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	<title>reverse charge forfettari &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>reverse charge forfettari &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Reverse Charge e Regime Forfettario: guida completa per operazioni interne, intra-UE ed extra-UE</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Reverse-Charge-e-Regime-Forfettario-guida-completa-per-operazioni-interne-intra-UE-ed-extra-UE/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 04:15:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel panorama fiscale italiano, uno dei regimi più utilizzati dai professionisti e dalle piccole imprese è quello forfettario, scelto per la sua semplicità gestionale e per le agevolazioni fiscali. Tuttavia, nonostante la sua apparente facilità, il regime forfettario presenta alcune complessità, soprattutto quando entra in gioco il meccanismo del Reverse Charge, ovvero l’inversione contabile. La [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Reverse-Charge-e-Regime-Forfettario-guida-completa-per-operazioni-interne-intra-UE-ed-extra-UE/">Reverse Charge e Regime Forfettario: guida completa per operazioni interne, intra-UE ed extra-UE</a> was first posted on Ottobre 15, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="147" data-end="550">Nel panorama fiscale italiano, uno dei regimi più utilizzati dai professionisti e dalle piccole imprese è quello <strong data-start="260" data-end="275">forfettario</strong>, scelto per la sua semplicità gestionale e per le agevolazioni fiscali. Tuttavia, nonostante la sua apparente facilità, il regime forfettario presenta alcune complessità, soprattutto quando entra in gioco il meccanismo del <strong data-start="499" data-end="517">Reverse Charge</strong>, ovvero l’inversione contabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="552" data-end="893">La questione si complica ulteriormente quando il contribuente forfettario effettua operazioni internazionali, sia intra-UE che extra-UE. È proprio in questi casi che si aprono dubbi importanti: come si applica il Reverse Charge? Deve essere emessa la fattura? Serve l’integrazione? Va compilato l’Esterometro? E l’IVA va versata?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="895" data-end="1412">In questo articolo andremo ad analizzare punto per punto come deve comportarsi un contribuente in regime forfettario quando si trova di fronte a operazioni soggette al meccanismo del Reverse Charge, sia sul piano interno che in ambito intra-UE e extra-UE.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="244" data-end="301"><strong>Reverse Charge interno</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="303" data-end="847">Nel regime forfettario, i soggetti che effettuano <strong data-start="353" data-end="373">cessioni di beni</strong> o <strong data-start="376" data-end="412">prestazioni di servizi in Italia</strong> non applicano l’IVA nelle proprie fatture e <strong data-start="457" data-end="511">non sono soggetti al meccanismo del Reverse Charge</strong>. Questo significa che, in caso di operazioni attive, il forfettario deve comunque emettere fattura, <strong data-start="612" data-end="638">senza addebitare l’IVA</strong>, riportando l’annotazione obbligatoria <strong data-start="678" data-end="756">“Operazione in franchigia da IVA ex art. 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014”</strong>. L’operazione rimane, quindi, esclusa dal campo di applicazione dell’inversione contabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="849" data-end="1288">Il quadro cambia quando il <strong data-start="876" data-end="959">contribuente in regime forfettario riceve una fattura soggetta a Reverse Charge</strong>, ad esempio da un fornitore che rientra nei settori in cui l’inversione contabile è obbligatoria (come edilizia o pulizie). In questo caso, il forfettario, pur essendo in un regime che lo esonera dal versamento e dalla detrazione dell’IVA, è comunque <strong data-start="1211" data-end="1270">tenuto a integrare la fattura ricevuta con l’IVA dovuta</strong> e a <strong data-start="1275" data-end="1287">versarla</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1290" data-end="1858">Il versamento non può essere compensato, poiché il forfettario non ha diritto alla detrazione, e va effettuato entro i termini previsti dalla normativa. Un’importante novità introdotta dal <strong data-start="1479" data-end="1500">D.Lgs. n. 81/2025</strong> stabilisce che, a partire dalla sua entrata in vigore, l’IVA dovuta in regime di Reverse Charge potrà essere <strong data-start="1610" data-end="1692">versata entro il secondo mese successivo alla fine di ciascun trimestre solare</strong>, e non più entro il 16 del mese successivo alla ricezione della fattura. Questo rappresenta un <strong data-start="1788" data-end="1816">alleggerimento temporale</strong> importante per i contribuenti forfettari.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="361"><strong>Reverse Charge esterno intra-UE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="986">Quando un contribuente in <strong data-start="389" data-end="411">regime forfettario</strong> effettua operazioni con controparti stabilite in altri Paesi dell’Unione Europea, la gestione IVA diventa più articolata. Per quanto riguarda le <strong data-start="557" data-end="577">cessioni di beni</strong> a soggetti passivi IVA comunitari, queste si considerano <strong data-start="635" data-end="651">non intra-UE</strong>, bensì assimilate a <strong data-start="672" data-end="692">cessioni interne</strong>, come chiarito dall’<strong data-start="713" data-end="758">art. 41, comma 2-bis del D.L. n. 331/1993</strong>. Pertanto, la fattura va emessa <strong data-start="791" data-end="804">senza IVA</strong>, includendo la dicitura: <em data-start="830" data-end="931">“Operazione non costituisce cessione intra-UE ai sensi dell&#8217;art. 41, comma 2-bis, D.L. n. 331/1993”</em>, oltre all’annotazione relativa al regime forfettario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="988" data-end="1150">Se invece la cessione avviene nei confronti di un <strong data-start="1038" data-end="1072">consumatore finale comunitario</strong>, valgono le stesse regole: fattura senza IVA e menzione del regime agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1152" data-end="1517">Per le <strong data-start="1159" data-end="1216">prestazioni di servizi rese a soggetti passivi IVA UE</strong>, il contribuente forfettario deve <strong data-start="1251" data-end="1278">essere iscritto al VIES</strong> e fatturare in regime di <strong data-start="1304" data-end="1322">Reverse Charge</strong>, indicando che l’operazione è “non soggetta ad IVA ex art. 7-ter, D.P.R. n. 633/1972”. Se il committente è un privato, la fattura resta priva di IVA, con sola indicazione del regime forfettario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1519" data-end="2062">Dal lato acquisti, se il forfettario compra <strong data-start="1563" data-end="1580">beni intra-UE</strong>, deve verificare se ha <strong data-start="1604" data-end="1648">superato la soglia annua dei 10.000 euro</strong>. Se non la supera, l’operazione è trattata come <strong data-start="1697" data-end="1708">interna</strong> e soggetta ad IVA nel Paese del fornitore. Se la soglia è superata (o se il forfettario ha optato per l’applicazione ordinaria dell’IVA), sarà necessario <strong data-start="1863" data-end="1917">integrare la fattura con l’IVA italiana e versarla</strong>, senza possibilità di detrazione. Grazie al <strong data-start="1962" data-end="1983">D.Lgs. n. 81/2025</strong>, il versamento può avvenire entro il <strong data-start="2021" data-end="2061">secondo mese successivo al trimestre</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2064" data-end="2353">Infine, gli <strong data-start="2076" data-end="2108">acquisti di servizi intra-UE</strong> richiedono sempre l’integrazione e il versamento dell’IVA, senza riferimento alla soglia. Se il fornitore UE è in regime speciale per piccole imprese, <strong data-start="2260" data-end="2298">non si tratta di acquisto intra-UE</strong>, come da <strong data-start="2308" data-end="2352">art. 38, comma 5, lett. d) D.L. 331/1993</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2064" data-end="2353"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33992 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/aggiorna-icona-ricarica-carta-perforata-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="275" data-end="342"><strong>Reverse Charge esterno extra-UE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="344" data-end="600">Quando un contribuente in <strong data-start="370" data-end="392">regime forfettario</strong> effettua operazioni con controparti <strong data-start="429" data-end="441">extra-UE</strong>, le regole fiscali si allineano a quelle ordinarie previste per i soggetti passivi IVA, con alcune precisazioni specifiche per chi gode del regime agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="602" data-end="1054">Nel caso di <strong data-start="614" data-end="659">esportazione di beni verso Paesi extra-UE</strong>, il contribuente forfettario non applica l’IVA in fattura e <strong data-start="720" data-end="771">non è tenuto ad addebitarla a titolo di rivalsa</strong>. Si tratta di operazioni non imponibili, in quanto le esportazioni rientrano nel campo dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/1972, ma il contribuente forfettario – non essendo un soggetto IVA “pieno” – <strong data-start="966" data-end="1015">non può esercitare il diritto alla detrazione</strong>, né beneficiare di rimborsi o plafond.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1056" data-end="1384">Diverso il caso delle <strong data-start="1078" data-end="1111">importazioni di beni extra-UE</strong>, dove il forfettario agisce come qualsiasi altro soggetto passivo IVA e deve <strong data-start="1189" data-end="1229">versare l’IVA direttamente in dogana</strong> al momento dello sdoganamento. Non è prevista l’inversione contabile per queste operazioni, e il tributo viene gestito tramite i canali doganali ordinari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1386" data-end="1724">Per quanto riguarda le <strong data-start="1409" data-end="1478">prestazioni di servizi rese verso clienti business (B2B) extra-UE</strong>, si applica la regola generale della territorialità di cui all’<strong data-start="1542" data-end="1579">art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972</strong>: la fattura è emessa <strong data-start="1601" data-end="1614">senza IVA</strong>, con l’annotazione <em data-start="1634" data-end="1661">“operazione non soggetta”</em>, poiché il luogo di tassazione si considera fuori dall’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2050">In caso contrario, ovvero quando il <strong data-start="1762" data-end="1819">forfettario acquista servizi da un fornitore extra-UE</strong>, egli è tenuto ad <strong data-start="1838" data-end="1862">emettere autofattura</strong>, integrare con l’IVA dovuta e procedere al versamento entro i termini previsti, ovvero entro il <strong data-start="1959" data-end="1999">secondo mese successivo al trimestre</strong> secondo quanto disposto dal <strong data-start="2028" data-end="2049">D.Lgs. n. 81/2025</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="324"><strong>Commissioni bancarie estere</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="743">Molti contribuenti in <strong data-start="348" data-end="370">regime forfettario</strong> si trovano regolarmente a ricevere <strong data-start="406" data-end="453">commissioni da parte di intermediari esteri</strong> come <strong data-start="459" data-end="498">PayPal, SumUp, Satispay, Amazon Pay</strong> e altri strumenti di pagamento elettronico. Questi operatori, essendo istituti finanziari, rendono <strong data-start="598" data-end="635">prestazioni di natura finanziaria</strong>, le quali sono considerate <strong data-start="663" data-end="680">esenti da IVA</strong> in base all’<strong data-start="693" data-end="742">art. 10, comma 1, n. 1 del D.P.R. n. 633/1972</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1151">Dal punto di vista territoriale, secondo l’<strong data-start="788" data-end="822">art. 7-ter del D.P.R. 633/1972</strong>, tali prestazioni sono rilevanti in Italia se il committente – cioè il contribuente forfettario – è stabilito nel territorio dello Stato. Di conseguenza, anche se il prestatore è stabilito in un altro Paese (UE o extra-UE), l’operazione va gestita con i meccanismi previsti per gli acquisti di servizi da soggetti non residenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1153" data-end="1469">Secondo l’<strong data-start="1163" data-end="1183">art. 17, comma 2</strong>, se il prestatore è <strong data-start="1204" data-end="1210">UE</strong>, il forfettario deve procedere con l’<strong data-start="1248" data-end="1278">integrazione della fattura</strong>; se è <strong data-start="1285" data-end="1297">extra-UE</strong>, deve emettere <strong data-start="1313" data-end="1328">autofattura</strong>. Tuttavia, non trattandosi di operazioni imponibili ma <strong data-start="1384" data-end="1394">esenti</strong>, <strong data-start="1396" data-end="1418">non si applica IVA</strong>, ma va indicato il riferimento normativo corretto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1471" data-end="1817">L’<strong data-start="1473" data-end="1498">Agenzia delle Entrate</strong>, con la <strong data-start="1507" data-end="1534">Circolare 12/E del 2010</strong>, ha chiarito che anche per le operazioni esenti rilevanti in Italia, il committente nazionale deve <strong data-start="1634" data-end="1682">emettere documento integrativo o autofattura</strong>, annotandolo nei <strong data-start="1700" data-end="1716">registri IVA</strong> (pur essendone formalmente esonerato) ma <strong data-start="1758" data-end="1792">senza riportarlo nel quadro VJ</strong> della dichiarazione IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1819" data-end="2085">Infine, ai fini dell’<strong data-start="1840" data-end="1855">esterometro</strong>, il forfettario deve trasmettere <strong data-start="1889" data-end="1924">entro il 15 del mese successivo</strong> un documento elettronico <strong data-start="1950" data-end="1970">TD17 tramite SDI</strong>, con <strong data-start="1976" data-end="1995">aliquota IVA 0%</strong>, <strong data-start="1997" data-end="2016">natura IVA “N4”</strong>, e indicazione normativa: <em data-start="2043" data-end="2084">art. 10, comma 1, n. 1, D.P.R. 633/1972</em>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="334" data-end="413"><strong>Riepilogo operativo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="670">La corretta gestione del <strong data-start="440" data-end="458">Reverse Charge</strong> da parte dei contribuenti in <strong data-start="488" data-end="510">regime forfettario</strong> richiede attenzione a diversi aspetti tecnici e pratici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="670">Ecco un quadro sintetico ma esaustivo delle <strong data-start="612" data-end="634">azioni da compiere</strong> nelle diverse casistiche operative:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="672" data-end="726">Operazioni interne ricevute con Reverse Charge:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="727" data-end="964">
<li data-start="727" data-end="789">
<p data-start="729" data-end="789"><strong data-start="729" data-end="753">Integrare la fattura</strong> ricevuta con l’aliquota IVA dovuta;</p>
</li>
<li data-start="790" data-end="891">
<p data-start="792" data-end="891"><strong data-start="792" data-end="809">Versare l’IVA</strong> entro il secondo mese successivo al trimestre di riferimento (D.Lgs. n. 81/2025);</p>
</li>
<li data-start="892" data-end="964">
<p data-start="894" data-end="964">Nessun diritto alla detrazione, quindi l’IVA è un <strong data-start="944" data-end="963">costo effettivo</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="966" data-end="999">Acquisti di beni intra-UE:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1000" data-end="1264">
<li data-start="1000" data-end="1084">
<p data-start="1002" data-end="1084">Se <strong data-start="1005" data-end="1044">non superata la soglia dei 10.000 €</strong>: IVA applicata nel Paese del fornitore;</p>
</li>
<li data-start="1085" data-end="1264">
<p data-start="1087" data-end="1150">Se <strong data-start="1090" data-end="1112">superata la soglia</strong> o se si è optato per l’IVA ordinaria:</p>
<ul data-start="1153" data-end="1264">
<li data-start="1153" data-end="1206">
<p data-start="1155" data-end="1206"><strong data-start="1155" data-end="1179">Integrare la fattura</strong> e versare l’IVA in Italia;</p>
</li>
<li data-start="1209" data-end="1264">
<p data-start="1211" data-end="1264">Trasmettere l’<strong data-start="1225" data-end="1240">esterometro</strong> con documento <strong data-start="1255" data-end="1263">TD18</strong>.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1266" data-end="1302">Acquisti di servizi intra-UE:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1303" data-end="1514">
<li data-start="1303" data-end="1385">
<p data-start="1305" data-end="1385">Sempre territorialmente rilevanti in Italia, <strong data-start="1350" data-end="1384">indipendentemente dalla soglia</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1386" data-end="1424">
<p data-start="1388" data-end="1424"><strong data-start="1388" data-end="1423">Iscrizione obbligatoria al VIES</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1425" data-end="1482">
<p data-start="1427" data-end="1482"><strong data-start="1427" data-end="1451">Integrare la fattura</strong> ricevuta con l’IVA e versarla;</p>
</li>
<li data-start="1483" data-end="1514">
<p data-start="1485" data-end="1514">Inviare <strong data-start="1493" data-end="1513">esterometro TD17</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1516" data-end="1552">Acquisti di servizi extra-UE:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1553" data-end="1694">
<li data-start="1553" data-end="1636">
<p data-start="1555" data-end="1636"><strong data-start="1555" data-end="1580">Emissione autofattura</strong> con indicazione dell’IVA o dell’esenzione, se prevista;</p>
</li>
<li data-start="1637" data-end="1664">
<p data-start="1639" data-end="1664">Versamento IVA se dovuta;</p>
</li>
<li data-start="1665" data-end="1694">
<p data-start="1667" data-end="1694">Invio <strong data-start="1673" data-end="1693">esterometro TD17</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1696" data-end="1758">Commissioni bancarie estere (es. PayPal, Stripe, ecc.):</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1759" data-end="1970">
<li data-start="1759" data-end="1835">
<p data-start="1761" data-end="1835">Trattandosi di <strong data-start="1776" data-end="1797">operazioni esenti</strong>, si emette <strong data-start="1809" data-end="1834">autofattura senza IVA</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1836" data-end="1920">
<p data-start="1838" data-end="1920">Inserire la <strong data-start="1850" data-end="1867">natura IVA N4</strong> e riferimento a <strong data-start="1884" data-end="1919">art. 10, c. 1, n. 1, DPR 633/72</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1921" data-end="1970">
<p data-start="1923" data-end="1970">Invio <strong data-start="1929" data-end="1969">TD17 entro il 15 del mese successivo</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1972" data-end="2002">Strumenti consigliati:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2003" data-end="2211">
<li data-start="2003" data-end="2084">
<p data-start="2005" data-end="2084">Software di fatturazione elettronica aggiornato ai codici <strong data-start="2063" data-end="2083">TD17, TD18, TD19</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2085" data-end="2147">
<p data-start="2087" data-end="2147">Pianificazione trimestrale per il <strong data-start="2121" data-end="2139">versamento IVA</strong> dovuta;</p>
</li>
<li data-start="2148" data-end="2211">
<p data-start="2150" data-end="2211">Monitoraggio della <strong data-start="2169" data-end="2192">soglia dei 10.000 €</strong> negli acquisti UE.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33924 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/whiteboard-success-research-adult-human-office.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="386" data-end="453"><strong>Sanzioni e rischi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="455" data-end="887">Anche se il regime forfettario è concepito per semplificare la vita dei contribuenti, non li esonera da <strong data-start="559" data-end="588">responsabilità importanti</strong> nei confronti del Fisco, soprattutto quando entrano in gioco le <strong data-start="653" data-end="693">operazioni soggette a Reverse Charge</strong>. Un errore nella gestione di questi adempimenti – spesso percepiti come marginali – può portare a <strong data-start="792" data-end="825">sanzioni economiche rilevanti</strong>, anche per importi modesti di IVA non correttamente trattata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1269">Ad esempio, se un contribuente forfettario <strong data-start="932" data-end="979">non integra o non autofattura correttamente</strong> una prestazione di servizi ricevuta da un fornitore estero (UE o extra-UE), o <strong data-start="1058" data-end="1117">omette l’invio del documento elettronico TD17/TD18/TD19</strong>, può incorrere in una sanzione prevista dall’art. 6 del <strong data-start="1174" data-end="1196">D.Lgs. n. 471/1997</strong>, che va da <strong data-start="1208" data-end="1228">500 a 2.000 euro</strong> per ogni operazione omessa o irregolare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1271" data-end="1556">Inoltre, in caso di mancato <strong data-start="1299" data-end="1329">versamento dell’IVA dovuta</strong> (quando applicabile), la sanzione è pari al <strong data-start="1374" data-end="1406">30% dell’imposta non versata</strong>, oltre agli interessi legali. Per i contribuenti forfettari, che non possono detrarre l’IVA, questo comporta un <strong data-start="1519" data-end="1555">costo diretto e non recuperabile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1907">È bene ricordare che l’obbligo di trasmettere l’<strong data-start="1606" data-end="1621">Esterometro</strong> (nei termini previsti) è stato esteso anche ai forfettari, e la sua omissione o trasmissione fuori termine comporta <strong data-start="1738" data-end="1756">sanzioni fisse</strong>: <strong data-start="1758" data-end="1785">2 euro per ogni fattura</strong>, fino a un massimo di <strong data-start="1808" data-end="1828">400 euro mensili</strong>, riducibili del 50% se la trasmissione avviene entro 15 giorni dalla scadenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1909" data-end="2095">Questi rischi evidenziano l’importanza di <strong data-start="1951" data-end="1974">conoscere le regole</strong> e di <strong data-start="1980" data-end="2011">adottare strumenti adeguati</strong> per una gestione corretta, anche in un regime semplificato come quello forfettario.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="244" data-end="312"><strong>Aspetti fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="314" data-end="863">Dal punto di vista fiscale, l’applicazione del <strong data-start="361" data-end="379">Reverse Charge</strong> ha implicazioni particolari per chi opera nel <strong data-start="426" data-end="448">regime forfettario</strong>, poiché quest’ultimo è caratterizzato da una <strong data-start="494" data-end="529">forte semplificazione contabile</strong> e da regole fiscali “a forfait”, cioè con un’imposizione calcolata su una base ridotta e una tassazione sostitutiva. Tuttavia, quando il contribuente forfettario è coinvolto in operazioni soggette a inversione contabile, <strong data-start="751" data-end="823">viene chiamato ad adempiere obblighi tipici del regime ordinario IVA</strong>, ma senza godere dei relativi benefici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="865" data-end="1161">Il primo aspetto critico è che il forfettario <strong data-start="911" data-end="937">non può detrarre l’IVA</strong>, nemmeno se sostenuta in operazioni soggette a Reverse Charge. Di conseguenza, l’imposta che egli versa all’Erario in questi casi rappresenta <strong data-start="1080" data-end="1098">un costo reale</strong>, non recuperabile in alcun modo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="865" data-end="1161">Questo vale, ad esempio, per:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1375">
<li data-start="1162" data-end="1210">
<p data-start="1164" data-end="1210">l’acquisto di <strong data-start="1178" data-end="1209">servizi intra-UE o extra-UE</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1211" data-end="1277">
<p data-start="1213" data-end="1277">l’acquisto di <strong data-start="1227" data-end="1276">beni intra-UE sopra la soglia dei 10.000 euro</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1278" data-end="1375">
<p data-start="1280" data-end="1375">le <strong data-start="1283" data-end="1328">fatture soggette a Reverse Charge interno</strong> (es. da settori come edilizia, pulizie, etc.).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1377" data-end="1724">Il secondo elemento rilevante è il <strong data-start="1412" data-end="1438">momento del versamento</strong>. A partire dal <strong data-start="1454" data-end="1475">D.Lgs. n. 81/2025</strong>, il legislatore ha introdotto una misura favorevole: il versamento dell’IVA in Reverse Charge può avvenire <strong data-start="1583" data-end="1647">entro il secondo mese successivo al trimestre di riferimento</strong>, allineandolo così al regime dei versamenti periodici per le operazioni IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2076">Infine, sotto il profilo delle <strong data-start="1757" data-end="1778">deduzioni fiscali</strong>, l’IVA versata tramite Reverse Charge <strong data-start="1817" data-end="1837">non è deducibile</strong> nemmeno ai fini delle imposte dirette, poiché i forfettari determinano il reddito imponibile applicando un <strong data-start="1945" data-end="1976">coefficiente di redditività</strong> al volume d’affari, senza possibilità di dedurre costi analitici, salvo i contributi previdenziali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2078" data-end="2264">In sintesi, pur in un regime agevolato, il Reverse Charge espone il forfettario a oneri fiscali concreti, che vanno gestiti con attenzione per evitare impatti negativi sulla marginalità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="146" data-end="213">Conclusione</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="215" data-end="525">Il regime forfettario, pur essendo uno strumento fiscale pensato per semplificare la gestione contabile e alleggerire il carico amministrativo delle partite IVA di minori dimensioni, <strong data-start="398" data-end="451">non esonera il contribuente da obblighi complessi</strong> quando si entra nel campo delle operazioni soggette a <strong data-start="506" data-end="524">Reverse Charge</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="527" data-end="607">Come abbiamo visto, la corretta applicazione dell’inversione contabile richiede:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="608" data-end="1043">
<li data-start="608" data-end="658">
<p data-start="610" data-end="658">la <strong data-start="613" data-end="657">conoscenza delle regole territoriali IVA</strong>,</p>
</li>
<li data-start="659" data-end="719">
<p data-start="661" data-end="719">la <strong data-start="664" data-end="718">capacità di distinguere tra prestazioni e cessioni</strong>,</p>
</li>
<li data-start="720" data-end="789">
<p data-start="722" data-end="789">l’utilizzo corretto dei codici TD17, TD18 e TD19 per l’Esterometro,</p>
</li>
<li data-start="790" data-end="889">
<p data-start="792" data-end="889">il rispetto dei <strong data-start="808" data-end="855">nuovi termini di versamento IVA trimestrali</strong> introdotti dal D.Lgs. n. 81/2025,</p>
</li>
<li data-start="890" data-end="1043">
<p data-start="892" data-end="1043">e un’attenta gestione delle <strong data-start="920" data-end="979">commissioni e dei servizi digitali ricevuti dall’estero</strong>, anche quando si tratta di operatori noti come PayPal o Amazon.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1045" data-end="1431">Inoltre, il fatto che i forfettari <strong data-start="1080" data-end="1110">non possano detrarre l’IVA</strong> li espone a <strong data-start="1123" data-end="1138">costi reali</strong> in caso di errori o omissioni, senza alcuna possibilità di recupero. Per questo è fondamentale adottare strumenti adeguati di <strong data-start="1265" data-end="1293">fatturazione elettronica</strong>, pianificare i controlli periodici e, se necessario, <strong data-start="1347" data-end="1388">affidarsi a un commercialista esperto</strong> per evitare sanzioni e perdite economiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1433" data-end="1706">Il consiglio finale è quindi semplice ma cruciale: <strong data-start="1484" data-end="1534">non sottovalutare l’impatto del Reverse Charge</strong>, anche in un regime che promette semplificazione. Per non trasformare un’opportunità fiscale in un rischio concreto, serve attenzione, competenza e aggiornamento costante.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Reverse-Charge-e-Regime-Forfettario-guida-completa-per-operazioni-interne-intra-UE-ed-extra-UE/">Reverse Charge e Regime Forfettario: guida completa per operazioni interne, intra-UE ed extra-UE</a> was first posted on Ottobre 15, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Forfettari e reverse charge: dal 2025 IVA trimestrale e meno burocrazia</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Forfettari-e-reverse-charge-dal-2025-IVA-trimestrale-e-meno-burocrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 04:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Regime Forfettario]]></category>
		<category><![CDATA[REVERSE CHARGE IVA]]></category>
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		<category><![CDATA[autofattura regime forfettario.]]></category>
		<category><![CDATA[IVA forfettari reverse charge]]></category>
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		<category><![CDATA[normativa IVA reverse charge]]></category>
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		<category><![CDATA[regime forfettario UE extra-UE]]></category>
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		<category><![CDATA[semplificazioni fiscali forfettari]]></category>
		<category><![CDATA[versamento IVA F24 forfettari]]></category>
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					<description><![CDATA[La gestione dell’IVA per i contribuenti in regime forfettario è da sempre uno degli argomenti più delicati e controversi del nostro sistema tributario. Da un lato, il regime forfettario è pensato per alleggerire il carico fiscale e burocratico delle partite IVA con ricavi contenuti. Dall’altro, le regole sull’imposta sul valore aggiunto diventano spesso fonte di [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Forfettari-e-reverse-charge-dal-2025-IVA-trimestrale-e-meno-burocrazia/">Forfettari e reverse charge: dal 2025 IVA trimestrale e meno burocrazia</a> was first posted on Giugno 17, 2025 at 6:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="798">La gestione dell’IVA per i contribuenti in regime forfettario è da sempre uno degli argomenti più delicati e controversi del nostro sistema tributario. Da un lato, il regime forfettario è pensato per alleggerire il carico fiscale e burocratico delle partite IVA con ricavi contenuti. Dall’altro, le regole sull’imposta sul valore aggiunto diventano spesso fonte di confusione, soprattutto quando si parla di operazioni soggette a reverse charge, come quelle con fornitori esteri o in ambito edilizio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="1259">A partire dal 1° ottobre 2025, però, qualcosa cambierà. Il cosiddetto “Correttivo alla Riforma Fiscale”, recentemente approvato, introduce una novità significativa: anche i forfettari dovranno gestire il meccanismo del reverse charge con versamenti IVA trimestrali. Una svolta che nasce con l’obiettivo di semplificare e razionalizzare la gestione dell’IVA nei confronti dell’Erario, ma che solleva numerosi interrogativi sulla reale portata di questa misura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1261" data-end="1641">Perché proprio ora questa modifica? Quali sono le operazioni interessate? E, soprattutto, si tratta di un cambiamento favorevole o di un ulteriore onere per i contribuenti minimi? In questo articolo analizziamo le ragioni della riforma, le novità normative e gli impatti concreti per professionisti e microimprese, con un occhio di riguardo al risparmio fiscale e alla compliance.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1261" data-end="1641"><strong>Reverse charge e forfettari</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="315" data-end="849">Il nuovo articolo 6 del decreto correttivo alla riforma fiscale introduce un’importante novità per i contribuenti in regime forfettario che effettuano operazioni in reverse charge. Fino ad oggi, infatti, i soggetti forfettari erano tenuti a versare l’IVA relativa a queste operazioni entro il giorno 16 del mese successivo all’acquisto, attraverso modello F24. Una scadenza ravvicinata che spesso creava difficoltà nella pianificazione finanziaria, soprattutto per i professionisti e le microimprese che operano con margini contenuti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="851" data-end="1417">Con il nuovo decreto, in vigore per le operazioni effettuate a partire dal 1° ottobre 2025, viene finalmente concessa ai forfettari la possibilità di versare l’IVA secondo il calendario trimestrale già previsto per le imprese ordinarie dall’art. 7 del DPR 542/1999. Questo cambiamento non è casuale: come spiegato nella relazione illustrativa del provvedimento, la norma accoglie una precisa osservazione delle Commissioni Finanze di Camera e Senato, che hanno sottolineato l’opportunità di alleggerire il carico burocratico sui soggetti di dimensioni ridottissime.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1419" data-end="1796">La ratio dell’intervento risiede nella volontà di estendere ai forfettari una forma di semplificazione amministrativa, allineandoli – almeno per queste specifiche operazioni – al regime degli operatori strutturati. Un passo che sembra andare nella direzione di una maggiore equità fiscale e di una gestione più razionale dei flussi finanziari da parte delle partite IVA minori.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1419" data-end="1796"><strong>Soggettività passiva IVA e soglie di esonero</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="327" data-end="854">Nonostante l’appartenenza al regime agevolato, i contribuenti forfettari restano, a tutti gli effetti, soggetti passivi IVA. Questo significa che, pur non potendo esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta (ai sensi dell’art. 1, comma 58, della Legge 190/2014), sono comunque obbligati ad assolvere l’IVA nelle operazioni per le quali la normativa prevede il reverse charge. È il caso, ad esempio, degli acquisti di beni o servizi da fornitori comunitari o extra-UE, oppure di operazioni nel settore edile o energetico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="856" data-end="1396">Un&#8217;importante eccezione a tale obbligo è rappresentata dagli acquisti intracomunitari di beni, che restano esenti dall’applicazione dell’IVA in reverse charge se, nel corso dell’anno solare, non viene superata la soglia dei 10.000 euro. Questa soglia si applica anche alle vendite a distanza effettuate da soggetti stabiliti in altri Stati membri dell’UE. Oltre questo limite, invece, scatta l’obbligo di integrazione della fattura e versamento dell’imposta da parte del forfettario, proprio come avviene per i soggetti in regime ordinario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1398" data-end="1939">Nella pratica, il forfettario dovrà procedere con l’integrazione della fattura del fornitore UE (o con l’emissione di autofattura nel caso di soggetti extra-UE), e versare la relativa IVA tramite modello F24. Le nuove regole introdotte dal Correttivo non modificano il principio di soggettività passiva, ma semplificano i termini di versamento, che passano da mensili a trimestrali. Un passaggio tecnico di grande rilievo, che potrebbe contribuire a migliorare la liquidità delle microimprese e a ridurre il rischio di errori nei versamenti.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-32832 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/lavora-con-una-lente-d-ingrandimento-una-calcolatrice-e-documenti-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1398" data-end="1939"><strong>Reverse charge per forfettari</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="322" data-end="736">Il meccanismo del reverse charge, o “inversione contabile”, è una modalità particolare di applicazione dell’IVA che trasferisce l’obbligo del versamento dell’imposta dal fornitore al cliente. Normalmente chi emette una fattura con IVA la versa all’Erario, ma con il reverse charge il fornitore emette una fattura senza IVA e sarà il cliente a integrarla con l’imposta e a versarla direttamente tramite modello F24.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="738" data-end="1152">Anche i contribuenti in regime forfettario, pur non detraendo l’IVA a monte, sono considerati soggetti passivi IVA e devono assolvere l’imposta quando acquistano beni o servizi soggetti al reverse charge. È il caso tipico degli acquisti da fornitori europei (es. consulenze da una web agency tedesca) o extra-europei (es. un servizio software dagli USA), ma anche delle prestazioni di subappalto nel settore edile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1154" data-end="1526">Facciamo un esempio concreto: un forfettario acquista un servizio pubblicitario da Google Ireland. Riceve una fattura senza IVA, che va integrata manualmente con l’aliquota del 22%, e poi versa l’importo dell’IVA tramite modello F24. Il fatto che il forfettario non possa detrarre quella somma, lo rende di fatto un “contribuente secco”, che sostiene l’imposta come costo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1528" data-end="1795">Questa regola, finora poco conosciuta e spesso ignorata, rappresenta una responsabilità importante. Il decreto correttivo non elimina questo obbligo, ma ne modifica il calendario: non più versamenti mensili, ma trimestrali, rendendo più gestibile l’intera operazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1528" data-end="1795"><strong>Dal mensile al trimestrale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="289" data-end="933">Fino ad oggi, i contribuenti forfettari soggetti al reverse charge dovevano effettuare il versamento dell’IVA a debito entro il giorno 16 del mese successivo all’operazione. Una scadenza rigida e spesso problematica, soprattutto per chi ha una contabilità semplificata e risorse limitate per tenere sotto controllo le scadenze fiscali. Con il decreto correttivo, invece, arriva una semplificazione importante: dal 1° ottobre 2025, l’IVA da reverse charge potrà essere versata trimestralmente, allineandosi alle scadenze previste per i soggetti in regime ordinario che applicano la liquidazione trimestrale ai sensi dell’art. 7 del DPR 542/1999.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="935" data-end="1490">Questa modifica rappresenta un importante passo in avanti sul piano della semplificazione amministrativa. Consentire ai forfettari di avere più tempo per gestire gli adempimenti e pianificare i versamenti aiuta a ridurre lo stress da scadenze, migliora la gestione della cassa e diminuisce il rischio di dimenticanze o errori, che potrebbero tradursi in sanzioni. Non si tratta solo di un rinvio: trimestralità significa anche possibilità di compensare più facilmente debiti e crediti, laddove vi siano altri versamenti da effettuare nello stesso periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1492" data-end="1917">Tuttavia, il beneficio va valutato caso per caso. Alcuni forfettari con volumi elevati di operazioni soggette a reverse charge potrebbero preferire mantenere la cadenza mensile, per evitare di accumulare importi significativi da versare in un’unica soluzione. Fortunatamente, la norma è flessibile: lascia infatti la libertà di scelta al contribuente, che potrà continuare a versare mensilmente se lo ritiene più conveniente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1492" data-end="1917"><strong>Reverse charge e F24</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="332" data-end="848">Quando un contribuente in regime forfettario riceve una fattura soggetta a reverse charge, deve intervenire con un’azione contabile precisa: integrare la fattura oppure emettere un’autofattura, a seconda del caso. Se il fornitore è un soggetto passivo dell’Unione Europea, si procede con l’integrazione della fattura ricevuta, applicando l’aliquota IVA italiana corrispondente (generalmente il 22%). Se invece il fornitore è extra-UE, il forfettario deve emettere un’autofattura, sempre con l’IVA italiana applicata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="850" data-end="1078">Una volta determinato l’importo dell’IVA dovuta, si procede con il versamento tramite il modello F24. L’operazione non è banale, soprattutto per chi non ha un commercialista di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="850" data-end="1078">È fondamentale indicare correttamente:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1080" data-end="1371">
<li data-start="1080" data-end="1188">
<p data-start="1082" data-end="1188"><strong data-start="1082" data-end="1135">Il codice tributo 6006 (giugno), 6009 (settembre)</strong> ecc., a seconda del mese o trimestre di riferimento;</p>
</li>
<li data-start="1189" data-end="1244">
<p data-start="1191" data-end="1244"><strong data-start="1191" data-end="1220">Il periodo di riferimento</strong>, nel formato “MM/AAAA”;</p>
</li>
<li data-start="1245" data-end="1309">
<p data-start="1247" data-end="1309"><strong data-start="1247" data-end="1270">La sezione “Erario”</strong>, in quanto l’IVA è un’imposta statale;</p>
</li>
<li data-start="1310" data-end="1371">
<p data-start="1312" data-end="1371">L’importo esatto dell’IVA dovuta, arrotondato ai centesimi.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1373" data-end="1865">Con il correttivo, a partire dal 1° ottobre 2025, il versamento potrà essere effettuato entro il 16 del mese successivo alla fine del trimestre. Per esempio, l’IVA relativa a operazioni di ottobre-novembre-dicembre si verserà entro il 16 gennaio. Questa nuova cadenza impone al forfettario di avere un controllo trimestrale preciso sulle operazioni soggette a reverse charge e di predisporre un riepilogo dettagliato delle stesse, magari con l’aiuto di un gestionale o del proprio consulente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32833 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/primo-piano-di-uomo-d-affari-con-tavoletta-digitale.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Acquisti UE ed extra-UE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="469" data-end="958">Nel mondo globalizzato di oggi, anche un piccolo professionista in regime forfettario può trovarsi facilmente a interagire con fornitori esteri: software, consulenze, pubblicità online, servizi cloud. Quando il fornitore è un soggetto passivo IVA comunitario, si parla di <strong data-start="741" data-end="770">acquisto intracomunitario</strong>, mentre se proviene da un Paese extra-UE si tratta di <strong data-start="825" data-end="857">acquisto da fornitore estero</strong>. Entrambe le situazioni attivano, per il contribuente forfettario, l’obbligo del <strong data-start="939" data-end="957">reverse charge</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="960" data-end="1436">Nel caso di <strong data-start="972" data-end="1000">acquisti intracomunitari</strong>, il fornitario emette una fattura senza IVA (ai sensi dell’art. 41 DL 331/1993). Il forfettario dovrà <strong data-start="1103" data-end="1116">integrare</strong> la fattura ricevuta con l’aliquota IVA prevista in Italia e versare l’importo tramite F24. Tuttavia, come già visto, se il totale degli acquisti intracomunitari nell’anno solare è <strong data-start="1297" data-end="1324">inferiore a 10.000 euro</strong>, il reverse charge <strong data-start="1344" data-end="1362">non si applica</strong>: la fattura va trattata come se fosse ricevuta da un fornitore nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1438" data-end="1821">Diverso è il caso degli <strong data-start="1462" data-end="1483">acquisti extra-UE</strong>, come quelli da Google LLC, Amazon AWS o Adobe Inc. In queste situazioni, il contribuente forfettario è tenuto a <strong data-start="1597" data-end="1624">emettere un’autofattura</strong>, poiché il fornitore non è registrato in Italia. Anche qui l’IVA è dovuta e va versata con modello F24, ma non vi è alcuna soglia di esonero: ogni operazione è rilevante, anche per importi minimi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1823" data-end="2104">Questa distinzione è fondamentale perché, con l’entrata in vigore della trimestralità a partire da ottobre 2025, sarà necessario organizzare un <strong data-start="1967" data-end="2008">monitoraggio puntuale e differenziato</strong> tra operazioni UE e extra-UE, per rispettare le corrette modalità di integrazione e versamento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1823" data-end="2104"><strong>Armonizzazione tra regimi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="251" data-end="686">L’introduzione della liquidazione trimestrale dell’IVA per le operazioni in reverse charge rappresenta molto più di una semplice semplificazione burocratica: è il segnale di un <strong data-start="428" data-end="459">tentativo di armonizzazione</strong> tra il regime forfettario e quello ordinario. Per anni, i forfettari sono stati visti come un “blocco a parte” del sistema fiscale italiano, quasi scollegati dalle logiche IVA, sebbene ne conservassero la soggettività passiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="688" data-end="1020">Il Correttivo sembra voler ridefinire questo confine: pur mantenendo il carattere agevolato del regime (con tassazione sostitutiva, esonero IVA attiva e contabilità semplificata), si introduce un elemento di <strong data-start="896" data-end="933">allineamento alle regole generali</strong>, laddove si manifestano operazioni particolari, come quelle soggette a reverse charge.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1022" data-end="1414">Questo può essere letto come un primo passo verso una <strong data-start="1076" data-end="1111">maggiore coerenza e trasparenza</strong> del regime forfettario, che oggi è spesso al centro di contestazioni e abusi. Uniformare le scadenze, i modelli di versamento e le regole operative può aiutare i piccoli contribuenti a muoversi con maggiore consapevolezza e l’Amministrazione finanziaria a monitorare in modo più efficace le operazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1416" data-end="1751">Resta ora da capire se questa evoluzione si limiterà al reverse charge, oppure se nei prossimi anni si assisterà a un <strong data-start="1534" data-end="1587">progressivo avvicinamento tra i due mondi fiscali</strong>: quello agevolato e quello ordinario. Un equilibrio complesso, ma potenzialmente virtuoso, se accompagnato da strumenti digitali, formazione e assistenza dedicata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="233" data-end="293"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="691">La riforma introdotta dal Correttivo alla riforma fiscale rappresenta un segnale forte: anche i contribuenti in regime forfettario non sono più esclusi dalle logiche evolutive del sistema IVA. La possibilità di versare l’IVA in reverse charge su base trimestrale offre un vantaggio concreto in termini di semplificazione, ma richiede maggiore attenzione nella gestione contabile e amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="693" data-end="995">Il messaggio per i forfettari è chiaro: nonostante il regime agevolato, alcune operazioni richiedono una preparazione fiscale puntuale, l’uso di strumenti adeguati e, spesso, il supporto di un professionista. Sottovalutare le regole sul reverse charge può portare a errori costosi e sanzioni evitabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="997" data-end="1298">Questa norma è solo una delle tante tappe verso una fiscalità più moderna e inclusiva, dove anche le microimprese devono trovare spazio, ma con regole chiare e sostenibili. Restare aggiornati, pianificare e non sottovalutare la complessità delle operazioni transfrontaliere sarà sempre più importante.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1300" data-end="1573">Per questo motivo, chi opera nel forfettario dovrebbe cogliere questa opportunità per rivedere i propri strumenti di gestione, formarsi (o formare il proprio consulente), e impostare un sistema che sia sì semplificato, ma anche conforme, consapevole e a prova di controlli.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Forfettari-e-reverse-charge-dal-2025-IVA-trimestrale-e-meno-burocrazia/">Forfettari e reverse charge: dal 2025 IVA trimestrale e meno burocrazia</a> was first posted on Giugno 17, 2025 at 6:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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