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	<title>transizione ecologica - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>transizione ecologica - Commercialista.it</title>
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		<title>Transizione 5.0: credito d’imposta fino al 45%. Domande entro il 27 novembre 2025</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Transizione-5-0-credito-d-imposta-fino-al-45-Domande-entro-il-27-novembre-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 09:38:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 si prospetta come un anno cruciale per l’innovazione sostenibile delle imprese italiane: il piano Transizione 5.0rappresenta un&#8217;opportunità unica per ottenere incentivi fiscali legati alla digitalizzazione e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ma il tempo stringe: la scadenza per l’invio delle domande preliminari è fissata al 27 novembre 2025. Un termine ravvicinato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="780">Il 2025 si prospetta come un anno cruciale per l’innovazione sostenibile delle imprese italiane: il piano <strong data-start="399" data-end="418">Transizione 5.0</strong>rappresenta un&#8217;opportunità unica per ottenere incentivi fiscali legati alla digitalizzazione e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ma il tempo stringe: <strong data-start="584" data-end="667">la scadenza per l’invio delle domande preliminari è fissata al 27 novembre 2025</strong>. Un termine ravvicinato che ha già fatto scattare l’allarme tra imprese, consulenti e associazioni di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="782" data-end="1365">Il nuovo <strong data-start="791" data-end="865">Decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 novembre 2025</strong>, introduce misure urgenti per accelerare gli investimenti sostenibili in linea con il piano nazionale per la transizione ecologica e digitale. Ma cosa prevede nel dettaglio il decreto? Chi può accedere agli incentivi? E, soprattutto, quali sono i passaggi fondamentali per non perdere questa occasione fiscale?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="782" data-end="1365">In questo articolo analizziamo in modo chiaro e dettagliato i contenuti del provvedimento, i vantaggi fiscali, le criticità da evitare e le mosse concrete da fare prima della scadenza.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="280" data-end="357"><strong data-start="283" data-end="357">Scadenza anticipata </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="960">Il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 novembre 2025 rappresenta un passaggio cruciale per il Piano Transizione 5.0, fissando una nuova e anticipata scadenza per l’invio delle <strong data-start="556" data-end="607">prenotazioni per l’accesso ai crediti d’imposta</strong>: non più il 31 dicembre, ma <strong data-start="636" data-end="679">entro le ore 18:00 del 27 novembre 2025</strong>. La misura riguarda le comunicazioni previste all’articolo 38, comma 10 del DL 19/2024, convertito con modificazioni dalla Legge 56/2024. L’obiettivo è accelerare la raccolta dei dati per definire il reale fabbisogno di risorse e consentire una pianificazione finanziaria precisa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="962" data-end="1520">Le imprese che hanno già inviato la comunicazione o che la trasmetteranno entro il termine stabilito, <strong data-start="1064" data-end="1115">pur in assenza di fondi attualmente disponibili</strong>, rientreranno comunque in un <strong data-start="1145" data-end="1171">meccanismo di garanzia</strong>, secondo quanto affermato dai Ministeri coinvolti. In sostanza, se in possesso di tutti i requisiti e con progetti validi, <strong data-start="1295" data-end="1338">le imprese in lista verranno finanziate</strong>, previa verifica e determinazione del fabbisogno complessivo. I fondi mancanti verranno coperti con un <strong data-start="1442" data-end="1480">emendamento alla Legge di Bilancio</strong>, da discutere in Parlamento a dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1522" data-end="1909">Dal 7 al 27 novembre, in caso di errori nella compilazione o documentazione incompleta, sarà possibile <strong data-start="1625" data-end="1649">integrare le domande</strong> su richiesta del GSE, ma comunque <strong data-start="1684" data-end="1724">entro e non oltre il 6 dicembre 2025</strong>, termine perentorio indicato nelle comunicazioni ufficiali. Si tratta quindi di un’operazione a tempo, dove ogni errore o ritardo potrebbe compromettere l’accesso al credito d’imposta.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="289" data-end="368"><strong data-start="292" data-end="368">Come funziona la lista d’attesa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="370" data-end="893">Nonostante il comunicato ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del <strong data-start="465" data-end="484">7 novembre 2025</strong> abbia annunciato <strong data-start="502" data-end="569">l’esaurimento dei fondi PNRR destinati al Piano Transizione 5.0</strong>, la piattaforma per l’invio delle domande è rimasta attiva, permettendo la formazione di una <strong data-start="663" data-end="681">lista d’attesa</strong>. Un’anomalia solo apparente, perché la strategia del Governo è chiara: raccogliere tutte le istanze entro il 27 novembre, per poi fotografare il fabbisogno reale e garantire le risorse con strumenti alternativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="895" data-end="1580">In cifre, secondo i dati aggiornati dal MIMIT, <strong data-start="942" data-end="1037">sono state inviate circa 15.700 richieste per un valore complessivo di 3,9 miliardi di euro</strong>, ben <strong data-start="1043" data-end="1105">1,4 miliardi oltre il tetto raggiunto prima del 7 novembre</strong>. Di queste, circa <strong data-start="1124" data-end="1175">1 miliardo riguarda investimenti già completati</strong>, segno di un interesse tangibile da parte delle imprese e di un impegno concreto sul fronte della transizione digitale ed energetica. Il Ministro Urso ha dichiarato che l’obiettivo del Governo è <strong data-start="1371" data-end="1404">non lasciare nessuno indietro</strong>, e ha promesso che tutti coloro che avranno completato correttamente la domanda entro il termine, con progetti validi e requisiti in regola, verranno coperti finanziariamente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1582" data-end="2015">La chiusura definitiva della piattaforma GSE il 27 novembre permetterà, entro metà dicembre, di avere una stima esatta delle risorse necessarie, dando così il via alla fase politica di <strong data-start="1767" data-end="1835">allocazione dei fondi tramite emendamento alla Legge di Bilancio</strong>. Per le imprese questo significa che <strong data-start="1873" data-end="1907">non è il momento di rallentare</strong>, ma al contrario, è fondamentale <strong data-start="1941" data-end="1976">completare e inviare le domande</strong> nei tempi e con la massima precisione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1582" data-end="2015"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33814 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="415"><strong data-start="336" data-end="415">Soggetti e spese ammissibili </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="889">Il Piano Transizione 5.0 si rivolge a tutte le imprese residenti in Italia, <strong data-start="493" data-end="568">indipendentemente dalla forma giuridica, settore economico o dimensione</strong>, purché effettuino investimenti innovativi volti a migliorare l’efficienza energetica, digitalizzare i processi produttivi e ridurre l’impatto ambientale. Si tratta quindi di una misura <strong data-start="755" data-end="770">trasversale</strong>, pensata per accompagnare il sistema produttivo italiano verso un modello più sostenibile e tecnologicamente avanzato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="891" data-end="1021">Gli investimenti devono però rispettare precisi <strong data-start="939" data-end="960">requisiti tecnici</strong> per essere ammissibili al credito d’imposta. In particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1022" data-end="1536">
<li data-start="1022" data-end="1138">
<p data-start="1024" data-end="1138">Devono essere <strong data-start="1038" data-end="1088">nuovi beni strumentali materiali o immateriali</strong> funzionali alla digitalizzazione (Industria 4.0);</p>
</li>
<li data-start="1139" data-end="1211">
<p data-start="1141" data-end="1211">Devono portare a una <strong data-start="1162" data-end="1210">riduzione certificata dei consumi energetici</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1212" data-end="1338">
<p data-start="1214" data-end="1338">Devono essere completati entro specifici termini temporali (ad oggi fissati al <strong data-start="1293" data-end="1313">31 dicembre 2025</strong>, salvo proroghe future);</p>
</li>
<li data-start="1339" data-end="1536">
<p data-start="1341" data-end="1536">Devono essere accompagnati da <strong data-start="1371" data-end="1430">una certificazione ex ante e una certificazione ex post</strong> da parte di soggetti abilitati, per verificare il reale miglioramento in termini di risparmio energetico.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1538" data-end="1847">Rientrano nel piano, ad esempio, macchinari connessi, sistemi di automazione industriale, software gestionali evoluti, impianti fotovoltaici, sistemi di monitoraggio dei consumi, storage energetico e molto altro, purché vi sia <strong data-start="1765" data-end="1846">l’integrazione con sistemi digitali e la misurabilità dei benefici energetici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1849" data-end="2160">In sintesi, non basta acquistare nuovi macchinari: è necessario <strong data-start="1913" data-end="1986">dimostrare concretamente il salto di qualità in termini di efficienza</strong> e sostenibilità, anche attraverso apposite perizie tecniche. Questo punto è fondamentale per <strong data-start="2080" data-end="2159">evitare contestazioni e recuperi futuri da parte dell’Agenzia delle Entrate</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="420"><strong data-start="336" data-end="420">Come presentare la domanda</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="422" data-end="982">Le domande per accedere al credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0 devono essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma telematica del <strong data-start="577" data-end="617">GSE (Gestore dei Servizi Energetici)</strong>, soggetto incaricato di raccogliere, validare e monitorare le richieste. Il termine ultimo per l’invio è fissato alle <strong data-start="736" data-end="770">ore 18:00 del 27 novembre 2025</strong>. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che <strong data-start="814" data-end="881">non è sufficiente trasmettere una domanda generica o incompleta</strong>: ogni comunicazione deve essere <strong data-start="914" data-end="981">precisa, corretta e accompagnata dalla documentazione richiesta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="984" data-end="1478">In particolare, tra il <strong data-start="1007" data-end="1029">7 e il 27 novembre</strong>, qualora le domande presentino errori nei dati caricati, documenti non leggibili o informazioni mancanti, il GSE potrà inviare una <strong data-start="1161" data-end="1190">richiesta di integrazione</strong>. A quel punto, l’impresa dovrà completare la domanda entro il <strong data-start="1253" data-end="1304">termine perentorio indicato nella comunicazione</strong>, e comunque <strong data-start="1317" data-end="1349">non oltre il 6 dicembre 2025</strong>. Il mancato rispetto di tale scadenza comporterà <strong data-start="1399" data-end="1426">l’esclusione automatica</strong> dalla possibilità di accedere al beneficio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1480" data-end="1901">Il processo prevede inoltre due momenti di verifica: una <strong data-start="1537" data-end="1563">certificazione ex ante</strong>, necessaria al momento della domanda, per dimostrare la stima del risparmio energetico, e una <strong data-start="1658" data-end="1684">certificazione ex post</strong>, da presentare a conclusione del progetto per confermare i risultati raggiunti. Entrambe le certificazioni devono essere redatte da professionisti abilitati, come ingegneri o tecnici iscritti agli albi professionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1903" data-end="2211">Per le imprese è quindi essenziale affidarsi a consulenti esperti e preparare la documentazione con largo anticipo, evitando il rischio di intoppi procedurali che, in una finestra così breve, potrebbero rivelarsi fatali. La precisione nella compilazione è oggi più importante del tempismo stesso.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="465"><strong data-start="382" data-end="465">Credito d’imposta fino al 45%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="467" data-end="862">Il principale incentivo previsto dal Piano Transizione 5.0 è rappresentato da un <strong data-start="548" data-end="578">credito d’imposta modulare</strong>, riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi e ad alta efficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="467" data-end="862">L’importo del beneficio varia in funzione della <strong data-start="741" data-end="780">percentuale di risparmio energetico</strong> ottenuto grazie all’investimento, secondo una logica a <strong data-start="836" data-end="861">scaglioni progressivi</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="864" data-end="1094">
<li data-start="864" data-end="935">
<p data-start="866" data-end="935"><strong data-start="866" data-end="873">35%</strong> per una riduzione dei consumi compresa tra il <strong data-start="920" data-end="934">3% e il 6%</strong>;</p>
</li>
<li data-start="936" data-end="987">
<p data-start="938" data-end="987"><strong data-start="938" data-end="945">40%</strong> se il risparmio è tra il <strong data-start="971" data-end="986">6% e il 10%</strong>;</p>
</li>
<li data-start="988" data-end="1094">
<p data-start="990" data-end="1094"><strong data-start="990" data-end="997">45%</strong> per un risparmio <strong data-start="1015" data-end="1035">superiore al 10%</strong> (o superiore al 30% se si tratta di processi complessivi).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1096" data-end="1179">Il beneficio si applica <strong data-start="1120" data-end="1156">sulla quota di spesa agevolabile</strong>, fino a un massimo di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1180" data-end="1281">
<li data-start="1180" data-end="1225">
<p data-start="1182" data-end="1225">2,5 milioni di euro per il primo scaglione,</p>
</li>
<li data-start="1226" data-end="1254">
<p data-start="1228" data-end="1254">10 milioni per il secondo,</p>
</li>
<li data-start="1255" data-end="1281">
<p data-start="1257" data-end="1281">50 milioni per il terzo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1283" data-end="1707">Questo significa che, ad esempio, un’azienda che investe 1 milione di euro in un impianto con efficienza migliorata oltre il 10%, potrebbe beneficiare di un credito d’imposta di 450.000 euro da compensare in F24. Il credito può essere utilizzato in compensazione in 5 quote annuali e, nel caso delle PMI, può anche essere oggetto di cessione a terzi (banche o intermediari finanziari), generando liquidità immediata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1709" data-end="2004">Un incentivo concreto e rilevante, che consente alle imprese di modernizzare gli impianti, ridurre i costi energetici e abbattere il carico fiscale. Il piano diventa quindi uno strumento di doppio risparmio: da un lato l’efficientamento energetico, dall’altro il credito fiscale diretto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1709" data-end="2004"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33645 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="402"><strong data-start="326" data-end="402">Transizione 5.0 vs Transizione 4.0</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="404" data-end="969">Molte imprese, soprattutto quelle già coinvolte in precedenti cicli di innovazione, si chiedono se la Transizione 5.0 sia una mera evoluzione della Transizione 4.0 o un nuovo piano con caratteristiche distinte. La risposta è chiara: la Transizione 5.0 rappresenta un salto di qualità, non solo in termini di requisiti ma soprattutto di obiettivi. Se il Piano Transizione 4.0 puntava sull’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi, il nuovo piano integra in modo sistemico anche la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="971" data-end="1323">La differenza sostanziale è dunque l’elemento energetico, diventato vincolante: per accedere ai crediti 5.0 è necessario dimostrare un risparmio effettivo nei consumi energetici, con certificazioni ex ante ed ex post. Non si tratta più solo di acquistare macchinari “intelligenti”, ma di utilizzarli in modo da ridurre l’impatto ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1325" data-end="1623">Inoltre, mentre il piano 4.0 prevedeva aliquote più basse e una struttura standard, il piano 5.0 premia gli investimenti più virtuosi, con aliquote che arrivano fino al 45%. E, soprattutto, non sono cumulabili: chi aderisce al 5.0 non potrà accedere ai benefici del 4.0 per gli stessi beni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1625" data-end="1918">La Transizione 5.0 segna quindi un nuovo paradigma per l’industria italiana: non più solo “più tecnologia”, ma “più tecnologia con meno sprechi”. Per le imprese che vogliono posizionarsi sul mercato come sostenibili, moderne e competitive, non aderire significherebbe restare indietro.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="380"><strong data-start="312" data-end="380">Criticità e rischi da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="382" data-end="742">Nonostante il Piano Transizione 5.0 rappresenti una grande opportunità fiscale e strategica, sono molte le <strong data-start="489" data-end="510">insidie operative</strong> che possono compromettere l’accesso al credito d’imposta. Le problematiche più frequenti riguardano la <strong data-start="614" data-end="675">corretta compilazione della domanda sulla piattaforma GSE</strong>, la <strong data-start="680" data-end="706">documentazione tecnica</strong> e la <strong data-start="712" data-end="741">certificazione energetica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="1155">Una delle principali criticità emerse nelle ultime settimane è la <strong data-start="810" data-end="857">frequente incompletezza delle comunicazioni</strong>: errori nei dati anagrafici, documenti non leggibili, allegati mancanti o certificazioni non conformi alle disposizioni tecniche. Tali irregolarità espongono le imprese al rischio di <strong data-start="1041" data-end="1055">esclusione</strong>, soprattutto se non si rispettano i tempi previsti per le eventuali integrazioni richieste dal GSE.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1157" data-end="1639">Un altro punto critico riguarda la <strong data-start="1192" data-end="1280">scelta dei fornitori e dei professionisti incaricati della certificazione energetica</strong>. I tecnici devono essere abilitati e in grado di redigere <strong data-start="1339" data-end="1416">una perizia dettagliata e coerente con gli standard richiesti dal Decreto</strong>, sia in fase ex ante che ex post. Un errore tecnico nella stima del risparmio energetico o una valutazione non suffragata da dati verificabili può portare al <strong data-start="1575" data-end="1604">decadimento del beneficio</strong> anche dopo l’avvenuta concessione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1641" data-end="1983">Infine, attenzione alle tempistiche di <strong data-start="1680" data-end="1716">realizzazione degli investimenti</strong>: se non si rispettano i termini previsti per l’ultimazione e la messa in esercizio dei beni, si perde il diritto all’incentivo. E l’Agenzia delle Entrate, in fase di controllo, <strong data-start="1894" data-end="1956">può procedere al recupero delle somme indebitamente fruite</strong>, con sanzioni e interessi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1985" data-end="2171">In conclusione, per cogliere realmente i vantaggi del piano, è fondamentale affidarsi a consulenti esperti e strutturare un piano documentale preciso e completo sin dal primo giorno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="227" data-end="316"><strong data-start="230" data-end="316">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="318" data-end="820">La Transizione 5.0 rappresenta oggi la misura più avanzata e ambiziosa tra gli strumenti fiscali dedicati all’innovazione e alla sostenibilità. A differenza delle precedenti agevolazioni, questo piano integra tecnologia, risparmio energetico e digitalizzazione in un unico pacchetto di incentivi concreti. Tuttavia, la finestra temporale per aderire è <strong data-start="674" data-end="690">strettissima</strong>: il termine ultimo per inviare le prenotazioni è fissato al <strong data-start="751" data-end="786">27 novembre 2025 alle ore 18:00</strong>, senza alcuna proroga annunciata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="822" data-end="1165">Le imprese che riusciranno a rispettare questa scadenza, presentando progetti completi, validi e ben documentati, potranno beneficiare di <strong data-start="960" data-end="993">crediti d’imposta fino al 45%</strong> su investimenti strategici per il proprio futuro. Un risparmio reale e tangibile, che può liberare risorse finanziarie da reinvestire nella crescita e nella competitività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1167" data-end="1586">Al contrario, chi sottovaluterà l’importanza di una compilazione corretta o attenderà l’ultimo momento, rischia di <strong data-start="1282" data-end="1324">restare fuori da un’agevolazione unica</strong>, destinata a trasformarsi in un pilastro delle politiche industriali italiane. Il Governo ha promesso che <strong data-start="1453" data-end="1477">nessuno sarà escluso</strong>, ma solo a condizione che i requisiti siano rispettati e le domande trasmesse nei tempi e nei modi previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1588" data-end="1847">Ora è il momento di agire. Se non hai ancora completato la tua domanda o se non sei sicuro della documentazione, <strong data-start="1701" data-end="1749">rivolgiti subito a un commercialista esperto</strong> in finanza agevolata. Il tempo per intervenire è limitato, ma i vantaggi possono essere decisivi.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Transizione-5-0-credito-d-imposta-fino-al-45-Domande-entro-il-27-novembre-2025/">Transizione 5.0: credito d’imposta fino al 45%. Domande entro il 27 novembre 2025</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Transizione-5-0-credito-d-imposta-fino-al-45-Domande-entro-il-27-novembre-2025/">Transizione 5.0: credito d’imposta fino al 45%. Domande entro il 27 novembre 2025</a> was first posted on Novembre 25, 2025 at 10:38 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Dott. Alessio Ferretti al CEO Summit 2025: Intelligenza Green e futuro della fiscalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 05:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CEO Summit 2025]]></category>
		<category><![CDATA[business sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un’epoca in cui sostenibilità, innovazione e competitività rappresentano il nuovo paradigma imprenditoriale, anche la figura del commercialista deve evolversi. È in questo contesto che si inserisce la prestigiosa partecipazione del Dott. Alessio Ferretti, rappresentante legale del nostro studio, allo Stagira CEO Summit 2025 dei Le Fonti Awards, evento di riferimento per l’élite del business [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="403" data-end="1147">In un’epoca in cui sostenibilità, innovazione e competitività rappresentano il nuovo paradigma imprenditoriale, anche la figura del commercialista deve evolversi. È in questo contesto che si inserisce la prestigiosa partecipazione del <strong data-start="638" data-end="664">Dott. Alessio Ferretti</strong>, rappresentante legale del nostro studio, allo <strong data-start="712" data-end="739">Stagira CEO Summit 2025</strong> dei <strong data-start="744" data-end="763">Le Fonti Awards</strong>, evento di riferimento per l’élite del business nazionale e internazionale. Tenutosi a Milano, il summit ha visto protagonisti quattro speaker d’eccezione: <strong data-start="920" data-end="951">Miguel Angel Castillo Feliz</strong> – CEO di Renew Storage Energy, <strong data-start="983" data-end="1000">Gaspare Verna</strong> – socio di Mega, <strong data-start="1018" data-end="1035">Paolo Fidanza</strong> – CEO &amp; Founder di Keo World, e appunto il nostro <strong data-start="1086" data-end="1104">Dott. Ferretti</strong>, unico rappresentante del settore fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1719">Il tema cardine dell’incontro è stato l’<strong data-start="1189" data-end="1211">Intelligenza Green</strong>: non solo sostenibilità ambientale, ma anche capacità strategica di adattare il business a un contesto sempre più orientato verso il digitale, l’efficienza energetica e la responsabilità sociale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1719">Un’occasione in cui il Dott. Ferretti ha portato l’esperienza di uno studio professionale che integra tecnologia, consulenza evoluta e fiscalità green, dimostrando come anche il settore tributario possa giocare un ruolo attivo nella transizione ecologica e nella costruzione di modelli economici più resilienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1719"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33981 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-1024x768.jpeg" alt="" width="696" height="522" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-1024x768.jpeg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-300x225.jpeg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-768x576.jpeg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-560x420.jpeg 560w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-80x60.jpeg 80w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-150x113.jpeg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-600x450.jpeg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-696x522.jpeg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-1068x801.jpeg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3-265x198.jpeg 265w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/image3.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1719">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="390"><strong>Rivedi i momenti salienti dello Stagira CEO Summit</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="392" data-end="877">Lo <strong data-start="395" data-end="422">Stagira CEO Summit 2025</strong> dei Le Fonti Awards è stato molto più di una tavola rotonda: è stato un confronto strutturato e stimolante, in cui ogni speaker ha avuto l&#8217;opportunità di intervenire due volte, arricchendo il dibattito con esperienze, idee e soluzioni concrete per un business più sostenibile e innovativo. La struttura a doppio intervento ha permesso di approfondire i temi chiave in modo progressivo, favorendo un dialogo autentico e interattivo tra i protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="879" data-end="954">Ecco quando rivedere ciascun intervento nel video integrale dell’evento:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="955" data-end="1810">
<li data-start="955" data-end="1177">
<p data-start="957" data-end="1177"><strong data-start="957" data-end="988">Miguel Angel Castillo Feliz</strong>, CEO di Renew Storage Energy, ha parlato al minuto <strong data-start="1040" data-end="1048">3:15</strong> e poi nuovamente a <strong data-start="1068" data-end="1077">12:30</strong>, con focus sull&#8217;energia rinnovabile e sull’integrazione dell’AI nei sistemi di accumulo energetico.</p>
</li>
<li data-start="1178" data-end="1358">
<p data-start="1180" data-end="1358"><strong data-start="1180" data-end="1197">Gaspare Verna</strong>, socio di Mega, è intervenuto al minuto <strong data-start="1238" data-end="1246">5:30</strong> e <strong data-start="1249" data-end="1258">15:20</strong>, portando esempi di gestione aziendale orientata all’eco-efficienza e alla sostenibilità operativa.</p>
</li>
<li data-start="1359" data-end="1557">
<p data-start="1361" data-end="1557"><strong data-start="1361" data-end="1378">Paolo Fidanza</strong>, CEO &amp; Founder di Keo World, ha condiviso riflessioni dirompenti al minuto <strong data-start="1454" data-end="1462">8:20</strong> e poi a <strong data-start="1471" data-end="1480">18:40</strong>, parlando di finanza sostenibile e digitalizzazione dei processi finanziari.</p>
</li>
<li data-start="1558" data-end="1810">
<p data-start="1560" data-end="1810">Infine, il nostro <strong data-start="1578" data-end="1604">Dott. Alessio Ferretti</strong> ha tenuto i suoi interventi al minuto <strong data-start="1643" data-end="1652">10:00</strong> e <strong data-start="1655" data-end="1664">20:15</strong>, evidenziando il ruolo della fiscalità intelligente nella transizione green delle imprese e nella pianificazione strategica del risparmio legale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="2041">Vuoi guardare tutto il dibattito?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="2041"><strong data-start="1849" data-end="1934">Rivivi l’intero evento sul canale YouTube ufficiale di Le Fonti al seguente link:</strong><br data-start="1934" data-end="1937" /><a class="decorated-link" href="https://www.youtube.com/watch?v=2xWYKpi-90I" target="_new" rel="noopener" data-start="1940" data-end="2041">Guarda il video completo dello Stagira CEO Summit 2025</a></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="266" data-end="343"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="345" data-end="890">La partecipazione del <strong data-start="367" data-end="393">Dott. Alessio Ferretti</strong> allo Stagira CEO Summit 2025 rappresenta non solo un riconoscimento del ruolo strategico del nostro studio nel panorama fiscale italiano, ma anche un segnale concreto di come la <strong data-start="572" data-end="621">consulenza tributaria possa e debba evolversi</strong> per affrontare le sfide del futuro. In un contesto in cui la sostenibilità non è più una scelta, ma una necessità, il nostro approccio si basa su una fiscalità intelligente, orientata al <strong data-start="809" data-end="889">risparmio legale, alla pianificazione sostenibile e all’innovazione digitale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="892" data-end="1360">L’<strong data-start="894" data-end="916">Intelligenza Green</strong>, protagonista indiscussa del summit, non è un concetto astratto: è una vera e propria strategia integrata, che unisce visione, competenze e strumenti per rendere le imprese più competitive, responsabili e pronte a cogliere le nuove opportunità normative e fiscali. Il nostro studio è in prima linea per guidare imprenditori e professionisti in questo percorso, con soluzioni personalizzate e aggiornate alle più recenti evoluzioni legislative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1362" data-end="1605">Se vuoi scoprire come rendere la tua azienda più sostenibile dal punto di vista fiscale, o se sei interessato ad applicare i vantaggi dell’intelligenza green alla tua realtà imprenditoriale, contattaci per una consulenza personalizzata.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Il-Dott-Alessio-Ferretti-al-CEO-Summit-2025-Intelligenza-Green-e-futuro-della-fiscalita/">Il Dott. Alessio Ferretti al CEO Summit 2025: Intelligenza Green e futuro della fiscalità</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Il-Dott-Alessio-Ferretti-al-CEO-Summit-2025-Intelligenza-Green-e-futuro-della-fiscalita/">Il Dott. Alessio Ferretti al CEO Summit 2025: Intelligenza Green e futuro della fiscalità</a> was first posted on Ottobre 28, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Produzione di energia da fonti rinnovabili: tutte le novità del decreto correttivo approvato dal Governo</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Produzione-di-energia-da-fonti-rinnovabili-tutte-le-novita-del-decreto-correttivo-approvato-dal-Governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 04:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Transizione Energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l&#8217;Italia ha accelerato significativamente il passo verso la transizione energetica, puntando sulle fonti rinnovabili come motore per uno sviluppo più sostenibile. Tuttavia, nonostante gli sforzi normativi e finanziari, numerosi ostacoli burocratici e autorizzativi hanno rallentato la diffusione degli impianti a energia pulita. In risposta a queste criticità, il Consiglio dei Ministri ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="464" data-end="1081">Negli ultimi anni, l&#8217;Italia ha accelerato significativamente il passo verso la transizione energetica, puntando sulle fonti rinnovabili come motore per uno sviluppo più sostenibile. Tuttavia, nonostante gli sforzi normativi e finanziari, numerosi ostacoli burocratici e autorizzativi hanno rallentato la diffusione degli impianti a energia pulita. In risposta a queste criticità, il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato <strong data-start="896" data-end="958">in via preliminare un nuovo decreto legislativo correttivo</strong> (Dlgs), che rivede e semplifica la disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1083" data-end="1511">Questo correttivo si inserisce nel più ampio contesto del <strong data-start="1141" data-end="1204">recepimento della Direttiva UE RED II (Direttiva 2018/2001)</strong>, con l’obiettivo dichiarato di <strong data-start="1236" data-end="1277">snellire i procedimenti autorizzativi</strong>, rafforzare la certezza normativa per gli operatori del settore e accelerare l’installazione di nuovi impianti. La semplificazione riguarda tanto gli impianti fotovoltaici quanto quelli eolici, idroelettrici, geotermici e a biomasse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1513" data-end="1941">In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutte le novità introdotte dal correttivo, con un occhio di riguardo agli aspetti fiscali, economici e procedurali che interessano imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="193" data-end="258"><strong>Il nuovo decreto correttivo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="260" data-end="739">L’11 settembre 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare un <strong data-start="344" data-end="378">decreto legislativo correttivo</strong> che interviene sulla disciplina dei regimi amministrativi relativi alla <strong data-start="451" data-end="497">produzione di energia da fonti rinnovabili</strong>. Il testo modifica e integra il <strong data-start="530" data-end="563">Dlgs 25 novembre 2024, n. 190</strong>, già adottato in attuazione della Direttiva RED II, con l’intento di <strong data-start="633" data-end="696">rafforzarne l’efficacia e colmare alcune lacune applicative</strong> emerse durante i primi mesi di attuazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="741" data-end="1308">La base giuridica di questo intervento si fonda sull’<strong data-start="794" data-end="874">articolo 26, commi 4 e 5, lettere b) e d), della legge 5 agosto 2022, n. 118</strong>, che ha delegato al Governo il compito di adottare correttivi e integrazioni alla normativa vigente sulle energie rinnovabili. Il decreto si inserisce, inoltre, nel più ampio disegno strategico delineato dal <strong data-start="1083" data-end="1133">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)</strong>, che prevede un’accelerazione degli investimenti nel settore dell’energia verde, con obiettivi ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni e autosufficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1310" data-end="1763">Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale del Governo, la finalità principale del correttivo è quella di <strong data-start="1423" data-end="1463">semplificare i regimi amministrativi</strong> e ridurre drasticamente i tempi di rilascio delle autorizzazioni per gli impianti a fonti rinnovabili. Si punta così a <strong data-start="1583" data-end="1621">rimuovere gli ostacoli burocratici</strong> che hanno storicamente frenato la realizzazione di progetti energetici, favorendo un clima più favorevole agli investimenti, anche stranieri.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="321" data-end="403"><strong>Le principali novità </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="405" data-end="1006">Il decreto correttivo appena approvato in via preliminare punta a <strong data-start="471" data-end="532">sbloccare e accelerare concretamente l’iter autorizzativo</strong> per la costruzione e l’esercizio di impianti da fonti rinnovabili. Una delle novità più significative è la drastica <strong data-start="649" data-end="672">riduzione dei tempi</strong> per l’ottenimento della cosiddetta <strong data-start="708" data-end="734">&#8220;autorizzazione unica&#8221;</strong>, che ora – per alcune tipologie di interventi – passerà da <strong data-start="794" data-end="818">120 a soli 40 giorni</strong>. Questo rappresenta un cambiamento epocale per un settore che ha sempre sofferto lunghi iter procedurali, spesso ostacolati da interpretazioni divergenti tra enti locali e Sovrintendenze.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1008" data-end="1396">Il correttivo introduce anche <strong data-start="1038" data-end="1075">definizioni normative più precise</strong>, tra cui quella di <strong data-start="1095" data-end="1130">“infrastrutture indispensabili”</strong> per il funzionamento degli impianti e quella relativa alla <strong data-start="1190" data-end="1219">“revisione della potenza”</strong> per gli impianti esistenti. Tali definizioni sono cruciali per ridurre l’ambiguità normativa e facilitare gli investitori nella pianificazione tecnica e giuridica dei progetti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1398" data-end="1714">Un altro punto chiave riguarda gli <strong data-start="1433" data-end="1527">interventi in aree sottoposte a vincoli paesaggistici o di tutela del patrimonio culturale</strong>: il decreto propone una <strong data-start="1552" data-end="1589">razionalizzazione delle procedure</strong>, con l’intento di evitare blocchi generalizzati e promuovere un approccio più equilibrato tra tutela e sviluppo sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1716" data-end="2106">Viene inoltre rivisto il termine per il <strong data-start="1756" data-end="1806">ripristino dei luoghi a carico degli esercenti</strong>, una modifica che rende più chiaro l’obbligo di rimuovere gli impianti a fine vita. Infine, è prevista la creazione di un <strong data-start="1929" data-end="1977">“punto di contatto unico” a livello comunale</strong>, che fungerà da sportello per cittadini e imprese, migliorando la trasparenza e l’efficienza delle comunicazioni amministrative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1716" data-end="2106"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33710 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="267" data-end="350"><strong>Impatti concreti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="352" data-end="772">Le modifiche introdotte dal decreto correttivo rappresentano un&#8217;importante occasione per <strong data-start="441" data-end="529">aziende, operatori energetici, investitori esteri e pubbliche amministrazioni locali</strong>. La semplificazione delle procedure autorizzative e la riduzione dei tempi amministrativi rispondono a una necessità concreta: rendere l’Italia un paese più attrattivo per chi vuole puntare sulle <strong data-start="726" data-end="771">energie rinnovabili come asset strategico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="774" data-end="1354">In particolare, la riduzione dei tempi per il rilascio dell’<strong data-start="834" data-end="858">autorizzazione unica</strong> permette alle imprese di accorciare sensibilmente la fase di avvio degli investimenti, migliorando il <strong data-start="961" data-end="979">time-to-market</strong> degli impianti. Questo si traduce in una <strong data-start="1021" data-end="1056">riduzione dei costi di progetto</strong>, minori spese legali e amministrative e una maggiore certezza per i finanziatori. La presenza di un <strong data-start="1157" data-end="1203">punto di contatto unico a livello comunale</strong> risponde poi all&#8217;esigenza di coordinare meglio le comunicazioni tra imprese e PA, riducendo i conflitti tra enti e accelerando i processi decisionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1356" data-end="1830">Anche gli <strong data-start="1366" data-end="1381">enti locali</strong> beneficiano della razionalizzazione normativa: con regole più chiare e processi più snelli, sarà più facile attrarre <strong data-start="1499" data-end="1539">progetti di rigenerazione energetica</strong> sui propri territori, soprattutto nelle aree industriali dismesse o in declino. Questo potrà contribuire alla <strong data-start="1650" data-end="1688">creazione di nuovi posti di lavoro</strong>, all’aumento del gettito fiscale derivante da nuove attività produttive e a una <strong data-start="1769" data-end="1806">maggiore sostenibilità ambientale</strong> a livello territoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1832" data-end="2146">Infine, le nuove definizioni tecniche, come quelle di “infrastrutture indispensabili”,  permetteranno di <strong data-start="1938" data-end="1972">evitare blocchi interpretativi</strong> e offrire uno standard comune per la progettazione e l’approvazione dei progetti. Un passo importante per chi vuole investire in Italia in modo rapido, trasparente e sicuro.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="343" data-end="426"><strong>Transizione ecologica e PNRR </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="428" data-end="964">L’approvazione del decreto correttivo non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di <strong data-start="535" data-end="569">strategie nazionali ed europee</strong> che puntano alla <strong data-start="587" data-end="612">transizione ecologica</strong>, all’<strong data-start="618" data-end="645">indipendenza energetica</strong> e alla <strong data-start="653" data-end="688">decarbonizzazione dell’economia</strong>. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato nell’ambito del programma Next Generation EU, destina risorse significative allo sviluppo delle energie rinnovabili, con l’obiettivo di <strong data-start="888" data-end="963">raggiungere il 65% di produzione elettrica da fonti green entro il 2030</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="966" data-end="1558">In questo quadro, la semplificazione normativa introdotta dal correttivo si configura come una <strong data-start="1061" data-end="1086">condizione abilitante</strong> per il raggiungimento degli obiettivi ambientali, economici e sociali. Senza un sistema autorizzativo snello, infatti, risulta impossibile realizzare in tempi brevi nuovi impianti fotovoltaici, eolici o a biomassa, mettendo a rischio l’intero piano di decarbonizzazione nazionale. L’Italia, rispetto ad altri Paesi UE, ha accumulato ritardi significativi nell’installazione di nuova capacità rinnovabile, proprio a causa della complessità dei procedimenti amministrativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1560" data-end="1930">Il decreto agisce dunque come un <strong data-start="1593" data-end="1619">acceleratore normativo</strong>, capace di dare slancio agli investimenti pubblici e privati, anche grazie alla maggiore chiarezza delle regole. Inoltre, contribuisce alla <strong data-start="1760" data-end="1804">diversificazione delle fonti energetiche</strong>, riducendo la dipendenza da gas e petrolio importati, un tema diventato centrale alla luce delle recenti crisi geopolitiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1932" data-end="2179">Queste riforme rappresentano anche un messaggio chiaro verso l’Europa: l’Italia intende <strong data-start="2020" data-end="2061">rispettare i propri impegni climatici</strong>, ma lo fa dotandosi di strumenti concreti e moderni per favorire una transizione sostenibile, efficace e partecipata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="354" data-end="451"><strong>Semplificazioni e nuove regole operative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="453" data-end="869">Uno dei nodi più complessi per l’espansione delle energie rinnovabili in Italia è rappresentato dai <strong data-start="553" data-end="591">vincoli paesaggistici e ambientali</strong>, che spesso hanno rallentato o addirittura bloccato la realizzazione di impianti anche di piccole dimensioni. Il decreto correttivo affronta questo tema con una serie di misure orientate alla <strong data-start="784" data-end="868">semplificazione senza rinunciare alla tutela del patrimonio culturale e naturale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="871" data-end="1403">La novità principale riguarda la <strong data-start="904" data-end="955">razionalizzazione delle procedure autorizzative</strong> per gli interventi in aree sottoposte a vincoli. Viene infatti introdotta una disciplina più chiara e coerente, con l’obiettivo di <strong data-start="1087" data-end="1125">evitare interpretazioni arbitrarie</strong> da parte delle autorità competenti. In particolare, il testo specifica quali interventi possono essere considerati “compatibili” con il paesaggio e in quali casi è possibile derogare a determinati vincoli, nel rispetto comunque dei principi costituzionali di tutela ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1405" data-end="1888">La riduzione dei tempi di esame delle pratiche, che per alcuni interventi passa da 120 a 40 giorni, si applica anche ai procedimenti che includono la <strong data-start="1557" data-end="1600">valutazione di impatto ambientale (VIA)</strong>, grazie al riconoscimento dell’autorizzazione unica come procedimento con valore abilitante anche ai fini paesaggistici. Questo snellisce notevolmente l’iter per la realizzazione di impianti in zone sensibili, sempre che vengano rispettati determinati criteri tecnici e di sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1890" data-end="2243">Un’altra importante innovazione è la previsione di un <strong data-start="1944" data-end="1999">approccio più uniforme tra i diversi enti coinvolti</strong>, in modo da evitare conflitti tra Sovrintendenze, Regioni e Comuni. L’obiettivo è garantire <strong data-start="2092" data-end="2115">chiarezza normativa</strong>, certezza dei tempi e coerenza nell’applicazione delle regole, rendendo il sistema più prevedibile per operatori e investitori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1890" data-end="2243"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33711 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/panorama-vista-aerea-di-energia-elettrica-alternativa-rinnovabile-la-piattaforma-di-celle-solari-galleggianti.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="354" data-end="449"><strong>Nuove responsabilità </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="871">Uno degli aspetti più rilevanti e innovativi introdotti dal decreto correttivo riguarda la <strong data-start="542" data-end="629">gestione del fine vita degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili</strong>. In passato, l’assenza di una disciplina uniforme e vincolante su questo fronte ha generato incertezze, con il rischio che alcuni impianti dismessi restassero <strong data-start="789" data-end="814">in stato di abbandono</strong>, con conseguenze negative sul paesaggio e sull’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="873" data-end="1334">Il correttivo affronta il problema in modo diretto, introducendo una <strong data-start="942" data-end="1002">revisione degli obblighi a carico dei soggetti esercenti</strong> in materia di <strong data-start="1017" data-end="1042">ripristino dei luoghi</strong>. Viene chiarito che, alla cessazione dell’attività, il titolare dell’impianto è tenuto a <strong data-start="1132" data-end="1189">smantellare tutte le infrastrutture non più operative</strong> e a <strong data-start="1194" data-end="1242">ripristinare lo stato originario dei terreni</strong> su cui l’impianto insisteva, secondo modalità e tempistiche definite in sede autorizzativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1336" data-end="1747">Questa nuova impostazione rafforza il principio di <strong data-start="1387" data-end="1431">responsabilità ambientale dell’operatore</strong>, ponendo anche le basi per eventuali <strong data-start="1469" data-end="1502">forme di garanzia finanziaria</strong>, come fideiussioni o accantonamenti, per coprire i costi di dismissione. In questo modo si riduce il rischio che i costi del ripristino ricadano sulle amministrazioni locali o sulla collettività, in caso di fallimento o inattività dell’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1749" data-end="2175">Si tratta di un passaggio fondamentale per assicurare una <strong data-start="1807" data-end="1853">transizione energetica davvero sostenibile</strong>, che non si limiti solo alla fase di installazione, ma consideri anche l’intero ciclo di vita degli impianti. Inoltre, la chiarezza normativa offre agli operatori maggiore certezza su obblighi futuri, permettendo di <strong data-start="2070" data-end="2109">pianificare meglio gli investimenti</strong> e valorizzare l’impegno ambientale anche a livello reputazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="399" data-end="493"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="495" data-end="960">Oltre alla semplificazione amministrativa, il nuovo decreto correttivo rafforza indirettamente anche la <strong data-start="599" data-end="622">convenienza fiscale</strong> per chi sceglie di investire nella produzione di energia da fonti rinnovabili. La riduzione dei tempi autorizzativi e la maggiore certezza normativa aumentano infatti l’efficacia degli <strong data-start="808" data-end="842">incentivi fiscali già previsti</strong>, permettendo agli operatori di accedere più rapidamente a <strong data-start="901" data-end="959">detrazioni, agevolazioni e meccanismi di compensazione</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="962" data-end="1082">Tra le principali misure fiscali attualmente in vigore troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1084" data-end="1797">
<li data-start="1084" data-end="1247">
<p data-start="1086" data-end="1247"><strong data-start="1086" data-end="1120">Superbonus 90% e bonus edilizi</strong>: per impianti fotovoltaici installati su edifici residenziali, anche con sistemi di accumulo, se collegati a lavori trainanti.</p>
</li>
<li data-start="1248" data-end="1450">
<p data-start="1250" data-end="1450"><strong data-start="1250" data-end="1292">Credito d’imposta per investimenti 4.0</strong>: applicabile anche agli impianti fotovoltaici e di cogenerazione installati da imprese, nel rispetto dei requisiti di interconnessione e controllo da remoto.</p>
</li>
<li data-start="1451" data-end="1649">
<p data-start="1453" data-end="1649"><strong data-start="1453" data-end="1480">Ammortamenti accelerati</strong>: per le imprese che installano impianti a energie rinnovabili nell’ambito di attività produttive, con possibilità di dedurre più velocemente il costo dell’investimento.</p>
</li>
<li data-start="1650" data-end="1797">
<p data-start="1652" data-end="1797"><strong data-start="1652" data-end="1726">Regimi fiscali agevolati per le comunità energetiche rinnovabili (CER)</strong>, inclusi esoneri da imposte su proventi autoconsumati collettivamente.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1799" data-end="2202">Inoltre, grazie alla <strong data-start="1820" data-end="1860">semplificazione delle autorizzazioni</strong>, i tempi di avvio degli impianti si accorciano, permettendo di <strong data-start="1924" data-end="1980">iniziare prima la produzione e la vendita di energia</strong> e quindi anticipare il rientro fiscale dell’investimento. La possibilità di accedere al <strong data-start="2069" data-end="2119">ritiro dedicato o allo scambio sul posto (SSP)</strong>, gestiti dal GSE, resta un’opzione economicamente interessante per molti soggetti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2204" data-end="2476">Per i professionisti e le imprese del settore, questa nuova cornice normativa rappresenta anche un’opportunità per <strong data-start="2319" data-end="2347">diversificare l’attività</strong>, aprirsi a nuovi mercati e attrarre capitali, in un contesto sempre più favorevole alla finanza sostenibile e ai progetti green.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="347"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="920">Il decreto correttivo approvato l’11 settembre dal Consiglio dei Ministri segna un importante passo avanti verso una <strong data-start="466" data-end="529">transizione energetica più rapida, efficiente e sostenibile</strong>. Le novità introdotte dalla <strong data-start="560" data-end="604">semplificazione dei regimi autorizzativi</strong> alla <strong data-start="610" data-end="655">definizione normativa di concetti tecnici</strong>, passando per la <strong data-start="673" data-end="727">gestione responsabile del fine vita degli impianti</strong> e la <strong data-start="733" data-end="777">creazione di sportelli comunali dedicati, </strong>rappresentano strumenti concreti per rimuovere gli ostacoli che, fino ad oggi, hanno frenato lo sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="922" data-end="1381">Ma oltre al valore ambientale e strategico, non vanno sottovalutati i <strong data-start="992" data-end="1024">vantaggi economici e fiscali</strong>: riduzione dei costi burocratici, accesso più rapido agli incentivi, maggiore appetibilità per gli investitori e ritorni più veloci sugli investimenti effettuati. Il nuovo quadro normativo apre la strada a <strong data-start="1231" data-end="1267">progetti più semplici da gestire</strong>, più facili da finanziare e meglio integrati con le esigenze delle comunità locali e del tessuto imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1383" data-end="1736">Sarà fondamentale, nei prossimi mesi, monitorare l’iter parlamentare per l’approvazione definitiva del decreto e la sua attuazione concreta sul territorio. Il successo di questa riforma dipenderà non solo dalla qualità della norma, ma anche dalla <strong data-start="1630" data-end="1735">capacità delle istituzioni locali e centrali di applicarla in modo uniforme, trasparente e tempestivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1738" data-end="2067">Per cittadini, professionisti e imprese, questo è il momento ideale per <strong data-start="1810" data-end="1902">informarsi, pianificare investimenti e cogliere le opportunità offerte dalle rinnovabili</strong>, sia in termini di sostenibilità che di vantaggio competitivo. La rivoluzione energetica è già iniziata: ora l’Italia ha le carte in regola per accelerarla davvero.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Produzione-di-energia-da-fonti-rinnovabili-tutte-le-novita-del-decreto-correttivo-approvato-dal-Governo/">Produzione di energia da fonti rinnovabili: tutte le novità del decreto correttivo approvato dal Governo</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Produzione-di-energia-da-fonti-rinnovabili-tutte-le-novita-del-decreto-correttivo-approvato-dal-Governo/">Produzione di energia da fonti rinnovabili: tutte le novità del decreto correttivo approvato dal Governo</a> was first posted on Settembre 23, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ddl Agricoltura 2025 approvato: incentivi a giovani, filiere, innovazione e sovranità alimentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 04:15:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Xylella fastidiosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Ddl Agricoltura 2025, un pacchetto di misure strategiche per rilanciare il settore agricolo italiano. In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutti gli incentivi previsti: fondi per giovani agricoltori, filiere strategiche, innovazione tecnologica, accesso facilitato ai terreni pubblici, sostegno contro le emergenze fitosanitarie e nuove norme su vino, olio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="128" data-end="475">Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Ddl Agricoltura 2025, un pacchetto di misure strategiche per rilanciare il settore agricolo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="128" data-end="475">In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutti gli incentivi previsti: fondi per giovani agricoltori, filiere strategiche, innovazione tecnologica, accesso facilitato ai terreni pubblici, sostegno contro le emergenze fitosanitarie e nuove norme su vino, olio e uova. Un piano ambizioso che punta su sovranità alimentare, sostenibilità e coesione territoriale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="171" data-end="279"><strong>Ddl Agricoltura 2025 approvato</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="789">Il 24 luglio 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge (Ddl) collegato alla manovra di bilancio 2025-2027, che punta a rilanciare il comparto agricolo italiano attraverso misure concrete e mirate. Il testo legislativo, denominato “Ddl Agricoltura 2025”, rappresenta un tassello chiave nella programmazione economico-finanziaria del Governo, ponendo il settore primario al centro della strategia nazionale per la sovranità alimentare, la coesione territoriale e la transizione ecologica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="791" data-end="1379">L’agricoltura torna quindi ad avere un ruolo centrale nella crescita del Paese: non solo come comparto produttivo, ma anche come elemento strategico per affrontare le sfide legate alla sicurezza degli approvvigionamenti, all’equilibrio sociale delle aree interne e rurali, e alla riconversione ecologica. Il Ddl interviene su più fronti: incentivi fiscali e contributivi per i giovani agricoltori, semplificazione normativa per le imprese agricole, potenziamento delle filiere strategiche (agroalimentare, zootecnia, cerealicola, vitivinicola), digitalizzazione e innovazione tecnologica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1381" data-end="1809">Si tratta di un disegno ambizioso che apre nuove opportunità per chi opera o intende investire in agricoltura, e allo stesso tempo offre risposte concrete ai problemi che da anni penalizzano la competitività del comparto: incertezza normativa, scarsa redditività, carenza di manodopera qualificata, eccessiva burocrazia. Questo intervento legislativo potrebbe davvero segnare un prima e un dopo per il sistema agricolo italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="246" data-end="351"><strong>Misure principali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="962">Il cuore del Ddl Agricoltura 2025 è rappresentato da un pacchetto strutturato di misure economiche e fiscali volte a sostenere la produzione agricola italiana, con un’attenzione specifica alla sovranità alimentare e al rafforzamento delle filiere locali. Tra le disposizioni più rilevanti figura l’incremento del <strong data-start="666" data-end="703">Fondo per la Sovranità Alimentare</strong>, la cui dotazione sarà potenziata con <strong data-start="742" data-end="773">30 milioni di euro nel 2026</strong> e <strong data-start="776" data-end="799">40 milioni nel 2027</strong>. Un segnale forte da parte del Governo, che punta ad accrescere la resilienza e l’autosufficienza dell’agricoltura nazionale, riducendo la dipendenza dall’estero.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="964" data-end="1359">In parallelo, è stato previsto un investimento triennale (2026-2028) pari a <strong data-start="1040" data-end="1063">300 milioni di euro</strong>, finalizzato al rilancio delle <strong data-start="1095" data-end="1127">filiere agricole strategiche</strong>, alla <strong data-start="1134" data-end="1176">valorizzazione delle produzioni locali</strong>, al <strong data-start="1181" data-end="1231">contrasto allo spopolamento delle aree interne</strong> e al <strong data-start="1237" data-end="1286">sostegno all’allevamento di vitelli autoctoni</strong>, risorsa fondamentale per il mantenimento della biodiversità zootecnica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1361" data-end="1764">Queste misure mirano non solo a incentivare la produzione interna, ma anche a generare benefici a lungo termine per l’economia rurale e per la sicurezza degli approvvigionamenti. Il potenziamento delle filiere rappresenta una leva chiave per l’occupazione giovanile, la competitività delle imprese agricole e la coesione territoriale, rafforzando il legame tra agricoltura, territorio e comunità locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1766" data-end="1913">L’Italia può davvero tornare a essere una potenza agricola: vediamo ora nel dettaglio le agevolazioni pensate per le singole filiere produttive.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="230" data-end="329"><strong>Contratti di filiera e rilancio della zootecnia</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="331" data-end="1088">Tra gli strumenti più innovativi introdotti dal Ddl Agricoltura 2025 figura il <strong data-start="410" data-end="502">credito d’imposta fino al 40% per gli investimenti nei contratti di filiera del frumento</strong>, destinato alle imprese di trasformazione agroalimentare che stipulano accordi triennali, quadriennali o quinquennali con produttori agricoli italiani. Lo scopo è rafforzare la produzione nazionale di frumento, migliorare la qualità dei prodotti trasformati e sostenere la filiera cerealicola nazionale, storicamente penalizzata dalla concorrenza estera e dall’andamento incerto dei mercati. Il bonus, valido per l’anno 2026, è pari a un plafond complessivo di <strong data-start="964" data-end="986">10 milioni di euro</strong>, e potrà essere utilizzato per <strong data-start="1018" data-end="1046">l’acquisto di macchinari</strong> e per <strong data-start="1053" data-end="1087">attività di ricerca e sviluppo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1090" data-end="1417">Un altro intervento fondamentale è il <strong data-start="1128" data-end="1190">piano straordinario di sostegno alla filiera vacca-vitello</strong>, che prevede <strong data-start="1204" data-end="1227">300 milioni di euro</strong> nel triennio 2026-2028. La misura nasce con l’obiettivo di contrastare l’eccessiva dipendenza dall’importazione di capi bovini e incentivare la <strong data-start="1372" data-end="1405">produzione nazionale di carne</strong> attraverso:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1419" data-end="1596">
<li data-start="1419" data-end="1473">
<p data-start="1421" data-end="1473">l’acquisto e l’allevamento di <strong data-start="1451" data-end="1472">manze selezionate</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1474" data-end="1529">
<p data-start="1476" data-end="1529">l’utilizzo di <strong data-start="1490" data-end="1528">incroci per la produzione di carne</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1530" data-end="1596">
<p data-start="1532" data-end="1596">lo <strong data-start="1535" data-end="1580">svezzamento e l’accrescimento dei vitelli</strong> nati in Italia.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1598" data-end="1843">I contributi saranno ripartiti in modo strategico: <strong data-start="1649" data-end="1685">70% destinato alla filiera carne</strong> e <strong data-start="1688" data-end="1726">30% alla filiera mista carne-latte</strong>. Una scelta coerente con la volontà di promuovere un&#8217;agricoltura sostenibile, più autonoma e radicata nei territori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1845" data-end="1980">Si tratta di un’opportunità concreta per le aziende agricole italiane di investire in qualità, innovazione e stabilità contrattuale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33266 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mucca-e-tori-alla-stalla-della-fattoria.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="276" data-end="385"><strong>Imprenditoria agricola giovanile e femminile</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="387" data-end="1011">Uno degli obiettivi dichiarati del Ddl Agricoltura 2025 è favorire il ricambio generazionale e promuovere l’accesso alla terra da parte delle nuove generazioni e delle donne, categorie ancora oggi sotto-rappresentate nel settore agricolo. A tal fine, il disegno di legge prevede un <strong data-start="669" data-end="723">rifinanziamento da 150 milioni di euro in tre anni</strong> (2026-2028), destinato a sostenere l’<strong data-start="761" data-end="800">imprenditoria giovanile e femminile</strong>, mediante l’<strong data-start="813" data-end="856">intervento previsto dal D.lgs. 185/2000</strong>. Si tratta di un pacchetto di agevolazioni che include contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e incentivi per l’acquisto di beni strumentali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1013" data-end="1532">Ma il vero salto di qualità arriva con le misure sul <strong data-start="1066" data-end="1131">riutilizzo produttivo dei terreni agricoli pubblici e incolti</strong>. L’<strong data-start="1135" data-end="1144">ISMEA</strong> (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) sarà autorizzata a <strong data-start="1221" data-end="1281">concedere in comodato gratuito i propri terreni agricoli</strong> a giovani tra i <strong data-start="1298" data-end="1316">18 e i 40 anni</strong>, con un <strong data-start="1325" data-end="1417">diritto di opzione all’acquisto agevolato dopo 10 anni di attività agricola continuativa</strong>. Una misura che può rappresentare un vero punto di svolta, soprattutto nelle regioni del Sud e nelle aree interne.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1534" data-end="1810">In parallelo, i <strong data-start="1550" data-end="1612">Comuni dovranno istituire una “banca comunale delle terre”</strong>, che permetterà di censire, recuperare e riassegnare in affitto i terreni abbandonati o non coltivati, favorendo l&#8217;insediamento di nuovi agricoltori e il recupero del patrimonio agricolo in disuso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="1930">La terra torna così un bene comune, generatore di opportunità economiche, occupazione e rigenerazione territoriale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="200" data-end="295"><strong>Emergenze agricole e sanitarie</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="297" data-end="766">Il Ddl Agricoltura 2025 affronta anche una delle questioni più urgenti e trascurate degli ultimi anni: le <strong data-start="403" data-end="444">emergenze fitosanitarie e zootecniche</strong> che minacciano la sostenibilità del comparto agricolo. Per fronteggiare questi fenomeni, il disegno di legge prevede l’attivazione di un <strong data-start="582" data-end="624">piano nazionale da 300 milioni di euro</strong>, finalizzato al <strong data-start="641" data-end="679">contrasto della Xylella fastidiosa</strong> e di altre <strong data-start="691" data-end="734">fitopatie che colpiscono l’olivicoltura</strong>, in particolare nel Sud Italia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="768" data-end="1203">Questa misura è particolarmente attesa in regioni come Puglia, Calabria e Sicilia, dove la Xylella ha già compromesso migliaia di ettari di oliveti, con conseguenze economiche e ambientali devastanti. Il piano punterà al <strong data-start="989" data-end="1019">monitoraggio fitosanitario</strong>, alla <strong data-start="1026" data-end="1063">sostituzione delle piante infette</strong>, alla <strong data-start="1070" data-end="1103">ricerca di varietà resistenti</strong> e alla <strong data-start="1111" data-end="1150">formazione degli operatori agricoli</strong> per la prevenzione e il contenimento della malattia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1205" data-end="1559">Un ulteriore stanziamento è previsto per fronteggiare la <strong data-start="1262" data-end="1292">peste suina africana (PSA)</strong>, emergenza zootecnica che minaccia l’intera filiera suinicola italiana. A tal fine, il Ddl prevede <strong data-start="1392" data-end="1458">3 milioni di euro in contributi per le aziende di macellazione</strong>, destinati a coprire i costi di <strong data-start="1491" data-end="1530">congelamento e stoccaggio dei suini</strong> provenienti da zone colpite.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1561" data-end="1875">Infine, per le imprese colpite da <strong data-start="1595" data-end="1627">epizoozie nel corso del 2025</strong>, è prevista la <strong data-start="1643" data-end="1721">sospensione per 12 mesi del rimborso dei finanziamenti bancari e agevolati</strong>, misura che offre un sollievo immediato in termini di liquidità, evitando il rischio di insolvenza e favorendo il proseguimento dell’attività produttiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1877" data-end="2033">Un approccio preventivo e reattivo che dimostra come la tutela fitosanitaria sia diventata una priorità strategica per la sicurezza alimentare nazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="193" data-end="292"><strong>Nuove regole per vino, olio e uova</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="294" data-end="610">Il Ddl Agricoltura 2025 interviene in modo puntuale anche su tre pilastri della produzione agroalimentare italiana: <strong data-start="410" data-end="431">vino, olio e uova</strong>, introducendo norme che mirano a <strong data-start="465" data-end="509">semplificare gli adempimenti burocratici</strong>, migliorare la <strong data-start="525" data-end="570">trasparenza nei confronti dei consumatori</strong> e tutelare la qualità delle produzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="612" data-end="1116">Per quanto riguarda il <strong data-start="635" data-end="643">vino</strong>, viene introdotta una <strong data-start="666" data-end="721">semplificazione per la gestione delle fecce di vino </strong>e si stabiliscono <strong data-start="791" data-end="874">regole chiare per la produzione e la commercializzazione del vino dealcolizzato</strong>, un segmento in forte crescita, soprattutto nei mercati esteri. Queste norme rispondono a un’esigenza di chiarezza normativa, indispensabile per permettere alle aziende vinicole italiane di innovare senza inciampare in ambiguità regolatorie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1118" data-end="1545">Sul fronte dell’<strong data-start="1134" data-end="1164">olio extravergine di oliva</strong>, il provvedimento introduce <strong data-start="1193" data-end="1275">nuovi obblighi di etichettatura per le miscele contenenti olio vergine d’oliva</strong>, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza per i consumatori e contrastare le pratiche ingannevoli. Una scelta in linea con le richieste delle associazioni di categoria e dei produttori, che da anni chiedono una maggiore tutela del valore del prodotto italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1547" data-end="1886">Infine, il Ddl stabilisce nuovi criteri per la <strong data-start="1594" data-end="1623">stampigliatura delle uova</strong>, che dovrà avvenire <strong data-start="1644" data-end="1705">nel luogo di produzione o nel primo centro di imballaggio</strong>, migliorando così la tracciabilità. Sono previste <strong data-start="1756" data-end="1795">esenzioni per i piccoli allevamenti</strong>, per evitare che le nuove norme diventino un onere eccessivo per le microimprese agricole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1888" data-end="2025">Semplificare e tutelare la qualità: è questo il binomio con cui il Ddl Agricoltura punta a valorizzare il vero made in Italy agricolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1888" data-end="2025"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33267 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-fattoria-con-tavoletta.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="254" data-end="334"><strong>Ritorno alla terra</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="1099">Uno degli ostacoli principali all’insediamento di nuove imprese agricole, soprattutto da parte di giovani e neo-imprenditori, è l’<strong data-start="466" data-end="500">accesso alla terra coltivabile</strong>. Il Ddl Agricoltura 2025 affronta direttamente questo problema con due misure strategiche e di lungo respiro. La prima prevede che <strong data-start="632" data-end="704">ISMEA possa concedere in comodato gratuito i propri terreni agricoli</strong> a giovani di età compresa tra <strong data-start="735" data-end="751">18 e 40 anni</strong>, per favorire l’avviamento di nuove attività agricole. Ma non è tutto: dopo <strong data-start="828" data-end="864">10 anni di utilizzo continuativo</strong>, i beneficiari avranno <strong data-start="888" data-end="947">diritto di opzione per l’acquisto agevolato del terreno</strong>, a condizioni estremamente vantaggiose. Una misura che promuove non solo l’inserimento lavorativo giovanile, ma anche la stabilità d’impresa nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1101" data-end="1556">In parallelo, il disegno di legge obbliga i <strong data-start="1145" data-end="1200">Comuni a istituire una “banca comunale delle terre”</strong>, un registro pubblico che censirà <strong data-start="1235" data-end="1284">i terreni agricoli abbandonati o inutilizzati</strong> nei rispettivi territori. Questi terreni potranno essere <strong data-start="1342" data-end="1398">riassegnati in affitto a nuovi imprenditori agricoli</strong>, attraverso bandi trasparenti e accessibili, contribuendo così al <strong data-start="1465" data-end="1498">recupero del paesaggio rurale</strong> e al <strong data-start="1504" data-end="1555">contrasto dello spopolamento delle aree interne</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1826">Queste iniziative vanno ben oltre il sostegno economico: rappresentano un cambio di paradigma, in cui la terra torna a essere una <strong data-start="1688" data-end="1735">risorsa sociale ed economica da condividere</strong>, innescando processi di rigenerazione locale e creando valore anche in contesti marginali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1828" data-end="1973">Rimettere in produzione le terre inutilizzate significa ridare vita a interi territori e creare nuove opportunità per l’agricoltura di domani.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1828" data-end="1973"><strong>Considerazioni finali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="702">Il Ddl Agricoltura 2025 si presenta come una delle riforme più ambiziose e organiche degli ultimi anni nel panorama agricolo italiano. Non si limita a introdurre incentivi economici, ma propone una visione complessiva che mette al centro <strong data-start="547" data-end="574">la sovranità alimentare</strong>, la <strong data-start="579" data-end="604">coesione territoriale</strong> e la <strong data-start="610" data-end="635">transizione ecologica</strong>, come pilastri fondamentali per il rilancio del comparto primario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="704" data-end="1060">Il rafforzamento delle filiere, il sostegno all’imprenditoria giovanile e femminile, l’accesso facilitato alla terra, gli interventi per le emergenze sanitarie, insieme alla digitalizzazione e alla semplificazione normativa, compongono un mosaico coerente di azioni che mirano a rendere l’agricoltura italiana più <strong data-start="1018" data-end="1059">resiliente, competitiva e sostenibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1062" data-end="1346">L’obiettivo non è solo quello di tutelare le produzioni nazionali e contrastare le crisi attuali, ma anche di <strong data-start="1172" data-end="1223">preparare il sistema agricolo alle sfide future</strong>: cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, nuove abitudini di consumo, richiesta crescente di qualità e tracciabilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1348" data-end="1724">Per le imprese agricole, i giovani agricoltori e gli investitori, questo disegno di legge rappresenta una <strong data-start="1454" data-end="1474">grande occasione</strong> per innovare, crescere e contribuire a un modello di sviluppo più giusto e duraturo. L’Italia, con le sue eccellenze e le sue aree interne da valorizzare, può e deve tornare a essere un punto di riferimento internazionale nel settore agroalimentare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="1894">La vera sfida sarà ora l’attuazione efficace e tempestiva di queste misure, affinché non restino solo sulla carta ma diventino realtà per chi vive e lavora la terra.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ddl-Agricoltura-2025-approvato-incentivi-a-giovani-filiere-innovazione-e-sovranita-alimentare/">Ddl Agricoltura 2025 approvato: incentivi a giovani, filiere, innovazione e sovranità alimentare</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ddl-Agricoltura-2025-approvato-incentivi-a-giovani-filiere-innovazione-e-sovranita-alimentare/">Ddl Agricoltura 2025 approvato: incentivi a giovani, filiere, innovazione e sovranità alimentare</a> was first posted on Luglio 26, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Avviso “Crescere Green”: fondi PNRR per la formazione sulle competenze ambientali nel Programma GOL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 08:16:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quadro delle misure previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha avviato un nuovo intervento destinato a rafforzare le competenze professionali nei settori della transizione ecologica. Si tratta dell’Avviso pubblico relativo al progetto pilota “Crescere Green”, pubblicato sul sito istituzionale l’8 maggio 2025 ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" style="text-align: justify;" data-start="318" data-end="945">Nel quadro delle misure previste dal <a href="https://www.mimit.gov.it/it/pnrr/piano" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="355" data-end="405">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)</strong></a>, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha avviato un nuovo intervento destinato a rafforzare le competenze professionali nei settori della transizione ecologica. Si tratta dell’Avviso pubblico relativo al progetto pilota <strong data-start="639" data-end="659">“Crescere Green”</strong>, pubblicato sul sito istituzionale l’8 maggio 2025 ma formalmente datato 1° aprile. L’iniziativa rientra nell’ambito dell’<strong data-start="782" data-end="830">Investimento 10 della Missione 7 – REPowerEU</strong>, ed è finanziata per complessivi <strong data-start="864" data-end="886">96 milioni di euro</strong> a valere sulle risorse europee del <strong data-start="922" data-end="944">Next Generation EU</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="947" data-end="1502">Obiettivo prioritario è <strong data-start="971" data-end="1004">formare almeno 20.000 persone</strong> attraverso moduli brevi e finalizzati all’acquisizione di <strong data-start="1063" data-end="1083">competenze green</strong>, ritenute centrali nel nuovo assetto produttivo e occupazionale. Il progetto si integra all’interno del <strong data-start="1188" data-end="1244">Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori)</strong> e rappresenta un tassello strategico nella più ampia riforma del mercato del lavoro, con particolare attenzione alla riduzione dello <strong data-start="1378" data-end="1397">skills mismatch</strong> e alla promozione di percorsi formativi coerenti con le esigenze della transizione ecologica e digitale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1504" data-end="1563">Nel corso dell’articolo, verranno analizzati nel dettaglio le finalità dell’intervento e la struttura formativa prevista, i soggetti attuatori ammessi e i beneficiari diretti, e modalità operative per la presentazione della domanda, i criteri di finanziamento e le voci di costo ammissibili, gli adempimenti richiesti ai soggetti beneficiari, e infine, il ruolo del progetto nell’ambito delle politiche attive e dei criteri ESG.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1504" data-end="1563">Introduzione</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="244" data-end="846">L’Italia accelera sul fronte della transizione ecologica puntando sulla formazione delle competenze verdi. Con un nuovo Avviso pubblico pubblicato l’8 maggio 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali avvia ufficialmente il progetto “Crescere Green”, un pilastro strategico nell’ambito dell’Investimento 10 della Missione 7 – REPowerEU del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’obiettivo è ambizioso: formare almeno 20.000 beneficiari in ambiti legati alla sostenibilità ambientale e all’innovazione ecologica, in risposta diretta alle sfide della transizione green e digitale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="848" data-end="1362">Finanziato con <strong data-start="863" data-end="885">96 milioni di euro</strong>, grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea attraverso i fondi <strong data-start="952" data-end="974">Next Generation EU</strong>, il progetto si integra nel quadro più ampio del <strong data-start="1024" data-end="1080">Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori)</strong>. “Crescere Green” non è solo un’iniziativa formativa, ma rappresenta un tassello essenziale del piano di riforma del mercato del lavoro, volto a ridurre lo <strong data-start="1237" data-end="1256">skills mismatch</strong>, ovvero il divario tra le competenze richieste dalle imprese e quelle realmente possedute dai lavoratori.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1364" data-end="1786">A rendere questo programma ancora più innovativo è l’introduzione delle <strong data-start="1436" data-end="1456">microcredenziali</strong>, un nuovo strumento che consente il riconoscimento rapido e modulare delle competenze acquisite, con un approccio orientato all’adattabilità e alla flessibilità. Una strategia chiave per promuovere la convergenza tra esigenze produttive e percorsi di formazione professionale in linea con gli obiettivi green dell’Unione Europea.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1364" data-end="1786">Progetto &#8220;Crescere Green&#8221;</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="245" data-end="838">L’intervento “Crescere Green” si configura come una <strong data-start="297" data-end="327">misura pilota e strategica</strong> per potenziare la formazione su specifiche <strong data-start="371" data-end="391">competenze verdi</strong>, attraverso l’erogazione di <strong data-start="420" data-end="457">moduli brevi, flessibili e mirati</strong>, ispirati a standard europei e nazionali. Il progetto ha come riferimento la classificazione <strong data-start="551" data-end="622">ESCO (European Skills, Competences, Qualifications and Occupations)</strong> dell’Unione Europea, integrata con le <strong data-start="661" data-end="687">Aree di Attività (ADA)</strong> dell’Atlante del Lavoro italiano, garantendo così un allineamento con il fabbisogno professionale nazionale e con gli obiettivi ambientali comunitari.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="840" data-end="957">Le competenze green individuate come prioritarie ricadono in cinque aree di grande rilevanza ambientale ed economica:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="958" data-end="1239">
<li class="" data-start="958" data-end="1018">
<p class="" data-start="961" data-end="1018"><strong data-start="961" data-end="1017">Audit energetico e strategie di risparmio energetico</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1019" data-end="1073">
<p class="" data-start="1022" data-end="1073"><strong data-start="1022" data-end="1072">Economia circolare e tecnologie per il riciclo</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1074" data-end="1140">
<p class="" data-start="1077" data-end="1140"><strong data-start="1077" data-end="1139">Riduzione degli impatti ambientali nei processi produttivi</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1141" data-end="1195">
<p class="" data-start="1144" data-end="1195"><strong data-start="1144" data-end="1194">Sostenibilità dei materiali e degli imballaggi</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1196" data-end="1239">
<p class="" data-start="1199" data-end="1239"><strong data-start="1199" data-end="1238">Responsabilità ambientale d’impresa</strong>.</p>
</li>
</ol>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1241" data-end="1699">Tutti i percorsi formativi devono <strong data-start="1275" data-end="1314">concludersi entro il 30 giugno 2025</strong>, salvo eventuali proroghe, e prevedono il rilascio di <strong data-start="1369" data-end="1398">microcredenziali digitali</strong> che attestano le competenze acquisite. Le modalità didattiche potranno essere sia <strong data-start="1481" data-end="1526">in presenza che a distanza (FAD sincrona)</strong>, ma sempre nel rispetto del principio ambientale <strong data-start="1576" data-end="1609">DNSH – Do No Significant Harm</strong>, che vieta qualsiasi danno significativo all’ambiente nelle attività finanziate dal PNRR.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1701" data-end="2072">La <strong data-start="1704" data-end="1752">durata dei corsi non è formalmente vincolata</strong>, ma si raccomanda un minimo di <strong data-start="1784" data-end="1797">12-20 ore</strong> con una <strong data-start="1806" data-end="1833">soglia ideale di 40 ore</strong>, necessarie per garantire una copertura completa delle ADA previste. Alla fine del percorso, le competenze dovranno essere <strong data-start="1957" data-end="2001">certificate e caricate nel sistema REGIS</strong>, elemento cruciale per la tracciabilità e la validazione ai fini PNRR.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1701" data-end="2072"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-32573 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/close-up-environment-sign-collection-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1701" data-end="2072">Chi può partecipare</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="307" data-end="601">Il successo del progetto “Crescere Green” dipende dalla partecipazione attiva di soggetti pubblici e privati qualificati nella formazione professionale e nella gestione dei percorsi di aggiornamento competenziale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="307" data-end="601"><strong data-start="521" data-end="570">Possono candidarsi per l’erogazione dei corsi</strong> i seguenti soggetti attuatori:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="603" data-end="891">
<li class="" data-start="603" data-end="679">
<p class="" data-start="605" data-end="679"><strong data-start="605" data-end="639">Enti di formazione accreditati</strong>, sia a livello regionale che nazionale;</p>
</li>
<li class="" data-start="680" data-end="749">
<p class="" data-start="682" data-end="749"><strong data-start="682" data-end="721">Fondi paritetici interprofessionali</strong> per la formazione continua;</p>
</li>
<li class="" data-start="750" data-end="808">
<p class="" data-start="752" data-end="808"><strong data-start="752" data-end="780">Fondi ed enti bilaterali</strong>, nati da accordi sindacali;</p>
</li>
<li class="" data-start="809" data-end="891">
<p class="" data-start="811" data-end="891"><strong data-start="811" data-end="835">Organismi paritetici</strong> e <strong data-start="838" data-end="890">consorzi che svolgono attività formativa esterna</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1347">È prevista la <strong data-start="907" data-end="983">possibilità di presentare domanda in forma singola o associata (ATI/ATS)</strong>, ma <strong data-start="988" data-end="1034">non è consentita la partecipazione plurima</strong>: ogni soggetto può partecipare con un solo progetto.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1347">Per essere ammessi, è necessario rispettare requisiti stringenti di tipo <strong data-start="1161" data-end="1201">amministrativo, finanziario e morale</strong>, tra cui: regolarità contributiva, assenza di condanne penali rilevanti e capacità dimostrabile nella gestione di iniziative formative complesse.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1349" data-end="1383">I beneficiari della formazione</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1385" data-end="1451">I <strong data-start="1387" data-end="1409">destinatari finali</strong> dei corsi finanziati sono principalmente:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1452" data-end="1799">
<li class="" data-start="1452" data-end="1556">
<p class="" data-start="1454" data-end="1556">I <strong data-start="1456" data-end="1489">partecipanti al Programma GOL</strong> con una <strong data-start="1498" data-end="1555">DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) attiva</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1557" data-end="1644">
<p class="" data-start="1559" data-end="1644"><strong data-start="1559" data-end="1578">Persone over 16</strong>, comprese le categorie di <strong data-start="1605" data-end="1643">disoccupati, studenti, tirocinanti</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1645" data-end="1799">
<p class="" data-start="1647" data-end="1799">Soggetti in condizioni di particolare fragilità sociale, come <strong data-start="1709" data-end="1748">immigrati regolarmente soggiornanti</strong> e <strong data-start="1751" data-end="1763">detenuti</strong> in via di reinserimento lavorativo.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1801" data-end="2092">L’elemento chiave per l’ammissibilità è l’<strong data-start="1843" data-end="1880">adesione formale al Programma GOL</strong> attraverso la sottoscrizione di un <strong data-start="1916" data-end="1952">Patto di Servizio Personalizzato</strong>, che consente il tracciamento dell’intero percorso nel sistema nazionale <strong data-start="2026" data-end="2035">ReGiS</strong>, fondamentale per la <strong data-start="2057" data-end="2091">rendicontazione dei fondi PNRR</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1801" data-end="2092">Accesso ai fondi</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="270" data-end="684">L’adesione al progetto “Crescere Green” prevede una <strong data-start="322" data-end="371">procedura di accesso semplificata ma rigorosa</strong>, organizzata con modalità “a sportello”. Le domande devono essere trasmesse esclusivamente via <strong data-start="467" data-end="474">PEC</strong> all’indirizzo dedicato: <strong data-start="499" data-end="540"><a class="cursor-pointer" rel="noopener" data-start="501" data-end="538">unitadimissionepnrr@pec.lavoro.gov.it</a></strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="270" data-end="684">La selezione delle istanze avviene <strong data-start="577" data-end="621">in base all’ordine cronologico di arrivo</strong> e sarà valida fino all’<strong data-start="645" data-end="682">esaurimento dei fondi disponibili</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="686" data-end="899"><strong data-start="689" data-end="703">Attenzione</strong>: la <strong data-start="708" data-end="778">scadenza ultima per presentare domanda è fissata al 15 giugno 2025</strong>. Considerati i tempi stretti e l’elevato interesse che il bando sta già generando, è fondamentale agire tempestivamente.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="901" data-end="967">Ogni richiesta dovrà includere una serie di documenti obbligatori:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="968" data-end="1386">
<li class="" data-start="968" data-end="1018">
<p class="" data-start="970" data-end="1018">Il <strong data-start="973" data-end="1004">format di domanda ufficiale</strong> (Allegato 1);</p>
</li>
<li class="" data-start="1019" data-end="1070">
<p class="" data-start="1021" data-end="1070">Il numero previsto di <strong data-start="1043" data-end="1069">beneficiari da formare</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1071" data-end="1121">
<p class="" data-start="1073" data-end="1121">La <strong data-start="1076" data-end="1107">stima del costo complessivo</strong> del progetto;</p>
</li>
<li class="" data-start="1122" data-end="1220">
<p class="" data-start="1124" data-end="1220">Documenti amministrativi obbligatori come <strong data-start="1166" data-end="1180">DURC, DURF</strong>, certificati del casellario giudiziale;</p>
</li>
<li class="" data-start="1221" data-end="1386">
<p class="" data-start="1223" data-end="1386">Le <strong data-start="1226" data-end="1255">dichiarazioni sostitutive</strong> sulla <strong data-start="1262" data-end="1286">titolarità effettiva</strong>, assenza di <strong data-start="1299" data-end="1324">conflitti d’interesse</strong>, <strong data-start="1326" data-end="1347">rispetto del DNSH</strong> e <strong data-start="1350" data-end="1385">assenza di doppio finanziamento</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1388" data-end="1423">Obblighi dei soggetti attuatori</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1425" data-end="1522">I soggetti che ottengono il finanziamento si assumono precisi impegni operativi e rendicontativi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1523" data-end="1952">
<li class="" data-start="1523" data-end="1584">
<p class="" data-start="1525" data-end="1584">Garantire la <strong data-start="1538" data-end="1583">piena tracciabilità dei flussi finanziari</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1585" data-end="1682">
<p class="" data-start="1587" data-end="1682">Rispettare gli obblighi di <strong data-start="1614" data-end="1641">visibilità dei fondi UE</strong>, utilizzando loghi e diciture ufficiali;</p>
</li>
<li class="" data-start="1683" data-end="1809">
<p class="" data-start="1685" data-end="1809"><strong data-start="1685" data-end="1731">Caricare tempestivamente nel sistema REGIS</strong> tutte le informazioni relative ai corsi e le <strong data-start="1777" data-end="1808">microcredenziali rilasciate</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1810" data-end="1952">
<p class="" data-start="1812" data-end="1952">Redigere una rendicontazione <strong data-start="1841" data-end="1864">completa e puntuale</strong>, contribuendo al raggiungimento del <strong data-start="1901" data-end="1951">target nazionale di 20.000 beneficiari formati</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1954" data-end="2243">Il <strong data-start="1957" data-end="2011">mancato rispetto anche parziale di questi obblighi</strong> può portare alla <strong data-start="2029" data-end="2082">revoca del contributo con obbligo di restituzione</strong> delle somme eventualmente già erogate. È quindi cruciale pianificare con attenzione tutte le fasi del progetto, dalla progettazione alla rendicontazione finale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32574 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/circular-economy-conceptthe-concept-eternity-endless-unlimited-circular-economy-future-growth-business-environment-sustainable.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Costi ammissibili</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="219" data-end="658">Il sostegno economico previsto dall’Avviso “Crescere Green” si basa su un sistema efficiente e trasparente di <strong data-start="329" data-end="392">sovvenzioni calcolate tramite Unità di Costo Standard (UCS)</strong>. Questo approccio consente una gestione più snella e uniforme delle risorse pubbliche, evitando la rendicontazione analitica dei costi reali sostenuti. I compensi sono <strong data-start="561" data-end="616">modulati in base al profilo del personale impiegato</strong> e alla tipologia dell’attività formativa.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="660" data-end="701">Le tariffe riconosciute sono le seguenti:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="703" data-end="1193">
<li class="" data-start="703" data-end="805">
<p class="" data-start="705" data-end="805"><strong data-start="705" data-end="731">Fascia A – €164,53/ora</strong>: per <strong data-start="737" data-end="763">docenti esperti senior</strong>, con comprovata esperienza specialistica;</p>
</li>
<li class="" data-start="806" data-end="905">
<p class="" data-start="808" data-end="905"><strong data-start="808" data-end="834">B – €131,63/ora</strong>: per professionisti con <strong data-start="859" data-end="892">almeno tre anni di esperienza</strong> nel settore;</p>
</li>
<li class="" data-start="906" data-end="1005">
<p class="" data-start="908" data-end="1005"><strong data-start="908" data-end="933">Fascia C – €82,27/ora</strong>: per <strong data-start="939" data-end="961">assistenti tecnici</strong> o per attività di alternanza scuola-lavoro;</p>
</li>
<li class="" data-start="1006" data-end="1089">
<p class="" data-start="1008" data-end="1089"><strong data-start="1008" data-end="1040">Partecipazione degli allievi</strong>: €0,90 per <strong data-start="1052" data-end="1088">ogni ora di presenza per allievo</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1090" data-end="1193">
<p class="" data-start="1092" data-end="1193"><strong data-start="1092" data-end="1118">Indennità di frequenza</strong>: €3,50 per <strong data-start="1130" data-end="1192">ogni ora di formazione frequentata da ciascun beneficiario</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1195" data-end="1226">Ulteriori spese ammissibili</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1228" data-end="1578">Sono altresì ammessi <strong data-start="1249" data-end="1314">i costi sostenuti per le fidejussioni bancarie o assicurative</strong>, necessarie per accedere all’<strong data-start="1344" data-end="1388">anticipo del 30% del contributo concesso</strong>. Il restante <strong data-start="1402" data-end="1450">70% sarà liquidato al termine delle attività</strong>, previa <strong data-start="1459" data-end="1505">presentazione della rendicontazione finale</strong> e della corretta registrazione delle microcredenziali nel sistema REGIS.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1580" data-end="1812">Questo sistema di finanziamento offre <strong data-start="1618" data-end="1682">maggiore chiarezza e certezza nella pianificazione economica</strong> dei progetti, ma impone anche un rigido rispetto delle condizioni tecniche e amministrative per evitare penalizzazioni o revoche.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1580" data-end="1812">Vantaggi</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="856">Oltre a rappresentare un’opportunità di formazione accessibile e finanziata, l’Avviso “Crescere Green” offre <strong data-start="488" data-end="521">vantaggi fiscali e strategici</strong> notevoli per imprese, studi professionali e soggetti del terzo settore. Inserirsi in questo percorso consente non solo di <strong data-start="644" data-end="694">qualificare il capitale umano in modo gratuito</strong>, ma anche di <strong data-start="708" data-end="769">rafforzare la posizione aziendale rispetto ai criteri ESG</strong>, sempre più centrali nelle politiche di accesso al credito e nei rating reputazionali.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="858" data-end="916">Formazione green = investimento fiscalmente efficiente</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="918" data-end="1377">Sebbene il finanziamento copra i costi standard delle attività formative, le imprese possono <strong data-start="1011" data-end="1076">integrare queste azioni nel proprio bilancio di sostenibilità</strong> e beneficiare di una <strong data-start="1098" data-end="1159">detraibilità o deducibilità parziale delle spese connesse</strong> (ad esempio, per costi indiretti, logistica, consulenze). Inoltre, l’investimento in percorsi riconosciuti con <strong data-start="1271" data-end="1291">microcredenziali</strong> costituisce un asset misurabile, tracciabile e valorizzabile nel medio-lungo periodo.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1379" data-end="1420">Competenze verdi e certificazione ESG</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1422" data-end="1506">Dal punto di vista strategico, aderire a progetti come “Crescere Green” consente di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1882">
<li class="" data-start="1507" data-end="1644">
<p class="" data-start="1509" data-end="1644"><strong data-start="1509" data-end="1546">Anticipare gli obblighi normativi</strong> previsti dalla transizione ecologica (es. nuove etichettature, rendicontazione di sostenibilità);</p>
</li>
<li class="" data-start="1645" data-end="1743">
<p class="" data-start="1647" data-end="1743">Dimostrare <strong data-start="1658" data-end="1690">impegno sociale e ambientale</strong> nei confronti di stakeholder, investitori e clienti;</p>
</li>
<li class="" data-start="1744" data-end="1882">
<p class="" data-start="1746" data-end="1882">Acquisire <strong data-start="1756" data-end="1778">punteggio premiale</strong> in bandi pubblici e misure di incentivo, specie nel PNRR e nel credito d’imposta per la formazione 4.0.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1884" data-end="2164">Per i professionisti del settore fiscale, giuslavoristico e ambientale, questa misura rappresenta una <strong data-start="1986" data-end="2031">occasione per proporre consulenze evolute</strong> ai propri clienti, supportandoli nella candidatura ai fondi, nella gestione delle attività e nella rendicontazione a norma di legge.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1884" data-end="2164">Aspetti normativi</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="441" data-end="877">La partecipazione all’Avviso “Crescere Green” implica il rispetto di una serie di <strong data-start="523" data-end="571">obblighi giuridici, amministrativi e tecnici</strong> che coinvolgono sia i soggetti attuatori, sia gli enti pubblici coinvolti nella supervisione e rendicontazione delle attività. Trattandosi di una misura cofinanziata con fondi europei del PNRR, ogni passaggio deve essere <strong data-start="793" data-end="876">tracciabile, documentabile e conforme al principio di sana gestione finanziaria</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="879" data-end="1275">Uno degli aspetti centrali è la <strong data-start="911" data-end="983">corretta implementazione del principio DNSH (Do No Significant Harm)</strong>: ogni attività formativa dovrà dimostrare di non arrecare danno significativo all’ambiente.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="879" data-end="1275">Questo comporta scelte precise in fase di progettazione (es. uso di materiali sostenibili, modalità di erogazione a basso impatto, ecc.), che andranno documentate e allegate al fascicolo progettuale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1277" data-end="1356">Inoltre, per quanto riguarda la <strong data-start="1309" data-end="1335">compliance finanziaria</strong>, è fondamentale che:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1357" data-end="1731">
<li class="" data-start="1357" data-end="1437">
<p class="" data-start="1359" data-end="1437">Le spese siano coerenti con le <strong data-start="1390" data-end="1417">Unità di Costo Standard</strong> indicate nel bando;</p>
</li>
<li class="" data-start="1438" data-end="1550">
<p class="" data-start="1440" data-end="1550">Ogni prestazione sia supportata da <strong data-start="1475" data-end="1549">registri firme, contratti, tracciati formativi e documenti di verifica</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1551" data-end="1731">
<p class="" data-start="1553" data-end="1731">Le attività siano rendicontate nel <strong data-start="1588" data-end="1605">sistema ReGiS</strong>, che rappresenta l’unico canale valido per la validazione delle microcredenziali e per la liquidazione finale del contributo.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1733" data-end="2048">Dal punto di vista delle <strong data-start="1758" data-end="1783">responsabilità legali</strong>, va ricordato che eventuali <strong data-start="1812" data-end="1828">inadempienze</strong> – come la mancata rendicontazione, l’assenza di tracciabilità, il mancato rispetto delle soglie temporali – possono comportare <strong data-start="1956" data-end="1997">la revoca integrale del finanziamento</strong> e l’obbligo di restituzione delle somme percepite.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2050" data-end="2324">È quindi opportuno che enti, imprese e consulenti coinvolti si dotino fin da subito di <strong data-start="2137" data-end="2170">procedure interne strutturate</strong>, strumenti digitali di monitoraggio e figure esperte in rendicontazione PNRR, per evitare errori formali che potrebbero vanificare l’intero investimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1884" data-end="2164">Considerazioni finali</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="301" data-end="762">Il progetto “Crescere Green” rappresenta <strong data-start="342" data-end="392">molto più di una semplice iniziativa formativa</strong>: è un’occasione concreta per costruire un’Italia più sostenibile, resiliente e pronta ad affrontare le sfide della transizione ecologica. Inserito all’interno del Programma GOL e cofinanziato dal PNRR, questo intervento punta a <strong data-start="621" data-end="679">colmare il divario tra domanda e offerta di competenze</strong>, promuovendo al tempo stesso <strong data-start="709" data-end="761">occupabilità, innovazione e sviluppo sostenibile</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="764" data-end="1246">Con una dotazione economica importante e obiettivi chiari (formare almeno 20.000 beneficiari entro il 30 giugno 2025), l’Avviso “Crescere Green” chiama a raccolta <strong data-start="927" data-end="999">enti di formazione, fondi bilaterali, organismi paritetici e imprese</strong>, che avranno un ruolo chiave nell’attuazione dei percorsi. I tempi stretti e il meccanismo “a sportello” impongono una <strong data-start="1119" data-end="1154">pianificazione rapida e precisa</strong>, ma i vantaggi formativi, fiscali e strategici giustificano pienamente l’impegno richiesto.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1248" data-end="1665">In un contesto economico in cui l’<strong data-start="1282" data-end="1358">orientamento alla sostenibilità non è più facoltativo ma imprescindibile</strong>, investire nelle competenze green significa <strong data-start="1403" data-end="1435">valorizzare le risorse umane</strong>, migliorare la competitività e contribuire agli obiettivi ambientali nazionali ed europei. Per questo motivo, “Crescere Green” non è solo un bando, ma <strong data-start="1587" data-end="1615">un’opportunità sistemica</strong> da cogliere ora, per non restare indietro domani.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Avviso-Crescere-Green-fondi-PNRR-per-la-formazione-sulle-competenze-ambientali-nel-Programma-GOL/">Avviso “Crescere Green”: fondi PNRR per la formazione sulle competenze ambientali nel Programma GOL</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Avviso-Crescere-Green-fondi-PNRR-per-la-formazione-sulle-competenze-ambientali-nel-Programma-GOL/">Avviso “Crescere Green”: fondi PNRR per la formazione sulle competenze ambientali nel Programma GOL</a> was first posted on Maggio 12, 2025 at 10:16 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fondo Nuove Competenze 2025</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-Nuove-Competenze-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 12:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
		<category><![CDATA[Agevolazioni fiscali]]></category>
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		<category><![CDATA[Transizione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fondo Nuove Competenze (FNC) è giunto alla sua terza edizione e si conferma come una delle misure più strategiche per favorire la formazione e la riqualificazione dei lavoratori in Italia. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la gestione affidata ad ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="228" data-end="672">Il <strong data-start="231" data-end="263">Fondo Nuove Competenze (FNC)</strong> è giunto alla sua <strong data-start="282" data-end="300">terza edizione</strong> e si conferma come una delle misure più strategiche per favorire la formazione e la riqualificazione dei lavoratori in Italia. Si tratta di un’iniziativa promossa dal <strong data-start="468" data-end="518">Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali</strong>, con la gestione affidata ad <strong data-start="548" data-end="605">ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro)</strong>, che mette a disposizione delle imprese <strong data-start="646" data-end="669">730 milioni di euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="674" data-end="1017">L’obiettivo del fondo è duplice: da un lato, supportare le aziende nella <strong data-start="747" data-end="784">transizione digitale ed ecologica</strong>, permettendo loro di rimanere competitive in un mercato in continua evoluzione; dall’altro, offrire ai lavoratori l’opportunità di aggiornare e potenziare le proprie competenze professionali, migliorando così la loro occupabilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1019" data-end="1425">Questa edizione introduce alcune novità rispetto agli anni precedenti, rendendo il fondo ancora più accessibile e strategico per le aziende che desiderano investire nel capitale umano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1019" data-end="1425">In questo articolo esploreremo come funziona il Fondo Nuove Competenze, chi può beneficiarne, quali sono i requisiti e le modalità di accesso, oltre ai vantaggi fiscali ed economici derivanti dalla sua applicazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1019" data-end="1425">Cos&#8217;è</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="130" data-end="617">Il <strong data-start="133" data-end="165">Fondo Nuove Competenze (FNC)</strong> è un meccanismo di finanziamento pubblico che consente alle imprese di <strong data-start="237" data-end="305">ridurre temporaneamente l’orario di lavoro dei propri dipendenti</strong>, destinando quelle ore alla formazione, senza alcun costo aggiuntivo per l’azienda o il lavoratore. Il fondo, infatti, <strong data-start="425" data-end="467">copre il costo delle ore di formazione</strong>, compresi i contributi previdenziali e assistenziali, grazie alle risorse messe a disposizione dallo Stato e dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="619" data-end="1070">Questa misura è particolarmente importante nel contesto attuale, in cui le imprese devono affrontare <strong data-start="720" data-end="816">sfide legate alla digitalizzazione, all’innovazione tecnologica e alla transizione ecologica</strong>. La possibilità di formare il personale senza incidere sui bilanci aziendali rappresenta un&#8217;opportunità strategica per migliorare la competitività delle imprese e, al contempo, garantire ai lavoratori nuove competenze richieste dal mercato del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1072" data-end="1131">Gli obiettivi principali del Fondo Nuove Competenze sono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1133" data-end="1481">
<li data-start="1133" data-end="1214"><strong data-start="1135" data-end="1165">Riqualificare i lavoratori</strong> per rispondere alle nuove esigenze produttive.</li>
<li data-start="1215" data-end="1287"><strong data-start="1217" data-end="1285">Sostenere la trasformazione digitale ed ecologica delle imprese.</strong></li>
<li data-start="1288" data-end="1399"><strong data-start="1290" data-end="1334">Migliorare l’occupabilità dei dipendenti</strong>, offrendo loro maggiori opportunità di crescita professionale.</li>
<li data-start="1400" data-end="1481"><strong data-start="1402" data-end="1479">Favorire la collaborazione tra imprese, enti di formazione e istituzioni.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1483" data-end="1732">Grazie a questo strumento, le aziende possono innovare i propri processi, mentre i lavoratori acquisiscono competenze più in linea con il mercato, aumentando le possibilità di mantenere il proprio impiego o di trovare nuove opportunità lavorative.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1483" data-end="1732">Chi può accedere al fondo?</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="117" data-end="463">Il Fondo Nuove Competenze è destinato a tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione o dal settore di appartenenza, che desiderano <strong data-start="256" data-end="293">riqualificare i propri dipendenti</strong> attraverso percorsi formativi mirati. Tuttavia, per accedere ai finanziamenti, le imprese devono soddisfare determinati requisiti e seguire una procedura ben definita.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="465" data-end="498"><strong data-start="465" data-end="496">Possono presentare domanda:</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="499" data-end="979">
<li data-start="499" data-end="604"><strong data-start="501" data-end="539">Aziende private e datori di lavoro</strong> che applicano contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).</li>
<li data-start="605" data-end="692"><strong data-start="607" data-end="633">Enti del terzo settore</strong> e <strong data-start="636" data-end="664">organizzazioni no-profit</strong> con personale dipendente.</li>
<li data-start="693" data-end="809"><strong data-start="695" data-end="727">Imprese di qualsiasi settore</strong>, comprese quelle dell’industria, del commercio, dei servizi e dell’artigianato.</li>
<li data-start="810" data-end="979"><strong data-start="812" data-end="903">Aziende che abbiano stipulato accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro</strong>, in cui si prevede che una parte delle ore sia destinata alla formazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="981" data-end="1093">Per ottenere il finanziamento, l’impresa deve predisporre un <strong data-start="1042" data-end="1077">piano di formazione dettagliato</strong>, che includa:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1094" data-end="1283">
<li data-start="1094" data-end="1150">Le competenze che verranno acquisite dai lavoratori.</li>
<li data-start="1151" data-end="1185">Le ore di formazione previste.</li>
<li data-start="1186" data-end="1283">Il soggetto che erogherà la formazione (ad esempio, enti accreditati, università, ITS, ecc.).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1285" data-end="1575">È fondamentale che l’accordo collettivo e il piano formativo siano <strong data-start="1352" data-end="1388">coerenti con le finalità del FNC</strong>, ovvero l’aggiornamento delle competenze per rispondere alle nuove esigenze del mercato del lavoro, in particolare quelle legate alla <strong data-start="1523" data-end="1572">digitalizzazione e alla transizione ecologica</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31776 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-1024x576.jpg" alt="" width="696" height="392" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-1024x576.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-300x169.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-768x432.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-1536x864.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-747x420.jpg 747w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-150x84.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-600x338.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-696x392.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life-1068x601.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/raised-male-hands-with-different-gestures-objects-profession-business-purpose-life.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Modalità di accesso e procedura</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="140" data-end="356">L’accesso al Fondo Nuove Competenze segue una procedura ben definita, che richiede la presentazione di specifici documenti e il rispetto di alcune scadenze. Ecco i principali passaggi per ottenere il finanziamento:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="1697">
<li data-start="358" data-end="738">
<h3 data-start="361" data-end="437"><strong data-start="361" data-end="435">Stipula dell’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro</strong></h3>
<ul data-start="441" data-end="738">
<li data-start="441" data-end="611">L’azienda deve raggiungere un’intesa con le <strong data-start="487" data-end="515">organizzazioni sindacali</strong> per ridurre temporaneamente l’orario di lavoro e destinare una parte di esso alla formazione.</li>
<li data-start="615" data-end="738">L’accordo deve indicare il numero di lavoratori coinvolti, le ore di formazione previste e le competenze da sviluppare.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="740" data-end="1135">
<h3 data-start="743" data-end="785"><strong data-start="743" data-end="783">Presentazione della domanda ad ANPAL</strong></h3>
<ul data-start="789" data-end="1135">
<li data-start="789" data-end="1015">L’impresa deve inoltrare la richiesta di accesso al fondo tramite il portale ANPAL, allegando:
<ul data-start="893" data-end="1015">
<li data-start="893" data-end="926">L’accordo collettivo siglato.</li>
<li data-start="932" data-end="971">Il piano di formazione dettagliato.</li>
<li data-start="977" data-end="1015">L’elenco dei lavoratori coinvolti.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1019" data-end="1135">La domanda verrà valutata da ANPAL in base alla <strong data-start="1069" data-end="1132">coerenza del progetto formativo con gli obiettivi del fondo</strong>.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1137" data-end="1420">
<h3 data-start="1140" data-end="1173"><strong data-start="1140" data-end="1171">Erogazione della formazione</strong></h3>
<ul data-start="1177" data-end="1420">
<li data-start="1177" data-end="1329">Una volta ottenuta l’approvazione, l’azienda può avviare la formazione attraverso enti accreditati, università, ITS o strutture interne qualificate.</li>
<li data-start="1333" data-end="1420">Le attività formative devono essere completate entro il termine previsto dal bando.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1422" data-end="1697">
<h3 data-start="1425" data-end="1463"><strong data-start="1425" data-end="1461">Rimborso delle ore di formazione</strong></h3>
<ul data-start="1467" data-end="1697">
<li data-start="1467" data-end="1567">Al termine del percorso, l’azienda deve presentare la <strong data-start="1523" data-end="1564">rendicontazione delle attività svolte</strong>.</li>
<li data-start="1571" data-end="1697">Dopo la verifica, ANPAL provvede al rimborso delle ore di formazione, compresi i contributi previdenziali e assistenziali.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1699" data-end="1902">Grazie a questo meccanismo, le imprese possono aggiornare le competenze del proprio personale <strong data-start="1793" data-end="1829">senza sostenere costi aggiuntivi</strong>, garantendo al contempo maggiore competitività nel mercato del lavoro.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1699" data-end="1902">Quali sono i costi coperti?</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="123" data-end="494">Uno degli aspetti più vantaggiosi del <strong data-start="161" data-end="187">Fondo Nuove Competenze</strong> è la <strong data-start="193" data-end="258">copertura integrale dei costi relativi alle ore di formazione</strong>. Ciò significa che le aziende possono ridurre temporaneamente l’orario di lavoro dei dipendenti, permettendo loro di frequentare corsi di aggiornamento <strong data-start="411" data-end="453">senza alcun impatto economico negativo</strong> né per l’impresa né per il lavoratore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="496" data-end="532">I costi coperti dal FNC includono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="533" data-end="901">
<li data-start="533" data-end="625"><strong data-start="535" data-end="572">Il 100% della retribuzione oraria</strong> dei lavoratori nelle ore dedicate alla formazione.</li>
<li data-start="626" data-end="771"><strong data-start="628" data-end="674">I contributi previdenziali e assistenziali</strong> relativi alle ore di formazione, al netto delle eventuali agevolazioni o esoneri contributivi.</li>
<li data-start="772" data-end="901"><strong data-start="774" data-end="820">Le spese per l’erogazione della formazione</strong>, nel caso in cui il bando preveda risorse specifiche per i percorsi formativi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="903" data-end="1209">Tuttavia, è importante sottolineare che <strong data-start="943" data-end="1018">il fondo non copre eventuali costi di gestione o organizzazione interna</strong> delle attività formative. Questo significa che l’azienda deve farsi carico di eventuali spese accessorie, come la logistica, il coordinamento o l’eventuale acquisto di materiale didattico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1211" data-end="1535">Il rimborso avviene a seguito della rendicontazione delle attività, che deve essere <strong data-start="1295" data-end="1320">precisa e dettagliata</strong> per evitare ritardi nei pagamenti. Le aziende devono quindi assicurarsi di conservare tutta la documentazione necessaria, comprese le registrazioni delle ore di formazione svolte e i report finali delle attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1537" data-end="1825">Grazie a questa copertura, il Fondo Nuove Competenze rappresenta una grande opportunità per le imprese che vogliono <strong data-start="1653" data-end="1720">investire nella formazione senza gravare sul bilancio aziendale</strong>, garantendo al contempo ai lavoratori una crescita professionale in linea con le esigenze del mercato.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1537" data-end="1825">Vantaggi del fondo</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="149" data-end="362">Il Fondo Nuove Competenze offre <strong data-start="181" data-end="202">numerosi vantaggi</strong> sia per le aziende che per i lavoratori, rendendolo uno strumento strategico per l’aggiornamento professionale e la crescita del sistema produttivo italiano.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="364" data-end="398"><strong data-start="369" data-end="396">Vantaggi per le imprese</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="399" data-end="1183">
<li data-start="399" data-end="547"><strong data-start="401" data-end="438">Formazione senza costi aggiuntivi</strong>: le aziende possono riqualificare il proprio personale con il rimborso delle ore dedicate alla formazione.</li>
<li data-start="548" data-end="688"><strong data-start="550" data-end="587">Miglioramento della competitività</strong>: i dipendenti acquisiscono competenze aggiornate, rendendo l’azienda più innovativa ed efficiente.</li>
<li data-start="689" data-end="840"><strong data-start="691" data-end="732">Adeguamento ai nuovi trend di mercato</strong>: con il focus su digitalizzazione e transizione ecologica, le imprese si preparano alle sfide del futuro.</li>
<li data-start="841" data-end="1024"><strong data-start="843" data-end="894">Maggiore attrattività per talenti e investitori</strong>: investire nella formazione migliora l’immagine aziendale, rendendola più interessante per nuovi talenti e partner commerciali.</li>
<li data-start="1025" data-end="1183"><strong data-start="1027" data-end="1053">Reti di collaborazione</strong>: il fondo incentiva la cooperazione tra aziende, enti di formazione e istituzioni, creando un ecosistema di crescita condivisa.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong data-start="1190" data-end="1219">Vantaggi per i lavoratori</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1222" data-end="1787">
<li data-start="1222" data-end="1343"><strong data-start="1224" data-end="1252">Aumento delle competenze</strong>: i dipendenti possono aggiornarsi su tecnologie emergenti e nuove metodologie di lavoro.</li>
<li data-start="1344" data-end="1489"><strong data-start="1346" data-end="1382">Migliori prospettive di carriera</strong>: chi acquisisce nuove competenze ha più opportunità di crescita professionale e stabilità occupazionale.</li>
<li data-start="1490" data-end="1626"><strong data-start="1492" data-end="1529">Nessuna riduzione dello stipendio</strong>: i lavoratori partecipano ai corsi durante l’orario di lavoro senza subire perdite economiche.</li>
<li data-start="1627" data-end="1787"><strong data-start="1629" data-end="1662">Maggiore sicurezza lavorativa</strong>: essere più qualificati riduce il rischio di disoccupazione e favorisce il reinserimento in caso di cambiamenti aziendali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="1982">Grazie a questi benefici, il Fondo Nuove Competenze rappresenta <strong data-start="1853" data-end="1920">una leva fondamentale per la crescita economica e occupazionale</strong>, favorendo un mercato del lavoro più dinamico e resiliente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31777 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/02/business-success-concept-with-wooden-blocks-human-figures-wooden-table-side-view.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Le novità della terza edizione</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="126" data-end="326">Con l’edizione <strong data-start="141" data-end="149">2025</strong>, il Fondo Nuove Competenze introduce alcune novità per rendere l’accesso ai finanziamenti più semplice ed efficace. Rispetto alle edizioni precedenti, il nuovo bando prevede:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="1297">
<li data-start="328" data-end="592"><strong data-start="330" data-end="397">Maggiore focalizzazione sulla transizione digitale ed ecologica</strong>: i progetti formativi devono essere strettamente legati all’innovazione tecnologica, all’intelligenza artificiale, alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione dei processi aziendali.</li>
<li data-start="593" data-end="786"><strong data-start="595" data-end="638">Coinvolgimento più ampio dei lavoratori</strong>: le aziende possono includere un numero maggiore di dipendenti rispetto alle precedenti edizioni, facilitando la riqualificazione su larga scala.</li>
<li data-start="787" data-end="962"><strong data-start="789" data-end="833">Snellimento delle procedure burocratiche</strong>: ANPAL ha semplificato il processo di presentazione delle domande e di rendicontazione per velocizzare l’erogazione dei fondi.</li>
<li data-start="963" data-end="1130"><strong data-start="965" data-end="1000">Possibilità di formazione mista</strong>: oltre ai corsi in aula o in azienda, viene incentivata la formazione online, attraverso piattaforme di e-learning certificate.</li>
<li data-start="1131" data-end="1297"><strong data-start="1133" data-end="1165">Nuovi criteri di valutazione</strong>: i progetti formativi saranno valutati anche in base al loro impatto sull’occupabilità dei lavoratori e sulla crescita aziendale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1299" data-end="1529">Questi cambiamenti rendono il Fondo Nuove Competenze ancora più efficace come strumento di supporto alle imprese che vogliono <strong data-start="1425" data-end="1476">rimanere al passo con i cambiamenti del mercato</strong> e garantire un futuro solido ai propri lavoratori.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1299" data-end="1529">Come presentare domanda</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="127" data-end="298">Le aziende interessate ad accedere al Fondo Nuove Competenze devono seguire una procedura ben precisa per presentare la domanda ad <strong data-start="258" data-end="267">ANPAL</strong>. Ecco i passaggi principali:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="300" data-end="1842">
<li data-start="300" data-end="618">
<h3 data-start="303" data-end="379"><strong data-start="303" data-end="377">Stipula dell’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro</strong></h3>
<ul data-start="383" data-end="618">
<li data-start="383" data-end="515">L’azienda deve siglare un accordo con le <strong data-start="426" data-end="454">organizzazioni sindacali</strong> per destinare parte dell’orario di lavoro alla formazione.</li>
<li data-start="519" data-end="618">L’accordo deve indicare chiaramente le ore di formazione previste e gli obiettivi del progetto.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="620" data-end="993">
<h3 data-start="623" data-end="664"><strong data-start="623" data-end="662">Predisposizione del piano formativo</strong></h3>
<ul data-start="668" data-end="993">
<li data-start="668" data-end="860">L’impresa deve definire nel dettaglio le attività formative, le competenze che i lavoratori acquisiranno e il soggetto che erogherà la formazione (ente accreditato, università, ITS, ecc.).</li>
<li data-start="864" data-end="993">Il piano deve essere coerente con le linee guida di ANPAL e focalizzarsi su competenze strategiche per il mercato del lavoro.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="995" data-end="1347">
<h3 data-start="998" data-end="1023"><strong data-start="998" data-end="1021">Invio della domanda</strong></h3>
<ul data-start="1027" data-end="1347">
<li data-start="1027" data-end="1250">La richiesta di accesso al fondo deve essere inviata tramite il portale online di <strong data-start="1111" data-end="1120">ANPAL</strong>, allegando:
<ul data-start="1140" data-end="1250">
<li data-start="1140" data-end="1165">L’accordo collettivo.</li>
<li data-start="1171" data-end="1206">Il piano formativo dettagliato.</li>
<li data-start="1212" data-end="1250">L’elenco dei lavoratori coinvolti.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1254" data-end="1347">ANPAL esamina la domanda e comunica l’approvazione o eventuali richieste di integrazione.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1349" data-end="1590">
<h3 data-start="1352" data-end="1385"><strong data-start="1352" data-end="1383">Attuazione della formazione</strong></h3>
<ul data-start="1389" data-end="1590">
<li data-start="1389" data-end="1479">Dopo l’approvazione, l’azienda può avviare la formazione nei tempi previsti dal bando.</li>
<li data-start="1483" data-end="1590">Le attività devono essere documentate e monitorate per garantire la conformità con il piano presentato.</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1592" data-end="1842">
<h3 data-start="1595" data-end="1627"><strong data-start="1595" data-end="1625">Rendicontazione e rimborso</strong></h3>
<ul data-start="1631" data-end="1842">
<li data-start="1631" data-end="1761">Al termine della formazione, l’impresa deve presentare a <strong data-start="1690" data-end="1699">ANPAL</strong> la documentazione che attesta le ore effettivamente svolte.</li>
<li data-start="1765" data-end="1842">Dopo le verifiche, il fondo provvede al <strong data-start="1807" data-end="1839">rimborso dei costi sostenuti</strong>.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1844" data-end="2020">Le aziende devono prestare attenzione ai <strong data-start="1885" data-end="1908">termini di scadenza</strong> indicati nel bando, poiché le richieste vengono valutate in ordine di presentazione fino a esaurimento fondi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1844" data-end="2020">Considerazioni finali</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="148" data-end="583">Il <strong data-start="151" data-end="182">Fondo Nuove Competenze 2025</strong> rappresenta un&#8217;opportunità strategica per le imprese italiane che vogliono <strong data-start="258" data-end="343">investire nella formazione dei propri dipendenti senza sostenere costi aggiuntivi</strong>. Grazie a questo strumento, le aziende possono affrontare le sfide della <strong data-start="417" data-end="454">transizione digitale ed ecologica</strong>, migliorare la propria competitività e offrire ai lavoratori nuove competenze essenziali per il futuro del mercato del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="585" data-end="936">Con una <strong data-start="593" data-end="629">dotazione di 730 milioni di euro</strong>, il fondo consente di coprire il costo delle ore di formazione, permettendo alle imprese di aggiornare il proprio personale senza impattare sui bilanci aziendali. Inoltre, le novità della terza edizione rendono più <strong data-start="845" data-end="873">flessibile e accessibile</strong> l’iter di richiesta, favorendo una partecipazione più ampia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="938" data-end="1272">Per le aziende, aderire al Fondo Nuove Competenze significa <strong data-start="998" data-end="1031">valorizzare il capitale umano</strong>, aumentare la propria <strong data-start="1054" data-end="1082">attrattività sul mercato</strong> e prepararsi ai cambiamenti futuri. Per i lavoratori, invece, rappresenta un’occasione per <strong data-start="1174" data-end="1269">crescere professionalmente, acquisire nuove competenze e migliorare la propria occupabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1274" data-end="1590">Alla luce di questi vantaggi, è fondamentale <strong data-start="1319" data-end="1392">informarsi tempestivamente e presentare la domanda nei tempi previsti</strong>, per non perdere l’opportunità di accedere ai finanziamenti. Restare aggiornati sulle scadenze e affidarsi a professionisti esperti può fare la differenza nel cogliere al meglio questa occasione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1274" data-end="1590">Se sei un’azienda interessata al <strong data-start="1625" data-end="1651">Fondo Nuove Competenze</strong>, contatta un consulente fiscale per ricevere supporto nella preparazione della domanda e nella gestione della formazione.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-Nuove-Competenze-2025/">Fondo Nuove Competenze 2025</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-Nuove-Competenze-2025/">Fondo Nuove Competenze 2025</a> was first posted on Febbraio 12, 2025 at 1:45 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Credito d’Imposta 5.0: guida alle nuove agevolazioni fiscali per innovare e risparmiare</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-Imposta-5-0-guida-alle-nuove-agevolazioni-fiscali-per-innovare-e-risparmiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il credito d’imposta 5.0 rappresenta una delle misure fiscali più innovative e rilevanti introdotte negli ultimi anni dal governo italiano. Questo strumento è pensato per incentivare le imprese che puntano sulla digitalizzazione, la transizione ecologica, e l’innovazione, favorendo la competitività e lo sviluppo sostenibile del tessuto imprenditoriale italiano. Nel seguente articolo, approfondiremo cos’è il credito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il credito d’imposta 5.0 rappresenta una delle misure fiscali più innovative e rilevanti introdotte negli ultimi anni dal governo italiano. Questo strumento è pensato per incentivare le imprese che puntano sulla digitalizzazione, la transizione ecologica, e l’innovazione, favorendo la competitività e lo sviluppo sostenibile del tessuto imprenditoriale italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel seguente articolo, approfondiremo cos’è il credito d’imposta 5.0, quali vantaggi offre, chi può beneficiarne e come richiederlo, fornendo anche consigli pratici per sfruttarlo al massimo.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Cos’è il credito d’imposta 5.0?</h2>
<p style="text-align: justify;">Il credito d’imposta 5.0 è un’agevolazione fiscale introdotta con l’ultima legge di bilancio, che mira a incentivare gli investimenti aziendali in tecnologie innovative, sostenibilità ambientale e miglioramento delle competenze digitali dei lavoratori. Si tratta di un’evoluzione dei precedenti crediti d’imposta legati all’Industria 4.0, ma con un focus ampliato: oltre a supportare la digitalizzazione dei processi produttivi, si pone l’obiettivo di accelerare il passaggio verso modelli aziendali sostenibili e resilienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa agevolazione si applica a una vasta gamma di investimenti, che spaziano dall’acquisto di macchinari tecnologicamente avanzati a progetti di economia circolare e miglioramento delle performance energetiche. Una caratteristica distintiva del credito d’imposta 5.0 è la sua struttura flessibile, che consente alle imprese di scegliere come destinare le risorse ottenute, garantendo maggiore libertà operativa.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Vantaggi</h2>
<p style="text-align: justify;">Il credito d’imposta 5.0 offre una serie di vantaggi significativi per le imprese che desiderano crescere e innovare. Innanzitutto, consente di ottenere un risparmio fiscale diretto sugli investimenti effettuati, migliorando così la liquidità aziendale e riducendo il carico fiscale complessivo. Questa misura è particolarmente vantaggiosa per le PMI, che spesso incontrano difficoltà nell’accesso a finanziamenti tradizionali, poiché permette di recuperare parte delle risorse impiegate per innovare.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i benefici più rilevanti vi è il supporto agli investimenti in tecnologie avanzate, come intelligenza artificiale, robotica e big data, fondamentali per competere in un mercato sempre più digitale. Inoltre, il credito d’imposta 5.0 incentiva le imprese a migliorare la sostenibilità ambientale, favorendo la transizione energetica attraverso l’adozione di fonti rinnovabili e soluzioni che riducano l’impatto ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla possibilità di formazione del personale. Grazie a questo strumento, le aziende possono finanziare programmi di upskilling e reskilling, garantendo ai lavoratori le competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro. In sintesi, il credito d’imposta 5.0 non solo stimola l’innovazione tecnologica, ma sostiene anche la crescita sostenibile e il capitale umano, pilastri fondamentali per un’economia moderna.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Requisiti per accedere</h2>
<p style="text-align: justify;">Per accedere al credito d’imposta 5.0, le imprese devono soddisfare una serie di requisiti stabiliti dalla normativa vigente. Innanzitutto, il beneficio è riservato a tutte le aziende residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla loro forma giuridica, settore economico o dimensione. Questo significa che sia le microimprese che le grandi aziende possono usufruire dell’agevolazione, purché rispettino le condizioni previste.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei criteri fondamentali riguarda la tipologia di investimenti realizzati. Il credito d’imposta 5.0 si applica a spese documentabili per:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Acquisto di beni strumentali avanzati</strong>: macchinari, impianti e attrezzature funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.</li>
<li><strong>Progetti legati alla sostenibilità ambientale</strong>: interventi per migliorare l’efficienza energetica, ridurre le emissioni di CO2 e implementare modelli di economia circolare.</li>
<li><strong>Formazione dei dipendenti</strong>: programmi mirati a sviluppare competenze in ambiti come la digitalizzazione, la gestione dei dati e l’adozione di tecnologie emergenti.</li>
<li><strong>Innovazione di prodotto o processo</strong>: spese per ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologiche all’avanguardia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per poter beneficiare del credito, le imprese devono inoltre essere in regola con gli obblighi contributivi, non trovarsi in stato di crisi, fallimento o liquidazione e rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. È fondamentale che tutte le spese siano debitamente documentate, tramite fatture elettroniche o altra documentazione idonea, e che siano sostenute entro il periodo di riferimento stabilito dalla legge.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-31690 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-1024x576.jpg" alt="" width="696" height="392" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-1024x576.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-300x169.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-768x432.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-1536x864.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-747x420.jpg 747w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-150x84.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-600x338.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-696x392.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes-1068x601.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/finance-calculator-bank-notes.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Come si calcola il credito d’imposta 5.0?</h2>
<p style="text-align: justify;">Il calcolo del credito d’imposta 5.0 varia in base alla tipologia di investimento effettuato e alle aliquote previste dalla normativa. Generalmente, il beneficio è calcolato come una percentuale delle spese ammissibili, con aliquote differenziate a seconda del settore di intervento e dell’entità dell’investimento. Questo sistema è pensato per incentivare maggiormente le imprese che destinano risorse significative a progetti di innovazione e sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Beni strumentali tecnologici</strong>: per macchinari avanzati rientranti nell’ambito dell’Industria 5.0, il credito può variare dal 20% al 50%, con aliquote più elevate per investimenti che migliorano l’efficienza produttiva e l’impatto ambientale.</li>
<li><strong>Formazione 4.0</strong>: il credito si calcola sulle spese sostenute per corsi di aggiornamento del personale e può arrivare al 70%, in base alla tipologia di formazione e alla dimensione dell’azienda.</li>
<li><strong>Interventi di sostenibilità ambientale</strong>: per progetti che favoriscono la transizione ecologica (come l’installazione di impianti fotovoltaici o sistemi per il risparmio energetico), l’aliquota può superare il 40%.</li>
<li><strong>Ricerca e sviluppo</strong>: le spese destinate all’innovazione di prodotto o processo sono agevolate con un credito che oscilla tra il 10% e il 20%, in base alla rilevanza del progetto.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Una volta calcolato, il credito può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, suddiviso in più quote annuali di pari importo. L’agevolazione è cumulabile con altri incentivi, come i contributi a fondo perduto o i finanziamenti agevolati, purché non si superi il costo complessivo dell’investimento.</p>
<p style="text-align: justify;">È importante verificare con attenzione i decreti attuativi per conoscere i limiti massimi di spesa agevolabile e le specifiche tecniche richieste per la documentazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come richiedere il credito d’imposta</h2>
<p style="text-align: justify;">Richiedere il credito d’imposta 5.0 è un processo che richiede precisione e il rispetto di specifici adempimenti burocratici. Ecco una guida pratica per le imprese interessate:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h3><strong>Verifica dei requisiti</strong>:</h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Prima di procedere, assicurati che la tua azienda soddisfi tutte le condizioni stabilite dalla normativa, come la regolarità contributiva e la conformità alle norme sulla sicurezza sul lavoro.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h3><strong>Identificazione delle spese ammissibili</strong>:</h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Raccogli tutte le informazioni relative agli investimenti effettuati. È fondamentale avere documentazione chiara, come fatture elettroniche, contratti e pagamenti tracciabili.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h3><strong>Predisposizione della perizia tecnica</strong>:</h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per alcuni tipi di investimenti, specialmente quelli legati a macchinari innovativi o interventi di sostenibilità, potrebbe essere necessaria una perizia tecnica asseverata. Questo documento certifica che l’investimento rientra nei parametri previsti per beneficiare del credito.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h3><strong>Comunicazione al Ministero</strong>:</h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In alcuni casi, la normativa prevede l’obbligo di comunicare l’investimento al Ministero dello Sviluppo Economico (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Questa procedura serve a monitorare l’efficacia delle misure e garantire trasparenza.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h3><strong>Compensazione tramite modello F24</strong>:</h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Una volta calcolato l’importo del credito spettante, puoi utilizzarlo in compensazione attraverso il modello F24. Questo deve essere trasmesso esclusivamente tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h3><strong>Monitoraggio e conservazione della documentazione</strong>:</h3>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Conserva tutta la documentazione per almeno 10 anni, in quanto potrebbero essere effettuati controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per verificare la correttezza delle operazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguire questi passaggi in modo accurato è essenziale per evitare contestazioni o sanzioni. In caso di dubbi, è consigliabile affidarsi a un commercialista o a un consulente fiscale esperto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31691 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-1024x685.jpg" alt="" width="696" height="466" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-1024x685.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-300x201.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-768x514.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-1536x1028.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-628x420.jpg 628w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-600x402.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-696x466.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol-1068x715.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/01/set-wooden-dices-with-percent-symbol.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Altre agevolazioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Uno dei principali vantaggi del credito d’imposta 5.0 è la possibilità di cumularlo con altre agevolazioni fiscali e contributive, offrendo alle imprese un’opportunità concreta di ottimizzare i benefici economici. Questo cumulo, regolato da precise norme, permette di abbinare il credito d’imposta ad altre misure senza superare il costo complessivo dell’investimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, un’azienda che investe in macchinari tecnologicamente avanzati potrebbe beneficiare contemporaneamente:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Del <strong>credito d’imposta per beni strumentali 4.0</strong>, se il macchinario rientra nei requisiti dell’Industria 4.0 o del nuovo Piano Transizione 5.0.</li>
<li>Di eventuali <strong>contributi a fondo perduto</strong> regionali o nazionali per progetti di innovazione o transizione ecologica.</li>
<li>Di bandi specifici, come quelli legati ai fondi europei o al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il cumulo è particolarmente vantaggioso per le PMI, che possono così integrare risorse provenienti da diversi strumenti, massimizzando il ritorno sugli investimenti. Tuttavia, è essenziale verificare attentamente la compatibilità tra le misure: alcune agevolazioni possono infatti prevedere limiti specifici o condizioni di esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un elemento chiave è il rispetto del <strong>regime “de minimis”</strong>, che fissa un tetto massimo di aiuti pubblici concedibili a un’impresa in un determinato periodo. Oltre a ciò, bisogna monitorare che il credito d’imposta richiesto non superi il limite di spesa previsto per ciascun intervento, pena il rigetto parziale o totale del beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, una pianificazione fiscale strategica e ben organizzata permette di sfruttare al massimo le potenzialità del credito d’imposta 5.0, rendendolo uno strumento prezioso per l’innovazione e la crescita aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Esempi pratici</h2>
<p style="text-align: justify;">Per comprendere appieno il potenziale del credito d’imposta 5.0, vediamo alcuni esempi pratici di come le imprese possono sfruttarlo per ottenere vantaggi fiscali significativi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>1. Innovazione tecnologica: un’impresa manifatturiera</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un’azienda che produce componenti meccanici decide di investire in macchinari robotizzati per ottimizzare la produzione. Il costo dell’investimento ammonta a <strong>500.000 euro</strong>. Il macchinario rientra tra quelli previsti dal credito d’imposta 5.0, con un’aliquota del <strong>40%</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Vantaggio fiscale:</strong></h4>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Credito d’imposta maturato: 500.000 € x 40% = <strong>200.000 €</strong></li>
<li>Questo importo può essere compensato attraverso il modello F24 per ridurre imposte, contributi o altre passività fiscali, liberando risorse per ulteriori investimenti.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, se l’azienda ha accesso a bandi regionali per la digitalizzazione, potrebbe ottenere un ulteriore contributo a fondo perduto cumulabile, abbattendo ulteriormente il costo effettivo dell’investimento.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>2. Transizione ecologica: un agriturismo sostenibile</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un agriturismo decide di installare pannelli solari per alimentare la struttura con energia rinnovabile e ridurre i costi energetici. L’investimento totale è di <strong>150.000 euro</strong>. L’intervento rientra nelle spese ammissibili al credito d’imposta 5.0 con un’aliquota del <strong>30%</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Vantaggio fiscale:</strong></h4>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Credito d’imposta maturato: 150.000 € x 30% = <strong>45.000 €</strong></li>
<li>Risparmio sui costi energetici: grazie ai pannelli solari, l’agriturismo riduce le spese per l’energia di circa <strong>20.000 euro all’anno</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Combinando il credito d’imposta con incentivi per le energie rinnovabili, come il conto termico, il titolare potrebbe coprire una buona parte dell’investimento, riducendo drasticamente il periodo di recupero dei costi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>3. Formazione dei dipendenti: un’azienda IT in crescita</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Una società di software pianifica un programma di formazione per i dipendenti, con un focus su competenze avanzate in intelligenza artificiale e machine learning. Il costo totale della formazione è di <strong>50.000 euro</strong>. Il credito d’imposta per la formazione 5.0 prevede un’aliquota del <strong>70%</strong> per le PMI.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Vantaggio fiscale:</strong></h4>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Credito d’imposta maturato: 50.000 € x 70% = <strong>35.000 €</strong></li>
<li>Costo effettivo per l’azienda: 50.000 € &#8211; 35.000 € = <strong>15.000 €</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Oltre al risparmio fiscale, l’azienda beneficia di un aumento della produttività grazie alle nuove competenze acquisite dai dipendenti, migliorando la competitività sul mercato.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>4. Ricerca e sviluppo: una startup tecnologica</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Una startup che sviluppa un’app innovativa per il monitoraggio della salute investe <strong>100.000 euro</strong> in ricerca e sviluppo, con spese per personale altamente qualificato e software specialistico. L’aliquota del credito d’imposta per R&amp;S è del <strong>20%</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Vantaggio fiscale:</strong></h4>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Credito d’imposta maturato: 100.000 € x 20% = <strong>20.000 €</strong></li>
<li>Le risorse ottenute possono essere reinvestite in ulteriori progetti innovativi o utilizzate per migliorare la liquidità della startup.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Se la startup accede ad altri programmi di agevolazione per l’innovazione, come il supporto al trasferimento tecnologico del PNRR, potrebbe ridurre ulteriormente il costo del progetto</p>
<p style="text-align: justify;">Come mostrano questi casi pratici, il credito d’imposta 5.0 non è solo uno strumento per ottenere risparmi fiscali, ma una leva strategica per favorire la crescita, l’innovazione e la sostenibilità. Le imprese, con una corretta pianificazione, possono ottimizzare gli investimenti e migliorare la propria posizione competitiva sul mercato.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Considerazioni finali</h2>
<p style="text-align: justify;">Il credito d’imposta 5.0 rappresenta una straordinaria opportunità per le imprese italiane che vogliono innovare, crescere e affrontare con successo le sfide del mercato globale. Con il suo approccio flessibile e inclusivo, questa agevolazione fiscale consente di ottenere vantaggi significativi, sia in termini di risparmio fiscale che di competitività.</p>
<p style="text-align: justify;">Che si tratti di investire in tecnologie avanzate, migliorare la sostenibilità ambientale o potenziare le competenze del personale, il credito d’imposta 5.0 offre strumenti concreti per accelerare il cambiamento e cogliere i trend più attuali del mercato, come la digitalizzazione e la transizione ecologica. Tuttavia, per sfruttare al meglio queste opportunità, è fondamentale pianificare con cura gli investimenti, documentare correttamente le spese e verificare la compatibilità con altre agevolazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In un contesto economico in cui le risorse finanziarie sono sempre più cruciali per sostenere l’innovazione, il credito d’imposta 5.0 si conferma uno strumento strategico per ogni imprenditore che guarda al futuro. Non lasciare che la burocrazia o la complessità delle normative ti scoraggino: affidati a un consulente esperto per navigare con successo il processo e ottenere il massimo da questa importante misura fiscale.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-Imposta-5-0-guida-alle-nuove-agevolazioni-fiscali-per-innovare-e-risparmiare/">Credito d’Imposta 5.0: guida alle nuove agevolazioni fiscali per innovare e risparmiare</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-Imposta-5-0-guida-alle-nuove-agevolazioni-fiscali-per-innovare-e-risparmiare/">Credito d’Imposta 5.0: guida alle nuove agevolazioni fiscali per innovare e risparmiare</a> was first posted on Gennaio 28, 2025 at 11:51 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Incentivi per la Digitalizzazione e la Transizione Green delle Imprese: Via alle Prenotazioni del Credito d’Imposta &#8220;Transizione 5.0&#8221;</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Incentivi-per-la-Digitalizzazione-e-la-Transizione-Green-delle-Imprese-Via-alle-Prenotazioni-del-Credito-d-Imposta-Transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 15:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus Colonnine Elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti Contributi ed incentivi alle imprese]]></category>
		<category><![CDATA[credito d'imposta]]></category>
		<category><![CDATA[Digitalizzazione delle imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione verde e digitale significato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/?p=30478</guid>

					<description><![CDATA[<p>A partire dalle ore 12 del 7 agosto 2024, le imprese possono prenotare il credito d'imposta "Transizione 5.0", destinato a supportare la digitalizzazione e la transizione ecologica. Questo bonus è rivolto a tutte le aziende che pianificano investimenti innovativi nel biennio 2024-2025, e si concentra su progetti che migliorano l'efficienza energetica.</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Incentivi-per-la-Digitalizzazione-e-la-Transizione-Green-delle-Imprese-Via-alle-Prenotazioni-del-Credito-d-Imposta-Transizione-5-0/">Incentivi per la Digitalizzazione e la Transizione Green delle Imprese: Via alle Prenotazioni del Credito d’Imposta “Transizione 5.0”</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Incentivi-per-la-Digitalizzazione-e-la-Transizione-Green-delle-Imprese-Via-alle-Prenotazioni-del-Credito-d-Imposta-Transizione-5-0/">Incentivi per la Digitalizzazione e la Transizione Green delle Imprese: Via alle Prenotazioni del Credito d’Imposta &#8220;Transizione 5.0&#8221;</a> was first posted on Agosto 29, 2024 at 5:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A partire dalle ore 12 del 7 agosto 2024, le imprese possono prenotare il credito d&#8217;imposta &#8220;Transizione 5.0&#8221;, destinato a supportare la digitalizzazione e la transizione ecologica. Questo bonus è rivolto a tutte le aziende che pianificano investimenti innovativi nel biennio 2024-2025, e si concentra su progetti che migliorano l&#8217;efficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Apertura della Piattaforma Informatica per le Prenotazioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato un decreto direttoriale il 6 agosto 2024, che sancisce l&#8217;apertura della piattaforma informatica per l&#8217;invio delle comunicazioni necessarie alla prenotazione del credito d&#8217;imposta. Come specificato dal decreto interministeriale del 24 luglio 2024, questa misura è parte integrante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), ed è <strong>volta a favorire la transizione tecnologica delle imprese italiane.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Requisiti e Benefici del Credito d’Imposta</h2>
<p style="text-align: justify;">Il credito d&#8217;imposta premia le imprese che,<strong> tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025, realizzano investimenti in progetti di innovazione che garantiscono una riduzione dei consumi energetici.</strong> Gli obiettivi da raggiungere sono una <strong>diminuzione dei consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%, oppure una riduzione del 5% nei processi specifici coinvolti dall’investimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’incentivo mira a sostenere le &#8220;transizioni gemelle&#8221;—digitale e green—delle imprese, e prevede una <strong>dotazione finanziaria di 6,3 miliardi di euro.</strong> Gli <strong>investimenti devono essere destinati a beni materiali e immateriali che promuovono la transizione tecnologica secondo il modello &#8220;Industria 4.0&#8221;.</strong> Tra questi beni rientrano, ad esempio, i software e le piattaforme per il monitoraggio e la gestione dell&#8217;energia, compresi i sistemi di intelligenza artificiale che ottimizzano l&#8217;efficienza energetica attraverso l&#8217;uso di sensori IoT.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Progetti e Spese Ammissibili</h2>
<p style="text-align: justify;">Tra i progetti agevolabili rientrano anche gli investimenti in beni materiali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa, volti all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinate all’autoconsumo. Questi investimenti includono anche gli<strong> impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta</strong> e le spese per la formazione del personale, necessarie a sostenere la transizione digitale dei processi produttivi. Questi <strong>costi sono ammissibili fino al 10% dell’investimento totale e con un limite massimo di 300 mila euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il recente decreto ha inoltre ampliato la gamma di investimenti ammessi, includendo anche quelli a distanza finalizzati all&#8217;autoproduzione di energia rinnovabile.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Beneficiari e Importo dell’Incentivo</h2>
<p style="text-align: justify;">Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla loro dimensione, settore economico, o regime fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, sono esclusi i soggetti in difficoltà finanziaria o quelli che non rispettano le normative sulla sicurezza e i contributi previdenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il credito d’imposta è calcolato in base alla quota di investimento e alla riduzione dei consumi energetici ottenuta. L’investimento minimo per accedere all’agevolazione è fissato a 2,5 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Procedura per Richiedere l’Incentivo</h2>
<p style="text-align: justify;">Per accedere al credito d’imposta, le imprese devono seguire una procedura specifica. Prima di tutto, devono inviare una comunicazione preventiva tramite la Piattaforma Informatica &#8220;Transizione 5.0&#8221;, disponibile sul sito del Gse, corredata da una certificazione ex ante che attesti la riduzione prevista dei consumi energetici. Successivamente, entro 30 giorni dalla conferma della prenotazione, deve essere inviata una comunicazione che attesti l&#8217;effettuazione degli ordini, con un pagamento anticipato pari almeno al 20% del costo dei beni agevolabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine del progetto, le imprese devono trasmettere una comunicazione di completamento, accompagnata dalla certificazione ex post, per confermare la realizzazione degli investimenti. <strong>Il credito d’imposta riconosciuto potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24, entro il 31 dicembre 2025.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Eventuali crediti non utilizzati entro questa data potranno essere riportati e compensati in cinque quote annuali di pari importo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Supporto e Assistenza</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso disponibile un servizio di supporto tecnico per l’accesso alla procedura informatica. Le richieste possono essere inviate tramite il servizio &#8220;Transizione 5.0&#8221;.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Incentivi-per-la-Digitalizzazione-e-la-Transizione-Green-delle-Imprese-Via-alle-Prenotazioni-del-Credito-d-Imposta-Transizione-5-0/">Incentivi per la Digitalizzazione e la Transizione Green delle Imprese: Via alle Prenotazioni del Credito d’Imposta “Transizione 5.0”</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Incentivi-per-la-Digitalizzazione-e-la-Transizione-Green-delle-Imprese-Via-alle-Prenotazioni-del-Credito-d-Imposta-Transizione-5-0/">Incentivi per la Digitalizzazione e la Transizione Green delle Imprese: Via alle Prenotazioni del Credito d’Imposta &#8220;Transizione 5.0&#8221;</a> was first posted on Agosto 29, 2024 at 5:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Come Funziona il Superbonus 110%</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Come-Funziona-il-Superbonus-110/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 10:53:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[cessione del credito]]></category>
		<category><![CDATA[decarbonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
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		<category><![CDATA[riduzione del rischio sismico]]></category>
		<category><![CDATA[Ristrutturazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Superbonus 110%]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Superbonus 110% è una misura che consente ai proprietari di immobili di beneficiare di una detrazione fiscale del 110% per spese relative a specifici interventi di miglioramento energetico, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti solari fotovoltaici, e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici in edifici. Questa detrazione è ripartita in cinque quote [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="w-full text-token-text-primary" data-testid="conversation-turn-5">
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<p>Il Superbonus 110% è una misura che consente ai proprietari di immobili di beneficiare di una <strong>detrazione fiscale del 110% per spese relative a specifici interventi di miglioramento energetico, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti solari fotovoltaici, e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici in edifici.</strong> Questa detrazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo e può essere utilizzata fino al <strong>31 dicembre 2023</strong>, con possibili proroghe per determinate categorie di beneficiari.</p>
<p>Gli interventi che rientrano nel Superbonus devono perseguire obiettivi ben definiti di efficienza energetica o di mitigazione del rischio sismico. In particolare, per accedere al bonus, è necessario che gli interventi garantiscano il <strong>miglioramento di almeno due classi energetiche dell&#8217;edificio</strong> o, se ciò non è possibile, il raggiungimento della classe energetica più alta. La conferma di tale miglioramento deve essere attestata mediante un certificato di prestazione energetica (CPE).</p>
<p>Un aspetto innovativo del Superbonus è la possibilità di &#8220;cedere&#8221; la detrazione fiscale a terzi, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, rendendo così l&#8217;incentivo immediatamente liquido e accessibile anche a coloro che non dispongono dell&#8217;adeguata capacità fiscale per assorbire la detrazione.</p>
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<h2>Vantaggi Economici e Finanziari del Superbonus 110%</h2>
<p>Il Superbonus 110% non solo stimola investimenti nel settore edilizio, promuovendo la riqualificazione energetica e sismica degli immobili, ma offre anche vantaggi economici e finanziari significativi per i cittadini e per l&#8217;intera economia nazionale. Tra i principali benefici, vi è senza dubbio la possibilità per i proprietari di immobili di <strong>incrementare il valore e la sicurezza delle proprie abitazioni, riducendo nel contempo le spese energetiche e contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2.</strong></p>
<p>Dal punto di vista economico, l&#8217;iniezione di liquidità derivante dalle detrazioni fiscali favorisce la domanda di lavori di ristrutturazione, sostenendo l&#8217;occupazione nel settore delle costruzioni e nelle industrie correlate. Questo effetto moltiplicatore si traduce in una spinta significativa per la ripresa economica, soprattutto in un periodo post-pandemico.</p>
<p>Inoltre, la possibilità di cessione del credito rappresenta un&#8217;innovazione finanziaria di grande rilievo, che ha aperto nuovi canali di finanziamento per i lavori di ristrutturazione, rendendo gli interventi accessibili anche a quei soggetti che in precedenza erano esclusi per mancanza di liquidità o capacità fiscale.</p>
<p>La combinazione di questi fattori rende il Superbonus 110% uno strumento estremamente potente per promuovere la sostenibilità ambientale e l&#8217;efficienza energetica, oltre a rappresentare un&#8217;importante leva di politica economica per il rilancio del paese.</p>
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<h2>Conclusioni e Opportunità Future</h2>
<p>Il Superbonus 110% rappresenta un&#8217;opportunità unica per i proprietari di immobili in Italia, offrendo loro la possibilità di migliorare significativamente l&#8217;efficienza energetica e la sicurezza sismica delle proprie abitazioni, con benefici tangibili sia a livello individuale che collettivo. Grazie a questa misura, è possibile contribuire attivamente alla transizione ecologica del paese, riducendo l&#8217;impatto ambientale e promuovendo uno sviluppo sostenibile.</p>
<p>Per sfruttare al meglio questa opportunità, è fondamentale informarsi adeguatamente sulle <strong>modalità di accesso e sui requisiti specifici</strong> previsti dalla normativa, possibilmente con il supporto di professionisti del settore. La pianificazione accurata degli interventi e la scelta di soluzioni tecnologiche avanzate sono elementi chiave per massimizzare il ritorno economico e ambientale dell&#8217;investimento.</p>
<p>Guardando al futuro, il successo del Superbonus potrebbe aprire la strada a ulteriori iniziative simili, estendendo gli incentivi a nuovi ambiti e contribuendo in modo ancora più significativo agli obiettivi di decarbonizzazione e resilienza climatica dell&#8217;Italia. La sfida sarà quella di bilanciare l&#8217;accessibilità degli incentivi con la sostenibilità delle finanze pubbliche, in un&#8217;ottica di equità e inclusione sociale.</p>
<p>In conclusione, il Superbonus 110% è una misura che si inserisce in un contesto più ampio di politiche volte a promuovere la sostenibilità ambientale e l&#8217;innovazione nel settore edilizio. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di tutti gli attori coinvolti di collaborare per realizzare gli obiettivi prefissati, trasformando le sfide attuali in opportunità per il futuro.</p>
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