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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 Jan 2026 12:27:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 12:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 ha iniziato a circolare un emendamento che sta già facendo molto discutere: l’introduzione della cosiddetta “ritenuta universale” all’1% sui pagamenti tra imprese, anche in ambito B2B. Un provvedimento che, se approvato, introdurrebbe una nuova forma di ritenuta d’acconto obbligatoria su tutte le transazioni soggette a fattura elettronica tra [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/">Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</a> was first posted on Gennaio 5, 2026 at 1:29 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="613" data-end="1019">Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 ha iniziato a circolare un emendamento che sta già facendo molto discutere: l’introduzione della <strong data-start="751" data-end="794">cosiddetta “ritenuta universale” all’1%</strong> sui pagamenti tra imprese, anche in ambito B2B. Un provvedimento che, se approvato, introdurrebbe una <strong data-start="897" data-end="947">nuova forma di ritenuta d’acconto obbligatoria</strong> su tutte le transazioni soggette a fattura elettronica tra partite IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1021" data-end="1506">L’obiettivo dichiarato del Governo è <strong data-start="1058" data-end="1092">contrastare l’evasione fiscale</strong> in modo più capillare, attraverso un sistema automatico che permetta all’Agenzia delle Entrate di trattenere in tempo reale una percentuale su ogni pagamento tra soggetti IVA. Ma dietro questa misura si nasconde il rischio concreto di <strong data-start="1328" data-end="1369">peggiorare la liquidità delle imprese</strong>, in particolare quelle medio-piccole, che si troverebbero ad anticipare imposte su incassi ancora non consolidati o di entità marginale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1508" data-end="1881">Il provvedimento ha sollevato immediate critiche da parte delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che ne evidenziano <strong data-start="1647" data-end="1739">l’impatto negativo su flussi di cassa, semplificazione e correttezza del sistema fiscale</strong>. Ma soprattutto, sta sorgendo una domanda cruciale tra imprenditori e professionisti: <strong data-start="1826" data-end="1881">esistono strumenti legali per evitarla o mitigarla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1883" data-end="2103">In questo articolo analizziamo nel dettaglio cos’è la ritenuta universale all’1%, a chi si applica, quali sono i rischi reali per le imprese e quali possibili strategie di difesa fiscale è possibile adottare.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="330" data-end="434"><strong data-start="333" data-end="434">Come funziona la ritenuta universale all’1%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="436" data-end="976">La proposta della <strong data-start="454" data-end="485">ritenuta universale dell’1%</strong> inserita tra gli emendamenti alla <strong data-start="520" data-end="546">Legge di Bilancio 2026</strong> rappresenta, nei fatti, una <strong data-start="575" data-end="608">richiesta di anticipo fiscale</strong> alle imprese e ai professionisti. Secondo quanto dichiarato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, durante un webinar del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, la misura andrebbe intesa come “una sorta di scambio” rispetto a un altro intervento discusso in manovra: <strong data-start="891" data-end="975">il blocco totale delle compensazioni tra crediti e debiti fiscali e contributivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1376">La norma è ancora in bozza, ma prevede che <strong data-start="1021" data-end="1044">dal 1° gennaio 2029</strong> venga applicata una <strong data-start="1065" data-end="1095">ritenuta d’acconto dell’1%</strong> su tutte le <strong data-start="1108" data-end="1143">fatture emesse tra soggetti IVA</strong>, relative a <strong data-start="1156" data-end="1201">cessioni di beni e prestazioni di servizi</strong> in ambito B2B. In pratica, il soggetto committente (cioè chi paga) tratterrà <strong data-start="1279" data-end="1322">l’1% sull’imponibile, al netto dell’IVA</strong>, e sarà obbligato a versarlo direttamente all’Erario.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1419">Importante precisare che questa ritenuta:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1421" data-end="1733">
<li data-start="1421" data-end="1484">
<p data-start="1423" data-end="1484"><strong data-start="1423" data-end="1483">Non si applicherà alle partite IVA in regime forfettario</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1485" data-end="1624">
<p data-start="1487" data-end="1624">Saranno <strong data-start="1495" data-end="1508">esonerati</strong> anche i soggetti che aderiscono al <strong data-start="1544" data-end="1578">concordato preventivo biennale</strong> o al <strong data-start="1584" data-end="1623">regime di adempimento collaborativo</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1625" data-end="1733">
<p data-start="1627" data-end="1733">Sarà <strong data-start="1632" data-end="1732">limitata alle operazioni tra soggetti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1735" data-end="2097">Secondo la <strong data-start="1746" data-end="1783">relazione tecnica all’emendamento</strong>, l’obiettivo è duplice: <strong data-start="1808" data-end="1836">ridurre l’assessment gap</strong> (cioè l’evasione da omessa dichiarazione) e <strong data-start="1881" data-end="1912">contenere il collection gap</strong> (mancato versamento dell’imposta già dichiarata). Si punta così a un <strong data-start="1982" data-end="2015">prelievo anticipato e diffuso</strong>, automatizzato tramite fattura elettronica, per migliorare la compliance fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="408"><strong data-start="312" data-end="408">Criticità e rischi della ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="957">Se da un lato l’introduzione della <strong data-start="445" data-end="476">ritenuta universale dell’1%</strong> mira a migliorare l&#8217;efficacia della riscossione fiscale, dall’altro lato comporta <strong data-start="559" data-end="603">diversi problemi concreti per le imprese</strong>, specie le PMI e i professionisti in contabilità semplificata. Il primo e più evidente è l’impatto diretto sulla <strong data-start="717" data-end="740">liquidità aziendale</strong>: ogni pagamento ricevuto sarà decurtato dell’1% (al netto dell’IVA), creando un’<strong data-start="821" data-end="856">anticipazione forzata d’imposta</strong> che, in molti casi, potrebbe generare <strong data-start="895" data-end="956">crediti fiscali difficilmente recuperabili in tempi brevi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="959" data-end="1409">A differenza delle attuali <strong data-start="986" data-end="1008">ritenute d’acconto</strong> previste ad esempio per i lavoratori autonomi (che si applicano su compensi professionali e sono regolate dall’art. 25 del DPR 600/73), la ritenuta universale sarebbe <strong data-start="1176" data-end="1207">automatizzata e trasversale</strong>, coinvolgendo <strong data-start="1222" data-end="1251">qualsiasi transazione B2B</strong>. Inoltre, non si tratterebbe di una ritenuta “su richiesta” o limitata a specifiche prestazioni: la misura agirebbe <strong data-start="1368" data-end="1408">sistematicamente su tutte le fatture</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1505">Un ulteriore aspetto critico riguarda la gestione amministrativa.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1505">Il committente dovrebbe:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1792">
<li data-start="1507" data-end="1594">
<p data-start="1509" data-end="1594">Verificare se il fornitore è esonerato (forfettario, in concordato preventivo, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="1595" data-end="1635">
<p data-start="1597" data-end="1635">Calcolare la ritenuta sull’imponibile;</p>
</li>
<li data-start="1636" data-end="1701">
<p data-start="1638" data-end="1701">Trattenerla e <strong data-start="1652" data-end="1675">versarla all’Erario</strong> entro i termini previsti;</p>
</li>
<li data-start="1702" data-end="1792">
<p data-start="1704" data-end="1792">Rilasciare la <strong data-start="1718" data-end="1736">certificazione</strong> al fornitore e tenerne traccia ai fini del modello 770.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2089">Tutto ciò <strong data-start="1804" data-end="1831">aggrava gli adempimenti</strong> per le imprese, che già operano in un contesto burocratico complesso. Inoltre, genera un’asimmetria fiscale: chi emette la fattura incassa meno (pur avendo dichiarato un imponibile pieno), mentre chi la paga assume l’onere della trattenuta e del versamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2089"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33646 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1024x681.jpg" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1024x681.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-300x199.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-768x510.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1536x1021.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-632x420.jpg 632w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-600x399.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-696x463.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1068x710.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="428" data-end="510"><strong data-start="431" data-end="510">Come evitare la ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="512" data-end="866">La ritenuta universale all’1%, se entrerà effettivamente in vigore dal 2029, <strong data-start="589" data-end="634">non sarà applicata in modo indiscriminato</strong>. La bozza della norma prevede <strong data-start="665" data-end="689">importanti esenzioni</strong>, che possono essere sfruttate da imprese e professionisti per <strong data-start="752" data-end="785">tutelare la propria liquidità</strong> e <strong data-start="788" data-end="824">semplificare la gestione fiscale</strong>. Le due vie principali per evitarla sono:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="868" data-end="915">1. <strong data-start="875" data-end="915">Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="916" data-end="1335">Si tratta di un istituto introdotto con la Riforma Fiscale, destinato soprattutto a <strong data-start="1000" data-end="1040">lavoratori autonomi e imprese minori</strong>. Chi aderisce al CPB accetta un <strong data-start="1073" data-end="1106">reddito d’imposta predefinito</strong> (concordato con l’Agenzia delle Entrate) per due anni, indipendentemente dall’andamento reale. In cambio, ottiene <strong data-start="1221" data-end="1259">semplificazioni e vantaggi fiscali</strong>, tra cui – secondo l’emendamento – <strong data-start="1295" data-end="1334">l’esonero dalla ritenuta universale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1337" data-end="1507">Questo strumento può diventare strategico per le <strong data-start="1389" data-end="1414">partite IVA ordinarie</strong> che operano in modo trasparente e vogliono <strong data-start="1458" data-end="1506">evitare prelievi forzosi sui flussi di cassa</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1545">2. <strong data-start="1516" data-end="1545">Adempimento Collaborativo</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1862">Un regime riservato a imprese con ricavi superiori a 1 miliardo di euro (soglia che sarà abbassata progressivamente fino a 100 milioni), basato su un <strong data-start="1696" data-end="1729">dialogo costante con il Fisco</strong> e su un sistema di <strong data-start="1749" data-end="1776">tax compliance avanzato</strong>. Anche in questo caso, l’adesione garantisce l’<strong data-start="1824" data-end="1861">esonero dalla ritenuta universale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1864" data-end="1892">Altri soggetti esonerati</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1893" data-end="2065">
<li data-start="1893" data-end="1946">
<p data-start="1895" data-end="1946"><strong data-start="1895" data-end="1917">Regime forfettario</strong>: esclusione totale prevista;</p>
</li>
<li data-start="1947" data-end="2065">
<p data-start="1949" data-end="2065"><strong data-start="1949" data-end="2021">Operazioni fuori campo IVA o non soggette a fatturazione elettronica</strong>, su cui si attendono chiarimenti ufficiali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2067" data-end="2403">In sostanza, aderire a uno di questi regimi non solo migliora il rapporto con il Fisco, ma <strong data-start="2161" data-end="2238">permette di non subire un prelievo anticipato potenzialmente penalizzante</strong>. Tuttavia, la scelta va <strong data-start="2263" data-end="2288">valutata attentamente</strong> insieme al proprio consulente, in base al volume d’affari, alla redditività e alla struttura fiscale dell’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="411"><strong data-start="301" data-end="411">Professionisti e PMI a rischio squilibrio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="413" data-end="868">L’introduzione della ritenuta universale all’1% sui pagamenti tra soggetti IVA rischia di avere un impatto <strong data-start="520" data-end="626">sproporzionato proprio su quella fascia di contribuenti che rappresenta l’ossatura economica del Paese</strong>: i piccoli professionisti, gli artigiani e le PMI. Parliamo di soggetti che, pur operando in contabilità ordinaria o semplificata, <strong data-start="758" data-end="791">non rientrano nel forfettario</strong> e nemmeno nei regimi “premianti” come il <strong data-start="833" data-end="867">concordato preventivo biennale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="870" data-end="1293">Per questi operatori, la ritenuta all’1% rappresenterebbe <strong data-start="928" data-end="964">un prelievo obbligatorio a monte</strong>, su flussi di cassa spesso già sotto pressione. A differenza delle grandi imprese, che possono contare su strumenti avanzati di pianificazione fiscale, le PMI non dispongono sempre delle risorse per <strong data-start="1164" data-end="1208">ottimizzare la propria posizione fiscale</strong> e gestire con precisione i <strong data-start="1236" data-end="1260">crediti IRPEF o IRES</strong> derivanti dalle ritenute subite.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1345">Inoltre, si rischia una doppia penalizzazione:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1347" data-end="1555">
<li data-start="1347" data-end="1424">
<p data-start="1349" data-end="1424"><strong data-start="1349" data-end="1374">A livello finanziario</strong>, per via della riduzione immediata degli incassi;</p>
</li>
<li data-start="1425" data-end="1555">
<p data-start="1427" data-end="1555"><strong data-start="1427" data-end="1450">A livello operativo</strong>, per l’aumento degli adempimenti amministrativi sia in fase di emissione che di ricezione delle fatture.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1557" data-end="1907">Un altro problema concreto riguarda la <strong data-start="1596" data-end="1623">distorsione competitiva</strong>. Le imprese aderenti ai regimi esonerati (come il CPB o l’adempimento collaborativo) potrebbero <strong data-start="1720" data-end="1754">offrire prezzi più competitivi</strong>, grazie al fatto di non subire la trattenuta, mentre le altre si vedrebbero <strong data-start="1831" data-end="1867">costrette ad aumentare i margini</strong> per compensare la perdita di liquidità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1909" data-end="2147">Infine, va considerato che una misura di questo tipo, pensata per contrastare l’evasione, potrebbe invece <strong data-start="2015" data-end="2066">penalizzare proprio i contribuenti più corretti</strong>, lasciando invariata la posizione di chi già opera fuori dai circuiti ufficiali.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33487 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="423" data-end="553"><strong data-start="426" data-end="553">La logica fiscale della ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="555" data-end="968">L’obiettivo dichiarato dell’introduzione della <strong data-start="602" data-end="632">ritenuta universale all’1%</strong> è duplice: <strong data-start="644" data-end="678">contrastare l’evasione fiscale</strong> e <strong data-start="681" data-end="725">aumentare l’efficienza della riscossione</strong>, agendo preventivamente sull’incasso dell’imposta, prima ancora che venga dichiarata o versata. Una logica che rientra in una più ampia strategia dell’Agenzia delle Entrate per <strong data-start="903" data-end="967">ridurre i margini di elusione e migliorare la tax compliance</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1096">Nel nostro ordinamento non è la prima volta che si ricorre a <strong data-start="1031" data-end="1068">meccanismi di prelievo anticipato</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1096">Esempi significativi sono:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1098" data-end="1122"><strong data-start="1104" data-end="1122">Reverse charge</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1123" data-end="1532">Usato in ambito IVA, prevede che l’imposta venga <strong data-start="1172" data-end="1220">autoliquidata dal destinatario della fattura</strong>, anziché dal fornitore. Serve a <strong data-start="1253" data-end="1319">contrastare l’evasione nell’ambito delle operazioni “a catena”</strong>, come nel settore edile o tecnologico. Anche qui, il principio è quello di <strong data-start="1395" data-end="1473">spostare il momento dell’obbligo fiscale più vicino al pagamento effettivo</strong>, evitando che l’imposta venga incassata e poi non versata.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1534" data-end="1557"><strong data-start="1540" data-end="1557">Split payment</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1881">Adottato per operazioni con la PA e grandi società pubbliche, lo split payment impone che <strong data-start="1648" data-end="1739">l’IVA venga trattenuta dall’ente pubblico committente e versata direttamente all’Erario</strong>, anziché al fornitore. Anche in questo caso, il fornitore riceve un <strong data-start="1808" data-end="1831">pagamento decurtato</strong> dell’IVA, che però non gestisce più direttamente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1883" data-end="2065">In entrambi i casi, come nella ritenuta universale, l’intento è <strong data-start="1947" data-end="2002">tagliare fuori l’anello debole della catena fiscale</strong>, cioè il rischio che il soggetto passivo incassi ma non versi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2067" data-end="2491">La differenza sostanziale con la ritenuta universale è che questa non riguarda l’IVA, ma l’imposta diretta, e quindi ha effetti diretti sulla base imponibile IRPEF o IRES. Inoltre, mentre split payment e reverse charge si applicano a specifici settori o soggetti, la ritenuta universale avrebbe un ambito molto più ampio e trasversale, interessando potenzialmente milioni di operazioni B2B ogni anno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="422"><strong data-start="336" data-end="422">Le reazioni di commercialisti e associazioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="424" data-end="816">L’emendamento sulla ritenuta universale all’1% non ha tardato a sollevare <strong data-start="498" data-end="516">forti critiche</strong> da parte del mondo professionale e imprenditoriale. In particolare, <strong data-start="585" data-end="605">i commercialisti</strong> e le <strong data-start="611" data-end="651">principali associazioni di categoria</strong> hanno espresso <strong data-start="667" data-end="761">preoccupazione per l’impatto negativo che questa misura potrebbe avere sull’economia reale</strong> e sulla <strong data-start="770" data-end="815">gestione fiscale quotidiana delle imprese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="818" data-end="1024">Durante il webinar organizzato dal <strong data-start="853" data-end="933">Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC)</strong>– dove è intervenuto anche il viceministro Maurizio Leo – sono emerse diverse perplessità:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1026" data-end="1310">
<li data-start="1026" data-end="1121">
<p data-start="1028" data-end="1121">La ritenuta anticipata <strong data-start="1051" data-end="1085">penalizza le imprese in regola</strong>, anziché colpire quelle irregolari;</p>
</li>
<li data-start="1122" data-end="1213">
<p data-start="1124" data-end="1213">Si introduce <strong data-start="1137" data-end="1177">un ulteriore adempimento burocratico</strong>, che complica anziché semplificare;</p>
</li>
<li data-start="1214" data-end="1310">
<p data-start="1216" data-end="1310">Il meccanismo genera <strong data-start="1237" data-end="1273">inefficienze nei flussi di cassa</strong>, riducendo la liquidità disponibile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1312" data-end="1570">Secondo i rappresentanti dei professionisti, si tratterebbe di una misura che <strong data-start="1390" data-end="1415">scarica sulle imprese</strong> – e non sull’amministrazione finanziaria – il peso del contrasto all’evasione, aumentando la complessità di una macchina fiscale già difficile da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1572" data-end="2000">Anche <strong data-start="1578" data-end="1597">Confartigianato</strong>, <strong data-start="1599" data-end="1606">CNA</strong> e <strong data-start="1609" data-end="1626">Confcommercio</strong> hanno preso posizione, chiedendo al Governo di valutare <strong data-start="1683" data-end="1705">misure alternative</strong>, più equilibrate e meno penalizzanti per chi già opera nella legalità. In particolare, si teme che il provvedimento possa <strong data-start="1828" data-end="1858">disincentivare l’emersione</strong> e <strong data-start="1861" data-end="1890">favorire pratiche elusive</strong>, come lo spostamento verso i regimi forfettari (esenti dalla ritenuta), alterando la concorrenza nel mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2002" data-end="2223">La speranza delle categorie è che, nella stesura definitiva della Legge di Bilancio 2026, l’emendamento venga modificato o eliminato, o quanto meno accompagnato da correttivi strutturali che ne mitigano l’impatto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="391"><strong data-start="319" data-end="391">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="393" data-end="804">La proposta di <strong data-start="408" data-end="438">ritenuta universale all’1%</strong> inserita nella Legge di Bilancio 2026 rappresenta una svolta significativa nel rapporto tra Fisco e imprese. Dietro la finalità dichiarata di contrastare l’evasione si cela però il rischio concreto di <strong data-start="640" data-end="689">introdurre un meccanismo fiscale penalizzante</strong> per i soggetti più virtuosi e regolari, soprattutto nel mondo delle <strong data-start="758" data-end="803">PMI, dei professionisti e degli artigiani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="806" data-end="1221">È evidente che il Governo sta puntando verso un sistema di tassazione sempre più anticipata, automatica e controllata, sfruttando le potenzialità della fatturazione elettronica e dei flussi digitali. Tuttavia, ogni intervento normativo deve tener conto delle dinamiche reali dell’economia, della liquidità delle imprese e della necessità di semplificare, non complicare, gli adempimenti fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1223" data-end="1405">In attesa della versione definitiva della norma, il consiglio per imprese e professionisti è di iniziare già ora un confronto strategico con il proprio commercialista, valutando:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1636">
<li data-start="1407" data-end="1482">
<p data-start="1409" data-end="1482">L’adesione a regimi agevolati come il Concordato Preventivo Biennale;</p>
</li>
<li data-start="1483" data-end="1544">
<p data-start="1485" data-end="1544">L’impatto effettivo della misura sul proprio cash flow;</p>
</li>
<li data-start="1545" data-end="1636">
<p data-start="1547" data-end="1636">La gestione corretta dei crediti d’imposta, per non restare esposti finanziariamente.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1638" data-end="1945">Solo una pianificazione fiscale proattiva e consapevole potrà trasformare questo possibile svantaggio in un’occasione di ottimizzazione e trasparenza. Restare aggiornati, analizzare i rischi e scegliere il regime fiscale più adatto sono oggi più che mai strumenti essenziali per restare competitivi.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/">Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</a> was first posted on Gennaio 5, 2026 at 1:29 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 04:20:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, identificate ai fini IVA secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d) del DPR 633/72, non saranno più soggette al regime dello split payment. Si tratta di un cambiamento rilevante per moltissimi operatori economici, in particolare per i fornitori di queste [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/">Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</a> was first posted on Agosto 22, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="270" data-end="802">Dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, identificate ai fini IVA secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d) del DPR 633/72, <strong data-start="462" data-end="520">non saranno più soggette al regime dello split payment</strong>. Si tratta di un cambiamento rilevante per moltissimi operatori economici, in particolare per i fornitori di queste società, i quali <strong data-start="654" data-end="713">torneranno a incassare anche l’IVA sulle fatture emesse</strong>, modificando in modo sensibile la gestione della liquidità e delle operazioni contabili.</p>
<p data-start="804" data-end="1190">Questa esclusione è stata resa possibile grazie alla decisione del Consiglio dell’Unione Europea n. 1552 del 25 luglio 2023, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE L 188 del 27 luglio. La decisione ha autorizzato l’Italia a mantenere il meccanismo dello split payment fino al 30 giugno 2026, <strong data-start="1101" data-end="1137">con alcune modifiche sostanziali</strong>, tra cui appunto l’esclusione delle società quotate.</p>
<p data-start="1192" data-end="1669">Importante notare che, nel frattempo, <strong data-start="1230" data-end="1346">sono già stati pubblicati gli elenchi delle società coinvolte nel meccanismo dello split payment per l’anno 2025</strong>, ma le indicazioni relative alle società quotate presenti in tali elenchi <strong data-start="1421" data-end="1467">saranno valide solo fino al 30 giugno 2025</strong>. A partire da quella data, infatti, le fatture emesse nei confronti di queste società <strong data-start="1554" data-end="1592">seguiranno le regole ordinarie IVA</strong>, con conseguenze significative sia dal punto di vista operativo che fiscale.</p>
<p data-start="1671" data-end="2078">Un cambiamento, questo, che introduce anche <strong data-start="1715" data-end="1794">nuove esigenze di adeguamento per imprese, consulenti e software gestionali</strong>, e che pone interrogativi su come tutelare la corretta gestione dell’IVA nei mesi di transizione. A ciò si aggiunge una norma di salvaguardia contenuta nel Decreto Fiscale recentemente convertito in legge, che interviene per garantire l’applicabilità corretta della nuova disciplina.</p>
<h2 data-start="238" data-end="340"><strong data-start="241" data-end="340">Split payment per le società FTSE MIB</strong></h2>
<p data-start="342" data-end="829">Con l’entrata in vigore del Decreto Fiscale (convertito in legge) e a partire dal <strong data-start="424" data-end="442">1° luglio 2025</strong>, le società quotate inserite nell’indice <strong data-start="484" data-end="517">FTSE MIB della Borsa Italiana</strong> saranno definitivamente <strong data-start="542" data-end="601">escluse dall’ambito di applicazione dello split payment</strong>. Questo significa che, da tale data, <strong data-start="639" data-end="745">i fornitori che emettono fattura verso queste società incasseranno direttamente anche l’IVA addebitata</strong>, secondo il regime ordinario, <strong data-start="776" data-end="828">salvo i casi in cui si applica il reverse charge</strong>.</p>
<p data-start="831" data-end="1279">La modifica è resa possibile dalla <strong data-start="866" data-end="924">soppressione dell’art. 17-ter, comma 1-bis, lettera d)</strong> del DPR 633/72, proprio per le operazioni la cui fattura è emessa (e quindi trasmessa al Sistema di Interscambio &#8211; SDI) <strong data-start="1045" data-end="1077">a partire dal 1° luglio 2025</strong>. È bene evidenziare che <strong data-start="1102" data-end="1210">la data di effettuazione dell’operazione non rileva ai fini dell’applicazione o meno dello split payment</strong>: fa fede solo la data di <strong data-start="1236" data-end="1278">emissione e trasmissione della fattura</strong>.</p>
<p data-start="1281" data-end="1705">Il meccanismo della scissione dei pagamenti, infatti, prevede che l’IVA venga esposta in fattura ma versata direttamente all’Erario dal soggetto acquirente. Con la soppressione della norma per le società quotate, questa dinamica <strong data-start="1510" data-end="1538">non sarà più applicabile</strong>, obbligando i fornitori a <strong data-start="1565" data-end="1605">rivedere le modalità di fatturazione</strong>, aggiornando software e procedure interne per applicare la rivalsa IVA secondo il regime ordinario.</p>
<p data-start="1707" data-end="2100">In pratica, a partire dal 1° luglio 2025, <strong data-start="1749" data-end="1868">le fatture emesse nei confronti delle società FTSE MIB non dovranno più riportare il riferimento allo split payment</strong>, e i fornitori potranno gestire l’IVA con le regole ordinarie, anche ai fini della liquidazione dell’imposta e del credito IVA. Un cambiamento che incide profondamente anche sulla gestione della <strong data-start="2064" data-end="2099">liquidità e sul flusso di cassa</strong>.</p>
<h2 data-start="300" data-end="400"><strong data-start="303" data-end="400">Fatture e tempistiche</strong></h2>
<p data-start="402" data-end="934">Uno degli aspetti più delicati legati all’esclusione delle società FTSE MIB dallo split payment riguarda <strong data-start="507" data-end="632">la corretta individuazione del momento a partire dal quale non si applica più il meccanismo della scissione dei pagamenti</strong>. Su questo punto, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti tramite una <strong data-start="721" data-end="757">FAQ pubblicata il 27 giugno 2025</strong>, confermando che <strong data-start="775" data-end="863">l’elemento determinante è la data di emissione e trasmissione della fattura allo SDI</strong>, indipendentemente dal momento in cui è stata effettuata l’operazione.</p>
<p data-start="936" data-end="1313">Questo significa, ad esempio, che un’operazione realizzata il <strong data-start="998" data-end="1016">30 giugno 2025</strong>, ma con fattura trasmessa allo SDI <strong data-start="1052" data-end="1081">dal 1° luglio 2025 in poi</strong>, <strong data-start="1083" data-end="1123">non sarà soggetta allo split payment</strong>. Viceversa, <strong data-start="1136" data-end="1162">fino al 30 giugno 2025</strong>, il regime resta pienamente applicabile, con l’obbligo per il cessionario o committente (la società quotata) di versare l’IVA direttamente all’Erario.</p>
<p data-start="1315" data-end="1818">Per tutelare i contribuenti nella fase di transizione, è stata inserita una <strong data-start="1391" data-end="1416">norma di salvaguardia</strong> nel Decreto Fiscale convertito in legge: essa prevede che <strong data-start="1475" data-end="1628">“sono fatti salvi i comportamenti adottati dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge (18 giugno 2025)”</strong>. In altre parole, <strong data-start="1647" data-end="1698">non saranno sanzionati eventuali errori formali</strong>, a condizione che vi sia stato un comportamento conforme alle norme in vigore prima dell’entrata in vigore del decreto.</p>
<p data-start="1820" data-end="2301">Un esempio pratico chiarisce il concetto: se un fornitore ha consegnato beni il <strong data-start="1900" data-end="1918">30 giugno 2025</strong>, ha emesso la fattura entro i termini di legge (12 luglio) ma l’ha trasmessa allo SDI <strong data-start="2005" data-end="2020">il 3 luglio</strong>, e ha erroneamente applicato lo split payment, <strong data-start="2068" data-end="2094">non dovrà preoccuparsi</strong>. L’Agenzia chiarisce che, in assenza di contestazione o nota di credito da parte della società acquirente, e con il versamento dell’IVA all’Erario già avvenuto, <strong data-start="2256" data-end="2300">la posizione sarà automaticamente sanata</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33292 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 data-start="223" data-end="307"><strong data-start="226" data-end="307">Impatti operativi e fiscali </strong></h2>
<p data-start="309" data-end="812">L’uscita delle società quotate FTSE MIB dallo split payment, a partire dal 1° luglio 2025, comporta una serie di <strong data-start="422" data-end="443">ricadute pratiche</strong> che non possono essere sottovalutate, sia per i fornitori che per i professionisti incaricati della consulenza fiscale e contabile. Il primo impatto riguarda senza dubbio la <strong data-start="618" data-end="686">necessità di aggiornare le procedure di fatturazione elettronica</strong>, in particolare per i sistemi ERP e gestionali che automatizzano la selezione del regime IVA da applicare ai diversi clienti.</p>
<p data-start="814" data-end="1306">Fino al 30 giugno 2025, l’automatismo prevedeva che le fatture destinate alle società quotate riportassero l’indicazione “scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”. Dal 1° luglio in poi, <strong data-start="1009" data-end="1050">tale formula non sarà più applicabile</strong>, e dovrà essere sostituita con la normale esposizione dell’IVA, <strong data-start="1115" data-end="1155">addebitata e incassata dal fornitore</strong>. Un passaggio non banale, che implica <strong data-start="1194" data-end="1216">controlli puntuali</strong> da parte degli operatori per evitare errori nella determinazione del regime IVA corretto.</p>
<p data-start="1308" data-end="1773">Dal punto di vista fiscale, il ritorno al regime ordinario significa che i fornitori torneranno ad avere <strong data-start="1413" data-end="1468">un maggior flusso di cassa legato all’IVA incassata</strong>, elemento positivo per la liquidità aziendale, ma che comporta anche <strong data-start="1538" data-end="1610">maggiore responsabilità nella gestione delle liquidazioni periodiche</strong>. Ciò potrebbe comportare, in alcuni casi, l’emersione di <strong data-start="1668" data-end="1697">crediti IVA più contenuti</strong> rispetto al passato o, al contrario, l’obbligo di versamenti più rilevanti.</p>
<p data-start="1775" data-end="2231">Per i consulenti fiscali, l’attenzione dovrà concentrarsi su due fronti: da un lato <strong data-start="1859" data-end="1965">l’aggiornamento tempestivo delle anagrafiche clienti e delle impostazioni nei software di fatturazione</strong>, dall’altro la <strong data-start="1981" data-end="2022">formazione e comunicazione ai clienti</strong> sulla corretta gestione del passaggio normativo. Un’errata applicazione dello split payment dopo il 30 giugno 2025 potrebbe infatti <strong data-start="2155" data-end="2209">comportare sanzioni o richieste di note di credito</strong> da parte dei clienti.</p>
<h2 data-start="256" data-end="333"><strong data-start="259" data-end="333">Interpretazioni operative</strong></h2>
<p data-start="335" data-end="828">Un punto essenziale chiarito dall’Agenzia delle Entrate riguarda <strong data-start="400" data-end="443">la nozione di “emissione della fattura”</strong>, che è stata oggetto di diverse domande da parte di imprese e professionisti. In base ai chiarimenti ufficiali, già forniti in occasione delle <strong data-start="587" data-end="609">FAQ del 13 gennaio</strong> e ribaditi nel documento del <strong data-start="639" data-end="657">27 giugno 2025</strong>, una fattura si considera formalmente emessa <strong data-start="703" data-end="774">nel momento in cui viene trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI)</strong>, indipendentemente dalla data indicata sul documento.</p>
<p data-start="830" data-end="1417">Questo elemento è cruciale perché rappresenta <strong data-start="876" data-end="982">il discrimine temporale per stabilire se una determinata operazione rientra o meno nello split payment</strong>. Ad esempio, un’impresa che ha effettuato una prestazione il 28 giugno, ma trasmette la fattura allo SdI il 2 luglio 2025, <strong data-start="1106" data-end="1173">non dovrà applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti</strong>, anche se l’operazione è avvenuta prima della data spartiacque. Viceversa, <strong data-start="1249" data-end="1341">una fattura trasmessa entro il 30 giugno continuerà a essere soggetta allo split payment</strong>, anche se emessa per operazioni che avvengono vicino alla soglia temporale.</p>
<p data-start="1419" data-end="1761">Questo approccio mira a <strong data-start="1443" data-end="1471">semplificare i controlli</strong> sia per il contribuente che per l’amministrazione finanziaria, evitando ambiguità e potenziali contestazioni. Tuttavia, richiede <strong data-start="1601" data-end="1637">maggiore precisione e attenzione</strong> nella gestione documentale e nel rispetto delle tempistiche, specialmente nel periodo transitorio tra giugno e luglio 2025.</p>
<p data-start="1763" data-end="2118">Va inoltre evidenziato che la <strong data-start="1793" data-end="1818">trasmissione allo SdI</strong> rappresenta l’unico momento ufficialmente rilevante: <strong data-start="1872" data-end="1959">non conta la data di consegna del bene, né la data indicata nel corpo della fattura</strong>, né eventuali registrazioni interne ai sistemi aziendali. Questo criterio unico è stato scelto proprio per garantire chiarezza normativa e certezza operativa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33293 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="214" data-end="313"><strong data-start="217" data-end="313">Operazioni a cavallo tra giugno e luglio 2025</strong></h2>
<p data-start="315" data-end="758">Il periodo di transizione tra <strong data-start="345" data-end="392">la fine di giugno e l’inizio di luglio 2025</strong> si presenta come una fase particolarmente delicata per chi emette fatture verso società quotate FTSE MIB. Le cosiddette <strong data-start="513" data-end="535">“operazioni miste”</strong>, ossia quelle effettuate nei giorni immediatamente precedenti o successivi al 30 giugno, ma con fatture emesse e trasmesse in date diverse, richiedono un controllo rigoroso e una gestione documentale estremamente accurata.</p>
<p data-start="760" data-end="1227">Il rischio più comune è <strong data-start="784" data-end="927">applicare erroneamente lo split payment a una fattura che, per data di trasmissione allo SDI, rientra invece già nel nuovo regime ordinario</strong>, oppure, al contrario, <strong data-start="951" data-end="1017">non applicare lo split dove invece sarebbe ancora obbligatorio</strong>. Questi errori possono generare conseguenze sul piano fiscale, come l’emissione di <strong data-start="1101" data-end="1120">note di credito</strong> richieste dal cliente, <strong data-start="1144" data-end="1169">ritardi nei pagamenti</strong> o la necessità di <strong data-start="1188" data-end="1226">integrare correttamente la fattura</strong>.</p>
<h3 data-start="1229" data-end="1277">Un’attenzione particolare dovrà essere posta su:</h3>
<ul data-start="1279" data-end="1672">
<li data-start="1279" data-end="1364">
<p data-start="1281" data-end="1364">la <strong data-start="1284" data-end="1320">corretta datazione del documento</strong> rispetto all’effettuazione dell’operazione;</p>
</li>
<li data-start="1365" data-end="1439">
<p data-start="1367" data-end="1439">la <strong data-start="1370" data-end="1418">puntuale trasmissione della fattura allo SDI</strong> entro la data utile;</p>
</li>
<li data-start="1440" data-end="1573">
<p data-start="1442" data-end="1573">l’allineamento dei <strong data-start="1461" data-end="1500">sistemi gestionali e dei codici IVA</strong> per distinguere automaticamente le operazioni prima e dopo il 1° luglio;</p>
</li>
<li data-start="1574" data-end="1672">
<p data-start="1576" data-end="1672">la comunicazione tra amministrazione, contabilità e consulente fiscale per gestire casi ambigui.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1674" data-end="2087">A livello operativo, sarà fondamentale implementare <strong data-start="1726" data-end="1748">check-list interne</strong> e predisporre <strong data-start="1763" data-end="1802">procedure di verifica supplementari</strong> nei giorni immediatamente successivi alla scadenza del 30 giugno. Questo per evitare errori materiali, che possono complicare i rapporti con i clienti, generare disallineamenti nei versamenti IVA e aumentare il rischio di contestazioni future in sede di controllo.</p>
<h2 data-start="211" data-end="294"><strong data-start="214" data-end="294">Vantaggi per i fornitori</strong></h2>
<p data-start="296" data-end="646">L’uscita delle società quotate FTSE MIB dal meccanismo dello split payment rappresenta una <strong data-start="387" data-end="423">notizia positiva per i fornitori</strong>, che si troveranno ad operare nuovamente in regime IVA ordinario. Questo cambiamento comporta <strong data-start="518" data-end="539">benefici concreti</strong>, sia in termini di <strong data-start="559" data-end="578">flusso di cassa</strong>, sia nella <strong data-start="590" data-end="645">semplificazione delle procedure contabili e fiscali</strong>.</p>
<p data-start="648" data-end="1254">Il primo effetto diretto è il <strong data-start="678" data-end="721">miglioramento della liquidità aziendale</strong>: i fornitori incasseranno l’IVA addebitata in fattura insieme all’imponibile, senza più dover attendere la detrazione in liquidazione. In regime di split payment, infatti, l’IVA non veniva mai incassata, ma versata direttamente all’Erario dal committente, creando squilibri nella gestione finanziaria soprattutto per imprese di piccole e medie dimensioni. Con il ritorno alla rivalsa IVA ordinaria, le imprese potranno <strong data-start="1141" data-end="1227">utilizzare immediatamente il gettito incassato per fronteggiare esigenze operative</strong>, pagamenti o investimenti.</p>
<p data-start="1256" data-end="1682">Anche sul fronte fiscale, la modifica comporta vantaggi. Non essendo più soggette a split payment, le operazioni verso società quotate <strong data-start="1391" data-end="1464">torneranno a generare un credito IVA potenziale più basso ma coerente</strong>, riducendo il rischio di dover attendere lunghi tempi per i rimborsi. Inoltre, <strong data-start="1544" data-end="1588">si semplifica la tenuta dei registri IVA</strong>, poiché non sarà più necessario operare distinzioni tra clienti “split” e clienti “ordinari”.</p>
<p data-start="1684" data-end="2021">Dal punto di vista operativo, i sistemi gestionali potranno essere <strong data-start="1751" data-end="1769">razionalizzati</strong>, eliminando logiche complesse per individuare automaticamente i soggetti sottoposti a scissione. Questo si traduce in <strong data-start="1888" data-end="1918">meno possibilità di errore</strong>, meno necessità di formazione per il personale e un minor rischio di contenzioso in caso di verifiche.</p>
<p data-start="2023" data-end="2277">Infine, il cambiamento stimola una <strong data-start="2058" data-end="2107">maggiore trasparenza nei rapporti commerciali</strong>, poiché l’IVA sarà incassata e gestita direttamente tra le parti, senza interventi “terzi” dell’amministrazione finanziaria nel flusso economico tra fornitore e cliente.</p>
<h2 data-start="250" data-end="338"><strong data-start="253" data-end="338">Proroga europea dello split payment</strong></h2>
<p data-start="340" data-end="733">Il meccanismo dello <strong data-start="360" data-end="377">split payment</strong>, introdotto in Italia nel 2015, ha avuto origine come misura straordinaria volta a contrastare l’evasione IVA in settori a rischio, soprattutto negli appalti pubblici. La sua applicazione è stata possibile grazie a una <strong data-start="597" data-end="642">deroga concessa dalla Commissione Europea</strong>, rinnovata nel tempo con una serie di decisioni formali del Consiglio dell’Unione Europea.</p>
<p data-start="735" data-end="1222">L’ultima proroga è arrivata con la <strong data-start="770" data-end="810">Decisione n. 1552 del 25 luglio 2023</strong>, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 188 del 27 luglio 2023, che ha <strong data-start="901" data-end="977">autorizzato l’Italia a mantenere lo split payment fino al 30 giugno 2026</strong>. Tuttavia, nella stessa decisione è stato fissato un <strong data-start="1031" data-end="1095">principio di progressiva limitazione dell’ambito applicativo</strong>, aprendo alla possibilità di escludere alcune categorie di soggetti, come appunto le <strong data-start="1181" data-end="1221">società quotate nell’indice FTSE MIB</strong>.</p>
<p data-start="1224" data-end="1686">La ratio della deroga risiede nell’eccezionalità del meccanismo, che rappresenta una <strong data-start="1309" data-end="1371">violazione temporanea del principio di neutralità dell’IVA</strong> previsto dalla normativa europea. L’idea di fondo è che lo split payment sia un rimedio estremo, da adottare solo in casi specifici e non come regola generale. In questo senso, l’Unione Europea ha spinto per un’applicazione più mirata e circoscritta, che infatti oggi esclude numerosi soggetti rispetto al passato.</p>
<p data-start="1688" data-end="2109">L’Italia, recependo queste indicazioni, ha provveduto alla <strong data-start="1747" data-end="1809">soppressione dell’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d)</strong> del DPR 633/72, con effetto dal <strong data-start="1842" data-end="1860">1° luglio 2025</strong>, escludendo così le società FTSE MIB. Il resto del meccanismo, invece, <strong data-start="1932" data-end="1996">continuerà ad applicarsi regolarmente fino al 30 giugno 2026</strong> per le Pubbliche Amministrazioni, le società controllate dallo Stato e gli enti inseriti negli appositi elenchi.</p>
<p data-start="2111" data-end="2496">È importante che imprese e consulenti siano ben consapevoli del fatto che <strong data-start="2185" data-end="2267">lo split payment non è stato abolito, ma solo ridotto nel perimetro soggettivo</strong>, e che <strong data-start="2275" data-end="2332">continua a trovare piena applicazione in molti ambiti</strong>. Da qui, la necessità di aggiornare continuamente le anagrafiche clienti e le impostazioni di fatturazione, consultando i nuovi <strong data-start="2461" data-end="2495">elenchi pubblicati per il 2025</strong>.</p>
<h2 data-start="121" data-end="197"><strong data-start="124" data-end="197">Conclusione</strong></h2>
<p data-start="199" data-end="732">L’esclusione delle <strong data-start="218" data-end="277">società quotate FTSE MIB dal regime dello split payment</strong>, a partire dal <strong data-start="293" data-end="311">1° luglio 2025</strong>, rappresenta una svolta importante nel panorama fiscale italiano. Sebbene il meccanismo della scissione dei pagamenti resterà in vigore fino al 30 giugno 2026 per le Pubbliche Amministrazioni e altre categorie, l’uscita delle società quotate introduce <strong data-start="564" data-end="617">maggiore coerenza, semplificazione e flessibilità</strong> per le imprese fornitrici, che potranno tornare a incassare direttamente l’IVA e gestirla con le regole ordinarie.</p>
<p data-start="734" data-end="1029">Tuttavia, la fase di transizione richiede <strong data-start="776" data-end="798">massima attenzione</strong>, soprattutto per le operazioni a cavallo del 30 giugno, dove errori formali possono avere conseguenze operative o fiscali, sebbene siano state previste <strong data-start="951" data-end="976">norme di salvaguardia</strong> per tutelare i comportamenti adottati in buona fede.</p>
<p data-start="1031" data-end="1332">In questo scenario, è fondamentale che imprese, professionisti e software house procedano per tempo ad aggiornare sistemi, processi e procedure, e che mantengano alta l’attenzione nella consultazione degli <strong data-start="1237" data-end="1277">elenchi ufficiali Split Payment 2025</strong>, validi solo fino al 30 giugno per le società quotate.</p>
<p data-start="1334" data-end="1579">Con il supporto di un commercialista esperto e una pianificazione accurata, il passaggio al nuovo regime può diventare un’occasione per <strong data-start="1470" data-end="1506">ottimizzare la gestione dell’IVA</strong>, migliorare la liquidità aziendale e semplificare l’adempimento fiscale.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/">Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</a> was first posted on Agosto 22, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IVA TRIMESTRALE modello TR: Come compensare il credito con imposte e contributi in corso d’anno</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/iva-trimestrale-modello-tr-come-compensare-il-credito-con-imposte-e-contributi-in-corso-danno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2016 06:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[IVA Assistenza Tributaria e Consulenza Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Modello TR come usare il credito IVA trimestrale a compensazione o a rimborso]]></category>
		<category><![CDATA[come compensare iva trimestrale]]></category>
		<category><![CDATA[compensazione iva trimestrale]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[import export]]></category>
		<category><![CDATA[IVA TRIMESTRALE modello TR]]></category>
		<category><![CDATA[split payment]]></category>
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					<description><![CDATA[Per aziende che operano ad esempio nell’edilizia, nell’editoria e nell’import ed export<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/iva-trimestrale-modello-tr-come-compensare-il-credito-con-imposte-e-contributi-in-corso-danno/">IVA TRIMESTRALE modello TR: Come compensare il credito con imposte e contributi in corso d’anno</a> was first posted on Maggio 13, 2016 at 8:53 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le aziende che operano in settori le cui entrate sono soggette ad aliquote IVA agevolate,  esclusione, split payment, come ad esempio nell’edilizia, nell’editoria e nell’import ed export  che hanno realizzato nel trimestre un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2. 582,28 euro e possono chiedere in tutto o in parte il rimborso di questa somma o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi, presentando il modello TR. </p>
<p>IVA TRIMESTRALE modello TR: Come compensare il credito con imposte e contributi in corso d’anno </p>
<p>Per aziende che operano ad esempio nell’edilizia, nell’editoria e nell’import ed export</p>
<p>Le aziende che operano in settori le cui entrate sono soggette ad aliquote IVA agevolate,  esclusione, split payment, come ad esempio nell’edilizia, nell’editoria e nell’import ed export  che hanno realizzato nel trimestre un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2. 582,28 euro e possono chiedere in tutto o in parte il rimborso di questa somma o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi, presentando il modello TR. </p>
<p> </p>
<p>Infatti, il credito Iva che si forma nelle liquidazioni periodiche mensili o trimestrali viene ordinariamente utilizzato in compensazione verticale, mese per mese,  trimestre per trimestre, o ad inizio del nuovo anno riportando il credito dell’esercizio precedente, per abbattere il debito Iva delle liquidazioni infrannuali. In talune situazioni è però possibile utilizzare il credito Iva emergente dalla liquidazione trimestrale in compensazione orizzontale ovvero richiederlo a rimborso, mediante presentazione telematica di un apposito modello denominato TR. </p>
<p>La presentazione del modello TR deve avvenire entro e non oltre l’ultimo giorno del mese successivo a quello di chiusura del trimestre e quindi:</p>
<p>·         I trimestre: entro 30/04/2015</p>
<p>·         II trimestre: entro 31/07/2015</p>
<p>·         III trimestre: entro 31/10/2015</p>
<p>Codici tributo da utilizzare nell’F24:</p>
<p>·       per il 1° trimestre 2016 (codice tributo per la compensazione: 6036);</p>
<p>·       per il 2° trimestre 2016 (codice tributo per la compensazione: 6037);</p>
<p>·       per il 3° trimestre 2016 (codice tributo per la compensazione: 6038). </p>
<p>
Esempio di compilazione del modello TR </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.commercialista.it/https://www. Commercialista. It/Portals/232/IMMAGINI/TABELLE/come%20compilare%20F24%20modello%20IVA%20%20TR%20a%20compensazione. Png? Ver=2016-05-13-130505-510" alt="come%20compilare%20F24%20modello%20IVA%20%20TR%20a%20compensazione. Png? Ver=2016-05-13-130505-510" />
</p>
<p>In particolare, con la presentazione del modello TR si può ottenere la possibilità di compensare il credito scaturente da ciascuno dei primi tre trimestri dell’anno ovvero di chiederne il rimborso all’Erario mentre il credito che emerge dal quarto trimestre viene utilizzato in compensazione o chiesto a rimborso attraverso la presentazione della dichiarazione Iva annuale. </p>
<p>Nel caso in cui si voglia utilizzare in compensazione orizzontale il credito Iva trimestrale occorre osservare le seguenti regole:</p>
<p>·         per crediti Iva non superiori a euro 5. 000 la compensazione orizzontale è sostanzialmente libera da vincoli; l’unica attenzione da tenere è quella secondo la quale tale compensazione può avvenire solo dopo che il modello TR è stato inviato telematicamente all’agenzia delle entrate (non, quindi, a partire dal primo giorno del mese successivo al compimento del trimestre);</p>
<p>·         per crediti Iva superiori a euro 5. 000 la compensazione orizzontale può avvenire solo a partire dal giorno 16 del mese successivo quello di presentazione del modello TR (per esemplificare, in caso di modello TR relativo al primo trimestre che viene inviato nel mese di aprile, la compensazione è possibile solo a partire dal 16/5)</p>
<p>·         mentre la compensazione orizzontale dei primi 5. 000 euro di credito Iva trimestralepuò avvenire anche mediante utilizzo del canale home banking gestito dal cliente (salvo ovviamente il caso in cui la compensazione porti ad avere un F24 cosiddetto “a zero”), la compensazione dei crediti Iva trimestrali per gli importi che eccedono la soglia dei 5. 000 euro deve essere obbligatoriamente effettuata utilizzando i canali Entratel o Fisconline (e, quindi, non può avvenire mediante presentazione del modello F24 direttamente da parte del contribuente utilizzando il canale home banking). </p>
<p>ESONERO DAL VISTO CONFORMITA’</p>
<p>Diversamente da quanto previsto per le richieste di credito trimestrale a rimborso, la richiesta in compensazione del credito Iva trimestrale eccedente la soglia (complessivamente intesa per i tre trimestri) di 15. 000 euro, non richiede la necessità di apporre il visto di conformità da parte del professionista. </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Applicazione dello split payment</p>
<p>Viene introdotto nel modello TR il nuovo rigo TA13, dedicato alle operazioni in regime displit payment ai sensi dell’art. 17-ter del D. P. R. N. 633/1972, riferibili alle cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti delle pubbliche amministrazioni, per le quali l’Iva in fattura deve essere versata direttamente dall’amministrazione pubblica committente. </p>
<p>Rimborso prioritario per i casi di split payment</p>
<p>Con l’art. 8 del D. M. 23. 01. 2015, è stata data attuazione al dettato dell’art. 1, comma 630, legge n. 190/2014, i soggetti passivi che effettuano le operazioni di cui all’art. 17-ter, D. P. R. N. 633/1972 sono inclusi  fra le categorie di contribuenti per i quali i rimborsi dell’Iva sono da eseguirsi in via prioritaria, ai sensi dell’art. 38-bis, comma 10, del decreto Iva. Con il successivo D. M. Del 20. 02. 2015 sono state modificate le disposizioni contenute nel D. M. 23. 01. 2015 al fine di eliminare il riferimento ai criteri previsti dall&#8217;art. 2 del D. M. 22 marzo 2007 per coloro che sono ammessi al citato rimborso in via prioritaria, così come confermato nella recente Circolare n. 15/E/2015. </p>
<p> </p>
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<tr>
<td> <a href="http://www. Studioferretti. Org"><img decoding="async" src="/alessio_banner.jpg? Ver=2016-04-13-004535-093" alt="Dottor Alessio Ferretti" /></a></p>
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