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	<title>plusvalenze 2026 - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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		<title>Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 08:40:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema della tassazione dei dividendi è sempre stato al centro dell’attenzione di professionisti, investitori e aziende. Con la bozza della Legge di Bilancio 2025, il Governo ha proposto una modifica molto rilevante: l’introduzione di una soglia minima del 5% di partecipazione per poter accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi dal reddito imponibile. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="308" data-end="913">Il tema della <strong data-start="322" data-end="350">tassazione dei dividendi</strong> è sempre stato al centro dell’attenzione di professionisti, investitori e aziende. Con la bozza della Legge di Bilancio 2025, il Governo ha proposto una <strong data-start="504" data-end="532">modifica molto rilevante</strong>: l’introduzione di una <strong data-start="556" data-end="598">soglia minima del 5% di partecipazione</strong> per poter accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi dal reddito imponibile. Una proposta che ha subito fatto discutere, al punto da essere immediatamente oggetto di un <strong data-start="781" data-end="807">emendamento correttivo</strong>, proprio a causa delle forti criticità emerse da parte di imprese, commercialisti e operatori finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="915" data-end="1395">Questa modifica avrebbe avuto impatti <strong data-start="953" data-end="1002">profondi sul tessuto imprenditoriale italiano</strong>, in particolare per quelle società che oggi beneficiano della tassazione agevolata sui dividendi percepiti da partecipazioni qualificate e non qualificate. La norma mirava a ridefinire le condizioni per poter escludere parzialmente i dividendi dalla tassazione, prevedendo appunto una soglia di possesso minima, ma è stata subito vista come <strong data-start="1344" data-end="1370">potenzialmente dannosa</strong> per migliaia di società.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1440">Nell’articolo analizziamo passo dopo passo cosa prevedeva inizialmente il testo del DDL, quali sarebbero state le conseguenze pratiche per le imprese, come è intervenuto l’emendamento correttivo e  soprattutto, quali sono oggi i reali impatti di questa misura dopo la modifica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1440">Scopriremo anche se e come questa norma potrebbe essere ulteriormente ritoccata in fase di approvazione definitiva della Legge di Bilancio e quali strategie valutare per risparmiare sulle imposte in modo del tutto legale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="249" data-end="361"><strong data-start="253" data-end="361">DDL Bilancio 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="945">Nel cuore del Disegno di Legge di Bilancio 2026, l’articolo 18 ha introdotto una modifica <strong data-start="453" data-end="500">strutturale e potenzialmente rivoluzionaria</strong> alla tassazione dei dividendi per le società. La bozza iniziale prevedeva <strong data-start="575" data-end="631">l’abbandono del regime di esenzione parziale del 95%</strong>, oggi riconosciuto ai dividendi percepiti dalle società ai sensi dell’art. 89, comma 2, del TUIR. Secondo questa prima formulazione, il beneficio fiscale si sarebbe applicato solo se la società detentrice avesse posseduto <strong data-start="854" data-end="903">una partecipazione diretta pari almeno al 10%</strong> nella società che distribuisce gli utili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="947" data-end="1385">Un’ulteriore condizione riguardava la possibilità di considerare anche le <strong data-start="1021" data-end="1049">partecipazioni indirette</strong>, ma con calcolo “demoltiplicato” secondo le regole previste dal Codice Civile (art. 2359). Le stesse regole sarebbero state estese anche ai <strong data-start="1190" data-end="1219">dividendi di fonte estera</strong>. In pratica, il nuovo regime avrebbe drasticamente ristretto la platea delle partecipazioni fiscalmente agevolabili, escludendo tutte quelle sotto la soglia del 10%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1387" data-end="1771">L’emendamento successivo ha <strong data-start="1415" data-end="1440">ammorbidito la misura</strong>, riducendo la soglia minima dal 10% al <strong data-start="1480" data-end="1486">5%</strong>, con l’aggiunta di un ulteriore vincolo temporale: la partecipazione dovrà essere <strong data-start="1569" data-end="1601">detenuta per almeno tre anni</strong>. Inoltre, l’agevolazione rimarrebbe applicabile anche nel caso in cui la quota posseduta sia inferiore al 5% ma il valore della partecipazione superi <strong data-start="1752" data-end="1770">i 500.000 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1773" data-end="2064">Queste modifiche si applicheranno solo a partire dal <strong data-start="1826" data-end="1845">1° gennaio 2026</strong>, senza alcun effetto retroattivo. Il cambio di rotta del Governo sembra voler evitare impatti troppo forti sul sistema imprenditoriale, pur mantenendo un certo rigore contro la <strong data-start="2023" data-end="2063">doppia non imposizione dei dividendi</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="323"><strong data-start="240" data-end="323">Impatto della soglia al 5%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="779">L’introduzione di una soglia minima del 5% per accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi rappresenta un cambio di paradigma importante rispetto alla normativa attuale, che prevede un’esenzione del 95% senza alcuna soglia minima di partecipazione. Questa modifica avrà impatti immediati sia sulle società holding che su quelle operative, ma anche su tutte le imprese con partecipazioni minoritarie, finora fiscalmente efficienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="781" data-end="1244">Le società che detengono partecipazioni frammentate, magari sotto forma di investimenti strategici inferiori al 5%, si vedranno negare il beneficio dell’esenzione, e saranno quindi soggette a tassazione ordinaria sull’intero importo dei dividendi ricevuti. Un cambiamento che può portare a un aumento della pressione fiscale in misura significativa, in particolare per le holding di partecipazione che operano con logiche di portafoglio diversificato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1246" data-end="1644">Anche le operazioni di M&amp;A e di pianificazione societaria potrebbero essere influenzate: sarà infatti necessario valutare attentamente il peso delle partecipazioni e l’orizzonte temporale del loro mantenimento. La norma prevede che la partecipazione debba essere mantenuta per almeno tre anni, il che implica una strategia di lungo periodo e potrebbe limitare la flessibilità operativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1646" data-end="1986">Non meno importante è l’impatto sulle plusvalenze: l’articolo 18, nella nuova formulazione, estende i criteri della soglia anche alle plusvalenze da cessione di partecipazioni acquisite dal 2026. Se la partecipazione è inferiore al 5% o ha un valore sotto i 500.000 euro, anche le eventuali plusvalenze non godranno dell’esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1988" data-end="2120">Questo scenario obbliga le imprese a ripensare le proprie strategie di gestione partecipativa per ottimizzare il carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1988" data-end="2120"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33837 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg" alt="" width="696" height="522" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-300x225.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-768x576.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1536x1152.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-560x420.jpg 560w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-80x60.jpg 80w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-150x113.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-600x450.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-696x522.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1068x801.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-265x198.jpg 265w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="266" data-end="377"><strong data-start="270" data-end="377">Gli obiettivi del legislatore</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="875">La ratio della nuova disciplina sui dividendi si fonda su un’esigenza ben precisa: <strong data-start="462" data-end="511">limitare i fenomeni di doppia non imposizione</strong>, che negli anni hanno favorito pianificazioni fiscali aggressive da parte di alcune strutture societarie, in particolare <strong data-start="633" data-end="701">holding di diritto italiano con partecipazioni in società estere</strong>. Infatti, nel regime attuale, l’esclusione del 95% si applica in maniera automatica, anche a partecipazioni di modesto valore e senza alcun requisito temporale o gestionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="877" data-end="1396">Secondo la relazione tecnica allegata al DDL, la modifica normativa sarebbe volta a garantire un&#8217;applicazione più selettiva del beneficio fiscale, premiando le partecipazioni più rilevanti e stabili, in linea con le direttive europee in materia di fiscalità delle società (in particolare la Direttiva madre-figlia 2011/96/UE). Quest’ultima impone agli Stati membri di evitare la doppia imposizione economica, ma consente anche di adottare clausole anti-abuso che impediscano vantaggi fiscali ingiustificati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1398" data-end="1825">Un altro aspetto non trascurabile è l’impatto sulle entrate fiscali: restringendo il campo delle partecipazioni fiscalmente agevolate, lo Stato punta a recuperare base imponibile, con un effetto potenzialmente positivo sul bilancio pubblico. Tuttavia, il rischio di effetti distorsivi sul mercato non è secondario, specie per le PMI che detengono partecipazioni minoritarie ma strategiche in altre realtà aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1827" data-end="2066">In sostanza, il legislatore sembra voler privilegiare un approccio più “qualitativo” alla fiscalità dei dividendi, riconoscendo l’esenzione solo in presenza di un effettivo coinvolgimento societario e imprenditoriale nel lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="210" data-end="303"><strong data-start="214" data-end="303">Decorrenza e periodo transitorio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="305" data-end="767">Una delle caratteristiche più rilevanti della nuova disciplina sulla tassazione dei dividendi è la sua <strong data-start="408" data-end="459">applicazione solo a partire dal 1° gennaio 2026</strong>. Questo significa che tutte le distribuzioni deliberate fino al 31 dicembre 2025 continueranno a beneficiare del regime attuale, ovvero <strong data-start="596" data-end="656">esclusione del 95% senza soglie minime di partecipazione</strong>. La norma non prevede effetti retroattivi, e questo offre alle imprese un <strong data-start="731" data-end="766">margine operativo per adeguarsi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="1140">Tuttavia, c’è un punto critico da non sottovalutare: ai fini della determinazione degli <strong data-start="857" data-end="890">acconti d’imposta per il 2026</strong>, si dovranno considerare le nuove regole, come se fossero già in vigore. Questo comporta che le imprese dovranno <strong data-start="1004" data-end="1026">rivedere i calcoli</strong> in base alle previsioni dell’art. 18 riformato, con possibili <strong data-start="1089" data-end="1116">impatti sulla liquidità</strong> aziendale già nel 2025.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1142" data-end="1245">Alla luce di ciò, diventa fondamentale valutare azioni strategiche entro la fine del 2025, tra cui:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1695">
<li data-start="1247" data-end="1399">
<p data-start="1249" data-end="1399"><strong data-start="1249" data-end="1286">Deliberare distribuzioni di utili</strong> prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, specialmente se si detengono partecipazioni inferiori al 5%;</p>
</li>
<li data-start="1400" data-end="1557">
<p data-start="1402" data-end="1557">Rivedere la <strong data-start="1414" data-end="1448">struttura delle partecipazioni</strong> per valutare eventuali accorpamenti, fusioni o riallocazioni che permettano di raggiungere la soglia del 5%;</p>
</li>
<li data-start="1558" data-end="1695">
<p data-start="1560" data-end="1695">Analizzare le partecipazioni estere, per verificare <strong data-start="1612" data-end="1646">coerenza con i nuovi requisiti</strong>, anche in caso di catene di controllo indirette.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1697" data-end="2037">Il periodo transitorio, se ben sfruttato, può rappresentare un’occasione per riorganizzare in modo più efficiente la struttura societaria e ottimizzare il carico fiscale futuro. La consulenza di un commercialista esperto in fiscalità societaria sarà, in questa fase, uno strumento fondamentale per evitare errori e cogliere opportunità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="325"><strong data-start="241" data-end="325">Soggetti penalizzati</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="327" data-end="639">Non tutte le imprese saranno colpite allo stesso modo dalla riforma introdotta con il DDL di Bilancio 2026. L&#8217;introduzione della soglia del 5% e del requisito di detenzione triennale per beneficiare del regime di esclusione parziale dei dividendi penalizzerà in modo particolare alcune <strong data-start="613" data-end="638">categorie di soggetti</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="641" data-end="685">Tra i principali <strong data-start="658" data-end="675">“danneggiati”</strong> troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="687" data-end="1759">
<li data-start="687" data-end="985">
<p data-start="689" data-end="985"><strong data-start="689" data-end="735">Società con partecipazioni inferiori al 5%</strong>, soprattutto quelle che detengono piccole quote in società strategiche, magari per motivi commerciali, industriali o di alleanze territoriali. In questi casi, il mancato accesso all’esenzione rischia di <strong data-start="939" data-end="984">azzerare la convenienza dell’investimento</strong>.</p>
</li>
<li data-start="987" data-end="1237">
<p data-start="989" data-end="1237"><strong data-start="989" data-end="1032">Holding di partecipazioni diversificate</strong>, tipiche nel settore finanziario o immobiliare, che operano con logiche di portafoglio e non con partecipazioni di controllo. La riforma impone una riflessione profonda sulla <strong data-start="1208" data-end="1236">composizione degli asset</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1239" data-end="1485">
<p data-start="1241" data-end="1485"><strong data-start="1241" data-end="1270">Start-up e PMI innovative</strong>, spesso partecipate da più investitori con piccole quote, che rischiano di perdere l’attrattività fiscale per soci finanziatori e business angel, con possibili effetti negativi sull’<strong data-start="1453" data-end="1484">ecosistema dell’innovazione</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1487" data-end="1759">
<p data-start="1489" data-end="1759"><strong data-start="1489" data-end="1519">Società estere controllate</strong> da realtà italiane tramite più livelli di partecipazione (holding estere, sub-holding): in questi casi, la <strong data-start="1627" data-end="1651">catena partecipativa</strong> potrebbe ridurre l’effettiva quota di controllo al di sotto del 5%, rendendo inapplicabile l’agevolazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1761" data-end="1992">Anche il vincolo dei tre anni di detenzione continuativa rischia di penalizzare operazioni tipiche del private equity o delle joint venture temporanee, limitando la flessibilità strategica in fase di ingresso o dismissione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1994" data-end="2197">In conclusione, le imprese dovranno effettuare una mappatura completa delle proprie partecipazioni, per capire dove intervenire e come strutturare al meglio gli investimenti futuri in ottica fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1994" data-end="2197"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33833 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="279" data-end="377"><strong data-start="283" data-end="377">Strategie di risparmio fiscale legale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="743">Con l’entrata in vigore della nuova soglia del 5% e del vincolo triennale a partire dal 2026, le imprese devono iniziare sin da ora a <strong data-start="513" data-end="558">ripensare la propria struttura societaria</strong> per evitare un aggravio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="743">Esistono diverse <strong data-start="609" data-end="666">strategie legali e pienamente conformi alla normativa</strong> che consentono di ridurre l’impatto delle nuove regole, agendo con anticipo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1167"><strong data-start="745" data-end="800">1. Riorganizzazione delle partecipazioni societarie</strong><br data-start="800" data-end="803" />Se un’impresa detiene più partecipazioni frazionate (ad esempio inferiori al 5%), è possibile valutare operazioni come <strong data-start="922" data-end="967">fusione, conferimento o acquisto di quote</strong> per superare la soglia minima e accedere all’esenzione parziale. Naturalmente, tali operazioni devono avere <strong data-start="1076" data-end="1116">valenza economica e non solo fiscale</strong>, per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1169" data-end="1562"><strong data-start="1169" data-end="1224">2. Pianificazione delle distribuzioni entro il 2025</strong><br data-start="1224" data-end="1227" />Poiché la nuova disciplina si applica solo ai dividendi deliberati dal 1° gennaio 2026, una delle strategie più efficaci è <strong data-start="1350" data-end="1381">anticipare le distribuzioni</strong>. Le società possono deliberare, anche senza distribuirli subito, <strong data-start="1447" data-end="1491">utili accantonati in esercizi precedenti</strong>, evitando così la nuova imposizione piena su partecipazioni “piccole”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1564" data-end="1979"><strong data-start="1564" data-end="1622">3. Consolidamento o rivalutazione delle partecipazioni</strong><br data-start="1622" data-end="1625" />Per le partecipazioni che non raggiungono la soglia del 5% ma hanno un <strong data-start="1696" data-end="1726">elevato valore di bilancio</strong> (oltre 500.000 euro), si potrebbe valutare una <strong data-start="1774" data-end="1813">rivalutazione civilistica e fiscale</strong> per rientrare nella seconda soglia prevista dalla norma. In alternativa, si può considerare un aumento di capitale o operazioni societarie per raggiungere la soglia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1981" data-end="2293"><strong data-start="1981" data-end="2036">4. Holding di partecipazione come strumento fiscale</strong><br data-start="2036" data-end="2039" />In alcuni casi, la costituzione di una <strong data-start="2078" data-end="2098">holding italiana</strong> può permettere il consolidamento di partecipazioni, migliorando il controllo e l’efficienza fiscale. Tuttavia, è necessario valutarne attentamente i costi, la governance e l’impatto successorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2295" data-end="2642"><strong data-start="2295" data-end="2350">5. Monitoraggio costante e consulenza specialistica</strong><br data-start="2350" data-end="2353" />Le nuove regole non saranno semplici da applicare, soprattutto in presenza di <strong data-start="2431" data-end="2459">partecipazioni indirette</strong> o catene societarie complesse. Un’attenta <strong data-start="2502" data-end="2524">analisi preventiva</strong>, accompagnata da simulazioni fiscali e supporto di professionisti, sarà fondamentale per pianificare con razionalità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="405"><strong data-start="323" data-end="405">Esempio pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="407" data-end="678">Immaginiamo il caso di <strong data-start="430" data-end="442">Alfa Srl</strong>, una PMI italiana che detiene il <strong data-start="476" data-end="495">3% del capitale</strong> di <strong data-start="499" data-end="511">Beta Spa</strong>, società operativa di maggiori dimensioni. Nel 2024, Beta Spa ha accantonato utili importanti, e sta valutando se distribuirli nel corso del 2025 o attendere il 2026.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="680" data-end="696">Situazione:</h4>
<ul style="text-align: justify;" data-start="698" data-end="1007">
<li data-start="698" data-end="749">
<p data-start="700" data-end="749">Quota di partecipazione: <strong data-start="725" data-end="731">3%</strong> (inferiore al 5%)</p>
</li>
<li data-start="750" data-end="797">
<p data-start="752" data-end="797">Utili destinati a distribuzione: <strong data-start="785" data-end="797">€200.000</strong></p>
</li>
<li data-start="798" data-end="855">
<p data-start="800" data-end="855">Alfa Srl è una società residente, soggetta a IRES (24%)</p>
</li>
<li data-start="856" data-end="937">
<p data-start="858" data-end="937">Nessun vincolo di partecipazione triennale (poiché posseduta da meno di 2 anni)</p>
</li>
<li data-start="938" data-end="1007">
<p data-start="940" data-end="1007">La partecipazione <strong data-start="958" data-end="1007">non supera i 500.000 euro di valore contabile</strong></p>
</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1009" data-end="1070">Scenario 1: Distribuzione entro il 2025 (regime attuale)</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1072" data-end="1246">In base alla normativa vigente (art. 89, comma 2, TUIR), Alfa Srl <strong data-start="1138" data-end="1192">esclude il 95% del dividendo dalla base imponibile</strong>. Solo il 5% (€10.000) sarà tassato con l’IRES al 24%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1248" data-end="1293"><strong data-start="1248" data-end="1293">Tassazione totale = 10.000 × 24% = €2.400</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1356">Scenario 2: Distribuzione dal 2026 in poi (nuovo regime)</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1358" data-end="1507">Poiché la quota è inferiore al 5% e non supera i 500.000 euro, <strong data-start="1421" data-end="1451">l’esenzione non si applica</strong>. L’intero dividendo sarà incluso nella base imponibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1556"><strong data-start="1509" data-end="1556">Tassazione totale = 200.000 × 24% = €48.000</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1594">Differenza di carico fiscale:</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong data-start="1595" data-end="1643">€48.000 – €2.400 = €45.600 in più di imposte</strong> da pagare, semplicemente per effetto della nuova norma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong data-start="1709" data-end="1737">Conclusione dell’esempio</strong>: in casi come questo, è evidente che una distribuzione entro il 2025 è fiscalmente più vantaggiosa. Rimandare può comportare una tassazione venti volte più alta, senza che cambi nulla nella natura dell’investimento. Per questo motivo, le imprese devono valutare con urgenza la tempistica delle distribuzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong>Considerazioni finali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="705">La modifica alla disciplina fiscale dei dividendi, introdotta dal DDL di Bilancio 2026, rappresenta un cambio significativo per la fiscalità delle società italiane. L’introduzione della soglia minima del 5% e del requisito di detenzione per almeno tre anni segna un passaggio da un sistema generalizzato di agevolazione a un modello più selettivo, che mira a limitare fenomeni di doppia non imposizione e a favorire partecipazioni più stabili e rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="707" data-end="1011">Le implicazioni sono concrete: molte società che oggi beneficiano dell’esclusione del 95% si troveranno, dal 2026, a dover assoggettare interamente i dividendi a tassazione, con un impatto economico non trascurabile, in particolare per le partecipazioni minoritarie o di natura meramente finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1013" data-end="1401">In attesa dell’approvazione definitiva della norma e dell’eventuale conferma dell’emendamento che abbassa la soglia dal 10% al 5%, sarà fondamentale per le imprese effettuare valutazioni tempestive. La possibilità di distribuire utili entro la fine del 2025 o di ristrutturare le partecipazioni nei mesi a venire potrebbe rivelarsi decisiva per mitigare gli effetti della riforma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1403" data-end="1747">Resta infine da comprendere se, nei prossimi passaggi parlamentari, la norma subirà ulteriori modifiche o se verranno introdotte clausole di salvaguardia per le partecipazioni storiche o strategiche. Il contesto fiscale, ancora una volta, impone alle imprese un’attenta pianificazione e un costante aggiornamento sulle evoluzioni normative.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/">Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/">Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 9:40 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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