei-dipendenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Sara Marroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 12:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimborso spese]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel panorama dei benefit aziendali, i buoni pasto rappresentano uno strumento sempre più apprezzato sia dalle imprese che dai lavoratori.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Il-valore-aggiunto-dei-buoni-pasto-e-carburante-come-migliorano-la-vita-aziendale-e-la-soddisfazione-dei-dipendenti/">Il valore aggiunto dei buoni pasto e carburante: come migliorano la vita aziendale e la soddisfazione dei dipendenti</a> was first posted on Marzo 4, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Introduzione ai Buoni Pasto nel Contesto Aziendale e Fiscale</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>Nel panorama dei benefit aziendali, i buoni pasto rappresentano uno strumento sempre più apprezzato sia dalle imprese che dai lavoratori, grazie alla loro flessibilità d&#8217;uso e ai <strong>vantaggi fiscali</strong> che offrono. Questi voucher, destinati all&#8217;acquisto di pasti o generi alimentari, non solo incrementano il benessere dei dipendenti ma si configurano anche come uno strumento strategico per le aziende in termini di ottimizzazione fiscale e contributiva. In questo articolo, esploreremo come i buoni pasto si inseriscono nell&#8217;ecosistema aziendale, focalizzandoci sui benefici fiscali e sulle normative che ne disciplinano l&#8217;uso, al fine di delineare un quadro chiaro e aggiornato per imprenditori e professionisti alla ricerca di soluzioni per incentivare il personale riducendo al contempo il carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Vantaggi Fiscali dei Buoni Pasto per le Aziende</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>I buoni pasto rappresentano una soluzione vantaggiosa sotto il profilo fiscale per le aziende che scelgono di adottarli come parte del<strong> pacchetto retributivo offerto ai propri dipendenti.</strong> Uno dei principali benefici è rappresentato dalla <strong>deducibilità del costo sostenuto per l&#8217;acquisto dei buoni pasto dal reddito d&#8217;impresa ai fini delle imposte dirette.</strong> Questo significa che le spese effettuate per l&#8217;acquisto dei voucher possono essere sottratte dal reddito imponibile dell&#8217;azienda, riducendo così l&#8217;ammontare dell&#8217;imposta sul reddito delle società (IRES) o dell&#8217;imposta sul reddito dei lavoratori autonomi (IRPEF) da versare.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, i buoni pasto godono di una<strong> particolare esenzione contributiva</strong> fino a un certo limite di valore, stabilito annualmente, al di sotto del quale non sono soggetti a contributi previdenziali e assicurativi. Ciò si traduce in un ulteriore risparmio sia per l&#8217;azienda che per il lavoratore, dal momento che l&#8217;importo dei buoni pasto non incide sul calcolo dei contributi sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro aspetto di <strong>rilievo è l&#8217;IVA:</strong> i buoni pasto <strong>non sono soggetti a tale imposta</strong>, il che rappresenta un ulteriore vantaggio in termini di costi per l&#8217;azienda. È importante sottolineare che per godere di questi benefici fiscali, i buoni pasto devono essere <strong>utilizzati nel rispetto delle normative vigenti</strong>, che ne disciplinano l&#8217;emissione e l&#8217;utilizzo, garantendo che siano destinati all&#8217;acquisto di pasti o generi alimentari da parte dei dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Normative e Limiti per l&#8217;Utilizzo dei Buoni Pasto</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>L&#8217;efficacia dei buoni pasto come strumento di benefit aziendale è strettamente legata alla comprensione e all&#8217;osservanza delle normative che ne disciplinano l&#8217;emissione e l&#8217;uso.</p>
<p style="text-align: justify;">La normativa fiscale italiana prevede specifici limiti di valore entro i quali i buoni pasto sono esentati da contributi previdenziali e imposte, rendendo fondamentale per le aziende aderire a tali parametri per massimizzare i vantaggi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;anno corrente, il limite di esenzione per i buoni pasto è fissato in un valore massimo per singolo buono, oltre il quale l&#8217;importo eccedente diventa soggetto a tassazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo limite viene periodicamente aggiornato e può variare in base alle disposizioni legislative, sottolineando l&#8217;importanza per le aziende di mantenersi aggiornate per evitare inadempienze.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre al limite di valore, la normativa prevede che i buoni pasto debbano essere<strong> utilizzati esclusivamente per l&#8217;acquisto di pasti o generi alimentari</strong>. Non possono, quindi, essere convertiti in denaro o utilizzati per l&#8217;acquisto di beni e servizi non alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo aspetto è cruciale per garantire l&#8217;aderenza agli scopi incentivanti e di welfare aziendale che i buoni pasto si prefiggono di perseguire.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, è opportuno considerare che l&#8217;emissione e la gestione dei buoni pasto sono regolate da accordi specifici tra aziende e fornitori di servizi di buoni pasto. Tali accordi possono includere condizioni particolari, come la validità territoriale dei buoni, i circuiti di accettazione, e le modalità di distribuzione ai dipendenti, che possono influenzare l&#8217;efficacia del benefit offerto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Strategie di Implementazione e Best Practices</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>Per massimizzare i benefici dei buoni pasto, le aziende devono adottare strategie mirate e seguire best practices nella loro implementazione. Una gestione oculata di questo strumento può tradursi in un significativo incremento della soddisfazione dei dipendenti, oltre a garantire l&#8217;efficienza fiscale per l&#8217;impresa. Ecco alcuni suggerimenti pratici:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Personalizzazione dell&#8217;offerta</strong>: Adeguare l&#8217;ammontare e la frequenza dei buoni pasto alle esigenze dei dipendenti e alle specificità dell&#8217;azienda, considerando fattori come la localizzazione geografica, gli orari di lavoro e le abitudini alimentari.</li>
<li><strong>Comunicazione efficace</strong>: Informare chiaramente i dipendenti riguardo il valore dei buoni pasto, come e dove possono essere utilizzati, e i benefici fiscali associati. Una comunicazione trasparente aumenta la percezione del valore di questo benefit.</li>
<li><strong>Monitoraggio e feedback</strong>: Raccogliere feedback dai dipendenti sull&#8217;utilità e sull&#8217;efficacia dei buoni pasto e monitorare l&#8217;uso del benefit può aiutare le aziende a fare aggiustamenti mirati per ottimizzare l&#8217;offerta.</li>
<li><strong>Collaborazione con fornitori affidabili</strong>: Selezionare fornitori di buoni pasto che offrano una vasta rete di accettazione, facilità d&#8217;uso e soluzioni digitali può migliorare significativamente l&#8217;esperienza dei dipendenti.</li>
<li><strong>Compliance normativa</strong>: Assicurarsi di aderire alle normative vigenti per evitare sanzioni e massimizzare i vantaggi fiscali. Questo include l&#8217;aggiornamento periodico sulle variazioni dei limiti di esenzione e sulle pratiche di emissione e utilizzo dei buoni.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Adottando queste strategie, le aziende possono trasformare i buoni pasto in un potente strumento di welfare aziendale, capace di migliorare il benessere dei dipendenti e di ottimizzare la gestione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Implicazioni dell&#8217;Erogazione dei Buoni Pasto per i Dipendenti</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>L&#8217;erogazione dei buoni pasto da parte dell&#8217;azienda comporta una serie di implicazioni positive per i dipendenti, che vanno ben oltre il semplice valore economico del buono stesso. Questi vantaggi si riflettono sia sul piano personale che professionale, contribuendo a creare un ambiente lavorativo più soddisfacente e motivante.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Aumento del potere d&#8217;acquisto</strong>: I buoni pasto incrementano effettivamente il potere d&#8217;acquisto dei dipendenti destinati all&#8217;acquisto di pasti o generi alimentari, permettendo loro di risparmiare somme che altrimenti sarebbero state spese per il pranzo durante le ore lavorative.</li>
<li><strong>Flessibilità e comodità</strong>: I buoni pasto offrono una maggiore flessibilità nella scelta di dove e cosa mangiare, rispetto alla tradizionale mensa aziendale. Questo aspetto è particolarmente apprezzato in un contesto lavorativo che valorizza l&#8217;autonomia e le preferenze individuali.</li>
<li><strong>Benefici fiscali</strong>: Per i dipendenti, i buoni pasto rappresentano un vantaggio retributivo non imponibile fino a un certo limite di valore giornaliero, il che significa che possono godere di questo benefit senza subire un impatto diretto sulla loro imposizione fiscale. Questo aspetto rende i buoni pasto particolarmente attraenti come forma di retribuzione aggiuntiva.</li>
<li><strong>Miglioramento del benessere</strong>: Avere la possibilità di consumare pasti equilibrati e di qualità grazie ai buoni pasto contribuisce al benessere fisico e mentale dei dipendenti, influenzando positivamente la loro produttività e soddisfazione lavorativa.</li>
<li><strong>Sensazione di apprezzamento</strong>: L&#8217;adozione dei buoni pasto da parte dell&#8217;azienda può essere percepita dai dipendenti come un segno di considerazione e apprezzamento nei loro confronti, rafforzando il loro senso di appartenenza e la loro fedeltà aziendale.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In sintesi, l&#8217;erogazione dei buoni pasto si traduce in una serie di benefici tangibili e intangibili per i dipendenti, contribuendo a creare una cultura aziendale incentrata sul benessere e sulla valorizzazione delle risorse umane.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Limiti di Erogazione dei Buoni Pasto da Parte dell&#8217;Impresa</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>L&#8217;erogazione dei buoni pasto da parte delle imprese è soggetta a specifici limiti e condizioni imposte dalla normativa fiscale, al fine di garantire che questi strumenti siano utilizzati in modo appropriato e per gli scopi previsti. Questi limiti sono fondamentali per assicurarsi che i buoni pasto rimangano un beneficio esentasse per i dipendenti e deducibili per l&#8217;azienda. Di seguito sono riportati i principali limiti di erogazione:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Limite di valore giornaliero</strong>: La normativa prevede un limite massimo di valore per ciascun buono pasto erogato, al di sopra del quale il beneficio perde l&#8217;esenzione fiscale. Per l&#8217;anno corrente, questo limite è fissato in una cifra specifica, aggiornabile annualmente in base alle disposizioni legislative. Superare questo valore potrebbe comportare l&#8217;applicazione di tasse e contributi aggiuntivi sia per l&#8217;impresa che per il dipendente.</li>
<li><strong>Finalità d&#8217;uso</strong>: I buoni pasto devono essere utilizzati esclusivamente per l&#8217;acquisto di pasti o generi alimentari. Non possono essere convertiti in denaro né utilizzati per acquistare beni o servizi non alimentari. Questo assicura che il beneficio mantenga la sua finalità originaria di supporto al benessere alimentare del lavoratore.</li>
<li><strong>Periodicità di erogazione</strong>: Benché la normativa non specifichi una periodicità obbligatoria per l&#8217;erogazione dei buoni pasto, è prassi comune che l&#8217;azienda li distribuisca su base mensile o in corrispondenza dei giorni lavorativi.</li>
<li><strong>Discriminazione tra dipendenti</strong>: L&#8217;offerta di buoni pasto dovrebbe essere equa e non discriminatoria, garantendo che tutti i dipendenti in situazioni simili ricevano lo stesso trattamento. Questo principio è importante per mantenere un clima aziendale positivo e per evitare potenziali contenziosi.</li>
<li><strong>Documentazione e tracciabilità</strong>: Le imprese devono mantenere una documentazione accurata riguardante l&#8217;acquisto e la distribuzione dei buoni pasto, al fine di dimostrare la conformità con le normative fiscali e previdenziali in caso di controlli.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Questi limiti sono stabiliti per assicurare che i buoni pasto vengano utilizzati come strumento di welfare aziendale, incentivando correttamente i dipendenti senza generare oneri fiscali imprevisti per l&#8217;impresa o per i lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Buoni Carburante: Un Altro Aspetto del Welfare Aziendale</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>Oltre ai buoni pasto, un&#8217;altra forma di beneficio sempre più diffusa nel panorama del welfare aziendale sono i buoni carburante. Questi voucher, destinati all&#8217;<strong>acquisto di carburante per i veicoli</strong>, rappresentano un vantaggio non solo per i dipendenti che utilizzano l&#8217;auto per motivi lavorativi, ma anche per coloro che ne fanno uso per spostamenti personali. Analogamente ai buoni pasto, i buoni carburante offrono vantaggi sia per i lavoratori che per le aziende, ma è importante conoscere le normative che ne disciplinano l&#8217;uso per massimizzare l&#8217;efficacia di questo strumento di welfare.</p>
<p style="text-align: justify;">I buoni carburante possono essere considerati come un rimborso spese, esenti da tassazione fino a un determinato limite stabilito dalla legge, purché siano rispettati certi criteri relativi alla documentazione e all&#8217;uso. Questi limiti sono volti a garantire che il beneficio sia effettivamente utilizzato per<strong> coprire i costi del carburante necessari per l&#8217;esecuzione del lavoro o, in alcuni casi, per gli spostamenti casa-lavoro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Conclusione: Valorizzare i Dipendenti attraverso il Welfare Aziendale</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>Nel contesto aziendale contemporaneo, i buoni pasto e i buoni carburante rappresentano due delle molteplici facce del welfare aziendale, strumenti attraverso i quali le imprese possono non solo incentivare e motivare i propri dipendenti, ma anche ottenere significativi vantaggi fiscali. L&#8217;implementazione di questi benefit, se gestita nel rispetto delle normative vigenti, contribuisce a creare un ambiente lavorativo positivo, in cui i lavoratori si sentono valorizzati e supportati nelle loro esigenze quotidiane.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;adozione di politiche di welfare aziendale ben strutturate è un investimento sul capitale umano, che si traduce in una maggiore produttività, nella riduzione del turnover e in un miglioramento dell&#8217;immagine aziendale. Buoni pasto e buoni carburante, insieme ad altri benefit, come assicurazioni sanitarie e piani pensionistici integrativi, delineano un&#8217;offerta complessiva che risponde alle diverse esigenze dei lavoratori, promuovendo al contempo una cultura aziendale incentrata sul benessere e sulla soddisfazione del personale.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, la chiave per un efficace welfare aziendale risiede nella capacità di bilanciare gli aspetti fiscali e normativi con le esigenze e le aspettative dei dipendenti. Attraverso una comunicazione trasparente, un&#8217;attenta pianificazione e l&#8217;adozione di pratiche di best practice, le imprese possono trasformare i buoni pasto e i buoni carburante in potenti strumenti di fidelizzazione e motivazione del personale, rafforzando allo stesso tempo il proprio brand e la propria competitività sul mercato.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Il-valore-aggiunto-dei-buoni-pasto-e-carburante-come-migliorano-la-vita-aziendale-e-la-soddisfazione-dei-dipendenti/">Il valore aggiunto dei buoni pasto e carburante: come migliorano la vita aziendale e la soddisfazione dei dipendenti</a> was first posted on Marzo 4, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La gestione trasparente delle spese aziendali: un ponte di fiducia tra dipendente e datore di lavoro</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/La-Gestione-Trasparente-delle-Spese-Aziendali-Un-Ponte-di-Fiducia-tra-Dipendente-e-Datore-di-Lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Giorgia Pica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 08:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimborso spese]]></category>
		<category><![CDATA[Conformità normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Deduzione fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il rimborso chilometrico rappresenta una delle voci di spesa più comuni per le aziende che hanno dipendenti che si spostano frequentemente per lavoro.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/La-Gestione-Trasparente-delle-Spese-Aziendali-Un-Ponte-di-Fiducia-tra-Dipendente-e-Datore-di-Lavoro/">La gestione trasparente delle spese aziendali: un ponte di fiducia tra dipendente e datore di lavoro</a> was first posted on Febbraio 16, 2024 at 9:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il Rimborso Chilometrico: Come Funziona e Vantaggi Fiscali</h2>
<p style="text-align: justify;">Il rimborso chilometrico rappresenta una delle voci di spesa più comuni per le aziende che hanno dipendenti che si spostano frequentemente per lavoro. Questo tipo di rimborso si riferisce al costo sostenuto dai dipendenti per gli spostamenti in auto per motivi di lavoro, calcolato sulla base di una tariffa chilometrica stabilita annualmente dall&#8217;ACI (Automobile Club Italia). La deducibilità di queste spese per l&#8217;azienda e l&#8217;esenzione fiscale per il dipendente sono soggette al rispetto di specifici requisiti, come la necessità che gli spostamenti siano debitamente documentati e rientrino tra le attività lavorative riconosciute.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista fiscale,<strong> il rimborso chilometrico è interamente deducibile per l&#8217;azienda, a patto che non superi i limiti stabiliti dall&#8217;ACI e che sia giustificato da una dettagliata documentazione</strong>. Per il dipendente, il rimborso non costituisce reddito imponibile, rappresentando quindi un vantaggio sia per l&#8217;azienda sia per il lavoratore.</p>
<p style="text-align: justify;">La deducibilità di queste spese per le aziende e l&#8217;esenzione dal reddito imponibile per i dipendenti sono regolamentate dall&#8217;articolo 95 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) che stabilisce i criteri per la determinazione dei redditi d&#8217;impresa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">L&#8217;Indennità di Trasferta: Aspetti Fiscali e Benefici</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;indennità di trasferta, invece, copre le spese sostenute dal dipendente per alloggio, vitto e piccole spese accessorie quando è in viaggio per lavoro fuori dalla sua sede abituale. Questa indennità, se correttamente calcolata e documentata, è deducibile per l&#8217;azienda e non imponibile (fino a un certo limite) per il dipendente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per garantire la deducibilità e l&#8217;esenzione fiscale, è fondamentale che <strong>l&#8217;indennità non superi i limiti di spesa considerati congrui dalla normativa fiscale e che vi sia una precisa rendicontazione delle spese effettive.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La corretta gestione di queste voci di spesa non solo consente alle aziende di beneficiare di vantaggi fiscali, ma contribuisce anche a mantenere elevata la soddisfazione dei dipendenti, compensando adeguatamente le incombenze legate agli spostamenti lavorativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il riferimento normativo principale è rappresentato dall&#8217;articolo 51 del TUIR, che disciplina le condizioni sotto le quali le varie forme di indennità di trasferta non concorrono a formare il reddito imponibile del lavoratore. In particolare, si evidenzia la necessità che le spese siano effettivamente sostenute e documentate per attività lavorative fuori dalla sede abituale di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">A tale riguardo occorre operare preliminarmente una distinzione tra le trasferte effettuate nell’ambito del territorio o  al di fuori dal territorio comunale sede di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Trasferte effettuate nell’ambito del comune sede di lavoro</h2>
<p style="text-align: justify;">Regola generale è quella secondo cui i rimborsi e le indennità percepite dal dipendente in relazione  alle  trasferte  effettuate  nell’ambito  del  territorio  comunale  (sede  di  lavoro) concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Trasferte effettuate fuori del comune sede di lavoro</h2>
<p style="text-align: justify;">In  caso  di  trasferte  effettuate  fuori  del  territorio  comunale  sede  di  lavoro,  ai  fini  della determinazione del reddito di lavoro dipendente assume rilievo la modalità tecnica con cui il rimborso della spesa (erogazione dell’indennità) viene effettuato</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Procedure amministrative per i rimborsi</h2>
<p style="text-align: justify;">Esistono tre procedure per la determinazione del rimborso spese delle trasferte effettuate dai lavoratori dipendenti fuori dal Comune sede di lavoro: il metodo forfetario,  metodo analitico o a piè di lista,  metodo misto. Per il tipo di impianto contabile adottato e le caratteristiche aziendali, si presenta ottimale la scelta del metodo analitico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rimborso analitico o piè di lista</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con   il   “rimborso   analitico”   tutte   le   spese   sostenute   dal   dipendente,   debitamente documentate  e  riassunte  in nota  spese,  sono    rimborsate  dal datore di lavoro e pertanto in capo a questi sorge legittimamente il diritto alla deduzione delle stesse dal reddito di impresa secondo le modalità di  seguito indicate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il metodo analitico è  consigliato per i seguenti motivi:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>a) allo scopo di adottare una procedura trasparente e funzionale per il   datore di lavoro che sposi le esigenze di una corretta tenuta della contabilità ordinaria;</li>
<li>b) evitare la corresponsione  di una indennità   di   trasferta  che  concorrerebbe ad incrementare il reddito imponibile in capo al dipendente;</li>
<li>c) meglio si sposa con l’adozione e compilazione del modello di nota spese dal nostro Studio elaborato e personalizzato sulle   esigenze del cliente.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Conclusione</h2>
<p style="text-align: justify;">La gestione efficace e trasparente del rimborso spese rappresenta un pilastro fondamentale nella costruzione di un rapporto di fiducia e responsabilità reciproca tra dipendenti e datori di lavoro. Attraverso politiche chiare, procedure semplificate e l&#8217;adozione di tecnologie avanzate, le aziende possono non solo ottimizzare i processi amministrativi ma anche rafforzare la cultura aziendale, incentrata sul supporto e il riconoscimento del lavoro dei dipendenti. Questa pratica non solo garantisce la conformità alle normative vigenti, ma apre anche la strada a potenziali risparmi fiscali, migliorando l&#8217;efficienza operativa e finanziaria dell&#8217;azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultima analisi, l&#8217;approccio adottato nell&#8217;amministrazione delle spese aziendali riflette i valori e l&#8217;etica dell&#8217;organizzazione, contribuendo a instaurare un ambiente lavorativo positivo e produttivo. La chiave del successo risiede nella capacità di gestire queste pratiche con integrità, promuovendo un dialogo aperto e costruttivo tra tutte le parti interessate. Così facendo, le aziende non solo rispettano i requisiti legali ma si posizionano anche come esempi di buona governance e responsabilità corporativa, elementi sempre più valorizzati nel panorama aziendale contemporaneo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sismabonus 2017: agevolazione fiscale fino all&#8217;85% per gli interventi di  messa in sicurezza degli edifici a rischio sismico anche per le zone a rischio “3”</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/sismabonus-2017-agevolazione-fiscale-fino-all85-per-gli-interventi-di-messa-in-sicurezza-degli-edifici-a-rischio-sismico-anche-per-le-zone-a-rischio-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 11:58:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Guida fiscale all' Ecobonus, Bonus ristrutturazione edilizia e Sisma Bonus nella legge di stabilità  2017:  chi può ottenere le  detrazioni  Irpef e Ires fino all’85% e quando<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/sismabonus-2017-agevolazione-fiscale-fino-all85-per-gli-interventi-di-messa-in-sicurezza-degli-edifici-a-rischio-sismico-anche-per-le-zone-a-rischio-3/">Sismabonus 2017: agevolazione fiscale fino all&#8217;85% per gli interventi di  messa in sicurezza degli edifici a rischio sismico anche per le zone a rischio “3”</a> was first posted on Gennaio 28, 2017 at 12:58 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La legge di bilancio 2017, nell&#8217;ambito dei piani di prevenzione riassetto e messa in sicurezza  degli edifici a seguito dei violenti terremoti che di recente hanno profondamente danneggiato centri storici e abitazioni del Centro Italia, con drammatiche conseguenze e pesanti ripercussioni sotto molteplici profili, ha introdotto il Sisma bonus, l’agevolazione fiscale per l’adeguamento antisismico. La novità più importante introdotta è la possibilità di detrarre gli interventi di messa in sicurezza fino all’85%. Delle spese di miglioramento e ristrutturazione anti-terremoto. Vediamo quando, dove e a chi spetta questo importante beneficio fiscale. </p>
<p> Adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare in Italia: arriva il Sismabonus  </p>
<p> La legge di bilancio 2017, nell&#8217;ambito dei piani di prevenzione riassetto e messa in sicurezza degli edifici a seguito dei violenti terremoti che di recente hanno profondamente danneggiato centri storici e abitazioni del Centro Italia, con drammatiche conseguenze e pesanti ripercussioni sotto molteplici profili, ha introdotto il Sisma bonus, l’agevolazione fiscale per l’adeguamento antisismico. </p>
<p> La novità più importante del Sisma bonus 2017 è la possibilità di detrarre gli interventi di messa in sicurezza fino all’85%. Per le spese di miglioramento e ristrutturazione anti-terremoto, effettuate sulle case, immobili delle attività produttive e condomini, nelle zone ad alto rischio sismico. Inoltre, la possibilità di usufruire del Bonus viene estesa anche alle seconde case e alle zone a rischio 3 (zone nelle quali, in base alla classificazione sismica del territorio possono verificarsi forti terremoti ma rari). </p>
<p> Aliquote di detrazione del Sismabonus  </p>
<p> La detrazione Irpef partirà dal 50% e potrà salire nel caso in cui l’edificio venga migliorato di due classi di rischio. Nello specifico, è previsto che lo sconto possa aumentare al 70% o all’80% per le case e dal 75% all’85% per i condomini e l’importo massimo per il quale si può richiederei il Sisma bonus è di € 96. 000. </p>
<p> Per quali interventi e dove è previsto lo sconto d&#8217;imposta  </p>
<p> In buona sostanza deve trattarsi di interventi antisismici su edifici ricadenti in zone ritenute ad alta pericolosità sismica (zone 1, 2) e anche in zone 3 , appositamente individuate con una ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274 del 20 marzo 2003. </p>
<p> Classificazione zone a rischio sismico </p>
<p> Zona 1 &#8211; Sismicità alta: è quella a più alta pericolosità sismica, dove cioè si possono verificare forti terremoti e comprende 708 comuni, tra cui quelli dove si sono registrati gli ultimi terremoti più forti (Abruzzo, Friuli, Campania, Calabria, Marche, Lazio) [PGA oltre 0,25g. ];</p>
<p> Zona 2 &#8211; Sismicità media [PGA fra 0,15 e 0,25g], che include 2. 345 Comuni in cui potrebbero verificarsi terremoti abbastanza forti;</p>
<p> Zona 3 &#8211; Sismicità bassa [PGA fra 0,05 e 0,15g], vi rientrano i Comuni che potrebbero essere soggetti a terremoti modesti;</p>
<p> Zona 4 &#8211; Sismicità molto bassa [PGA inferiore a 0,05g], è la meno esposta al verificarsi di eventi sismici. (non inclusa nell&#8217;agevolazione). </p>
<p> Distinzione applicativa per il funzionamento del Sismabonus sotto il profilo temporale  </p>
<p> Sisma bonus 2017 dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017: per le spese sostenute per l’adeguamento antisismico degli edifici ricadenti nelle zone 1 e 2, altissima e alta pericolosità sismica, per le abitazioni e attività produttive, spetta una detrazione pari al 50% su 96. 000 € di spesa massima da suddividere in 5 quote annuali di pari importo a partire dall’anno in cui si sono sostenute le spese;</p>
<p>a decorrere dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021, è prevista l&#8217;estensione della predetta detrazione  anche alla zona sismica 3. </p>
<p> A beneficiare del Sismabonus saranno anche le seconde case, i condomìni anche se incapienti, e gli enti locali che dovranno mettere in sicurezza gli edifici pubblici. </p>
<p> Il Sismabonus quindi viene in soccorso, oltre che per la sicurezza delle private abitazioni, ogni qualvolta si tratti di costruzioni adibite ad attività produttive, quindi quelle destinate all’esercizio di attività commerciali (negozi, laboratori etc. ) ovvero anche a quelle professionali. Sarebbero quindi incluse anche quelle rurali. </p>
<p> Percentuali del Sismabonus condomini 2017: </p>
<p> Riguardo agli edifici condominiali, per una riduzione di 1 classe di rischio spetta una detrazione del 75%, per 2 classi 85%. Il limite massimo di spesa è di 96. 000 € e vi rientrano anche spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili. </p>
<p> Destinatari del Sismabonus  </p>
<p> La “legge-base” (art. 16-bis TUIR) indica quali possibili destinatari dell’agevolazione, coloro che possiedono l’unità immobiliare a titolo di proprietà ovvero che la detengono ad altro titolo (ad esempio, in conseguenza di un contratto di locazione, comodato o di abitazione o un diritto di usufrutto). </p>
<p> Agli effetti delle imposte, l’Agenzia delle Entrate ha esteso il Bonus, a certe condizioni, anche al  “familiare convivente” (non possessore o detentore dell’immobile) consentendogli la detrazione di imposta per spese da lui sostenute per l’intervento edilizio sull’immobile di proprietà dell’altro coniuge. </p>
<p> Le novità introdotte dal Sismabonus in pillole</p>
<p> detrazione applicabile anche alle seconde case e alle attività produttive;</p>
<p> estensione del diritto al Bonus anche per chi si trova in zona sismica 3;</p>
<p> detrazione in 5 anni e non più 10;</p>
<p> possibilità di chiedere il bonus per interventi di classificazione e verifica sismica;</p>
<p> estensione dell’agevolazione ai condomini. </p>
<p> Se desiderate mettere in sicurezza i vostri immobili con il Sismabonus ed essere assistiti con serenità e professionalità, </p>
<p> contattateci al NUMERO VERDE 800192752!  </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/sismabonus-2017-agevolazione-fiscale-fino-all85-per-gli-interventi-di-messa-in-sicurezza-degli-edifici-a-rischio-sismico-anche-per-le-zone-a-rischio-3/">Sismabonus 2017: agevolazione fiscale fino all&#8217;85% per gli interventi di  messa in sicurezza degli edifici a rischio sismico anche per le zone a rischio “3”</a> was first posted on Gennaio 28, 2017 at 12:58 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Bonus ristrutturazione edilizia confermato al 50%. Tempo fino al 31 dicembre 2017 per ottenere l&#8217;agevolazione fiscale.</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/bonus-ristrutturazione-edilizia-confermato-al-50-tempo-fino-al-31-dicembre-2017-per-ottenere-lagevolazione-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 09:54:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abitazione Principale]]></category>
		<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[AFFITTI & LOCAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Detrazioni ed Incentivi Fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Dichiarazione]]></category>
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		<category><![CDATA[ELENCO SPESE AMMISSIBILI]]></category>
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					<description><![CDATA[Guida fiscale all' Ecobonus, Bonus ristrutturazione edilizia e Sisma Bonus nella legge di stabilità  2017:  chi può ottenere le  detrazioni  Irpef e Ires fino all’85% e quando.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/bonus-ristrutturazione-edilizia-confermato-al-50-tempo-fino-al-31-dicembre-2017-per-ottenere-lagevolazione-fiscale/">Bonus ristrutturazione edilizia confermato al 50%. Tempo fino al 31 dicembre 2017 per ottenere l&#8217;agevolazione fiscale.</a> was first posted on Gennaio 28, 2017 at 10:54 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Con la  legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell&#8217;11 dicembre 2016) è stata confermata e prorogata fino al 31 dicembre 2017 la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie che, prima dell&#8217;ufficialità della conferma, sarebbe dovuta scendere al 36%.  Si tratta di un&#8217;’importante agevolazione per chi intende affrontare una spesa anche ingente per migliorare la propria casa ! In particolare, l&#8217;agevolazione fiscale riguarda interventi per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. Individuiamo insieme i soggetti che possono chiedere il Bonus, per quali spese e tipi di lavori . </p>
<p> Bonus ristrutturazione edilizia nella Finanziaria 2017</p>
<p> Con la  legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell&#8217;11 dicembre 2016) è stata confermata e prorogata fino al 31 dicembre 2017 la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie che, prima dell&#8217;ufficialità della conferma, sarebbe dovuta scendere al 36%. </p>
<p> Si tratta di un&#8217;’importante agevolazione per chi intende affrontare una spesa anche ingente per migliorare la propria casa! </p>
<p> Il Bonus ristrutturazioni prevede al suo interno anche l&#8217;accessorio  Bonus Mobili, con la possibilità di detrarre le spese di acquisto di mobili al 50%. </p>
<p> Il Bonus ristrutturazioni viene concesso per un massimo di spesa di 96. 000 euro ad unità immobiliare e il rimborso della spesa sostenuta è ripartito ratealmente in 10 anni. </p>
<p> In particolare, l&#8217;agevolazione fiscale riguarda interventi per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. </p>
<p> Per  quantificare la spesa sostenuta faranno fede i bonifici effettuati dal richiedente l&#8217; agevolazione per ogni unità immobiliare. </p>
<p> Chi sono i  beneficiari? Non solo il proprietario dell&#8217;immobile. </p>
<p> Il Bonus ristrutturazioni 2017 con detrazione al 50% può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento dell’Irpef, residenti o non residenti in Italia. :</p>
<p> Inoltre, per godere dello sconto Irpef non è necessario essere proprietari  dell’immobile perché il beneficio è concesso anche al titolare dei diritti di godimento e a coloro che ne sosterranno le spese. </p>
<p> Nel dettaglio lo sconto d&#8217;imposta si rivolge ai seguenti soggetti: </p>
<p> proprietari o nudi proprietari;</p>
<p> titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);</p>
<p> locatari o comodatari;</p>
<p> soci di cooperative divise e indivise;</p>
<p> imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;</p>
<p> soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali. </p>
<p> Attenzione : Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita – altrimenti noto come compromesso &#8211; chi ha acquistato l’immobile può usufruire del Bonus ristrutturazioni 2017 se:</p>
<p> è stato immesso nel possesso dell’immobile;</p>
<p> esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;</p>
<p> è stato regolarmente registrato il compromesso. </p>
<p> Occorre evidenziare che il Bonus può essere richiesto:</p>
<p> anche da chi esegue in proprio i lavori sull’immobile relativamente alle spese sostenute per l’acquisto del materiale; </p>
<p> anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento. </p>
<p> Per quali lavori di ristrutturazione si può chiedere il Bonus? Le spese ammesse all’agevolazione. </p>
<p> Il Bonus ristrutturazioni 2017 Irpef può essere richiesto per un&#8217;ampia gamma di lavori di ristrutturazione :</p>
<p> interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;</p>
<p> interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;</p>
<p> interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;</p>
<p> lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);</p>
<p> interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, ecc. );</p>
<p> interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;</p>
<p> interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;</p>
<p> interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;</p>
<p> interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare gli infortuni domestici;</p>
<p> riparazione di impianti per la sicurezza domestica (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante);</p>
<p> installazione di apparecchi di rilevazione di gas;</p>
<p> monitoraggio di vetri anti-infortunio;</p>
<p> installazione corrimano. </p>
<p> Se desideri ristrutturare il tuo immobile e ottenere nei tempi il bonus fiscale al 50%, </p>
<p>contattaci subito al numero verde 800192752! </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/bonus-ristrutturazione-edilizia-confermato-al-50-tempo-fino-al-31-dicembre-2017-per-ottenere-lagevolazione-fiscale/">Bonus ristrutturazione edilizia confermato al 50%. Tempo fino al 31 dicembre 2017 per ottenere l&#8217;agevolazione fiscale.</a> was first posted on Gennaio 28, 2017 at 10:54 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ecobonus 2017 fino al 75%: rimborsi fiscali immediati e non più dilazionati in 10 anni per gli interventi di riqualificazione energetica</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ecobonus-2017-fino-al-75-rimborsi-fiscali-immediati-e-non-pi249-dilazionati-in-10-anni-per-gli-interventi-di-riqualificazione-energetica-e-ristrutturazioni-edilizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 18:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guida fiscale all'Ecobonus, Bonus ristrutturazione edilizia e Sisma-Bonus 2017<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ecobonus-2017-fino-al-75-rimborsi-fiscali-immediati-e-non-pi249-dilazionati-in-10-anni-per-gli-interventi-di-riqualificazione-energetica-e-ristrutturazioni-edilizia/">Ecobonus 2017 fino al 75%: rimborsi fiscali immediati e non più dilazionati in 10 anni per gli interventi di riqualificazione energetica</a> was first posted on Gennaio 27, 2017 at 7:48 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2017, è stato confermato l&#8217;”Ecobonus”, l&#8217;agevolazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici nella misura del 65%, elevabile fino al 75% per i condomini, con un&#8217;importante novità: possibilità di rimborsi immediati e in un&#8217;unica soluzione e non più dilazionati in 10 anni. Vediamo insieme cos&#8217;è l&#8217;Ecobonus, quando opera, chi può ottenerlo e quali vantaggi produce.  </p>
<p>
</p>
<p>Obbligatorietà dell&#8217;attestato di prestazione energetica (APE), interventi di riqualificazione energetica e agevolazioni fiscali immediate con l&#8217;Ecobonus </p>
<p>La disciplina in materia (Decreto legislativo n°192 del 2005 che ha recepito la Direttiva comunitaria 2002/91/CE e integrato con il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 26 giugno 2009 &#8211; Linee guida nazionali per la certificazione energetica), ha stabilito un vero e proprio obbligo di dotazione del c. D. Attestato di prestazione energetica (APE, che ha sostituito il precedente attestato di certificazione energetica, ACE) per gli edifici che comportino un consumo energetico. La certificazione energetica serve a far fronte a sprechi, incentivare ad aumentare le prestazioni energetiche degli edifici, riducendo il consumo energetico e recuperare eventuali costi di ristrutturazione o adeguamento dell’edificio in brevissimo tempo, tutelando anche l&#8217;ambiente . </p>
<p>Quali sono gli interventi di riqualificazione energetica? </p>
<p>Trattasi di una serie di interventi effettuati su un edificio esistente, allo scopo di migliorarne la classe energetica di appartenenza. </p>
<p>A titolo esemplificativo, questi interventi sono essenzialmente tre:</p>
<p>a) isolamento termico che consente di riscaldare o rinfrescare gli ambienti con un minor consumo di energia (gas ed elettricità);</p>
<p>b) sistemi per alimentare la produzione di energia e ridurre il fabbisogno energetico di un&#8217;abitazione: pannelli fotovoltaici, impianti solari termici;</p>
<p>Ottimizzazione dell’impianto di riscalda mento (ad esempio sostituzione di caldaie). </p>
<p>Ecobonus 2017 per gli interventi di riqualificazione energetica in un&#8217;unica soluzione! </p>
<p>Tra le novità previste dal Bonus “casa” della Legge di Bilancio 2017, è stato confermato l’Ecobonus al 65% per 5 anni, dal 2017 al 2021. </p>
<p>La detrazione Ecobonus è una detrazione di imposta lorda sull&#8217;IRPEF in caso di contribuenti privati e sull&#8217;IRES in caso di società. Inoltre, per gli interventi sui condomini il bonus 2017 è elevato fino al 75%. </p>
<p>Questo è il punto di arrivo di un progetto governativo al quale si lavorava da tempo, per consentire al privato di fruire immediatamente del predetto sconto fiscale per gli interventi di efficientazione energetica, quindi direttamente sul prezzo dei lavori anziché come rimborso frammentato in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. </p>
<p>Quali sono le spese ammesse al beneficio fiscale Ecobonus? </p>
<p>L&#8217;Ecobonus è un&#8217;agevolazione fiscale prevista per i contribuenti che sostengono spese per interventi di riqualificazione energetica nella propria casa, sugli edifici condominiali o sugli uffici, negozi, capannoni. </p>
<p>La detrazione IRPEF o IRES Ecobonus operano al 65% per la riqualificazione energetica e al 50% per il bonus ristrutturazioni edili. </p>
<p>Andando nel dettaglio, sono spese detraibili e quindi agevolabili quelle sostenute per ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento, per migliorare e mantenere il calore all&#8217;interno dell&#8217;edificio come ad esempio la pavimentazione, finestre e infissi o coibentazioni, oltre che l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. </p>
<p>Ecobonus equivale quindi a meno spreco di energia, più risparmio e maggiore efficienza energetica. </p>
<p>Il tetto spesa massimo Ecobonus 2017, a prescindere dalla categoria catastale degli immobili esistenti è:</p>
<p>1) Interventi riqualificazione energetica di edifici esistenti: € 100. 000;</p>
<p>2) Involucro edifici esistenti ad esempio interventi su pareti, finestre e infissi: € 60. 000;</p>
<p>3) Installazione di pannelli solari: € 60. 000;</p>
<p>4) Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale: € 30. 000. </p>
<p>A chi spetta la detrazione fiscale? </p>
<p>La detrazione Ecobonus 65% 2017 spetta a tutti i contribuenti privati residenti e non residenti e contribuenti titolari di impresa quindi con Partita IVA, che possiedono a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di interventi di risparmio energetico. </p>
<p>Nel dettaglio essa spetta a:</p>
<p>a) persone fisiche: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini in merito agli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini che hanno in comodato d&#8217;uso l’immobile;</p>
<p>b) titolari di partita IVA esercenti arti e professioni;</p>
<p>c) contribuenti con redditi d’impresa: quindi persone fisiche, società di persone, società di capitali spetta detrazione Ecobonus sull&#8217;IRES;</p>
<p>d) associazioni tra professionisti;</p>
<p>e) enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;</p>
<p>N. B.  La detrazione IRPEF Ecobonus per le spese di risparmio energetico si estende anche ai familiari conviventi del soggetto che detiene o possiede l&#8217;immobile oggetto dell&#8217;agevolazione i quali sostengano le spese per la realizzazione dei lavori, salvo in caso di immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione. </p>
<p>Sconto maggiorato fino al 75% per gli interventi sui condomini</p>
<p>Se gli interventi di riqualificazione energetica vengono effettuati sulle parti comuni dei condomini ed interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, spetta una detrazione Ecobonus 2017 pari al70%;</p>
<p>Se nel condominio, vengono effettuati anche interventi di miglioramento della prestazione energetica estiva e invernale raggiungendo una media prefissata, spetta una detrazione Ecobonus pari al 75%. </p>
<p>Un&#8217;altra novità: la cedibilità dell&#8217;Ecobonus</p>
<p>Inoltre, a partire dal 1°gennaio 2017, per i condomini, è prevista un’altra importante novità, la possibilità di cedere a soggetti terzi il credito fiscale derivante dall’Ecobonus, quindi direttamente alle imprese e fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, sopperendo così all&#8217;eventuale mancanza di disponibilità economica immediata per effettuare gli interventi. </p>
<p> </p>
<p>Se desiderate ricevere maggiori informazioni ed essere assistiti con professionalità ed efficienzaper ottenere serenamente il vostro Ecobonus, </p>
<p>contattateci subito al NUMERO VERDE 800192752! </p>
<p></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ecobonus-2017-fino-al-75-rimborsi-fiscali-immediati-e-non-pi249-dilazionati-in-10-anni-per-gli-interventi-di-riqualificazione-energetica-e-ristrutturazioni-edilizia/">Ecobonus 2017 fino al 75%: rimborsi fiscali immediati e non più dilazionati in 10 anni per gli interventi di riqualificazione energetica</a> was first posted on Gennaio 27, 2017 at 7:48 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rimborso Spese: aspetti fiscali e procedurali in capo al datore di lavoro ed al dipendente</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/rimborso-spese-aspetti-fiscali-e-procedurali-in-capo-al-datore-di-lavoro-ed-al-dipendente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Rimborso spese]]></category>
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					<description><![CDATA[Rimborso spese per dipendenti ed amminstratori<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/rimborso-spese-aspetti-fiscali-e-procedurali-in-capo-al-datore-di-lavoro-ed-al-dipendente/">Rimborso Spese: aspetti fiscali e procedurali in capo al datore di lavoro ed al dipendente</a> was first posted on Marzo 29, 2012 at 12:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le  modalità  con  cui  le somme percepite dai dipendenti, a titolo  di  rimborso  per le  spese sostenute nell’espletamento del lavoro durante trasferte  e  missioni,   concorrono   a  formare   il   reddito   di   lavoro   dipendente  sono disciplinate dal comma 5, dell’art. 51 del D. P. R. 917/86. Il quale prevede  un   trattamento   fiscale   diverso   in   relazione   all’ambito territoriale in cui la trasferta ha luogo. A tale riguardo occorre operare preliminarmente una distinzione tra le trasferte effettuate nell’ambito del territorio o  al di fuori dal territorio comunale sede di lavoro.</p>
<h2>Rimborso Spese: aspetti fiscali e procedurali in capo al datore di lavoro ed al dipendente</h2>
<p>Le  modalità  con  cui  le somme percepite dai dipendenti, a titolo  di  rimborso  per le  spese sostenute nell’espletamento del lavoro durante trasferte  e  missioni,   concorrono   a  formare   il   reddito   di   lavoro   dipendente  sono disciplinate dal comma 5, dell’art. 51 del D. P. R. 917/86[1].</p>
<p>Il quale prevede  un   trattamento   fiscale   diverso   in   relazione   all’ambito territoriale in cui la trasferta ha luogo.</p>
<p>A tale riguardo occorre operare preliminarmente una distinzione tra le trasferte effettuate nell’ambito del territorio o  al di fuori dal territorio comunale sede di lavoro.</p>
<p>Per quanto riguarda invece il diritto alla deducibilità dal reddito di impresa, dei rimborsi  in oggetto, in capo al datore di lavoro,  la norma a cui fare riferimento è l’art. 95, comma 3 dello stesso D. P. R. 917/86[2].</p>
<h2>Trasferte effettuate nell’ambito del comune sede di lavoro</h2>
<p>Regola generale è quella secondo cui i rimborsi e le indennità percepite dal dipendente in relazione  alle  trasferte  effettuate  nell’ambito  del  territorio  comunale  (sede  di  lavoro) concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente.</p>
<h2>Trasferte effettuate fuori del comune sede di lavoro</h2>
<p>In  caso  di  trasferte  effettuate  fuori  del  territorio  comunale  sede  di  lavoro,  ai  fini  della determinazione del reddito di lavoro dipendente assume rilievo la modalità tecnica con cui il rimborso della spesa (erogazione dell’indennità) viene effettuato.</p>
<h2>Procedure amministrative per i rimborsi</h2>
<p>Esistono tre procedure per la determinazione del rimborso spese delle trasferte effettuate dai lavoratori dipendenti fuori dal Comune sede di lavoro: il metodo forfetario,  metodo analitico o a piè di lista,  metodo misto. Per il tipo di impianto contabile adottato e le caratteristiche aziendali, si presenta ottimale la scelta del metodo analitico.</p>
<h2>Rimborso analitico o piè di lista</h2>
<p>Con   il   “rimborso   analitico”[3]   tutte   le   spese   sostenute   dal   dipendente,   debitamente documentate  e  riassunte  in nota  spese,  sono    rimborsate  dal datore di lavoro e pertanto in capo a questi sorge legittimamente il diritto alla deduzione delle stesse dal reddito di impresa secondo le modalità di  seguito indicate.</p>
<p>Il metodo analitico è  consigliato per i seguenti motivi:</p>
<p>a) allo scopo di adottare una procedura trasparente e funzionale per il   datore di lavoro che sposi le esigenze di una corretta tenuta della contabilità ordinaria;</p>
<p>b) evitare la corresponsione  di una indennità   di   trasferta  che  concorrerebbe ad incrementare il reddito imponibile in capo al dipendente;</p>
<p>c) meglio si sposa con l’adozione e compilazione del modello di nota spese dal nostro Studio elaborato e personalizzato sulle   esigenze del cliente.</p>
<h2>Aspetti fiscali del datore di lavoro</h2>
<p>Il datore di lavoro deve autorizzare solo il rimborso delle spese fiscalmente documentate, attraverso fatture, ricevute ed ogni altro atto equipollente.</p>
<p>Nell’ipotesi  in cui, la volontà preminente delle stesso datore di lavoro sia di  detrarre l’IVA,  sarà necessario che i dipendenti i richiedano l&#8217;emissione della fattura (con esposizione separata dell&#8217;Iva), intestata direttamente alla società, con indicazione della natura e del fruitore del servizio (l&#8217;indicazione del fruitore può essere riportata anche in una nota allegata).</p>
<p>Come indicato nel disposto dell’art. 95 comma terzo del D. P. R. 917/86, i rimborsi “analitici” per trasferte documentate ed effettuate dal dipendente al di fuori dal territorio comunale, sono deducibili nel limite giornaliero di €. 180,76 per le trasferte in Italia, ed €. 258,23 per quelle all’estero[4].</p>
<p>Eventuali rimborsi spese per “trasferte” effettuate dal dipendente nel territorio comunale, sono interamente deducibili per il datore di lavoro,  ma lo scrivente, fa notare come anticipato, che tali spese sono però  incrementative della base imponibile irpef del dipendente stesso.</p>
<h2>Aspetti fiscali del lavoratore dipendente</h2>
<p>In merito alla posizione del lavoratore, sono  non  imponibili,  per  le  trasferte  fuori  dal  comune  sede  di  lavoro,  tutte  le  spese documentate relative a vitto, alloggio, viaggio (anche sotto forma di indennità chilometrica) e trasporto[5].</p>
<p>Per le spese che non possono essere comprovate dai richiamati documenti, è consentito entro certi limiti, adottare rimborso forfetario.</p>
<p>Infatti, col  metodo  del “rimborso analitico” , i rimborsi  percepiti per le spese sostenute  per trasferte fuori dal territorio comunale dove si trova la sede di lavoro, non concorrono alla formazione del reddito in capo al dipendente,  fino  ad  un importo massimo giornaliero di € 15,49, elevato a € 25,82 per le trasferte all’estero (le spese telefoniche, la lavanderia, le mance ed i parcheggi, etc. )[6].</p>
<p>Per qualsiasi informazione e/o chiarimento lo Studio resta a disposizione tramite assistenza telefonica, ticket on line o email.</p>
<p>In allegato prospetto e file in formato excel del modello di nota spese</p>
<p>Un cordiale saluto</p>
<p>Dott. Alessio Ferretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[1] “Le indennità percepite per le trasferte o le missioni fuori del territorio comunale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente lire 90. 000 al giorno, elevate a lire 150. 000 per le trasferte all&#8217;estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto; in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente il limite è ridotto di un terzo. Il limite è ridotto di due terzi in caso di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto. In caso di rimborso analitico delle spese per trasferte o missioni fuori del territorio comunale non concorrono a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all&#8217;alloggio, al viaggio e al trasporto, nonché i rimborsi di altre spese, anche non documentabili, eventualmente sostenute dal dipendente, sempre in occasione di dette trasferte o missioni, fino all&#8217;importo massimo giornaliero di lire 30. 000, elevate a lire 50. 000 per le trasferte all&#8217;estero. Le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell&#8217;ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono a formare il reddito”:</p>
<p>[2] “Le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sono ammesse in deduzione per un ammontare giornaliero non superiore ad euro 180,76; il predetto limite è elevato ad euro 258,23 per le trasferte all&#8217;estero. Se il dipendente o il titolare dei predetti rapporti sia stato autorizzato ad utilizzare un autoveicolo di sua proprietà ovvero noleggiato al fine di essere utilizzato per una specifica trasferta, la spesa deducibile è limitata, rispettivamente, al costo di percorrenza o alle tariffe di noleggio relative ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali, ovvero 20 se con motore diesel”.</p>
<p>[3] Circolare 326 E del Ministero delle Finanze del 23. 12. 1997</p>
<p>[4] In merito ai rimborso delle spese inerenti l’uso di autoveicoli, sono deducibili in base ai costi calcolati tramite le tariffe ACI (o a quelle di noleggio) nei limiti del costo di percorrenza di un autoveicolo di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali se a benzina (20 se diesel).</p>
<p>[5] Il ministero delle finanze nella circolare n. 188/E del 1998 ha sottolineato che non è più imposta una preventiva autorizzazione alla trasferta e che le spese ad essa collegate possono risultare dalla normale documentazione conservata dal datore di lavoro.</p>
<p>[6] Circolare 326 E del Ministero delle Finanze del 23. 12. 1997</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/rimborso-spese-aspetti-fiscali-e-procedurali-in-capo-al-datore-di-lavoro-ed-al-dipendente/">Rimborso Spese: aspetti fiscali e procedurali in capo al datore di lavoro ed al dipendente</a> was first posted on Marzo 29, 2012 at 12:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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