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giovedì 26 Gennaio 2023

Il partenariato tra privati

Guida ai vantaggi dell’accordo di collaborazione tra privati.

Cos’è il partenariato tra privati.

Il contratto di collaborazione commerciale, conosciuto anche con il nome di contratto di partnership o partenariato ha l’obiettivo di avviare una collaborazione di due o più partner per il lancio di nuove attività come la distribuzione di prodotti e/o servizi.  

Tra le modalità di partnership o partenariato più comuni c’è in particolare quello di servizi, perché non richiede un’organizzazione complessa e strutturata necessaria, invece, per la vendita di prodotti.

L’accordo, già noto all’estero, si sta sempre più diffondendo anche in Italia ed è regolato dalle comuni norme civilistiche previste per i contratti.

I motivi dell’ampia diffusione vanno ricercati nei vantaggi che il contratto di partnership permette di ottenere rispetto al similare contratto di franchising.  

Chi può stipularlo.

Il contratto di partnership è consigliato per aziende e professionisti che vogliono collaborare per motivi economici, sociali o per favorire lo sviluppo del territorio.

La collaborazione si fonda sul presupposto che da essa possano generarsi risultati superiori rispetto a quelli che i partners potrebbero conseguire singolarmente.

Il partenariato tra le aziende prescinde dalla loro grandezza o da quanto tempo sono sul mercato e mira a realizzare progetti comuni o complementari tra di loro.

Anche i professionisti possono costituire reti esercenti la professione, partecipare a reti fra imprese, costituire consorzi stabili professionali oppure associazioni temporanee professionali.

Come funziona.

Il contratto di partenariato è una forma di associazionismo tra imprese che prevede l’esercizio di un’attività sotto una medesima insegna e con un’esclusiva territoriale.

Si può distinguere:

–      le partnership verticali fra imprese che non sono sullo stesso livello della catena di valore, come per esempio l’accordo tra produttore e distributore;

–      le partnership orizzontali tra aziende dello stesso livello che collaborano mettendo a disposizione le loro diverse competenze ed esperienze, o i diversi segmenti di clientela.

La due modalità possono anche coesistere e in questo caso si parla di partnership mista.

L’accordo di partnership deve contenere gli elementi essenziali previsti dal Codice civile per i contratti tipici, tra i quali l’oggetto; modalità e durata della collaborazione; ruolo e responsabilità delle parti contraenti.

Aspetti comuni e differenze con il franchising.

Il partenariato e il franchising sono formule di collaborazione contrattuale a disposizione di imprese e professionisti che intendono sviluppare una nuova attività.

Entrambi hanno in comune la commercializzazione di prodotti e/o servizi e la presenza di un marchio comune corrispondente al promotore.

Nel rapporto di franchising l’affiliato deve gestire la propria azienda uniformandosi alle regole dettate dal promotore dell’insegna e sottostare a ulteriori obblighi quali la formazione da parte del promotore e il pagamento di canoni o quote di ingresso.

Il partenariato, invece, si distingue perché offre all’imprenditore che si affilia maggiore indipendenza nella gestione della propria attività.

I vantaggi del partenariato.

Tra i principali vantaggi si segnala l’indipendenza che l’affiliato ottiene nella gestione della propria attività commerciale.

Il contratto di partenariato, infatti, si caratterizza per l’assenza di un modello di controllo verticale da parte del titolare del marchio.

Tra i due partner vi è una totale indipendenza che esclude ogni idea di controllo reciproco.

L’affiliato non dovrà gestire la sua azienda uniformandosi alle regole dettate dal brand promotore dell’insegna.
Inoltre, non avrà l’obbligo di sottostare alla formazione da parte del promotore del logo.

Il partenariato non prevede l’apporto di know-how né formazione specifica perché di solito è stipulato da aziende già attive nel loro mercato di riferimento.
La durata del contratto è molto più breve, in genere annuale e non prevede il pagamento di canoni periodici o quote di ingresso (royalty).

In conclusione, i rapporti tra le parti – il promotore dell’insegna e il partner operatore locale – si caratterizzano per l’ampia libertà gestionale e commerciale.  

La creazione di un sistema molto flessibile e orizzontale di gestione, ben diverso da altri sistemi di organizzazione verticale, come nel contratto di franchising, rende la partnership una valida opzione per avviare una nuova attività.  

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