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	<title>pilastro 2 OCSE &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>pilastro 2 OCSE &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Global Minimum Tax: guida alla comunicazione rilevante secondo il decreto MEF del 16 ottobre 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 04:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’entrata in vigore della Global Minimum Tax, le imprese italiane appartenenti a gruppi multinazionali o nazionali sopra una certa soglia di fatturato sono chiamate a un nuovo importante adempimento: la comunicazione dei dati rilevanti all’Agenzia delle Entrate. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato, il 16 ottobre 2025, il decreto attuativo contenente regole, [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Global-Minimum-Tax-guida-alla-comunicazione-rilevante-secondo-il-decreto-MEF-del-16-ottobre-2025/">Global Minimum Tax: guida alla comunicazione rilevante secondo il decreto MEF del 16 ottobre 2025</a> was first posted on Ottobre 24, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="1127">Con l’entrata in vigore della <strong data-start="489" data-end="511">Global Minimum Tax</strong>, le imprese italiane appartenenti a gruppi multinazionali o nazionali sopra una certa soglia di fatturato sono chiamate a un nuovo importante adempimento: la <strong data-start="670" data-end="706">comunicazione dei dati rilevanti</strong> all’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="1127">Il <strong data-start="739" data-end="782">Ministero dell’Economia e delle Finanze</strong> ha pubblicato, il <strong data-start="801" data-end="820">16 ottobre 2025</strong>, il decreto attuativo contenente regole, modalità operative e modello da utilizzare per questa comunicazione obbligatoria. Si tratta di un passo fondamentale per attuare in Italia il <strong data-start="1004" data-end="1036">Pilastro 2 dell’accordo OCSE</strong>, volto a garantire che le multinazionali paghino almeno il 15% di imposte ovunque operino.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1129" data-end="1195">L’obiettivo dell’articolo è spiegare in modo semplice ma completo chi sono i soggetti obbligati, cosa devono comunicare, quando e come farlo, quali rischi comporta l’omissione o l’errore e come può un’impresa organizzarsi per risparmiare tempo, denaro e rischi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1634">In questo scenario, la <strong data-start="1430" data-end="1452">compliance fiscale</strong> diventa una vera leva competitiva. Capire come adempiere correttamente è cruciale non solo per evitare sanzioni, ma anche per gestire in modo efficiente la fiscalità internazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="348" data-end="423"><strong>Le regole base della comunicazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="425" data-end="979">Il Decreto del MEF del 16 ottobre 2025 introduce ufficialmente in Italia l’obbligo di presentare la <strong data-start="525" data-end="552">Comunicazione Rilevante</strong> nell’ambito dell’applicazione della <strong data-start="589" data-end="611">Global Minimum Tax</strong>, stabilita a livello OCSE. L’adempimento interessa tutte le <strong data-start="672" data-end="703">imprese residenti in Italia</strong> e le <strong data-start="709" data-end="768">entità apolidi costituite secondo la normativa italiana</strong>, a condizione che facciano parte di un <strong data-start="808" data-end="845">gruppo multinazionale o nazionale</strong> con fatturato consolidato pari o superiore a 750 milioni di euro, soggetto alle disposizioni del <strong data-start="943" data-end="976">Titolo II del D.lgs. 209/2023</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="981" data-end="1517">L’invio della comunicazione deve essere effettuato tramite il <strong data-start="1043" data-end="1083">modello standard allegato al decreto</strong>, che contiene informazioni dettagliate sia sul gruppo di appartenenza sia sui dati utili per il calcolo dell’<strong data-start="1193" data-end="1216">imposta integrativa</strong> dovuta nei vari Paesi a bassa fiscalità. Tuttavia, il legislatore ha previsto anche una forma di <strong data-start="1314" data-end="1342">delega interna al gruppo</strong>: le imprese italiane possono infatti designare un’altra società del gruppo per adempiere all’obbligo informativo in loro nome, evitando la duplicazione della comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1519" data-end="1932">Esistono poi <strong data-start="1532" data-end="1551">casi di esonero</strong>: ad esempio, se l’obbligo è già stato assolto da una <strong data-start="1605" data-end="1632">controllante capogruppo</strong>, da una <strong data-start="1641" data-end="1662">società designata</strong> o da una <strong data-start="1672" data-end="1699">designated local entity</strong>, la società italiana è sollevata dall’invio, sempre che le condizioni siano documentate. Questo sistema di “responsabilità condivisa” riduce il rischio di frammentazione informativa e assicura la centralizzazione dei dati fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1934" data-end="2114">Queste disposizioni rafforzano la trasparenza e il coordinamento tra amministrazioni fiscali, in linea con gli obiettivi BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) promossi dall’OCSE.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="346" data-end="433"><strong>Struttura, sezioni e dati da trasmettere</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="435" data-end="890">La <strong data-start="438" data-end="465">Comunicazione Rilevante</strong> prevista per l’attuazione della <strong data-start="498" data-end="520">Global Minimum Tax</strong> è articolata in due sezioni principali, secondo quanto stabilito dall’<strong data-start="591" data-end="621">articolo 4 del Decreto MEF</strong> del 16 ottobre 2025: una <strong data-start="647" data-end="667">sezione generale</strong> e una o più <strong data-start="680" data-end="707">sezioni giurisdizionali</strong>. La compilazione di queste sezioni è fondamentale per consentire all’Agenzia delle Entrate di verificare la corretta applicazione dell’imposta integrativa in ambito internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="892" data-end="962">Nella <strong data-start="898" data-end="918">sezione generale</strong> devono essere indicati i seguenti elementi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="963" data-end="1326">
<li data-start="963" data-end="1045">
<p data-start="965" data-end="1045">le informazioni anagrafiche e strutturali del gruppo multinazionale o nazionale;</p>
</li>
<li data-start="1046" data-end="1105">
<p data-start="1048" data-end="1105">l’organigramma del gruppo, incluse le entità controllate;</p>
</li>
<li data-start="1106" data-end="1155">
<p data-start="1108" data-end="1155">i dati identificativi dell’impresa dichiarante;</p>
</li>
<li data-start="1156" data-end="1227">
<p data-start="1158" data-end="1227">la sintesi delle <strong data-start="1175" data-end="1215">informazioni finanziarie consolidate</strong> del gruppo;</p>
</li>
<li data-start="1228" data-end="1326">
<p data-start="1230" data-end="1326">l’indicazione dell’imposta integrativa calcolata per ciascuna giurisdizione a bassa imposizione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1328" data-end="1471">Le <strong data-start="1331" data-end="1358">sezioni giurisdizionali</strong>, invece, devono contenere informazioni dettagliate <strong data-start="1410" data-end="1431">per ciascun Paese</strong> in cui il gruppo opera. In particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1472" data-end="1754">
<li data-start="1472" data-end="1529">
<p data-start="1474" data-end="1529">l’utile ante imposte attribuibile a ogni giurisdizione;</p>
</li>
<li data-start="1530" data-end="1580">
<p data-start="1532" data-end="1580">l’ammontare delle imposte effettivamente pagate;</p>
</li>
<li data-start="1581" data-end="1688">
<p data-start="1583" data-end="1688">l’eventuale integrazione dovuta in base al confronto tra l’aliquota effettiva e la soglia minima del 15%;</p>
</li>
<li data-start="1689" data-end="1754">
<p data-start="1691" data-end="1754">eventuali differenze rispetto alle regole OCSE, se applicabili.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1756" data-end="2141">Secondo quanto previsto dall’<strong data-start="1785" data-end="1811">articolo 3 del decreto</strong>, se più Stati membri o terze giurisdizioni rivendicano un diritto d’imposizione sullo stesso gruppo, l’impresa italiana deve <strong data-start="1937" data-end="1981">dare evidenza delle divergenze normative</strong> tra il modello OCSE e la legislazione di ciascun Paese interessato. In caso contrario, se un solo Stato ha diritto d’imposizione, si applicano le sue regole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2143" data-end="2514">Infine, è importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate può <strong data-start="2209" data-end="2246">richiedere ulteriori informazioni</strong> integrative, soprattutto in caso di incongruenze nei dati trasmessi. In presenza di imposte già versate da una capogruppo estera in un <strong data-start="2382" data-end="2400">“porto sicuro”</strong> (safe harbour), l’Italia può accettare quei dati, semplificando l’adempimento per le società italiane del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2143" data-end="2514"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34035 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-1024x574.jpg" alt="" width="696" height="390" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-1024x574.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-300x168.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-768x430.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-1536x861.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-749x420.jpg 749w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-150x84.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-600x336.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-696x390.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-1068x599.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="417"><strong>Modalità di invio e scadenze </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="902">Il Decreto MEF del 16 ottobre 2025 stabilisce che la <strong data-start="472" data-end="499">Comunicazione Rilevante</strong> deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate <strong data-start="548" data-end="589">entro il quindicesimo mese successivo</strong> alla chiusura dell’esercizio fiscale a cui i dati si riferiscono. Ad esempio, per un esercizio chiuso il 31 dicembre 2025, la scadenza ultima per l’invio sarà il <strong data-start="752" data-end="769">31 marzo 2027</strong>.<br data-start="770" data-end="773" />Tale scadenza è allineata al calendario OCSE e riflette la necessità di elaborare dati consolidati e affidabili prima dell’invio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="904" data-end="1244">La comunicazione deve essere trasmessa <strong data-start="943" data-end="979">esclusivamente in via telematica</strong>, attraverso i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il <strong data-start="1054" data-end="1074">modello standard</strong> riportato nell’Allegato 1 al decreto. Il formato sarà strutturato in XML, seguendo le specifiche tecniche che l’Agenzia pubblicherà con appositi provvedimenti attuativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1246" data-end="1330">È responsabilità dell’<strong data-start="1268" data-end="1291">impresa dichiarante</strong> assicurarsi che le informazioni siano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1573">
<li data-start="1331" data-end="1402">
<p data-start="1333" data-end="1402"><strong data-start="1333" data-end="1357">complete e veritiere</strong>, conformi ai principi contabili applicabili;</p>
</li>
<li data-start="1403" data-end="1483">
<p data-start="1405" data-end="1483"><strong data-start="1405" data-end="1440">coerenti con i dati di bilancio</strong> del gruppo e con i dati fiscali nazionali;</p>
</li>
<li data-start="1484" data-end="1573">
<p data-start="1486" data-end="1573">trasmesse <strong data-start="1496" data-end="1524">entro i termini previsti</strong>, pena l’applicazione di sanzioni amministrative.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1575" data-end="1935">In caso di <strong data-start="1586" data-end="1610">deleghe intra-gruppo</strong>, la responsabilità resta comunque in capo alla società che ha fornito i dati, anche se l’invio è stato effettuato da un’altra impresa designata. È dunque fondamentale predisporre una <strong data-start="1794" data-end="1816">governance interna</strong> chiara e tracciabile, con una catena di controllo che garantisca la qualità delle informazioni condivise con il Fisco.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1937" data-end="2197">Per garantire il rispetto delle scadenze e la qualità dei dati, molte imprese stanno valutando l’adozione di <strong data-start="2046" data-end="2095">software di compliance fiscale internazionale</strong>, spesso integrati nei sistemi ERP e già aggiornati per la reportistica richiesta dal Pilastro 2 OCSE.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="347" data-end="444"><strong>Vantaggi della compliance </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="446" data-end="973">L’introduzione della Comunicazione Rilevante nell’ambito della <strong data-start="509" data-end="531">Global Minimum Tax</strong> rappresenta molto più di un adempimento burocratico: è una sfida di <strong data-start="600" data-end="637">compliance fiscale internazionale</strong>, ma anche un’opportunità per rafforzare il presidio interno sulla fiscalità e migliorare il rapporto con l’amministrazione finanziaria.<br data-start="773" data-end="776" />Infatti, un’impresa che gestisce correttamente questo obbligo dimostra di essere <strong data-start="857" data-end="898">trasparente, organizzata e affidabile</strong>, riducendo significativamente il <strong data-start="932" data-end="972">rischio di controlli e contestazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="975" data-end="1047">Tra i vantaggi principali di una corretta applicazione delle regole:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1048" data-end="1545">
<li data-start="1048" data-end="1160">
<p data-start="1050" data-end="1160"><strong data-start="1050" data-end="1107">Minore esposizione a verifiche fiscali internazionali</strong>, grazie alla qualità e coerenza dei dati comunicati;</p>
</li>
<li data-start="1161" data-end="1273">
<p data-start="1163" data-end="1273"><strong data-start="1163" data-end="1202">Riduzione del rischio reputazionale</strong>, soprattutto per i gruppi operanti in mercati regolamentati o quotati;</p>
</li>
<li data-start="1274" data-end="1398">
<p data-start="1276" data-end="1398">Maggiore possibilità di <strong data-start="1300" data-end="1330">accedere a regimi premiali</strong> previsti per i soggetti collaborativi (es. cooperative compliance);</p>
</li>
<li data-start="1399" data-end="1545">
<p data-start="1401" data-end="1545">Ottimizzazione dei flussi informativi tra le società del gruppo, con benefici anche in termini di <strong data-start="1499" data-end="1544">efficienza gestionale e controllo interno</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1547" data-end="1953">Tuttavia, non mancano le <strong data-start="1572" data-end="1585">criticità</strong>. Il rischio principale è quello di <strong data-start="1621" data-end="1680">incoerenza tra i dati trasmessi a diverse giurisdizioni</strong>, oppure tra i dati dichiarati e quelli contenuti nei bilanci consolidati o nei Country by Country Report (CbCR). Errori di valutazione o omissioni possono condurre a <strong data-start="1847" data-end="1874">sanzioni amministrative</strong> o, nei casi più gravi, a contestazioni di <strong data-start="1917" data-end="1952">evasione fiscale internazionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1955" data-end="2011">Per affrontare al meglio l’adempimento, è consigliabile:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2012" data-end="2447">
<li data-start="2012" data-end="2114">
<p data-start="2014" data-end="2114">dotarsi di <strong data-start="2025" data-end="2051">software specializzati</strong> per la raccolta, analisi e reporting dei dati fiscali globali;</p>
</li>
<li data-start="2115" data-end="2206">
<p data-start="2117" data-end="2206">definire una <strong data-start="2130" data-end="2152">task force interna</strong> (area fiscale, legale e IT) che coordini le attività;</p>
</li>
<li data-start="2207" data-end="2314">
<p data-start="2209" data-end="2314">attivare un <strong data-start="2221" data-end="2249">audit interno preventivo</strong> per verificare la correttezza dei dati prima della trasmissione;</p>
</li>
<li data-start="2315" data-end="2447">
<p data-start="2317" data-end="2447">avvalersi della consulenza di uno <strong data-start="2351" data-end="2412">studio commercialista esperto in fiscalità internazionale</strong> per evitare errori interpretativi.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2449" data-end="2560">Investire oggi nella compliance può significare risparmiare domani in termini di sanzioni, tempo e complessità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2449" data-end="2560"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34036 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="465" data-end="560"><strong>Imposizione concorrente, divergenze tra Stati e regole OCSE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="562" data-end="997">Uno degli aspetti più delicati dell’applicazione della Global Minimum Tax è la gestione dei casi in cui <strong data-start="666" data-end="737">più Stati rivendicano il diritto di applicare l’imposta integrativa</strong> sul medesimo gruppo multinazionale. L’<strong data-start="776" data-end="806">articolo 3 del Decreto MEF</strong> disciplina queste situazioni, prevedendo che l’<strong data-start="854" data-end="886">impresa dichiarante italiana</strong> debba segnalare le <strong data-start="906" data-end="967">divergenze tra il framework OCSE e le normative nazionali</strong> di ciascun Paese coinvolto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="999" data-end="1200">In pratica, se due o più Stati affermano di avere diritto a riscuotere la stessa imposta integrativa, occorre effettuare un’<strong data-start="1123" data-end="1144">analisi comparata</strong> delle normative applicabili. L’obiettivo è determinare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1201" data-end="1450">
<li data-start="1201" data-end="1267">
<p data-start="1203" data-end="1267">quale giurisdizione ha il <strong data-start="1229" data-end="1266">diritto prevalente di imposizione</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1268" data-end="1337">
<p data-start="1270" data-end="1337">se vi sono regole locali che <strong data-start="1299" data-end="1336">si discostano dagli standard OCSE</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1338" data-end="1450">
<p data-start="1340" data-end="1450">come tali divergenze impattano sul calcolo dell’imposta effettiva pagata e sull’eventuale integrazione dovuta.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1452" data-end="1683">Per facilitare la gestione di queste situazioni, l’OCSE ha previsto meccanismi di coordinamento tra autorità fiscali, ma il successo di tali strumenti dipende fortemente dalla <strong data-start="1628" data-end="1668">qualità della documentazione fornita</strong> dalle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1685" data-end="2103">Un’altra semplificazione importante è data dal cosiddetto <strong data-start="1743" data-end="1776">“porto sicuro” (Safe Harbour)</strong>: se l’impresa capogruppo estera del gruppo ha già versato un’imposta minima in uno Stato che applica regole equivalenti a quelle OCSE, l’Italia può <strong data-start="1925" data-end="1962">riconoscere quei dati come validi</strong>, evitando duplicazioni di calcolo e riducendo il rischio di doppia imposizione. Tuttavia, questa possibilità è subordinata alla verifica di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2104" data-end="2238">
<li data-start="2104" data-end="2147">
<p data-start="2106" data-end="2147">coerenza delle aliquote minime applicate;</p>
</li>
<li data-start="2148" data-end="2185">
<p data-start="2150" data-end="2185">equivalenza dei criteri di calcolo;</p>
</li>
<li data-start="2186" data-end="2238">
<p data-start="2188" data-end="2238">disponibilità della documentazione giustificativa.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2240" data-end="2490">In questi contesti transfrontalieri, è fondamentale una <strong data-start="2296" data-end="2351">coordinazione stretta tra le sedi estere e italiane</strong> del gruppo, oltre al supporto di consulenti che conoscano in dettaglio sia il diritto tributario italiano sia la fiscalità internazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="444" data-end="526"><strong>Sanzioni, controlli e responsabilità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="528" data-end="1105">L’obbligo di trasmettere la <strong data-start="556" data-end="583">Comunicazione Rilevante</strong> non è solo un adempimento tecnico, ma un vero e proprio <strong data-start="640" data-end="658">obbligo legale</strong>, il cui mancato rispetto può determinare <strong data-start="700" data-end="735">sanzioni amministrative pesanti</strong>, oltre a ripercussioni reputazionali e operative.<br data-start="785" data-end="788" />Secondo il <strong data-start="799" data-end="834">Decreto MEF del 16 ottobre 2025</strong>, l’<strong data-start="838" data-end="863">Agenzia delle Entrate</strong> è autorizzata a verificare la correttezza, la completezza e la coerenza dei dati comunicati, sia attraverso controlli automatizzati, sia mediante accertamenti fiscali ordinari o internazionali, anche in collaborazione con le autorità estere.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1107" data-end="1154">Le principali <strong data-start="1121" data-end="1148">violazioni sanzionabili</strong> sono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1155" data-end="1468">
<li data-start="1155" data-end="1228">
<p data-start="1157" data-end="1228"><strong data-start="1157" data-end="1181">omessa comunicazione</strong>, ovvero il mancato invio nei termini previsti;</p>
</li>
<li data-start="1229" data-end="1343">
<p data-start="1231" data-end="1343"><strong data-start="1231" data-end="1270">comunicazione incompleta o infedele</strong>, cioè con dati falsi, errati o non coerenti con il bilancio consolidato;</p>
</li>
<li data-start="1344" data-end="1468">
<p data-start="1346" data-end="1468"><strong data-start="1346" data-end="1386">inosservanza delle modalità tecniche</strong> di trasmissione, che potrebbe comportare l’invalidità della comunicazione stessa.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1470" data-end="1773">Le <strong data-start="1473" data-end="1496">sanzioni pecuniarie</strong> saranno quantificate con provvedimenti specifici dell’Agenzia, ma ci si attende una struttura simile a quella prevista per altri obblighi internazionali (es. Country-by-Country Reporting), con <strong data-start="1690" data-end="1772">importi che possono arrivare fino a 100.000 euro per ciascun esercizio fiscale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1775" data-end="2176">Oltre alla sanzione economica, è prevista una <strong data-start="1821" data-end="1854">responsabilità amministrativa</strong> a carico dei soggetti che, pur avendo la responsabilità del controllo interno e della compliance, non hanno predisposto misure idonee a garantire l’adempimento. Questo rende fondamentale il coinvolgimento diretto del <strong data-start="2072" data-end="2096">management aziendale</strong> e dei <strong data-start="2103" data-end="2123">revisori interni</strong>, che dovranno garantire l’affidabilità dei processi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2178" data-end="2414">L’Agenzia può inoltre richiedere <strong data-start="2211" data-end="2241">documentazione integrativa</strong> in caso di incongruenze o segnali di rischio fiscale. Una risposta evasiva o tardiva può aggravare la posizione dell’impresa e portare a una <strong data-start="2383" data-end="2413">verifica fiscale più ampia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2416" data-end="2683">Per evitare tutto ciò, è consigliato adottare un <strong data-start="2465" data-end="2488">approccio proattivo</strong>, con sistemi di controllo preventivo e tracciabilità documentale. In un contesto sempre più interconnesso, la <strong data-start="2599" data-end="2636">compliance fiscale internazionale</strong> non è più un’opzione, ma un dovere strategico.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="287" data-end="400"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="402" data-end="1012">L’introduzione della Comunicazione Rilevante per la Global Minimum Tax, come disciplinata dal Decreto MEF del 16 ottobre 2025, rappresenta un salto di qualità nell’evoluzione della fiscalità internazionale. Le imprese italiane, inserite in gruppi multinazionali o nazionali di grandi dimensioni, non possono più permettersi un approccio passivo alla compliance.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="402" data-end="1012">La trasparenza, la correttezza dei dati e la capacità di rispondere in modo tempestivo e strutturato alle richieste dell’Agenzia delle Entrate diventano elementi centrali per evitare sanzioni e migliorare la posizione fiscale complessiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1014" data-end="1567">Ma questo nuovo adempimento è anche un’opportunità: quella di rivedere l’organizzazione fiscale del gruppo, correggere eventuali inefficienze, sfruttare correttamente le norme OCSE e, soprattutto, dimostrare affidabilità nei confronti delle autorità fiscali internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1014" data-end="1567">Con l’aiuto di professionisti esperti in fiscalità internazionale e strumenti tecnologici adeguati, le imprese possono trasformare questo obbligo in un elemento strategico di governance, contribuendo a una gestione più efficiente, trasparente e orientata al futuro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1833">Il consiglio, dunque, è chiaro: agire per tempo, formare il proprio personale, adottare soluzioni digitali e affidarsi a uno studio commercialista specializzato, per evitare errori costosi e cogliere tutte le opportunità che la nuova normativa può offrire.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Global-Minimum-Tax-guida-alla-comunicazione-rilevante-secondo-il-decreto-MEF-del-16-ottobre-2025/">Global Minimum Tax: guida alla comunicazione rilevante secondo il decreto MEF del 16 ottobre 2025</a> was first posted on Ottobre 24, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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