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	<title>suffisso iva ex - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>suffisso iva ex - Commercialista.it</title>
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		<title>Franchigia IVA transfrontaliera 2025: come funziona il regime EX per le piccole imprese italiane in UE</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Franchigia-IVA-transfrontaliera-2025-come-funziona-il-regime-EX-per-le-piccole-imprese-italiane-in-UE/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 13:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° gennaio 2025 è entrato ufficialmente in vigore una delle novità fiscali più attese per le microimprese europee: la franchigia IVA transfrontaliera, un regime pensato per semplificare la vita alle piccole imprese che operano oltre confine nell’Unione Europea. La misura, prevista dalla Direttiva (UE) 2020/285, rappresenta una vera svolta nel panorama fiscale comunitario, introducendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="334" data-end="888">Dal 1° gennaio 2025 è entrato ufficialmente in vigore una delle novità fiscali più attese per le microimprese europee: la <strong data-start="452" data-end="487">franchigia IVA transfrontaliera</strong>, un regime pensato per semplificare la vita alle <strong data-start="537" data-end="556">piccole imprese</strong> che operano <strong data-start="569" data-end="586">oltre confine</strong> nell’Unione Europea. La misura, prevista dalla Direttiva (UE) 2020/285, rappresenta una vera svolta nel panorama fiscale comunitario, introducendo per la prima volta la possibilità di beneficiare dell&#8217;esenzione IVA anche in uno Stato membro diverso da quello di stabilimento, entro limiti ben precisi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="890" data-end="1400">L’Agenzia delle Entrate italiana ha recentemente pubblicato una serie di <strong data-start="963" data-end="988">chiarimenti ufficiali</strong> con la <strong data-start="996" data-end="1038">circolare n. 32/E del 27 dicembre 2023</strong>, che spiegano come applicare concretamente il nuovo regime “cross-border” e quali siano gli <strong data-start="1131" data-end="1156">adempimenti necessari</strong> per accedervi. Tra soglie da rispettare, comunicazioni preventive e identificazione con il nuovo suffisso “EX”, la normativa europea apre opportunità interessanti ma impone anche una rigorosa osservanza di regole per evitare errori e sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1402" data-end="1887">In questo articolo ti guideremo passo dopo passo alla scoperta della franchigia IVA transfrontaliera, illustrando chi può beneficiarne, quali sono le soglie da rispettare (85.000 euro in Italia e 100.000 euro negli altri Paesi UE), come funziona il meccanismo di comunicazione preventiva, e quali sono gli adempimenti trimestrali richiesti. Un approfondimento completo, utile per risparmiare legalmente sulle tasse e sfruttare al meglio il nuovo regime europeo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="210" data-end="288"><strong data-start="213" data-end="288">Come funziona la franchigia </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="290" data-end="764">Il nuovo <strong data-start="299" data-end="344">regime transfrontaliero di franchigia IVA</strong> rappresenta un’evoluzione del regime nazionale di esenzione già previsto per le piccole imprese, estendendolo a livello europeo. La sua logica di base è semplice ma rigorosa: le imprese che rientrano nei requisiti possono <strong data-start="567" data-end="591">non addebitare l’IVA</strong> sulle operazioni effettuate in altri Stati membri, a patto che non superino determinate <strong data-start="680" data-end="703">soglie di fatturato</strong> e che rispettino le <strong data-start="724" data-end="747">condizioni previste</strong> dalla normativa.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="766" data-end="816">Cosa succede alle operazioni attive e passive?</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="818" data-end="1465">
<li data-start="818" data-end="1119">
<p data-start="820" data-end="1119"><strong data-start="820" data-end="841">Operazioni attive</strong>: le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in un altro Stato UE, dove si applica la franchigia, <strong data-start="955" data-end="986">non sono assoggettate a IVA</strong>. L’impresa, quindi, emette fattura senza applicare l’imposta, godendo di un vantaggio in termini di semplificazione e competitività.</p>
</li>
<li data-start="1123" data-end="1465">
<p data-start="1125" data-end="1465"><strong data-start="1125" data-end="1147">Operazioni passive</strong>: l’impresa <strong data-start="1159" data-end="1202">non ha diritto alla detrazione dell’IVA</strong> sugli acquisti correlati alle operazioni esenti. Tuttavia, per alcune tipologie di acquisti (come quelli intracomunitari o soggetti a reverse charge), restano gli <strong data-start="1366" data-end="1391">obblighi IVA ordinari</strong>, compresa l’eventuale identificazione IVA nello Stato membro interessato.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1467" data-end="1514">Attenzione: non si può “spezzare” il regime</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1516" data-end="1939">L’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> ha chiarito che <strong data-start="1556" data-end="1646">non è possibile adottare contemporaneamente il regime di franchigia e quello ordinario</strong> nello stesso Stato UE: la scelta deve essere univoca per ciascun Paese. Tuttavia, l’impresa può <strong data-start="1743" data-end="1768">scegliere liberamente</strong> in quali Stati membri avvalersi della franchigia e in quali mantenere il regime ordinario. Questa flessibilità permette una pianificazione strategica e fiscale su misura.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="253" data-end="351"><strong data-start="256" data-end="351">Soglie e requisiti </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="593">Per beneficiare della franchigia IVA transfrontaliera, le imprese devono rispettare due soglie fondamentali, una a livello europeo complessivo e una specifica per ciascun Stato membro in cui si intende applicare l’esenzione.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="595" data-end="627">Le due soglie da rispettare:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="629" data-end="1025">
<li data-start="629" data-end="798">
<p data-start="632" data-end="798"><strong data-start="632" data-end="645">Soglia UE</strong>: non bisogna superare i <strong data-start="670" data-end="686">100.000 euro</strong> annui di volume d’affari generato complessivamente nell’intera <strong data-start="750" data-end="768">Unione europea</strong>, calcolato al netto dell’IVA.</p>
</li>
<li data-start="799" data-end="1025">
<p data-start="802" data-end="1025"><strong data-start="802" data-end="822">Soglia nazionale</strong>: ogni Stato può fissare un proprio limite interno (fino a un massimo di 85.000 euro). <strong data-start="909" data-end="922">In Italia</strong> il limite è fissato proprio a <strong data-start="953" data-end="968">85.000 euro</strong>, in linea con la soglia prevista dal regime forfettario.</p>
</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1027" data-end="1047">Chi può aderire?</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1049" data-end="1375">Il regime è riservato esclusivamente a <strong data-start="1088" data-end="1118">soggetti stabiliti nell’UE</strong>. Le <strong data-start="1123" data-end="1143">imprese extra-UE</strong>, anche se operano tramite <strong data-start="1170" data-end="1196">stabili organizzazioni</strong> nel territorio comunitario, <strong data-start="1225" data-end="1249">non possono accedere</strong> alla franchigia. La definizione di “stabilimento” fa riferimento ai criteri armonizzati previsti dalla normativa IVA europea.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1377" data-end="1416">Come si calcola il volume d’affari?</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1418" data-end="1575">La circolare dell’Agenzia delle Entrate sottolinea l’importanza del corretto calcolo del volume d’affari per ciascuno Stato membro. Nel conteggio concorrono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1577" data-end="1735">
<li data-start="1577" data-end="1628">
<p data-start="1579" data-end="1628">Cessioni e servizi imponibili realizzati nell’UE;</p>
</li>
<li data-start="1629" data-end="1672">
<p data-start="1631" data-end="1672">Esportazioni e cessioni intracomunitarie;</p>
</li>
<li data-start="1673" data-end="1735">
<p data-start="1675" data-end="1735">Operazioni imputabili territorialmente a ogni singolo Stato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1737" data-end="1933"><strong data-start="1737" data-end="1760">Esclusi dal calcolo</strong>: cessioni di beni strumentali (materiali o immateriali) e alcune operazioni esenti ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72, salvo che siano accessorie a operazioni imponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1935" data-end="2189">Anche le vendite a distanza sono da considerare con attenzione: se non superano i 10.000 euro e non vi è opzione per l’imposizione nello Stato di destinazione, rientrano nel volume d’affari italiano; altrimenti, vanno attribuite al Paese di destinazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1402" data-end="1887"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34020 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/woman-doing-accounting.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="260" data-end="357"><strong data-start="263" data-end="357">Come accedere alla franchigia estera</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="744">Le <strong data-start="362" data-end="382">imprese italiane</strong> che desiderano beneficiare del <strong data-start="414" data-end="442">regime di franchigia IVA</strong> in altri <strong data-start="452" data-end="476">Stati membri dell’UE</strong> devono seguire una <strong data-start="496" data-end="530">procedura formale ben definita</strong>, disciplinata dalla <strong data-start="551" data-end="596">Circolare 32/E dell’Agenzia delle Entrate</strong>. Il processo, strutturato ma digitalizzato, ha lo scopo di garantire un controllo efficace sulle soglie e sull’effettiva idoneità del contribuente.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="746" data-end="800">Comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="802" data-end="1016">Il primo passo è l’<strong data-start="821" data-end="862">invio di una comunicazione preventiva</strong> all’Agenzia delle Entrate, in cui si dichiara l’intenzione di avvalersi del regime di franchigia in uno o più Paesi UE. L’Agenzia, ricevuta la richiesta:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1018" data-end="1378">
<li data-start="1018" data-end="1119">
<p data-start="1020" data-end="1119">ha <strong data-start="1023" data-end="1047">15 giorni lavorativi</strong> per trasmettere la comunicazione agli <strong data-start="1086" data-end="1118">Stati di esenzione richiesti</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1120" data-end="1378">
<p data-start="1122" data-end="1378">entro <strong data-start="1128" data-end="1168">35 giorni lavorativi dalla ricezione</strong> della domanda, in caso di esito positivo, <strong data-start="1211" data-end="1262">assegna un identificativo IVA con suffisso “EX”</strong>. Questo suffisso viene aggiunto alla partita IVA italiana per contrassegnare l’adesione al regime transfrontaliero.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1380" data-end="1407">Requisiti da rispettare</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1409" data-end="1456">Per ottenere l’“EX”, l’impresa deve dimostrare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1458" data-end="1660">
<li data-start="1458" data-end="1591">
<p data-start="1460" data-end="1591">il <strong data-start="1463" data-end="1508">rispetto della soglia UE dei 100.000 euro</strong>, sia nell’anno precedente sia in quello in corso (fino alla data della richiesta);</p>
</li>
<li data-start="1592" data-end="1660">
<p data-start="1594" data-end="1660">la conformità alle <strong data-start="1613" data-end="1659">soglie e condizioni del Paese di esenzione</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1662" data-end="1945">Un elemento interessante chiarito dalla circolare è che <strong data-start="1718" data-end="1785">possono accedere al regime anche i soggetti in regime ordinario</strong>, quindi non solo i forfettari. Ciò include <strong data-start="1829" data-end="1864">società, enti e persone fisiche</strong> che soddisfano le condizioni, purché lo Stato estero consenta questa estensione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="255" data-end="349"><strong data-start="258" data-end="349">Comunicazioni trimestrali obbligatorie</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="623">Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo regime IVA transfrontaliero per piccole imprese è l’obbligo di inviare una <strong data-start="468" data-end="523">comunicazione trimestrale all’Agenzia delle Entrate</strong>, anche nel caso in cui <strong data-start="547" data-end="588">non siano state effettuate operazioni</strong>durante il periodo di riferimento.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="625" data-end="645">Chi è obbligato?</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="647" data-end="780">Tutti i soggetti <strong data-start="664" data-end="687">stabiliti in Italia</strong> e ammessi al regime “EX” devono trasmettere una <strong data-start="736" data-end="767">comunicazione riepilogativa</strong> che includa:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="782" data-end="1005">
<li data-start="782" data-end="836">
<p data-start="784" data-end="836">il <strong data-start="787" data-end="835">valore delle operazioni effettuate in Italia</strong>;</p>
</li>
<li data-start="837" data-end="1005">
<p data-start="839" data-end="1005">il <strong data-start="842" data-end="910">valore delle operazioni effettuate in ciascun altro Stato membro</strong>, indipendentemente dal fatto che vi si applichi il regime di franchigia o il regime ordinario.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1007" data-end="1030">Quando si presenta?</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1032" data-end="1222">La comunicazione va inviata <strong data-start="1060" data-end="1079">telematicamente</strong>, tramite l’apposito modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate, <strong data-start="1148" data-end="1221">entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1032" data-end="1222"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34215 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932.png" alt="" width="1814" height="470" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932.png 1814w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-300x78.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-1024x265.png 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-768x199.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-1536x398.png 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-1621x420.png 1621w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-150x39.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-600x155.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-696x180.png 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-19-alle-141932-1068x277.png 1068w" sizes="(max-width: 1814px) 100vw, 1814px" /></p>
<p style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []">Importante: la scadenza non slitta se cade di sabato o in un giorno festivo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1548" data-end="1590">Sanzioni in caso di omissione o errori</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1592" data-end="1877">La mancata trasmissione o l’invio con dati errati/incompleti è punita secondo l’<strong data-start="1672" data-end="1723">art. 11, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 471/1997</strong>. Le <strong data-start="1728" data-end="1766">sanzioni vanno da 250 a 2.000 euro</strong>. La Circolare anticipa che, dal 2026, queste disposizioni saranno <strong data-start="1833" data-end="1876">trasfuse nel Testo Unico delle Sanzioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1879" data-end="2068">Anche una comunicazione “a zero”, se omessa, può comportare sanzioni: si consiglia quindi <strong data-start="1969" data-end="2007">massima attenzione all’adempimento</strong>, che rappresenta uno degli obblighi chiave del nuovo regime.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1879" data-end="2068"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34022 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="423" data-end="514"><strong data-start="426" data-end="514">Risparmio fiscale e semplificazioni operative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="516" data-end="874">Il nuovo regime di <strong data-start="535" data-end="570">franchigia IVA transfrontaliera</strong>, se ben applicato, offre una serie di <strong data-start="609" data-end="655">vantaggi strategici per le piccole imprese</strong> italiane che operano o desiderano espandersi in altri Paesi dell’Unione Europea. Oltre alla logica armonizzata, la misura risponde concretamente alle esigenze di semplificazione, competitività e contenimento dei costi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="876" data-end="908">1. Nessuna IVA da addebitare</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="910" data-end="1244">Il vantaggio più evidente è la possibilità di <strong data-start="956" data-end="1014">non addebitare l’IVA sulle fatture emesse nei Paesi UE</strong> dove si è ottenuto il riconoscimento del regime EX. Questo comporta un <strong data-start="1086" data-end="1119">prezzo finale più competitivo</strong>, specialmente in mercati dove l’IVA è elevata, e rappresenta un punto di forza importante per microimprese e professionisti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1246" data-end="1293">2. Maggiore flessibilità nei mercati esteri</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1646">Grazie alla <strong data-start="1307" data-end="1377">possibilità di scegliere in quali Stati UE applicare la franchigia</strong>, le imprese italiane possono adattare la loro strategia fiscale in base alle condizioni di mercato. Ad esempio, si può decidere di utilizzare il regime in Francia e Germania ma restare nel regime ordinario in Austria, in base alle soglie o alla tipologia di clientela.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1648" data-end="1680">3. Semplificazione contabile</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1682" data-end="1945">L’assenza di IVA nelle operazioni attive comporta una <strong data-start="1736" data-end="1783">semplificazione degli adempimenti contabili</strong>, riducendo le registrazioni IVA e le relative liquidazioni nei Paesi esteri. Pur restando alcuni obblighi, il carico amministrativo si alleggerisce notevolmente.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1947" data-end="2004">4. Un’opportunità anche per chi è in regime ordinario</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2006" data-end="2275">Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, <strong data-start="2051" data-end="2102">non sono esclusi i soggetti in regime ordinario</strong>: anche chi è fuori dal forfettario può richiedere la franchigia in altri Paesi, aumentando così la platea dei beneficiari e le possibilità di ottimizzazione fiscale legale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="377" data-end="462"><strong data-start="380" data-end="462">Le criticità del regime</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="464" data-end="756">Nonostante i vantaggi evidenti, il regime di <strong data-start="509" data-end="544">franchigia IVA transfrontaliera</strong> presenta alcune <strong data-start="561" data-end="594">criticità operative e fiscali</strong>che non vanno sottovalutate. Una gestione disattenta può infatti portare a <strong data-start="670" data-end="712">sanzioni, perdita del regime agevolato</strong> e obblighi retroattivi di regolarizzazione.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="758" data-end="826">1. Superamento della soglia UE: rischio automatico di esclusione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="828" data-end="1157">Il principale punto di attenzione è il <strong data-start="867" data-end="918">monitoraggio del volume d’affari complessivo UE</strong>. Il superamento della soglia dei <strong data-start="952" data-end="974">100.000 euro annui</strong>, anche solo per pochi euro, <strong data-start="1003" data-end="1034">fa decadere l’intero regime</strong>, con conseguente necessità di <strong data-start="1065" data-end="1103">regolarizzare l’IVA non addebitata</strong> nei vari Stati membri in cui si operava in esenzione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1159" data-end="1318">Il rischio è amplificato dal fatto che la soglia deve essere rispettata <strong data-start="1231" data-end="1282">sia nell’anno precedente che nell’anno in corso</strong> fino alla data della comunicazione.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1320" data-end="1369">2. Obblighi IVA “residui” anche in franchigia</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1371" data-end="1514">Anche se le operazioni attive sono esenti, il regime <strong data-start="1424" data-end="1462">non elimina tutti gli obblighi IVA</strong>. Ad esempio, restano in vigore gli adempimenti per:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1516" data-end="1619">
<li data-start="1516" data-end="1543">
<p data-start="1518" data-end="1543">acquisti intracomunitari;</p>
</li>
<li data-start="1544" data-end="1561">
<p data-start="1546" data-end="1561">reverse charge;</p>
</li>
<li data-start="1562" data-end="1619">
<p data-start="1564" data-end="1619">registrazioni specifiche nel Paese estero, se previste.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1621" data-end="1771">In alcuni casi, può essere comunque necessaria <strong data-start="1668" data-end="1725">un’identificazione IVA nello Stato membro interessato</strong>, rendendo quindi meno “snella” l’operatività.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1773" data-end="1822">3. Sanzioni per comunicazioni errate o omesse</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1824" data-end="2083">Come visto, l’<strong data-start="1838" data-end="1874">omessa comunicazione trimestrale</strong>, anche a “zero”, comporta <strong data-start="1901" data-end="1928">sanzioni amministrative</strong> fino a 2.000 euro. È quindi essenziale impostare un controllo interno efficace e, dove possibile, <strong data-start="2027" data-end="2082">affidarsi a un consulente fiscale esperto in IVA UE</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="410"><strong data-start="331" data-end="410">Esempio pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="311" data-end="488">Vediamo un esempio concreto di <strong data-start="342" data-end="362">impresa italiana</strong> che ha utilizzato il regime di franchigia IVA transfrontaliera nel <strong data-start="430" data-end="438">2025</strong> e sta ora valutando <strong data-start="459" data-end="487">come proseguire nel 2026</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="490" data-end="514">Profilo dell’impresa</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="516" data-end="768">
<li data-start="516" data-end="537">
<p data-start="518" data-end="537"><strong data-start="518" data-end="526">Sede</strong>: Firenze</p>
</li>
<li data-start="538" data-end="601">
<p data-start="540" data-end="601"><strong data-start="540" data-end="551">Settore</strong>: servizi di traduzione e consulenza linguistica</p>
</li>
<li data-start="602" data-end="648">
<p data-start="604" data-end="648"><strong data-start="604" data-end="622">Regime fiscale</strong>: ordinario semplificato</p>
</li>
<li data-start="649" data-end="768">
<p data-start="651" data-end="672"><strong data-start="651" data-end="669">Fatturato 2024</strong>:</p>
<ul data-start="675" data-end="768">
<li data-start="675" data-end="695">
<p data-start="677" data-end="695">Italia: 72.000 €</p>
</li>
<li data-start="698" data-end="720">
<p data-start="700" data-end="720">Germania: 22.000 €</p>
</li>
<li data-start="723" data-end="742">
<p data-start="725" data-end="742">Belgio: 5.000 €</p>
</li>
<li data-start="745" data-end="768">
<p data-start="747" data-end="768">Totale UE: 99.000 €</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="770" data-end="795">Adesione al regime EX</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="797" data-end="975">All’inizio del 2025, l’impresa ha inviato la <strong data-start="842" data-end="870">comunicazione preventiva</strong> all’Agenzia delle Entrate per applicare la <strong data-start="914" data-end="944">franchigia IVA in Germania</strong>. I requisiti erano rispettati:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="977" data-end="1124">
<li data-start="977" data-end="1017">
<p data-start="979" data-end="1017">Soglia UE 2024 inferiore a 100.000 €</p>
</li>
<li data-start="1018" data-end="1082">
<p data-start="1020" data-end="1082">Soglia nazionale tedesca rispettata (entro il limite locale)</p>
</li>
<li data-start="1083" data-end="1124">
<p data-start="1085" data-end="1124">Attività conforme ai criteri del regime</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1126" data-end="1373">L’Agenzia delle Entrate ha accettato la richiesta e attribuito alla partita IVA dell’impresa il <strong data-start="1222" data-end="1239">suffisso “EX”</strong>, valido per la Germania. L’impresa ha così <strong data-start="1283" data-end="1335">fatturato nel 2025 ai clienti tedeschi senza IVA</strong>, godendo di un vantaggio competitivo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1375" data-end="1395">Adempimenti 2025</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1426">Durante l’anno, l’impresa ha:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1428" data-end="1640">
<li data-start="1428" data-end="1513">
<p data-start="1430" data-end="1513"><strong data-start="1430" data-end="1466">Monitorato il volume d’affari UE</strong>, che si prevede chiuderà intorno ai 98.000 €</p>
</li>
<li data-start="1514" data-end="1579">
<p data-start="1516" data-end="1579"><strong data-start="1516" data-end="1556">Inviato le comunicazioni trimestrali</strong> nei termini previsti</p>
</li>
<li data-start="1580" data-end="1640">
<p data-start="1582" data-end="1640">Mantenuto il regime EX attivo per tutta la durata del 2025</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1642" data-end="1669">Prospettiva per il 2026</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1961">A dicembre 2025, l’impresa sta valutando se <strong data-start="1715" data-end="1775">rinnovare l’applicazione del regime EX anche per il 2026</strong>, mantenendo la franchigia in Germania e forse estendendola al Belgio. Condizione necessaria: <strong data-start="1869" data-end="1909">non superare i 100.000 € UE nel 2025</strong>. Il monitoraggio di fine anno sarà quindi decisivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="389"><strong data-start="309" data-end="389">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="275" data-end="548">Con il <strong data-start="282" data-end="373">primo anno di applicazione del regime di franchigia IVA transfrontaliera ormai concluso</strong>, è il momento ideale per le piccole imprese italiane di fare un <strong data-start="438" data-end="481">bilancio dei vantaggi e delle criticità</strong> riscontrati e pianificare con maggiore consapevolezza il <strong data-start="539" data-end="547">2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="550" data-end="1025">Il <strong data-start="553" data-end="566">regime EX</strong>, pensato per favorire la competitività e semplificare gli adempimenti fiscali delle microimprese attive in ambito UE, si è rivelato uno strumento utile, ma <strong data-start="723" data-end="762">non privo di complessità gestionali</strong>. Le aziende che hanno saputo monitorare con precisione il proprio volume d’affari UE e rispettare puntualmente gli obblighi trimestrali, hanno potuto <strong data-start="913" data-end="964">beneficiare dell’esenzione IVA nei Paesi esteri</strong>, rafforzando la propria presenza nei mercati internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1027" data-end="1257">Chi invece ha incontrato difficoltà nella gestione dei dati, nella corretta imputazione delle operazioni o ha trascurato la comunicazione preventiva, potrebbe trovarsi ora nella necessità di <strong data-start="1218" data-end="1256">regolarizzare la propria posizione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1259" data-end="1706">Il consiglio, per il 2026, è quello di valutare l’adesione al regime EX come parte di una <strong data-start="1349" data-end="1380">strategia fiscale integrata</strong>, scegliendo con attenzione i Paesi in cui applicare la franchigia e affiancandosi a un <strong data-start="1468" data-end="1513">professionista esperto in IVA comunitaria</strong>. In questo modo, è possibile <strong data-start="1543" data-end="1578">massimizzare i benefici fiscali</strong> e al tempo stesso <strong data-start="1597" data-end="1617">evitare sanzioni</strong>, mantenendo sempre la piena conformità alle normative europee in continuo aggiornamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1708" data-end="1883">Il <strong data-start="1711" data-end="1724">regime EX</strong> non è solo una semplificazione, ma una <strong data-start="1764" data-end="1783">leva strategica</strong> per chi vuole <strong data-start="1798" data-end="1826">crescere oltre i confini</strong>, in modo <strong data-start="1836" data-end="1882">fiscalmente efficiente e legalmente solido</strong>.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Franchigia-IVA-transfrontaliera-2025-come-funziona-il-regime-EX-per-le-piccole-imprese-italiane-in-UE/">Franchigia IVA transfrontaliera 2025: come funziona il regime EX per le piccole imprese italiane in UE</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Franchigia-IVA-transfrontaliera-2025-come-funziona-il-regime-EX-per-le-piccole-imprese-italiane-in-UE/">Franchigia IVA transfrontaliera 2025: come funziona il regime EX per le piccole imprese italiane in UE</a> was first posted on Dicembre 19, 2025 at 2:37 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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