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	<title>tassazione affitti brevi - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>tassazione affitti brevi - Commercialista.it</title>
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		<title>Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 04:55:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 porta con sé una svolta significativa per i proprietari di immobili destinati agli affitti brevi: la nuova Legge di Bilancio interviene sul regime della cedolare secca, introducendo modifiche che avranno un impatto diretto su tassazione, adempimenti e convenienza economica. Chi affitta case per pochi giorni tramite piattaforme come Airbnb o Booking dovrà fare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="277" data-end="742">Il 2026 porta con sé una svolta significativa per i proprietari di immobili destinati agli affitti brevi: la nuova <strong data-start="392" data-end="413">Legge di Bilancio</strong> interviene sul regime della <strong data-start="442" data-end="460">cedolare secca</strong>, introducendo modifiche che avranno un impatto diretto su tassazione, adempimenti e convenienza economica. Chi affitta case per pochi giorni tramite piattaforme come Airbnb o Booking dovrà fare i conti con regole più stringenti e una pressione fiscale potenzialmente più elevata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="1190">Ma cosa cambia davvero? E soprattutto: è ancora conveniente utilizzare la cedolare secca per gli affitti brevi nel 2026?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="1190">In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutte le novità introdotte, cosa prevede la nuova normativa, i vantaggi e gli svantaggi, e come muoversi per risparmiare legalmente sulle tasse senza rischiare sanzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="198" data-end="277"><strong>Affitti brevi 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="279" data-end="805">Dal <strong data-start="283" data-end="302">1° gennaio 2026</strong> è entrato in vigore un nuovo impianto normativo che segna una vera svolta per chi affitta immobili con la formula degli <strong data-start="423" data-end="440">affitti brevi</strong>. La <strong data-start="445" data-end="471">Legge di Bilancio 2026</strong> ha introdotto importanti modifiche fiscali e normative, ridisegnando i confini tra attività privata e attività imprenditoriale. La novità più rilevante? Chi affitta <strong data-start="637" data-end="659">tre o più immobili</strong>sarà considerato automaticamente un imprenditore e dovrà <strong data-start="717" data-end="742">aprire la partita IVA</strong>, con tutti gli obblighi contabili e fiscali che ne conseguono.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="1139">Questa presunzione di imprenditorialità segna un cambio di paradigma rispetto al passato, in cui si poteva affittare più di due immobili senza dover passare al regime IVA. Ora, la soglia è stata abbassata, con l’obiettivo (non dichiarato ma evidente) di contrastare l’evasione fiscale e regolamentare un settore in forte espansione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1141" data-end="1295">Per quanto riguarda la <strong data-start="1164" data-end="1182">cedolare secca</strong>, la Legge ha confermato il sistema progressivo introdotto nel 2024, ma lo ha codificato con maggiore precisione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1297" data-end="1422">
<li data-start="1297" data-end="1352">
<p data-start="1299" data-end="1352"><strong data-start="1299" data-end="1306">21%</strong> sul primo immobile affittato a breve termine;</p>
</li>
<li data-start="1353" data-end="1384">
<p data-start="1355" data-end="1384"><strong data-start="1355" data-end="1362">26%</strong> sul secondo immobile;</p>
</li>
<li data-start="1385" data-end="1422">
<p data-start="1387" data-end="1422"><strong data-start="1387" data-end="1394">30%</strong> su terzo e quarto immobile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1424" data-end="1675">La base normativa è l’<strong data-start="1446" data-end="1485">art. 7 della Legge di Bilancio 2026</strong>, che modifica l’art. 4 del DL 50/2017. È importante sottolineare che resta possibile scegliere l’unità immobiliare a cui applicare l’aliquota più bassa in sede di dichiarazione dei redditi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1677" data-end="1882">Oltre alla normativa statale, si attendono <strong data-start="1720" data-end="1764">ulteriori interventi da Regioni e Comuni</strong>, in particolare su aspetti <strong data-start="1792" data-end="1824">urbanistici e amministrativi</strong>, che potrebbero influenzare l’attività in modo rilevante.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="329" data-end="398"><strong>Cedolare secca</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="400" data-end="846">Prima di entrare nel merito delle novità introdotte dalla <strong data-start="458" data-end="484">Legge di Bilancio 2026</strong>, è utile ricordare cosa prevede il regime della <strong data-start="533" data-end="551">cedolare secca</strong>, uno strumento fiscale che negli ultimi anni ha attirato molti proprietari di immobili in locazione. La cedolare secca è una <strong data-start="677" data-end="713">modalità opzionale di tassazione</strong> che consente di sostituire l’<strong data-start="743" data-end="752">IRPEF</strong> e le relative addizionali con un’<strong data-start="786" data-end="809">imposta sostitutiva</strong>, calcolata sul reddito da locazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="848" data-end="1179">Oltre alla tassazione agevolata, il regime offre altri vantaggi: chi opta per la cedolare non deve pagare l’<strong data-start="956" data-end="979">imposta di registro</strong> né l’<strong data-start="985" data-end="1005">imposta di bollo</strong> per la registrazione, proroga o risoluzione del contratto. Tuttavia, è importante sapere che <strong data-start="1099" data-end="1118">non sostituisce</strong> l’imposta di registro in caso di <strong data-start="1152" data-end="1178">cessione del contratto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1181" data-end="1498">L’adesione alla cedolare comporta anche <strong data-start="1221" data-end="1263">la rinuncia all’adeguamento del canone</strong>: non sarà possibile aggiornare l’affitto nemmeno sulla base dell’<strong data-start="1329" data-end="1345">indice ISTAT</strong>. Questo limite è spesso sottovalutato, ma può incidere nel medio-lungo periodo sui ricavi del locatore, soprattutto in contesti di inflazione crescente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1500" data-end="1843">Secondo quanto indicato dall’<strong data-start="1529" data-end="1554">Agenzia delle Entrate</strong>, l’opzione può essere esercitata <strong data-start="1588" data-end="1636">al momento della registrazione del contratto</strong> o <strong data-start="1639" data-end="1669">in sede di rinnovo annuale</strong>, nel caso di contratti pluriennali. Se non viene esercitata subito, si applicano le regole ordinarie, comprese le imposte di registro e bollo, che <strong data-start="1817" data-end="1842">non sono rimborsabili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1845" data-end="2056">Infine, ricordiamo che quanto previsto dalla manovra 2026 è ancora contenuto in un <strong data-start="1928" data-end="1954">disegno di legge (DDL)</strong> in fase di approvazione: sono quindi possibili <strong data-start="2002" data-end="2055">modifiche prima dell’entrata in vigore definitiva</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="373"><strong>Partita IVA obbligatoria dal terzo immobile</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="858">Uno dei cambiamenti più impattanti introdotti dalla <strong data-start="427" data-end="453">Legge di Bilancio 2026</strong> riguarda la definizione di “<strong data-start="482" data-end="510">attività imprenditoriale</strong>” per chi gestisce affitti brevi. Fino al 2025, il confine tra gestione privata e attività d’impresa era piuttosto sfumato e lasciava spazio a interpretazioni. Dal 2026, invece, viene introdotto un <strong data-start="708" data-end="730">criterio oggettivo</strong> e chiaro: <strong data-start="741" data-end="857">dal terzo immobile affittato con contratti brevi, scatta automaticamente l’obbligo di apertura della partita IVA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="860" data-end="1043">Questo significa che chi possiede e affitta tre o più appartamenti con contratti inferiori a 30 giorni sarà considerato un <strong data-start="983" data-end="1019">imprenditore a tutti gli effetti</strong>. Di conseguenza, dovrà:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1045" data-end="1361">
<li data-start="1045" data-end="1124">
<p data-start="1047" data-end="1124">Aprire una <strong data-start="1058" data-end="1073">partita IVA</strong> con codice ATECO specifico per le locazioni brevi;</p>
</li>
<li data-start="1125" data-end="1259">
<p data-start="1127" data-end="1259">Adempiere agli <strong data-start="1142" data-end="1174">obblighi contabili e fiscali</strong> tipici di un’impresa (tenuta registri, fatturazione elettronica, dichiarazioni IVA);</p>
</li>
<li data-start="1260" data-end="1361">
<p data-start="1262" data-end="1361">Eventualmente iscriversi alla <strong data-start="1292" data-end="1318">Gestione Separata INPS</strong>, se si supera una certa soglia di reddito.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1633">Inoltre, l’attività potrebbe essere soggetta a controlli <strong data-start="1420" data-end="1452">urbanistici e amministrativi</strong> da parte dei Comuni o delle Regioni, che stanno valutando l’introduzione di <strong data-start="1529" data-end="1557">nuovi regolamenti locali</strong>, come limiti al numero di immobili affittabili o obblighi di comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1635" data-end="1999">Il passaggio alla forma imprenditoriale, per molti piccoli proprietari, può comportare un aumento dei costi gestionali e fiscali. Tuttavia, in alcuni casi, può rivelarsi anche un’opportunità per <strong data-start="1830" data-end="1863">strutturare meglio l’attività</strong> e <strong data-start="1866" data-end="1887">scaricare i costi </strong>legati alla gestione dell’immobile. Valutare caso per caso è essenziale per non incorrere in errori o sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1635" data-end="1999"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34031 " src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="386" data-end="454"><strong>Conviene ancora la cedolare secca </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="456" data-end="848">Con l’introduzione del nuovo sistema a <strong data-start="495" data-end="520">scaglioni di aliquota</strong> (21%, 26% e 30%) e l’obbligo di aprire <strong data-start="560" data-end="594">partita IVA dal terzo immobile</strong>, la domanda che molti proprietari si pongono è: <strong data-start="643" data-end="694">la cedolare secca è ancora conveniente nel 2026</strong>? La risposta dipende da diversi fattori, tra cui il numero di immobili affittati, il reddito prodotto e le spese sostenute per la gestione dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="850" data-end="864">Nel dettaglio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="866" data-end="1634">
<li data-start="866" data-end="1097">
<p data-start="868" data-end="1097">Se si affitta <strong data-start="882" data-end="902">solo un immobile</strong>, l’aliquota al <strong data-start="918" data-end="925">21%</strong> rimane competitiva rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per chi si trova in scaglioni medio-alti. In più, il regime è semplice, senza obblighi IVA o INPS.</p>
</li>
<li data-start="1098" data-end="1299">
<p data-start="1100" data-end="1299">Con <strong data-start="1104" data-end="1120">due immobili</strong>, l’aliquota sale al <strong data-start="1141" data-end="1148">26%</strong>, ma può ancora risultare vantaggiosa se i canoni sono elevati e non si hanno molti costi da scaricare. Tuttavia, si perde parte del risparmio fiscale.</p>
</li>
<li data-start="1300" data-end="1634">
<p data-start="1302" data-end="1634">Dal <strong data-start="1306" data-end="1330">terzo immobile in su</strong>, con tassazione al <strong data-start="1350" data-end="1357">30%</strong> e obbligo di partita IVA, la cedolare secca diventa decisamente <strong data-start="1422" data-end="1441">meno attrattiva</strong>, soprattutto se confrontata con il regime d’impresa ordinario o forfettario, che consente di dedurre i costi e, in alcuni casi, di applicare aliquote più basse grazie alla flat tax (15% o 5%).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1636" data-end="1912">Inoltre, va considerato che la cedolare secca <strong data-start="1682" data-end="1715">non consente di dedurre spese</strong> come ristrutturazioni, arredi, utenze, spese condominiali o commissioni di agenzie e portali online. Questo può rappresentare un limite per chi gestisce immobili in modo intensivo e professionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1914" data-end="2119">Conclusione?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1914" data-end="2119">La cedolare secca continua a essere una buona scelta <strong data-start="1980" data-end="2045">per chi affitta saltuariamente o con basso profilo gestionale</strong>, ma diventa meno conveniente per chi entra in una logica imprenditoriale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="374" data-end="467"><strong>Affitti brevi, locazioni turistiche e attività imprenditoriale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="469" data-end="839">Con le modifiche introdotte dalla <strong data-start="503" data-end="529">Legge di Bilancio 2026</strong>, diventa ancora più importante distinguere chiaramente tra <strong data-start="589" data-end="606">affitto breve</strong>, <strong data-start="608" data-end="631">locazione turistica</strong> e <strong data-start="634" data-end="662">attività imprenditoriale</strong> vera e propria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="469" data-end="839">Tre termini spesso utilizzati come sinonimi, ma che in realtà si riferiscono a <strong data-start="758" data-end="797">modelli giuridici e fiscali diversi</strong>, ognuno con obblighi e regole specifiche.</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="841" data-end="1921">
<li data-start="841" data-end="1167">
<p data-start="843" data-end="1167">Gli <strong data-start="847" data-end="864">affitti brevi</strong> sono definiti come contratti di <strong data-start="897" data-end="943">locazione di durata inferiore ai 30 giorni</strong>, senza servizi aggiuntivi come colazione, pulizia giornaliera o reception. Sono rivolti prevalentemente a turisti o lavoratori in trasferta e non richiedono, in linea generale, partita IVA, se limitati a uno o due immobili.</p>
</li>
<li data-start="1169" data-end="1519">
<p data-start="1171" data-end="1519">Le <strong data-start="1174" data-end="1198">locazioni turistiche</strong> sono una forma di affitto breve regolata a livello <strong data-start="1250" data-end="1274">regionale e comunale</strong>, con adempimenti che possono includere <strong data-start="1314" data-end="1322">SCIA</strong>, comunicazione alla questura degli ospiti, rispetto di norme urbanistiche e certificazioni energetiche. Alcune Regioni impongono l’iscrizione in elenchi specifici o l’uso di codici identificativi.</p>
</li>
<li data-start="1521" data-end="1921">
<p data-start="1523" data-end="1921">L’<strong data-start="1525" data-end="1553">attività imprenditoriale</strong> scatta quando si superano determinati limiti, ora ben definiti: <strong data-start="1618" data-end="1650">dal terzo immobile affittato</strong>, si presume per legge l’esercizio di un’impresa. In questo caso, il proprietario è obbligato ad aprire <strong data-start="1754" data-end="1769">partita IVA</strong>, adottare un regime fiscale coerente e rispettare le normative del settore turistico-alberghiero (come la registrazione presso la Camera di Commercio).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1923" data-end="2293">La corretta qualificazione dell’attività è fondamentale, perché da essa derivano importanti conseguenze fiscali, amministrative e perfino <strong data-start="2061" data-end="2071">penali</strong> in caso di omessa comunicazione o esercizio abusivo. È perciò consigliabile, prima di avviare o ampliare un’attività di affitti brevi, <strong data-start="2207" data-end="2239">consultare un commercialista</strong> esperto in materia per una valutazione caso per caso.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="311" data-end="385"><strong>Interventi attesi da Regioni e Comuni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="387" data-end="835">Oltre alle novità introdotte a livello statale dalla <strong data-start="440" data-end="466">Legge di Bilancio 2026</strong>, nei prossimi mesi si attendono importanti sviluppi anche sul piano <strong data-start="535" data-end="545">locale</strong>, con <strong data-start="551" data-end="571">Regioni e Comuni</strong> pronti a introdurre ulteriori regole per la gestione degli affitti brevi. Si tratta di un passaggio cruciale, perché il legislatore nazionale ha lasciato <strong data-start="726" data-end="774">ampio margine di intervento agli enti locali</strong>, in particolare su aspetti <strong data-start="802" data-end="834">urbanistici e amministrativi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="837" data-end="1024">Alcuni Comuni – soprattutto nelle città turistiche o ad alta tensione abitativa come <strong data-start="922" data-end="965">Roma, Firenze, Venezia, Bologna, Milano</strong> – stanno valutando o hanno già annunciato l’intenzione di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1026" data-end="1563">
<li data-start="1026" data-end="1123">
<p data-start="1028" data-end="1123">limitare il numero massimo di immobili affittabili come affitti brevi per ciascun proprietario;</p>
</li>
<li data-start="1124" data-end="1230">
<p data-start="1126" data-end="1230">introdurre <strong data-start="1137" data-end="1173">zone a regolamentazione speciale</strong>, dove gli affitti turistici saranno fortemente limitati;</p>
</li>
<li data-start="1231" data-end="1345">
<p data-start="1233" data-end="1345">obbligare i proprietari a richiedere <strong data-start="1270" data-end="1299">autorizzazioni preventive</strong> o a iscriversi in appositi registri comunali;</p>
</li>
<li data-start="1346" data-end="1469">
<p data-start="1348" data-end="1469">intensificare i controlli sul <strong data-start="1378" data-end="1419">codice identificativo nazionale (CIN)</strong> e sulla trasmissione dei dati agli enti preposti;</p>
</li>
<li data-start="1470" data-end="1563">
<p data-start="1472" data-end="1563">aumentare la <strong data-start="1485" data-end="1507">tassa di soggiorno</strong> o introdurre contributi speciali a carico dei locatori.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1565" data-end="1808">Anche le <strong data-start="1574" data-end="1585">Regioni</strong>, da parte loro, possono intervenire con leggi ad hoc, ad esempio prevedendo <strong data-start="1662" data-end="1697">corsi obbligatori di formazione</strong>, requisiti strutturali minimi per gli alloggi o l’obbligo di stipulare assicurazioni di responsabilità civile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1810" data-end="2107">Questo contesto normativo frammentato e in evoluzione rende la gestione degli affitti brevi sempre più complessa. È quindi fondamentale che ogni locatore sia aggiornato sulla normativa <strong data-start="1995" data-end="2033">non solo nazionale ma anche locale</strong>, per evitare sanzioni o addirittura l’interruzione forzata dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1810" data-end="2107"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34030 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg" alt="" width="1920" height="1281" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg 1920w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1068x713.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="388"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="390" data-end="838">Le novità introdotte dalla <strong data-start="417" data-end="443">Legge di Bilancio 2026</strong> cambiano in modo sostanziale il panorama fiscale degli <strong data-start="499" data-end="516">affitti brevi</strong> in Italia. L’obiettivo del legislatore è chiaro: ridurre le zone grigie, contrastare l’evasione e distinguere chi affitta in modo occasionale da chi lo fa come vera attività d’impresa. Tuttavia, questo si traduce in nuove <strong data-start="739" data-end="767">complessità burocratiche</strong> e in un aumento della pressione fiscale per chi gestisce più immobili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="840" data-end="1333">Per i <strong data-start="846" data-end="869">piccoli proprietari</strong>, la cedolare secca al 21% può continuare a rappresentare una soluzione semplice e vantaggiosa, a patto di limitare l’attività a un solo immobile e rispettare tutte le regole. Chi invece possiede più unità immobiliari e genera redditi significativi da affitti turistici deve ora valutare con attenzione <strong data-start="1172" data-end="1204">l’apertura della partita IVA</strong>, la possibilità di passare a un <strong data-start="1237" data-end="1259">regime forfettario</strong> (dove applicabile), e i vantaggi fiscali legati alla deduzione dei costi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1335" data-end="1645">Fondamentale sarà anche monitorare i futuri interventi di <strong data-start="1393" data-end="1413">Regioni e Comuni</strong>, che potrebbero introdurre nuove restrizioni o obblighi. L’adeguamento alle normative locali diventa quindi un passaggio obbligato per evitare <strong data-start="1557" data-end="1569">sanzioni</strong>, <strong data-start="1571" data-end="1591">chiusure forzate</strong> o l&#8217;esclusione dalle principali piattaforme digitali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1647" data-end="2001">Il consiglio finale è semplice: <strong data-start="1679" data-end="1733">farsi assistere da un commercialista specializzato</strong> nella fiscalità immobiliare. Solo un’analisi personalizzata può aiutare a scegliere il regime fiscale più conveniente e a mantenere l’attività pienamente conforme alla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1647" data-end="2001">In un settore in continua evoluzione, <strong data-start="1951" data-end="2000">la prevenzione è il miglior risparmio fiscale</strong>.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</a> was first posted on Marzo 7, 2026 at 5:55 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cedolare secca affitti brevi 2026: nuova tassazione, regole e obblighi fiscali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuova-tassazione-regole-e-obblighi-fiscali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 12:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 segna un punto di svolta per chi affitta immobili a uso turistico: la Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità sulla cedolare secca per gli affitti brevi, una misura fiscale che ha rappresentato, fino a oggi, uno dei regimi agevolati più vantaggiosi per i piccoli proprietari. Ma cosa cambierà davvero? Quali sono le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="421" data-end="853">Il 2026 segna un punto di svolta per chi affitta immobili a uso turistico: la <strong data-start="499" data-end="525">Legge di Bilancio 2026</strong> introduce importanti <strong data-start="547" data-end="600">novità sulla cedolare secca per gli affitti brevi</strong>, una misura fiscale che ha rappresentato, fino a oggi, uno dei regimi agevolati più vantaggiosi per i piccoli proprietari. Ma cosa cambierà davvero? Quali sono le modifiche proposte nella bozza della legge e quali invece gli emendamenti già sul tavolo?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="855" data-end="1255">Le nuove disposizioni puntano a <strong data-start="887" data-end="921">rendere più rigido e selettivo</strong> l’accesso alla cedolare secca per i locatori non professionali, cercando di arginare fenomeni di evasione e allinearsi alle direttive europee e alle pressioni del mercato immobiliare. L’intento del Governo è quello di <strong data-start="1140" data-end="1187">rafforzare i controlli e limitare gli abusi</strong>, introducendo modifiche sostanziali alla disciplina oggi in vigore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1257" data-end="1315">Questo articolo approfondisce in modo chiaro e aggiornato la bozza della norma contenuta nella Legge di Bilancio 2026, gli emendamenti proposti e il dibattito politico in corso, l’impatto delle novità su chi affitta case per brevi periodi e le strategie legali per risparmiare sulle tasse nel nuovo scenario normativo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="219" data-end="314"><strong>Legge di Bilancio 2026 </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="856">Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 introduce una modifica sostanziale alla disciplina fiscale degli affitti brevi, intervenendo direttamente sull’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96). In base alla <strong data-start="594" data-end="651">versione attualmente in bozza dell’articolo 7 del DDL</strong>, la tassazione sui redditi da locazione breve subirebbe un <strong data-start="711" data-end="743">aumento generalizzato al 26%</strong>, sia per i privati locatori che per gli intermediari e i portali online che facilitano l’affitto degli immobili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="858" data-end="1231">Nello specifico, il nuovo testo <strong data-start="890" data-end="946">eliminerebbe la riduzione al 21% introdotta nel 2024</strong>, la quale permetteva di applicare l’aliquota agevolata almeno su un immobile per ciascun contribuente. Inoltre, anche la ritenuta operata dagli intermediari, attualmente al 21%, verrebbe innalzata al 26%, diventando un acconto d’imposta per chi non opta per la cedolare secca.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1233" data-end="1644">Questa impostazione, se confermata, comporterebbe un aggravio fiscale considerevole per i piccoli proprietari che gestiscono affitti turistici occasionali. Tuttavia, è già stato presentato un emendamento correttivo allo stesso articolo 7, che introduce un sistema di tassazione progressivo basato sul numero di immobili affittati, distinguendo chiaramente tra locazioni occasionali e attività d’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1646" data-end="1928">L’intento del legislatore è chiaro: limitare l’utilizzo della cedolare secca da parte di chi opera nel settore in modo sistematico e professionale, e al tempo stesso evitare penalizzazioni eccessive per chi mette in locazione solo una singola unità immobiliare a fini turistici.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="305"><strong>Cedolare secca</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="307" data-end="580">Prima di analizzare le modifiche proposte per il 2026, è utile riepilogare brevemente le <strong data-start="396" data-end="436">regole generali della cedolare secca</strong>, un regime fiscale facoltativo pensato per semplificare e alleggerire il carico fiscale sui redditi derivanti dagli immobili dati in locazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="582" data-end="1008">La cedolare secca si configura come una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali (regionale e comunale), applicabile alla parte di reddito derivante dalla locazione. Aderendo a questo regime, il contribuente beneficia inoltre dell’esonero dal pagamento dell’imposta di registro e di bollo che normalmente sarebbero dovute per la registrazione, la risoluzione o la proroga del contratto di locazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1010" data-end="1305">Tuttavia, tale agevolazione comporta alcune rinunce. In particolare, non è possibile chiedere aggiornamenti del canone di locazione, nemmeno se previsti contrattualmente. Questo include anche l’adeguamento annuale all’indice ISTAT, una voce spesso presente nei contratti standard di affitto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1307" data-end="1641">L’opzione per la cedolare secca può essere esercitata al momento della registrazione del contratto, ma anche negli anni successivi, in caso di contratti pluriennali. Se l’opzione non viene esercitata fin dall’inizio, la registrazione segue il regime ordinario e le imposte già versate (registro e bollo) non sono rimborsabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1643" data-end="1949">In sintesi, la cedolare secca rappresenta una forma di tassazione più snella e conveniente, soprattutto per i piccoli locatori. Tuttavia, con la Legge di Bilancio 2026, il suo impiego rischia di essere fortemente ridimensionato, soprattutto per chi possiede più immobili destinati alla locazione breve.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1643" data-end="1949"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34031 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="239" data-end="320"><strong>Nuove aliquote </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="322" data-end="797">Alla bozza iniziale della Legge di Bilancio 2026, che prevedeva un aumento generalizzato al 26% per tutti gli affitti brevi, è stato proposto un <strong data-start="467" data-end="493">emendamento correttivo</strong> volto a introdurre una <strong data-start="517" data-end="556">tassazione differenziata e più equa</strong>, in base al numero di immobili locati dal contribuente. L’obiettivo è quello di evitare di penalizzare chi affitta <strong data-start="672" data-end="712">una sola abitazione a fini turistici</strong>, distinguendolo da chi esercita un’attività con caratteristiche più imprenditoriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="799" data-end="956">Secondo il nuovo testo emendativo dell’articolo 7, i redditi da contratti di locazione breve saranno tassati con <strong data-start="912" data-end="936">aliquote progressive</strong>, nel seguente modo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="958" data-end="1258">
<li data-start="958" data-end="1109">
<p data-start="960" data-end="1109"><strong data-start="960" data-end="967">21%</strong> per i redditi derivanti dalla locazione di <strong data-start="1011" data-end="1041">una sola unità immobiliare</strong>, individuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi;</p>
</li>
<li data-start="1110" data-end="1184">
<p data-start="1112" data-end="1184"><strong data-start="1112" data-end="1119">26%</strong> per la <strong data-start="1127" data-end="1156">seconda unità immobiliare</strong> destinata ad affitti brevi;</p>
</li>
<li data-start="1185" data-end="1258">
<p data-start="1187" data-end="1258"><strong data-start="1187" data-end="1194">30%</strong> per la <strong data-start="1202" data-end="1238">terza e quarta unità immobiliare</strong> oltre alla seconda.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1260" data-end="1503">A partire dalla <strong data-start="1276" data-end="1298">terza unità in poi</strong>, inoltre, l’attività sarà considerata di tipo <strong data-start="1345" data-end="1378">industriale o imprenditoriale</strong>, comportando l’<strong data-start="1394" data-end="1435">obbligo di apertura della partita IVA</strong> e l’applicazione della disciplina fiscale ordinaria per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1505" data-end="1851">Questa proposta sembra aver trovato un ampio consenso politico, anche grazie all’intervento del Governo che, tramite una nota ministeriale, ha confermato l’intenzione di <strong data-start="1675" data-end="1720">non penalizzare chi affitta una sola casa</strong>. Infatti, si legge: <em data-start="1741" data-end="1851">“Siamo tutti d’accordo sulla necessità di cancellare l’aumento dal 21 al 26% per chi affitta una sola casa.”</em></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1853" data-end="2080">Se approvato, l’emendamento rappresenterebbe un compromesso tra esigenze fiscali e tutela dei piccoli proprietari, mantenendo l’agevolazione più bassa solo per chi affitta in modo saltuario e senza finalità imprenditoriali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="319"><strong>Affitti brevi 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="321" data-end="737">Le modifiche previste dalla Legge di Bilancio 2026 avranno un impatto rilevante su migliaia di contribuenti che fino a oggi hanno scelto di affittare in modo occasionale uno o più immobili con finalità turistiche. Con l’introduzione delle <strong data-start="560" data-end="603">aliquote progressive del 21%, 26% e 30%</strong>, la <strong data-start="608" data-end="655">convenienza della cedolare secca si ridurrà</strong> sensibilmente per chi possiede più di un’abitazione destinata agli affitti brevi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="739" data-end="1208">Chi dispone di <strong data-start="754" data-end="771">una sola casa</strong> continuerà a beneficiare della tassazione agevolata al 21%, mentre per i <strong data-start="845" data-end="865">multiproprietari</strong>sarà essenziale <strong data-start="882" data-end="946">valutare attentamente la sostenibilità fiscale dell’attività</strong>. In particolare, chi arriverà a gestire tre o più unità immobiliari dovrà <strong data-start="1021" data-end="1043">aprire partita IVA</strong>, affrontando obblighi contabili più complessi (fatturazione elettronica, liquidazioni IVA, tenuta registri) e rientrando nel regime fiscale ordinario delle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1210" data-end="1276">Per chi si troverà in questa situazione, sarà strategico valutare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1277" data-end="1598">
<li data-start="1277" data-end="1340">
<p data-start="1279" data-end="1340">Il regime fiscale più adatto tra forfettario e ordinario;</p>
</li>
<li data-start="1341" data-end="1468">
<p data-start="1343" data-end="1468">La possibilità di trasformare l’attività in impresa familiare o costituire una società per ottimizzare il carico fiscale;</p>
</li>
<li data-start="1469" data-end="1598">
<p data-start="1471" data-end="1598">L’opportunità di affidarsi a property manager o intermediari che possano gestire l’attività nel rispetto delle nuove norme.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1600" data-end="1798">È inoltre consigliabile, già dal 2025, monitorare attentamente la propria posizione fiscale, simulando diversi scenari per capire quale sarà l’incidenza delle nuove aliquote sul proprio reddito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1800" data-end="2072">Infine, ricordiamo che le novità impatteranno anche sugli intermediari e portali telematici, che dovranno applicare la ritenuta al 26% come acconto in caso di mancata opzione per la cedolare secca, un ulteriore elemento da considerare nella pianificazione fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="210" data-end="298"><strong>Rischi da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="300" data-end="698">Uno degli aspetti più delicati della normativa sugli affitti brevi è il <strong data-start="372" data-end="435">confine tra attività occasionale e attività imprenditoriale</strong>. Le nuove regole introdotte dalla bozza della Legge di Bilancio 2026, in particolare con la tassazione al 30% dalla <strong data-start="552" data-end="579">terza unità immobiliare</strong> e l’obbligo di <strong data-start="595" data-end="610">partita IVA</strong>, mirano a chiarire questo confine, ma anche ad aumentare i controlli per evitare abusi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="700" data-end="1043">Fino a oggi, molti contribuenti sono riusciti a operare <strong data-start="756" data-end="777">senza partita IVA</strong> anche con più immobili in affitto, appellandosi al concetto di attività non abituale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="700" data-end="1043">Tuttavia, con l’introduzione del nuovo regime, sarà molto più facile per l’Agenzia delle Entrate qualificare l’attività come <strong data-start="989" data-end="1022">commerciale o imprenditoriale</strong>, soprattutto quando si:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1044" data-end="1284">
<li data-start="1044" data-end="1077">
<p data-start="1046" data-end="1077">gestiscono più immobili;</p>
</li>
<li data-start="1078" data-end="1141">
<p data-start="1080" data-end="1141">utilizzano portali online o agenzie per la promozione;</p>
</li>
<li data-start="1142" data-end="1221">
<p data-start="1144" data-end="1221">offrono servizi accessori come pulizia, check-in/check-out o noleggio;</p>
</li>
<li data-start="1222" data-end="1284">
<p data-start="1224" data-end="1284">svolge l’attività in modo continuativo e organizzato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1286" data-end="1576">In questi casi, anche in assenza di apertura formale della partita IVA, il contribuente può essere sottoposto a verifiche fiscali e, se l’attività viene qualificata come impresa, può incorrere in accertamenti, sanzioni e recupero delle imposte non versate, oltre agli interessi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1578" data-end="1946">Per evitare problemi, è importante conoscere le soglie di legge e la giurisprudenza, che sempre più spesso conferma la linea dell’Agenzia delle Entrate: la sistematicità e l’organizzazione dell’attività contano più del numero degli immobili. Da qui l’importanza di un corretto inquadramento fiscale già nel 2025, per arrivare preparati ai cambiamenti del 2026.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1578" data-end="1946"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34030 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="271" data-end="361"><strong>Cedolare secca o partita IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="761">Con le nuove soglie introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, sarà sempre più frequente che i proprietari si trovino di fronte a una scelta obbligata: <strong data-start="513" data-end="549">continuare con la cedolare secca</strong> (possibilmente solo per un immobile) o <strong data-start="589" data-end="653">passare a un regime d’impresa con apertura della partita IVA</strong>. La decisione non è solo fiscale, ma anche strategica, e può avere conseguenze rilevanti sul lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="763" data-end="1217">Il <strong data-start="766" data-end="797">regime della cedolare secca</strong>, con aliquota al 21% per il primo immobile (26% per il secondo e 30% dalla terza unità in poi), è certamente <strong data-start="907" data-end="934">più semplice da gestire</strong>: non richiede obblighi contabili, niente fatturazione elettronica, e soprattutto esonera dal pagamento di IRPEF ordinaria, addizionali, imposta di registro e di bollo. Tuttavia, diventa <strong data-start="1121" data-end="1147">molto meno conveniente</strong> man mano che aumentano gli immobili o l’organizzazione dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1219" data-end="1704">Dall’altra parte, aprire <strong data-start="1244" data-end="1259">partita IVA</strong> comporta l’assoggettamento al regime ordinario o al <strong data-start="1312" data-end="1334">regime forfettario</strong> (se ne sussistono i requisiti), ma offre anche <strong data-start="1382" data-end="1440">maggiori strumenti di deduzione e detrazione dei costi</strong> (utenze, manutenzioni, servizi di pulizia, commissioni agenziali, spese pubblicitarie, ecc.). Questo può essere vantaggioso soprattutto per chi ha <strong data-start="1588" data-end="1608">spese importanti</strong> legate alla gestione degli immobili e punta a <strong data-start="1655" data-end="1703">strutturare l’attività in modo professionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1962">Inoltre, con la partita IVA è possibile <strong data-start="1746" data-end="1775">offrire servizi accessori</strong>, gestire più immobili legalmente e aumentare la propria presenza online attraverso OTA (Online Travel Agencies) come Airbnb e Booking, senza il rischio di essere contestati come evasori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1964" data-end="2163">Il consiglio, in vista del 2026, è di <strong data-start="2002" data-end="2030">analizzare caso per caso</strong>, simulare il carico fiscale totale nei due regimi e affidarsi a un consulente per trovare la soluzione più efficiente e sostenibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="223" data-end="297"><strong>Intermediari e portali digitali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="713">Oltre ai proprietari di immobili, le <strong data-start="336" data-end="397">nuove disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2026</strong> coinvolgeranno in modo diretto anche gli <strong data-start="439" data-end="486">intermediari immobiliari e i portali online</strong> che operano nel settore delle locazioni brevi. Le piattaforme digitali che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di alloggi turistici, infatti, saranno chiamate a svolgere un <strong data-start="668" data-end="692">ruolo fiscale attivo</strong> ancora più incisivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="715" data-end="1105">In base alla bozza della norma, i soggetti che intervengono <strong data-start="775" data-end="820">nella riscossione dei canoni di locazione</strong> dovranno applicare una <strong data-start="844" data-end="874">ritenuta d’acconto del 26%</strong> sull’importo versato al locatore, <strong data-start="909" data-end="989">in linea con l’aliquota della cedolare secca prevista per la locazione breve</strong>. Attualmente, questa ritenuta è del 21%, ma il DDL prevede l’adeguamento automatico al nuovo livello di tassazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1107" data-end="1524">La ritenuta sarà effettuata <strong data-start="1135" data-end="1188">anche in assenza di opzione per la cedolare secca</strong>, e rappresenterà in tal caso un <strong data-start="1221" data-end="1238">acconto IRPEF</strong>. Questo comporta un <strong data-start="1259" data-end="1306">ulteriore aggravio gestionale per i portali</strong>, che dovranno aggiornare i propri sistemi informatici e fiscali per garantire il corretto versamento delle imposte, il rilascio delle certificazioni ai locatori e l’invio delle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1526" data-end="1940">Le piattaforme, inoltre, potranno essere <strong data-start="1567" data-end="1591">soggette a controlli</strong> più stringenti, con responsabilità dirette in caso di errori, omissioni o mancata trasparenza nei flussi di pagamento. L’inasprimento delle regole rappresenta una <strong data-start="1755" data-end="1839">risposta del legislatore al crescente utilizzo delle locazioni turistiche online</strong>, con l’obiettivo di ridurre l’evasione e garantire equità fiscale tra operatori professionali e non.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1942" data-end="2144">In questo nuovo contesto, sarà fondamentale che anche <strong data-start="1996" data-end="2061">i proprietari che utilizzano portali digitali siano informati</strong> sul funzionamento delle ritenute e sul corretto trattamento dei redditi percepiti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="272" data-end="349"><strong>Coperture finanziarie e incognite politiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="798">Nonostante il testo emendativo dell’articolo 7 abbia trovato un ampio consenso tecnico e politico, rimangono ancora alcune incognite legate alle coperture finanziarie necessarie per sostenere la riforma della cedolare secca. In particolare, il ritorno all’aliquota del 21% per la prima unità immobiliare rappresenta, per lo Stato, un mancato introito fiscale rispetto all’aumento generalizzato al 26% previsto inizialmente nella bozza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="1131">Nel corso del vertice sulla Manovra 2026, i rappresentanti del Governo hanno confermato l’intenzione di non penalizzare chi affitta una sola casa, ma allo stesso tempo hanno sottolineato come le coperture per questa agevolazione restino un punto critico. Il Ministero dell’Economia sta lavorando a diverse ipotesi, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1132" data-end="1406">
<li data-start="1132" data-end="1221">
<p data-start="1134" data-end="1221">Un maggiore gettito derivante dall’emersione dell’attività imprenditoriale occulta;</p>
</li>
<li data-start="1222" data-end="1291">
<p data-start="1224" data-end="1291">Una stretta sui controlli e sull’attività dei portali digitali;</p>
</li>
<li data-start="1292" data-end="1406">
<p data-start="1294" data-end="1406">L’introduzione di tetti massimi per il beneficio della cedolare secca nei Comuni ad alta tensione abitativa.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1408" data-end="1925">Finché non verrà approvato il testo definitivo, il rischio è che <strong data-start="1473" data-end="1522">l’accordo politico raggiunto venga rimodulato</strong>, o che vengano introdotti <strong data-start="1549" data-end="1605">criteri ulteriori per l’accesso all’aliquota del 21%</strong>, come limiti reddituali, geografici o temporali. Inoltre, le pressioni da parte delle <strong data-start="1692" data-end="1730">associazioni del settore turistico</strong> e dei <strong data-start="1737" data-end="1747">Comuni</strong>, che chiedono una regolamentazione più stringente degli affitti brevi per tutelare il mercato della locazione residenziale, potrebbero influenzare la stesura finale della norma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1927" data-end="2157">Per questo motivo è fondamentale monitorare l’iter parlamentare della Legge di Bilancio 2026 e valutare già da ora strategie alternative per proteggere la propria posizione fiscale, in caso di modifiche dell’ultimo minuto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="180" data-end="259"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="261" data-end="636">Le modifiche introdotte dal DDL di Bilancio 2026 segnano un <strong data-start="321" data-end="390">cambio di paradigma nella fiscalità degli affitti brevi in Italia</strong>. L’epoca della cedolare secca al 21% indistintamente per tutti sembra avviarsi verso una fine, lasciando spazio a un sistema più articolato e selettivo, con <strong data-start="548" data-end="572">aliquote progressive</strong> che riflettono il grado di professionalizzazione dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="638" data-end="717">Se l’emendamento verrà approvato così com’è, il nuovo quadro normativo prevede:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="718" data-end="934">
<li data-start="718" data-end="794">
<p data-start="720" data-end="794"><strong data-start="720" data-end="745">Cedolare secca al 21%</strong> per un solo immobile destinato ad affitti brevi;</p>
</li>
<li data-start="795" data-end="841">
<p data-start="797" data-end="841"><strong data-start="797" data-end="816">Aliquota al 26%</strong> per il secondo immobile;</p>
</li>
<li data-start="842" data-end="934">
<p data-start="844" data-end="934"><strong data-start="844" data-end="865">Tassazione al 30%</strong> dalla terza unità in poi, con obbligo di apertura della partita IVA.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="936" data-end="1226">L’intento del legislatore è duplice: da un lato tutelare il gettito fiscale, dall’altro disincentivare la speculazione immobiliare nei centri urbani e turistici, dove gli affitti brevi hanno contribuito all’aumento dei canoni a lungo termine e alla carenza di alloggi per residenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1228" data-end="1381">Per i proprietari, il 2025 sarà un anno cruciale per ripensare la propria strategia fiscale e immobiliare. È consigliabile analizzare con attenzione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1382" data-end="1568">
<li data-start="1382" data-end="1419">
<p data-start="1384" data-end="1419">La redditività reale dell’attività;</p>
</li>
<li data-start="1420" data-end="1474">
<p data-start="1422" data-end="1474">I costi di gestione e i margini di risparmio legale;</p>
</li>
<li data-start="1475" data-end="1568">
<p data-start="1477" data-end="1568">L’eventuale convenienza di aprire una partita IVA, magari scegliendo il regime forfettario.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1570" data-end="1816">In ogni caso, la pianificazione fiscale preventiva sarà essenziale per evitare errori, accertamenti o aggravi imprevisti. Rivolgersi a un professionista può fare la differenza tra un’attività redditizia e un’attività fiscalmente penalizzante.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuova-tassazione-regole-e-obblighi-fiscali/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuova tassazione, regole e obblighi fiscali</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuova-tassazione-regole-e-obblighi-fiscali/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuova tassazione, regole e obblighi fiscali</a> was first posted on Dicembre 2, 2025 at 1:30 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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