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	<title>vantaggi fiscali parità | Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>vantaggi fiscali parità | Commercialista.it</title>
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		<title>Disparità retributiva in azienda: come calcolare il gender pay gap obbligatorio dal 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 09:23:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, il tema della parità di genere sul lavoro è passato da slogan di sensibilizzazione a vincolo normativo europeo, con implicazioni dirette per imprese pubbliche e private. Con l’adozione della Direttiva UE 2023/970, approvata il 10 maggio 2023 ed entrata in vigore il 6 giugno dello stesso anno, il panorama delle politiche retributive [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Disparita-retributiva-in-azienda-come-calcolare-il-gender-pay-gap-obbligatorio-dal-2026/">Disparità retributiva in azienda: come calcolare il gender pay gap obbligatorio dal 2026</a> was first posted on Settembre 12, 2025 at 11:23 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="557" data-end="1161">Negli ultimi anni, il tema della <strong data-start="590" data-end="621">parità di genere sul lavoro</strong> è passato da slogan di sensibilizzazione a <strong data-start="665" data-end="694">vincolo normativo europeo</strong>, con implicazioni dirette per imprese pubbliche e private. Con l’adozione della <strong data-start="775" data-end="800">Direttiva UE 2023/970</strong>, approvata il 10 maggio 2023 ed entrata in vigore il 6 giugno dello stesso anno, il panorama delle politiche retributive aziendali sta per cambiare radicalmente. Dal <strong data-start="967" data-end="984">7 giugno 2026</strong>, tutte le aziende con più di <strong data-start="1014" data-end="1032">100 dipendenti</strong> saranno <strong data-start="1041" data-end="1160">obbligate a calcolare, monitorare e rendicontare pubblicamente il tasso di disparità retributiva tra uomini e donne</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1163" data-end="1537">Non si tratta più, quindi, di una questione etica o di responsabilità sociale, ma di un adempimento formale, con possibili sanzioni in caso di inadempienza e implicazioni sul piano della reputazione aziendale. Inoltre, l’obiettivo è anche correggere asimmetrie strutturali, spesso invisibili, che ostacolano una concorrenza equa e lo sviluppo del capitale umano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1539" data-end="1848">In questo articolo vedremo come calcolare il gender pay gap, quali indicatori usare, cosa prevede la <strong>Direttiva UE 970/2023</strong> e come prepararsi per evitare errori e penalizzazioni. Scopriremo anche quali vantaggi fiscali e reputazionali può portare una corretta gestione della parità retributiva.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="239" data-end="317"><strong data-start="243" data-end="317">Fase preliminare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="647">Il primo passo per calcolare correttamente il <strong data-start="365" data-end="399">tasso di disparità retributiva</strong> in azienda è un’accurata analisi interna, nota come <strong data-start="452" data-end="494">assessment organizzativo e retributivo</strong>. Questa fase è essenziale per fotografare lo stato attuale delle dinamiche salariali tra uomini e donne e costruire una base dati solida da cui partire.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="649" data-end="996">L’azienda deve iniziare mappando tutti i ruoli professionali presenti, distinguendo tra mansioni a prevalenza femminile, maschile o neutre. Questo tipo di classificazione è utile per evidenziare eventuali squilibri di genere legati non solo alla retribuzione ma anche all’accesso a determinate funzioni o livelli di responsabilità.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="998" data-end="1106">Successivamente, è necessario creare una griglia comparativa oggettiva, che tenga conto di fattori come:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1108" data-end="1245">
<li data-start="1108" data-end="1137">
<p data-start="1110" data-end="1137">inquadramento contrattuale;</p>
</li>
<li data-start="1138" data-end="1166">
<p data-start="1140" data-end="1166">livello di responsabilità;</p>
</li>
<li data-start="1167" data-end="1190">
<p data-start="1169" data-end="1190">competenze richieste;</p>
</li>
<li data-start="1191" data-end="1215">
<p data-start="1193" data-end="1215">anzianità di servizio;</p>
</li>
<li data-start="1216" data-end="1245">
<p data-start="1218" data-end="1245">complessità delle mansioni.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1401">Questa griglia serve a <strong data-start="1270" data-end="1293">normalizzare i dati</strong> e rendere comparabili le diverse posizioni tra loro, eliminando distorsioni dovute a percezioni soggettive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1403" data-end="1756">Infine, l’azienda deve raccogliere <strong data-start="1438" data-end="1466">tutti i dati retributivi</strong>, includendo non solo lo <strong data-start="1491" data-end="1509">stipendio base</strong>, ma anche <strong data-start="1520" data-end="1583">premi di produzione, bonus, benefit aziendali, stock option</strong>, ecc. Tutti gli elementi retributivi devono essere considerati, poiché la Direttiva UE 970/2023 impone di misurare il <strong data-start="1702" data-end="1728">total compensation gap</strong>, non solo il salario fisso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1758" data-end="1994">In assenza di comparatori interni, è possibile utilizzare <strong data-start="1816" data-end="1837">benchmark esterni</strong>, come i dati pubblicati da <strong data-start="1865" data-end="1886"><a href="https://www.inps.it/" target="_blank" rel="noopener">INPS</a>, ISTAT, CCNL</strong> o <strong data-start="1889" data-end="1918">associazioni di categoria</strong>, per stabilire un confronto più ampio e aderente al settore di riferimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="254" data-end="329"><strong data-start="258" data-end="329">Predominanza di genere</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="331" data-end="674">Uno dei requisiti chiave introdotti dalla Direttiva UE 2023/970 è la <strong data-start="400" data-end="480">classificazione dei ruoli aziendali in base alla loro “prevalenza di genere”</strong>. Questo passaggio è fondamentale per individuare le eventuali discriminazioni retributive sistemiche e per garantire che il confronto tra mansioni sia effettuato in modo coerente e trasparente.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="676" data-end="783">La normativa europea prevede due metodi principali per determinare la <strong data-start="746" data-end="782">prevalenza di genere di un ruolo</strong>:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="785" data-end="1480">
<li data-start="785" data-end="1163">
<p data-start="788" data-end="1163"><strong data-start="788" data-end="813">Metodo proporzionale:</strong> secondo questo criterio, un ruolo è considerato a prevalenza femminile (o maschile) se <strong data-start="901" data-end="958">la percentuale di lavoratori di un determinato genere</strong> che lo occupano supera una soglia compresa <strong data-start="1002" data-end="1025">tra il 60% e il 75%</strong>. Ad esempio, se il 68% degli addetti a una determinata funzione sono donne, quel ruolo sarà classificato come <strong data-start="1136" data-end="1162">a prevalenza femminile</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1165" data-end="1480">
<p data-start="1168" data-end="1480"><strong data-start="1168" data-end="1187">Metodo storico:</strong> questo approccio considera la <strong data-start="1218" data-end="1255">distribuzione di genere nel tempo</strong>, evitando così distorsioni dovute a fluttuazioni momentanee (es. congedi, turnover, ristrutturazioni). Viene analizzata la <strong data-start="1379" data-end="1441">composizione media del ruolo su un arco temporale definito</strong>, ad esempio negli ultimi 12 o 24 mesi.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1482" data-end="1873">L’applicazione <strong data-start="1497" data-end="1510">combinata</strong> di entrambi i metodi è fortemente raccomandata, in quanto permette una <strong data-start="1582" data-end="1620">valutazione più robusta e coerente</strong>, capace di cogliere sia le tendenze attuali che i dati strutturali. Questa doppia analisi aiuta le aziende a identificare con maggiore precisione <strong data-start="1767" data-end="1787">le aree critiche</strong> dove può annidarsi un gender gap retributivo e ad agire con misure correttive mirate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1482" data-end="1873"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33613 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-1024x713.jpg" alt="" width="696" height="485" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-1024x713.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-300x209.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-768x535.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-1536x1070.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-603x420.jpg 603w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-150x104.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-600x418.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-696x485.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-1068x744.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-100x70.jpg 100w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete-200x140.jpg 200w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-che-tiene-il-dito-equilibrio-con-le-monete.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="406"><strong data-start="330" data-end="406"> Calcolo del tasso di disparità retributiva</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="408" data-end="671">Una volta completata la mappatura dei ruoli e individuati i gruppi comparabili, cioè uomini e donne che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, è possibile passare al calcolo vero e proprio del tasso di disparità retributiva di genere.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="673" data-end="755">Il calcolo segue una <strong data-start="694" data-end="720">formula standardizzata</strong>, prevista anche a livello europeo:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="673" data-end="755"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33614 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110748.png" alt="" width="812" height="77" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110748.png 812w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110748-300x28.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110748-768x73.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110748-150x14.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110748-600x57.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110748-696x66.png 696w" sizes="(max-width: 812px) 100vw, 812px" /></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="926" data-end="1091">Questa formula misura la <strong data-start="951" data-end="981">percentuale di scostamento</strong> tra le retribuzioni medie annuali lorde di uomini e donne, fornendo un <strong data-start="1053" data-end="1090">indicatore chiaro e confrontabile</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1093" data-end="1120"><strong data-start="1101" data-end="1120">Esempio pratico</strong></h4>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1122" data-end="1206">
<li data-start="1122" data-end="1165">
<p data-start="1124" data-end="1165"><strong data-start="1124" data-end="1154">Retribuzione media uomini:</strong> € 30.000</p>
</li>
<li data-start="1166" data-end="1206">
<p data-start="1168" data-end="1206"><strong data-start="1168" data-end="1197">Retribuzione media donne:</strong> € 27.000</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1208" data-end="1230">Applicando la formula:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="673" data-end="755"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33615 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110909.png" alt="" width="806" height="68" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110909.png 806w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110909-300x25.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110909-768x65.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110909-150x13.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110909-600x51.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-110909-696x59.png 696w" sizes="(max-width: 806px) 100vw, 806px" /></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1288" data-end="1363">In questo caso, il tasso di disparità è del <strong data-start="1332" data-end="1339">10%</strong>, a sfavore delle donne.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1365" data-end="1650">Per una valutazione più articolata, è consigliabile creare <strong data-start="1424" data-end="1449">tabelle riepilogative</strong> che confrontano la disparità nei vari ruoli aziendali. Questo permette non solo di avere una visione dettagliata, ma anche di calcolare <strong data-start="1586" data-end="1621">una media ponderata complessiva</strong> per l’intera organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1288" data-end="1363">In questo caso, il tasso di disparità è del <strong data-start="1332" data-end="1339">10%</strong>, a sfavore delle donne.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1365" data-end="1650">Per una valutazione più articolata, è consigliabile creare <strong data-start="1424" data-end="1449">tabelle riepilogative</strong> che confrontano la disparità nei vari ruoli aziendali. Questo permette non solo di avere una visione dettagliata, ma anche di calcolare <strong data-start="1586" data-end="1621">una media ponderata complessiva</strong> per l’intera organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1365" data-end="1650"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33617 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-111021.png" alt="" width="1000" height="169" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-111021.png 1000w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-111021-300x51.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-111021-768x130.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-111021-150x25.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-111021-600x101.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-12-111021-696x118.png 696w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1365" data-end="1650">Queste tabelle rappresentano uno strumento fondamentale per il <strong data-start="2280" data-end="2304">monitoraggio interno</strong> e per la <strong data-start="2314" data-end="2346">rendicontazione obbligatoria</strong> prevista dal 2026.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1365" data-end="1650"><strong data-start="69" data-end="116">Utilizzo del tasso di disparità retributiva</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="426" data-end="887">Una volta calcolato, il <strong data-start="450" data-end="484">tasso di disparità retributiva</strong> non deve essere archiviato come un semplice dato statistico, ma va <strong data-start="552" data-end="581">interpretato e utilizzato</strong> in chiave strategica. In linea generale, un divario tra il 2% e il 3% può essere considerato <strong data-start="675" data-end="690">fisiologico</strong>, legato a variabili minori o momentanee. Tuttavia, quando il gap supera il <strong data-start="766" data-end="772">5%</strong>, è necessario attivare un <strong data-start="799" data-end="826">approfondimento interno</strong> per identificarne le cause e valutare interventi correttivi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="961">Tra le azioni più efficaci per correggere squilibri retributivi ci sono:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="963" data-end="1409">
<li data-start="963" data-end="1077">
<p data-start="965" data-end="1077"><strong data-start="965" data-end="1006">Revisione delle politiche retributive</strong>, con l’obiettivo di uniformare i criteri di determinazione dei salari.</p>
</li>
<li data-start="1078" data-end="1176">
<p data-start="1080" data-end="1176"><strong data-start="1080" data-end="1134">Introduzione di sistemi premianti “gender neutral”</strong>, che evitino bias inconsci o favoritismi.</p>
</li>
<li data-start="1177" data-end="1297">
<p data-start="1179" data-end="1297"><strong data-start="1179" data-end="1236">Programmi di formazione e sviluppo professionale equi</strong>, che garantiscano pari accesso alle opportunità di carriera.</p>
</li>
<li data-start="1298" data-end="1409">
<p data-start="1300" data-end="1409"><strong data-start="1300" data-end="1342">Audit periodici sulla parità di genere</strong>, utili per monitorare nel tempo l’efficacia delle misure adottate.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1699">Un altro aspetto cruciale è la <strong data-start="1442" data-end="1477">trasparenza nella comunicazione</strong> verso i dipendenti. Condividere i risultati del monitoraggio interno e illustrare gli eventuali correttivi rafforza il <strong data-start="1597" data-end="1616">clima aziendale</strong> e riduce il rischio di conflitti o contenziosi legati a discriminazioni salariali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1701" data-end="2086">In definitiva, il calcolo del gender pay gap non deve essere vissuto come un mero obbligo di legge, ma come una leva per migliorare l’efficienza e l’equità interna. Le aziende che sapranno anticipare le normative europee adottando strumenti di monitoraggio avanzati e politiche inclusive, saranno anche quelle più resilienti, attrattive e sostenibili nel lungo periodo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="264" data-end="341"><strong data-start="268" data-end="341">Obblighi normativi dal 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="343" data-end="750">La <strong data-start="346" data-end="373">Direttiva (UE) 2023/970</strong>, approvata il 10 maggio 2023 ed entrata ufficialmente in vigore il 6 giugno dello stesso anno, rappresenta un passaggio epocale nella lotta alla <strong data-start="519" data-end="554">disparità retributiva di genere</strong>. Il termine ultimo per l’adeguamento da parte degli Stati membri è fissato al <strong data-start="633" data-end="650">7 giugno 2026</strong>, data entro la quale anche l’Italia dovrà recepire pienamente la normativa nel proprio ordinamento.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="752" data-end="827">Questa direttiva impone a tutte le <strong data-start="787" data-end="823">aziende con oltre 100 dipendenti</strong> di:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="829" data-end="1350">
<li data-start="829" data-end="946">
<p data-start="831" data-end="946"><strong data-start="831" data-end="890">Calcolare annualmente il tasso di disparità retributiva</strong>, utilizzando metodi standardizzati e dati verificabili.</p>
</li>
<li data-start="947" data-end="1094">
<p data-start="949" data-end="1094"><strong data-start="949" data-end="1039">Comunicare tali dati ai lavoratori, alle rappresentanze sindacali e agli enti preposti</strong> (come Ispettorato del Lavoro o Consigliera di Parità).</p>
</li>
<li data-start="1095" data-end="1264">
<p data-start="1097" data-end="1264"><strong data-start="1097" data-end="1156">Rendere pubbliche le informazioni retributive aggregate</strong>, secondo criteri di trasparenza e comparabilità, per consentire un controllo esterno sull’equità salariale.</p>
</li>
<li data-start="1265" data-end="1350">
<p data-start="1267" data-end="1350"><strong data-start="1267" data-end="1304">Intervenire con misure correttive</strong>, qualora emerga una disparità ingiustificata.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1352" data-end="1581">Per le imprese sotto i 100 dipendenti, gli obblighi potranno essere introdotti progressivamente, ma la normativa spinge comunque verso una cultura di trasparenza e accountability estesa a tutto il tessuto imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1583" data-end="1953">Le sanzioni previste in caso di inadempienza possono includere multe amministrative, limitazioni all’accesso a fondi pubblici e azioni legali da parte dei lavoratori discriminati. Inoltre, la mancata conformità può incidere negativamente sulla reputazione aziendale, con riflessi diretti sul piano commerciale, delle risorse umane e della compliance ESG.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33618 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/grafico-disegnato-su-vetro-e-offuscata-business-people.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="438"><strong data-start="353" data-end="438"> Piano d’azione per le aziende</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="440" data-end="788">La scadenza del <strong data-start="456" data-end="473">7 giugno 2026</strong> non è lontana, e aspettare l’ultimo momento per adeguarsi alla Direttiva UE 2023/970 sarebbe un errore strategico. Le aziende, in particolare quelle con <strong data-start="627" data-end="652">più di 100 dipendenti</strong>, dovrebbero attivarsi già da ora con un <strong data-start="693" data-end="723">piano d’azione strutturato</strong>, per arrivare pronte alla nuova fase di trasparenza retributiva.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="790" data-end="833">Ecco i passaggi essenziali da implementare:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="835" data-end="1953">
<li data-start="835" data-end="1041">
<p data-start="838" data-end="1041"><strong data-start="838" data-end="871">Audit retributivo preliminare</strong>: effettuare un’analisi interna per mappare ruoli, retribuzioni e composizione di genere. Questa prima fotografia consente di individuare rapidamente eventuali criticità.</p>
</li>
<li data-start="1043" data-end="1238">
<p data-start="1046" data-end="1238"><strong data-start="1046" data-end="1090">Aggiornamento dei sistemi informativi HR</strong>: è fondamentale disporre di <strong data-start="1119" data-end="1171">dati completi, coerenti e facilmente aggregabili</strong>, per produrre report periodici in linea con i requisiti normativi.</p>
</li>
<li data-start="1240" data-end="1514">
<p data-start="1243" data-end="1514"><strong data-start="1243" data-end="1295">Costituzione di un comitato interno sulla parità</strong>: un team dedicato, con il supporto di professionisti esterni (es. commercialisti, consulenti del lavoro, esperti in gender equity), può monitorare l’avanzamento delle attività e redigere la documentazione obbligatoria.</p>
</li>
<li data-start="1516" data-end="1697">
<p data-start="1519" data-end="1697"><strong data-start="1519" data-end="1568">Formazione del management e della funzione HR</strong>: conoscere gli aspetti legali, i criteri di calcolo e le buone pratiche retributive è cruciale per evitare errori e contenziosi.</p>
</li>
<li data-start="1699" data-end="1953">
<p data-start="1702" data-end="1953"><strong data-start="1702" data-end="1747">Piano di comunicazione interna ed esterna</strong>: la trasparenza non è solo un obbligo normativo, ma anche un’opportunità per <strong data-start="1825" data-end="1859">rafforzare l’employer branding</strong>, migliorare la percezione aziendale e attrarre talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1955" data-end="2296">Prepararsi in anticipo significa trasformare un vincolo normativo in un vantaggio competitivo. Le aziende che sapranno integrare il principio della parità salariale nelle proprie policy saranno viste come più credibili, etiche e sostenibili, in linea con gli obiettivi ESG e i criteri richiesti da investitori, clienti e istituzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1955" data-end="2296"><strong>Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="413" data-end="695">Adeguarsi alla Direttiva UE 2023/970 non è solo una questione di compliance normativa. Le aziende che scelgono di <strong data-start="527" data-end="551">anticipare l’obbligo</strong> e attivare fin da subito politiche di parità retributiva possono ottenere <strong data-start="626" data-end="647">benefici concreti</strong> in ambito fiscale, reputazionale e competitivo.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="697" data-end="739"><strong data-start="704" data-end="739">Vantaggi fiscali e contributivi</strong></h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="741" data-end="820">In Italia, esistono già oggi <strong data-start="770" data-end="810">agevolazioni per le imprese virtuose</strong>, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="822" data-end="1270">
<li data-start="822" data-end="970">
<p data-start="824" data-end="970"><strong data-start="824" data-end="847">Sgravi contributivi</strong> fino al 100% per assunzioni femminili in settori svantaggiati, se accompagnate da azioni concrete per la parità salariale.</p>
</li>
<li data-start="971" data-end="1152">
<p data-start="973" data-end="1152"><strong data-start="973" data-end="1006">Premialità nei bandi pubblici</strong> e nell’accesso a fondi europei, grazie all’<strong data-start="1050" data-end="1096">adozione del “bollino di parità di genere”</strong> rilasciato da enti accreditati (vedi UNI/PdR 125:2022).</p>
</li>
<li data-start="1153" data-end="1270">
<p data-start="1155" data-end="1270">Detrazioni per le spese sostenute in <strong data-start="1192" data-end="1229">formazione, auditing e consulenza</strong> finalizzate all’inclusione e all’equità.</p>
</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1272" data-end="1310"><strong data-start="1279" data-end="1310">Vantaggi reputazionali e HR</strong></h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1312" data-end="1368">Una politica salariale trasparente e inclusiva migliora:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1370" data-end="1719">
<li data-start="1370" data-end="1447">
<p data-start="1372" data-end="1447"><strong data-start="1372" data-end="1408">La fidelizzazione dei dipendenti</strong>, che si sentono valutati in modo equo.</p>
</li>
<li data-start="1448" data-end="1562">
<p data-start="1450" data-end="1562">La <strong data-start="1453" data-end="1491">capacità di attrarre nuovi talenti</strong>, in particolare tra le generazioni più giovani, sensibili ai temi ESG.</p>
</li>
<li data-start="1563" data-end="1719">
<p data-start="1565" data-end="1719">La <strong data-start="1568" data-end="1593">reputazione aziendale</strong>, elemento chiave anche per il posizionamento sul mercato e nei rapporti con stakeholder, investitori e clienti istituzionali.</p>
</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1721" data-end="1766"><strong data-start="1728" data-end="1766">Vantaggi economici e organizzativi</strong></h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1768" data-end="1855">Numerosi studi dimostrano che le aziende con <strong data-start="1813" data-end="1843">equità retributiva interna</strong> registrano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1857" data-end="1978">
<li data-start="1857" data-end="1885">
<p data-start="1859" data-end="1885">Maggiore <strong data-start="1868" data-end="1884">produttività</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1886" data-end="1908">
<p data-start="1888" data-end="1908">Minore <strong data-start="1895" data-end="1907">turnover</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1909" data-end="1978">
<p data-start="1911" data-end="1978">Clima aziendale più <strong data-start="1931" data-end="1948">collaborativo</strong> e orientato alla performance.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1980" data-end="2152">Investire nell’equità non è quindi solo una questione etica, ma un vero acceleratore di competitività, che si traduce in efficienza, innovazione e crescita sostenibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="174" data-end="252"><strong data-start="178" data-end="252">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="254" data-end="640">La piena attuazione della Direttiva UE 2023/970 rappresenta un momento di svolta per il mondo del lavoro europeo e italiano. L’obbligo di calcolare e comunicare il tasso di disparità retributiva di genere non è solo un adempimento burocratico, ma una sfida culturale che chiama le imprese a ripensare il proprio modello organizzativo in chiave più equa, trasparente e inclusiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="642" data-end="865">In un contesto economico sempre più orientato alla sostenibilità sociale e ai criteri ESG, le aziende che adotteranno per tempo strumenti di analisi, controllo e correzione delle disuguaglianze retributive potranno:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="867" data-end="1077">
<li data-start="867" data-end="926">
<p data-start="869" data-end="926">accedere più facilmente a fondi pubblici e incentivi;</p>
</li>
<li data-start="927" data-end="979">
<p data-start="929" data-end="979">migliorare la propria reputazione sul mercato;</p>
</li>
<li data-start="980" data-end="1028">
<p data-start="982" data-end="1028">attrarre e trattenere talenti qualificati;</p>
</li>
<li data-start="1029" data-end="1077">
<p data-start="1031" data-end="1077">aumentare produttività e coesione interna.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1079" data-end="1384">Il tempo per adeguarsi c’è, ma è limitato. Il consiglio per imprenditori, HR e professionisti della gestione del personale è quello di non aspettare il 2026, ma iniziare subito un percorso di assessment, affiancandosi a consulenti fiscali, del lavoro e legali specializzati in tematiche di parità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1386" data-end="1579">La trasparenza retributiva non è solo un obbligo: è uno strumento di competitività e innovazione che può fare la differenza tra un’azienda che subisce il cambiamento e una che lo guida.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Disparita-retributiva-in-azienda-come-calcolare-il-gender-pay-gap-obbligatorio-dal-2026/">Disparità retributiva in azienda: come calcolare il gender pay gap obbligatorio dal 2026</a> was first posted on Settembre 12, 2025 at 11:23 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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