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	<title>provvedimento 3 luglio 2025 Agenzia Entrate &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>provvedimento 3 luglio 2025 Agenzia Entrate &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Ravvedimento omessa dichiarazione IVA 2025: scadenza 29 luglio, sanzioni ridotte e regole operative</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ravvedimento-omessa-dichiarazione-IVA-2025-scadenza-29-luglio-sanzioni-ridotte-e-regole-operative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 04:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2025 le dichiarazioni IVA omesse o errate sono sempre più facili da individuare per l’Agenzia delle Entrate. Grazie all’incrocio dei dati provenienti da fatturazione elettronica, corrispettivi telematici e altri archivi digitali, il Fisco è in grado di segnalare in tempo reale eventuali anomalie e inviare comunicazioni mirate ai contribuenti. Proprio in questo contesto si [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ravvedimento-omessa-dichiarazione-IVA-2025-scadenza-29-luglio-sanzioni-ridotte-e-regole-operative/">Ravvedimento omessa dichiarazione IVA 2025: scadenza 29 luglio, sanzioni ridotte e regole operative</a> was first posted on Luglio 27, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="238" data-end="599">Nel 2025 le dichiarazioni IVA omesse o errate sono sempre più facili da individuare per l’Agenzia delle Entrate. Grazie all’incrocio dei dati provenienti da <strong data-start="395" data-end="423">fatturazione elettronica</strong>, <strong data-start="425" data-end="453">corrispettivi telematici</strong> e altri archivi digitali, il Fisco è in grado di segnalare in tempo reale eventuali <strong data-start="538" data-end="550">anomalie</strong> e inviare comunicazioni mirate ai contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="601" data-end="1006">Proprio in questo contesto si inserisce il <strong data-start="644" data-end="679">provvedimento del 3 luglio 2025</strong>, con cui le Entrate hanno ufficializzato l’avvio della procedura di <strong data-start="748" data-end="803">ravvedimento operoso per l’omessa dichiarazione IVA</strong> relativa al periodo d’imposta 2024. I soggetti interessati hanno tempo fino al <strong data-start="883" data-end="901">29 luglio 2025</strong> per sanare spontaneamente la propria posizione fiscale, evitando sanzioni pesanti e accertamenti futuri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1008" data-end="1504">Il provvedimento si basa sull’art. 1, comma 636, della <strong data-start="1063" data-end="1081">Legge 190/2014</strong>, che promuove una collaborazione attiva tra contribuente e Fisco, mettendo a disposizione anche della Guardia di Finanza i dati utili per evidenziare possibili omissioni o errori. Tra le irregolarità più comuni: <strong data-start="1294" data-end="1319">assenza del quadro VE</strong>, <strong data-start="1321" data-end="1407">dichiarazione con importi inferiori a quelli risultanti dalle fatture elettroniche</strong>, oppure <strong data-start="1416" data-end="1453">mancata indicazione del quadro VJ</strong> in presenza di acquisti soggetti a reverse charge.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1506" data-end="1784">Questo articolo ti spiega tutto quello che devi sapere: <strong data-start="1562" data-end="1585">chi deve ravvedersi</strong>, <strong data-start="1587" data-end="1601">come farlo</strong>, <strong data-start="1603" data-end="1634">quali sanzioni si applicano</strong> e <strong data-start="1637" data-end="1668">quali vantaggi si ottengono</strong> agendo in tempo. Un’occasione da non perdere per chi vuole regolarizzare la propria posizione fiscale senza rischi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="330" data-end="454"><strong>Ravvedimento omessa dichiarazione IVA 2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="456" data-end="920">Negli ultimi anni, grazie all’integrazione tra <strong data-start="503" data-end="531">fatturazione elettronica</strong>, <strong data-start="533" data-end="561">corrispettivi telematici</strong> e <strong data-start="564" data-end="597">controlli incrociati dei dati</strong>, l’Agenzia delle Entrate ha potenziato in modo significativo la capacità di individuare omissioni e incongruenze nelle dichiarazioni IVA. Il contribuente che spera di “sfuggire” a errori formali o alla mancata presentazione dell’IVA annuale ora deve fare i conti con un sistema di incrocio dati praticamente automatizzato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="922" data-end="1322">Con il <strong data-start="929" data-end="964">provvedimento del 3 luglio 2025</strong>, l’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente aperto la finestra per l’<strong data-start="1032" data-end="1057">adempimento spontaneo</strong> in relazione alla <strong data-start="1076" data-end="1102">dichiarazione IVA 2025</strong> riferita al periodo d’imposta 2024. L’obiettivo? Offrire al contribuente un’ultima possibilità per <strong data-start="1202" data-end="1231">rimediare volontariamente</strong> a errori o omissioni, sfruttando il <strong data-start="1268" data-end="1292">ravvedimento operoso</strong>, entro <strong data-start="1300" data-end="1321">il 29 luglio 2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1324" data-end="1857">Le nuove regole applicano il principio di <strong data-start="1366" data-end="1395">collaborazione preventiva</strong> tra Fisco e contribuente, previsto dall’art. 1, comma 636, della <strong data-start="1461" data-end="1482">Legge n. 190/2014</strong>, che consente alle Entrate di rendere disponibili tutti gli elementi che evidenziano possibili irregolarità: dall’<strong data-start="1631" data-end="1679">omessa presentazione della dichiarazione IVA</strong>, alla <strong data-start="1686" data-end="1723">dichiarazione priva del quadro VE</strong> (in presenza di operazioni attive), fino all’assenza del <strong data-start="1781" data-end="1794">quadro VJ</strong> nonostante l’acquisto di beni o servizi in <strong data-start="1838" data-end="1856">reverse charge</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1859" data-end="2238">Questa apertura alla collaborazione, tuttavia, non è solo un gesto di trasparenza: rappresenta anche un <strong data-start="1963" data-end="1984">ultimatum fiscale</strong>. Chi non regolarizza entro il 29 luglio potrebbe trovarsi esposto a <strong data-start="2053" data-end="2066">verifiche</strong>, <strong data-start="2068" data-end="2084">accertamenti</strong> e <strong data-start="2087" data-end="2105">sanzioni piene</strong>. Ecco perché è fondamentale capire come funziona il ravvedimento, chi può beneficiarne, e quali sono le modalità operative previste.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1859" data-end="2238"><strong>Come l&#8217;<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">ADE</a> individua l’omissione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="472" data-end="989">Con l’obiettivo di potenziare il dialogo tra Fisco e contribuente, il <strong data-start="542" data-end="577">provvedimento del 3 luglio 2025</strong> ha introdotto criteri chiari e trasparenti con cui l’Agenzia delle Entrate rileva l’omissione o l’infedeltà dichiarativa IVA. Grazie all’integrazione dei dati derivanti dalla <strong data-start="753" data-end="781">fatturazione elettronica</strong>, dai <strong data-start="787" data-end="815">corrispettivi telematici</strong> e da altre <strong data-start="827" data-end="850">banche dati fiscali</strong>, è ora possibile incrociare in modo automatico le informazioni a disposizione dell’Amministrazione con quanto dichiarato dal contribuente.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="991" data-end="1070">Le situazioni che fanno scattare un’<strong data-start="1027" data-end="1038">anomala</strong> segnalazione sono ben definite:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1072" data-end="1593">
<li data-start="1072" data-end="1164">
<p data-start="1074" data-end="1164"><strong data-start="1074" data-end="1128">Mancata presentazione della dichiarazione IVA 2025</strong> (relativa all’anno d’imposta 2024);</p>
</li>
<li data-start="1165" data-end="1383">
<p data-start="1167" data-end="1383"><strong data-start="1167" data-end="1224">Presentazione della dichiarazione priva del quadro VE</strong>, oppure con un importo di operazioni attive <strong data-start="1269" data-end="1295">inferiore a 1.000 euro</strong>, anche se dai dati delle fatture elettroniche risulta un volume d’affari ben superiore;</p>
</li>
<li data-start="1384" data-end="1593">
<p data-start="1386" data-end="1593"><strong data-start="1386" data-end="1411">Assenza del quadro VJ</strong>, nonostante risultino fatture passive ricevute in <strong data-start="1462" data-end="1480">reverse charge</strong>, come nel caso di acquisti da soggetti esteri o da fornitori italiani in ambiti soggetti a inversione contabile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1915">Queste segnalazioni vengono messe a disposizione <strong data-start="1644" data-end="1673">non solo del contribuente</strong>, ma anche della <strong data-start="1690" data-end="1712">Guardia di Finanza</strong>, attraverso strumenti informatici. Lo scopo è promuovere un <strong data-start="1773" data-end="1800">ravvedimento tempestivo</strong>, che consenta di evitare conseguenze peggiori: controlli fiscali, recuperi d’imposta e sanzioni molto più elevate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1917" data-end="2126">Il messaggio è chiaro: chi non ha presentato la dichiarazione o lo ha fatto in modo incompleto, ha oggi tutti gli strumenti per sapere che il Fisco se n’è accorto e per rimediare, prima che sia troppo tardi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-33276 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/la-donna-d-affari-insiste-sulla-modifica-del-testo-di-contatto.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Procedura operativa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="441" data-end="737">Per regolarizzare l’omessa dichiarazione IVA entro il termine del <strong data-start="507" data-end="525">29 luglio 2025</strong>, il contribuente deve seguire una procedura ben precisa, che si articola in due passaggi fondamentali: la <strong data-start="632" data-end="673">presentazione della dichiarazione IVA</strong> e il <strong data-start="679" data-end="716">versamento della sanzione ridotta</strong> tramite modello F24.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="739" data-end="1157">In primo luogo, è necessario trasmettere la <strong data-start="783" data-end="809">dichiarazione IVA 2025</strong> tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline), indicando correttamente tutti i quadri, in particolare quelli <strong data-start="952" data-end="958">VE</strong> (operazioni attive) e <strong data-start="981" data-end="987">VJ</strong> (reverse charge), se applicabili. Nel caso in cui la dichiarazione sia stata già trasmessa in forma incompleta, è possibile presentare una <strong data-start="1127" data-end="1156">dichiarazione integrativa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1159" data-end="1664">Il secondo step consiste nel pagamento della <strong data-start="1204" data-end="1249">sanzione ridotta per omessa dichiarazione</strong>, che — in base all’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997 — può essere abbattuta fino a <strong data-start="1334" data-end="1358">un decimo del minimo</strong>, se il ravvedimento viene effettuato entro 90 giorni. La sanzione minima ordinaria prevista è <strong data-start="1453" data-end="1465">250 euro</strong>, riducibile dunque a <strong data-start="1487" data-end="1498">25 euro</strong>, qualora non vi siano imposte dovute. Se invece sono dovute imposte, si applica il 75% dell’imposta non versata (in luogo del 120%), come previsto dal D.Lgs. 471/97.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1666" data-end="2002">Il versamento avviene con <strong data-start="1692" data-end="1707">modello F24</strong>, utilizzando i <strong data-start="1723" data-end="1741">codici tributo</strong> relativi alla dichiarazione IVA (ad esempio, 8911 per le sanzioni). È fondamentale indicare nella sezione “Erario” l’anno d’imposta di riferimento, ovvero <strong data-start="1897" data-end="1905">2024</strong>, e la causale corretta, specificando che si tratta di <strong data-start="1960" data-end="2001">ravvedimento per dichiarazione omessa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2004" data-end="2270">Completata la procedura, il contribuente conserva una posizione regolare e riduce il rischio di accertamenti futuri. Inoltre, dimostra un comportamento collaborativo e conforme alla normativa, elemento oggi sempre più rilevante anche in ottica di compliance fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="395" data-end="477"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="479" data-end="834">Effettuare il <strong data-start="493" data-end="517">ravvedimento operoso</strong> entro il 29 luglio 2025 comporta vantaggi significativi sotto il profilo fiscale, economico e procedurale. La scelta di regolarizzarsi spontaneamente, infatti, permette non solo di <strong data-start="699" data-end="723">evitare accertamenti</strong> e contenziosi, ma soprattutto di <strong data-start="757" data-end="794">ridurre sensibilmente le sanzioni</strong> dovute in caso di omessa dichiarazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1368">Il primo vantaggio è <strong data-start="857" data-end="870">economico</strong>: la sanzione minima per omessa dichiarazione, pari a <strong data-start="924" data-end="936">250 euro</strong>, può essere ridotta fino a <strong data-start="964" data-end="975">25 euro</strong> se si presenta la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria e si versa tempestivamente quanto dovuto. Se invece la dichiarazione omessa riguarda anche <strong data-start="1140" data-end="1167">imposte IVA non versate</strong>, la riduzione prevista dal D.Lgs. 471/1997 passa dal <strong data-start="1221" data-end="1242">120% dell’imposta</strong> al <strong data-start="1246" data-end="1253">75%</strong>, ma solo se il ravvedimento avviene <strong data-start="1290" data-end="1331">prima di qualsiasi attività ispettiva</strong> da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1370" data-end="1924">Un secondo vantaggio è <strong data-start="1393" data-end="1408">procedurale</strong>: chi si ravvede evita la notifica di <strong data-start="1446" data-end="1483">processi verbali di constatazione</strong>, <strong data-start="1485" data-end="1502">avvisi bonari</strong> o <strong data-start="1505" data-end="1534">accertamenti con adesione</strong>, che spesso comportano non solo aggravio sanzionatorio, ma anche spese accessorie come interessi e sanzioni supplementari. Inoltre, il contribuente che si ravvede dimostra un atteggiamento <strong data-start="1724" data-end="1741">collaborativo</strong>, oggi particolarmente apprezzato in ottica di compliance fiscale e che può influenzare positivamente anche valutazioni future, come i punteggi ISA (Indici sintetici di affidabilità).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1926" data-end="2257">Infine, vi è anche un vantaggio <strong data-start="1958" data-end="1975">reputazionale</strong>: le irregolarità IVA possono comportare responsabilità anche penali in caso di frode, e mantenere una posizione regolare con il Fisco tutela non solo la propria attività ma anche la <strong data-start="2158" data-end="2185">credibilità commerciale</strong> dell’impresa nei confronti di clienti, fornitori e istituti di credito.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1926" data-end="2257"><strong>Cosa accade se non ci si ravvede</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="428" data-end="905">Ignorare la scadenza del <strong data-start="453" data-end="471">29 luglio 2025</strong> e non procedere con il ravvedimento operoso per l’omessa dichiarazione IVA può avere <strong data-start="557" data-end="584">conseguenze molto gravi</strong> sia dal punto di vista economico che legale. La dichiarazione IVA, se non presentata entro 90 giorni dal termine ordinario del 30 aprile 2025, viene considerata <strong data-start="746" data-end="772">definitivamente omessa</strong>. Anche una eventuale trasmissione successiva non rimuove lo status di irregolarità, ma al massimo può mitigare in parte le sanzioni.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="907" data-end="976">Nel dettaglio, la mancata presentazione della dichiarazione comporta:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1695">
<li data-start="978" data-end="1141">
<p data-start="980" data-end="1141"><strong data-start="980" data-end="1007">Sanzione amministrativa</strong> dal <strong data-start="1012" data-end="1048">120% al 240% dell’imposta dovuta</strong>, con un minimo di 250 euro, come previsto dall’<strong data-start="1096" data-end="1140">articolo 5, comma 1, del D.Lgs. 471/1997</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1142" data-end="1234">
<p data-start="1144" data-end="1234">Esclusione dalla possibilità di beneficiare del ravvedimento operoso con sanzioni ridotte;</p>
</li>
<li data-start="1235" data-end="1349">
<p data-start="1237" data-end="1349">Elevato rischio di ricevere un <strong data-start="1268" data-end="1294">avviso di accertamento</strong> con recupero dell’imposta, sanzioni piene e interessi;</p>
</li>
<li data-start="1350" data-end="1481">
<p data-start="1352" data-end="1481">Possibile applicazione di <strong data-start="1378" data-end="1404">accertamento induttivo</strong> o <strong data-start="1407" data-end="1430">analitico-induttivo</strong>, con ricostruzione presuntiva del volume d’affari;</p>
</li>
<li data-start="1482" data-end="1695">
<p data-start="1484" data-end="1695">In casi più gravi, qualora l’omissione venga qualificata come fraudolenta, si può sconfinare anche nel <strong data-start="1587" data-end="1608">penale tributario</strong>, con responsabilità penale a carico dell’amministratore (ai sensi del D.Lgs. 74/2000).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1697" data-end="1982">Inoltre, le Entrate hanno ormai accesso a una mole di dati estremamente precisa grazie a fatture elettroniche, corrispettivi giornalieri e strumenti di intelligenza artificiale. Questo rende <strong data-start="1888" data-end="1937">quasi certo l’intercettamento delle omissioni</strong>, e riduce drasticamente il margine d’errore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1984" data-end="2235">In conclusione, ignorare la scadenza del 29 luglio è un rischio concreto e costoso, che può compromettere la posizione fiscale dell’impresa per molti anni a venire. Il ravvedimento non è solo un’opzione: è spesso <strong data-start="2197" data-end="2234">l’unica via per contenere i danni</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="399" data-end="478"><strong>Lettera di compliance</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="480" data-end="880">Nel caso in cui il contribuente riceva una <strong data-start="523" data-end="548">lettera di compliance</strong> dall’Agenzia delle Entrate, è fondamentale <strong data-start="592" data-end="609">non ignorarla</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="480" data-end="880">Queste comunicazioni, previste dal provvedimento del 3 luglio 2025, non sono accertamenti veri e propri, ma <strong data-start="719" data-end="751">inviti alla regolarizzazione</strong>: segnalano la presenza di <strong data-start="778" data-end="790">anomalie</strong> tra i dati dichiarati (o non dichiarati) e quelli in possesso del Fisco,</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="480" data-end="880">come ad esempio:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="882" data-end="1152">
<li data-start="882" data-end="972">
<p data-start="884" data-end="972">Presenza di <strong data-start="896" data-end="927">fatture elettroniche emesse</strong> ma assenza di quadro VE nella dichiarazione;</p>
</li>
<li data-start="973" data-end="1056">
<p data-start="975" data-end="1056">Operazioni effettuate in <strong data-start="1000" data-end="1018">reverse charge</strong> ma mancato inserimento del quadro VJ;</p>
</li>
<li data-start="1057" data-end="1152">
<p data-start="1059" data-end="1152"><strong data-start="1059" data-end="1086">Volume d’affari anomalo</strong> rispetto alle informazioni acquisite da corrispettivi telematici.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1154" data-end="1346">La ricezione della lettera non comporta sanzioni immediate, ma è un <strong data-start="1222" data-end="1243">segnale d’allarme</strong> che può essere sfruttato per procedere al ravvedimento operoso.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1154" data-end="1346">In questo caso, il contribuente dovrà:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1348" data-end="1739">
<li data-start="1348" data-end="1445">
<p data-start="1351" data-end="1445"><strong data-start="1351" data-end="1372">Analizzare i dati</strong> contenuti nella comunicazione e confrontarli con la propria contabilità;</p>
</li>
<li data-start="1446" data-end="1619">
<p data-start="1449" data-end="1486">Se l’anomalia è reale, procedere con:</p>
<ul data-start="1490" data-end="1619">
<li data-start="1490" data-end="1555">
<p data-start="1492" data-end="1555">Presentazione della <strong data-start="1512" data-end="1536">dichiarazione omessa</strong> o <strong data-start="1539" data-end="1554">integrativa</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1559" data-end="1619">
<p data-start="1561" data-end="1619"><strong data-start="1561" data-end="1590">Versamento della sanzione</strong> ridotta tramite modello F24;</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1620" data-end="1739">
<p data-start="1623" data-end="1739">Conservare copia della lettera e della documentazione relativa alla regolarizzazione per eventuali controlli futuri.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1741" data-end="2076">In alcuni casi, la comunicazione può contenere anche un <strong data-start="1797" data-end="1820">link personalizzato</strong> per accedere al proprio cassetto fiscale, dove sono disponibili i dettagli puntuali delle irregolarità riscontrate. È consigliabile farsi assistere da un <strong data-start="1975" data-end="2008">commercialista esperto in IVA</strong> per evitare errori e garantire una corretta gestione della pratica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2078" data-end="2315">Rispondere in modo proattivo a queste comunicazioni consente non solo di <strong data-start="2151" data-end="2177">evitare l’accertamento</strong>, ma anche di gestire in anticipo possibili problemi futuri, inserendosi nel percorso virtuoso di collaborazione tra contribuente e Fisco.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="403" data-end="476"><strong>Esempi pratici </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="478" data-end="728">Per comprendere meglio come applicare il ravvedimento operoso in caso di <strong data-start="551" data-end="592">dichiarazione IVA omessa o incompleta</strong>, vediamo tre casi reali, tratti dalla prassi professionale e coerenti con quanto previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="730" data-end="782">Caso 1 – Omessa dichiarazione con IVA dovuta</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="784" data-end="1088">Una ditta individuale ha omesso la presentazione della dichiarazione IVA 2025 (anno d’imposta 2024), entro il 30 aprile. Dopo aver ricevuto una <strong data-start="928" data-end="957">comunicazione di anomalia</strong> con riferimento a fatture elettroniche emesse per oltre 75.000 euro, il titolare decide di ravvedersi <strong data-start="1060" data-end="1087">entro il 29 luglio 2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1090" data-end="1323">La ditta presenta la dichiarazione e versa l’IVA dovuta (ad esempio 9.000 euro) e la <strong data-start="1175" data-end="1202">sanzione ridotta al 75%</strong>, cioè 6.750 euro, più interessi legali e sanzioni minori ridotte secondo quanto previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/97.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1325" data-end="1382">Caso 2 – Dichiarazione presentata senza quadro VE</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1384" data-end="1617">Una società ha regolarmente presentato la dichiarazione IVA, ma ha <strong data-start="1451" data-end="1487">omesso di compilare il quadro VE</strong>, nonostante risultino emesse fatture elettroniche per oltre 50.000 euro. La comunicazione delle Entrate evidenzia la discrepanza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1619" data-end="1901">Il contribuente, accorgendosi dell’errore, presenta <strong data-start="1671" data-end="1704">una dichiarazione integrativa</strong> entro il 29 luglio, compilando correttamente il quadro VE e versando la <strong data-start="1777" data-end="1816">sanzione per dichiarazione infedele</strong> ridotta a <strong data-start="1827" data-end="1845">1/9 del minimo</strong>: ad esempio, 27,78 euro in luogo dei 250 euro ordinari.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1903" data-end="1970">Caso 3 – Reverse charge non dichiarato (mancanza quadro VJ)</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1972" data-end="2247">Un libero professionista ha acquistato servizi da una società estera nel 2024, ricevendo regolari fatture soggette a <strong data-start="2089" data-end="2107">reverse charge</strong>. Tuttavia, nella dichiarazione IVA 2025 ha dimenticato di compilare il <strong data-start="2179" data-end="2192">quadro VJ</strong>. Anche in questo caso arriva la lettera di compliance.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2249" data-end="2474">Il contribuente può correggere l’errore presentando una <strong data-start="2305" data-end="2334">dichiarazione integrativa</strong> entro il 29 luglio e versando la sanzione ridotta, normalmente tra <strong data-start="2402" data-end="2418">25 e 50 euro</strong>, a seconda dell’imposta coinvolta e del tipo di errore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2481" data-end="2712">Questi esempi dimostrano come <strong data-start="2511" data-end="2559">un piccolo errore o una dimenticanza formale</strong> possa generare gravi conseguenze se ignorata, ma anche come il <strong data-start="2623" data-end="2647">ravvedimento operoso</strong> consenta di rimediare con costi sostenibili, se agito per tempo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="240" data-end="312"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="314" data-end="764">Il <strong data-start="317" data-end="375">ravvedimento operoso per omessa dichiarazione IVA 2025</strong> rappresenta una delle ultime e più efficaci opportunità per evitare pesanti conseguenze fiscali, economiche e — nei casi più gravi — anche penali. L’Agenzia delle Entrate ha messo nero su bianco, con il <strong data-start="579" data-end="614">provvedimento del 3 luglio 2025</strong>, tutti gli strumenti che il contribuente ha a disposizione per verificare la propria posizione e sanare tempestivamente eventuali omissioni o errori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="766" data-end="1140">La <strong data-start="769" data-end="800">scadenza del 29 luglio 2025</strong> è il termine ultimo entro cui è ancora possibile beneficiare della <strong data-start="868" data-end="904">massima riduzione delle sanzioni</strong> e presentare la dichiarazione (o l’integrativa) prima che vengano attivati accertamenti e controlli. Chi riceve una <strong data-start="1021" data-end="1046">lettera di compliance</strong> o ha il dubbio di non aver correttamente compilato i quadri VE o VJ, deve intervenire subito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1142" data-end="1445">Ignorare questa possibilità significa esporsi a <strong data-start="1190" data-end="1231">sanzioni fino al 240% dell’IVA dovuta</strong>, oltre a interessi, accertamenti e verifiche invasive, mentre un ravvedimento tempestivo mette al riparo da futuri problemi con il Fisco e permette di gestire tutto in modo autonomo o con l’aiuto di un consulente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1447" data-end="1713">Se non sei sicuro della tua situazione fiscale o vuoi procedere con il ravvedimento operoso in modo corretto e senza rischi, <strong data-start="1572" data-end="1637">rivolgiti subito a un commercialista esperto in fiscalità IVA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1447" data-end="1713">Un intervento rapido oggi può evitare una lunga e costosa vertenza domani.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ravvedimento-omessa-dichiarazione-IVA-2025-scadenza-29-luglio-sanzioni-ridotte-e-regole-operative/">Ravvedimento omessa dichiarazione IVA 2025: scadenza 29 luglio, sanzioni ridotte e regole operative</a> was first posted on Luglio 27, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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